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 perché si richiede sempre meno agli alunni?

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Dragonfly_24



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MessaggioOggetto: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 5:40 pm

Promemoria primo messaggio :

é solo una mia impressione o già in prima media le richieste che ci troviamo a fare noi docenti sono sempre meno?parlo da un punto di vista didattico e di conseguente apprendimento. Come mai molti alunni arrivano al primo anno della scuola secondaria di primo grado che sanno male le tabelline? o sanno poco di grammatica? e non hanno metodo si studio? non credo che alle elementari non vengano più fatte queste discipline. Anche da voi è così?
Poi molti docenti alzano i voti e abbassano le richieste, molti vanno al liceo credendosi bravi e sbam, 2 e 3 come se piovesse.
Dove sta il problema?
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AutoreMessaggio
mac67



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 9:56 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Il termine "scienza" è tristemente abusato.

Proprio l'altro giorno ho sentito la collega di IRC dire "scienze religiose" (teologia, insomma) e ho rischiato di rotolarmi per terra dalle risate.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:07 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
I bambini sono diversi da quelli della scorsa generazione perchè li cresciamo così.
La smania di "non perderne neanche uno" ci porta a crescerli nella bambagia e a farli diventare persone inutili.

Ma proprio a proposito di questo "non perderne neanche uno"... ma perché, cosa sarebbe cambiato, DI FATTO, rispetto ai tempi nostri? Ricordo che il discorso era partito parlando di scuole primarie e di competenze acquisite nelle scuole primarie, non di innalzamento dell'obbligo scolastico alle superiori, né di anime inquiete e ribelli già entrate nella tarda adolescenza.
Non intendevo abbandono scolastico ma .... morte.
Io andavo a scuola da solo alle elementari e tornavo da solo; andavo in bici da solo per tutta la città (Settimo Torinese, immagino 100000 abitanti); a 14 anni sono andato da solo a Reggio Calabria col treno (accompagnato alla stazione dai miei e preso alla stazione dagli zii), con i miei cugini giocavo fuori tutto il giorno, senza alcuna sorveglianza, dall'età di 6 anni (campagna).

Poteva succedermi qualcosa di brutto ? Si certo, ma di solito non succedeva.

Su 1000 bambini uno moriva e 999 diventavano adulti competitivi; oggi otteniamo 500 bambocci e 500 bamboccioni; ci abbiamo guadagnato ?
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
LucaPS ha scritto:
.... Nel primo caso si collide ...... nel secondo caso si collude. ........
Bellissima !

Arrossisco : )

Concordo sul "per non perderli li cresciamo nella bambagia"; li perdiamo comunque e, per giunta, così loro stessi perdono se stessi. E' una paura degli adulti fragili e insicuri che, per non perderli (in quanto non tollerano il rischio della separazione), li tengono attaccati a sè. Ma... tutti sanno che il processo di separazione-individuazione passa appunto per la separazione e la separazione è l'adulto per primo a doverla tollerare.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:26 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Davide ha scritto:
Se vi sentisse qualche ordinario di pedagogia si metterebbe le mani nei capelli.

Per molti di noi, è da ANNI che ci mettiamo le mani nei capelli quando sentiamo parlare qualche ordinario di pedagogia.

Fan bei discorsi, dicono quel che la Società vuol sentirsi dire, lisciano il pelo con delle belle conferenze. La quasi totalità non ha il coraggio di andare controcorrente. Oh, le dicono molto bene le cose che dicono, costruzioni logiche ben costruite e riescono a convincere. Quelli che non si convincono magari danno loro ragione per utilità e comodo personale... Ma l'educare e del "formare" sta altrove... da che mondo è mondo. Pure gli americani se ne accorsero negli anni Sessanta abbandonando la pedagogia attivistica deweyana e sostituendola con la pedagogia disciplinarista bruneriana (poi vabbè... tutto andò a rotoli comunque anche là - complici le mille psicologie comprensive, centrate sul cliente et similia - ma almeno se ne accorsero).

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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:29 pm

mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Il termine "scienza" è tristemente abusato.

Proprio l'altro giorno ho sentito la collega di IRC dire "scienze religiose" (teologia, insomma) e ho rischiato di rotolarmi per terra dalle risate.

Ma secondo voi la Religione e la Teologia guadagna o ci perde se vien preceduta dalla parola "scienza"? Ma ci perde, certamente! Religione e Teologia son ben altre cose e ben più importanti! Locke (empirista!) docet! Ma pure Galilei docet su questo!
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:32 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Poteva succedermi qualcosa di brutto? Si certo, ma di solito non succedeva.
Nessun pedofilo? Uhm... Ah ah.

E prendevi pure i tuoi 3 se non studiavi e ti bocciavano! E il prof. ti mandava fuori dall'aula, senza paura che ti facessi male e poi andasse in galera lui!
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:41 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Scusa, Davide, ma anche ammettendo che sia vero che "il mondo sia cambiato", PERCHE' questo dovrebbe portare automaticamente a una perdita sistematica di capacità e di competenze diffuse nella massa della popolazione generale?

Perché era esattamente di questo che si stava parlando, non di abitudini e mode sociali o di cambiamenti dell'ideologia, ma solo ed esclusivamente del CALO drammatico di livello di conoscenze, competenze e apprendimenti, in un'età infantile, abbastanza precoce da essere ancora influenzata più dalle potenzialità biologiche innate, che dalle sovrastrutture sociali!

Ossia, DOVE STA il legame tra le due cose? E' vero che è cambiata l'economia, è cambiato il tessuto sociale, sono cambiati i tempi della vita familiare, e tutto il resto, ma... per quale motivo da questo dovrebbe discendere la conseguenza (che tu sembri rivendicare come ovvia) che oggi ai ragazzini non si possano più richiedere le stesse capacità che richiedevano a noi, perché tanto sono al di fuori della loro portata, e non possono più riuscirci?

Perché, se è cambiata l'economia o è cambiata la televisione, adesso si assume che un bambino di otto anni di oggi non può impararsi le tabelline a memoria o fare lo sforzo di scrivere con una grafia intelligibile, mentre uno di 40 anni fa ci riusciva? La risposta che "è così perché i tempi sono cambiati", non significa niente!

PERCHE' dovremmo essere diventati tutti più incapaci, strutturalmente, fin dalla nascita, nel giro di una sola generazione?

non hai afferrato il senso. E' cambiata la società. E con essa gli stili di comportamento e di conseguenza di apprendimento. Non siamo più di fronte a bambini/adolescenti che studiano a casa di pomeriggio, ma di fronte a bambini bombardati da 1000 stimoli che non sono certo volti alla conoscenza e all'apprendimento. Tutto ciò provoca poca motivazione e attenzione all'apprendimento. La Tv, internet, whatsAPP, i social network, youtube, i modelli sociali. Tutto volto all'effimero, al concetto di esteriorità, nulla volto al potere dello studio, della fatica. Volente o nolente questa è la nostra società. I bambini la assorbono e crescono da adolescenti con questi modelli. Il tutto sarà poi portato agli estremi del fumo, droga, sballo, sesso. Maria De Filippi, Amici chi più ne ha più ne metta. Appena usciti da scuola i giovani pensano a tutt'altro che alle lezioni del mattino. Qualcuno dirà che non è vero per tutti. Ovviamente, non  è mai un discorso totale ma generale. I bambini sono bombardati da attività pomeridiane. Ecco, forse la prima cosa che non va è il tempo scuola. 8 ore a scuole è un periodo troppo lungo, stancante, demotivante, logorante. Arrivati a casa dovrebbero studiare? Sabato e domenica giustamente hanno altre attività. Io quando andavo alle elementari andavo solo 4 ore al mattino, facevo i compiti di pomeriggio e non ero bombardato come i bambini di oggi.


Ultima modifica di Davide il Mer Nov 12, 2014 10:53 pm, modificato 1 volta
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:53 pm

Ok, Davide: e allora, visto che il nostro lavoro è quello di INSEGNARE LORO QUALCOSA, e visto che tu stesso ammetti che queste abitudini sociali DANNEGGIANO l'apprendimento e ne peggiorano gli esiti...

...mi spieghi perché mai dovremmo sentirci in obbligo di assecondarle con passiva rassegnazione, invece di provare a fare qualcosa per contrastarle e limitarne i danni?

Non dico che la cosa possa riuscire facilmente, ma una cosa è dire che ci si prova ma non sempre ci si riesce, ben altro è non provarci affatto.

PERCHE' si parte dal presupposto che non dobbiamo nemmeno provarci, o addirittura che provarci sia sbagliato perché significa "essere arretrati"?

L.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:53 pm

Davide ha scritto:
Volente o nolente questa è la nostra società. I bambini la assorbono e crescono da adolescenti con questi modelli. Fumo, droga, sballo, sesso.

Ho capito e condivido l'analisi ma non condivido il "volente o nolente". Adeguarsi? Abbassare il docente al discente, motivando questo movimento con concetti tra i più vari (intelligenze multiple, successo formativo, bisogni educativi speciali, etc.)? Sì, certa Pedagogia dice questo; la Pedagogia del relativismo culturale che non ha coscienza dell'imperativo categorico della responsabilità ad educare. Questa Pedagogia vincerà, magari gli alunni e le famiglie vinceranno la battaglia (l'anno di scuola, l'Esame) ma la guerra della fatica dell'educazione e della formazione la perderanno. E le Facoltà delle Psico-socio-antropo-pedagogie continueranno a vaniloquiare e ad avere tante pecorelle che ad esse crederanno, più deboli di questi saperi deboli. Che sembrano forti solo perchè son utili e comodi.



Ultima modifica di LucaPS il Mer Nov 12, 2014 10:57 pm, modificato 1 volta
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:56 pm

Infatti non sono io a assecondarle con passiva rassegnazione. Io come scritto SOPRA la penso diversamente. Questo lo pensa chi dice che se arrivano ragazzi senza basi la colpa è del ciclo scolastico precedente. io sono di tutt'altro avviso. Cogliere le potenzialità e lavorare su di esse. No n mi aiuta minimamente riflettere sulle carenze precedenti. Tanto esistono. Si parte da lì e si lavora sulle potenzialità.
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:58 pm

LucaPS ha scritto:
Davide ha scritto:
Volente o nolente questa è la nostra società. I bambini la assorbono e crescono da adolescenti con questi modelli. Fumo, droga, sballo, sesso.

Ho capito e condivido l'analisi ma non condivido il "volente o nolente". Adeguarsi? Abbassare il docente al discente, motivando questo movimento con concetti tra i più vari (intelligenze multiple, successo formativo, bisogni educativi speciali, etc.)? Sì, certa Pedagogia dice questo; la Pedagogia del relativismo culturale che non ha coscienza dell'imperativo categorico della responsabilità ad educare. Questa Pedagogia vincerà, magari gli alunni e le famiglie vinceranno la battaglia (l'anno di scuola, l'Esame) ma la guerra della fatica dell'educazione e della formazione la perderanno. E le Facoltà delle Psico-socio-antropo-pedagogie continueranno a vaniloquiare e ad avere tante pecorelle che ad esse crederanno, più deboli di questi saperi deboli. Che sembrano forti solo perchè son utili e comodi.  


Volente o nolente significa "che piaccia o meno" è così. non significa che lo si condivida.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 10:58 pm

Davide ha scritto:
Infatti non sono io a assecondarle con passiva rassegnazione. Io come scritto SOPRA la penso diversamente. Questo lo pensa chi dice che se arrivano ragazzi senza basi la colpa è del ciclo scolastico precedente. io sono di tutt'altro avviso. Cogliere le potenzialità e lavorare su di esse. No n mi aiuta minimamente riflettere sulle carenze precedenti. Tanto esistono. Si parte da lì e si lavora sulle potenzialità.

Ah ok. Allora siamo d'accordo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Mer Nov 12, 2014 11:09 pm

Ah, preciso meglio: quando parlo di "provare a contrastare" tali abitudini sociali non mi riferisco direttamente ai ragazzini, che tutto sommato sono l'ultimo anello della catena e non l'hanno scelto di persona, di adeguarsi a un andazzo così, e non ne hanno mai conosciuto un altro... ma mi riferisco soprattutto a una presa di posizione netta di fronte ai GENITORI, che sono i primi ad avallare tale modalità, e a cogliere la palla al balzo per utilizzarla come scusa e tornaconto (e che oltretutto, un vago ricordo di come andavano le cose fino a pochi anni fa, dovrebbero pure avercelo)!

Cioè, mi spiego: tu genitore DIFENDI tuo figlio che non si impegna e non impara, sostenendo che ormai a un ragazzino non si può chiedere di concentrarsi troppo nello studio, perché è troppo condizionato dagli stimoli della modernità, e deve pensare alla televisione, a facebook, a whatsapp e ai protagonisti di Maria De Filippi?

Bene, ma perché si deve per forza assecondare anche la posizione del genitore, e non si può invece dirgli: "Ok, non c'è problema... tuo figlio non può studiare, non può concentrarsi e non può imparare perché deve pensare a facebook a whatsapp e a Maria de Filippi, e quindi io, siccome non impara, lo boccio"???? E se tu, genitore, VUOI che tuo figlio impari qualcosa e che non sia bocciato, spetta a TE disabbarbicarlo da facebook, da whatsapp e da Maria De Filippi: o muovi le chiappe e ti dai da fare per mettere tuo figlio nelle condizioni di imparare qualcosa, oppure prendi atto che non impara niente, e quindi accetti tranquillamente che sia bocciato.

Ma perché bisogna PURE promuoverlo anche se non ha imparato niente, per il solo fatto di essere condizionato da facebook, da whatsapp e da Maria De Filippi?

Questi non dovrebbero essere problemi sull'impostazione generale dell'educazione da dare ai figli, che riguardano soprattutto la famiglia, molto prima di ripercuotersi sulla scuola?????
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 5:46 am

Intervengo in questa interessante discussione.

Intanto smontiamo la tesi per la quale "i tempi sono cambiati e ora c'è whatsapp e tutto il resto": i tempi sono cambiati anche nel resto del mondo, ma nel resto del mondo -limitiamoci anche all'Europa- il livello delle competenze nelle varie fasce di età è costante o in crescita, mentre in Italia è in costante decrescita: si tratta di dati certificati da serie ricerche scientifiche e che chiunque può empiricamente confermare, pensando al livello medio delle conoscenze apprese all'interno di una classe su libri e lavagne nere venti o trent'anni fa.

Togliamo di mezzo anche l'ipotesi che una misteriosa sostanza disciolta nell'acqua degli acquedotti o le famose scie chimiche abbiano fatto rimbecillire nel giro di due decenni gli alunni e gli insegnanti: non abbiamo alcuna prova di una simile circostanza.

Cosa è successo allora?

Io individuerei un dato strutturale in una progressiva, costante e non smentibile riduzione del finanziamento della scuola pubblica avvenuto negli ultimi venti anni, fenomeno in progressiva accelerazione.

I soldi via via persi della scuola sono soldi che avrebbero dovuto essere spesi nella manutenzione degli edifici, nella stabilizzazione del precariato e nella conseguente continuità didattica, nell'acquisto di strumenti tecnologici (computer please, non LIM!) e di materiale di consumo e anche, perché no, nel dare qualche piccola gratificazione economica in più agli insegnanti, invece di limare costantemente i loro stipendi.

Si aggiunga a questo dato il progressivo aumento del carico di lavoro extra-didattico sostenuto dai docenti dovuti a una sempre maggiore burocratizzazione, dato generale che affossa l'Italia nel suo complesso, che li rende sempre più compilatori e sempre meno insegnanti. Si lavora sempre di più, sempre peggio, sempre più inutilmente e sempre per meno soldi.

Il taglio delle risorse destinate al comparto istruzione fa parte di una più generale politica sulla scuola con la quale il parlamento sembra essersi mosso con l'obiettivo dello smantellamento della scuola pubblica in quanto pubblica, e quindi alla sostituzione di logiche mirate al bene collettivo con aberranti logiche d'impresa. La cosiddetta "autonomia scolastica", lungi dal segnare qualsiasi autonomia, si traduce nei fatti in una dipendenza degli istituti dal gradimento di alunni e genitori e li costringe a puntare sui numeri (es. percentuale di promossi) e sulla "qualità percepita", che per un genitore in combutta con il figlio si traduce nell'ampiezza dell'offerta extradidattica (viaggi di istruzione, sport, iniziative, progetti, rinforzi in alcune discipline spendibili sul lavoro eccetera). Questo spinge molte scuole a cercare il proprio "target di mercato" abbassando l'asticella delle prestazioni richieste ai propri alunni e assicurando a tutti sufficienze a buon mercato (e un numero di "dieci" sicuramente poco indicativo del tasso di genialità degli alunni di una scuola).

Le scuole si fanno pubblicità per strapparsi gli alunni l'un l'altra; il tempo dedicato a farsi pubblicità con l'organizzazione di progetti, mostre, convegni, assurdi open-day ecc. è tempo sottratto alla cura dell'apprendimento degli alunni. La proliferazione di attività extra lancia a genitori, alunni e agli stessi docenti il segnale che la scuola non sia più un luogo dove qualcuno insegna e qualcun'altro impara (la famosa e detestata didattica), ma sostanzialmene un luogo dove si fa intrattenimento, tal volta anche di natura culturale.

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 6:22 am

Ma a mio avviso il motivo più preoccupante di questa progressiva involuzione della scuola è di natura culturale.

I genitori, pretendendo di proteggere i propri figli da qualsiasi frustrazione, blandendoli sempre e comunque nonostante i risultati, andando a pietire comprensione dall'insegnante di turno o a minacciarlo, di fatto li consegnano privi di difese a una società spietata che segue le stesse logiche di sopraffazione che loro stessi attuano o subiscono quotidianamente.

Gli insegnanti, che vivono con terribile senso di colpa ogni insuccesso scolastico, come se lo zuccone nelle loro mani dovesse per forza trasformarsi in genietto, si affannano ad arrotondare i voti verso l'alto, a compilare schede valutative piene di utili consigli, ad immolarsi pur di mettersi un minimo a posto la coscienza.

La cultura del "didattichese", così viva nel nostro paese, pretende di ribaltare il rapporto tra insegnanti ed alunni e, come si vede anche in alcune discussioni in questo spazio, accetta l'idea che siano i secondi a poter valutare i primi. La proiezione fantasmatica che vede ciascuno di noi insegnanti nei panni di un novello professor Keating dell'Attimo fuggente, e che ci fa regredire ai nostri conflitti adolescenziali o preadolescenziali con l'insegnante bastardo, insensibile e incapace, rende mediamente doloroso identificarci col professore "cattivo" ed infliggere una insufficienza o una bocciatura. Adeguandosi a una concezione mainstream dell'insegnamento, il docente è costretto a un costante spostamento del proprio punto di vista e alla sua sostituzione con quello del ragazzo, tanto da fargli schizofrenicamente percepire come ingiustizie le valutazioni che lui (anzi lei) stesso ha dato.

Il buonismo che spinge molti insegnanti ad allargare le maglie pur di "recuperare" l'ultimo della classe spinge a deresponsabilizzare tutti gli altri e a consegnare alla società 25 persone meno preparate, meno abituate a sopportare le frustrazioni, meno responsabili, meno serie, meno pronte ad impegnarsi, più individualiste.  

A questo si aggiunga in una cultura diffusa di stampo idealista e antitecnologico che ancora crede all'esistenza di scuole di serie A e di serie B e considera come il massimo la frequentazione del liceo classico e che riesce ad accettare come alternativa praticabile solo lo scientifico; i figli con sufficienze "drogate" da insegnanti pietosi vengono spediti da genitori che tengono particolarmente al decoro ad intristirsi in scuole inadatte alle loro intelligenze molteplici, invece di permettere loro di intraprendere strade diverse che li porterebbero ad essere ottimi scienziati, imprenditori, cuochi, meccanici, tecnici e così via.


Ultima modifica di ufo polemico il Gio Nov 13, 2014 7:06 am, modificato 1 volta
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 6:27 am

Ma dov'è finita la mia buona professoressa L. con il suo mitico "quattro ti meriti e quattro ti metto"???
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 8:17 am

per ufo polemico: penso che le tue analisi siano sostanzialmente corrette, ma non mi torna il perché mai il fenomeno dovrebbe essere tanto marcato "solo in Italia". I pedagogismi da strapazzo e la psicologia centrata sulla gratificazione del cliente non sono un prodotto culturale locale, ma li abbiamo in gran parte importati dall'estero; la tendenza a tagliare servizi pubblici e a privatizzare il più possibile, c'è un po' ovunque; la moda della litigiosità giudiziaria pretestuosa, con la conseguente ossessione per la paura dei ricorsi, è DEL TUTTO anglosassone ed è arrivata in Italia solo di recente.

Per cui, perché ci si ostina a dire che "queste cose succedono solo in Italia"?

L.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 8:28 am

ufo polemico ha scritto:
A questo si aggiunga in una cultura diffusa di stampo idealista e antitecnologico che ancora crede all'esistenza di scuole di serie A e di serie B e considera come il massimo la frequentazione del liceo classico e che riesce ad accettare come alternativa praticabile solo lo scientifico;

Mah, anche questa non mi torna.

Le iscrizioni al liceo classico sono in continuo calo, di questo passo tra un po' si estinguerà di morte naturale per mancanza di richieste...

Il liceo scientifico ha conosciuto qualche anno di impennata perché era esplosa la moda delle scienze applicate (ma per le ragioni OPPOSTE a quelle che dici tu... cioè è stato preso d'assalto da grandi masse di gente a cui fregava poco o nulla delle scienze applicate ma semplicemente non voleva fare il latino, quindi l'esatto contrario della mentalità borghese-gentiliana-da-liceo-classico che citi tu), ma adesso sta rientrando nella media delle iscrizioni solite. Cioè, appunto, stanno diminuendo le iscrizioni a scienze applicate, perché parecchia gente si è resa conto che era una bolla modaiola con più fumo che arrosto, mentre rimangono più o meno costanti le iscrizioni al corso ordinario.

L.
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Dragonfly_24



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 8:54 am

La società è cambiata e ok, si è evoluta, o involuta, come preferite. I genitori di conseguenza. e anche le insegnati.
le richieste sono calate, soprattutto tra elementari, medie e asilo. Alle superiori un po' meno. Come ovviare a questo problema?

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 9:35 am

Paniscus:
il fenomeno è marcato solo in Italia perché l'Italia ha una congiuntura molto negativa nel combinato disposto dell'economia che va a rotoli, delle continue strette ai conti pubblici imposte dall'UE, che si ripercuotono su scuola e università, nella pessima qualità della classe politica e della cosiddetta "società civile" che danno cattive indicazioni e pessimi esempi. La moda di importare pratiche da altri paesi e trapiantarne dei pezzi in un contesto diversissimo come il nostro genera dei frankenstein senza né capo né coda e continua a fare danni.
Che il sistema scolastico italiano stia messo peggio di quello dei paesi vicini, ma anche di quelli del secondo o terzo mondo non è una congettura, è un dato certificato ad esempio dai livelli di competenza nell'espressione in madre lingua o nei test logico-matematici.
Quando la classe politica nel suo complesso genera delle riforme che non migliorano la situazione e neanche la lasciano invariata, ma la peggiorano sottraendo risorse e creando confusione è facile che, dal dirigente scolastico fino alla maestra elementare precaria, si perda di vista l'obiettivo che dovrebbe essere quello di istruire ed educare gli alunni.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 9:43 am

avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
I bambini sono diversi da quelli della scorsa generazione perchè li cresciamo così.
La smania di "non perderne neanche uno" ci porta a crescerli nella bambagia e a farli diventare persone inutili.

Ma proprio a proposito di questo "non perderne neanche uno"... ma perché, cosa sarebbe cambiato, DI FATTO, rispetto ai tempi nostri?
Non intendevo abbandono scolastico ma .... morte.
Io andavo a scuola da solo alle elementari e tornavo da solo; andavo in bici da solo per tutta la città (....) giocavo fuori tutto il giorno, senza alcuna sorveglianza, dall'età di 6 anni (campagna).
Poteva succedermi qualcosa di brutto ? Si certo, ma di solito non succedeva.

Avido, il tuo discorso ha sicuramente del vero, ma CHE C'ENTRA con il concetto iniziale, ovvero con il calo drammatico di competenze e capacità di apprendimento, e con l'abitudine diffusa a richiedere sempre meno impegno ai ragazzi?

Voglio dire, non mi pare che la preoccupazione per il rischio di morte e di incidenti abbia qualcosa di diretto a che fare con le richieste di studio e con le valutazioni scolastiche. E' vero che i bambini di oggi sono molto più controllati, più accompagnati, più guidati, che non vengono mai lasicati soli, ma PROPRIO per quello potrebbero anche essere messi nelle condizioni di impegnarsi di più e concentrarsi di più, non certo il contrario.

Anche 40 anni fa, ci saranno stati genitori più e meno ansiosi e genitori più o meno lassisti, ci saranno stati bambini a cui veniva permesso di andarsene in bicicletta da soli e bambini a cui invece NON veniva permesso... però le richieste di impegno scolastico erano le stesse per tutti e due, non è che la modalità di apprendimento delle tabelline o dell'ortografia fosse diversa! E a imparare le tabelline, mediamente, ci riuscivano allo stesso modo, sia quelli lasciati liberi di andarsene a zonzo da soli tutto il giorno, sia quelli che rimanevano tutto il giorno abbarbicati alle gonne della mamma, e se non ci riuscivano venivano sanzionati entrambi allo stesso modo...

Per cui, cosa c'entra la preoccupazione per la sorveglianza ossessiva del cucciolo, con le sue capacità di studiare?
E soprattutto, con le sue capacità di studiare anche 10 anni dopo?

L.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 6:42 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Per cui, cosa c'entra la preoccupazione per la sorveglianza ossessiva del cucciolo, con le sue capacità di studiare?
E soprattutto, con le sue capacità di studiare anche 10 anni dopo?

L.
Una persona non autonoma nella vita non è neanche autonoma nello studio e nella vita di classe.
Chi è spensierato nei giochi al parco è spensierato nella lezione.
Non hanno il fazzoletto per soffiarsi il naso (glielo devo "prestare" io), possono ricordarsi di tirare fuori il quaderno di fisica all'inizio della lezione di fisica ?
Non sanno valutare la mole di pagine da studiare, si accorgono nell'ultimo pomeriggio prima della verifica che le pagine sono diventate 24 nel corso di un mese e mezzo, e se ne accorgono solo se NON si accorgono che non riescono ad accedere al mio sito internet.

In buona sostanza hanno bisogno di chi gli tira su i pantaloni dopo che sono andati in bagno.

Ho pietà per loro.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 6:59 pm

avidodinformazioni ha scritto:

In buona sostanza hanno bisogno di chi gli tira su i pantaloni dopo che sono andati in bagno.

Ho pietà per loro.

Ringrazia che non hanno bisogno di te prima di tirarsi su i pantaloni ...
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 7:46 pm

mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

In buona sostanza hanno bisogno di chi gli tira su i pantaloni dopo che sono andati in bagno.

Ho pietà per loro.

Ringrazia che non hanno bisogno di te prima di tirarsi su i pantaloni ...
Ho un'età ed il mio fascino sta svanendo.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: perché si richiede sempre meno agli alunni?   Gio Nov 13, 2014 8:57 pm

avidodinformazioni ha scritto:
mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

In buona sostanza hanno bisogno di chi gli tira su i pantaloni dopo che sono andati in bagno.

Ho pietà per loro.

Ringrazia che non hanno bisogno di te prima di tirarsi su i pantaloni ...
Ho un'età ed il mio fascino sta svanendo.

Mi sa che hai frainteso ...
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perché si richiede sempre meno agli alunni?
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