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 Cosa faccio: rischio o evito?

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AutoreMessaggio
Vale_46



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MessaggioOggetto: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 2:22 pm

Buongiorno a tutti,

ho un consiglio da chiedervi.

Insegno chimica in una scuola superiore; vorrei presentare qualche esperimento ai ragazzi ma, purtroppo, la scuola non è molto attrezzata; all'interno del laboratorio, non è presente nè una piastra riscaldante, nè un becco bunsen (che, se non erro, non è più a norma a meno che non abbia determinate caratteristiche) ma è presente, solo, un fornelletto da campeggio (avete presente quelle bombolette arancioni, con il beccuccio?).

Sinceramente, l'utilizzo di questo fornelletto mi spaventa un po' (soprattutto, perchè sarei in presenza di ragazzi di cui ho la responsabilità)... non vorrei mai esplodesse tutto o capitasse qualcosa di irriparabile.

Ora, l'esperimento che vorrei presentare si potrebbe fare anche senza fonte di calore ma, in questo modo, servirebbe più tempo (circa 1 settimana in più).

Voi cosa fareste? Utilizzereste il fornelletto (magari, anche per altre esperimenti) o lascereste stare (evitando, quindi, anche altre esperienze che richiederebbero l'utilizzo di una fonte di calore)?

Sono un po' combattuta, chiedo consiglio a voi.

Grazie in anticipo di ogni vostra risposta.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 2:28 pm

io son figlia di assicuratore...
ho l'imprinting murphiano: se qualche cosa può andar male...ecc...
quanto costerebbe una piastra? (-andrebbe bene?)insisterei per farne comprare una alla scuola o, ma ribadisco non ho idea dei prezzi, al massimo solleciterei una colletta tra tutti gli alunni delle tue classi...
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Vale_46



Messaggi : 275
Data d'iscrizione : 18.02.14

MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 2:39 pm

Eh, anch'io ho il tuo stesso imprinting.

Vedrò se la scuola è disposta a comprare una piastra riscaldante.
Se non lo fosse, a malincuore, dovrò rinunciare a diversi esperimenti.

Grazie mille! :-)
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 2:51 pm

Ho fatto il corso sulla sicurezza l'anno scorso: " Qualsiasi cosa succeda, la colpa è tua!" Questo concetto ce l'hanno spiegato molto bene. Nel momento in cui entri in laboratorio, sono tutti sotto la tua responsabilità. Non usare quel fornelletto!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 3:12 pm

La piastra riscaldante è elettrica e potrebbe creare un corto e un incendio e bruciare tutti i ragazzi esattamente come potrebbe creare problemi il fornelletto da campeggio.

Se è un fornelletto a norma e magari fai una comunicazione al ds che intendi usarlo per i tuoi esperimenti, a mio parere non rischi nulla di più.

Ma ti parlo da persona che non se ne intende affatto, come se io fossi un genitore dei tuoi alunni al quale tu presentassi il problema.

Certo... non facendo non si rischia, ma non è nemmeno detto.
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http://www.dis-tranoi.it/forum
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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 3:12 pm

Ho insegnato chimica (fra le varie) fin dal mio secondo anno di insegnamento, nel 1990/91. Dal 1992 ho inserito nella mia programmazione didattica anche il laboratorio. Ho sempre operato in condizioni di grave carenza della sicurezza, con laboratori fuori norma. Se mi fossi attenuto anche alle più elementari norme di sicurezza non avrei mai dovuto far entrare una classe in un laboratorio di chimica della sQuola italiana. Invece ho sempre fatto una scelta personale e deciso deliberatamente di fare laboratorio anche in assenza delle condizioni di rigorosa sicurezza.
Per 15 anni ho operato con lampade bunsen alimentate da una bombola di GPL nello stesso locale del laboratorio, ho preparato soluzioni di acido cloridrico e acido nitrico in assenza di cappa, ho pipettato a bocca acido solforico al 96% e tetracloruro di carbonio perché non sono mai riuscito ad abituarmi all'uso del maialino. Ho perforato una decina di camici e per una settimana mi sono sorbito i gradevoli effetti sulla mucosa orale di un'aspirata di nitrato d'argento. Ho combinato anche qualche piccolo disastro, come intasare di vapori un intero laboratorio a causa di 100-200 ml di miscela solfocromica finita su un fornello elettrico (le mie scarpe da trekking recano ancora le macchie del disastro a distanza di 8 anni) o macchiare il soffitto del laboratorio di una pastella verdastra a causa di un'eccessiva pressione durante l'estrazione dell'olio essenziale della melissa officinale per distillazione in corrente di vapore con un impiantino fatto col fai da te.
Eppure nessuno studente è mai rimasto coinvolto in un incidente, neppure il più banale e innocuo. Perché nonostante sia un mezzo pazzoide, non perdo di vista la situazione e cerco di adottare tutti gli accorgimenti che possano evitare situazioni di rischio per gli studenti. Questo ha fatto sì che nella maggior parte dei casi, in 22 anni, la chimica che ho insegnato non fosse una materia sterile e noiosa, anzi, esattamente il contrario.
La settimana prossima porterò una classe in laboratorio a fare il saggio alla fiamma. Userò delle lampade bunsen alimentate da fornellini di campeggio. Come ho fatto l'anno scorso. L'alternativa è raccontargli in classe la storiella degli elettroni che schizzano su un livello superiore per poi tornare al proprio posto emettendo una luce di colore rosso mattone o verde smeraldo. No, preferisco usare i fornelli da campeggio. Se dovesse succedere qualcosa (ipotesi alquanto remota) sarei il primo a farne le spese, gli studenti sarebbero gli ultimi.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 4:14 pm

gian ha scritto:
...... Questo ha fatto sì che nella maggior parte dei casi, in 22 anni, la chimica che ho insegnato non fosse una materia sterile e noiosa, anzi, esattamente il contrario.......
E ti credo ! Cosa c'è di più interessante della sintesi della nitroglicerina ? Se non li vuoi annoiare quella è la strada.

Per fortuna non insegni storia; con tutte le guerre di cui dovresti parlare ....
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 4:19 pm

gian ha scritto:
Ho insegnato chimica (fra le varie) fin dal mio secondo anno di insegnamento, nel 1990/91. Dal 1992 ho inserito nella mia programmazione didattica anche il laboratorio. Ho sempre operato in condizioni di grave carenza della sicurezza, con laboratori fuori norma. Se mi fossi attenuto anche alle più elementari norme di sicurezza non avrei mai dovuto far entrare una classe in un laboratorio di chimica della sQuola italiana. Invece ho sempre fatto una scelta personale e deciso deliberatamente di fare laboratorio anche in assenza delle condizioni di rigorosa sicurezza.
Per 15 anni ho operato con lampade bunsen alimentate da una bombola di GPL nello stesso locale del laboratorio, ho preparato soluzioni di acido cloridrico e acido nitrico in assenza di cappa, ho pipettato a bocca acido solforico al 96% e tetracloruro di carbonio perché non sono mai riuscito ad abituarmi all'uso del maialino. Ho perforato una decina di camici e per una settimana mi sono sorbito i gradevoli effetti sulla mucosa orale di un'aspirata di nitrato d'argento. Ho combinato anche qualche piccolo disastro, come intasare di vapori un intero laboratorio a causa di 100-200 ml di miscela solfocromica finita su un fornello elettrico (le mie scarpe da trekking recano ancora le macchie del disastro a distanza di 8 anni) o macchiare il soffitto del laboratorio di una pastella verdastra a causa di un'eccessiva pressione durante l'estrazione dell'olio essenziale della melissa officinale per distillazione in corrente di vapore con un impiantino fatto col fai da te.
Eppure nessuno studente è mai rimasto coinvolto in un incidente, neppure il più banale e innocuo. Perché nonostante sia un mezzo pazzoide, non perdo di vista la situazione e cerco di adottare tutti gli accorgimenti che possano evitare situazioni di rischio per gli studenti. Questo ha fatto sì che nella maggior parte dei casi, in 22 anni, la chimica che ho insegnato non fosse una materia sterile e noiosa, anzi, esattamente il contrario.
La settimana prossima porterò una classe in laboratorio a fare il saggio alla fiamma. Userò delle lampade bunsen alimentate da fornellini di campeggio. Come ho fatto l'anno scorso. L'alternativa è raccontargli in classe la storiella degli elettroni che schizzano su un livello superiore per poi tornare al proprio posto emettendo una luce di colore rosso mattone o verde smeraldo. No, preferisco usare i fornelli da campeggio. Se dovesse succedere qualcosa (ipotesi alquanto remota) sarei il primo a farne le spese, gli studenti sarebbero gli ultimi.
Da ciò che racconti ti sottovaluti Gian, perchè solo "mezzo"?? :-)
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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 4:52 pm

giovanna onnis ha scritto:
Da ciò che racconti ti sottovaluti Gian, perchè solo "mezzo"?? :-)
Perché non perdo mai di vista la dimensione del contesto. E infatti, dopo 25 anni di insegnamento sono ancora qui, bello tranquillo e incosciente :-D

Curiosità: riesci a immaginarti un ragazzino di 14 anni messo alla guida di un trattore cabinato da 125 cavalli su un terreno accidentato con te che ti reggi in piedi sulla pedanina con la ruota posteriore a 20 cm di distanza?

Tanto per capirci, il bestione era questo:


C'erano ragazzini che a malapena arrivavano ai pedali del freno, della frizione e dell'acceleratore :-D


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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 4:58 pm

gian ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
Da ciò che racconti ti sottovaluti Gian, perchè solo "mezzo"?? :-)
Perché non perdo mai di vista la dimensione del contesto. E infatti, dopo 25 anni di insegnamento sono ancora qui, bello tranquillo e incosciente :-D

Curiosità: riesci a immaginarti un ragazzino di 14 anni messo alla guida di un trattore cabinato da 125 cavalli su un terreno accidentato con te che ti reggi in piedi sulla pedanina con la ruota posteriore a 20 cm di distanza?

Tanto per capirci, il bestione era questo:


C'erano ragazzini che a malapena arrivavano ai pedali del freno, della frizione e dell'acceleratore :-D


Beata incoscienza....non oso immaginarlo caro Gian :-)
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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 5:54 pm

giovanna onnis ha scritto:
Beata incoscienza....non oso immaginarlo caro Gian :-)
Te ne racconto due.
Una volta, con una seconda, stavamo spietrando un appezzamento per fare duemila metri quadri di medicaio. Avevamo quel trattore con la benna completamente sollevata carica di pietre. Dovevamo spostarlo e l'ho fatto fare ad una ragazzina. Era restìa a farlo, non aveva mai guidato un trattore, alla fine l'ho convinta. Io ero in piedi su una pedanina, un altro ragazzo era in piedi sull'altra perché voleva salire anche lui nella cabina (di solito ne facevamo salire due per volta per darsi il cambio e potersi esercitare tutti). Mentre stava salendo la ragazza ha lasciato la frizione di botto e il trattore ha fatto un balzo in avanti su una buca. Il sobbalzo ha fatto cadere diverse pietre, per pura fortuna nessuna ci ha colpito. Il ragazzo che stava salendo sulla cabina si è spaventato e si è buttato giù dal trattore. Quel giorno sono stato davvero incosciente, avrei dovuto tenere d'occhio la ragazza ed evitare che partisse finché il compagno non fosse entrato nella cabina.
La ragazza si è spaventata così tanto che non più voluto guidare un trattore, neppure il cingolatino che è più sicuro di un triciclo per bambini.

Mezz'ora dopo, come se non bastasse, stavamo andando a scaricare le pietre in un'area dell'azienda adibita a cumulo. Alla guida c'era un'altra ragazza. Stava correndo troppo (parlo di 10-15 km/h, stavamo andando in seconda normale), ad un certo punto le ho detto: rallenta, togli il piede dall'acceleratore. Niente da fare, era troppo tesa, ad un certo punto vedendo che stava andando contro un muro, si è fatta prendere dal panico. Le ho tolto brutalmente il piede dall'acceleratore e afferrato il volante per sterzare, ma era troppo tardi per manovrare e siamo andati a sbattere con la benna sul muro. Naturalmente l'impatto è stato lievissimo perché il trattore aveva intanto perso velocità, ma la scena ha suscitato l'ilarità di tutti i compagni quando l'altro passeggero ha raccontato la dinamica.

Inutile dire che quella classe, il giorno, se l'è spassata alla grande. Ne hanno parlato per mesi.
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Dulcamara



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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 6:21 pm

Vale_46 ha scritto:
Buongiorno a tutti,

ho un consiglio da chiedervi.

Insegno chimica in una scuola superiore; vorrei presentare qualche esperimento ai ragazzi ma, purtroppo, la scuola non è molto attrezzata; all'interno del laboratorio, non è presente nè una piastra riscaldante, nè un becco bunsen (che, se non erro, non è più a norma a meno che non abbia determinate caratteristiche) ma è presente, solo, un fornelletto da campeggio (avete presente quelle bombolette arancioni, con il beccuccio?).

Sinceramente, l'utilizzo di questo fornelletto mi spaventa un po' (soprattutto, perchè sarei in presenza di ragazzi di cui ho la responsabilità)... non vorrei mai esplodesse tutto o capitasse qualcosa di irriparabile.

Ora, l'esperimento che vorrei presentare si potrebbe fare anche senza fonte di calore ma, in questo modo, servirebbe più tempo (circa 1 settimana in più).

Voi cosa fareste? Utilizzereste il fornelletto (magari, anche per altre esperimenti) o lascereste stare (evitando, quindi, anche altre esperienze che richiederebbero l'utilizzo di una fonte di calore)?

Sono un po' combattuta, chiedo consiglio a voi.

Grazie in anticipo di ogni vostra risposta.

Se non ti serve un grande calore, una candela con treppiede e retina o un bruciatore ad alcol, quelli vecchi con la garza.
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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 7:18 pm

gian ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
Beata incoscienza....non oso immaginarlo caro Gian :-)
Te ne racconto due.
Una volta, con una seconda, stavamo spietrando un appezzamento per fare duemila metri quadri di medicaio. Avevamo quel trattore con la benna completamente sollevata carica di pietre. Dovevamo spostarlo e l'ho fatto fare ad una ragazzina. Era restìa a farlo, non aveva mai guidato un trattore, alla fine l'ho convinta. Io ero in piedi su una pedanina, un altro ragazzo era in piedi sull'altra perché voleva salire anche lui nella cabina (di solito ne facevamo salire due per volta per darsi il cambio e potersi esercitare tutti). Mentre stava salendo la ragazza ha lasciato la frizione di botto e il trattore ha fatto un balzo in avanti su una buca. Il sobbalzo ha fatto cadere diverse pietre, per pura fortuna nessuna ci ha colpito. Il ragazzo che stava salendo sulla cabina si è spaventato e si è buttato giù dal trattore. Quel giorno sono stato davvero incosciente, avrei dovuto tenere d'occhio la ragazza ed evitare che partisse finché il compagno non fosse entrato nella cabina.
La ragazza si è spaventata così tanto che non più voluto guidare un trattore, neppure il cingolatino che è più sicuro di un triciclo per bambini.

Mezz'ora dopo, come se non bastasse, stavamo andando a scaricare le pietre in un'area dell'azienda adibita a cumulo. Alla guida c'era un'altra ragazza. Stava correndo troppo (parlo di 10-15 km/h, stavamo andando in seconda normale), ad un certo punto le ho detto: rallenta, togli il piede dall'acceleratore. Niente da fare, era troppo tesa, ad un certo punto vedendo che stava andando contro un muro, si è fatta prendere dal panico. Le ho tolto brutalmente il piede dall'acceleratore e afferrato il volante per sterzare, ma era troppo tardi per manovrare e siamo andati a sbattere con la benna sul muro. Naturalmente l'impatto è stato lievissimo perché il trattore aveva intanto perso velocità, ma la scena ha suscitato l'ilarità di tutti i compagni quando l'altro passeggero ha raccontato la dinamica.

Inutile dire che quella classe, il giorno, se l'è spassata alla grande. Ne hanno parlato per mesi.
Dio c'è ..... come ben sanno tutti quelli che guidano in autostrada.
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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 7:31 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Dio c'è ..... come ben sanno tutti quelli che guidano in autostrada.
:-)
sarà che Dio tiene d'occhio le autostrade, con tutto il rispetto. io preferisco non fidarmi e lanciare un'occhiata 3-4 curve più avanti e regolarmi di conseguenza, quando ogni giorno percorro la statale 195 dal km 49 al km 60 e viceversa. L'imbecille che non sa tenere l'auto e ti invade la corsia all'uscita di un tornante lo becchi ogni giorno
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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 7:35 pm

gian ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Dio c'è ..... come ben sanno tutti quelli che guidano in autostrada.
:-)
sarà che Dio tiene d'occhio le autostrade, con tutto il rispetto. io preferisco non fidarmi e lanciare un'occhiata 3-4 curve più avanti e regolarmi di conseguenza, quando ogni giorno percorro la statale 195 dal km 49 al km 60 e viceversa. L'imbecille che non sa tenere l'auto e ti invade la corsia all'uscita di un tornante lo becchi ogni giorno
Intendevo dire che in molti cavalcavia c'è scritto "Dio c'è"
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MessaggioOggetto: Re: Cosa faccio: rischio o evito?   Ven Nov 14, 2014 8:46 pm

avidodinformazioni ha scritto:
gian ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Dio c'è ..... come ben sanno tutti quelli che guidano in autostrada.
:-)
sarà che Dio tiene d'occhio le autostrade, con tutto il rispetto. io preferisco non fidarmi e lanciare un'occhiata 3-4 curve più avanti e regolarmi di conseguenza, quando ogni giorno percorro la statale 195 dal km 49 al km 60 e viceversa. L'imbecille che non sa tenere l'auto e ti invade la corsia all'uscita di un tornante lo becchi ogni giorno
Intendevo dire che in molti cavalcavia c'è scritto "Dio c'è"
Ma... LOL
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