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 Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Lun Nov 17, 2014 6:48 am

Promemoria primo messaggio :

In ogni classe delle medie c'è almeno un alunno certificato per disturbi specifici dell'apprendimento, cioè quello che l'istituzione scuola, i genitori e i medici (i medici???) si ostinano (o si affrettano) a etichettare come DSA.
Il più delle volte si tratta di disturbi della grafia e spesso questi alunni si portano appresso la diagnosi dalle elementari, a volte anche dai primissimi anni: le brave maestre delle elementari, rilevando una certa difficoltà reciproca di insegnamento/apprendimento, anche nelle famose "stanghette", hanno ritenuto di chiamare i genitori, esporre loro la situazione e proporre il bimbo per una visita premio dal medico specialista. Molti anni più tardi, di fronte al collegio, il bravo professore avrebbe preso atto della diagnosi e redatto il suo bel PDP, mettendo tutte le crocette giuste; e pazienza se in ogni classe ci sono almeno 5-6 alunni non certificati che scrivono peggio di quello certificato e che non avranno strumenti compensativi e dispensativi, se non in via surrettizia e lasciata al buon senso (e alla buona volontà) del docente e del collegio.
Oddio mi scrive male! Oddio mi va male in matematica! Oddio non mi riesce a tenere l'attenzione per più di un minuto! Oddio ha degli scatti d'ira! E per placare il senso di inadeguatezza nel constatare la mancata corrispondenza del pargolo ai desiderata propri e sociali, il bravo genitore demanda al medico tutto ciò che potrebbe essere risolto, o attenuato, dalla famiglia e dalla scuola e, soprattutto, dall'alunno stesso mediante il proprio impegno nel superare i propri limiti; e confinando il minore in una confortevole e deresponsabilizzante nicchia di inadeguatezza DOC.
E' la stessa cultura della dis-integrazione che pretende una didattica personalizzata per ogni alunno, che ha inventato l'ADHD e ha somministrato Ritalin in dosi massicce a bambini colpevoli di vivacità, che definisce malattie lo scarso interesse allo studio, o l'idiosincrasia nei confronti della matematica o di esercizi di grafia noiosi e ripetitivi.
Tutto ciò in spregio a quei ragazzi che realmente hanno difficoltà di lettura o di scrittura o di concentrazione.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 10:19 am

Ire ha scritto:

La diversità è sempre spaventosa, il nuovo destabilizza il sistema consolidato e il cambiamento costa fatica, da che mondo e mondo quando una minoranza ha alzato la testa per affermare i propri diritti ha dovuto combattere.  Ed è la stessa cosa che sta succedendo a chi si è reso conto di non riuscire a scuola non per stupidità ma semplicemente perchè nessuno ha mai provato ad andargli incontro.

C'è una bellissima richiesta da parte di una mamma, dsa, di un figlio dsa, una blogger che con le sue capacità si sta facendo un certo nome perchè riesce, da adulta, a spiegare cosa si provi in certe situazioni. La richiesta è questa:

Professore, se non imparo come insegni, per favore, insegnami come imparo.


Nessuno, mai, riuscirà a capire la ricchezza interiore e le sofferenze, la voglia di essere lasciati in pace e di essere capiti, il desiderio di essere apprezzati e di riuscire a rendere  giustizia alle conoscenze che si accumulano nella testa , che vive un dsa a scuola.

Nessuno riuscirà mai a capirlo se non lo vivrà personalmente sulla propria pelle o sulla pelle di una persona che ama e con la quale vive 24 ore al giorno.

Il docente è un professionista, dovrebbe riuscire a lavorare sul momento e sulla persona, senza pensare ma se fa cosi ora domani cosa farà, se non si abitua adesso domani come potrà.
Concedere fiducia e mezzi nel momento più difficile della vita di un ragazzo, che è quello della crescita, dello sviluppo della fiducia in se stesso, della creazione dell'immagine sociale, è l'unico modo per dargli la possibilità di sperimentarsi oltre i limiti, di padroneggiare strumenti e di trovare strategie metacognitive nell'età adulta, per avere successo nella vita, per esprimere se stesso e rendere alla società quello che ha ricevuto.

Poi ci sono le questioni di soldi che tolgono il diritto al sostegno per chi, con problemi di natura cognitiva viene dichiarato dsa.
Poi ci sono le associazioni che premono per la promozione tout court, poi ci sono le persone in difficoltà che non si sanno muovere e che subiscono chi non ha intenzione di modificare nulla, poi ci sono ....

Mille realtà ci sono.
Ma la vita è così, la giustizia non è di questo mondo e ciascuno di noi fa quello che può.

Tenere gli occhi chiusi, arroccarsi su questioni di termini o su posizioni di titoli o ruoli è il contributo peggiore che si possa dare al benessere sociale.

E tutta questa tirata puoi risparmiartela: non era di questo che si parlava, ma della tua convinzione che "il disturbo di apprendimento è un problema solo a scuola". Non si capisce a questo punto perché una persona con DSA dovrebbe perdere tempo a studiare.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 11:23 am

E oltretutto, ci saremmo anche belli che stufati di questa visione generale della scuola come istituzione violenta e rapinosa che sequestra ingiustamente i ragazzi, sottraendoli al dolce nido degli affetti familiari e alle sacrosante spensieratezze della gioventù, e che li costringe per anni a fare cose innaturali e insensate che "servono solo a scuola", e che poi sicuramente nella vita saranno del tutto inutili.

A chi ha chiaramente dimostrato da anni di essere OSTILE ALLA SCUOLA per principio (e non solo per i dsa, ma per tutti in generale) e di vederla esclusivamente come una vessazione autoritaria da cui dover difendere i propri cuccioli con i denti e con gli artigli, faccio presente che:

a)  NON E' OBBLIGATORIO "mandare i figli a scuola", ma è obbligatorio soltanto garantire loro una forma di istruzione. Per cui, si può anche scegliere di istruirli personalmente in famiglia, o di affidarli a educatori privati di fiducia assoluta, scelti dalla famiglia, che non si permetterebbero mai e poi mai di contrariare il ragazzino, di scontentare la famiglia, o di proporre al ragazzino stesso qualche attività con cui la famiglia non è d'accordo;

b) NON E' OBBLIGATORIO "che i ragazzi prendano il diploma", ma è obbligatorio soltanto garantire loro una forma di istruzione, almeno fino a una certa età di crescita. E questo non vale solo per il diploma superiore, ma anche per i titoli di studio di livello inferiore, che si prendono quando si è ancora in età dell'obbligo di istruzione. Se una famiglia non attribuisce nessun valore all'istruzione formale, se considera inutile e autoreferenziale la stragrande maggioranza dei concetti che si insegnano a scuola... perché deve PRETENDERE che gli sia fornito di diritto il "prodotto finito" dell'attestato finale, visto che rappresenta il coronamento formale di tutto quello che la famiglia aborrisce in termini etici e ideologici? Tale famiglia può benissimo coltivarsi amorevolmente la crescita intellettuale del figlio in privato, nutrendolo con il fior fiore delle conoscenze alternative che considera "veramente importanti", al posto di quel cumulo di fuffa noiosa che si insegna a scuola e che non serve a niente, no? Tanto sicuramente troverà la sua strada nella vita lo stesso, svolgendo qualche interessantissima e soddisfacentissima attività che gli piace... non avrà mica bisogno di abbassarsi a concorrere a un impiego pubblico (essendo stato educato a pensare che le istituzioni pubbliche siano qualcosa di negativo e di illegittimo) o a cercare lavoro in un'azienda (in cui dovrà adeguarsi a una logica di profitto economico, e non certo di realizzazione mistica del sé)!

E se poi, in seguito, vorrà anche prendersi un titolo di studio formale, da adulto, per scelta sua, sarà libero di farlo, tanto con la profondità e la solidità della formazione ricevuta (che sarà stata sicuramente MIGLIORE di quella della scuola), non dovrebbe avere il minimo problema!

ma boh...
L.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 11:42 am

geo&geo ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
...
...
Non c'è nessuna indagine su quali siano le cause della difficoltà dell'alunno, e quali siano le misure di intervento più appropriate: ci si limita a semplificare loro la vita.
...
...
Se uno non riesce in matematica, perché si è autoconvinto di non essere portato (comodo e frequentatissimo alibi), o perché non riesce a interpretarne i segni, o perché ha un lievissimo deficit cognitivo specifico su quel particolare tipo di intelligenza, dovrebbe avere la sua bella insufficienza; non blandito con prove facilitate e convinto, magari, di poter frequentare una scuola o un'università che mettono alla prova le abilità matematiche.

1) Ricercare le cause della difficoltà dell'alunno è uno dei compiti di un buon insegnante.
2) A volte ci si convince di non essere "portati per la matematica" e di essere destinati alla "bella insufficienza" semplicemente perché non abbiamo incontrato insegnanti che sapevano insegnare la matematica. (aggiungerei anche questa, nella tua lista di cause possibili di "non riuscita")

e la seconda puo' essere benissimo.
e per rimanere in tema approfitto per riflettere sui video che hai postato.
li ho visti tutti (anche altri al dire il vero) e' mi sono piaciuti. ho pensato: finalmente qualcuno che ci dice non cosa "non va fatto", ma cosa va fatto nella didattica della matematica, nel caso dei video alle scuole elementari:
- non usare i regoli ma le dita;
- non dividere le unita', decine e centinaia con colonne a matita e colori diversi, ma scriverli semplicemente come sono.
- allenare i bambini a calcolare a mente: somme, sottrazioni ecc...
- non spiattellare formule geometriche complesse da studiare a memoria per poi dimostrarle, ma dimostrarle-farle capire e interiorizzare agli studenti, e poi magari studiare le formule.

in pratica, studiare la matematica come abbiamo fatto noi piu' di trenta anni fa quando: non esistevano i regoli, i calcoli si facevano con una penna sola, la maestra ci faceva fare le gare dei calcoli e guai ad usare la calcolatrice. i calcoli si facevano a mente ecc.....
chi ha introdotto queste nuove tecniche didattiche?

l'associazione nazionale maestri? il capo di tutti i maestri d'Italia?
oppure qualche psicolo-pedagogista che scrive libri per la scuola, riviste o propone le riforme e le sperimentazioni?

il bello e' che qualcuno ci dice: fai cosi' perché stai sbagliando e noi insegnanti lo facciamo, poi qualche anno dopo ci dicono: fai cosi' perché stai sbagliano e noi lo facciamo. L'importante che a sbagliare siamo sempre noi!
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 12:19 pm

carla75 ha scritto:

in pratica, studiare la matematica come abbiamo fatto noi piu' di trenta anni fa quando: non esistevano i regoli, i calcoli si facevano  con una penna sola, la maestra ci faceva fare le gare dei calcoli e guai ad usare la calcolatrice. i calcoli si facevano a mente ecc.....
chi ha introdotto queste nuove tecniche didattiche?

l'associazione nazionale maestri? il capo di tutti i maestri d'Italia?
oppure qualche psicolo-pedagogista che scrive libri per la scuola, riviste o propone le riforme e le sperimentazioni?

il bello e' che qualcuno ci dice: fai cosi' perché stai sbagliando e noi  insegnanti lo facciamo, poi qualche anno dopo ci dicono: fai cosi' perché stai sbagliano e noi lo facciamo. L'importante che a sbagliare siamo sempre noi!  

92 minuti di applausi! (cit.)
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 12:52 pm

geo&geo ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
...
...
Non c'è nessuna indagine su quali siano le cause della difficoltà dell'alunno, e quali siano le misure di intervento più appropriate: ci si limita a semplificare loro la vita.
...
...
Se uno non riesce in matematica, perché si è autoconvinto di non essere portato (comodo e frequentatissimo alibi), o perché non riesce a interpretarne i segni, o perché ha un lievissimo deficit cognitivo specifico su quel particolare tipo di intelligenza, dovrebbe avere la sua bella insufficienza; non blandito con prove facilitate e convinto, magari, di poter frequentare una scuola o un'università che mettono alla prova le abilità matematiche.

1) Ricercare le cause della difficoltà dell'alunno è uno dei compiti di un buon insegnante.

Già, peccato che poi la legge e le prassi abituali IMPEDISCANO a tale "buon insegnante" di mettere in pratica gli esiti della sua ricerca e le conclusioni che ne ha tratto.

Ovvero, se il buon insegnante, che manifesta la massima buona volontà e la massima lucidità razionale nel ricercare le vere cause della difficoltà dell'alunno, le ricerca davvero e arriva a una certa conclusione in scienza e coscienza...

...poi si vede presentare un certificato scritto da un professionista esterno che dice che, no, invece, le cause non solo quelle che pensa lui, ma sono altre, allora anche il buon insegnante ha le mani legate, e la sua capacità di "ricercare le cause" può tranquillamente usarla per insaporire la verdura in padella.

Perché tanto è COSTRETTO per legge a usare delle strategie decise da qualcun altro, anche se lui le ritiene inadeguate a quel singolo ragazzo, e anche se lui pensa sinceramente che gli facciano più danno che aiuto.

Cioè, tornando all'esempio di prima (a cui peraltro non ho avuto risposte convincenti da chi mi critica):

un alunno "non riesce a fare i calcoli".

Potrebbe darsi che non ci riesca

a) perché ha effettivamente un DSA...

...come potrebbe anche darsi che non ci riesca

b) perché non gli interessa impegnarsi (ma se si impegnasse ci riuscirebbe),

c) o perché non ha avuto buone basi nei primi anni (ma se venisse stimolato con un adeguato programma di recupero, ci riuscirebbe),

d) o perché non è abituato a concentrarsi (ma se si esercitasse di più, ci riuscirebbe).

Supponiamo che il vero "buon insegnante", senza pregiudizi ma in base a osservazioni e ragionamenti professionali, si metta a cercare le cause della difficoltà, e concluda razionalmente che il suo alunno rientra bel caso c o nel caso d, e che quindi la staregia di recupero più adatta per lui dovrebbe essere quella di farlo esercitare di più, di più, e sempre di più, finché i calcoli non gli riescono.

A quel punto, però, arriva la famiglia con la certificazione che dice che il ragazzo è discalculico (perché, come si diceva sopra, tali accertamenti non possono individuare le cause ma solo misurarne gli effetti, e quindi CHIUNQUE dimostri di "avere punteggio basso nell'abilità di fare i conti" viene chiamato "discalculico").

Quindi si afferma che "siccome il ragazzo è discalculico" allora per definizione ha un DSA;

poi, si precisa che per definizione il DSA è una condizione strutturale che non potrà mai modificarsi;

e alla fine, la strategia che si PRETENDE dalla scuola non è affatto quella di "farlo esercitare di più finché i calcoli non gli riescono", ma solo quella di ESONERARLO da qualsiasi richiesta di provare a fare i calcoli, tanto si sa che non può riuscirci.

E allora, pretendere che spetti all'insegnante "individuare le cause della difficoltà e stabilire le strategie di aiuto giuste", quando poi per legge le conclusioni dell'insegnante non contano un tubo e possono essere bellamente ribaltate dal primo professionista privato che passa e che vende alla famiglia una consulenza a pagamento... mi sembra una presa in giro bella e buona, tutto lì.

L.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 2:49 pm

Per la cronaca: un'alunna che abbiamo sempre saputo dislessica (ma io non ne sono mai stata convinta) e' stata portata dalla madre (a 16 anni quando l'anno scorso ha rischiato la bocciatura) in un centro logopedico curato da due psico-pedagogiste (direi anche brave ma soprattutto oneste) . scopriamo nell'ultima riunione che il suo problema non e' la dislessia (molto limitata e cmq facilmente compensabile) e' un blocco emotivo dovuto alla paura di essere giudicata. in pratica e' sempre stata trattata per quello che non era o era solo in minima parte, mentre il suo problema piu' grande viene curato solo ora, sperando che si possa fare ancora qualcosa.

e qualche dottorone viene a fare la morale a noi, supportati dai sapienti giudici!
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 2:55 pm

Ecco, mi riferivo SOPRATTUTTO all'impennata esplosiva di casi di diagnosi nuove che arrivano solo a 16-17 anni, quando per la prima volta si prospetta il rischio di bocciare...
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 3:06 pm

Citazione :
Purtroppo invece la società sottopone i giovani adulti (e non solo) a continue frustrazioni che la scuola non insegna più a sopportare. Chi non è stato abituato a sopportare lo stress e l’esito di insufficienza in un tema, chi non è stato educato a darsi da fare per recuperare, come potrà sostenere lo stress e la frustrazione di un qualunque concorso pubblico, o di un colloquio di lavoro?


Occupatevi del qui e dell'ora-

Il concorso pubblico o il colloquio di lavoro verranno dopo e il ragazzo non sarà più quello che conoscete voi.
Sarà un adulto cui è stata data fiducia e che accresciuto la sua resilienza.

Altrimenti sarà un adulto convinto di non riuscire a fare niente di buono nella vita.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 3:18 pm

carla75 ha scritto:

...
chi ha introdotto queste nuove tecniche didattiche?
l'associazione nazionale maestri? il capo di tutti i maestri d'Italia?
oppure qualche psicolo-pedagogista che scrive libri per la scuola, riviste o propone le riforme e le sperimentazioni?

il bello e' che qualcuno ci dice: fai cosi' perché stai sbagliando e noi  insegnanti lo facciamo, poi qualche anno dopo ci dicono: fai cosi' perché stai sbagliano e noi lo facciamo. L'importante che a sbagliare siamo sempre noi!  

paniscus_2.0 ha scritto:

...
E allora, pretendere che spetti all'insegnante "individuare le cause della difficoltà e stabilire le strategie di aiuto giuste", quando poi per legge le conclusioni dell'insegnante non contano un tubo e possono essere bellamente ribaltate dal primo professionista privato che passa e che vende alla famiglia una consulenza a pagamento... mi sembra una presa in giro bella e buona, tutto lì.

Mi piacerebbe incontrare molti colleghi come voi, che pensano che dobbiamo "riprenderci la didattica", magari sfruttando di più le occasioni che ci sono (dipartimenti?? ahah) per parlare e pensare insieme a come insegnare meglio, e a tutti. Nella realtà, mi sembra che questi aspetti interessino a pochi, e che si segua qualche testo/metodo/routine semplicemente perché si è sempre fatto così e ci fa fatica cambiare.
Perché poi, se si scopre che il DSA certificato non è proprio un DSA non è che questo ci faccia lavorare di meno: tocca trovare delle strategie per insegnare bene anche a lui. Almeno alla scuola dell'obbligo l'idea di risolvere i problemi con le belle insufficienze mi sembra un bel fallimento.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 3:36 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Purtroppo invece la società sottopone i giovani adulti (e non solo) a continue frustrazioni che la scuola non insegna più a sopportare. Chi non è stato abituato a sopportare lo stress e l’esito di insufficienza in un tema, chi non è stato educato a darsi da fare per recuperare, come potrà sostenere lo stress e la frustrazione di un qualunque concorso pubblico, o di un colloquio di lavoro?
 

Occupatevi del qui e dell'ora-

Il concorso pubblico o il colloquio di lavoro verranno dopo e il ragazzo non sarà più quello che conoscete voi.
Sarà un adulto cui è stata data fiducia e che  accresciuto la sua resilienza.

Altrimenti sarà un adulto convinto di non riuscire a fare niente di buono nella vita.

No, la scuola deve valutare le prestazioni scolastiche e non le persone. Se uno capisce il contrario e si sente svilito come persona si deve lavorare su questo insieme tra scuola e famiglie, e non illuderlo di aver avuto buone prestazioni. E poi così si costruisce una generazione di adulti fragili incapaci di accettare l'idea di aver avuto una insufficienza in matematica o in lingua inglese.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 3:45 pm

la scuola deve valutare le prestazioni scolastiche delle persone.

Dite sempre ai ragazzi di non permettersi di valutare il voto che date perchè non tiene conto solo della prestazione ma della situazione di partenza e degli obbiettivi previsti, poi esce questo discorso?

c'è qualcosa che non va da qualche parte.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 3:54 pm

carla75 ha scritto:
Per la cronaca: un'alunna che abbiamo sempre saputo dislessica (ma io non ne sono mai stata convinta) e' stata portata dalla madre (a 16 anni quando l'anno scorso ha rischiato la bocciatura) in un centro logopedico curato da due psico-pedagogiste (direi anche brave ma soprattutto oneste) . scopriamo nell'ultima riunione che il suo problema non e' la dislessia (molto limitata e cmq facilmente compensabile) e' un blocco emotivo dovuto alla paura di essere giudicata. in pratica e' sempre stata trattata per quello che non era o era solo in minima parte, mentre il suo problema piu' grande viene curato solo ora, sperando che si possa fare ancora qualcosa.

e qualche dottorone viene  a fare la morale a noi, supportati dai sapienti giudici!  

Io credo che il tuo sia un caso tipico. I DSA "certificati" che vedo io sono per lo più persone con una scarsa autostima dovuta non alle durezze della scuola matrigna, bensì a dinamiche familiari disfunzionali (e questo per chi sostiene le private virtù della famiglia e i pubblici vizi di tutto ciò che è Stato e collettività).

Per esempio la ragazza assolutamente normalissima, forse solo un po' timida, con madre iperesigente che mette sempre in evidenza il voto meno brillante, o la mette a paragone con lei stessa o con il fratello maggiore e che si stupisce, rimanendoci quasi male, quando i docenti le dicono di stare tranquilla perché la ragazza sta andando bene.

Oppure il ragazzo sveglissimo, ma con genitori impegnati in una separazione molto conflittuale e che usato per ricatti reciproci o per misurare la propria migliore genitorialità rispetto all'altro coniuge.

O ancora la ragazzina pasticciona che non si sente accettata per quello che è nella propria famiglia.

O l'altro talmente incasinato in famiglia da pensare al suicidio.

Tutto ciò causa ansia, depressione, perdita dell'autostima che si riflettono a scuola. Io non valgo niente, per cui che studio a fare? Io non valgo niente, per cui se prendo 4 me lo merito. Ognuno si costruisce un proprio scenario di vita tragico o limitante, come ci insegna l'analisi transazionale, e lo porta avanti perché ormai è quello il suo marchio di fabbrica: io sono così, meglio essere così, DSA, che non essere niente e non essere considerato da nessuno.

Questi casi si contraddistinguono da due circostanze: l'assoluta mancanza di "sintomi" che facciano pensare a ritardo cognitivo o semplicemente a un QI appena più basso della norma (per quel che vale) e la contraddittorietà della diagnosi, che esula dalle categorie previste dalla legge (dislessia, disgrafia, disortografia, disprassia, discalculia e tutte le dis-) e si avventura in un improbabile terreno psicanalitico.

Queste famiglie disfunzionali sono talmente sconvolte dall'idea dello scorno di avere un figlio che ripeta un anno scolastico (cosa che in qualche modo metterebbe un faro sui propri altarini) da preferire una diagnosi DSA che certifichi che il fallimento scolastico del figlio non è un loro fallimento, ma uno specie di scherzo della natura, come un fulmine o un inondazione, assolutamente imprevedibile e senza rimedio.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 4:00 pm

Ire ha scritto:
la scuola deve valutare le prestazioni scolastiche delle persone.

Dite sempre ai ragazzi di non permettersi di valutare il voto che date perchè non tiene conto solo della prestazione ma della situazione di partenza e degli obbiettivi previsti, poi esce questo discorso?

c'è qualcosa che non va da qualche parte.

Ma della prestazione si misura anche la sua derivata prima, cioè il miglioramento... se uno ce la mette tutta e in matematica si riporta da una insufficienza totale a quella che per gli altri è una sufficienza stentata che fai, non glielo riconosci? E non perché è Mario Rossi, il poverino, ma perché ha aumentato il suo voto di due punti. Ha recuperato il suo svantaggio con l'impegno, cosa che farebbe bene a tutti i DSA più o meno autentici.
Poi, scusa, quando dici "dite" chi dovrebbe essere il soggetto, la controparte, il nemico, i cattivoni?
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 4:05 pm

Mi dispiace dirlo, ma torno all'inizio: en plein!

DSA per separazione genitore?
DSA per dinamiche famigliari?
Psicanalisi?

Ma di cosa stiamo parlando?


Di nulla, credo proprio di nulla.

Meno male che c'è quell'accidenti di legge.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 4:16 pm

Se le diagnosi fossero limitate ai casi strettamente previsti dalla legge potrei anche darti ragione. Purtroppo sappiamo che non è così e che ragazzi recuperabilissimi sono invece lasciati al loro destino di "diversi" certificati. Questo è nell'esperienza pratica di chi è demandato ad insegnare, educare e valutare; probabilmente non è nell'esperienza di chi sente come propria la "missione" di difendere ragazzi con difficoltà scolastiche dalle grinfie di una scuola matrigna e di insegnanti sadici.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 4:17 pm

ufo polemico ha scritto:
Poi, scusa, quando dici "dite" chi dovrebbe essere il soggetto, la controparte, il nemico, i cattivoni?

Veramente intendevo dire voi che avete come mansione prevista anche quella della valutazione degli alunni.

Uno dei pochi casi in cui ci vedo una categoria: la categoria dei docenti valuta, legittimamente, gli alunni e le loro prestazioni.

Per il resto, come ho sempre detto, passo al personale, perchè non si può parlare di categoria di cattivoni, di nemici o di controparte.

Mi baso su quello che dici, che non so se corrisponda al reale:
certo non sei un cattivone perchè i cattivoni sanno benissimo come stanno le cose e per cattiveria agiscono in modo di fare del male.

Tu, apparentemente, non sai come stanno le cose.

Non sei certo un nemico.
Nemico di che? nemico di chi? se è vero che concedi quello che devi concedere secondo legge, se è vero che sai anche insegnare matematica perchè la conosci bene, probabilmente non sei nemico di nessuno a scuola.

Controparte non so che significato attribuire a questo termine.

Quindi, ripeto, che ognuno la pensi come crede, che chi ha qualche elemento in più faccia qualcosa di meglio, che chi non arriva all'asse del pane faccia fin dove arriva. Osservando la legge.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 4:21 pm

Faccio presente che da quando "c'è quell'accidenti di legge", la legge è stata interpretata largamente come "obbligo per la scuola di adottare misure di facilitazione e di dispensazione ogni santa volta che ci sia una certificazione medica di qualsiasi cosa,", NON solo di dsa.

Per cui, sono ANCHE aumentati vertiginosamente proprio i casi di diagnosi confuse, vaghe e incomprensibili, in cui si arriva addirittura a certificare dei problemi di apprendimento che non sono affatto DSA, ma sono "probabilmente causati da stress emotivi" o da "dinamiche conflittuali nella storia personale", in cui si chiede esplicitamente di usare gli stessi strumenti di ausilio che sarebbero previsti per DSA, anche se non c'è nessuna diagnosi di DSA vero.

Se pensi che quetso abbia aiutato davvero chi ha un DSA, stiamo messi male.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 4:30 pm

Ire ha scritto:
Mi dispiace dirlo, ma torno all'inizio:  en plein!

DSA per separazione genitore?
DSA per dinamiche famigliari?
Psicanalisi?

Ma di cosa stiamo parlando?


Di nulla, credo proprio di nulla.

Meno male che c'è quell'accidenti di legge.

ah ah. meno male che c'e' una legge e medici bravi che sanno come applicarla!
cosi' la ragazza con un blocco emotivo e non dislessica devo continuare a trattarla come dsa. avra' le sue dispensazioni, compensazioni , mappe e libri sottolineati con i vari colori e continuera' a fare scena muta alle verifiche orali e i suoi compiti saranno sempre bianchi.

se per te questo e' nulla e ti senti soddisfatta perché:
- non e' figlio tuo
- non e' tuo alunno
allora e solo allora stiamo parlando di nulla.

pero' per fortuna abbiamo la 170,
cosi' la famiglia verra' a fare minacce con la diagnosi in mano in caso di bocciatura!
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 4:38 pm

Vorrei comunque osservare che la legge 170 è anche a tutela dei docenti: io compilo il pdp, dimostro di aver utilizzato gli strumenti compensativi e poi, al mancato raggiungimento degli obiettivi, metto l'insufficienza/rimando/boccio come ho sempre fatto (oppure promuovo, nel caso - non troppo frequente - di risultati soddisfacenti). Ricorsi, in tanti anni, non ne ho mai visti, neppure per bocciature. Non risulta sempre agevole far capire ai colleghi questo semplice concetto, ma il pdp non inchioda solo i docenti; basta saperlo utilizzare nel modo corretto.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 4:40 pm

Woland ha scritto:
Vorrei comunque osservare che la legge 170 è anche a tutela dei docenti: io compilo il pdp, dimostro di aver utilizzato gli strumenti compensativi e poi, al mancato raggiungimento degli obiettivi, metto l'insufficienza/rimando/boccio come ho sempre fatto (oppure promuovo, nel caso - non troppo frequente - di risultati soddisfacenti). Ricorsi, in tanti anni, non ne ho mai visti, neppure per bocciature. Non risulta sempre agevole far capire ai colleghi questo semplice concetto, ma il pdp non inchioda solo i docenti; basta saperlo utilizzare nel modo corretto.

Esatto. Ci tocca lavorare un po' di più, ma poi quando dobbiamo tirare le somme lo possiamo fare con maggior serenità.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 6:59 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E comunque, mi permetto di rivogare una vecchia domanda che avevo già fatto altre volte e alla quale non mi sembra di aver mai avuto risposta: se uno ha un DSA la cui unica conseguenza è quella di "non riuscire a fare tutto con la stessa abilità degli altri SENZA gli opportuni strumenti compensativi", ma bastrebbe dargli gli strumenti giusti per rimetterlo esattamente alla pari con tutti gli altri... come si spiega che poi le difficoltà permangono ANCHE se gli strumenti compensativi ci sono?

Ad esempio, se si sostiene che un discalculico "può compensare usando la calcolatrice"... come si spiega che i problemi legati alla discalculia rimangano ugualmente, anche in contesti in cui la calcolatrice si può tranquillamente usare con la massima libertà?  

Perché mai, alle superiori (in cui è assolutamente ovvio che la calcolatrice la usino tutti, mica solo i DSA) bisogna continuare a fare il pdp per un discalculico, impegnandosi a "dare meno peso agli errori di calcolo nella valutazione", a dargli il compito più breve, o a consentirgli l'interrogazione programmata, SE E' VERO che la sua unica difficoltà specifica consiste in una minor precisione e minor velocità nel fare calcoli complessi a memoria o scritti a mano?

Tanto i calcoli a memoria o i calcoli scritti a mano non sono più richiesti a nessuno, né al discalculico né agli altri, la stessa calcolatrice possono già usarla tutti allo stesso modo... quindi non è più vero che c'è disparità strutturale alla fonte. E allora perché considerarlo ancora "svantaggiato" e rivendicare una personalizzazione dell'insegnamento, della valutazione e delle richieste????

Quindi, a rigor di logica, siamo esattamente nella stessa situazione descritta qui sopra, dell'adulto che ha già finito la scuola e che è libero di organizzarsi le sue strategie di compensazione come meglio crede. Se si sostiene che non appena usciti dalla scuola il problema non esiste più, si dovrebbe sostenere, per coerenza, che in questo caso il problema non esiste più nemmeno a scuola.

Certo che se poi si segue la moda sfiziosa di definire sbrigativamente "discalculia" qualunque situazione in cui qualcuno lamenta di "non capire la matematica", o di "non essere portato per la matematica", allora le cose cambiano. Ma mi pareva che la definizione di partenza non fosse questa.

L.

Sfondi una porta aperta.
L'idiozia di questi sedicenti esperti si basa sulla falsa concezione secondi cui, escluso il deficit cognitivo, le difficoltà di apprendimento nella matematica sarebbero dovute all'esistenza di uno o più disturbi specifici di apprendimento. Del resto i test sono in grado solamente di rilevare delle difficoltà, non certo di indagare sulle loro cause. E pazienza poi se queste difficoltà hanno ben poco a che fare con il ragionamento matematico (es. incolonnamento delle cifre) o, peggio ancora, se la diagnosi di dsa viene utilizzata per coprire qualcosa di ben più grave.
Pensare che le difficoltà della matematica siano racchiuse nel calcolo e nelle memorizzazione delle formule e NON invece nello sviluppo della capacità di astrazione e nell'utilizzo di abilità logico-deduttive è pura ignoranza.
Ricordo anni fa la diagnosi di DSA di un mio alunno. Era tranquillamente in grado di eseguire procedure meccaniche (somme e moltiplicazioni di polinoni, risoluzione di equazioni algebriche, applicazioni di formule,...), ma presentava evidenti e gravi limiti quando si trattava di comprendere il senso di ciò che si faceva e di utilizzare questi strumenti per risolvere anche i più semplici problemi.
In quinta liceo era pertanto in grado di calcolare, anche senza l'utilizzo del formulario e della calcolatrice, la derivata di una funzione composta, ma non era minimamente in grado di comprendere cosa fosse una derivata, quale fosse il suo significato geometrico e men che meno di applicare tale nozione (il suo utilizzo all'interno dello studio di funzione si configurava come la mera applicazione di uno schema fisso).
Sia chiaro, queste difficoltà emergono anche in studenti non DSA e possono essere il frutto di lacune pregresse. Questo ragazzo però evidenziava problemi simili in tutte le materie, con evidenti difficoltà nella comprensione dei contenuti studiati. Il ragazzo si impegnava seriamente, però vi erano dei limiti oggettivi che andavano ben al di là della dislessia certificata.
Secondo la psicologa che aveva diagnosticato il disturbo si poteva ovviare al problema con "strumenti compensativi e dispensativi" (gli stessi che vengono consigliati qualsiasi sia l'età dello studente e qualsiasi sia l'indirizzo di studi seguito). Ma per favore! Il suo problema non era certo quello di mandare a memoria le formule di derivazione!
Questa storia fra l'altro diede adito a qualche polemica. Quando vennero affissi gli esiti dello scrutinio finale un suo compagno di classe bocciato urlò:<<A quanto pare per farsi promuovere senza problemi bisogna farsi certificare come malati>>.
Quello studente non aveva alcun diritto di polemizzare in quanto la sua bocciatura era ampiamente meritata e ha quindi poco senso fare raffronti con altri. Ma l'osservazione da lui fatta aveva comunque un fondo di verità.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 8:22 pm

condivido
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 9:02 pm

Se "condividi", come mai continui a sbracciarti a predicare il contrario?
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 9:08 pm

ancora non riesco a modificare da questo pc.

Condivido la considerazione di Woland e Mac. avrei dovuto quotare, ma anche questo mi diventa difficile.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Lun Nov 24, 2014 10:22 am

paniscus 2.0 ha scritto:
Faccio presente che da quando "c'è quell'accidenti di legge", la legge è stata interpretata largamente come "obbligo per la scuola di adottare misure di facilitazione e di dispensazione ogni santa volta che ci sia una certificazione medica di qualsiasi cosa,", NON solo di dsa.

questo è il punto cruciale della faccenda.

Alcuni docenti interpretano le misure necessarie per un dsa come facilitazioni.

Non esiste in nessun documento e in nessuna legge la richiesta alla scuola di facilitare qualcuno.

Si chiamano misure di compensazione compensazione di un disturbo specifico.

Compensazione che significa permettere a chi presenti un DSA di giocarsela come gli altri.

E non solo con misure come calcolatrice e varie.

Il DSA compromette aspetti importanti della personalità, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e la fiducia in se stessi. E' chiaro a tutti che chi si sente a disagio con se stesso non si muove bene anche se ha gli stessi strumenti di base degli altri.


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