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 Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Lun Nov 17, 2014 6:48 am

Promemoria primo messaggio :

In ogni classe delle medie c'è almeno un alunno certificato per disturbi specifici dell'apprendimento, cioè quello che l'istituzione scuola, i genitori e i medici (i medici???) si ostinano (o si affrettano) a etichettare come DSA.
Il più delle volte si tratta di disturbi della grafia e spesso questi alunni si portano appresso la diagnosi dalle elementari, a volte anche dai primissimi anni: le brave maestre delle elementari, rilevando una certa difficoltà reciproca di insegnamento/apprendimento, anche nelle famose "stanghette", hanno ritenuto di chiamare i genitori, esporre loro la situazione e proporre il bimbo per una visita premio dal medico specialista. Molti anni più tardi, di fronte al collegio, il bravo professore avrebbe preso atto della diagnosi e redatto il suo bel PDP, mettendo tutte le crocette giuste; e pazienza se in ogni classe ci sono almeno 5-6 alunni non certificati che scrivono peggio di quello certificato e che non avranno strumenti compensativi e dispensativi, se non in via surrettizia e lasciata al buon senso (e alla buona volontà) del docente e del collegio.
Oddio mi scrive male! Oddio mi va male in matematica! Oddio non mi riesce a tenere l'attenzione per più di un minuto! Oddio ha degli scatti d'ira! E per placare il senso di inadeguatezza nel constatare la mancata corrispondenza del pargolo ai desiderata propri e sociali, il bravo genitore demanda al medico tutto ciò che potrebbe essere risolto, o attenuato, dalla famiglia e dalla scuola e, soprattutto, dall'alunno stesso mediante il proprio impegno nel superare i propri limiti; e confinando il minore in una confortevole e deresponsabilizzante nicchia di inadeguatezza DOC.
E' la stessa cultura della dis-integrazione che pretende una didattica personalizzata per ogni alunno, che ha inventato l'ADHD e ha somministrato Ritalin in dosi massicce a bambini colpevoli di vivacità, che definisce malattie lo scarso interesse allo studio, o l'idiosincrasia nei confronti della matematica o di esercizi di grafia noiosi e ripetitivi.
Tutto ciò in spregio a quei ragazzi che realmente hanno difficoltà di lettura o di scrittura o di concentrazione.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Ven Nov 21, 2014 8:40 pm

carla75 ha scritto:
perché (o meglio anche perché ) prima questi ragazzi avevano il sostegno. Ora sono a carico del docente curriculare a cui si chiede di fare quello che faceva il collega specializzato.

Vorrei fare delle precisazioni: un ragazzo discalculico, con l'utilizzo di tabelle, formule, calcolatrice, magari con sintesi vocali o software che trasformano la voce in testo dovrebbe essere in grado di svolgere correttamente esercizi matematici. i

In questo discorso, Carla, dove sono finiti quei ragazzi che anche adesso avendo genitori non avveduti e pavidi non vengono aiutati da nessuno?

Non credo che prima della 170 i genitori fossero diversi e avessero chiesto il sostegno per i loro figli mentre con l'entrata in vigore della legge dsa si siano ritirati perchè è mancato loro il coraggio.

Semplicemente sono aumentate le diagnosi di dislessia perchè si è fatta informazione più approfondita e diffusa, si sono fatti screening, si è riconosciuto un problema che cognitivo non è.

Per quanto riguarda il fatto che un ragazzo con gli strumenti dovrebbe.. dimentichi una cosa fondamentale: non solo gli strumenti sono necessari ad un ragazzo con dsa, ma è fondamentale una didattica personalizzata in funzione delle sue caratteristiche di apprendimento.

Se non raggiungono gli obbiettivi, quindi, prima di pensare a quello cui hai pensato tu (che in qualche caso ci può stare, soprattutto per quanto riguarda il borderline tra problema cognitivo e non) io penserei che se un ragazzo discalculico non ha raggiunto gli obbiettivi è perchè non ha avuto qualcuno che gli insegnasse nel modo in cui lui sarebbe stato capace di imparare.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Ven Nov 21, 2014 9:21 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Citazione :
la scuola di oggi debba prevedere necessariamente l'abolizione dei titoli

Ok, ma in tale eventualità... con che cosa dovrebbero essere sostituiti, questi famigerati titoli?

Con l'arbitrio assoluto di chi non è più obbligato a tenere conto nemmeno di quelli, e quindi assume chi gli pare in massima libertà?

A me sembrerebbe pure peggio!


per i posti pubblici, qualsiasi esso sia, occorrerebbe per forza il concorso. il diploma da anni non costituisce piu' titolo sufficiente per attestare competenze, nemmeno minime, nemmeno elementari, mi azzardo a dire. per i privati, mbe' li la selezione gia' c'e'. e cmq sarebbero cavoli del datore che li assume.

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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Ven Nov 21, 2014 9:32 pm

Ire ha scritto:
carla75 ha scritto:
perché (o meglio anche perché ) prima questi ragazzi avevano il sostegno. Ora sono a carico del docente curriculare a cui si chiede di fare quello che faceva il collega specializzato.

Vorrei fare delle precisazioni: un ragazzo discalculico, con l'utilizzo di tabelle, formule, calcolatrice, magari con sintesi vocali o software che trasformano la voce in testo dovrebbe essere in grado di svolgere correttamente esercizi matematici. i

In questo discorso, Carla, dove sono finiti quei ragazzi che anche adesso avendo genitori non avveduti e pavidi non vengono aiutati da nessuno?

non ho capito la domanda.

Non credo che prima della 170 i genitori fossero diversi e avessero chiesto il sostegno per i loro figli mentre con l'entrata in vigore della legge dsa si siano ritirati perchè è mancato loro il coraggio.
chi ha voluto la 170? tu lo sai meglio di noi. non certo i docenti o qualche illuminato parlamentare.  

Semplicemente sono aumentate le diagnosi di dislessia perchè si è fatta informazione più approfondita e diffusa, si sono fatti screening, si è riconosciuto un problema che cognitivo non è.

sul fatto che non sia cognitivo si puo' discutere molto: lo diceva anche Israel ...cosa significa dis.....lessia -grafia-calculia?
guarda che questo e' un campo ancora ampliamente dibattuto.
e allora io mi chiedo, ma la carenza di memoria non e' in realta' un problema cognitivo?

Per quanto riguarda il fatto che un ragazzo con gli strumenti dovrebbe.. dimentichi una cosa fondamentale:  non solo gli strumenti sono necessari ad un ragazzo con dsa, ma è fondamentale una didattica personalizzata in funzione delle sue caratteristiche di apprendimento.

a quali tecniche didattiche ti riferisci nello specifico? e non dire che non sei esperta. se affermi che sono necessarie devi per forza conoscerle. il sentito dire non giustifica la tua tesi.

Se non raggiungono gli obbiettivi, quindi, prima di pensare a quello cui hai pensato tu (che in qualche caso ci può stare, soprattutto per quanto riguarda il borderline tra problema cognitivo e non) io penserei che se un ragazzo discalculico non ha raggiunto gli obbiettivi è perchè non ha avuto qualcuno che gli insegnasse nel modo in cui lui sarebbe stato capace di imparare.
e infatti aveva diritto all'insegnante di sostegno. ma su questo punto sappiamo benissimo di non essere d'accordo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Ven Nov 21, 2014 10:17 pm

carla75 ha scritto:
  sul fatto che non sia cognitivo si puo' discutere molto: lo diceva anche Israel ...cosa significa dis.....lessia -grafia-calculia?

Io ci aggiungerei l'eloquentissimo concetto di DISNOMIA: ovvero, lo spirito del malgoverno, della contraddizione sociale, della confusione sulle norme, e dell'improvvisazione selvaggia in cui ognuno pretende di fare come gli pare, e di contraddirsi senza limiti.

Praticamente una versione dotta della macchietta guzzantiana sulla
"casa delle libertà, dove si può fare tutto quello che q*zz si vuole".   : )

A me piace di più il pianetino:

http://en.wikipedia.org/wiki/Dysnomia_%28moon%29

... ma il termine è bellisimo comunque.

L.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Ven Nov 21, 2014 11:29 pm

Ire ha scritto:
Un appunto per quanto riguarda gli ipovedenti che vedono con strumenti compensativi:
è un discorso che non regge-

L'ipovedente è ipovedente in ogni situazione, proprio vede male, e ha bisogno di occhiali per forza

Il dsa non ha bisogno per forza di strumenti compensativi o dispensativi ne ha bisogno solo in fase di apprendimento. per il resto vive benissimo ugualmente senza bisogno di nulla.

E comunque, questa è una BALLA clamorosa.

Il dislessico, se è un dislessico VERO, ossia portatore di quella famosa "condizione neurobiologica strutturale immodificabile", non è affatto vero che ha delle difficoltà "solo in fase di apprendimento", e che però poi, non appena conclusasi la trafila scolastica, magicamente i problemi spariscono.

Uno che ha un disturbo serio di lettura o di scrittura rimarrà comunque svantaggiato per tutta la vita, ogni volta che dovrà leggere un manuale di istruzioni, un referto medico, un orario dei treni, un contratto con le note in piccolo, un depliant turistico, una ricetta di cucina, o dovrà scrivere una relazione tecnica per lavoro.

Non dico che "NON POSSA" farlo in assoluto... ma sicuramente nel farlo sarà svantaggiato rispetto alla media degli altri, ossia sarà destinato per tutta la vita a fare più fatica, a impiegarci più tempo, a stancarsi di più, a fare più errori e a fare potenzialmente più danni (a se stesso o ad altri) a causa di questa sua oggettiva MINORE abilità.

Ossia, avrà esattamente lo stesso problema di quello che "ci vede poco" pur senza essere cieco, o che "muove male le mani", pur senza essere gravemente invalido: sono problemi che non impediscono necessariamente di fare una vita normale, ma che di svantaggi concreti ne creano eccome, per tutta la vita...

Per non parlare dell'altra moda che va per la maggiore adesso, ossia quella di sostenere che la dislessia non sia SOLO un problema specifico di decodifica della parola scritta, ma che coinvolga tutta una serie di funzioni percettive di livello più generale, per cui è tutta una corsa ad associarla ai disturbi visuo-spaziali, ai disturbi di attenzione, ai "disturbi di stancabilità" (GIURO, nelle diagnosi esistono anche questi!) ai disturbi di coordinazione fine, eccetera...

Ma q*zzarola, se si assume che esiste un disturbo serio di percezione visuo-spaziale, si vuole sostenere che esso crei dei problemi "solo a scuola" (perché bizzarramente la scuola chiede al ragazzino di fare delle cose innaturali che poi nel resto della vita non gli serviranno mai più)?

Perché, invece... guidare un veicolo a motore soffrendo di un serio disturbo visuo-spaziale, quello invece è facile e sicuro, perché tanto "non riguarda mica più l'apprendimento scolastico"?

In conclusione: se certi disturbi esistono davvero e sono strutturalmente immodificabili, RIMANGONO, e possono benissimo farsi sentire anche in qualsiasi altra situazione di vita adulta fuori dalla scuola.

Quindi, non raccontiamoci la balla che, non appena finiti gli studi, TUTTE le richieste della vita adulta fuori di scuola siano completamente diverse da quello che si richiedeva di fare sui banchi, tanto che il disturbo non conta più niente, e non influisce più nel resto della vita! Influisce eccome, e crea degli svantaggi lo stesso... quindi non vedo che differenza ci sia con mille altri tipi di invalidità fisica o di deprivazione sensoriale, come quella del miope o del claudicante!

Inoltre:

E' vero che esiste una componente sociale e culturale, che deriva da "quanta importanza viene data" a una certa abilità nella popolazione in cui si vive, questo sì.

E' verissimo che in una società arcaica, in cui sono tutti analfabeti, il dislessico o disgrafico non si nota: a sbarbare le cipolle o a spaccare le pietre, il dislessico è buono ESATTAMENTE come tutti gli altri.  

Ma se lo stesso dislessico o disgrafico, come viene sostenuto diffusamente adesso, non è quasi mai un dislessico o disgrafico "puro", ma manifesta anche difficoltà di riconoscimento fine delle forme o di orientamento nello spazio...

...beh, allora, qualche svantaggio concreto rispetto agli altri ce l'avrà avuto anche in un accampamento paleolitico, in cui non si conosceva la scrittura e non esistevano scuole, ma si doveva imparare a puntare le frecce con mira dettagliatissima, a scheggiare le pietre con movimenti di precisione, e a orientarsi per chilometri di camminata per rientrare al villaggio.

E ANCHE nel villaggio paleolitico, una persona che avesse sofferto di un disturbo di decodifica dei segni e delle forme (che oggi sarebbe sicuramente certificato come DSA), i problemi li avrebbe avuti eccome, molto prima che fosse inventata la scuola!

L.
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Ven Nov 21, 2014 11:32 pm

Eppure, in questo prevedibile scontro di posizioni, credo ci debba essere spazio anche per una domanda ulteriore, che prende le mosse da una constatazione ovvia, ossia che negli ultimi dieci anni le capacità di verbalizzazione del pensiero, di decodifica dello scritto e di produzione (scritta) autonoma da parte degli studenti sono in caduta verticale. DSA o non DSA; in altre parole, il fenomeno, se ancora non è del tutto generalizzato, è diffuso in percentuali inquietanti. Aggiungiamo il fatto che, a oggi, a detta degli stessi neuropsichiatri e pedagogisti, che cosa sia un DSA non è oggetto di una definizione scientificamente condivisa. Al contrario, una teoria positiva manca del tutto - è presente, invece, una descrizione per viam negationis, che è altra cosa, ossia la formalizzazione in termini più o meno sKientifiKi, di una rassegnata constatazione: "Boh? sarà più o meno una roba così".
C'è un legame tra il primo punto e il secondo? Mi pare di sì (ma potrei incorrere nella fallacia del post hoc non propter hoc), e nei termini seguenti: la legge 170 prende atto, senza andare troppo per il sottile, dei mutamenti rilevati al primo punto, e si serve del fumoso corollario medicale quel tanto che basta per nascondere la testa sotto la sabbia ed evitare di interrogarsi sull'eziologia del problema. Chi, in qual modo, con quali risultati ottenga la certificazione - e possa così giovarsi della legge 170 -, già lo sappiamo; sappiamo anche che molti non la chiedono, e pertanto ne restano esclusi.
Ma il problema resta: fino a quando non si dirà con chiarezza - e dati alla mano! - che cosa sia un DSA, quale sia l'eziologia esatta del disturbo, quale sia la sua pertinenza categoriale (e non certo una fumosa ciarla come "possibile/probabile lesione neurologica non localizzata", o amenità simili, che non significano nulla, come qualunque neuropsichiatra sa), nulla si potrà fare se non precipitarsi a nascondere la testa, appunto, sotto la legge 170. Ma il danno sociale sarà (è!) incalcolabile, e i casi, dicevo, si moltiplicheranno fino a toccare il 100% dei discenti. Se sia un bene o un male, francamente, non saprei; tuttavia, a occhio, non suonerei fanfare.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Ven Nov 21, 2014 11:54 pm

Woland ha scritto:
Eppure, in questo prevedibile scontro di posizioni, credo ci debba essere spazio anche per una domanda ulteriore, che prende le mosse da una constatazione ovvia, ossia che negli ultimi dieci anni le capacità di verbalizzazione del pensiero, di decodifica dello scritto e di produzione (scritta) autonoma da parte degli studenti sono in caduta verticale. DSA o non DSA; in altre parole, il fenomeno, se ancora non è del tutto generalizzato, è diffuso in percentuali inquietanti.

...e voglio sperare che, almeno in questo ambito, non si provi a invocare una misteriosa e paranormale mutazione biologica di massa avvenuta di colpo, per cui "la percentuale dei DSA" dovrebbe essere oggettivamente aumentata nel giro di 10 o 20 anni, solo perché "è cambiata la società" o "sono cambiate le modalità di comunicazione".

Perchè allora automaticamente andrebbe a farsi benedire la teoria secondo cui i DSA derivano da condizioni strutturali neurobiologiche innate, che ci si portano dietro a vita, e che non hanno niente a che fare con l'educazione, lo studio e l'esercizio.

L.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 1:46 am

Io ho trovato interessante questa esposizione di Daniela Lucangeli, a proposito della discalculia. E' piuttosto lunga, il video è diviso in cinque parti. Al minuto 27:00 del primo video la definizione di discalculia (che riguarda circa 2 persone  ogni mille), da confrontare con le difficoltà di apprendimento della matematica (20-50% alla primaria, 80% alla secondaria!). Per queste ultime è chiamata in causa la qualità della didattica (video successivi).
1) https://www.youtube.com/watch?v=TJQdJApgOrA
2) https://www.youtube.com/watch?v=Y0v-LG70YUI
3) https://www.youtube.com/watch?v=gxaiVQO7COg
4) https://www.youtube.com/watch?v=kjeWA9RnKR4
5) https://www.youtube.com/watch?v=bpSslTL49gY
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 11:24 am


Citazione :
E comunque, questa è una BALLA clamorosa.

Il dislessico, se è un dislessico VERO, ossia portatore di quella famosa "condizione neurobiologica strutturale immodificabile", non è affatto vero che ha delle difficoltà "solo in fase di apprendimento", e che però poi, non appena conclusasi la trafila scolastica, magicamente i problemi spariscono.

una veloce risposta perchè non riesco a leggere tutto in questo momento, lo farò con calma.

Un dislessico ha problemi in fase di apprendimento a scuola perchè gli si richiedono prestazioni che non sono per lui. Deve ottenere un voto frutto di una valutazione soggettiva, anche se secondo griglia) di un docente.

Nella vita oltre la scuola il dislessico si gestisce come meglio crede i suoi problemi, se li compensa come vuole, nessuno gli dice che non può tenere la tabella sotto perchè allora sei facilitato e cosa dicono gli altri.

La caratteristica neurobiologica rimane, è evidente.

Ma nessuno lo boccia, lo insulta o non crede che lui abbia un dsa piuttosto che sia un fannullone.
E se anche qualcuno lo crede.... chi se ne frega.

E' per questo motivo che il dsa è un problema solo a scuola. Fuori è una caratteristica personale.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 12:44 pm

Ire ha scritto:

E' per questo motivo che il dsa è un problema solo a scuola. Fuori è una caratteristica personale.

Se la cosa ti consola, pensalo pure. Ma non è così. Prova per esempio a gestire un ristorante e assumere camerieri e cuochi che leggono a fatica le ordinazioni e vediamo quanto tempo ci metti a chiuderlo.
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Atene



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 1:57 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:

E' per questo motivo che il dsa è un problema solo a scuola. Fuori è una caratteristica personale.

Se la cosa ti consola, pensalo pure. Ma non è così. Prova per esempio a gestire un ristorante e assumere camerieri e cuochi che leggono a fatica le ordinazioni e vediamo quanto tempo ci metti a chiuderlo.

Ma se le ordinazioni vengono registrate su quel piccolo tablet con pennina (ormai molto diffuso!) che trasmette direttamente in cucina le comande.... Il cameriere dsa ha compensato!
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 2:27 pm

Atene ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:

E' per questo motivo che il dsa è un problema solo a scuola. Fuori è una caratteristica personale.

Se la cosa ti consola, pensalo pure. Ma non è così. Prova per esempio a gestire un ristorante e assumere camerieri e cuochi che leggono a fatica le ordinazioni e vediamo quanto tempo ci metti a chiuderlo.

Ma se le ordinazioni vengono registrate su quel piccolo tablet con pennina (ormai molto diffuso!) che trasmette direttamente in cucina le comande.... Il cameriere dsa ha compensato!

E il cuoco? Gli lasciamo un messaggio vocale?

Non sto discutendo le compensazioni. Vorrei solo mettere in evidenza che le cose che si imparano a scuola non sono finalizzate a se stesse, ma servono per stare nella nostra società e nel suo mondo produttivo, piaccia o meno. Per cui i disturbi sono problemi, per chi li ha, anche (e soprattutto) fuori dal mondo della scuola.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 2:39 pm

mac67 ha scritto:
Atene ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:

E' per questo motivo che il dsa è un problema solo a scuola. Fuori è una caratteristica personale.

Se la cosa ti consola, pensalo pure. Ma non è così. Prova per esempio a gestire un ristorante e assumere camerieri e cuochi che leggono a fatica le ordinazioni e vediamo quanto tempo ci metti a chiuderlo.

Ma se le ordinazioni vengono registrate su quel piccolo tablet con pennina (ormai molto diffuso!) che trasmette direttamente in cucina le comande.... Il cameriere dsa ha compensato!

E il cuoco? Gli lasciamo un messaggio vocale?

Non sto discutendo le compensazioni. Vorrei solo mettere in evidenza che le cose che si imparano a scuola non sono finalizzate a se stesse, ma servono per stare nella nostra società e nel suo mondo produttivo, piaccia o meno. Per cui i disturbi sono problemi, per chi li ha, anche (e soprattutto) fuori dal mondo della scuola.
le comande devono essere cartacee e prodotte in triplice copia. (insegno in un alberghiero) a limite esistono i tablet con il pennino dove sono gia scritti i piatti del giorno. ma prima di bisogna leggere scorrendo la lista per cliccare il piatto scelto. l'ordine si carica direttamente alla cassa. quindi se si sbaglia a leggere e cliccare si sbaglia l'ordine e il conto.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 3:17 pm

E comunque, mi permetto di rivogare una vecchia domanda che avevo già fatto altre volte e alla quale non mi sembra di aver mai avuto risposta: se uno ha un DSA la cui unica conseguenza è quella di "non riuscire a fare tutto con la stessa abilità degli altri SENZA gli opportuni strumenti compensativi", ma bastrebbe dargli gli strumenti giusti per rimetterlo esattamente alla pari con tutti gli altri... come si spiega che poi le difficoltà permangono ANCHE se gli strumenti compensativi ci sono?

Ad esempio, se si sostiene che un discalculico "può compensare usando la calcolatrice"... come si spiega che i problemi legati alla discalculia rimangano ugualmente, anche in contesti in cui la calcolatrice si può tranquillamente usare con la massima libertà?

Perché mai, alle superiori (in cui è assolutamente ovvio che la calcolatrice la usino tutti, mica solo i DSA) bisogna continuare a fare il pdp per un discalculico, impegnandosi a "dare meno peso agli errori di calcolo nella valutazione", a dargli il compito più breve, o a consentirgli l'interrogazione programmata, SE E' VERO che la sua unica difficoltà specifica consiste in una minor precisione e minor velocità nel fare calcoli complessi a memoria o scritti a mano?

Tanto i calcoli a memoria o i calcoli scritti a mano non sono più richiesti a nessuno, né al discalculico né agli altri, la stessa calcolatrice possono già usarla tutti allo stesso modo... quindi non è più vero che c'è disparità strutturale alla fonte. E allora perché considerarlo ancora "svantaggiato" e rivendicare una personalizzazione dell'insegnamento, della valutazione e delle richieste????

Quindi, a rigor di logica, siamo esattamente nella stessa situazione descritta qui sopra, dell'adulto che ha già finito la scuola e che è libero di organizzarsi le sue strategie di compensazione come meglio crede. Se si sostiene che non appena usciti dalla scuola il problema non esiste più, si dovrebbe sostenere, per coerenza, che in questo caso il problema non esiste più nemmeno a scuola.

Certo che se poi si segue la moda sfiziosa di definire sbrigativamente "discalculia" qualunque situazione in cui qualcuno lamenta di "non capire la matematica", o di "non essere portato per la matematica", allora le cose cambiano. Ma mi pareva che la definizione di partenza non fosse questa.

L.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 3:21 pm

Se la scuola italiana produce la metà degli alunni con problemi nella matematica o difficoltà nella comprensione, nella scrittura e nell'espressione verbale nella lingua madre -tutto certificato da statistiche serie- qualche domanda bisognerebbe iniziare a porsela.
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 3:42 pm

Citazione :
Se la scuola italiana produce la metà degli alunni con problemi nella matematica o difficoltà nella comprensione, nella scrittura e nell'espressione verbale nella lingua madre

Magari sarebbe utile fare qualche statistica anche in entrata, non solo in uscita... le domande che ci si porrebbero in tal caso sarebbero - io credo - ben più interessanti.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 4:51 pm

Tanto, ci sarà sempre qualcuno che sosterrà che è colpa degli insegnanti, che in un mitologico passato erano taaaaaaantoooooo bravi a insegnare mentre adesso non lo sono più.
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Aresgr



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 6:16 pm

ho sbagliato mestiere con le pseudo certificazioni che girano mi arricchivo di più a fare io le certificazioni DSA! Oggisi vendono come l'acqua nel deserto!


Ultima modifica di Aresgr il Sab Nov 22, 2014 6:19 pm, modificato 1 volta
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Aresgr



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 6:18 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Tanto, ci sarà sempre qualcuno che sosterrà che è colpa degli insegnanti, che in un mitologico passato erano taaaaaaantoooooo bravi a insegnare mentre adesso non lo sono più.


no è che in un mitologico passato gli dei avevano il buon gusto di togliere di torno quei mortali che rompevano le ..... comunque come già detto da un altro user se proprio i docenti fanno schifo si può sempre rispolverare la vecchia figura dell'aio! Alla peggio ci sarà qualche cagnetta che parrà dire di nuovo "aita aita!"
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Sab Nov 22, 2014 8:13 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Tanto, ci sarà sempre qualcuno che sosterrà che è colpa degli insegnanti, che in un mitologico passato erano taaaaaaantoooooo bravi a insegnare mentre adesso non lo sono più.

Nonostante il loro impegno parte della colpa è anche degli insegnanti, soprattutto perché, essendo divisi tra di loro e perdendo a volte di vista l'obbiettivo primario del loro ruolo, hanno permesso, subito, incoraggiato o messo in atto pratiche confuse e controproducenti.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 8:54 am

da quando vivo nel mondo del dsa di robe ne ho viste e sentite tante, ma confesso che l'affermazione sencondo la quale un locale chiuderebbe presto se avesse un cameriere e il cuoco dsa mi fa un certo qual effetto.

Quello che mi capita spesso di dire è che lavorare con i dsa è soprattutto un atto di fede, il disturbo non ha manifestazioni esterne a prova di esame, non è evidente per i più ed è piuttosto fastidioso perchè la modalità di lavoro, l'atteggiamento e le richieste di un dsa mettono alla prova la pazienza, le capacità e le convinzioni di chiunque.

La diversità è sempre spaventosa, il nuovo destabilizza il sistema consolidato e il cambiamento costa fatica, da che mondo e mondo quando una minoranza ha alzato la testa per affermare i propri diritti ha dovuto combattere. Ed è la stessa cosa che sta succedendo a chi si è reso conto di non riuscire a scuola non per stupidità ma semplicemente perchè nessuno ha mai provato ad andargli incontro.

C'è una bellissima richiesta da parte di una mamma, dsa, di un figlio dsa, una blogger che con le sue capacità si sta facendo un certo nome perchè riesce, da adulta, a spiegare cosa si provi in certe situazioni. La richiesta è questa:

Professore, se non imparo come insegni, per favore, insegnami come imparo.


Nessuno, mai, riuscirà a capire la ricchezza interiore e le sofferenze, la voglia di essere lasciati in pace e di essere capiti, il desiderio di essere apprezzati e di riuscire a rendere giustizia alle conoscenze che si accumulano nella testa , che vive un dsa a scuola.

Nessuno riuscirà mai a capirlo se non lo vivrà personalmente sulla propria pelle o sulla pelle di una persona che ama e con la quale vive 24 ore al giorno.

Il docente è un professionista, dovrebbe riuscire a lavorare sul momento e sulla persona, senza pensare ma se fa cosi ora domani cosa farà, se non si abitua adesso domani come potrà.
Concedere fiducia e mezzi nel momento più difficile della vita di un ragazzo, che è quello della crescita, dello sviluppo della fiducia in se stesso, della creazione dell'immagine sociale, è l'unico modo per dargli la possibilità di sperimentarsi oltre i limiti, di padroneggiare strumenti e di trovare strategie metacognitive nell'età adulta, per avere successo nella vita, per esprimere se stesso e rendere alla società quello che ha ricevuto.

Poi ci sono le questioni di soldi che tolgono il diritto al sostegno per chi, con problemi di natura cognitiva viene dichiarato dsa.
Poi ci sono le associazioni che premono per la promozione tout court, poi ci sono le persone in difficoltà che non si sanno muovere e che subiscono chi non ha intenzione di modificare nulla, poi ci sono ....

Mille realtà ci sono.
Ma la vita è così, la giustizia non è di questo mondo e ciascuno di noi fa quello che può.

Tenere gli occhi chiusi, arroccarsi su questioni di termini o su posizioni di titoli o ruoli è il contributo peggiore che si possa dare al benessere sociale.


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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 9:43 am

io non penso che un locale possa chiudere se vi lavora un ragazzo con dsa. penso pero' che un ragazzo con dsa dovra' sempre combattere con il suo disturbo: al lavoro, nel leggere un bugiardino di un medicinale, nel ricercare sul tabellone dei treni orario e binario.

non parliamo dell'universita': nonostante il baratro culturale che si vive ormai da anni nei nostri atenei non credo che un ragazzo con dsa possa andare a sostenere esami universitari con le mappe concettuali davanti.

e non e' che questo ci faccia piacere. ma la realta' va vista per quella che e'.
ora Ire, secondo te quante mamme vanno a protestare se nella classe del proprio figlio ci sono altri dsa oltre a bes e alunni con sostegno?
gli unici discorsi che sento sono: io il certificato l'ho depositato adesso sono i professori che si devono arrangiare. nessun genitore si chiede mai quale puo' essere la qualita' della didattica prodotta da un docente che ha diversi casi in una stessa classe. e non mi dire che le tecniche di apprendimento di un dsa sono uguali a quelle di un qualsiasi bes o un ragazzo con un lieve ritardo cognitivo senza sostegno. non e' vero.

e non possiamo (e penso di cogliere il pensiero di molti colleghi) a questo punto biasimare i genitori che in certe scuole i figli non li mandano.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 9:47 am

Cara Ire, apprezzo il tono accurato del tuo intervento ma credo che l'obiettivo non debba essere quello di una forma di salvezza individuale dell'alunno con problemi che poverino ecc. ecc., ma debba essere quello più utilitaristico della migliore formazione possibile per la più ampia percentuale di alunni e studenti, come del resto previsto da una infinità di documenti ufficiali ministeriali e comunitari.
Per me non possono essere oggetto di discussione né la ricchezza interiore né le sofferenze psicologiche del singolo; come ci sono alunni con voti fenomenali che dimostrano atteggiamenti gretti, egoistici, meschini e prevaricatori, così ci sono alunni scolasticamente fragili dotati di grande sensibilità, empatia, benevolenza nei confronti degli altri. Qualsiasi insufficienza provoca dolore e frustrazione in chi la riceve, e se le insufficienze sono tante provocano senso di inadeguatezza, perdita dell'autostima, in alcuni casi addirittura la depressione, ma se si volessero evitare questi aspetti negativi e talvolta drammatici a livello individuale sarebbe necessario abolire tout-court la valutazione. Ed è questa la direzione in cui va la prassi -non la teoria, la prassi- della gestione degli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento. Cioè non esiste più un metro di giudizio unico per tutti, ma si tende a far esistere 25 metri di giudizio diversi in ogni classe. Qualunque alunno che dimostri delle difficoltà di apprendimento e che non abbia un evidente deficit cognitivo viene ficcato nella casellina DSA (quella bes è meno frequentata) e sottoposto a un regime particolare di compensazioni e dispense che lo differenzia dal resto della classe. Non c'è nessuna indagine su quali siano le cause della difficoltà dell'alunno, e quali siano le misure di intervento più appropriate: ci si limita a semplificare loro la vita. Così si tratta allo stesso modo chi "va male" per motivi psicologici o familiari, chi perché si è trovato male negli anni di scuola precedenti, chi davvero non riesce a leggere o a scrivere perché "è nato così", chi non si impegna e chi non ha mai imparato a impegnarsi; e quelli che potrebbero essere recuperati, o rieducati, attraverso un "allenamento" specifico che li riporti al livello degli altri, vengono invece lasciati indietro. Questa è la responsabilità più grave dell’attuale sistema DSA.
La valutazione non misura la bontà di una persona, né il suo valore : la valutazione misura esclusivamente i suoi risultati scolastici. Se uno non riesce in matematica, perché si è autoconvinto di non essere portato (comodo e frequentatissimo alibi), o perché non riesce a interpretarne i segni, o perché ha un lievissimo deficit cognitivo specifico su quel particolare tipo di intelligenza, dovrebbe avere la sua bella insufficienza; non blandito con prove facilitate e convinto, magari, di poter frequentare una scuola o un'università che mettono alla prova le abilità matematiche.
L’individualizzazione della valutazione porta allo scadimento generale del livello di scolarizzazione e di competenze acquisite; nessuno sa bene più quale è la prestazione che gli viene richiesta, tutto viene facilitato e la facilitazione viene vissuta come un diritto. I professori banalizzano la loro didattica per ottenere il maggior numero di “successi scolastici”, cioè di sufficienze e così facendo da un lato mortificano i più dotati e dall’altro abbassano drasticamente le competenze di tutti gli alunni di medio livello. Si perde di vista l’obiettivo di portare al miglior livello possibile la classe perché l’obiettivo diventa quello di non infliggere frustrazioni a nessuno degli alunni. Il tempo e l'energia che un insegnante impiega a compilare mortiferi PDP organizzati come checklist per gli alunni DSA sono risorse sottratte a una reale attenzione a tutti gli altri casi di difficoltà scolastica e alla classe nel suo complesso.
Purtroppo invece la società sottopone i giovani adulti (e non solo) a continue frustrazioni che la scuola non insegna più a sopportare. Chi non è stato abituato a sopportare lo stress e l’esito di insufficienza in un tema, chi non è stato educato a darsi da fare per recuperare, come potrà sostenere lo stress e la frustrazione di un qualunque concorso pubblico, o di un colloquio di lavoro?


Ultima modifica di ufo polemico il Dom Nov 23, 2014 10:13 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 10:07 am

ufo polemico ha scritto:
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Non c'è nessuna indagine su quali siano le cause della difficoltà dell'alunno, e quali siano le misure di intervento più appropriate: ci si limita a semplificare loro la vita.
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Se uno non riesce in matematica, perché si è autoconvinto di non essere portato (comodo e frequentatissimo alibi), o perché non riesce a interpretarne i segni, o perché ha un lievissimo deficit cognitivo specifico su quel particolare tipo di intelligenza, dovrebbe avere la sua bella insufficienza; non blandito con prove facilitate e convinto, magari, di poter frequentare una scuola o un'università che mettono alla prova le abilità matematiche.

1) Ricercare le cause della difficoltà dell'alunno è uno dei compiti di un buon insegnante.
2) A volte ci si convince di non essere "portati per la matematica" e di essere destinati alla "bella insufficienza" semplicemente perché non abbiamo incontrato insegnanti che sapevano insegnare la matematica. (aggiungerei anche questa, nella tua lista di cause possibili di "non riuscita")
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MessaggioOggetto: Re: Alunni certificati per disturbi specifici dell'apprendimento e non   Dom Nov 23, 2014 10:11 am

Ire ha scritto:
da quando vivo nel mondo del dsa di robe ne ho viste e sentite tante, ma confesso che l'affermazione sencondo la quale un locale chiuderebbe presto se avesse un cameriere e il cuoco dsa mi fa un certo qual effetto.

Non ho scritto "uno". Tutti. Certo, esagero, ma serve a capire la situazione. E chiarisco, anche se sarebbe dovuto essere chiaro: non ho scritto "con dsa" ma "che leggono a fatica le ordinazioni": può darsi che sia perché hanno un disturbo che non hanno imparato a compensare, può darsi che sia perché a scuola non ci sono andati, può darsi che conoscono poco e male la lingua del posto. Quale sia la causa è irrilevante, quel che conta, soprattutto nel mondo del lavoro, è l'esito. Altro che l'isola felice della scuola, dove si agevola, facilita, esonera, dispensa, compensa, ecc.

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