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 BES: facciamo il punto?

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russele



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MessaggioOggetto: BES: facciamo il punto?   Dom Nov 23, 2014 9:55 pm

Promemoria primo messaggio :

Apro questa discussione non per polemizzare ma per capire dove siamo arrivati.
Stiamo predisponendo i pdp per gli alunni che rientrano nelle casistiche previste dalla normativa. Alcuni di questi alunni erano stati riconosciuti alunni con BES e, nonostante gli interventi mirati dello scorso anno, quest'anno presentano le medesime problematiche. In particolare in questa situazione sono i ragazzi che presentano difficoltà cognitive. Come consiglio di classe ci siamo posti il problema se ciò sia imputabile alla nostra incapacitá o se sia responsabilità delle famiglie che non vogliono far valutare i propri figli che evidentemente (di fatto la domanda è retorica) hanno problemi più grandi. Della serie: rifacciamo o no Il PDP? Ma la problematica del BES non ha carattere di temporaneità??
Voi come vi siete mossi? Una situazione del genere la starete vivendo forse pure voi...
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 6:48 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Scusate, ripeto la domanda: se si dichiara ufficialmente che l'alunno X è in una situazione di BES, ma poi non si mette per iscritto nulla che formalizzi quali sono le strategie personalizzate che si deliberano per aiutarlo, allora a che serve dichiarare ufficialmente che c'è il BES?

Se il ragazzo ha bisogno di qualche strategia didattica personalizzata, allora questa DEVE essere scritta in un PDP e adeguatamente motivata, altrimenti non vedo a quale titolo possa essere applicata concretamente... se invece non ha bisogno di nessuna strategia personalizzata e può tranquillamente seguire le stesse metodiche che vanno bene per tutti gli altri, allora non vedo perché ci sia bisogno di dichiararlo BES. Giuro che non capisco!
Non è vero che "deve" obbligatoriamente essere stilato un PDP in presenza di BES.

Con la la nota 2563 del 22 novembre 2013 il Miur ha chiarito la questione, ti cito la parte che interessa:


«Si ribadisce che, anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che però non hanno dato diritto alla certificazione di disabilità o di DSA, il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione».
Viene specificato che la decisione del Cdc deve essere presa all’unanimità.
Quindi non si è obbligati a stilare il PDP per tutti i BES. Ogni caso è diverso e per una parte si può decidere che sarà ciascun docente, autonomamente e in relazione alle specifiche necessità, a decidere come intervenire con lo studente, mentre gli obiettivi per la disciplina vengono esplicitati comunque nella programmazione dove si è comunque tenuti, anche se questo non viene fatto da tutti i docenti, ad indicare gli obiettivi minimi necessari per raggiungere il livello di sufficienza. Nella programmazione, inoltre, ciascun docente indicherà metodologia, mezzi e strumenti impiegati (con tutte le varianti) per portare avanti l'attività didattica, così come le strategie adottate per il recupero....cose che a me sembrano normali a prescindere dalla "novità" dei BES.
Paniscus nota il virgolettato per il termine "novità", perchè a parer mio, i casi di alunni non certificati e, quindi senza insegnante di sostegno (che sono sempre esistiti, anche se ora, purtroppo, stanno aumentando anche a causa dei drastici tagli al sostegno) non sono una novità e abbiamo sempre lavorato con loro in modo personalizzato nei limiti del possibile, come adesso ci viene chiesto da una legge che vorrebbe dimostrare che non abbiamo mai lavorato in tal senso. Quindi vai con le scartoffie, i vari PDP e la burocrazia della quale farei sinceramente a meno
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 6:54 pm

ludmilla72 ha scritto:
Laura70 ha scritto:


noi i pdp li facciamo solo per i dsa

Noi in cdc abbiamo detto e verbalizzato che per noi i nostri alunni sono tutti BES (sono in un Istituto Professionale per Meccanici, praticamente l'ultima spiaggia per ragazzi a forte rischio di abbandono scolastico) e che pertanto non prevediamo alcuna programmazione speciale, gli obiettivi minimi valgono per tutti. Gli insegnanti di sostegno seguono la classe, girano per i banchi durante la lezione e, quando la cosa è possibile, portano fuori gruppi di alunni per aiutarli a studiare.
Mi sembra del tutto normale, gli obiettivi devono essere stabiliti in sequenza rispetto al livello di competenze, non voglio credere che abbiate stabilito SOLO gli obiettivi minimi, saranno indicati anche gli altri livelli, per cui avranno la sufficienza coloro che raggiungeranno gli obiettivi minimi, per arrivare a migliori valutazioni, se ci saranno, per coloro che riusciranno ad andare oltre.
Avete proceduto in tal senso?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 8:59 pm

Scusate, ma continuo a non capire a che cosa serva dichiarare il BES se poi, dopo aver fatto questa dichiarazione, si può benissimo scegliere di non farla seguire da alcuna programmazione personalizzata messa per iscritto.

Allora che cosa vuol dire BES?

Vuol dire solo "ricordiamoci che questo qui c'ha dei problemi, e quindi vediamo di chiudere un occhio e dargli un aiutino, pretendendo da lui un po' di meno che dagli altri, ma non c'è mica bisogno di formalizzare l'aiutino in maniera ufficiale"...?

E allora che differenza c'è con quello che si faceva già anche prima, e che non prevedeva la sigla BES?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 9:19 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Scusate, ma continuo a non capire a che cosa serva dichiarare il BES se poi, dopo aver fatto questa dichiarazione, si può benissimo scegliere di non farla seguire da alcuna programmazione personalizzata messa per iscritto.

Allora che cosa vuol dire BES?

Vuol dire solo "ricordiamoci che questo qui c'ha dei problemi, e quindi vediamo di chiudere un occhio e dargli un aiutino, pretendendo da lui un po' di  meno che dagli altri, ma non c'è mica bisogno di formalizzare l'aiutino in maniera ufficiale"...?

E allora che differenza c'è con quello che si faceva già anche prima, e che non prevedeva la sigla BES?

Che ora c'è una norma che ti dice come procedere, anziché farci scervellare e azzuffare con i colleghi.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 9:37 pm

Ma come si mette in pratica la NORMA, se poi non si NORMA nulla per iscritto?

Cioè, nel caso dei DSA, abbiamo che la NORMA, almeno, non si limita a dire che "bisogna dargli un aiutino", ma dice anche in che modo questo "aiutino" deve essere dichiarato, formalizzato e concordato trasparentemente con la famiglia e con tutti i soggetti coinvolti.

E tale formalizzazione si chiama appunto PDP.

E serve appunto a mettere in chiaro in che cosa possa consistere l'aiutino e in che cosa no, e in quali casi gli insegnanti possano dimostrare di aver effettivamente messo in atto le strategie deliberate e in quali invece no.

Invece, nel caso dei BES senza PDP, secondo l'intepretazione che ne dai tu... la norma dice solo che "bisogna dargli un aiutino", ma che poi ognuno è libero di darglielo nel modo che gli pare, come cavolo gli pare, e senza doverlo formalizzare da nessuna parte.

Per cui, se non si scrive il PDP, non solo è impossibile stabilire quale aiuto si debba dare, ma è anche impossibile stabilire se l'aiuto previsto è stato realmente messo in pratica o no.

E allora, ripeto, a che serve il BES?
E in che modo dovrebbe aiutare a "dirci come procedere secondo la norma"?

Qualsiasi norma che in teoria "obbliga a mettere in atto un intervento personalizzato", ma che contemporaneamente NON obbliga a dichiarare e a descrivere dettagliatamente in che cosa debba consistere questo intervento personalizzato, è semplicemente fuffa pura...

L.
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 9:45 pm

da noi sono stati dichiarati BES ragazzi che hanno disagio familiare per esempio, ovvero con famiglie divise, nel caso un ragazzino viva un po' con uno e un po' con l'altro genitore, è poco seguito e non vive in modo stabile. Si presuppone dunque che le difficoltà che possa avere a scuola nelle varie materie siano dovute ad una mancanza di serenità nella sua vita.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 10:09 pm

A parte il fatto che ci sono classi in cui i tre quarti dei ragazzi hanno genitori separati, per cui la "normalità" è quella e sono le famiglie unite ad essere strane (e la metà di questi ormai hanno anche i NONNI separati, e hanno i genitori che sono cresciuti a loro volta in famiglie divise a partire dagli anni settanta e ottanta), e quindi dovrebbero essere tutti BES, o anche o BES al quadrato...

...ma il discorso formale vale sempre: tale dichiarazione di BES è stata concordata con la famiglia o no?

Perché io conosco dei genitori separati, ma equilibrati e responsabili, che diventerebbero BELVE se venissero a sapere che il loro figlio è stato dichiarato BES senza consultarli prima, solo perché ha i genitori separati, e perchè si dà per scontato che "chiunque abbia i genitori separati sia poco seguito".

E avrebbero perfettamente ragione!

L.
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 10:17 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
A parte il fatto che ci sono classi in cui i tre quarti dei ragazzi hanno genitori separati, per cui la "normalità" è quella e sono le famiglie unite ad essere strane (e la metà di questi ormai hanno anche i NONNI separati, e hanno i genitori che sono cresciuti a loro volta in famiglie divise a partire dagli anni settanta e ottanta), e quindi dovrebbero essere tutti BES, o anche o BES al quadrato...

...ma il discorso formale vale sempre: tale dichiarazione di BES è stata concordata con la famiglia o no?

Perché io conosco dei genitori separati, ma equilibrati e responsabili, che diventerebbero BELVE se venissero a sapere che il loro figlio è stato dichiarato BES senza consultarli prima, solo perché ha i genitori separati, e perchè si dà per scontato che "chiunque abbia i genitori separati sia poco seguito".

E avrebbero perfettamente ragione!

L.

L. qui parliamo di ragazzini delle medie che molte volte senza la presenza di una famiglia serena non sono assolutamente in grado di organizzarsi nei compiti o non li fanno proprio. Sono famiglie separate evidentemente particolari non semplicemente separate, non so se capisci cosa intendo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 11:14 pm

Ma come si fa a fare una dichiarazione formale di BES per il solo fatto che "si pensa che il ragazzino sia seguito poco in famiglia", e SENZA concordare la cosa con la famiglia stessa?

Perché i casi sono due:

- o si fa il BES all'insaputa dei genitori o contro la volontà dei genitori (il che è gravemente illecito, e se il genitore lo viene a sapere può benissimo rivalersi in termini sanguinari, denunciando, chiamando i giornalisti e mettendo la scuola sulla graticola),

- oppure si convocano i genitori e si dice loro: "guardate, qua riteniamo che ci sia bisogno di fare il BES perché pensiamo che il ragazzo sia trascurato in famiglia e che voi genitori non siate in grado di prendervi cura di lui in modo adatto" (e allora, giustamente, i genitori manderanno la scuola affanq*lo, rifiutando di firmare anche la sia pur minima riga).

Come se ne esce?

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 11:19 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma come si mette in pratica la NORMA, se poi non si NORMA nulla per iscritto?

Cioè, nel caso dei DSA, abbiamo che la NORMA, almeno, non si limita a dire che "bisogna dargli un aiutino", ma dice anche in che modo questo "aiutino" deve essere dichiarato, formalizzato e concordato trasparentemente con la famiglia e con tutti i soggetti coinvolti.

E tale formalizzazione si chiama appunto PDP.

E serve appunto a mettere in chiaro in che cosa possa consistere l'aiutino e in che cosa no, e in quali casi gli insegnanti possano dimostrare di aver effettivamente messo in atto le strategie deliberate e in quali invece no.

Invece, nel caso dei BES senza PDP, secondo l'intepretazione che ne dai tu... la norma dice solo che "bisogna dargli un aiutino", ma che poi ognuno è libero di darglielo nel modo che gli pare, come cavolo gli pare, e senza doverlo formalizzare da nessuna parte.

Per cui, se non si scrive il PDP, non solo è impossibile stabilire quale aiuto si debba dare, ma è anche impossibile stabilire se l'aiuto previsto è stato realmente messo in pratica o no.

E allora, ripeto, a che serve il BES?
E in che modo dovrebbe aiutare a "dirci come procedere secondo la norma"?

Qualsiasi norma che in teoria "obbliga a mettere in atto un intervento personalizzato", ma che contemporaneamente NON obbliga a dichiarare e a descrivere dettagliatamente in che cosa debba consistere questo intervento personalizzato, è semplicemente fuffa pura...

L.

Ci dev'essere un equivoco: per me BES senza PDP = non BES. Punto.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Gio Nov 27, 2014 11:42 pm

Per mac: guarda che questa è la stessa identica cosa che ho sostenuto io.

Solo che qui si continua a dire che "per i bes non è obbligatorio scrivere il PDP", e però CONTEMPORANEAMENTE "è obbligatorio tenere conto del fatto che c'è il bes" e quindi adeguare la programmazione a livello personale.

E allora, ripeto, dichiarare il bes a che serve?....

...SE non si scrive da nessuna parte quale sarebbero le modalità di questa presunta programmazione personale??????
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 9:12 am

Citazione :
Ci dev'essere un equivoco: per me BES senza PDP = non BES. Punto.


Vi state impantanando.

(ci stiamo impantanando?)

Non ci capisco più nulla.

La dichiarazione di BES da parte del consiglio di classe significa che il consiglio di classe ritiene che l'alunno abbia necessità di strumenti vari, diversi da quelli usati per il resto della classe, per superare un momentaneo (questo dice la norma, anche se poi si è costretti a dichiarare bes anche situazioni che avrebbero altre necessita, ma per ora accantoniamo la faccenda) blocco nell'apprendimento causato da un qualsivoglia fattore.

Questa decisione deve essere seguita dalla convocazione della famiglia alla quale deve essere presentato il parere del consiglio di classe e deve essere chiesto "il permesso" di agire diversamente con il ragazzo (la cosa dovrebbe anche sfociare nella consapevolezza da parte della famiglia che il ragazzo ha bisogno di aiuto anche per superare altri problemi oltre a quelli di apprendimento).

Non può essere un "agire diversamente" lasciato al caso.

Una volta che famiglia e cdc siano in accordo sull'adottare misure, le misure vanno pensate e condivise per un lavoro sinergico finalizzato al superamento di un problema.

Le misure vanno scritte su un foglio di carta per essere:
rivalutate al bisogno
ricordate al bisogno
conosciute e condivise senza sorprese da parte di nessuno

Non si può, non ha senso e non si deve dichiarare un BES e non fare il PDP.


Naturalmente può succedere che l'ordine delle procedure summenzionate cambi:
può essere la famiglia a far notare il problema
Naturalmente può succedere qualsiasi cosa.

Ma il punto di arrivo deve essere la condivisione della consapevolezza del bisogno e delle misure necessarie ad accoglierlo e tentare di risolverlo.
In un contesto in cui gli attori sono tanti niente può essere "sulla parola".

Il PDP è un documento indispensabile (oltre che previsto)
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russele



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 3:14 pm

E infatti hai ragione Paniscus. Il cdc riconosce un problema. Si stila una relazione e comunque un documento da presentare alla famiglia in cui si spiega il problema e cosa si suggerisce di fare. Se la famiglia dice di si, vai con il pdp. Noi scriviamo pure nero su bianco che il pdp non è garanzia di promozione. Se la famiglia dice di no, niente pdp e niente vetifiche diverse, ecc. La normativa è chiara su questo punto. Lo scorso anno almeno 4/5 famiglie o non hanno firmato o neanche si sono presentate alla convocazione (sempre almeno due per aiutarli).
Come vi dicevo, quest'anno pochi saranno dichiarati BES soprattutto perché pochi sono quelli che davvero hanno un problema superabile con qualche strumento compensativo. Brutto a dirsi ma non è con i BES che il ministero può pensare di ovviare alla mancanza di fondi per il sostegno...
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 3:47 pm

Quoto e straquoto la tua ultima frase!
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 5:38 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

Invece, nel caso dei BES senza PDP,....... la norma dice solo che "bisogna dargli un aiutino", ma che poi ognuno è libero di darglielo nel modo che gli pare, come cavolo gli pare, e senza doverlo formalizzare da nessuna parte.

Per cui, se non si scrive il PDP, non solo è impossibile stabilire quale aiuto si debba dare, ma è anche impossibile stabilire se l'aiuto previsto è stato realmente messo in pratica o no.

In quesri casi certo che ogni docente, dopo averne discusso in Cdc è libero di personalizzare i suoi interventi, per la sua disciplina e certo che lo formalizza. La formalizzazione non sarà fatta nel PDP, ma nella programmazione disciplinare.

Non condivido quanto sostieni nella parte che ho sottolineato, perchè non è vero che è impossibile......come abbiamo sempre fatto per gli alunni in difficoltà prima che "comparissero" i BES? I BES ci sono sempre stati e noi ci abbiamo sempre lavorato, ora con queste disposizioni vogliono fare intendere che non sia così, ma non è vero e credo che, tu, come tutti i docenti nel forum e oltre, possa confermare.

Questa disposizione normativa sui BES, a parer mio, ha un'altra finalità, molto sottile e nascosta, quella di eliminare il più possibile l'insegnante di sostegno, altro che tutela degli studenti BES per i casi che dovrebbero, invece essere certificati con diritto al sostegno
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 5:54 pm

mac67 ha scritto:
Ci dev'essere un equivoco: per me BES senza PDP = non BES. Punto.
Vado a capo dopo il tuo punto e dico che non sono assolutamente d'accordo!
Ci sono casi e casi, disagi e problematiche molto differenti che rientrano nella definizione di BES e non tutti necessitano di un formale PDP. Per molti BES la norma ci chiede di lavorare come abbiamo sempre fatto, quindi viene spontanea la domanda "Perchè questa richiesta senza senso?", la mia risposta è che nel "calderone" dei BES sono stati inseriti ad hoc studenti che avrebbero realmente bisogno del sostegno, non di un semplice PDP, ma di un PEI con relativo docente specializzato e la normativa in questione non li tutela assolutamente. Tieni conto, Mac, che questi alunni, prima avevano il sostegno e ora gli è stato tolto.....quest'anno ne ho diversi alunni di questo tipo e puoi immaginare le difficoltà che abbiamo con loro....ma il MIUR si è lavato le mani scaricando su di noi le responsabilità, cercando di salvarsi la faccia con la normativa sui BES, mentre noi docenti abbiamo le mani legate per l'impossibilità di intervenire in maniera veramente efficace con questi alunni le cui difficoltà sono enormi e avrebbero bisogno di un docente che li affianchi costantemente
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 6:15 pm

Stiamo discutendo su due piani diversi. Sono totalmente d'accordo con te sulle intenzioni del MIUR.

Intendo semplicemente dire che quella normativa ci dice quale procedura adottare per quegli alunni che già in passato ritenevamo bisognosi di particolare attenzione per vari motivi (familiari, economici, sociali), che rispetto a "facciamo ufficiosamente" è un passo avanti, soprattutto al momento degli esami di stato.

Che poi le intenzioni del MIUR siano altre, non ci piove, del resto il nome stesso (BES) viene dalla terminologia inglese che indica gli alunni che per noi hanno diritto al sotegno.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 7:19 pm


giovanna onnis ha scritto:
«Si ribadisce che, anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che però non hanno dato diritto alla certificazione di disabilità o di DSA, il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione».
Viene specificato che la decisione del Cdc deve essere presa all’unanimità.
Quindi non si è obbligati a stilare il PDP per tutti i BES.


C'è un enorme errore nell'interpretazione data.

Ciò che la circolare intende dire non è che si possa o meno fare un pdp per un bes è che il cdc ha facoltà di dichiarare bes o di non farlo anche nel caso in cui ci sia una richiesta della famiglia o di uno specialista.

Ha facolta di dichiarare il bes e quindi di proporre una strategia facendo pdp

o

di non dichiarare bes, giustificando il motivo per cui ha preso questa decisione e quindi di non fare il pdp.

Non ci sono terze vie
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 7:41 pm

giovanna onnis ha scritto:
Non condivido quanto sostieni nella parte che ho sottolineato, perchè non è vero che è impossibile......come abbiamo sempre fatto per gli alunni in difficoltà prima che "comparissero" i BES? I BES ci sono sempre stati e noi ci abbiamo sempre lavorato, ora con queste disposizioni vogliono fare intendere che non sia così, ma non è vero e credo che, tu, come tutti i docenti nel forum e oltre, possa confermare.

Avresti tutte le ragioni, se non fosse che adesso è invalsa la moda secondo cui la maggior parte della gente coinvolta NON CI CREDE, e usa come principale argomento a difesa della normativa proprio quello: ossia che "la legge almeno serve a costringere a "fare qualcosa" quei pelandroni e insensibili degli insegnanti, che prima se ne fregavano".

Mi sembra che sia un'argomentazione che ricorre periodicamente anche qui sopra, in ogni thread sul tema.

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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 7:57 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
Non condivido quanto sostieni nella parte che ho sottolineato, perchè non è vero che è impossibile......come abbiamo sempre fatto per gli alunni in difficoltà prima che "comparissero" i BES? I BES ci sono sempre stati e noi ci abbiamo sempre lavorato, ora con queste disposizioni vogliono fare intendere che non sia così, ma non è vero e credo che, tu, come tutti i docenti nel forum e oltre, possa confermare.

Avresti tutte le ragioni, se non fosse che adesso è invalsa la moda secondo cui la maggior parte della gente coinvolta NON CI CREDE, e usa come principale argomento a difesa della normativa proprio quello: ossia che "la legge almeno serve a costringere a "fare qualcosa" quei pelandroni e insensibili degli insegnanti, che prima se ne fregavano".

Mi sembra che sia un'argomentazione che ricorre periodicamente anche qui sopra, in ogni thread sul tema.

Infatti Paniscus ed è proprio quello che hai giustamente sottolineato che mi fa incavolare non poco
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dami



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 8:52 pm

Ci sono molti casi in cui si può redigere un PDP, a seguito di dichiarazione di BES.
Io avevo capito che il BES si potesse dichiarare anche nel caso in cui la famiglia non fosse interessata alla cosa, quindi senza un formale consenso, questo proprio per tutelare provvisoriamente quei bambini che magari la famiglia non invia a una valutazione per negligenza: come se si trattasse di un ultimo tentativo di "rimediare" con mezzi propri prima di un'eventuale bocciatura. Chiaro che in questi casi la possibilità data per il recupero dovrebbe essere di durata annuale... La famiglia, avvisata che il figlio è stato dichiarato BES, continuando a non prendere provvedimenti per portare il bambino a far valutare (quando sia stata effettuata una richiesta in tal senso da parte degli insegnanti), non potrebbe avere a quel punto più nulla a pretendere: si sarebbe messa lei dalla parte del torto... Senza diagnosi o motivi più che validi non credo infatti che abbia senso reiterare all'infinito la dichiarazione di BES. Se il bambino non recupera con aiuti speciali, ma senza sostegno, a un certo punto dovrà ripetere l'anno...
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 9:41 pm

Mettiamo pure in chiaro che il BES in quanto tale non è affatto una patologia, una disabilità o un disturbo clinico, ma che è una situazione personale che riguarda solo ed esclusivamente la didattica, oppure, in senso traslato, la dichiarazione di BES è una procedura burocratica che attiene SOLO alla didattica.

E quindi nessun medico, psicologo, psicopedagogista o qualsivoglia esperto esterno, deve permettersi di "certificare un BES", di "diagnosticare un BES" o di "segnalare un BES".

Visto che cominciano realmente ad arrivare certificazioni SURREALI in cui si arriva a scrivere che "si certifica che il ragazzo XXX ha un BES"... che almeno le scuole abbiano un sussulto di dignità e abbiano il coraggio di respingerle al mittente, come atti di gravissima cialtroneria professionale!
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Ven Nov 28, 2014 10:33 pm

E se il consiglio di classe si rifiuta di classificare Bes degli studenti, procede al solito con le strategie, i metodi per gli obiettivi minimi (più che sufficienti da un punto di vista didattico e di eventuali assurde contestazioni) e alla fine dell'anno se il suddetto alunno non ha raggiunto questi ultimi lo boccia e basta che succede?

Idem per un dsa e per un ADHD non dichiarati?

L'anno scorso ho avuto una ragazza a cui era morto il padre. Con buonsenso (e senza dichiarazioni di Bes) l'abbiamo aiutata psicologicamente e anche nello studio e poi si è data da fare lei stessa per studiare come gli altri o quasi.

A cosa serve la tanta cartaccia dei Bes? A non bocciare, anche quando si merita, ad evitare che la famiglia chieda il sostegno (facendo risparmiare il Miur che non ha così il problema di assumere altri colleghi di sostegno) od anche ad ingrassare le tasche di qualcuno mediante pubblicazione di inutili libri e indizione di inutili corsi, a pagamento, di aggiornamento?
Che vadano al diavolo!
Possibile che ancora tanti sono così deboli da cedere alle assurdità di gente incompetente in quanto non insegnante? (politici e burocrati del Miur, caput!)
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Dubia



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Sab Nov 29, 2014 1:12 am

Mi sembra che la discussione si stia incartando. La normativa a me pare chiara. Nei bisogni educativi speciali ricadono tre casistiche: 1) disabilità tutelate da L. 104: si redige il PEI; 2) DSA e disturbi assimilabili, anche con certificazione privata o per mero sospetto di disturbo da parte del CDC, in attesa di certificazione dei servizi pubblici (tempi lunghi) o di servizi privati accreditati: si redige un PDP, con eventuale relazione del CDC, con gli specifici strumenti dispensativi e compensativi previsti dalla legge 170; 3) situazioni di disagio socio-economico-culturale: si redige una relazione giustificativa e un PDP. Non esiste una dichiarazione di stato di BES senza redazione di un PDP. Non ha senso. Se dico che un alunno ha un bisogno educativo speciale, poi devo dichiarare che farò qualcosa di specifico in proposito e la famiglia deve essere d'accordo. Sulle modalità di informazione e di condivisione con la famiglia, caso per caso si sceglieranno i modi più opportuni. Per il PEI non ci sono, in genere problemi. Se la famiglia non firma il PDP, si procede come se l'alunno non avesse alcun bisogno educativo speciale. Salvo, poi, tentare di ragionare con la famiglia nell'interesse dell'alunno.
Sui BES del primo tipo non c'è nulla da dire. Per i BES del secondo tipo, gli strumenti compensativi e dispensativi sono quelli previsti dalla Legge 170. I dispensativi vanno presi in considerazione con estrema cautela, in quanto all'esame conclusivo (mi riferisco qui alla secondaria di primo grado, perché non ho esperienze relative al secondo grado) le dispense possono dar luogo a problemi nel conseguimento del titolo (mi riferisco alle lingue) e le misure compensative ammesse si limitano all'utilizzo di audiotesti per l'INVALSI, a tempi aggiuntivi, all'uso della calcolatrice e a verifiche scalari.
I BES del terzo tipo sono quelli più difficili da affrontare.
Nel caso di studenti non italofoni, il PDP deve mirare fondamentalmente a privilegiare l'acquisizione della lingua. Dovrebbe essere, pertanto, graduato e accompagnato da misure efficaci (corsi di lingua). Dovrebbe, altresì, prevedere un adattamento della didattica (uso di testi semplificati per l'acquisizione dei contenuti disciplinari fondamentali, ricorso a dizionari). Spesso gli studenti di origine straniera, anche se alfabetizzati in Italia, non sono in grado di utilizzare l'italiano per studiare, poiché imparano solo la lingua per comunicare. Le cause possono essere varie: carenza di corsi mirati all'apprendimento della lingua, incapacità dei CDC di predisporre le misure opportune di esonero per gli studenti neoarrivati, scarsa integrazione delle famiglie di provenienza, livello di scolarizzazione molto basso delle famiglie di provenienza. Per molti di questi alunni il PDP deve essere reiterato ma sostanziale: non può essere carta straccia, non può essere una responsabilità che ricade solo sui docenti, perché la scuola deve farsene carico. All'esame conclusivo è possibile prevedere griglie differenziate per la valutazione dell'italiano scritto (per alunni di recente immigrazione).
Per le restanti e nebulose situazioni, il ricorso al PDP ha un senso solo se il CDC condivide veramente delle strategie didattiche, se chiama in causa i genitori e li mette di fronte alle loro responsabilità, se la scuola è in grado di offrire strumenti efficaci (corsi di recupero, doposcuola, psicologo etc.) Altrimenti il PDP diventa "l'aiutino" menzionato da qualcuno sopra, e non serve assolutamente a nulla se non a liberarsi la coscienza e scaricare le responsabilità. Lo scopo del PDP non dovrebbe essere quello di "promuovere" tutti, ma di innalzare il livello culturale degli alunni: consentire a tutti di raggiungere il massimo dei risultati in relazione alle proprie possibilità. Gli strumenti compensativi non devono assolutamente essere dei semplici "aiutini". Renderli efficaci è un'impresa ardua. Richiede un impegno gravosissimo per i docenti. Da un lato condivido la constatazione della estrema difficoltà in cui vengono a trovarsi gli insegnanti. Dall'altro trovo che questo strumento potrebbe e dovrebbe servire da stimolo a tutti coloro che si limitano a propinare insegnamenti senza considerare i destinatari. Minimo sforzo. D'altronde, mi si dirà, con questi stipendi... Nei cdc che frequento il PDP è carta straccia. Io lo redigo, i colleghi lo firmano, ma sull'attuazione siamo a zero: molti si limitano, appunto, a promuovere perché BES.
Detto ciò, aggiungo che la situazione del sostegno è diventata tragica: gli specializzati sono mosche bianche; ormai dobbiamo ricorrere a docenti curricolari che necessitano di lavoro e punteggio. Politiche miopi, volontà di adottare il modello europeo (sono gli enti locali, se non erro, a farsene carico in Europa, ma da noi i comuni si vedono i fondi tagliati), necessità di azzerare i costi.
Sogno, ma veramente lo so che è utopia, un docente di sostegno capace in quasi tutte le classi!
Il lavoro che dovremmo svolgere per adattare effettivamente la didattica è enorme. Io non sono in grado. Ci provo, ma il tempo è limitato.
Scusate, sono stata più che prolissa. Il bello dei forum è che si può fare a meno di leggere e di rispondere.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: BES: facciamo il punto?   Sab Nov 29, 2014 10:30 am

Chissà perchè a nessuno viene in mente di boicottare i Bes e di utilizzare dispensatori e compensatori (e cartaccia varia) esclusivamente per studenti certificati con Dsa e per gli alunni stranieri (affiancati da opportuni corsi di lingua italiana).
Per il resto (come già affermato da qualcuno sopra) vale la saggezza di passare la patata bollente ai Servizi sociali per alcuni casi e per altri, aggiungo io, CONVINCERE oppure, ai limiti, obbligare (indirettamente con le bocciature e le sospensioni) i genitori a chiedere il sostegno per i figli, per altri ancora affidarsi al buonsenso ed evitare cartacce.
Perchè (come dice la collega sopra) incartarsi?
:-)

A riguardo presunti certificati di psicologi e annessi con dichiarazione di Bes, andrei, come CdC a respingerli e a non considerarli (e quindi niente cartacce) invocando la normativa che non prevede  tali certificazioni per un PdP.
Bastano le strategie e i metodi per gli obiettivi minimi enucleati nelle Coordinate di inizio anno.
Che i genitori facciano tutti i ricorsi che vogliono: vorrei vedere i giudici a quale azzeccagarbugliata si appoggeranno e comunque penso proprio che al 100 per cento dei casi avremo ragione noi.
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