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 Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?

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isula.



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MessaggioOggetto: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Lun Nov 24, 2014 9:28 pm

Fra un po' si apriranno le contese fra le scuole superiori per accaparrarsi, a furia di open day e propagande di promozioni facili a tambur battente, più alunni possibili.
Ma parliamoci chiari: a che servono le nostre scuole? A creare futuri lavoratori e cittadini oltre che responsabili, preparati anche nelle arti e nei mestieri oppure a sfornare schiere di diplomati e laureati che non sanno addirittura nè leggere nè scrivere, con la puzza sotto il naso e vestiti all'ultima moda e conoscitori degli ultimi modelli di Rolex e di Smarthofone, delle droghe e i locali più da sballo, ma completamente profani di qualsiasi attività lavorativa e tassativamente disoccupati e dipendenti dal borsellino di mammà e papà?

Perchè nella nostra scuola i laboratori manuali sono messi al bando oppure presenti ma male organizzati, senza personale e finanziamenti adeguati e senza continuità?

Il ruolo dei genitori qual è? Quello di volere un figlio azzimato, avvocato e disoccupato piuttosto che imprenditore agricolo o pastore di greggi?

La storia di Andrea figlio di una insegnante e di un medico che sceglie di fare il pastore.
http://www.ruralpini.it/Successo_a_Biella_per_Sentire_l_aria.htm
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Lun Nov 24, 2014 10:53 pm

isula. ha scritto:
Fra un po' si apriranno le contese fra le scuole superiori per accaparrarsi, a furia di open day e propagande di promozioni facili a tambur battente, più alunni possibili.
Ma parliamoci chiari: a che servono le nostre scuole? A creare futuri lavoratori e cittadini oltre che responsabili, preparati anche nelle arti e nei mestieri oppure a sfornare schiere di diplomati e laureati che non sanno addirittura nè leggere nè scrivere, con la puzza sotto il naso e vestiti all'ultima moda e conoscitori degli ultimi modelli di Rolex e di Smarthofone, delle droghe e i locali più da sballo, ma completamente profani di qualsiasi attività lavorativa e tassativamente disoccupati e dipendenti dal borsellino di mammà e papà?

La seconda che hai detto. A parte il discorso sui Rolex... agli adolescenti di oggi dei Rolex frega zero. Per al verità non portano neppure l'orologio da pulso perchè l'ora la leggono direttamente sul telefono. Probabilmente nel prossimo futuro gli orologi da polso diverranno pezzi di modernariato come le stampanti ad aghi ed i modem analogici. Anche la cosa della puzza sotto il naso non mi torna per nulla. La snobbaggine c'è ma si circoscrive ai suoi tradizionali ambiti (liceo classico, liceo scientifico e dintorni, con punte via via meno svettanti man mano che ci si sposta dal centro città verso la periferia e la provincia).

Aggiungo che concordo perfettamente con te quando descrivi l'orientamento in uscita dalla terza media come la fiera delle vacche. Stiamo parlando di marketing spietatissimo, non di "orientamento". Orientamento sarebbe indicare ai ragazzi di terza media quella che è la scelta migliore sulla base delle proprie aspirazioni/qualità. Quello che si consuma in questi giorni nelle varie fiere dell'orientamento non ha nulla a che fare con l'orientamento ma ha moltissimo a che fare con il marketing.

isula. ha scritto:

Perchè nella nostra scuola i laboratori manuali sono messi al bando oppure presenti ma male organizzati, senza personale e finanziamenti adeguati e senza continuità?

Penso che la ragione vada ricercata nell'incapacità del sistema scuola di rispondere alle reali esigenze educative dei ragazzi. Ci sono un sacco di ragazzi che sarebbero felicissimi di imparare a fare il lattoniere, il tornitore, l'idraulico etc etc... così come ci sono un sacco di ragazze che vorrebbero fare le ricamatrici, le rammendatrici o le pasticciere. Il problema è che non ci sono scuole che rispondano a questo tipo di richiesta formativa. Ed è un problema IMHO, perchè l'Italia non è la Germania, noi non abbiamo le grandi imprese. Noi abbiamo però una grandissima tradizione artigianale. Che stiamo perdendo.
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frankenstin



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Lun Nov 24, 2014 11:57 pm

Lenar ha scritto:
Penso che la ragione vada ricercata nell'incapacità del sistema scuola di rispondere alle reali esigenze educative dei ragazzi. Ci sono un sacco di ragazzi che sarebbero felicissimi di imparare a fare il lattoniere, il tornitore, l'idraulico etc etc... così come ci sono un sacco di ragazze che vorrebbero fare le ricamatrici, le rammendatrici o le pasticciere. Il problema è che non ci sono scuole che rispondano a questo tipo di richiesta formativa. Ed è un problema IMHO, perchè l'Italia non è la Germania, noi non abbiamo le grandi imprese. Noi abbiamo però una grandissima tradizione artigianale. Che stiamo perdendo.

Completamente d'accordo. Ma l'Italia è una gabbia di matti, ci si ostina a voler cavare sangue dalle rape, cagionando un danno enorme.

L'anno scorso in una 2°classe IPSIA (manutentori meccanici), sono riusciti a bocciare un ragazzo che smonta/rimonta/modifica motori di auto, camion e moto, con la stessa facilità con cui una scimmia sbuccia una banana. Il reato? Invece di studiare italiano, storia ed inglese, il discolo passava le sere nell'officina di famiglia a lavorare. E cosa ben più grave, nell'ultimo compito di italiano aveva messo la crocetta sulla casella errata (il Presidente della Repubblica abita nel colosseo).

PS
Il ragazzo aveva diritto a fare officina elettromeccanica, ma l'ITP conosceva soltanto il tornio e quindi si rifiutava (non avendo nè competenza, nè mezzi) di cambiare programma. Ovviamente, l'ora di officina è diventata un manicomio.
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docente63



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Mar Nov 25, 2014 12:31 am

E magari quel ragazzo conosce tutta la terminologia specifica per indicare cosa fa nel suo lavoro e come si chiamano oggetti e attrezzi (perchè quello NON è italiano), conosce l'evoluzione nel tempo dei motori e dei mezzi di trasporto (perchè quella NON è storia) e  magari  anche termini inglesi relativi al suo lavoro (e ovviamente non è inglese) e se ci va un cliente inglese riesce a comunicarci. Che poi, a chi importa un fico secco di dove abita il Presidente della Repubblica. Mah.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Mar Nov 25, 2014 6:30 am

C'entra poco con la questione, ma qualche giorno fa entrando nell'aula me la ritrovo vuota: i ragazzi erano tutti fuori per l'open day di un istituto superiore della zona. In un'altra circostanza invece una diversa classe era fuori per organizzare l'open day del proprio istituto, a base di dolcetti, scherzetti, canzoncine e ballettini a tema "ognissantizio".

Ha ragione lenar: questi open day non hanno nulla a che fare con l'orientamento, ma sono solo una operazione spietatissima di marketing con cui ogni scuola cerca di strappare alunni all'altra.

Il "trend" del momento per il "product placement" della scuola è quello di presentare il proprio istituto come "divertente", "non barboso", con una "didattica coinvolgente" e in cui "si fanno un sacco di viaggi" e di simpatiche attività extracurriculari; e non dimentichiamoci le "buone opportunità lavorative". Si tratta di una promessa di marketing che, lavoro a parte, viene puntualmente rispettata, cosicché il "core business" della scuola, invece di essere quello dell'insegnamento e dell'educazione, diventa l'organizzazione di viaggi, uscite e simpatiche attività; con insegnanti e alunni ben lieti di perdere (più di) qualche ora di lezione e il dirigente al botteghino che si frega le mani.

Una scuola che si può a ben ragione definire "merdavigliosa".

PS: l'utilizzo di termini di marketing è assolutamente voluto.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Mar Nov 25, 2014 3:05 pm

Cosa dovremmo dire??? :-)
Che erano belli i tempi in cui dopo la quinta elementare vi era da una parte la scuola media (e poi le superiori dove si bocciava e bocciava) e dall'altra le scuole di avviamento professionale?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Mar Nov 25, 2014 5:58 pm

isula. ha scritto:
Cosa dovremmo dire??? :-)
Che erano belli i tempi in cui dopo la quinta elementare vi era da una parte la scuola media (e poi le superiori dove si bocciava e bocciava) e dall'altra le scuole di avviamento professionale?
No, che erano belli i tempi in cui oltre l'opzione di scaldare il banco c'era l'opzione di non andare più a scuola.

Obbligare un ragazzo ad andare a scuola non equivale ad obbligarlo a studiare.

E' così importante che i ragazzi vadano a scuola ?

Gli IPSIA sono scuole di merda in secondo luogo perchè hanno tagliato le ore di laboratorio ed in primo luogo perchè sono frequentate da alunni di merda.

Bene hanno fatto a tagliare sugli IPSIA (ora che sono di ruolo lo posso finalmente dire !), tanto anche prima erano soldi buttati, quei ragazzi non li meritavano.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Mar Nov 25, 2014 6:29 pm

avidodinformazioni ha scritto:
isula. ha scritto:
Cosa dovremmo dire??? :-)
Che erano belli i tempi in cui dopo la quinta elementare vi era da una parte la scuola media (e poi le superiori dove si bocciava e bocciava) e dall'altra le scuole di avviamento professionale?
No, che erano belli i tempi in cui oltre l'opzione di scaldare il banco c'era l'opzione di non andare più a scuola.

Obbligare un ragazzo ad andare a scuola non equivale ad obbligarlo a studiare.

E' così importante che i ragazzi vadano a scuola ?


Va bene per l'opzione di non avere l'obbligo di andare a scuola. Ancora meglio ripristinare l'uso di non doverci più andare obbligatoriamente oltre i quattordici anni.

avidodinformazioni ha scritto:
Gli IPSIA sono scuole di merda in secondo luogo perchè hanno tagliato le ore di laboratorio ed in primo luogo perchè sono frequentate da alunni di merda.

Bene hanno fatto a tagliare sugli IPSIA (ora che sono di ruolo lo posso finalmente dire !), tanto anche prima erano soldi buttati, quei ragazzi non li meritavano.

Se gli istituti professionali sono diventati una m*rda e altrettanto gli alunni è per il fatto che sono diventati il ricettacolo degli sfaticati dopo le riforme del sessantotto e del settantotto sulla scuola e a causa del sei politico (mentre i licei erano per "coloro che volevano studiare realmente") e per le politiche di disinteresse dei vari governi.

Sui professionali ho l'esperienza di un zio di settantanni, di un fratello di cinquantacinque e quella di miei ex studenti recente.
Ai tempi di mio zio il professionale era una cosa seria e si studiava e ci si preparava realmente al lavoro, si avevano docenti seri e preparati e laboratori attrezzati. Nell'esperienza di mio fratello è cominciata la decadenza con docenti sessantottini che davano il sei politico ed erano più interessati a passar tempo che a insegnare perchè temevano che i loro alunni potessero, imparando, essere per loro dei futuri rivali nel loro secondo lavoro (il primo era l'insegnamento). Ai tempi dei miei alunni recenti la scuola professionale è una scuola inutile perchè oltre ad essere un ambientaccio per la gente che lo frequenta,  ha edifici decadenti e laboratori o non presenti o poco attrezzati (o attrezzati male) e professori che non li possono bocciare o sospendere per tutto l'anno causa politiche assurde di falsa pedagogia, necessità di più alunni per avere budget adeguati e di concorrenza fra le superiori.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Mar Nov 25, 2014 6:56 pm

avidodinformazioni ha scritto:


Gli IPSIA sono scuole di merda in secondo luogo perchè hanno tagliato le ore di laboratorio ed in primo luogo perchè sono frequentate da alunni di merda.

Bene hanno fatto a tagliare sugli IPSIA (ora che sono di ruolo lo posso finalmente dire !), tanto anche prima erano soldi buttati, quei ragazzi non li meritavano.

Sono abbastanza d'accordo sul fatto che gli studenti dell'IPSIA, se confrontanti con quelli dei licei, lasciano molto a desiderare. Sono meno d'accordo sul fatto che si faccia bene a tagliare sugli IPSIA. Il problema è che gli IPSIA dovrebbero fare il loro lavoro e, attualmente, causa progetto 92, taglio delle ore di laboratorio, presenza spesso di personale poco preparato (vedi l'insegnante di tornio di poco sopra) non lo fanno.

La missione dell'IPSIA è formare manodopera. Chi si iscrive all'IPSIA non vuole studiare Dante ne vuole dilettarsi con calcolo differenziale. Vuole imparare un mestiere. Per lunghi anni l'IPSIA ha funzionato perchè insegnava un mestiere. A partire dal progetto 92 ha smesso di farlo per inseguire la chimera di trasformare uno che sogna di fare il meccanico in un aspirante avvocato. Si è arrivati all'assurdo di chiedere agli studenti dell'IPSIA di stare a scuola 42 ore alla settimana con meno del 40% dedicato alle discipline tecniche ed il resto a corsi generalisti che allo studente medio dell'IPSIA interessavano meno di zero. Attualmente, su 30 ore settimanali in prima, ne fanno comunque 22 di Italiano, Storia, Matematica, Biologia (!!), Diritto (!!!)...

Personalmente non credo che vada bene tagliare sugli IPSIA. Però è ovvio che gli IPSIA vanno ripensati come scuole dove si impara un mestiere (dell'idraulico, del meccanico, della ricamatrice etc etc...) e dove le discipline generaliste hanno un peso che non può superare il 30% del monte ore (qualche ora di Italiano e Storia, un po' di Matematica, un filo di Inglese e morta li). Non sarebbe neanche male che ci fosse una forte connessione con le associazioni di categoria e che fosse possibile, per chi vuole, prendere in apprendistato gli studenti per imparare quello che a loro serve direttamente sul campo.


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godoPAS



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MessaggioOggetto: Re: Orientamento degli studenti: futuri avvocati, architetti, etc disoccupati oppure artigiani, falegnami, imprenditori agricoli etc. occupati?   Gio Nov 27, 2014 2:39 pm

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-11-26/professioni-rischio-poverta-psicologi-211528.shtml?uuid=ABoQWaIC&nmll=2707
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