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 Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?

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Adel1



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MessaggioOggetto: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 08, 2014 11:23 pm

Promemoria primo messaggio :

Come da titolo, è la prima volta che mi trovo alla prese con l'occupazione della Scuola da parte degli studenti.
Quali sono le responsabilità del docente in questi casi? Quale deve essere la mia presenza a scuola? deve corrispondere al mio orario di servizio, o basta semplicemente presentarmi la mattina e andar via? Anche in caso di giorno libero?
Si ventila già l'ipotesi che tutto si trasformi in autogestione.. in tal caso come cambierebbe la mia posizione? cosa sarei tenuto a fare?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Mer Dic 10, 2014 7:42 pm

avidodinformazioni ha scritto:
mac67 ha scritto:
sardigna ha scritto:
fermo restando che la responsabilità della decisione (sul consenso o meno) è del dirigente scolastico, alla luce delle recenti polemiche tra la boutade di Faraone e le proteste di un gruppo di dirigenti scolastici direi che il condizionale "potreste" denota proprio un'ipotesi alquanto remota. Certo che se in occasione di un'autogestione permetti che ti distruggano la scuola allora è un altro paio di maniche. [b]Ma se un dirigente scolastico non è in grado di gestire un'autogestione[/b] e individuare la strategia più opportuna per prevenire le esacerbazioni e le degenerazioni, forse è il caso che si dedichi a professioni a basso impatto ambientale, come il pascolamento degli ovini ha scritto:
i presidi non devono gestire le autogestioni perché non devono consentirle, sarebbe una violazione legale e tu non devi obbedire ad una circolare sbagliata perchè ne risponderesti in proprio!
Basta un genitore, fa un esposto e siete tutti fregati

Nel momento in cui il DS scrive su una circolare che il docente si deve comportare così o cosà (non "si consiglia", ma "deve") si sta assumendo la responsabilità di ordinarti un comportamento non ordinario. A ognuno il suo.
Quasi vero; non vale per disposizioni che costituiscano o inducano al reato penale.
Può sembrare da pignoli specificarlo, ed in effetti è difficile immaginare un dirigente che intimi a qualcuno di compiere un reato ...... consapevolmente, è però possibile ed oserei dire non remoto che lo faccia inconsapevolmente.

Le situazioni di cui si sta parlando, ai margini (oltre i margini) della legalità, sono proprio quelle in cui un dirigente può fare la cazzata inconsapevole ed in cui un docente può cascarci.

Giusto precisare. Quindi, se il DS dice per iscritto ai docenti "siete in servizio e lo svolgete in tali luoghi con i relativi doveri di sorveglianza di quei luoghi" siamo a posto.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 4:54 pm

Scusate, ma c'è qualcosa che non mi torna.
Ma l'occupazione scolastica non è interruzione di pubblico servizio?

http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=2372

"Il reato dell’interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, previsto e punito dall’art. 340 c.p., è stato inserito dal legislatore del 1930 nel libro II, Titolo II (Delitti contro la pubblica amministrazione), Capo II (Dei delitti dei privati contro la pubblica amministrazione) del codice penale.

Pertanto, ai sensi e per gli effetti del primo comma dell’art. 340 c.p. : “Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno”.

Il secondo comma del predetto articolo stabilisce che: “I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni”. Il predetto secondo comma costituisce un titolo autonomo di reato e non una circostanza aggravante."
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 4:56 pm

Inoltre noi docenti (e quindi non solo il Ds) non abbiamo sui minori una culpa vigilando?
Il nostro sedere è al sicuro oppure siamo da considerare collusi con il Ds se questi tollera le occupazioni e addirittura regola con Circolari come si devono comportare i docenti? Peggio ancora se non fa circolari...

Se tramite circolare il Ds ci dicesse di chiudere gli occhi  se un alunno dovesse uccidere un altro, in forza alla circolare dovremmo farlo e saremmo deresponsabilizzati? Stoicamente una illegalità è uguale a tutte le altre indipendentemente dal peso.

Spiegatemi come funziona e perchè voi colleghi delle superiori in barba a tutte le lezioni sulla legalità e ai progetti legalità finanziati da regione e dallo stato, commettete l'errore di essere collusi con Ds che lasciano fare e che regolano con circolari il vostro comportamento, con alunni che occupano, che impediscono il diritto allo studio agli altri,  che, eventualmente sotto i nostri occhi, danneggiano arredi e quant'altro a scuola.

Se qualche genitore dovesse denunciare, oltre che gli alunni, voi insieme al Ds per culpa vigilando e per aver favorito l'interruzione di un pubblico servizio e per aver permesso di far ledere il diritto allo studio degli alunni volenterosi, pensate di uscirvene indenni?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 5:23 pm

isula. ha scritto:
Inoltre noi docenti (e quindi non solo il Ds) non abbiamo sui minori una culpa vigilando?
Il nostro sedere è al sicuro oppure siamo da considerare collusi con il Ds se questi tollera le occupazioni e addirittura regola con Circolari come si devono comportare i docenti? Peggio ancora se non  fa circolari...

Se tramite circolare il Ds ci dicesse di chiudere gli occhi  se un alunno dovesse uccidere un altro, in forza alla circolare dovremmo farlo e saremmo deresponsabilizzati? Stoicamente una illegalità è uguale a tutte le altre indipendentemente dal peso.

Spiegatemi come funziona e perchè voi colleghi delle superiori in barba a tutte le lezioni sulla legalità e ai progetti legalità finanziati da regione e dallo stato, commettete l'errore di essere collusi con Ds che lasciano fare e che regolano con circolari il vostro comportamento, con alunni che occupano, che impediscono il diritto allo studio agli altri,  che, eventualmente sotto i nostri occhi, danneggiano arredi e quant'altro a scuola.

Se qualche genitore dovesse denunciare, oltre che gli alunni, voi insieme al Ds per culpa vigilando e per aver favorito l'interruzione di un pubblico servizio e per aver permesso di far ledere il diritto allo studio degli alunni volenterosi, pensate di uscirvene indenni?

Non ho capito: secondo te un docente dovrebbe chiamare la polizia?

Non confondiamo l'occupazione con l'autogestione, tntomeno con il danneggiamento degli arredi e delle attrezzature.
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 8:38 pm

isula. ha scritto:
Scusate, ma c'è qualcosa che non mi torna.
Ma l'occupazione scolastica non è interruzione di pubblico servizio?

http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=2372

"Il reato dell’interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, previsto e punito dall’art. 340 c.p., è stato inserito dal legislatore del 1930 nel libro II, Titolo II (Delitti contro la pubblica amministrazione), Capo II (Dei delitti dei privati contro la pubblica amministrazione) del codice penale.

Pertanto, ai sensi e per gli effetti del primo comma dell’art. 340 c.p. : “Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno”.

Il secondo comma del predetto articolo stabilisce che: “I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni”. Il predetto secondo comma costituisce un titolo autonomo di reato e non una circostanza aggravante."

Citazione:
Lottavano così come si gioca
I cuccioli del maggio era normale
Loro avevano il tempo anche per la galera
Ad aspettarli fuori rimaneva
La stessa rabbia la stessa primavera


Isula, hai perfettamente ragione se restiamo nell'ambito della stretta legalità. Ci sono tuttavia casi in cui la rigida applicazione della legalità potrebbe avere risvolti impensabili e tali da trasformare una società democratica e civile nel più becero e oppressivo dei regimi.

Facciamo una simulazione. In un istituto di un migliaio di studenti viene proclamata l'autogestione. Anche considerando il fatto che la maggior parte degli studenti si colloca in una posizione "qualunquista", è presumibile che una quota più o meno consistente degli studenti approva più o meno consapevolmente la protesta. Mettiamo un numero (arbitrario): 300 studenti. Altri 200 andranno a scuola e si adegueranno all'onda, altri 500 resteranno a casa.
Il dirigente scolastico individua subito i presupposti di un'azione illegale (interruzione del pubblico servizio) e, di sua iniziativa o dietro consultazione con l'ufficio scolastico regionale, richiede l'intervento delle forze dell'ordine.
Le forze dell'ordine sono preparate a gestire queste situazioni. Il questore o il funzionario che guida l'operazione sa benissimo che si tratta di una situazione delicata e adotterà tutte le strategie possibili per attuare uno sgombero in modo pacifico e indolore. Ma queste situazioni si svolgono sempre sul filo del rasoio con sviluppi imprevedibili. Del resto, è abbastanza recente l'evento di una manifestazione indetta da una delle organizzazioni sindacali più scafate, che da decenni vanta un fior di servizio d'ordine in grado di prevenire sul nascere tutte le possibili infiltrazioni e provocazioni. Manifestazione finita a manganellate. Prese peraltro dallo stesso segretario nazionale. Come può finire lo sgombero di un istituto al cui interno ci sono 3-400 adolescenti duri massicci e incazzati ma anche ingenui e inesperti e convinti in buona fede di esercitare un diritto umanitario lo può dire solo l'ideatore della legge di Murphy. Può bastare un piccolo granello per inceppare tutto il meccanismo: un celerino un po' nervoso, pronto a schizzare al primo input, un ragazzo un po' troppo infervorato che scaglia la prima pietra, ecc. Ed ecco che scoppia l'imprevisto. Manganellate e lacrimogeni a gogò, teste rotte e facce sanguinanti al pronto soccorso, arredi sfasciati, vetri infranti, e chi più ne ha più ne metta. Sperando che qualche imbecille non si faccia trascinare dalla foga e sfoderi la beretta per difendersi da due pietre facendoci scappare il morto. E questo è solo l'inizio. Perché seguiranno pagine urlanti su tutti i quotidiani, opinione pubblica spaccata in due, interrogazioni parlamentari, inchieste. denunce, danni da riparare. Il preside diventerà simbolo della repressione più becera, di uno Stato che bastona e massacra i suoi figli al primo errore invece di educarli. Figli che in fondo, di fronte al mondo intero, protestavano per chiedere una Scuola migliore. La comunità studentesca di quella scuola diventerà inevitabilmente simbolo del martirio dei giovani che sono stati stroncati nel tentativo di migliorare la società, quella società di cui farebbero parte. Quegli studenti diventeranno eroi, le loro foto faranno il giro di tutti i social network. Quella scuola diventerà una bandiera. E l'evento rischia di diventare una scintilla in una polveriera, può dare il via ad una spirale degenerativa.

Facciamo un'altra simulazione. Nello stesso istituto, il preside deciderà di affrontare il contesto con i guanti di velluto e di operare arbitrariamente in deroga alle norme. Non approverà nulla, non autorizzerà nulla, ma al tempo stesso adotterà una trattativa informale in cui chiederà agli studenti il rispetto di alcune convenzioni dettate dal buon senso. Eviterà di favorire situazioni che possono essere di grave rischio per cose e persone, come l'accesso libero a laboratori o a determinate attrezzature. Chiederà ai suoi insegnanti di vigilare e cercherà di promuovere, sempre in modo informale, un rapporto di dialogo e di confronto costruttivo. Gli studenti cercheranno di organizzare iniziative e attività di vario tipo, più o meno serie più o meno ammirevoli. Molto probabilmente finiranno per essere poco partecipate e ben presto l'autogestione si trasformerà in una sorta di cazzeggio disordinato e festoso. Dopo qualche giorno, al cazzeggio subentrerà lo scazzo, finché un bel giorno, dopo una settimana, ci sarà un'altra assemblea che proclamerà la fine dell'agitazione e stilerà un documento condito di buoni principi e di simpatici strafalcioni grammaticali.
Il giorno dopo tutta la comunità scolastica riprende il suo tran tran quotidiano. Il dirigente scolastico tirerà un sospiro di sollievo constatando che il tutto si è svolto pacificamente e senza danni. Gli insegnanti saranno più rilassati e più riposati, pronti ad una full immersion finalizzata a recuperare un po' del tempo perduto. I genitori saranno finalmente contenti che si riprende con l'ordinarietà. Gli studenti saranno un po' abbacchiati dal ripristino della rottura di balle, ma al tempo stesso molti di loro saranno galvanizzati dall'idea di aver partecipato a qualcosa di utile e di aver fatto sentire la loro voce. Qualcuno avrà vissuto anche un'esperienza autoeducativa. Avrà avuto modo di parlare un po' di più con quegli strani animali chiamati prof, avrà preso in mano per la prima volta una scopa per ramazzare l'aula, avrà esercitato per la prima volta una funzione attiva in una struttura apparentemente organizzata, ecc. Quei giorni di cazzeggio resteranno un simpatico ricordo nella mente di molte persone. Il preside sarà contento, magari con qualche pizzico di orgoglio, di constatare che i suoi studenti sono dei bravi ragazzi che sanno anche rendersi responsabili al momento giusto. I ragazzi saranno soddisfatti di aver esercitato i loro diritti, molti finalmente scopriranno che quel preside non è poi quel bau bau incravattato ma è in fondo un buon diavolo, magari anche simpatico, che gli insegnanti non sono poi quei mostri disumani capaci solo di mettere note e brutti voti e di annoiare per l'intera mattina, che la squola non è poi quel lager invibile e può essere percepita anche come un buon luogo geometrico della socializzazione. Gli insegnanti avranno avuto modo di assistere a qualche divertente e maldestro tentativo di uno studente nell'improvvisarsi insegnante, di bere qualche caffè in più, di assaggiare qualche pasticcino, di fare qualche chiacchierata in più, senza l'assillo di dover combattere una classe di scalmanati per spiegare l'idrolisi salina o di dover schizzare in macchina al suono della campana per fare in tempo a passare dal fruttivendolo prima che chiuda. Certo, si è persa una settimana di lezione. ma di giorni di lezione se ne perdono per tanti motivi. Uno in più o in meno non cambierà la vita.

Quindi, pillola rossa o pillola blu? Personalmente non ho alcun dubbio.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 9:07 pm

E se si denunciassero i genitori dei minori per culpa educando e occupazione delle scuole?
Ossia rivolgere le attenzioni verso i genitori dei genietti incompresi? Basta che i diversi dirigenti di una città si mettano d'accordo.
Del resto sono loro ( i genitori) che hanno la patri postestà degli studenti. In questo modo detti genitori dovrebbero sì incavolarsi parecchio, ma andare a pagare l'avvocato per presentarsi in caserma (500 euro partono solo per questo) e poi dovrebbero rispondere di tutto il resto ossia di abbandono di minore e danni se vi sono.
Gian sai che cosa mi hanno raccontato che è successo tempo fa a Palermo? Che dei Ds stufi delle tradizionali occupazioni in periodo natalizio con annessa distruzione degli arredi e danni oltre che occupazione perenne giorno e notte di minori, si sono decisi a denunciare.
Come ho detto prima per ogni alunno i genitori relativi hanno dovuto sborsare 500 euro solo per il disturbo dell'avvocato che doveva accompagnare il minore. Per qualche anno a Palermo non vi sono state più occupazioni e alla minaccia di occupazione al Ds bastava ricordare cosa era successo anni prima per far saltare tutto.
I genitori intervenivano subito per convincere i propri figli a lasciar perdere perchè non intendevano "spendere piccioli (soldini)" per le cavolate dei figli.
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 9:22 pm

Ho dato un input di riflessione, ognuno poi la pensi come ritiene opportuno. Io credo che l'esperienza, il buon senso, la consapevolezza siano strumenti indispensabili per scegliere la strategia più opportuna.

L'anno scorso ho affrontato in prima persona, come interlocutore primario, un'autogestione di una settimana. Ho parlato con genitori, dirigente scolastico, studenti, carabinieri, colleghi. Tutte le scelte in merito alla strategia sono state attentamente analizzate, discusse e ponderate in funzione del contesto.

Pillola blu: è finito tutto pacificamente e senza alcuno strascico.

Se il contesto fosse stato differente avrei sicuramente agito in modo differente, ma se in quel contesto specifico avessi fatto scelte diverse o il dirigente scolastico avesse fatto scelte diverse, forse il risultato sarebbe stato peggiore rispetto alle aspettative.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 10:19 pm

gian ha scritto:
Quindi, pillola rossa o pillola blu? Personalmente non ho alcun dubbio.
Hai invertito l'ordine degli esempi; la pillola blu non è quella della linea dura ?
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 10:24 pm

Io penso che dobbiamo guardare alle occupazioni con fastidio, non con rabbia; i ragazzi sono così; chi non riesce a sopportarli dubito che riesca ad arrivare alla pensione sano di mente.
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 10:29 pm

avidodinformazioni ha scritto:
gian ha scritto:
Quindi, pillola rossa o pillola blu? Personalmente non ho alcun dubbio.
Hai invertito l'ordine degli esempi; la pillola blu non è quella della linea dura ?
E chi se ne frega? :-D
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 11:13 pm

gian ha scritto:
..........

Quindi, pillola rossa o pillola blu? Personalmente non ho alcun dubbio.
Neanche io Gian e sono "quasi" certa che la nostra scelta coincida :-)
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Gio Dic 11, 2014 11:23 pm

che sia rossa o che sia blu
a me piace assai di più
quell'ipotesi che allego,
proprio super, non lo nego.

Non vorrei che in una scuola
oltre a qualche coca cola
ci venisse il poliziotto
che munito di giubbotto (1)...................(1)giubbotto antiproiettile
metta mano al manganello...
è sicuro: non è bello....

Gian ha scritto
(......)
b]Facciamo un'altra simulazione.
Nello stesso istituto, il preside deciderà di affrontare il contesto con i guanti di velluto e di operare arbitrariamente in deroga alle norme.
Non approverà nulla, non autorizzerà nulla, ma al tempo stesso adotterà una trattativa informale in cui chiederà agli studenti il rispetto di alcune convenzioni dettate dal buon senso. Eviterà di favorire situazioni che possono essere di grave rischio per cose e persone, come l'accesso libero a laboratori o a determinate attrezzature.
Chiederà ai suoi insegnanti di vigilare e cercherà di promuovere, sempre in modo informale, un rapporto di dialogo e di confronto costruttivo.
Gli studenti cercheranno di organizzare iniziative e attività di vario tipo, più o meno serie più o meno ammirevoli.
Molto probabilmente finiranno per essere poco partecipate e ben presto l'autogestione si trasformerà in una sorta di cazzeggio disordinato e festoso.

Dopo qualche giorno, al cazzeggio subentrerà lo scazzo, finché un bel giorno, dopo una settimana, ci sarà un'altra assemblea che proclamerà la fine dell'agitazione e stilerà un documento condito di buoni principi e di simpatici strafalcioni grammaticali.[/b]
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Ven Dic 12, 2014 12:26 am

gian ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
gian ha scritto:
Quindi, pillola rossa o pillola blu? Personalmente non ho alcun dubbio.
Hai invertito l'ordine degli esempi; la pillola blu non è quella della linea dura ?
E chi se ne frega? :-D
Temo ti sia sfuggita l'allusione a più famose pillole blu.
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Dom Dic 14, 2014 9:03 pm

Ed ecco qui ALUNNI OCCUPANTI serviti di barba e cappello!
Altro che pillole blu e rosse

http://www.corriere.it/scuola/secondaria/14_dicembre_13/arturo-rimasto-senza-scuola-aver-occupato-suo-liceo-5cf8cf2e-82df-11e4-a0e7-0a3afe152a95.shtml
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Dom Dic 14, 2014 11:48 pm

isula. ha scritto:
Ed ecco qui ALUNNI OCCUPANTI serviti di barba e cappello!
Altro che pillole blu e rosse

http://www.corriere.it/scuola/secondaria/14_dicembre_13/arturo-rimasto-senza-scuola-aver-occupato-suo-liceo-5cf8cf2e-82df-11e4-a0e7-0a3afe152a95.shtml
Se le cose stanno realmente come scritto allora ritengo che la reazione del preside sia stata esagerata; comunque se fossi nell'alunno studierei per conto mio e mi presenterei privatista in altra scuola del regno; non ha importanza il voto che prenderebbe, il voto di maturità di un liceale non conta nulla; l'unico voto che conta è l'ultimo che prendiamo e per un liceale ovviamente è quello di laurea.
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Dom Dic 14, 2014 11:56 pm

Sul povero Don Arturo di Don Vittorio dei Nobili Gonzaga Catalano Viendalmare, maggiorenne ripetente vessato dal preside cattivo e ingiustamente espulso da scuola, mi permetto di copincollare paro paro quello che ho appena scritto su un altro forum.

Per completezza di informazione, questo è l'albero genealogico del giovanotto:

http://www.famiglienobilinapolitane.it/Genealogie/Catalano%20Gonzaga.htm

e queste sono le attività culturali portate avanti dai suoi genitori:

http://www.regianaveroma.org/RegiaNaveRoma_2009/Associazione/Atto_Costitutivo.htm

Premetto che non penso affatto che ci sia qualcosa di MALE, di per sé, nell'avere ascendenze elitarie...

...ma proprio da gente di quel tipo, che evidentemente è ancora abbastanza convinta del proprio ruolo simbolico e identitario, e che sembra molto emotivamente attaccata a valori di "eroismo" e di "onore", ci si aspetterebbe una certa velleità di comportamento "da signori", che non si abbassa alla difesa a oltranza degli scassinatori di lucchetti.

Al massimo, in un ambiente del genere, se il figlio giovane fa una scemenza grossolana, ci si può aspettare che la famiglia cerchi di insabbiarla e di nasconderla invitando il rampollo a tenere un profilo più basso possibile.

Ma NON certo che si sbracci attivamente per dare all'episodio una visibilità molto maggiore di quella che merita, contattando i giornalisti apposta per difendere strenuamente le (risibili) ragioni del ragazzo.

E oltretutto, a me pare che TUTTA la storia, così come è stata raccontata, sia parecchio sospetta.

L'articolo dice, in particolare, che in quella scuola si tenevano da anni dei serissimi forum studenteschi autogestiti e concordati con il consenso del preside... e che in generale non c'erano mai state maggioranze di studenti con velleità di "occupazioni".

E dice anche che a tentare il blitz non è stata affatto una rappresentanza nutrita di studenti dell'istituto ben coordinati tra loro... ma sono stati solo in quattro o cinque, che si sarebbero addirittura appostati alle cinque di mattina per scassinare una finestra della sala insegnanti.

Se anche ci fossero riusciti senza venire beccati subito, cosa avrebbero ottenuto?

Speravano davvero che il giorno dopo la maggioranza dei compagni avrebbe aderito in massa, e che gli insegnanti avrebbero rinunciato istantaneamente a fare lezione, solo per aver trovato un vetro rotto o un lucchetto forzato?

Per cui, mi viene il dubbio che, in realtà, quei ragazzi non avessero nessuna intenzione di occupare la scuola per ragioni di protesta, ma che fossero lì solo per compiere un puro e semplice atto di vandalismo comune, o per tentare qualche altra azione illecita.

Magari hanno tentato di entrare di notte solo per far sparire un registro, per distruggere un pacco di compiti in classe andati male, per imbrattare i muri, per rubare un computer, o per scassinare le macchinette del caffè...

...e quella della cosiddetta occupazione politica è stata solo una scusa impapocchiata DOPO, magari su consiglio di qualche avvocato amico di famiglia, per salvarsi le chiappe dopo essere stati beccati, dando per scontato che rivendicare quella motivazione fosse più nobile e meno illegale!

Oltretutto (e questo non l'ho scritto sull'altro forum ma lo aggiungo qui), non è assolutamente vero che ci sia stata alcuna "espulsione".

Semplicemente è successo questo:

-  la famiglia ha chiesto il nulla osta per ritirare il figlio da scuola (anzi, è più facile che l'abbia richiesto lui in persona, essendo maggiorenne);

- dopo quasi un mese non l'ha ancora iscritto in nessun altro istituto (cose che appunto non è affatto obbligatoria, essendo il ragazzo ampiamente fuori dall'età di obbligo scolastico);

- dopo quasi un mese, pur sapendo benissimo di essersi ritirato da scuola per scelta propria e della propria famiglia, il ragazzo si lamenta che non lo fanno più entrare in classe e che il suo nome non figura più sul registro elettronico. Ma q*zzarola, gliel'hanno spiegato che cosa vuol dire "essersi ritirato" e "non essere più iscritto a quell'istituto"????? Oppure credeva che ANCHE il ritiro e il nulla osta fossero tutto uno scherzo?

Ma complimenti alla genialità di tutti, eh....
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 15, 2014 5:34 pm

Come puoi sostenere con certezza che sia andata così Paniscus?
Perchè considerare del tutto fasullo ciò che si dice nell'articolo postato da Isula?
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 15, 2014 5:40 pm

Infatti non ho detto che ne ho la certezza assoluta, ho detto che ho il forte sospetto che sia andata così.

E in ogni caso, non mi spiego proprio in base a quale logica uno studente prima CHIEDA volontariamente il nulla osta per il ritiro da scuola e poi denunci pubblicamente di essere stato "espulso" contro la sua volontà, e lamenti che non lo facciano più accedere al registro elettronico...
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 15, 2014 6:03 pm

Nell'articolo si parla di una sorta di ricatto fatto dal preside al padre del ragazzo costretto a chiedere il nullaosta per evitare la denuncia a carico del figlio. Se questo corrisponde al vero, lo trovo gravissimo e il ritiro da scuola non sarebbe stato "liberamente volontario"
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 15, 2014 6:18 pm

Se è vero che gliel'ha esplicitamente proposto come merce di scambio per evitare la denuncia, sono d'accordo che sia scorretto; ma se invece il preside ha solo minacciato di denunciare, e la famiglia ha consigliato al ragazzo di battere in ritirata per limitate i danni... beh, di per sé non ci trovo assolutamente nulla di sbagliato nel fatto che un'effrazione e/o scassinamento vengano denunciati, perché sono oggettivamente dei reati.

Se beccassi qualcuno che si apposta alle cinque di mattina per scassinare una serratura di casa tua, non lo denunceresti? E allora perché a scuola lo si dovrebbe poter fare senza conseguenze?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 15, 2014 6:40 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Se è vero che gliel'ha esplicitamente proposto come merce di scambio per evitare la denuncia, sono d'accordo che sia scorretto; ma se invece il preside ha solo minacciato di denunciare, e la famiglia ha consigliato al ragazzo di battere in ritirata per limitate i danni... beh, di per sé non ci trovo assolutamente nulla di sbagliato nel fatto che un'effrazione e/o scassinamento vengano denunciati, perché sono oggettivamente dei reati.

Se beccassi qualcuno che si apposta alle cinque di mattina per scassinare una serratura di casa tua, non lo denunceresti? E allora perché a scuola lo si dovrebbe poter fare senza conseguenze?
La denuncia è un atto dovuto; se il ragazzo merita di essere denunciato anche andandosene la denuncia se la deve beccare lo stesso; il preside che ha denunciato i minorenni e non il maggiorenne fuggitivo ha sbagliato a prescindere e se lo ha fatto per le motivazioni riportate allora si è comportato in maniera delinquenziale.
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 15, 2014 6:47 pm

Sono d'accordo con Avido!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 15, 2014 6:52 pm

Se è vero che il preside ha denunciato qualcuno sì e qualcuno no, contrattando le condizioni individualmente, vuol dire che prima ancora che comportarsi in maniera delinquenziale, è stato innanzi tutto un grandissimo coglione. Comunque, ripeto, a me la storia puzza molto, e tenderei a pensare che i proclami di occupazione politica non c'entrassero niente, e siano stati rivendicati dopo... ma santa pace, pensavano davvero di fare un'occupazione IN CINQUE, senza nessun appoggio della maggioranza dell'assemblea di istituto?
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MessaggioOggetto: Re: Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?   Lun Dic 15, 2014 6:55 pm

Indubbiamente in quell'articolo sembra che ci siano molte cose non dette.
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Occupazione, Autogestione, quali le responsabilità?
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