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 La classica mamma 2.0

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: La classica mamma 2.0   Gio Dic 11, 2014 6:31 am

Promemoria primo messaggio :

E' andata dalla dirigente a lamentarsi del mio operato, subito dopo il colloquio avuto con me, dal quale non era emersa alcuna apparente ostilità. La preside ha accolto la lamentela e si è subito premurata di convocarmi, rifiutandosi peraltro di dirmi quale fosse l'identità della genitrice tra le tante incontrate nell'ora di ricevimento.

Le accuse: voti troppo bassi, didattica carente, interrogazioni su argomenti che non avrei spiegato e utilizzo di parole incomprensibili, mancata memorizzazione degli alunni.

Il contesto: classe speciale e "scelta" da genitori sempre sul piede di guerra convinti di avere messo al mondo dei fenomeni; la classe è contraddistinta dal comportamento disciplinare molto al di sotto della media e dall'impegno nello studio anch'esso al di sotto della media, che si ripercuote sui voti. Nella classe si è verificato un fenomeno di cyberbullismo che ha visto quattro o cinque alunni fare apprezzamenti pesantissimi su una alunna -peraltro antipatica e manipolatrice- via whatsapp, con la quiescenza se non la simpatia del resto della classe. Inoltre per vari motivi si sono perse diverse ore di didattica.

Le argomentazioni a mia difesa, presentate alla preside: i voti sono in linea con i risultati raggiunti, scarsi e inferiori a quelli di altre sezioni a parità di classe, e sono comunque dati con il massimo sforzo di obiettività. L'indisciplina rende difficoltosa la didattica, mentre gli argomenti chiesti nelle verifiche scritte e orali sono stati sempre spiegati in classe, tranne pochi casi in cui è stato chiesto l'approfondimento degli argomenti tramite studio autonomo, sul libro e sulle lezioni scaricabili dal sito. Riguardo poi alla memorizzazione, è nella media di un professore con molte classi nuove da memorizzare e con molti buchi forzosi nella continuità della didattica.

Resta comunque un certo rammarico e anche una certa rabbia per l'andazzo generale in cui è più normale che siano i genitori a valutare gli insegnanti che gli insegnanti a valutare gli alunni.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Lun Dic 22, 2014 8:14 pm

Tutto bene, Ire, purché siano chiari i ruoli: come non si può pretendere di insegnare a guidare al tassista, così non si può pretendere di insegnare ad insegnare al docente (per quanto sia una zappa nel farlo)

Ho assistito con i miei occhi a genitori che accusavano i docenti di ogni nefandezza, dopo che i docenti avevano accusato i genitori di non saper fare i genitori, di non seguire i figli, di non motivarli allo studio: come se i figli fossero oggetti agibili dall'esterno, forse marionette, e non persone. Ognuno faccia il proprio mestiere a casa propria. L'insegnante insegna, lo studente impara, la famiglia educa il figlio e ne favorisce l'apprendimento. Tutti dovrebbero impegnarsi al massimo all'interno del perimetro dei propri ruoli.

Invece come collabora un genitore? In genere, esercitando il berlingueriano "diritto al successo formativo" a nome del figlio, cioè andando a reclamare, con più o meno educazione, buoni voti. O addirittura, esperienza personale, criticando la didattica: troppi paroloni, lezioni noiose e mal spiegate e così via. Perché il pargolo ha diritto a un insegnante super, iper-competente nell'insegnamento, capace di motivare anche i ciucci inveterati, brillante, disponibile, comprensivo, capace di offrire supporto psicologico ad ognuno dei suoi 20-30 alunni e così via. Di contro il pargolo non ha alcun dovere: se studia, è perché il professore è bravo e sa fare lezioni divertenti, non perché sia suo dovere farlo; se non studia è colpa del professore che si ostina a pretendere e che non è aggiornato sull'ultimo ritrovato della didattica, la lezione flipped-down o il compito di prestazione autentica.
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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Lun Dic 22, 2014 8:34 pm

ufo polemico ha scritto:
ultimo ritrovato della didattica, la lezione flipped-down
La flipped classroom non è l'ultimo ritrovato ma il penultimo.
L'ultimo è la flipper classroom: DADA ovvero alunni che passano da un'aula all'altra .... come in un flipper.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Lun Dic 22, 2014 8:56 pm

Citazione :
O addirittura, esperienza personale, criticando la didattica: troppi paroloni, lezioni noiose e mal spiegate e così via.

C'è chi si studia la comunicazione non violenta e riesce a esprimere il proprio bisogno in modo accettabile dall'interlocutore e c'è chi non è capace di farlo ma ha un bisogno da esprimere e ci prova nel modo in cui riesce (poi ci sono gli idioti da entrambe le parti, la cui mamma è sempre incinta e non ce li toglieremo mai di mezzo - teniamoceli come croce e buonanotte ai suonatori)

Tu sai meglio di me che ogni classe è diversa, che quello che proponi in una classe può non essere adatto ad una altra classe di pari età, tu sai meglio di me che all'interno di queste classi così diverse ci sono ragazzi ancora più diversi e può essere che invece un docente abbia un solo modo di insegnare. Può essere (e spesso nelle intenzioni di quei pasticcioni ignoranti innamorati di genitori è) che quello che tu percepisci come critica alla didattica sia in realtà un tentativo di dirti che i genitori, che conoscono i ragazzi, si sono accorti che forse si potrebbe fare diverso. Forse per quei loro ragazzi servirebbe un approccio di un altro tipo. Forse è il loro modo di dirti: professore il ragazzo così non ce la fa mentre so che riuscirebbe se....

Non è accettabile? Non sarebbe giusto tenerlo in considerazione non irrigidendosi sulla posizione del "non ti permettere di mettere in discussione la mia didattica"?

Lo so, ci vuole un santo perchè certi modi di fare fanno proprio girare le balle, purtuttavia... noblesse oblige. O, detta in italiano... chi più ne ha più ne metta
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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Lun Dic 22, 2014 9:16 pm

Ire ha scritto:
chi più ne ha più ne metta
Quindi dobbiamo essere pazienti, amorevoli, sagaci, divertenti, preparati, rigorosi, inflessibili ma comprensivi, puntuali, zelanti, innovativi e rispettosi delle tradizioni, inclusivi, autorevoli, empatici, poliglotti, collaborativi.
Come hai ben sintetizzato tu, dobbiamo essere SUPERDOTATI.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Lun Dic 22, 2014 9:24 pm

Citazione :
Come hai ben sintetizzato tu, dobbiamo essere SUPERDOTATI.

Perchè, ti fa schifo? ;-)
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Lun Dic 22, 2014 9:42 pm

Ire, non condivido quasi nulla di ciò che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo.
In particolare: non credo, statisticamente, che ogni classe sia diversa dall'altro e non credo nemmeno nell'esistenza di tutti questi ragazzi-fenomeni, in positivo e in negativo. Credo che la didattica personalizzata negli obiettivi sia la morte dell'insegnamento e dell'apprendimento.
Poi chiaro che se ho paparino me la cavo lo stesso, anche da zucchina.
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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Lun Dic 22, 2014 10:54 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Come hai ben sintetizzato tu, dobbiamo essere SUPERDOTATI.

Perchè, ti fa schifo?   ;-)
Il problema è che so di non esserlo, non vorrei che la mia normalità fosse scambiata per inadeguatezza; per altro se le aspettative eccessive dovessero ingenerarmi dell'ansia da prestazione, poi rischierei di fare veramente brutta figura.

Anche per noi insegnanti c'è l'aiutino in pillole ?
"Il colore blu per la Letteratura, il verde che indica Matematica e Scienze, rosso per l’Inglese e così via"

Per me pillola verde.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Mar Dic 23, 2014 7:48 am

Citazione :
Il problema è che so di non esserlo, non vorrei che la mia normalità fosse scambiata per inadeguatezza; per altro se le aspettative eccessive dovessero ingenerarmi dell'ansia da prestazione, poi rischierei di fare veramente brutta figura

Non so se hai notato, avido, ma già ad essere normali, di questi tempi, ci si distingue dalla massa. E va bene così
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Mar Dic 23, 2014 8:03 am

ufo polemico ha scritto:
Ho assistito con i miei occhi a genitori che accusavano i docenti di ogni nefandezza, dopo che i docenti avevano accusato i genitori di non saper fare i genitori, di non seguire i figli, di non motivarli allo studio: come se i figli fossero oggetti agibili dall'esterno, forse marionette, e non persone. Ognuno faccia il proprio mestiere a casa propria. L'insegnante insegna, lo studente impara, la famiglia educa il figlio e ne favorisce l'apprendimento. Tutti dovrebbero impegnarsi al massimo all'interno del perimetro dei propri ruoli.

Invece come collabora un genitore? In genere, esercitando il berlingueriano "diritto al successo formativo" a nome del figlio, cioè andando a reclamare, con più o meno educazione, buoni voti. O addirittura, esperienza personale, criticando la didattica: troppi paroloni, lezioni noiose e mal spiegate e così via. Perché il pargolo ha diritto a un insegnante super, iper-competente nell'insegnamento, capace di motivare anche i ciucci inveterati, brillante, disponibile, comprensivo, capace di offrire supporto psicologico ad ognuno dei suoi 20-30 alunni e così via. Di contro il pargolo non ha alcun dovere: se studia, è perché il professore è bravo e sa fare lezioni divertenti, non perché sia suo dovere farlo; se non studia è colpa del professore che si ostina a pretendere e che non è aggiornato sull'ultimo ritrovato della didattica, la lezione flipped-down o il compito di prestazione autentica
.

Alcune considerazioni in ordine sparso:

se per imparare un ragazzo deve solo studiare, se deve accettare anche il docente zappa, cosa cavolo stiamo a spendere tutti sti milioni di euro per mantenere i dipendenti Miur? A cosa servono gli insegnanti? Che un ragazzo studi e che si facciano sezioni di esame in ogni capoluogo di provincia una volta all'anno.

Sai che risistemata all'economia!

Non è possibile che ognuno faccia il proprio lavoro non interessandosi a quello degli altri coinvolti come lui nel comune obbiettivo.

Un ragazzo non è a compartimenti stagni e il fluido vitale si interseca: succederà che si comporta male con qualcuno a scuola o che deve prendere decisioni su come agire e in questo caso avrà vicini i professori che dovranno provvedere ad aiutarlo a prendere la decisione giusta e anche a comminargli la sanzione prevista dal regolamento - e questa è educazione - succederà che il ragazzo non capisca una lezione, che il professore gliela rispieghi tre volte sempre allo stesso modo, e allora il genitore dovrà provvedere a cercare di spiegargliela lui o a trovare qualche esterno che gliela spieghi, e questa è didattica, succederà che un ragazzo capisca in modo nuovo e originale un argomento e lo presenti al professore e alla classe, e il professore dovrà valutare se quanto detto può essere un punto di vista diverso e accettabile e anche atto ad essere introdotto nelle lezioni a seguire. E questo è studio.

I professori hanno avvertito il bisogno o l'urgenza di criticare i genitori per la loro incapacità (e ci sta, ci può stare, può essere vero che dall'esterno si vedano errori che dall'interno non si colgono)
ma allora perchè i genitori non dovrebbero avere il bisogno o l'urgenza di criticare il docente per la sua incapacità?

La parola sbagliata è la parola "critica". Smettiamola di vivere così il dialogo tra le parti, smettiamola di criticare sterilmente. Prendiamolo come spunto a migliorare nell'interesse della persona e dello scopo, nonchè del lavoro, cui ci stiamo dedicando.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Mar Dic 23, 2014 8:36 am

Ire, il problema non è la critica reciproca, ma è ideologico.
Il sistema dei precettori e degli esami è stato superato con l'introduzione della scuola pubblica. L'insegnante non è uno che infila in testa a forza le odiate "nozioni" agli alunni, ma uno che, principalmente, le espone (oltre a fare una infinità di altre cose, tra cui educare, valutare e un mucchio di scartoffie). I genitori 2.0 hanno preso l'abitudine di fare carico ai professori dell'insuccesso scolastico dell'alunno (e di farsi al contrario un vanto proprio dell'eventuale successo dei figli); sembra dover essere esclusa a priori la possibilità che il ragazzo non si impegni, e con essa la responsabilità individuale dell'alunno o studente sul proprio destino scolastico, tanto nel bene quanto nel male. La scuola deve essere facile, per tutti, e non deve disturbare eccessivamente gli alunni e, soprattutto, i genitori. Ai "ciucci" di una volta, che per una loro scarsa propensione allo studio, o per dei limiti oggettivi, non raggiungono il mitico "successo formativo" non si chiede un maggior impegno per il recupero; al contrario sono i loro genitori ad accusare gli insegnanti di cattiva didattica nel primo caso, o ad usare le difficoltà del figlio come alibi/patente per una riduzione del carico scolastico, e quindi dell'impegno nel secondo caso.
In questo senso la legislazione sui DSA, oltre ad essere stata devastante, diventa l'emblema ideologico della famiglia anti-scuola, che considera cioè la scuola una cosa sporca e pericolosa che rischia di turbare le giovani e pure menti dei propri figli, e dalla quale cercare di proteggere il più possibile i pargoli: sempre più famiglie, in spregio ai veri alunni con DSA, ricorrono a certificazioni di comodo (vissute invece come assolutamente autentiche) per "proteggere" i propri pargoli dalla barbarie del sistema della valutazione. Ultimo caso, pochi giorni fa, di una famiglia che è andata a cercare dallo specialista la diagnosi di discalculia per un figlio iperprotetto e pigro, che ha pure una ampia sufficienza in matematica. Chi ridarà a quel bambino le conoscenze da cui la famiglia ha cercato di proteggerlo, e la normalità che gli è stata parzialmente sottratta?
Quindi: se la scuola è un grande passatempo, dove i professori intrattengono gli alunni infilando qua e là qualche concetto, mi raccomando pratico ed esperenziale, e fanno dolcemente scivolare, come per incanto, le conoscenze nella testa degli allievi, allora è giusto che i genitori si lamentino per un residuo di serietà (e quindi severità) dei docenti. Se la scuola al contrario è un luogo dove si insegna e si impara, e se ancora si ritiene che l'apprendimento non dico debba essere un dovere, ma quanto meno richiedere un impegno da parte dell'alunno, allora prima di criticare i professori forse sarebbe meglio abituare sin da subito i propri figli a doversi impegnare, se non lottare, per ottenere qualcosa.
Altrimenti la prossima generazione sarà di commessi McDonald e di sottopagati e precari mini-jobber: esclusi ovviamente i bennati, che se la cavano sempre egregiamente.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Mar Dic 23, 2014 8:51 am

Citazione :
In questo senso la legislazione sui DSA, oltre ad essere stata devastante, diventa l'emblema ideologico della famiglia anti-scuola, che considera cioè la scuola una cosa sporca e pericolosa che rischia di turbare le giovani e pure menti dei propri figli, e dalla quale cercare di proteggere il più possibile i pargoli: sempre più famiglie, in spregio ai veri alunni con DSA, ricorrono a certificazioni di comodo (vissute invece come assolutamente autentiche) per "proteggere" i propri pargoli dalla barbarie del sistema della valutazione. Ultimo caso, pochi giorni fa, di una famiglia che è andata a cercare dallo specialista la diagnosi di discalculia per un figlio iperprotetto e pigro, che ha pure una ampia sufficienza in matematica. Chi ridarà a quel bambino le conoscenze da cui la famiglia ha cercato di proteggerlo, e la normalità che gli è stata parzialmente sottratta?

Ma cosa c'entra la legge sui DSA?

Se non ci fosse, sì sarebbe in spregio dei veri alunni con DSA.

Ci sono alcuni, o tanti, non me ne frega un accidenti e non è affar mio (ci penserà la vita), che sfruttano per comodità un diritto che non avrebbero, e allora non diamo a nessuno questo diritto, nemmeno a quelli che DSA lo sono veramente, che hanno davvero solo un modo diverso di approcciare le cose e che vivendo nel loro modo diverso possono tranquillamente raggiungere l'obbiettivo che si sono posti, cosa che sarebbe loro preclusa se non avessero il diritto di vivere e dimostrare di sapere nel modo che sono!

Bella roba!




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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: La classica mamma 2.0   Mar Dic 23, 2014 6:16 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Citazione :
Come hai ben sintetizzato tu, dobbiamo essere SUPERDOTATI.

Perchè, ti fa schifo?   ;-)
Il problema è che so di non esserlo, non vorrei che la mia normalità fosse scambiata per inadeguatezza; per altro se le aspettative eccessive dovessero ingenerarmi dell'ansia da prestazione, poi rischierei di fare veramente brutta figura.

Anche per noi insegnanti c'è l'aiutino in pillole ?
"Il colore blu per la Letteratura, il verde che indica Matematica e Scienze, rosso per l’Inglese e così via"

Per me pillola verde.
Strano Avido, pensavo che avresti detto la pillola marrone! :-)))
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