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 La festa di colui che non deve essere nominato

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MessaggioOggetto: La festa di colui che non deve essere nominato   Mer Dic 24, 2014 10:20 am

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/ges_amp_ugrave_trieste_lega_nord_dimissioni_maestra/notizie/1085327.shtml

Ma sarà vero ?
Prima titola: "la maestra impedisce al bimbo di citare Gesù nella recita di Natale"
poi scrive: "la frase dell'alunno, destinata alla recita scolastica di fine anno, è stato messa tra parentesi."

Se non fosse la festa di Gesù cosa sarebbe ?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Mer Dic 24, 2014 12:09 pm

Guarda, se questi giorni qualcuno li usasse per farsi resettare il cervello, la festa avrebbe comunque una ragione di essere!
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http://www.dis-tranoi.it/forum
Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Ven Dic 26, 2014 10:55 am

Certo Natale può anche significare la festa di qualcos'altro, oltre che la nascita di Gesucristo.
Se però la recita è basata sulla natività, allora è chiaro che in quel contesto non si può impedire di fare quel nome.

Tuttavia la lega fa il suo solito discorso xenofobo e strumentalizza la vicenda. Sono sicuro che se l'insegnante avesse "imposto la sua ideologia" cristiana non avrebbero detto nulla.
Allora facciamo che le ideologie hanno tutte pari dignità, e che se non si deve impedire di avere l'opinione che Natale è la festa di Gesù, allora non si deve neanche impedire di dire che è la festa del Solstizio, o della rinascita di Lucifero se uno preferisce vederla così!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Ven Dic 26, 2014 1:25 pm

Quando ci sono polemiche di questo genere, il primo pensiero che mi viene in mente è come mai nessuno si ponga quasi mai il problema in formulazione inversa.

Ovvero, invece di starsi a chiedere ossessivamente se è giusto o no che le maestre "impediscano" di parlare di Gesù, o se è giusto o no che la scuola "vieti" di fare il presepe, o, parlando più in generale, se è giusto o no "togliere" i crocifissi, o "rifiutare" la benedizione di Natale, o "eliminare" le decorazioni con gli angeli...

...è mai possibile che non ci si debba porre mai il dubbio contrario, ossia PERCHE' MAI quei riferimenti debbano starci, a scuola, e perché mai debba pensarci la scuola a proporli, visto e considerato che hanno già una visibilità enorme in qualsiasi altro ambito della vita sociale, e che tutti hanno la più assoluta libertà di coltivarli e praticarli altrove?

Non mi si venga a dire che, se non ci pensa la scuola, allora tutte quelle nobilissime e rispettabilissime tradizioni vengano perse o che addirittura vengano vietate, eh!

Voglio dire, ad esempio: siccome chiunque può farsi il presepe a casa, siccome ovunque ci sono presepi nelle chiese, negli oratori, ma anche in installazioni pubbliche in piazza e in altri luoghi di ritrovo collettivo (non necessariamente confessionali, ma luoghi qualsiasi), per quale motivo dovrebbe essere moralmente obbligatorio farlo anche a scuola, e dove starebbe il problema se la scuola non lo fa? Siccome qualunque comitato di appassionati, qualunque associazione di volontariato e qualunque crocchio di mamme volenterose è libero di organizzare la recita di Natale in parrocchia, o nella sala dell'associazione pro loco del paese, o magari anche in una pizzeria, in una palestra o in un bar, dove starebbe lo scandalo se non la si fa "anche a scuola"?

Poi, magari, all'iniziativa saranno invitate anche le maestre della scuola, e molte di loro ci andranno pure volentieri, ma qual è il problema se NON LA ORGANIZZANO LORO?????

Ma accettare serenamente l'idea che la scuola possa anche occuparsi d'altro, e lasciare tali iniziative a qualcun altro, SENZA che per questo ci si debba leggere per forza una volontà ideologica di abolirle o di vietarle, è così difficile?

boh
Lisa
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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Ven Dic 26, 2014 1:33 pm

A furia di fare presepi a scuola forse i preti si convinceranno a spiegare le equazioni di secondo grado a messa.

Comunque Lisa, hai ragione che la religione non dovrebbe albergare a scuola, ma se per qualche motivo ci entra, non ha senso storpiarla; Natale è la festa per Gesù, anche chi come me non ci crede, gozzoviglia sapendo che è così; perchè nasconderlo ?

Abbiamo partecipato tutti a qualche festa di persone che ci erano antipatiche, divertendoci; Gesù non mi è nemmeno antipatico, mi è solo indifferente; ancora più facile !
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Ven Dic 26, 2014 2:07 pm

Quoto Avido. Se la scuola celebra/festeggia/ricorda il Natale non vedo che male ci sia a ricordare perché lo si festeggia. Non mi pare un'opera di indottrinamento ne mi pare che con questo si voglia forzare qualcuno ad aderire al cattolicesimo. Piuttosto mi parrebbe dottrinario, dogmatico e anche un po' giacobino "vietare" i simboli tradizionali del Natale in virtù di un Bene Superiore che tanto mi ricorda Robespierre, specie se associato al termine "vietare", "proibire"... Personalmente preferisco Voltaire.



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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Ven Dic 26, 2014 3:12 pm

Ah si? A scuola si deve ricordare perchè si festeggia il Natale? Beh io l'ho fatto (come tutti gli anni) con una mini-lezione l'ultimo giorno prima delle vacanze: ovviamente ho parlato delle festività pagane, del solstizio d'inverno e dei riti precolombiani. Perchè è da lì che proviene la festa: Gesucristo è un "intruso" che si è appropriato di un compleanno non suo, i cristiani hanno attribuito al loro dio-uomo feticcio la data di nascita dell'anno solare perchè era comodo sovrapporsi a una festività preesistente in tutte le culture. Hanno fatto lo stesso con la Pasqua e altre feste.

Se uno vuole fare scuola in modo intellettualmente onesto, questo deve insegnare.
Se invece ci vogliamo solo accodare al coro superficiale e consumistico del "Natale Cristiano" e della nascita che porta pace in tutto il mondo, allora è un altro paio di maniche; in quest'ultimo caso però, l'evento non è più oggetto di studio come altri argomenti scolastici, ma è oggetto di culto. E quindi chi non ci crede dev'essere libero di dissociarsi.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Ven Dic 26, 2014 3:48 pm

Lenar ha scritto:
Piuttosto mi parrebbe dottrinario, dogmatico e anche un po' giacobino "vietare" i simboli tradizionali del Natale in virtù di un Bene Superiore che tanto mi ricorda Robespierre, specie se associato al termine "vietare", "proibire"... Personalmente preferisco Voltaire.

Io infatti mi chiedevo proprio dove starebbe il "divieto", o il "dogmatismo", nel fatto che semplicemente la scuola possa non occuparsene e lasciare tale compito ad altri.

Per me sarebbe normalissimo pensare che nella scuola non si espongano simboli religiosi, ma non perché siano "vietati", bensì perché sono semplicemente fuori tema, perché la scuola non è tenuta a occuparsene, e perché il loro posto più adatto è altrove e chiunque è liberissimo di esporli altrove... senza dover lamentare alcun divieto e alcuna censura, tutto lì.

Quello che veramente non riesco a capire è perché mai si debba strillare alla censura e alla violazione dei diritti umani, solo perché esistono luoghi e sitazioni più e meno adatte per ogni celebrazione e per ogni simbolo.

Io non mi sogno di andare nelle chiese e di lamentarmi perché le chiese non espongono, che so, dei pannelli da laboratorio di scienze che simulano il sistema solare o la tavola periodica, e tantomeno mi sogno di chiamare i giornalisti o il politicante locale strillando che se non lo fanno è per un'ignobile strategia di censura e di divieto, che ha come scopo quello di affossare e censurare la cultura scientifica.

Semplicemente, do per scontato che non sia compito delle chiese esibire tali oggetti, e che la chiesa si occupi di altro...
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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Ven Dic 26, 2014 8:11 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Ah si? A scuola si deve ricordare perchè si festeggia il Natale? Beh io l'ho fatto (come tutti gli anni) con una mini-lezione l'ultimo giorno prima delle vacanze: ovviamente ho parlato delle festività pagane, del solstizio d'inverno e dei riti precolombiani. Perchè è da lì che proviene la festa: Gesucristo è un "intruso" che si è appropriato di un compleanno non suo, i cristiani hanno attribuito al loro dio-uomo feticcio la data di nascita dell'anno solare perchè era comodo sovrapporsi a una festività preesistente in tutte le culture. Hanno fatto lo stesso con la Pasqua e altre feste.

Se uno vuole fare scuola in modo intellettualmente onesto, questo deve insegnare.
Se invece ci vogliamo solo accodare al coro superficiale e consumistico del "Natale Cristiano" e della nascita che porta pace in tutto il mondo, allora è un altro paio di maniche; in quest'ultimo caso però, l'evento non è più oggetto di studio come altri argomenti scolastici, ma è oggetto di culto. E quindi chi non ci crede dev'essere libero di dissociarsi.
Hai fatto una lezione corretta sul "perchè il 25/12"; gli uomini di fede sanno che è più facile modificare una vecchia usanza piuttosto che estirparla e ripiantarne un'altra.

Una lezione corretta su "cos'è il Natale oggi in Italia" non può prescindere da Gesù; puoi e forse devi astenerti dal farla, ma se la fai .......
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Ven Dic 26, 2014 9:54 pm

Veramente ho chiesto ai miei alunni cosa è per ciascuno di loro, e dalle loro risposte sono partito.
Molti sapevano quali sono le origini del natale, e per alcuni si poteva benissimo prescindere da Gesù.
In ogni caso la chiacchierata, pur partendo da ognuno di noi, può arrivare ad abbracciare il fenomeno come oggetto di studio, dal punto di vista storico o se preferite si potrebbe guardarlo anche dal punto di vista sociologico.
Non si deve per forza dare per scontato che quella festa abbia lo stesso significato per tutti, ad esempio spesso si dice "per noi Natale è..." senza specificare se quel noi è un "noi cristiani",  "noi italiani", "noi che lavoriamo nella scuola" etc.
Ci tengo a sottolineare che questo periodo di Natale, per voi cristiani significa una cosa, per i non credenti un'altra, e così via. Anzi, ognuno è libero di dare il significato che preferisce e di esprimere questa libertà di pensiero anche come libertà di insegnamento.
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Aresgr



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Sab Dic 27, 2014 9:19 pm

scusate ma dato che i seguaci di Mitra sono estinti sono curioso di capire quale sia il significato del Natale come 25/12 per i non credenti e soprattutto perchè debbano stare 15 giorni a casa fino dopo l'Epifania ....che quale significato avrebbe di grazia????
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Sab Dic 27, 2014 9:39 pm

Beh ti rispondo come non credente: la terra continua a girare attorno al sole, e continuerà quando si saranno estinti i seguaci di Mitra e di tutte le religioni, continuerà perfino quando si sarà estinta l'intera razza umana.
Che poi il solstizio, o la "nuova orbita attorno al sole" sia qualcosa da festeggiare o non lo sia, spetta a ognuno di noi deciderlo. I giorni di ferie sono obbligatori, i festeggiamenti non lo sono! Personalmente poi farei volentieri a meno di questi 15 giorni di ferie, a patto che mi dessero OVVIAMENTE altri 15 giorni di ferie in un altro momento dell'anno. Trattandosi di scuola, bisogna che tutti abbiano il periodo festivo contemporaneamente, quindi lo stato, pur laico, è ancora abbastanza clericale da far coincidere il periodo festivo con quello che tradizionalmente si festeggia dal Natale all'Epifania dei cattolici (diverso, ad esempio, dal natale ortodosso e da altre ricorrenze).
I diritti dei lavoratori, e i giorni di ferie, sono uguali per tutti; le proprie personali concezioni religiose e filosofiche possono essere diverse per ognuno.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Sab Dic 27, 2014 10:59 pm

E' bello vedere con quale fervore i non credenti ci tengono a far presente la loro posizione, anche a costo di sollevare il dubbio che non si accontentino di difendere il loro punto ma ci tengano a proclamarlo con chiarezza nella speranza di liberare chi, invece, crede, dalla sottomissione ad una fede irrazionale. Nel loro agire pare quasi che emerga un fervore che, paradossalmente, mi verrebbe quasi da definire "religioso". Quando un domani la fede da combattere non sarà un credo morente ed addomesticato come il cattolicesimo ma, probabilmente, una versione intransigente dell'islam spero (e lo dico sul serio) di ritrovarmi testimone di analogo zelo.

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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Sab Dic 27, 2014 11:35 pm

Aresgr ha scritto:
scusate ma dato che i seguaci di Mitra sono estinti sono curioso di capire quale sia il significato del Natale come 25/12 per i non credenti e soprattutto perchè debbano stare 15 giorni a casa fino dopo l'Epifania ....che quale significato avrebbe di grazia????
Per l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
I cristiani hanno diritto a quei giorni di "ferie" ? Allora anch'io.
Al massimo posso discutere se non sia il caso di scaglionarle, io ateo potrei farle ad ottobre se preferisci.

In effetti quando lavoravo in azienda e c'era la necessità di avere al lavoro un paio di persone proprio a Natale io suggerii di verificare se non ci fossero dei musulmani o degli ebrei disposti a fare dello straordinario molto ben pagato; fui mandato a cagare e non capii mai il perchè.
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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Sab Dic 27, 2014 11:36 pm

OPS, vedo che Paolo ha già dato una risposta simile.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 9:30 am

Aresgr ha scritto:
scusate ma dato che i seguaci di Mitra sono estinti sono curioso di capire quale sia il significato del Natale come 25/12 per i non credenti e soprattutto perchè debbano stare 15 giorni a casa fino dopo l'Epifania ....che quale significato avrebbe di grazia????

A parte il fatto che non è nemmeno scontato che i seguaci di Mitra siano estinti (io personalmente non lo so, ma visto che esistono ancora i seguaci di Ra e quelli di Zeus, possono benissimo esistere anche quelli di Mitra), la risposta è banale: indipendentemente che io sia credente o no, me ne sto a casa perchè il mio contratto lo prevede, e perchè l'istituzione in cui lavoro in quei giorni chiude, o sospende l'attività. Se fosse aperta, e se il calendario prevedesse che c'è regolarmente lezione, a lavorare dovrei andarci, e a nessuno fregherebbe niente se sono cattolica o no, esattamente come a nessuno ne frega niente adesso.

L.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 10:03 am

Lenar ha scritto:
E' bello vedere con quale fervore i non credenti ci tengono a far presente la loro posizione, anche a costo di sollevare il dubbio che non si accontentino di difendere il loro punto ma ci tengano a proclamarlo con chiarezza nella speranza di liberare chi, invece, crede, dalla sottomissione ad una fede irrazionale. Nel loro agire pare quasi che emerga un fervore che, paradossalmente, mi verrebbe quasi da definire "religioso". Quando un domani la fede da combattere non sarà un credo morente ed addomesticato come il cattolicesimo ma, probabilmente, una versione intransigente dell'islam spero (e lo dico sul serio) di ritrovarmi testimone di analogo zelo.


Certo che ci tengono a proclamarlo con chiarezza.
Perchè quello che vogliono ottenere è la laicità, nella quale le fedi non si combattano ma convivano.
Il principio è che tutti devono avere rispetto per le idee altrui, anche se diverse, anche se minoranza.
Quando un domani la fede da combattere sarà l'islam, per evitare integralismi farà molto più comodo avere la laicità da opporgli piuttosto che la "tradizione cristiana".
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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 10:33 am

Paolo Santaniello ha scritto:
Quando un domani la fede da combattere sarà l'islam, per evitare integralismi farà molto più comodo avere la laicità da opporgli piuttosto che la "tradizione cristiana".
Mi permetto di correggerti: più utile, più giusto, più nobile.
Più comodo è proprio contrapporre la tradizione cristiana, ed in effetti è quello che fanno le menti semplici.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 11:13 am

Lo è solo dove i cristiani sono in maggioranza.
Nei paesi dove le minoranze cristiane sono perseguitate, ad esempio, quello che si chiede allo stato per ristabilire l'equilibrio è proprio la laicità: rispettare il cristianesimo come si rispetta qualunque credo, non perchè ha una tradizione migliore degli altri.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 11:13 am

Paolo Santaniello ha scritto:
Lenar ha scritto:
E' bello vedere con quale fervore i non credenti ci tengono a far presente la loro posizione, anche a costo di sollevare il dubbio che non si accontentino di difendere il loro punto ma ci tengano a proclamarlo con chiarezza nella speranza di liberare chi, invece, crede, dalla sottomissione ad una fede irrazionale. Nel loro agire pare quasi che emerga un fervore che, paradossalmente, mi verrebbe quasi da definire "religioso". Quando un domani la fede da combattere non sarà un credo morente ed addomesticato come il cattolicesimo ma, probabilmente, una versione intransigente dell'islam spero (e lo dico sul serio) di ritrovarmi testimone di analogo zelo.


Certo che ci tengono a proclamarlo con chiarezza.
Perchè quello che vogliono ottenere è la laicità, nella quale le fedi non si combattano ma convivano.
Il principio è che tutti devono avere rispetto per le idee altrui, anche se diverse, anche se minoranza.
Quando un domani la fede da combattere sarà l'islam, per evitare integralismi farà molto più comodo avere la laicità da opporgli piuttosto che la "tradizione cristiana".

A, ok, capisco. Persegui un "bene superiore". Hegel sarà felicissimo. A me però continua a sembrare una posizione ideologica. La differenza tra la tua posizione ideologica e quella di un cattolico è che tu non la ammanti di metafisica (o, forse, la tua metafisica è di stampo diverso rispetto a quella del cattolico). Che differenza intercorre tra una "laicità oltranzista" (che, essendo tale, considera disprezzabile ed inferiore chi crede e, quindi, implicitamente, discrimina sulla base della fede) ed una "fede oltranzista" (che discrimina chi non crede o crede in maniera diversa)?

Osservo incidentalmente e tristemente che una posizione agnostica, dubbiosa, aperta e che su certe questioni non si schiera è sempre quella che riscuote il minor successo. Eppure si è visto che, storicamente, l'estremismo (sia esso estremismo giacobino e laicista o estremismo religioso di vario stampo) ha sempre conseguenze spiacevoli.
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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 11:38 am

Lenar ha scritto:
A me però continua a sembrare una posizione ideologica. La differenza tra la tua posizione ideologica e quella di un cattolico è che tu non la ammanti di metafisica (o, forse, la tua metafisica è di stampo diverso rispetto a quella del cattolico). Che differenza intercorre tra una "laicità oltranzista" (che, essendo tale, considera disprezzabile ed inferiore chi crede e, quindi, implicitamente, discrimina sulla base della fede) ed una "fede oltranzista" (che discrimina chi non crede o crede in maniera diversa)?
La laicità è indubbiamente una posizione ideologica; questo non ne fa una "brutta cosa", le idee e la loro coltura ci differenziano dagli animali.

Hai una visione distorta del laicismo, quello che descrivi è l'ateismo, che può diventare oltranzista (ed in qualche posto lo è diventato).

Il laicismo è sostanzialmente un "disinteresse", è assegnare ad alcuni ambiti della vita un disinteresse verso le fedi; capisci che "disinteressato oltranzista" è un ossimoro privo di significato.
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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 1:33 pm

Si, la mia è una posizione ideologica, lo confermo.
La "laicità oltranzista" (come la chiamate voi) non consiste nel disprezzare e discriminare chi crede, ma semplicemente nel ribadire che tutte le credenze meritano lo stesso rispetto, compresa la non-credenza.
Se è la posizione dubbiosa e che-non-si-schiera quella più moderata e auspicabile, allora tale dovrebbe essere la posizione anche delle istituzioni: quindi, non schierandosi, la scuola non dovrebbe privilegiare un credo rispetto a tutti gli altri, nemmeno se è maggioranza. Invece in molte scuole si fa il presepe e la recita di Natale con Gesubambino. Non mi sembra una posizione "neutrale": fra le tante credenze possibili e formalmente uguali pare proprio che ce ne sia una più uguale delle altre.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 1:57 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Si, la mia è una posizione ideologica, lo confermo.
La "laicità oltranzista" (come la chiamate voi) non consiste nel disprezzare e discriminare chi crede, ma semplicemente nel ribadire che tutte le credenze meritano lo stesso rispetto, compresa la non-credenza.
Se è la posizione dubbiosa e che-non-si-schiera quella più moderata e auspicabile, allora tale dovrebbe essere la posizione anche delle istituzioni: quindi, non schierandosi, la scuola non dovrebbe privilegiare un credo rispetto a tutti gli altri, nemmeno se è maggioranza. Invece in molte scuole si fa il presepe e la recita di Natale con Gesubambino. Non mi sembra una posizione "neutrale": fra le tante credenze possibili e formalmente uguali pare proprio che ce ne sia una più uguale delle altre.

Fra le tante credenze possibili il cattolicesimo, che lo si voglia o no, ha segnato la storia e la cultura italiane più delle altre. Non sono stato io a dire che "non possiamo non dirci cristiani". Questo significa che la scuola deve fare "il presepe e la recita di Natale con Gesubambino"?. No, non credo che nessuno debba essere forzato a fare nulla. In un contesto dove la celebrazione del Natale venisse inquadrata e storicizzata in maniera appropriata, teoricamente, IMHO, il presepe potrebbe anche starci (ma parliamo cmq di un caso limite). Non credo che ci stia, in una scuola laica, invece, una lezione in cui il Natale e la tradizione ad esso connessa venga svilito o additato come una cosa da fessi creduloni o ridotto a "quella roba che celebrano i cattolici al posto della giornata di venerazione al dio Mitra".

Una posizione schiettamente laica è molto difficile da mantenere, specie in un contesto scolastico dove le parole ed i ragionamenti rischiano di essere fraintesi dai discenti che potrebbero facilmente equivocare, per l'appunto, laicismo ed ateismo. Perché il vero laicismo è agnostico e non dogmatico anche (forse sopratutto) nei confronti di se stesso. E perché una posizione schiettamente laica non dovrebbe portare al "disprezzo" delle religioni ma al "rispetto" delle religioni. Cattolicesimo compreso.
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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 2:06 pm

Nell'ideologia cristiana c'è un solo elemento innovativo e caratterizzante: il perdono; tutto il resto e roba riciclata.
La cultura italiana è basata sul perdono ? Si, forse e da ateo devo dire che non è una cosa tanto brutta l'essere nato in un paese a dominanza cristiana non integralista.

Questa è la massima concessione che faccio al cristianesimo.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: La festa di colui che non deve essere nominato   Dom Dic 28, 2014 2:51 pm

Ma infatti nella mia (e non solo mia) lezione non c'è nessuno svilimento o additamento di creduloni.
C'è una descrizione del tutto NEUTRALE ed esterna dei vari riti e miti che confluiscono in questa festa; descrizione nella quale il rispetto per il culto precolombiano del tiro alla fune col sole è esattamente identico a quello della tradizione cristiana.
La tradizione cristiana ha avuto nella storia italiana più peso di molte altre? Certo, e gli studenti devono studiare questo maggior peso nelle ore di storia e di storia dell'arte! Proprio come , magari nell'ora di scienze, studieranno il fenomeno dei solstizi prescindendo da considerazioni spirituali.
Nell'ora di "forum autogestito" alunni-docenti , concessa dal preside nell'ultima settimana prima delle vacanze, ognuno dice la sua. Senza insultare nessuno, con il massimo rispetto per tutte le credenze.

"non possiamo non dirci cristiani" esattamente come "non possiamo non dirci figli dell'illuminismo" o discendenti dei pagani, o molte altre cose. In senso storico gli italiani di oggi sono culturalmente il prodotto di molti fattori, di cui la componente cristiana non è neppure quella prevalente.
Se invece ci riferiamo al proprio credo e culto individuale, non so voi, ma io posso benissimo non dirmi cristiano.
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