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 Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 3:38 pm

Il professor Keating dell' "Attimo Fuggente" nella scuola ha fatto più danni della peste: o perché si cerca di essere "grandi insegnanti" come il suo personaggio, e non semplici "insegnanti efficaci", o perché si adotta l'approccio sentimentalista che permea il film... "poveri ragazzi pieni di personalità"...
Così, una boutade natalizia...
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 3:55 pm

Non saprei quantificare i danni. Ma credo molti. Forse moltissimi. La perniciosità del professore Keating è comunque riconosciuta anche a livello accademico: avendo freqeuntato il TFA posso infatti confermarti che, come introduzione ad un corso dell'area pedagogica, ci fecero vedere uno spezzone dell' "attimo fuggente" per dimostrarci cosa NON deve fare un buon insegnante.
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miria



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 4:21 pm

Ahaha Lenar cosa non deve fare, nello specifico, a parte le cose risapute?
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 5:12 pm

In primis non deve portare i ragazzi fuori a correre durante le ore di Letteratura: se poi si fanno male, infatti, l'assicurazione non paga!

Scherzi a parte, nello specifico di quella lezione, il buon insegnante non dovrebbe esplicitamente rompere il setting educativo proponendo attività palesemente anarcoidi come strappare le pagine di un libro o far urlare la gente in classe. L'insegnante, come professionista, si inserisce in una struttura educativa che gli viene data, a volte imposta. Un cambiamento della struttura è anche auspicabile ma non può venire da atti di palese rottura. L'esito di queste ribellioni infantili è segnato dal nascere: il contesto ha comunque il sopravvento e, alla fine, si risolvono in un irrigidimento della struttura stessa. Si pone anche una questione etica: il setting viene elaborato per trasmettere implicitamente delle regole, dei valori, che sono normalmente condivisi da chi decide di mandare i figli in quel contesto e spesso, dai figli stessi. Rompere quel contesto vuol dire fare opera di indottrinamento.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 5:36 pm

Ieri ho rivisto Captain America 2; non mi sono montato la testa, lo so che è un film.

Sono quelli che confondono la realtà col romanzo che fanno danni.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 6:29 pm

Non credo che molti insegnanti cerchino di emulare Keating, penso piuttosto che la società ci vorrebbe così. La ribellione adolescenziale è naturale ma non può essere fomentata e guidata da chi ha un ruolo istituzionale e, oltretutto, non è più adolescente da anni.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 6:50 pm

ufo polemico ha scritto:
Il professor Keating dell' "Attimo Fuggente" nella scuola ha fatto più danni della peste: o perché si cerca di essere "grandi insegnanti" come il suo personaggio, e non semplici "insegnanti efficaci", o perché si adotta l'approccio sentimentalista che permea il film... "poveri ragazzi pieni di personalità"...
Così, una boutade natalizia...

Non sono assolutamente d'accordo, per mia indole...i danni credo li facciano i docenti stile direttore dell'istituto
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 7:04 pm

Quanto a me, mi prefiggo obiettivi minimali: mostrare un esempio di adulto serio e responsabile (almenosul lavoro), che fa ciò che dice e viceversa, una persona affidabile. Non un insegnante che cerca di cambiare il mondo.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 7:10 pm

Dipende dai contesti. Insegnando Filosofia e Storia mi trovo spesso tra persone adulte e allora cerco (laddove possibile e nel mio piccolo) di fare il Keating. Quando mi trovo alle medie (perchè sono laureato anche in Lettere) assolutissimamente no
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 7:15 pm

io tendo a semplificare il discorso...
ci son comportamenti che non son per tutti, non vanno bene per tutti i momenti, non sono felicemente applicabili a tutti gli alunni.
ognuno di noi, docenti, ha specifiche "doti" e un suo personale stile di insegnamento.
l'affabulatore, il folle, il logico, il rigoroso, il simpatico, il terrorizzante...
la cosa importante é riconoscere il nostro punto di forza e metterlo a frutto.
ma come diceva una mia saggia collega..."se non sei un figo non puoi fingere di esserlo, quelli ti sgamano e sei fot ehm...fritto".
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 7:21 pm

tellina ha scritto:
io tendo a semplificare il discorso...
ci son comportamenti che non son per tutti, non vanno bene per tutti i momenti, non sono felicemente applicabili a tutti gli alunni.
ognuno di noi, docenti, ha specifiche "doti" e un suo personale stile di insegnamento.
l'affabulatore, il folle, il logico, il rigoroso, il simpatico, il terrorizzante...
la cosa importante é riconoscere il nostro punto di forza e metterlo a frutto.
ma come diceva una mia saggia collega..."se non sei un figo non puoi fingere di esserlo, quelli ti sgamano e sei fot ehm...fritto".

concordo su tutto
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 7:35 pm

L'ALTRO POLO ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
Il professor Keating dell' "Attimo Fuggente" nella scuola ha fatto più danni della peste: o perché si cerca di essere "grandi insegnanti" come il suo personaggio, e non semplici "insegnanti efficaci", o perché si adotta l'approccio sentimentalista che permea il film... "poveri ragazzi pieni di personalità"...
Così, una boutade natalizia...

Non sono assolutamente d'accordo, per mia indole...i danni credo li facciano i docenti stile direttore dell'istituto

Dissento. Il direttore di Keating sarebbe l'ideale in un posto dove è necessario imporre in maniera forte un certo contesto di regole. Keating (che, personalmente considero uno str.. a prescindere) potrebbe funzionare, forse, io ho serissimi dubbi, in qualche liceo. Alle medie, nei professionali e negli ITIS il direttore sarebbe cento volte più efficace.
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geppino12575



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 9:02 pm

Ci sta anche chi ha paura di farsi il bagno a mare perchè teme che arrivi uno squalo assetato di sangue lungo 28 metri come nel film di Spielberg.....
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 12:27 am

Lenar ha scritto:
Non saprei quantificare i danni. Ma credo molti. Forse moltissimi. La perniciosità del professore Keating è comunque riconosciuta anche a livello accademico: avendo freqeuntato il TFA posso infatti confermarti che, come introduzione ad un corso dell'area pedagogica, ci fecero vedere uno spezzone dell' "attimo fuggente" per dimostrarci cosa NON deve fare un buon insegnante.

Ti è andata bene. A noi alla SSIS lo presentavano invece come un modello positivo. Ci abbiamo dovuto pensare noi a smontarlo. Non me la prenderei con il povero Robin Williams o con gli autori del film, che poteva essere gradevole e avere un senso (il modello positivo non può essere nemmeno la scuola in cui insegnava o la famiglia che frustrava le aspirazioni del figlio, a quanto ricordo), ma con chi ha voluto trasformarlo in un modello unico da imporre a tutte le scuole e a tutti gli insegnanti. Un po' quello che è capitato a don Milani, degnissima persona che ha fatto sicuramente cose buone e importanti e ha avuto una funzione storica, ma che è stato ridicolizzato da certe interpretazioni distorte del suo pensiero che ormai sono diventate legge.
Ecco, ho letto adesso il post di avidodinformazioni che mi aveva anticipato.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 12:37 am

L'ALTRO POLO ha scritto:
Dipende dai contesti. Insegnando Filosofia e Storia mi trovo spesso tra persone adulte e allora cerco (laddove possibile e nel mio piccolo) di fare il Keating. Quando mi trovo alle medie (perchè sono laureato  anche in Lettere) assolutissimamente no

A 17 anni sono adulti? Dissento. Va bene educare allo spirito critico, però c'è modo e modo e quello proposto dal film significa solo sostituire dei dogmi con degli altri dogmi di segno contrario, altro che spirito critico. Tra l'altro nelle famose pagine strappate, al di là di qualche esagerazione, c'erano affermazioni condivise da buona parte della critica del Novecento (scusate se non sono preciso, ma non lo vedo da anni). La concezione romantica della poesia, che veniva propagandata in forma naturalmente banalizzata, è superata da almeno 150 anni. Se hai degli argomenti validi, non dici di strappare le pagine, ma rispondi punto su punto; oltre tutto hai anche il vantaggio che il tuo antagonista non è presente e non può ribattere alle tue obiezioni.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 6:28 am

Preciso che non ce l'avevo con il compianto Robin Williams, grandissimo attore che adoro, né con il bellissimo film. "L'attimo fuggente", però, è diventato suo malgrado l'emblema della corrente maggioritaria "edipica", che vede nella scuola l'odiato padre, una istituzione totale repressiva, da smontare e combattere, anche dal suo interno, per favorire la creatività e la libertà del singolo; è una concezione della scuola fortemente individualista, che mette d'accordo istanze ultraliberaliste e refoli di socialismo. Non sono così pochi i professori e i presidi che condividano con Keating una concezione sentimentale dell'istruzione e dell'istituzione scuola, convinti che tra individuo e scuola, tra individuo e necessità di un paese di avere il massimo livello di istruzione possibile, propendono sempre per l'individuo.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 9:00 am

Dec ha scritto:
L'ALTRO POLO ha scritto:
Dipende dai contesti. Insegnando Filosofia e Storia mi trovo spesso tra persone adulte e allora cerco (laddove possibile e nel mio piccolo) di fare il Keating. Quando mi trovo alle medie (perchè sono laureato  anche in Lettere) assolutissimamente no

A 17 anni sono adulti? Dissento. Va bene educare allo spirito critico, però c'è modo e modo e quello proposto dal film significa solo sostituire dei dogmi con degli altri dogmi di segno contrario, altro che spirito critico. Tra l'altro nelle famose pagine strappate, al di là di qualche esagerazione, c'erano affermazioni condivise da buona parte della critica del Novecento (scusate se non sono preciso, ma non lo vedo da anni). La concezione romantica della poesia, che veniva propagandata in forma naturalmente banalizzata, è superata da almeno 150 anni. Se hai degli argomenti validi, non dici di strappare le pagine, ma rispondi punto su punto; oltre tutto hai anche il vantaggio che il tuo antagonista non è presente e non può ribattere alle tue obiezioni.

Ci sono degli eccessi che non condivido neanch'io, però...sarò stato fortunato io forse, ma mi sono imbattuto quasi sempre in ragazzi maturi e ben predisposti allo spirito critico (a parte qualche eccezione) per cui ho sempre cercato di smuovere le coscienze. La frase che spessissimo mi sono sentito dire dagli studenti è "il libro non lo capisco" e la mia risposta è sempre stata: (in sintesi) "il manuale può darvi delle risposte a degli interrogativi che voi create a voi stessi PRIMA di aprirlo. A cosa serve parlare di Kant se il fine è il solo. mero, parlare di Kant?" In moltissimi casi gli studenti mi adorano per questo. Ma io ci credo davvero. Non faccio questi discorsi tanto per accattivarmi le simpatie dei ragazzi (che comunque considero persone, materiale umano, non pezzi di un ingranaggio di un sistema che continua ad essere malato nel quale i primi a rimetterci sono sempre loro).  L'insegnamento per me non è e non può essere la sola, arida contenutistica (moltissimi colleghi ci cascano). Poi è chiaro che quando sono entrato in una media (anche se per pochi giorni) ho avuto un atteggiamento ben diverso perchè avevo a che fare con un uditorio a cui non avrei mai potuto parlare in questo modo.
L'anno scorso ho aperto la Critica della Ragiob pratica. Tutti estasiati, non per il testo proposto ma per il semplice fatto che qualcuno lo aveva proposto...
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 10:11 am

L'ALTRO POLO ha scritto:


Ci sono degli eccessi che non condivido neanch'io, però...sarò stato fortunato io forse, ma mi sono imbattuto quasi sempre in ragazzi maturi e ben predisposti allo spirito critico (a parte qualche eccezione) per cui ho sempre cercato di smuovere le coscienze. La frase che spessissimo mi sono sentito dire dagli studenti è "il libro non lo capisco" e la mia risposta è sempre stata: (in sintesi) "il manuale può darvi delle risposte a degli interrogativi che voi create a voi stessi PRIMA di aprirlo. A cosa serve parlare di Kant se il fine è il solo. mero, parlare di Kant?" In moltissimi casi gli studenti mi adorano per questo. Ma io ci credo davvero.
...
L'anno scorso ho aperto la Critica della Ragiob pratica. Tutti estasiati, non per il testo proposto ma per il semplice fatto che qualcuno lo aveva proposto...

Per me tu devi fare uno stage all' IPSIA (Istituto Professionale di Stato per l' Industria e l' Artigianato... te lo specifico perché mi sa che tu l'acronimo non lo conosci. Per capirci sono elettricisti, tornitori, caldaisti... roba del genere). Ma anche bello lungo, fidati.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 10:30 am

Lenar ha scritto:
sono elettricisti, tornitori, caldaisti... roba del genere
Dall'alto della mia esperienza mi permetto di correggerti:
sono gente che si spaccia per elettricisti, tornitori, caldaisti... roba del genere; a volte sono solo gente che spaccia.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 12:53 pm

ufo polemico ha scritto:
Preciso che non ce l'avevo con il compianto Robin Williams, grandissimo attore che adoro, né con il bellissimo film. "L'attimo fuggente", però, è diventato suo malgrado l'emblema della corrente maggioritaria "edipica", che vede nella scuola l'odiato padre, una istituzione totale repressiva, da smontare e combattere, anche dal suo interno, per favorire la creatività e la libertà del singolo; è una concezione della scuola fortemente individualista, che mette d'accordo istanze ultraliberaliste e refoli di socialismo. Non sono così pochi i professori e i presidi che condividano con Keating una concezione sentimentale dell'istruzione e dell'istituzione scuola, convinti che tra individuo e scuola, tra individuo e necessità di un paese di avere il massimo livello di istruzione possibile, propendono sempre per l'individuo.

Di sicuro oggi la scuola non è più un'istituzione repressiva, forse lo era in passato e non andava bene. Una mia docente SSIS, ora in pensione, diceva che da giovane insegnante si era scontrata con questa scuola che soffocava ogni aspirazione dell'individuo, ma che con gli anni si era passati all'estremo opposto. Bisogna trovare un equilibrio tra la valorizzazione dell'individuo e la costruzione e il rispetto di un sistema di regole che servono a tutelare prima di tutto i "fruitori del servizio".
Sono d'accordo con te che molti professori e presidi professano questa ideologia, ma credo che in questo ci sia anche molta ipocrisia, perché la vedono come la via più facile per lavorare meno o per aumentare il numero degli iscritti. Mi è capitato spesso di vedere che proprio coloro che si riempiono la bocca con l'attenzione alla persona sono i primi ad abbandonare al loro destino gli studenti veramente problematici, per i quali bisognerebbe lavorare sodo per cercare una soluzione. E del resto la motivazione più frequente che viene portata quando si propone di promuovere o dare il diploma a chi non lo merita non è forse così ce lo togliamo dalle scatole e poi che si arrangi?
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 1:07 pm

Premetto che da adolescente mi piaceva molto il film, mentre se cerco di farlo vedere oggi ai miei alunni non riescono ad arrivare a metà del primo tempo perchè lo trovano noioso.

Premetto che il mio metodo d'insegnamento si ispira molto a quello del prof.Keating, almeno per quanto concerne la comunicazione coi ragazzi (non certo per far stracciare libri o marce in cortile).

Dopo aver detto con queste due premesse che sostanzialmente, come docente, sono un "pro Keating", trovo che nella scuola di oggi , piuttosto che convincere i ragazzi a salire in piedi sui banchi , la dfficoltà maggiore sia convincerli a scenderne.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 1:21 pm

Lenar ha scritto:
L'ALTRO POLO ha scritto:


Ci sono degli eccessi che non condivido neanch'io, però...sarò stato fortunato io forse, ma mi sono imbattuto quasi sempre in ragazzi maturi e ben predisposti allo spirito critico (a parte qualche eccezione) per cui ho sempre cercato di smuovere le coscienze. La frase che spessissimo mi sono sentito dire dagli studenti è "il libro non lo capisco" e la mia risposta è sempre stata: (in sintesi) "il manuale può darvi delle risposte a degli interrogativi che voi create a voi stessi PRIMA di aprirlo. A cosa serve parlare di Kant se il fine è il solo. mero, parlare di Kant?" In moltissimi casi gli studenti mi adorano per questo. Ma io ci credo davvero.
...
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Per me tu devi fare uno stage all' IPSIA (Istituto Professionale di Stato per l' Industria e l' Artigianato... te lo specifico perché mi sa che tu l'acronimo non lo conosci. Per capirci sono elettricisti, tornitori, caldaisti... roba del genere). Ma anche bello lungo, fidati.
Sullo stage che dovresti fare tu sorvolo.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 2:25 pm

L'ALTRO POLO ha scritto:
Lenar ha scritto:
L'ALTRO POLO ha scritto:


Ci sono degli eccessi che non condivido neanch'io, però...sarò stato fortunato io forse, ma mi sono imbattuto quasi sempre in ragazzi maturi e ben predisposti allo spirito critico (a parte qualche eccezione) per cui ho sempre cercato di smuovere le coscienze. La frase che spessissimo mi sono sentito dire dagli studenti è "il libro non lo capisco" e la mia risposta è sempre stata: (in sintesi) "il manuale può darvi delle risposte a degli interrogativi che voi create a voi stessi PRIMA di aprirlo. A cosa serve parlare di Kant se il fine è il solo. mero, parlare di Kant?" In moltissimi casi gli studenti mi adorano per questo. Ma io ci credo davvero.
...
L'anno scorso ho aperto la Critica della Ragiob pratica. Tutti estasiati, non per il testo proposto ma per il semplice fatto che qualcuno lo aveva proposto...

Per me tu devi fare uno stage all' IPSIA (Istituto Professionale di Stato per l' Industria e l' Artigianato... te lo specifico perché mi sa che tu l'acronimo non lo conosci. Per capirci sono elettricisti, tornitori, caldaisti... roba del genere). Ma anche bello lungo, fidati.
Sullo stage che dovresti fare tu sorvolo.

Non temere: con l'esperienza che ho io alle spalle difficilmente mi spavento. Cmq ti aspetto all' IPSIA se vuoi fare un'esperienza di scuola reale.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 2:35 pm

L'altro polo ha avuto una classe di grandi attori. Anche a me talvolta è sembrato che gli studenti fossero incantati nel leggere Manzoni... in realtà sognavano ad occhi aperti.
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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Dic 29, 2014 3:29 pm

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Dec ha scritto:
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Dipende dai contesti. Insegnando Filosofia e Storia mi trovo spesso tra persone adulte e allora cerco (laddove possibile e nel mio piccolo) di fare il Keating. Quando mi trovo alle medie (perchè sono laureato  anche in Lettere) assolutissimamente no

A 17 anni sono adulti? Dissento. Va bene educare allo spirito critico, però c'è modo e modo e quello proposto dal film significa solo sostituire dei dogmi con degli altri dogmi di segno contrario, altro che spirito critico. Tra l'altro nelle famose pagine strappate, al di là di qualche esagerazione, c'erano affermazioni condivise da buona parte della critica del Novecento (scusate se non sono preciso, ma non lo vedo da anni). La concezione romantica della poesia, che veniva propagandata in forma naturalmente banalizzata, è superata da almeno 150 anni. Se hai degli argomenti validi, non dici di strappare le pagine, ma rispondi punto su punto; oltre tutto hai anche il vantaggio che il tuo antagonista non è presente e non può ribattere alle tue obiezioni.

Ci sono degli eccessi che non condivido neanch'io, però...sarò stato fortunato io forse, ma mi sono imbattuto quasi sempre in ragazzi maturi e ben predisposti allo spirito critico (a parte qualche eccezione) per cui ho sempre cercato di smuovere le coscienze. La frase che spessissimo mi sono sentito dire dagli studenti è "il libro non lo capisco" e la mia risposta è sempre stata: (in sintesi) "il manuale può darvi delle risposte a degli interrogativi che voi create a voi stessi PRIMA di aprirlo. A cosa serve parlare di Kant se il fine è il solo. mero, parlare di Kant?" In moltissimi casi gli studenti mi adorano per questo. Ma io ci credo davvero. Non faccio questi discorsi tanto per accattivarmi le simpatie dei ragazzi (che comunque considero persone, materiale umano, non pezzi di un ingranaggio di un sistema che continua ad essere malato nel quale i primi a rimetterci sono sempre loro).  L'insegnamento per me non è e non può essere la sola, arida contenutistica (moltissimi colleghi ci cascano). Poi è chiaro che quando sono entrato in una media (anche se per pochi giorni) ho avuto un atteggiamento ben diverso perchè avevo a che fare con un uditorio a cui non avrei mai potuto parlare in questo modo.
L'anno scorso ho aperto la Critica della Ragiob pratica. Tutti estasiati, non per il testo proposto ma per il semplice fatto che qualcuno lo aveva proposto...

Se foste stati meno superficiali avreste compreso che non ho MAI scritto esplicitamente che la classe in questione era estasiata da Kant...comunque, che dire? Spero di poter presto imparare da luminari come voi...
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