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 Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Dic 28, 2014 3:38 pm

Promemoria primo messaggio :

Il professor Keating dell' "Attimo Fuggente" nella scuola ha fatto più danni della peste: o perché si cerca di essere "grandi insegnanti" come il suo personaggio, e non semplici "insegnanti efficaci", o perché si adotta l'approccio sentimentalista che permea il film... "poveri ragazzi pieni di personalità"...
Così, una boutade natalizia...
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 10:57 am

La vita oggi è estremamente più semplice e più sicura rispetto alle epoche passate, sia recenti sia piu lontane. Politica ambientale? Deforestazione? Quale politica ambientale ambientale trovavi duecento anni fa? Il terrorismo internazionale? E Bava Beccaris che faceva sparare sulla folla era meglio? E le guerre dell' età moderna, con gli eserciti di mercenari che facevano razzie, uccidevano e violentavano? Erano meglio? I ragazzi crescevano tranquilli e sicuri? Il bullismo c'è solo ora? Anche ai nostri tempi il ragazzino più debole e considerato "sfigato" veniva preso in giro. Anche ai tempi dei nostri nonni. A quanti di noi sarà successo? Abbiamo avuto la vita rovinata per questo? No, perché la generazione dei nostri genitori ci dava paletti più saldi, non ci coccolava dicendoci "povero cocchino hai ragione tu, il mondo è cattivo, solo tu sei tanto buono e fragile e non devi pensare a niente, faccio tutto io al tuo posto, povero amore mio, non hai voglia di studiare quindi sei dsa, la maestra ti ha sgridato perché è cattiva e bisognerebbe licenziarla perché a scuola ti devi divertire, santo tesoruccio della mamma tua". Quando poi il tesoruccio finisce la scuola, sempre che ci riesca, il tesoruccio finisce direttamente in padella.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 11:20 am

rispondo solo ad una cosa chicca, non perchè il resto di quanto hai detto non meriti attenzione, ma perchè ci ripeteremmo.

Una piccola osservazione sul bullismo, che non è cyberbullismo.

Il bullismo era un fenomeno circoscritto ad un determinato ambiente nel senso che il bullo ti colpiva lì, se ti prendevano in giro lo sapevano i pochi che erano presenti e i pochi che ne sentivano parlare e il giorno dopo si sentiva solo parlare ma non si sapeva esattamente cosa fosse stato detto e come ci si era comportati.

Il cyberbullismo non si ferma mai, nemmeno a casa la vittima è tranquilla perchè minacce, insulti e derisioni arrivano proprio lì, nella sua cameretta, inoltre ciò che viene scritto rimane a testimonianza, viene condiviso e condiviso e condiviso e la vittima, girando per la sua città, ha l'impressione (e non è solo l'impressione) che tutti sappiano di quanto sia vittima, che tutti siano a conoscenza dei suoi guai, che tutti ridano alle sue spalle. Tutti, anche quelli al di fuori dell'ambiente.
E altro altro altro ancora che voi docenti dovreste sapere, ma che invece solo pochi di voi conoscono.

Sottovalutate il problema e questo è un guaio. O meglio, gli adulti sottovalutano il problema salvo piangere quando qualche vittima si ammazza. O no? Si è ammazzata perchè non era abbastanza forte? Ma allora va bene!

Per il resto, mi dispiace, probabilmente ai tempi di una volta da un certo punto di vista si stava meglio, ma non ci si ritorna, nemmeno voi, cara chiccha, siete più i docenti di una volta, e non lo siete perchè anche voi vivete il cambiamento. Smettiamola con la nostalgia e prendiamo atto e cominciamo ad organizzarci con il presente, che dici?

Inoltre: quanti di voi docenti sono genitori? non penso pochi, anzi... possibile mai che con tanti bravi genitori come siete (perchè naturalmente non è che parlate in un modo e poi razzolate in un altro) i genitori siano così malaccio e la società vada così male a colpa dei genitori? c'è qualcosa che non torna.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 11:47 am

Non vuoi essere oggetto di cyberbullismo? Non ti iscrivi a Facebook et similia. Già risolto il problema. Non era/è altrettanto facile risolvere il bullismo faccia a faccia, quello che è sempre esistito.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 11:50 am

Infatti a mio figlio ho totalmente interdetto l'uso di internet se non in mia presenza, il possesso di uno smartphone nonché l'iscrizione a social network. A 18 anni deciderà lui
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 12:07 pm

Ire ha scritto:
rispondo solo ad una cosa chicca, non perchè il resto di quanto hai detto non meriti attenzione, ma perchè ci ripeteremmo.

Una piccola osservazione sul bullismo, che non è cyberbullismo.

Il bullismo era un fenomeno circoscritto ad un determinato ambiente nel senso che il bullo ti colpiva lì, se ti prendevano in giro lo sapevano i pochi che erano presenti e i pochi che ne sentivano parlare e il giorno dopo si sentiva solo parlare ma non si sapeva esattamente cosa fosse stato detto e come ci si era comportati.

Balle.

50 anni fa era NORMALISSIMO che uno dei passatempi principali dei ragazzini adolescenti, almeno per i maschi, fosse quello di fare a botte o a sassaiole, magari immediatamente fuori dal cancello della scuola, davanti a chiunque. E non parlo di ragazzi che vivevano in ambienti di marginalità e di degrado, parlo di quasi tutti i ragazzotti delle medie o di poco più grandi, tranne forse quelli di una minoranza di elite borghese, che già viveva in situazione protetta quasi come adesso, ma che appunto era una piccola minoranza.

E se uno di questa normale maggioranza arrivava a casa con il labbro spaccato, non è che la famiglia andasse a scuola a pretendere la convocazione di consigli di classe straordinari, o l'intervento dello psicologo, l'osservazione della classe da parte del pedagogista, o il progetto del gruppo di lavoro per la prevenzione del disagio: era molto più facile che se la prendesse col figliolo stesso, dicendogli "ti sta bene, così la prossima volta impari a cacciarti nei pasticci con gli attaccabrighe"... oppure, nei casi più gravi, il padre dell'accidentato andava direttamente a minacciare il presunto picchiatore, o ci mandava il figlio maggiore, dicendogli chiaramente "guarda che se non la finisci di dare fastidio a mio figlio ti gonfio di botte io". E ripeto, non si trattava, in generale, di bestioni che vivevano nel degrado, né di delinquenti, si trattava in massima parte di gente normale, magari piuttosto semplici culturalmente, ma normali per la loro epoca e per il loro contesto, che poi sono diventati uomini altrettanto normali, che hanno fatto per tutta la vita lavori onesti e non hanno mai tenuto atteggiamenti violenti da adulti.

Allo stesso modo, basta fare un attimo di mente locale a quanto fosse comune fino a pochi anni fa che in quasi tutte le famiglie si picchiassero abitualmente i figli come normale metodo educativo, mentre adesso è (legittimamente) diventato un tabù... e quanto fosse altrettanto normale il fatto di dover chinare il capo (anche da adulti, mica solo da ragazzini) di fronte a qualsiasi prepotenza subìta da una persona in condizioni più forti, senza la MINIMA possibilità di avere una giustizia formale.

Dire che "una volta c'era la certezza del diritto e della pena mentre adesso non c'è più" mi sembra poi, veramente, il fondo del fondo del ridicolo. Secondo te 40 anni fa una donna vittima di violenza sessuale, o molestata dal datore di lavoro, o picchiata dal marito, aveva PIU' probabilità di ottenere giustizia di quanta ne abbia adesso? Secondo te un bambino maltrattato da un insegnante manesco (che all'epoca erano ancora piuttosto diffusi) trovava qualcuno che lo difendesse? I cosiddetti reati di "microcriminalità", che oggi sono agitati come il massimo spauracchio sociale per dimostrare il degrado dei tempi attuali, 30 o 40 anni fa venivano smascherati e puniti PIU' di adesso?... cioè la vecchietta scippata o il proprietario del motorino rubato, o la vittima di un furto in casa, avevano più probabilità di avere giustizia rispetto a ora? Ma stiamo scherzando????

Per non parlare della consapevolezza dei diritti anche dal punto di vista emotivo... ma a quanti ragazzi, 40 anni fa, veniva consentito di scegliere liberamente il tipo di scuola da frequentare, o le attività e gli interessi da coltivare? Nell'80% dei casi, decidevano i genitori, e via, altro che "orientamento in ingresso" e "prevenzione del disagio"! Quanti sono stati mandati direttamente a lavorare a 14 anni solo perché l'aveva deciso la famiglia? A quante ragazze è stato impedito di continuare gli studi perchè si pensava che a una donna non servisse? In quante famiglie si "dialogava", fammi il piacere...

Non sto dicendo che "fosse meglio" allora, anzi esattamente il contrario, sto sostenendo che semmai era PEGGIO... ossia, che appunto, i nostri ragazzi delle ultimissime generazioni hanno una prospettiva di vita infinitamente più sicura, più protetta, più agevole, e più rispettosa delle proprie scelte personali, rispetto a qualsiasi epoca passata.  

Che si venga a dire che il bullismo è una novità che prima non c'era, o che il crollo delle certezze del diritto sia una cosa recentissima mentre prima si stava tutti più sicuri, o che adesso i ragazzi non hanno più fiducia nel futuro mentre prima ce l'avevano, è RIDICOLO...

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Dom Gen 11, 2015 1:07 pm, modificato 2 volte
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 12:15 pm

quando ero adolescente i ragazzi in Germania, Francia, Inghilterra e vicino ai giardinetti di casa mia si facevano di eroina e giravano per strada come gli zombie. Qualcuno si ricorda noi ragazzi dello zoo di Berlino? io mi ricordo che in ogni paese c'era un gruppetto che assomigliava ai ragazzi della metro berlinese. I ragazzi gay venivano scacciati dalle famiglie stesse, prima di una bella cura di botte per vedere se passava la "malattia". poi venne l'AIDS che potevi benissimo prendere in spiaggia o al parchetto o da una prima esperienza sessuale, e non era certo una malattia dei poveri. negli anni settanta ottanta i morti per terrorismo in Italia non si contavano. per non parlare degli attentati mafiosi degli anni '90. noi i mostri li avevamo e li abbiamo dentro casa.

il bullismo c'era eccome!!! solo che le prendevi e portavi a casa. ora viaggia in rete e le famiglie possono controllare di piu'.

quando andavo a scuola io molti si fermavano in terza media e a 14 andavano con il muratore o l'idraulico ad imparare un mestiere. altro che BES!

si vive peggio adesso? vabbe'....
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 12:21 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

.....Che si venga a dire che il bullismo è una novità che prima non c'era, o che il crollo delle certezze del diritto sia una cosa recentissima mentre prima si stava tutti più sicuri, o che adesso i ragazzi non hanno più fiducia nel futuro mentre prima ce l'avevano, è RIDICOLO...

L.
Evidenzio quest'ultima parte del tuo post perchè la ritengo una sintesi di quanto hai sostenuto con argomentazioni precise e chiare. Sono TOTALMENTE d'accordo con te!!
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Aresgr



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 12:54 pm

carla75 ha scritto:
quando ero adolescente i ragazzi in Germania, Francia, Inghilterra e vicino ai giardinetti di casa mia si facevano di eroina e giravano per strada come gli zombie. Qualcuno si ricorda noi ragazzi dello zoo di Berlino? io mi ricordo che in ogni paese c'era un gruppetto che assomigliava ai ragazzi della metro berlinese. I ragazzi gay venivano scacciati dalle famiglie stesse, prima di una bella cura di botte per vedere se passava la "malattia". poi venne l'AIDS che potevi benissimo prendere in spiaggia o al parchetto o da una prima esperienza sessuale, e non era certo una malattia dei poveri. negli anni settanta ottanta i morti per terrorismo in Italia non si contavano. per non parlare degli attentati mafiosi degli anni '90. noi i mostri li avevamo e li abbiamo dentro casa.  

il bullismo c'era eccome!!! solo che le prendevi e portavi a casa. ora viaggia in rete e le famiglie possono controllare di piu'.

quando andavo a scuola io molti si fermavano in terza media e a 14 andavano con il muratore o l'idraulico ad imparare un mestiere. altro che BES!

si vive peggio adesso? vabbe'....

quel film era il più quotato nelle assemblee d'Istituto con Mary per sempre!!! Giovinezza Giovinezza.....
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 1:24 pm

Ah, mi permetto di aggiungere due righe a proposito degli scempi ambientali e della deforestazione: a quanto mi consta, da questo punto di vista il grosso del danno è stato fatto PROPRIO in quella presunta epoca mitologica in cui saremmo cresciuti noi, o al massimo sono cresciuti i nostri genitori, ovvero i nonni dei ragazzini "fragilissimi" che ci sono ora.

E all'epoca non si scandalizzava nessuno, anzi, erano tutti felicissimi di quegli scempi ambientali, perché all'epoca si pensava che portassero progresso, modernità, lavoro e ricchezza. Non mi si venga a raccontare che negli anni sessanta e settanta ci fosse più attenzione alla tutela dell'ambiente di quanta ce ne sia adesso.

Scarichi industriali, filtri, depuratori, controllo sulla raccolta dei rifiuti, controllo sui permessi edilizi, monitoraggio degli argini, controllo sulla caccia e pesca, controlli sui concimi, sui residui chimici e sulle produzioni alimentari, controlli sul disboscamento, cambio di destinazione d'uso di terreni, tutela delle specie a rischio, stavano messi MEGLIO 40 anni fa, o magari 60 anni fa, rispetto a ora?????

A partire dagli anni ottanta in poi, semmai, c'è stato uno sforzo concreto di RIPARARE a quei danni, e di LIMITARNE la diffusione, anche se ovviamente parziale e insufficiente, e tuttora sensibilmente condizionato dalla corruzione. Ma dire che il problema sia recente e che ai nostri tempi non c'era, mi pare una boutade degna del regime di Baol...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 1:34 pm

Citazione :
Infatti a mio figlio ho totalmente interdetto l'uso di internet se non in mia presenza, il possesso di uno smartphone nonché l'iscrizione a social network. A 18 anni deciderà lui

Facendo due conti basati su nulla, prendendo la tua data di nascita, tuo figlio non ha più di 10 - 11 anni.
Ne riparliamo tra due anni.


Se invece fosse più grande, beh, dai un'occhiatina in giro perchè non è vero che non va su internet se non in tua presenza e non è vero che non conosce i social networks, anche se magari non ha un account suo personale.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 1:47 pm

Ha 13 anni e, fatto salvo ciò che accade a scuola, non ha modo di andare su internet poiché gli è precluso l'accesso materiale a qualsiasi cosa possa connettersi. Alla sua età deve studiare, leggere, fare un po ' di sport e frequentare solo coetanei a me noti. Sono severissima, se trasgredisse un minimo rimarrebbe in punizione fino alla maggiore età. E lui ne è consapevole anche perché gli ho spiegato il motivo e sa che non deve temere di essere diverso dagli altri.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 1:50 pm

Aresgr ha scritto:
carla75 ha scritto:
quando ero adolescente i ragazzi in Germania, Francia, Inghilterra e vicino ai giardinetti di casa mia si facevano di eroina e giravano per strada come gli zombie. Qualcuno si ricorda noi ragazzi dello zoo di Berlino? io mi ricordo che in ogni paese c'era un gruppetto che assomigliava ai ragazzi della metro berlinese. I ragazzi gay venivano scacciati dalle famiglie stesse, prima di una bella cura di botte per vedere se passava la "malattia". poi venne l'AIDS che potevi benissimo prendere in spiaggia o al parchetto o da una prima esperienza sessuale, e non era certo una malattia dei poveri. negli anni settanta ottanta i morti per terrorismo in Italia non si contavano. per non parlare degli attentati mafiosi degli anni '90. noi i mostri li avevamo e li abbiamo dentro casa.  

il bullismo c'era eccome!!! solo che le prendevi e portavi a casa. ora viaggia in rete e le famiglie possono controllare di piu'.

quando andavo a scuola io molti si fermavano in terza media e a 14 andavano con il muratore o l'idraulico ad imparare un mestiere. altro che BES!

si vive peggio adesso? vabbe'....

quel film era il più quotato nelle assemblee d'Istituto con Mary per sempre!!! Giovinezza Giovinezza.....

Mary per sempre fu finanziato dal comune di Palermo per denunciare la condizione di molti ragazzi siciliani dell'epoca.
Noi ragazzi dello zoo di berlino e' la storia autobiografica di una tredicenne berlinese sopravvissuta all'eroina.
oggi nelle scuole film del genere non potresti nemmeno proporli. I genitori verrebbero ad alzarti tre metri di pelle perché il contenuto potrebbe turbare i figlioli. noi li vedevamo dal vero tutti i giorni.
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Aresgr



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 2:13 pm

peccato che poi i loro figlioletti vanno a vedersi su internet i proclami deliranti dell'ISIS o gli sgozzamenti in diretta e altre schifezze del web senza che i genitori nemmeno se ne preoccupino....ma alla fine non sono figli miei quindi non me ne curo più di tanto!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 2:29 pm

Ma qua nessuno si illude di IMPEDIRE completamente ai figli di venire a conoscenza dell'esistenza di internet e dei social network... semplicemente si parla di non servirglieli prematuramente su un piatto d'argento, di non incoraggiarli spontaneamente, e soprattutto di non farli crescere immersi in un mare di ESEMPI concreti contraddittori.

I miie figli, per ora, non hanno mai manifestato alcuna attrazione irresistibile verso facebook, semplicemente perché vedono che non lo usiamo nemmeno noi, né verso gli smartphone superaccessoriati, perché non li abbiamo nemmeno noi (sia io che mio marito usiamo quotidianamente dei telefonini vecchi di diversi anni, con i tasti meccanici, senza touch screen, senza collegamento a internet, che servono solo per telefonare e per mandare sms, e sopravviviamo lo stesso).

Ovviamente vedono che usiamo il computer, e vedono che usiamo internet, molto, forse pure troppo...  ma per il momento mi pare che li associno solo a impegnative necessità di lavoro, o a contatti personali e sociali come quelli di questo forum, ossia consistenti sostanzialmente in lunghi e monotoni messaggi di testo scritto che non hanno nessuna attrattiva estetica e interattiva per un ragazzino : )  O al massimo, le associano ad attività di grafica, a disegni, foto, immagini creative, ma non certo a un fittissimo martellamento di app pimpanti, di videogiochi velocissimi, di pubblicità, o a migliaia di messaggini squillanti ogni 10 secondi ai quali bisogna subito rispondere in tempo reale.

Ciononostante, a differenza di quello che sembra pensare ire, io non mi illudo affatto, in tal modo, di tenere i figli all'oscuro dell'esistenza dei social network e degli smartphone, o di impedire loro categoricamente di venirci a contatto.

Anzi, non me ne frega proprio niente di volerlo impedire, non lo considero affatto un tabù, lo so benissimo che l'informazione gli arriva comunque da qualcun altro, e non mi scompongo per nulla.

Lo sanno benissimo che altre persone ce li hanno e li usano, e io stessa so benissimo che qualche loro compagno comincia ad averceli, ma che vuol dire? Che devo sentirmi in dovere di fornirglieli di mia iniziativa per anticipare le influenze esterne?

Esattamente come siamo da anni e anni senza televisione, ma non è che la televisione sia vietata: semplicemente, in casa non la si ha più perchè non ci interessava averla, e perché noi genitori non avevamo già più l'abitudine di guardarla da parecchio tempo prima (cioè, non è che si sia presa una decisione politica solenne, semplicemente dopo che si è scassato un televisore vecchio non l'abbiamo più ripreso nuovo, proprio perché non ce ne fregava nulla)... ma non vuol dire che la televisione sia vietata ai figli, lo so benissimo che occasionalmente a casa dei nonni o casa degli amici la guardino, e la cosa non mi preoccupa affatto. Hanno perfettamente metabolizzato la normalità del fatto che famiglie diverse abbiano abitudini diverse, e non mi pare che finora abbiano mostrato segni di sentirsi traumatizzati o emarginati dal resto del mondo.

Va bene che sono più piccoli rispetto a quelli di cui si stava parlando, ma almeno la prima figlia, alle soglie dell'adolescenza ci sarebbe già, e il problema potrebbe cominciare a porsi.

Solo che non penso, semplicemente, che l'UNICA possibile soluzione al problema sia quella di rassegnarsi a concedere automaticamente tutto quello che i figli rivendicano, senza nessuna limitazione critica, solo perché "non ci si può fare niente visto che tutti gli altri ce l'hanno"... o addirittura farglieli piovere addosso PRIMA ANCORA che li abbiano rivendicati, solo per sentirsi genitori tanto lungimiranti da anticipare il resto del mondo.

Dove starebbe tutto questo presunto "tabù assolutistico" nel fatto di voler limitare l'accesso a cose che i genitori stessi criticano o su cui nutrono perplessità, non lo vedo proprio. Se mia figlia mi chiede PERCHE' sono critica contro facebook, o perché penso sinceramente che lo smartphone sia inutile, glielo spiego, con ragionamenti coerenti e con dovizia di particolari, non mi limito certo a tagliare corto dicendo che "quella roba è male perché lo dico io".

L.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Gen 11, 2015 2:55 pm

Aresgr ha scritto:
peccato che poi i loro figlioletti vanno a vedersi su internet i proclami deliranti dell'ISIS o gli sgozzamenti in diretta e altre schifezze del web senza che i genitori nemmeno se ne preoccupino....ma alla fine non sono figli miei quindi non me ne curo più di tanto!

Veramente a me sembra esattamente il contrario...

...ovvero, che ad essere più esposti a tali spettacoli NON SIANO i figli dei genitori cauti che ci tengono a porre delle limitazioni razionali, ma siano i figli delle normali famigliole conformiste e mainstream che tengono la televisione costantemente accesa a qualunque ora della giornata in cui ci sia qualcuno in casa, che tengono regolarmente le cene familiari davanti al telegiornale strapieno di fattacci di sangue, sgozzamenti, propaganda delirante e interviste strappalacrime, e che espongono i figli tutte le sere ai programmi di "attualità" e di "commento" più morbosi e dozzinali.

Di sicuro la maggior parte di quelli non si preoccupa di porre particolari limitazioni all'uso di facebook e di youtube da parte dei figli...
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Mer Gen 21, 2015 5:22 pm

Lenar ha scritto:
In primis non deve portare i ragazzi fuori a correre durante le ore di Letteratura: se poi si fanno male, infatti, l'assicurazione non paga!

Scherzi a parte, nello specifico di quella lezione, il buon insegnante non dovrebbe esplicitamente rompere il setting educativo proponendo attività palesemente anarcoidi come strappare le pagine di un libro o far urlare la gente in classe. L'insegnante, come professionista, si inserisce in una struttura educativa che gli viene data, a volte imposta. Un cambiamento della struttura è anche auspicabile ma non può venire da atti di palese rottura. L'esito di queste ribellioni infantili è segnato dal nascere: il contesto ha comunque il sopravvento e, alla fine, si risolvono in un irrigidimento della struttura stessa. Si pone anche una questione etica: il setting viene elaborato per trasmettere implicitamente delle regole, dei valori, che sono normalmente condivisi da chi decide di mandare i figli in quel contesto e spesso, dai figli stessi. Rompere quel contesto vuol dire fare opera di indottrinamento.

cioè un insegnante che avesse strappato le leggi razziali saltando sul banco dell'alunno per quelle assente avrebbe sbagliato, invece che essere un eroe?

'Struttura educativa che gli viene data, a volte imposta'? Sei sicuro?
Per curiosità (se acconsenti a una piccola violazione della buone regole su un blog/forum), di quale orientamento politico sei?
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Mer Gen 21, 2015 5:24 pm

chicca70 ha scritto:
Infatti a mio figlio ho totalmente interdetto l'uso di internet se non in mia presenza, il possesso di uno smartphone nonché l'iscrizione a social network. A 18 anni deciderà lui

sarà uno shock, come lo prepari? non ti sembra di essere drastica?
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Mer Gen 21, 2015 6:59 pm

mario60 ha scritto:
Lenar ha scritto:
In primis non deve portare i ragazzi fuori a correre durante le ore di Letteratura: se poi si fanno male, infatti, l'assicurazione non paga!

Scherzi a parte, nello specifico di quella lezione, il buon insegnante non dovrebbe esplicitamente rompere il setting educativo proponendo attività palesemente anarcoidi come strappare le pagine di un libro o far urlare la gente in classe.

cioè un insegnante che avesse strappato le leggi razziali saltando sul banco dell'alunno per quelle assente avrebbe sbagliato, invece che essere un eroe?

Esatto. Perché dopo aver strappato le pagine del libro si sarebbe ritrovato, proprio come Keating, con una mano davanti ed una di dietro, il contesto avrebbe ripreso il sopravvento ed l'effetto finale sarebbe stato un irrigidimento della struttura al posto di un suo indebolimento.... ovvero l'esatto contrario di quanto il docente avrebbe voluto ottenere. La scuola non è, per come è attualmente organizzata, un posto adatto a questo genere di attività. Se si vuole fare scuola come Keating si deve prima cambiare, radicalmente la scuola.

mario60 ha scritto:

'Struttura educativa che gli viene data, a volte imposta'? Sei sicuro?

Preciso che quanto spiegato era il punto di vista di alcuni docenti del TFA non necessariamente il mio. Cmq, nel merito, certo che sono sicuro. Guarda quante discussioni di "diritto scolastico" ci sono in giro. Ogni volta che salta fuori un problema il primo pensiero dell'insegnante è cercare quale appiglio normativo, quale circolare, quale sentenza, quale delibera possa sorreggerlo nel suo punto di vista. Guarda come sono fatte fisicamente le scuole. Guarda l'attenzione per la "sorveglianza" che, a detta di molti DS (e, IMHO, a ragione alla luce delle norme attuali), è il primissimo dovere degli insegnanti. Che si sia in una struttura, che questa struttura sia data ed accettata da chi opera nella scuola (docenti, genitori, allievi) mi pare evidente. IMHO, per altro, ed anche dal punto di vista dei docenti di TFA di cui ti parlavo, non si tratta della struttura migliore possibile. Ma agire "alla Keating" non serve a molto se non a spaccare il setting educativo ottenendo, alla fine, risultati molto scarsi (come avviene, d'altra parte, anche nel film).

mario60 ha scritto:

Per curiosità (se acconsenti a una piccola violazione della buone regole su un blog/forum), di quale orientamento politico sei?

Se permetti una violazione delle buone regole del forum sono un po' caXXi miei. Cmq, alla luce di vari test, nel political compass mi colloco grossomodo nella parte molto bassa del diagramma, al confine tra il terzo ed il quarto quadrante, con una leggera deviazione verso il quarto.

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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Mer Gen 21, 2015 9:30 pm

Lenar ha scritto:
mario60 ha scritto:
Lenar ha scritto:
Scherzi a parte, nello specifico di quella lezione, il buon insegnante non dovrebbe esplicitamente rompere il setting educativo proponendo attività palesemente anarcoidi come strappare le pagine di un libro o far urlare la gente in classe.

cioè un insegnante che avesse strappato le leggi razziali saltando sul banco dell'alunno per quelle assente avrebbe sbagliato, invece che essere un eroe?

Esatto. Perché dopo aver strappato le pagine del libro si sarebbe ritrovato, proprio come Keating, con una mano davanti ed una di dietro, il contesto avrebbe ripreso il sopravvento ed l'effetto finale sarebbe stato un irrigidimento della struttura al posto di un suo indebolimento.... ovvero l'esatto contrario di quanto il docente avrebbe voluto ottenere. La scuola non è, per come è attualmente organizzata, un posto adatto a questo genere di attività. Se si vuole fare scuola come Keating si deve prima cambiare, radicalmente la scuola.

uhm,uhm, avevo forse frainteso. Precisando che non credo di aver mai visto il film (se non i soliti spezzoni di trailer)  e sospetto non sia particolarmente interessante; non sono però così tardo gesuita-leninista: credo anzi che per chi ha goduto di un certo numero di anni di studio, il  mettere a dura prova il 'setting educativo' dato o imposto  sia un dovere, diciamo un dovere dell'intellettuale libero  -un poco Socrate, un poco provocazione dadaista, un poco libero pensiero -  come i docenti devono essere e sentirsi.
Lenar ha scritto:


Cmq, alla luce di vari test, nel political compass mi colloco grossomodo nella parte molto bassa del diagramma, al confine tra il terzo ed il quarto quadrante, con una leggera deviazione verso il quarto.

Divertente, non lo conoscevo, grazie.
http://www.politicalcompass.org/test mi colloca (al primo tentativo) a: Economic Left/Right: -4.88 Social Libertarian/Authoritarian: -7.64; (le domande sono un poco pensare per un pubblico USA).


Ultima modifica di mario60 il Sab Gen 24, 2015 6:24 pm, modificato 1 volta (Ragione : correzioni grammaticali)
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Gio Gen 22, 2015 6:35 am

Mario60, sei venuto a cazzeggiare anche qui?
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Gio Gen 22, 2015 9:48 am

ufo polemico ha scritto:
Mario60, sei venuto a cazzeggiare anche qui?

mi adeguo allo stile della tua boutade
(contro-argomentazioni nel merito?)
m.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Gio Lug 09, 2015 3:55 pm

Macché professor Keating: il mio mito è il professor Ritz!
http://www.ted.com/talks/stephen_ritz_a_teacher_growing_green_in_the_south_bronx?language=it

Se dobbiamo sognare, facciamolo alla grande ;-)
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Sab Lug 25, 2015 2:50 pm

geo&geo ha scritto:
Macché professor Keating: il mio mito è il professor Ritz!
http://www.ted.com/talks/stephen_ritz_a_teacher_growing_green_in_the_south_bronx?language=it

Se dobbiamo sognare, facciamolo alla grande ;-)

:-)
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Guybrush



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Dom Lug 26, 2015 7:12 pm

Dec ha scritto:
Il problema, come ho già scritto, è che Keating non fa questo, ma sostituisce il principio di autorità della tradizione con il principio della sua autorità personale, ben presente in classe e quindi maggiormente in grado di condizionare gli studenti. Cosa sarebbe successo se qualcuno degli studenti si fosse rifiutato di salire sul banco o di strappare le pagine perché lo considerava stupido? Guarda caso, nessuno si è sognato di farlo. Ma se l'avesse fatto probabilmente (lasciamo stare il film dove questo non è nemmeno pensabile) sarebbe stato giudicato, emarginato dal gruppo, etichettato; invece sarebbe stato l'unico che avrebbe applicato lo spirito critico.

Mi inserisco nella discussione riprendendo un datato intervento di Dec.
A dire il vero, non tutti gli studenti salgono sul banco nella scena finale.
Inoltre quando li porta a camminare in cortile e li invita a muoversi liberamente, apprezza l'alunno che decide, esercitando lo spirito critico, di non muoversi affatto.

A parte queste diquisizioni puramente fini a se stesse, credo che, come ha già detto qualcuno, il messaggio di Keating sia facilmente equivocabile da un adulto, figuriamoci da un adolescente.
E' facile riassumere il tutto con "ritieniti libero di fare quello che vuoi", cosa difficilmente aplicabile nella società e ancora di più all'interno di una classe.
Ma se opportunamente spiegato, riflettendo anche su altri messaggi che si posso estrapolare dal film, credo sia comunque un prodotto apprezzabile. In fondo il "carpe diem" che ha ispirato il titolo "L'attimo fuggente" in Italia è solo uno degli aspetti del film anche se in Italia tutti ricordano solo quello (il titolo originale è "La setta dei poeti estinti")
Io lo faccio vedere verso fine anno ai ragazzi di terza media. Devo dire che, anche con mio stupore, è sempre piaciuto ad una grande maggioranza degli alunni (i primi ora sono all'università) e ha stimolato un dibattito positivo nelle ore successive.
Si può arrivare a ragionare sul fatto che il "faccio ciò che voglio" di Nuanda gli si è ritorto contro per non aver compreso il "c'è un tempo per il coraggio e un tempo per la prudenza" di Keating. O che l'errore di Neil (il ragazzo che si suicida) è stato quello di non credere che "parole e idee possono cambiare il mondo"...

Insomma, vediamo il film, prendiamo in esame quattro dei ragazzi e cerchiamo di capire insieme quale messaggio ha dato ad ognuno di loro Keating. E poi analizziamo se il messaggio è stato recepito o no dai protagonisti.

In definitiva, credo che il film possa essere un utile strumento per ragionare su certi aspetti, ma che non deve essere preso come qualcosa che vuole fornire un modello di insegnamento (anche se spesso ciò può essere fraintrso).
Ciò che Keating può insegnare ad un insegnante è l'idea che non tutto si riduce a faccio lezione e metto voti, ma adoperarsi per creare un'empatia con i propri alunni.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Ma quanti danni ha fatto Robin Williams?   Lun Lug 27, 2015 12:49 pm

Lenar ha scritto:
mario60 ha scritto:
Lenar ha scritto:
Scherzi a parte, nello specifico di quella lezione, il buon insegnante non dovrebbe esplicitamente rompere il setting educativo proponendo attività palesemente anarcoidi come strappare le pagine di un libro o far urlare la gente in classe.

cioè un insegnante che avesse strappato le leggi razziali saltando sul banco dell'alunno per quelle assente avrebbe sbagliato, invece che essere un eroe?

Esatto. Perché dopo aver strappato le pagine del libro si sarebbe ritrovato, proprio come Keating, con una mano davanti ed una di dietro, il contesto avrebbe ripreso il sopravvento ed l'effetto finale sarebbe stato un irrigidimento della struttura al posto di un suo indebolimento.... ovvero l'esatto contrario di quanto il docente avrebbe voluto ottenere. La scuola non è, per come è attualmente organizzata, un posto adatto a questo genere di attività. Se si vuole fare scuola come Keating si deve prima cambiare, radicalmente la scuola.

Da una parte ci sono i film, che giustamente vengono criticati perché propongono modelli "sentimentali", non realistici, non efficaci dal punto di vista di chi vuole cambiare le cose dall'interno.
Dall'altra c'è la "solida realtà". La realtà è che su oltre 1200 professori universitari, solo 12 rifiutarono di fare il giuramento di adesione al fascismo. Non strapparono in aula le leggi razziali, non saltarono sui banchi e non fecero urlare i loro studenti: però, sì, secondo me sono eroi. Gli altri avevano anche nobili ragioni (resistere dall'interno, appunto), ma provate a pensare come sarebbero andate le cose se avessero rifiutato in 1000 anziché in dodici.
L'esempio è effettivamente un po' estremo, oggi il conformismo si gioca su aspetti meno "traumatici" ma è comunque conformismo, e la scuola non dovrebbe premiare il conformismo.

Guybrush ha scritto:
Insomma, vediamo il film, prendiamo in esame quattro dei ragazzi e cerchiamo di capire insieme quale messaggio ha dato ad ognuno di loro Keating. E poi analizziamo se il messaggio è stato recepito o no dai protagonisti.
In definitiva, credo che il film possa essere un utile strumento per ragionare su certi aspetti, ma che non deve essere preso come qualcosa che vuole fornire un modello di insegnamento (anche se spesso ciò può essere fraintrso).
Sono completamente d'accordo, imparare a ragionare sulle cose è l'obiettivo.
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