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 partecipiamo vostro dolore, però ......

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MessaggioOggetto: partecipiamo vostro dolore, però ......   Dom Gen 11, 2015 11:19 pm

http://www.orizzontescuola.it/news/quota-96-organico-funzionale-comitati-non-se-ne-parla-vogliamo-andare-pensione

Io sono assolutamente solidale con i quota 96 che secondo me meritano di andare in pensione immediatamente, anzi, sono già in ritardo, ma non tutti; non quelli che da giovani frantumavano le palle alla gente parlando di passione per il lavoro, di vocazione e di missione (magari anche di sacro fuoco della docenza).

Questi ultimi devono morire lì, in prima fila, sulla breccia, in buona salute ed in cattedra fino a 120 anni .... ed oltre.

La loro esperienza è insostituibile, loro devono essere d'esempio a tutti noi e devono farci da guida nei secoli dei secoli amen.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Lun Gen 12, 2015 12:39 am

Io invece credo che possano avere ragione solo per una questione tecnica (il pensionamento dal 1 settembre), ma quando sento tra le argomentazioni che l'insegnamento è un lavoro usurante che non si può certo fare fino a 67 anni mi chiedo perché chiedano non una revisione dei requisiti pensionistici per tutti, ma di poter andare in pensione solo loro, lasciando quelli che maturano i requisiti un giorno dopo di loro in cattedra fino a 67 o 68 anni (e presto 70) senza nessuna pietà.
Detto questo, più pensionamenti ci sono più posti si liberano per noi; quindi ben vengano.
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pulsar



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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Lun Gen 12, 2015 3:24 pm

Avido,che esame di coscienza mi devo fare per sapere se appartengo alla categoria dei rompiballe che tu menzioni?
Anch'io ho vissuto l'ingiustizia di non poter andare in pensione nel 2012, come avevo programmato,con 38 anni di servizio e 60 di età ,da compiere,però,nel febbraio 2012.
Non sono andata in piazza,ma ho seguito le vicende e le prese in giro del governo(minuscola voluta).
Ora mi si dice che mi regaleranno la possibilità di far parte dell'organico funzionale.Grande regalo davvero!!Non è che dobbiamo pure ringraziare ?Non mi schioderanno dall'insegnamento fino all'ultimo minuto visto che è l'unica bella cosa rimastami.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Lun Gen 12, 2015 4:36 pm

pulsar ha scritto:
Avido,che esame di coscienza mi devo fare per sapere se appartengo alla categoria dei rompiballe che tu menzioni?
Anch'io ho vissuto l'ingiustizia di non poter andare in pensione nel 2012, come avevo programmato,con 38 anni di servizio e 60 di età ,da compiere,però,nel febbraio 2012.
Non sono andata in piazza,ma ho seguito le vicende e le prese in giro del governo(minuscola voluta).
Ora mi si dice che mi regaleranno la possibilità di far parte dell'organico funzionale.Grande regalo davvero!!Non è che dobbiamo pure ringraziare ?Non mi schioderanno dall'insegnamento fino all'ultimo minuto visto che è l'unica bella cosa rimastami.
Quella dell'organico funzionale non credo sarà un obbligo ma un'opportunità, se lo richiederai te lo faranno fare.

Il punto è che tu vuoi andare in pensione, lo capisco e sono con te; ne deduco che il lavoro lo consideri fattibile ma il cazzeggio preferibile; sei di quelli, come me, che lavori perchè devi (anche impegnandoti al massimo, perchè no), ma potendo eviteresti.
Il missionario, il vocato, lavorano anche gratis, forse pagherebbero per lavorare.

Mi auguro che nella tua vita tu non abbia mai spacconeggiato con affermazioni che millantavano una tua affezione alla docenza al livello di missionariato.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Lun Gen 12, 2015 5:42 pm

avidodinformazioni ha scritto:
http://www.orizzontescuola.it/news/quota-96-organico-funzionale-comitati-non-se-ne-parla-vogliamo-andare-pensione

Io sono assolutamente solidale con i quota 96 che secondo me meritano di andare in pensione immediatamente, anzi, sono già in ritardo, ma non tutti; non quelli che da giovani frantumavano le palle alla gente parlando di passione per il lavoro, di vocazione e di missione (magari anche di sacro fuoco della docenza).

Questi ultimi devono morire lì, in prima fila, sulla breccia, in buona salute ed in cattedra fino a 120 anni .... ed oltre.

La loro esperienza è insostituibile, loro devono essere d'esempio a tutti noi e devono farci da guida nei secoli dei secoli amen.

Quoto e rilancio: fino a 120 anni e oltre e con un bel trasferimento coatto all' IPSIA! In un contesto come quello, di certo, la loro tenacia e la loro dedizione alla missione troveranno modo di essere pienamente valorizzate. D'altra parte i missionari vanno in terra di missione no?

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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Lun Gen 12, 2015 6:00 pm

Sinceramente non capisco questa "cattiveria" (vi prego di notare il virgolettato) nei confronti di colleghi che dopo una vita a scuola, dopo aver lavorato con passione, anche se questo termine "frantuma le palle" di Avido, vorrebbero andare giustamente in pensione.
Tra questi Lenar potrebbero esserci colleghi che hanno lavorato per tanti anni all'IPSIA e lo hanno fatto ugualmente con passione, perchè dovrebbero rimanere fino a 120 anni?
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pulsar



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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Lun Gen 12, 2015 7:26 pm

Lavorare o cazzeggiare.Questo secondo verbo(lo sentii la prima volta da una collega nel 2007 in Inghilterra dove ero andata con una borsa di studio) non l'ho mai praticato essendo rimasta vedova con due bambini piccolissimi che ho dovuto crescere da sola.Penso ,invece, a qualche viaggio,a dedicarmi alle mie passioni,al sociale.L'insegnamento è stato la mia vita,la mia salvezza, sia dal punto di vista economico(vivo del mio lavoro) che da quello psicologico,per non impazzire.
Adesso non mi ritrovo più col cambiamento continuo,con le lamentele dei genitori,col disimpegno dei bambini,con colleghi che si autocelebrano,...Sto diventasndo vecchia e brontolona.Mi piacerebbe sapere quanti anni hai,avido.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Lun Gen 12, 2015 8:33 pm

pulsar ha scritto:
Lavorare o cazzeggiare.Questo secondo verbo(lo sentii la prima volta da una collega nel 2007 in Inghilterra dove ero andata con una borsa di studio) non l'ho mai praticato essendo rimasta vedova con due bambini piccolissimi che ho dovuto crescere da sola.Penso ,invece, a qualche viaggio,a dedicarmi alle mie passioni,al sociale.L'insegnamento è stato la mia vita,la mia salvezza, sia dal punto di vista economico(vivo del mio lavoro) che da quello psicologico,per non impazzire.
Adesso non mi ritrovo più col cambiamento continuo,con le lamentele dei genitori,col disimpegno dei bambini,con colleghi che si autocelebrano,...Sto diventasndo vecchia e brontolona.Mi piacerebbe sapere quanti anni hai,avido.
47; 7 di scuola; prima facevo l'impiegato tecnico (finto ingegnere) nell'industria privata.
Non ho mai nascosto di non avere dentro il sacro fuoco della docenza, ma quando entro in classe ce la metto tutta; a casa preparo le lezioni, ho fatto un sito internet di appoggio per la mia materia, rispondo mille volte alla stessa domanda se me la fanno mille volte ecc; tutto questo però lo faccio in un ottica di professionalità, non di vocazione e se domani pur non giocando dovessi vincere al superenalotto non ci penserei due secondi a licenziarmi.

Non sopporto (si fa per dire, la sopporto benissimo) l'incoerenza di alcuni colleghi che si spacciano per "unti dal signore" ma alla fine sono lavoratori come me.

Come diceva DEC le leggi impongono dei paletti, al di qua del paletto vai in pensione a 60 anni, al di là del paletto ci vai a 67, eppure sia gli uni che gli altri sono esausti e "corrosi" dal mestiere.
Il paletto è tanto necessario quanto ingiusto; è nella natura del paletto, nel vostro caso c'è un'ingiustizia ulteriore: hanno piantato il paletto che però proietta l'ombra qualche mese più in là e vi stanno dicendo che voi dovete rispettare l'ombra e non il paletto.
Ripeto sono con voi ..... con voi lavoratori, con voi professionisti.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Lun Gen 12, 2015 8:58 pm

giovanna onnis ha scritto:
Sinceramente non capisco questa "cattiveria" (vi prego di notare il virgolettato) nei confronti di colleghi che dopo una vita a scuola, dopo aver lavorato con passione, anche se questo termine "frantuma le palle" di Avido, vorrebbero andare giustamente in pensione.
Tra questi Lenar potrebbero esserci colleghi che hanno lavorato per tanti anni all'IPSIA e lo hanno fatto ugualmente con passione, perchè dovrebbero rimanere fino a 120 anni?

Non ci siamo intesi Giovanna... non c'è astio nei confronti dei colleghi della quota 96, anzi. Personalmente auguro loro che le loro richieste vengano celermente accolte perchè se lo meritano. La mia critica (e, credo, anche quella di avido) va, trasversalmente, a quei colleghi che dipingono la "professione" di docente come una "missione".  Chi dipinge l'insegnamento come una "missione" ne fa, IMHO, un ritratto distorto e contribuisce a rafforzare una visione a mio parere aberrante della professione docente. Personalmente ho il massimo rispetto per i docenti dell' IPSIA. Per chi ha fatto 40 anni di carriera all' IPSIA dico che non basta la pensione ma ci vorrebbe una medaglia al valor militare. Ma diffido fortemente di chi si sente "invaso dal sacro fuoco" perché non credo che questo stato d'animo e questo atteggiamento sia utile per svolgere il nostro lavoro in modo professionale e non penso sia funzionale a restituire alla categoria la dignità che merita. Io non voglio essere un missionario. Vorrei essere un professionista, come il notaio, l'avvocato o il medico.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 12:30 am

avidodinformazioni ha scritto:
se domani pur non giocando dovessi vincere al superenalotto non ci penserei due secondi a licenziarmi.
Pur non giocando anche io mi sono fatto qualche anno fa le mie innocue masturbazioni mentali sulla supervincita all'enalotto, ma arrivando a conclusioni diametralmente opposte.
Non mi licenzerei, per qualche anno me lo vivrei come un hobby, magari a part time. Trollone e vendicativo come sono ne approfitterei per togliermi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti di alcuni esemplari di Homo insipiens che scaldano la cadrega di boss.
Nella realtà mi sono limitato a mandarli a farsi f., in senso più metaforico che esplicito, ma mi divertirebbe molto trasformarmi in primo finanziatore dei progetti della loro scuola per misurare il punto di fusione della loro colonna vertebrale e la lunghezza della loro lingua.
Ci sono cose che nella vita non hanno prezzo, per tutto il resto c'è mastercard

A margine, per quanto stressante e, spesso, frustrante, trovo divertente fare l'insegnante. E quando non ho voglia di stressarmi, come in questo periodo, mi trasformo un emerito bastardo. Tant'è che gli studenti che imparano a conoscermi sanno che quando non urlo, come in questo periodo, sono da prendere con le pinze. E' un modo come un altro per recuperare un po' di energie quando le vacanze non sono state sufficientemente lunghe.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 6:19 am

Concordo con Avido: credo che un certo modo di sentire l'insegnamento come professione, e non come missione, deriva dalla formazione da professionista, che condivido con lui.
Uno dei vantaggi dell'ingresso nella scuola di persone che abbiano conosciuto sulla propria pelle il mondo del lavoro (magari con qualche fallimento) è che esse portano un punto di vista diverso, più orientato all'esterno e meno autoreferenziale di chi si sente portatore di una missione.
Il docente ex-professionista è un po' come un papa che abbia conosciuto, in gioventù, l'amore terreno.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 10:37 am

Conosco diverse colleghe e sottolineo colleghe quindi donne che sono andate o hanno fatto domanda per andare in pensione prima dei 60 anni d età. Parlo della scuola dell'infanzia e primaria.Queste docenti si sono avvalse del sistema contributivo che permette queste "scappatoie"alle donne .Ovviamente dal punto di vista economico hanno avuto una perdita optando per tale sistema pensionistico. Oppure conosco colleghe che si sono altresi avvalse di ciò pur avendo 60-61 anni ma non avendo gli anni di servizio. Il senso di quello che voglio dire è questo: quasi tutte queste insegnanti hanno affermato: "io non ce la faccio più...perderò un po di soldi ma voglio stare a casa...e poi prima la salute..". Tutto il contrario dello spirito "missionario" di cui parlava avido.Sono d accordo con loro, ma come si può immaginare nella società odierna una donna di 65 anni a contatto con dei bambini di 
3 o anche 8 anni ? Con quali energie? Non facciamo per favore il confronto con la maestra unica e le classi di un tempo, tempi passati. Poi non so , magari insegnare in alcuni licei è sicuramente diverso e lo si può fare con profitto anche fino ai 70 anni....ditemi voi.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 11:35 am

E' diverso, ma ho seri dubbi che si possa fare con profitto fino ai 70 anni (qualcuno che ha buona salute ed energie fisiche e psicologiche ci riuscirà sicuramente, ma sono le eccezioni, non la regola). Le difficoltà sono diverse, ma non è un lavoro meno difficile e usurante, a mio parere. Poi non ho mai insegnato in una materna o in una primaria e quindi mi è difficile fare un confronto, ma vorrei sfatare questo mito del liceo dove si fa lezione tranquillamente, si lavora poco e non si fa fatica: non è per niente così.
Tra l'altro le nonne si occupano anche in famiglia di bambini di tre o otto anni (solo che ne hanno uno o due, non una classe intera); non so se sarebbero altrettanto a loro agio con ragazzi di quattordici, sedici o diciotto anni sempre attaccati ai social network, come diceva anche un articolo in home page.
Naturalmente il discorso vale anche per gli uomini (anzi penso sia anche peggio, perché è noto che gli uomini invecchiano e muoiono prima), solo che tu parlavi di donne e quindi ti ho risposto su questo.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 2:45 pm

giovanna onnis ha scritto:
Sinceramente non capisco questa "cattiveria" (vi prego di notare il virgolettato) nei confronti di colleghi che dopo una vita a scuola, dopo aver lavorato con passione, anche se questo termine "frantuma le palle" di Avido, vorrebbero andare giustamente in pensione.
Tra questi Lenar potrebbero esserci colleghi che hanno lavorato per tanti anni all'IPSIA e lo hanno fatto ugualmente con passione, perchè dovrebbero rimanere fino a 120 anni?
Perchè sono appassionati al lavoro !!!!! Vuoi mica togliergli questa soddisfazione ? Con quale coraggio obbligheresti un docente appassionato ad abbandonare la docenza per dedicarsi a prendere il sole ai Caraibi ? Sei senza cuore !!!!
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 3:37 pm

Questa sarebbe una buona ragione per eliminare i pensionamenti coatti (che invece, secondo me, sono necessari perché qualcuno potrebbe non rendersi conto di non essere più in grado di insegnare e rimanere in cattedra letteralmente sino all'ultimo giorno), ma non certo quelli volontari.
Non c'è nulla di male a fare con passione il proprio lavoro (qualunque lavoro, non solo l'insegnamento) e a credere che sia utile alla società, magari ci riuscissimo tutti. In una scuola diversa forse io sarei uno di loro; per come la stanno rovinando l'entusiasmo mi è passato presto e ormai lo considero solo un lavoro che faccio per sopravvivere (a volte con maggiore soddisfazione, altre volte con più fatica), ma non ne vado fiero.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 5:49 pm

Ragazzi, continuiamo a non intenderci... qui non è in discussione la passione e la voglia di fare bene il proprio lavoro. Passione e voglia di fare bene sono valori positivi incontestabili. Quello che si critica è altro e, nella fattispecie, il considerare la professione di insegnante come una missione, il rivestire il mestiere dell'insegnare di beceri luoghi comuni da libro cuore. Quello che si contesta è il rappresentare lo stereotipo del docente prendendo a prestito i canoni della crocerossina o del missionario. Quelli che vengono qui contestati sono i docenti "mamma" o quelli che "lo faccio per i ragazzi, anche se non mi pagano fa niente", o quelli che etc etc... Dal mio punto di vista (e, credo, dal punto di vista di altri) il docente deve essere un professionista, non un missionario. Anzi, personalmente reputo certi atteggiamenti la peggiore pubblicità possibile alla categoria dei docenti.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 6:32 pm

Non ci intendiamo perché intendiamo in modo diverso la parola "missionario" (che io peraltro non userei). Missione, a prescindere dal significato religioso che in questo contesto sarebbe naturalmente improprio, penso che venga usato per indicare che si ritiene di svolgere un lavoro socialmente utile. Sono d'accordo con te che il ruolo di insegnante e di genitore (mamma) vadano tenuti ben distinti; per quanto riguarda il discorso di lavorare gratis, penso che si riferisca alla possibilità di fare corsi di recupero o attività extrascolastiche (non certo alla possibilità di lavorare completamente gratis): non sarebbe giusto farlo e non dubito che il miur e i dirigenti se ne approfittino, ma non si può neanche misurare ogni minuto in più che si passa a scuola, anche perché in questa maniera non si vivrebbe più, né noi né loro (i dirigenti e le segreterie); se uno ritiene utili queste attività, sa che non ci sono i soldi per essere pagati e accetta di farle lo stesso, non può essere colpevolizzato, così come non si può colpevolizzare chi invece si rifiuta di farle per una questione di principio o perché ha di meglio da fare. A me pare che queste polemiche (che tra l'altro con la questione delle pensioni e dei quota96 c'entrano come i cavoli a merenda) siano sbagliate da tutte e due le parti: nessuno si deve sentire migliore e permettersi di giudicare gli altri, nessuno deve criticare chi vive la professione in modo diverso da lui. E così vivremmo tutti più tranquilli e felici, senza preoccuparci di quello che fa il nostro vicino (collega).
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 7:21 pm

Bravo Dec, condivido tutto!!
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 8:09 pm

In questo tipo di discorsi la parola missione significa scopo.
"L'insegnante è anche un po' missionario" significa che alla professione di insegnante devi accedere solo se istruire ed educare è l'unica cosa che ti appaga nella vita e non riesci a concepire la tua vita diversamente.
Supponiamo che il MIUR decida di anticiparci tutti gli stipendi che intende darci da qui alla pensione (contributi compresi) E RADDOPPIARCELI, supponiamo che il giorno dopo ci licenzi tutti (senza chiederci i soldi indietro) e supponiamo che il giorno ancora dopo sia disposto nuovamente all'assunzione ma che CI CHIEDA INDIETRO LA META' DI QUANTO ABBIAMO RICEVUTO (tanto i soldi che ci resterebbero sarebbero quelli a cui siamo abituati); i missionari sarebbero coloro che accetterebbero, rinunciando a rimanere a casa a leggere un buon libro, ad occuparsi dei propri figli, a fare sport, a dare una botterella alla moglie.

Io non sento la missione, lavoro perchè devo, in qualche occasione traggo buone soddisfazioni dal mio lavoro, ma con le chiappe a mollo ai Caraibi secondo me qualche soddisfazione in più ....
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 8:13 pm

Lenar ha scritto:
Ragazzi, continuiamo a non intenderci... qui non è in discussione la passione e la voglia di fare bene il proprio lavoro. Passione e voglia di fare bene sono valori positivi incontestabili. Quello che si critica è altro e, nella fattispecie, il considerare la professione di insegnante come una missione, il rivestire il mestiere dell'insegnare di beceri luoghi comuni da libro cuore. Quello che si contesta è il rappresentare lo stereotipo del docente prendendo a prestito i canoni della crocerossina o del missionario. Quelli che vengono qui contestati sono i docenti "mamma" o quelli che "lo faccio per i ragazzi, anche se non mi pagano fa niente", o quelli che etc etc... Dal mio punto di vista (e, credo, dal punto di vista di altri) il docente deve essere un professionista, non un missionario. Anzi, personalmente reputo certi atteggiamenti la peggiore pubblicità possibile alla categoria dei docenti.
No, io ho capito bene il concetto. Infatti nel mio post precedente intendevo dire che nella mia piccola e modesta esperienza,  ho conosciuto soprattutto docenti che desideravano giungere alla pensione il prima possibile. Altroche missionari!!!!Sono stupita perché non ne ho incontrati....ma esistono o esistono solo a parole? No perché tra il dire che si fa una tal attività solo per amore dei ragazzi e il fare realmente  delle ore gratis a scuola...ce ne passa...
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 8:26 pm

Io invece no, non condivido. E te lo motivo anche. In primo luogo, IMHO, il discorso della "missione" nasconde in moltissimi casi (non dico tutti ma in moltissimi di certo), nelle migliori delle ipotesi la sindrome della "volpe e dell'uva" e, nei peggiori tanta ipocrisia. Si lavora per campare, pagarsi le bollette a fine mese, andare in vacanza una volta ogni tanto, comprarsi qualche libro, un gadget tecnologico o, banalmente, sputtanarsi tutto in donnine e champagne. Non si lavora perché il Signore è sceso ad ungerci con Sacro Crisma (d'altra parte, se volessimo rimanere sul religioso, c'è scritto anche nella Genesi... "lavorerai con fatica"... con fatica, mica con godimento. Con buona pace di Don Bosco, il lavoro è una condanna, non un premio). Si lavora perché si deve e perché serve. A volte non nego che lavorare possa anche essere piacevole. Ma è piacevole come può essere piacevole per un asino girare la macina del mulino in una limpida giornata d'inverno: non sente il freddo, l'aria è tersa e pulita, il paesaggio maestoso e rinvigorente... ma si ritrova cmq con il giogo al collo.

Inoltre tu dici

Dec ha scritto:

Se uno ritiene utili queste attività, sa che non ci sono i soldi per essere pagati e accetta di farle lo stesso, non può essere colpevolizzato

E qui, mi spiace, ma io sono in disaccordo. Uno non e' colpevolizzabile se non porta un danno a nessuno. Ma se un tizio X si mette a fornire, gratuitamente, il servizio Y che in un mondo normale dovrebbe essere regolarmente pagato, a me, che vorrei fornire lo stesso servizio Y ma a pagamento, il tizio X fa due danni:

a) Mi mette fuori dal mercato. Nessuno si mette a pagare qualcosa che può essere ottenuto gratis.

b) Diffonde in chi guarda l'idea che il servizio Y, in fondo in fondo, valga ben poco... infatti c'é gente come il tizio X che lo fornisce gratis. Non può avere un gran valore un servizio che viene dato via "a gratis"... fosse un servizio di valore verrebbe richiesto un pagamento. Se si rompe il sifone del bagno, l'idraulico vuole i soldi per ripararlo. Se mi fa male un dente, il dentista vuole i soldi per curarmi. Se devo accatastare la casa, il geometra si fa pagare per il servizio. Invece il docente porta i ragazzi in gita gratis. Vuol dire che portare i ragazzi in gita è un servizio assolutamente privo di valore e di responsabilità. Invece il docente fa i corsi di recupero gratis. Vuol dire che quanto insegna il docente è superfluo o inutile o, cmq, di scarso valore.

Il missionario, IMHO, va colpevolizzato. Tuttavia sono Cattolico e, alla fine, lo perdono. Al limite mi auguro solo che gli capiti un annetto di training all'IPSIA per mettere alla prova il suo sacro fuoco :))
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stefy1879



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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 8:43 pm

Vado un po off topic:secondo me c'è una categoria di docenti per i quali il lavoro non è quel gran supplizio,  certo neanche un godimento...i docenti universitari.  Che ne pensate?
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Hoffnung2



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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 8:57 pm

......... con questa storia dell'annetto all'IPSIA mi state spaventando un po'! Nel caso mi capitasse una supplenza lì nel futuro chiederò lumi sul da farsi? (elmetto, cotillons per corrompere il capo dei bulli ecc.)
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mar Gen 13, 2015 9:21 pm

Hoffnung2 ha scritto:
......... con questa storia dell'annetto all'IPSIA mi state spaventando un po'! Nel caso mi capitasse una supplenza lì nel futuro chiederò lumi sul da farsi? (elmetto, cotillons per corrompere il capo dei bulli ecc.)

Non temere... esagero un po' ;)) (un po'... non troppo). Cmq un anno all' IPSIA ti serve per capire molte cose. Prima di tutto che la scuola non è solo quella che hai vissuto tu o quella che vedi nei film. E che l'umanità è più varia di quanto sembri. E che i tuoi parametri di giudizio sul mondo e sulle persone vanno ritarati. Alla fine fidati che ne avrai un ricordo positivo. E' come fare un passo alpino in bicicletta: mentre sali non vedi l'ora che finisca ma poi, dopo, ricordi la cosa con positività.
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MessaggioOggetto: Re: partecipiamo vostro dolore, però ......   Mer Gen 14, 2015 12:48 am

Lenar ha scritto:
Alla fine fidati che ne avrai un ricordo positivo. E' come fare un passo alpino in bicicletta: mentre sali non vedi l'ora che finisca ma poi, dopo, ricordi la cosa con positività.
Della serie "ce l'ho fatta ! Ma allora ho le palle !"
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