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 Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?

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MessaggioOggetto: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mar Gen 13, 2015 5:43 pm

Si vuole attuare la separazione tra le classi di sostegno e le cdc comuni per evitare che il sostegno sia un modo per far girare il carro della disciplina...ma con la separazione tra le classi chi sceglierebbe il sostegno?
Piuttosto che mandare a fare gli insegnanti di sostegno docenti LAUREATI E ABILITATI su disciplina meglio mandarci i NON LAUREATI?
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mar Gen 13, 2015 6:18 pm

A dire il vero, ci sono tanti laureati in scienze dell'educazione o in psicologia che vengono sul forum e che chiedono cosa devono fare per diventare insegnanti di sostegno e che si scoraggiano quando si sentono dire che prima devono abilitarsi per insegnare una disciplina (e per questo spesso prima devono recuperare numerosi crediti in filosofia o sociologia, materie a cui magari sono poco interessati) e poi frequentare il corso di specializzazione (quindi doppia selezione e doppia tassa di iscrizione). Non so se il numero degli aspiranti, se passasse questa riforma, sarebbe superiore o inferiore (di certo rimarrebbero per tutta la carriera ad insegnare sul sostegno e quindi non ci sarebbe bisogno di rimpiazzarne la maggioranza dopo cinque anni o poco più) e tanto meno so se questi laureati sarebbero insegnanti migliori o peggiori (nel senso di meno adatti) di quelli attuali, ma non darei per scontato quello che dici tu (e che forse una volta pensavo anch'io).
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mar Gen 13, 2015 7:12 pm

perché rimarrebbe tutta la carriera sul sostegno?

un passaggio di cdc si può sempre chiedere
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mar Gen 13, 2015 7:51 pm

Mi sembra di aver capito che in un futuro non troppo remoto vorrebbero evitarlo
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mar Gen 13, 2015 7:55 pm

Dec ha scritto:
A dire il vero, ci sono tanti laureati in scienze dell'educazione o in psicologia che vengono sul forum e che chiedono cosa devono fare per diventare insegnanti di sostegno e che si scoraggiano quando si sentono dire che prima devono abilitarsi per insegnare una disciplina (e per questo spesso prima devono recuperare numerosi crediti in filosofia o sociologia, materie a cui magari sono poco interessati) e poi frequentare il corso di specializzazione (quindi doppia selezione e doppia tassa di iscrizione). Non so se il numero degli aspiranti, se passasse questa riforma, sarebbe superiore o inferiore (di certo rimarrebbero per tutta la carriera ad insegnare sul sostegno e quindi non ci sarebbe bisogno di rimpiazzarne la maggioranza dopo cinque anni o poco più) e tanto meno so se questi laureati sarebbero insegnanti migliori o peggiori (nel senso di meno adatti) di quelli attuali, ma non darei per scontato quello che dici tu (e che forse una volta pensavo anch'io).

Riguardo i non laureati mi riferivo agl ITP ed, in generale, al sostegno sulle superiori. Riguardo la primaria poi, moltissimi hanno ricevuto in dono l'abilitazione da diploma magistrale valida, a quanto ne so, per l'iscrizione ai corsi su sostegno.
Il discorso che faccio, nell'immediato, è più una speranza (visto che su A037 non lavoro decentemente e non credo succederà a breve), ragionamento monitorato tra i colleghi di sostegno (precari) del mio Liceo: ce ne fosse stato uno che ha ammesso una vocazione per il sostegno...
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mar Gen 13, 2015 9:17 pm

L'ALTRO POLO ha scritto:
Mi sembra di aver capito che in un futuro non troppo remoto vorrebbero evitarlo

non puoi evitare un passaggio di ruolo o cattedra, è un diritto di ognuno migliorare la sua posizione o la qualità della vita

se il sostegno dovesse diventare cdc a parte, potrebbe chiedere qualunque passaggio volesse

ovviamente sarebbe III fase e non più II, diciamo che si perde il 75% delle cattedre disponibili
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mar Gen 13, 2015 11:15 pm

E soprattutto dovrebbe avere due lauree o almeno due abilitazioni ben distinte. L'idea su cui si stava ragionando - che potrebbe anche non realizzarsi mai, intendiamoci - è quella di una completa separazione delle due carriere.
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mar Gen 13, 2015 11:21 pm

L'ALTRO POLO ha scritto:
Dec ha scritto:
A dire il vero, ci sono tanti laureati in scienze dell'educazione o in psicologia che vengono sul forum e che chiedono cosa devono fare per diventare insegnanti di sostegno e che si scoraggiano quando si sentono dire che prima devono abilitarsi per insegnare una disciplina (e per questo spesso prima devono recuperare numerosi crediti in filosofia o sociologia, materie a cui magari sono poco interessati) e poi frequentare il corso di specializzazione (quindi doppia selezione e doppia tassa di iscrizione). Non so se il numero degli aspiranti, se passasse questa riforma, sarebbe superiore o inferiore (di certo rimarrebbero per tutta la carriera ad insegnare sul sostegno e quindi non ci sarebbe bisogno di rimpiazzarne la maggioranza dopo cinque anni o poco più) e tanto meno so se questi laureati sarebbero insegnanti migliori o peggiori (nel senso di meno adatti) di quelli attuali, ma non darei per scontato quello che dici tu (e che forse una volta pensavo anch'io).

Riguardo i non laureati mi riferivo agl ITP ed, in generale, al sostegno sulle superiori. Riguardo la primaria poi, moltissimi hanno ricevuto in dono l'abilitazione da diploma magistrale valida, a quanto ne so, per l'iscrizione ai corsi su sostegno.
Il discorso che faccio, nell'immediato, è più una speranza (visto che su A037 non lavoro decentemente e non credo succederà a breve), ragionamento monitorato tra i colleghi di sostegno (precari) del mio Liceo: ce ne fosse stato uno che ha ammesso una vocazione per il sostegno...

Infatti queste persone probabilmente non lavorerebbero più sul sostegno, ma entrerebbero altre figure con una formazione diversa. Non capisco perché te lo auguri, visto che una decisione di questo tipo - che comunque non potrebbe certo essere presa da un anno all'altro e richiederebbe tempi medio-lunghi - potrebbe far saltare anche te.
Per i diplomati magistrali è così, ma ormai sono una categoria ad esaurimento. Per quanto riguarda gli Itp sono anni che non ci sono corsi abilitanti (a parte i Pas).
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Onofrio Del Grillo



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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mer Gen 14, 2015 9:24 am

Dec ha scritto:
Per quanto riguarda gli Itp sono anni che non ci sono corsi abilitanti (a parte i Pas).

Io la sapevo diversa, Dec: non sta per partire (era per gennaio) il corso di riconversione sul sostegno degli Itp ed altre cdc in esubero? Con 5200 domande di partecipazione? Dec, il collega Polo ha ragione... gli Itp non sono neanche laureati, è una cosa scandalosa dai. Indifendibile.
Noi: laureati, abilitati, specializzandi o specializzati siamo in II fascia ad aspettare la grazia di una chiamata.
Loro, diplomati, con questo Pas di sostegno (perché di questo si tratta, quasi tutto online poi) essendo di ruolo passano avanti a tutti.
Voi continuerete a dirmi che non è così (e io mi auguro abbiate ragione), ma alle superiori costoro, specie nelle province più piccole, si prenderanno tutti i posti di sostegno disponibili.
Mi incavolerei anche se fossi un iscritto in Gae, guarda. Davvero.
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mer Gen 14, 2015 12:23 pm

Dec ha scritto:
L'ALTRO POLO ha scritto:
Dec ha scritto:
A dire il vero, ci sono tanti laureati in scienze dell'educazione o in psicologia che vengono sul forum e che chiedono cosa devono fare per diventare insegnanti di sostegno e che si scoraggiano quando si sentono dire che prima devono abilitarsi per insegnare una disciplina (e per questo spesso prima devono recuperare numerosi crediti in filosofia o sociologia, materie a cui magari sono poco interessati) e poi frequentare il corso di specializzazione (quindi doppia selezione e doppia tassa di iscrizione). Non so se il numero degli aspiranti, se passasse questa riforma, sarebbe superiore o inferiore (di certo rimarrebbero per tutta la carriera ad insegnare sul sostegno e quindi non ci sarebbe bisogno di rimpiazzarne la maggioranza dopo cinque anni o poco più) e tanto meno so se questi laureati sarebbero insegnanti migliori o peggiori (nel senso di meno adatti) di quelli attuali, ma non darei per scontato quello che dici tu (e che forse una volta pensavo anch'io).

Riguardo i non laureati mi riferivo agl ITP ed, in generale, al sostegno sulle superiori. Riguardo la primaria poi, moltissimi hanno ricevuto in dono l'abilitazione da diploma magistrale valida, a quanto ne so, per l'iscrizione ai corsi su sostegno.
Il discorso che faccio, nell'immediato, è più una speranza (visto che su A037 non lavoro decentemente e non credo succederà a breve), ragionamento monitorato tra i colleghi di sostegno (precari) del mio Liceo: ce ne fosse stato uno che ha ammesso una vocazione per il sostegno...

Infatti queste persone probabilmente non lavorerebbero più sul sostegno, ma entrerebbero altre figure con una formazione diversa. Non capisco perché te lo auguri, visto che una decisione di questo tipo - che comunque non potrebbe certo essere presa da un anno all'altro e richiederebbe tempi medio-lunghi - potrebbe far saltare anche te.
Per i diplomati magistrali è così, ma ormai sono una categoria ad esaurimento. Per quanto riguarda gli Itp sono anni che non ci sono corsi abilitanti (a parte i Pas).

Sono tante le cose che mi auguro, che fan tutte capo ad un calo di insegnanti di sostegno (visto che da A037 lavoro al 30/06 solo con quello pur non speciallizzato)quindi)e, certo, non l'inserimento degli ITP o la separazione delle classi gli esuberi o altro ancorao altrro ancora che mi spezzerebbe le gambe
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mer Gen 14, 2015 12:56 pm

Dec ha scritto:
A dire il vero, ci sono tanti laureati in scienze dell'educazione o in psicologia che vengono sul forum e che chiedono cosa devono fare per diventare insegnanti di sostegno e che si scoraggiano quando si sentono dire che prima devono abilitarsi per insegnare una disciplina (e per questo spesso prima devono recuperare numerosi crediti in filosofia o sociologia, materie a cui magari sono poco interessati) e poi frequentare il corso di specializzazione (quindi doppia selezione e doppia tassa di iscrizione). Non so se il numero degli aspiranti, se passasse questa riforma, sarebbe superiore o inferiore (di certo rimarrebbero per tutta la carriera ad insegnare sul sostegno e quindi non ci sarebbe bisogno di rimpiazzarne la maggioranza dopo cinque anni o poco più) e tanto meno so se questi laureati sarebbero insegnanti migliori o peggiori (nel senso di meno adatti) di quelli attuali, ma non darei per scontato quello che dici tu (e che forse una volta pensavo anch'io).

Secondo me con la riforma ci sarebbe una diminuzione nel numero di insegnanti di sostegno, almeno per un certo numero di anni.
E' vero infatti che allo stato attuale molti laureati in Scienze dell'educazione aspirano a questo tipo di occupazione, però stiamo parlando in maggioranza della schiera di laureati che attualmente, con tutta probabilità, lavorano già per le cooperative educative sottopagati.
E' chiaro che se uno lavora già sull'assistenza ai disabili per 600/700 euro al mese aspiri a fare un lavoro con delle analogie col proprio per il doppio dello stipendio e con le garanzie dovute - però se queste persone passassero numerose dalle cooperative alla scuola, bisognerebbe trovare qualcun altro che lavori per le cooperative: quelli con la sola laurea triennale o quelli che non riuscissero a passare al sostegno scolastico? O verrebbe a quel punto eliminato dalla scuola il lavoro esterno degli educatori? Il numero di ore di sostegno o assistenza educativa da offrire agli studenti disabili non potrebbe comunque essere modificato...-.
C'è poi il problema che i percorsi appositi sulle singole disfunzionalità e la didattica speciale non sono ancora stati attivati e bisogna vedere se verrà concesso agli attuali laureati in Scienze dell'educazione o Scienze psicologiche di accedere ai futuri concorsi per tutti gli ordini scolastici senza formarsi ulteriormente.
Dato che anche io sono laureata in Scienze dell'educazione, so che molti che seguono questo tipo di studi si fermano alla laurea triennale, quindi molti degli aspiranti al sostegno dovranno comunque rimettersi a studiare per conseguire la laurea magistrale e anche per passare i concorsi per entrare in ruolo.
Del resto chi già ora lavora su sostegno a scuola non è detto che in futuro continuerà a lavorarci, proprio perché essendo un lavoro talora usurante e comunque poco considerato a livello sociale, è soggetto di per sé ad essere abbandonato - e nessuno può prevedere se i laureati in Scienze dell'educazione si troveranno effettivamente meglio nel ruolo di insegnanti di sostegno (l'età degli attuali educatori è infatti molto bassa e mi fa presumere che alla fine siano pochi gli educatori a vita, pochi, ovvero, quelli che effettivamente sono così motivati da rinnovare la scelta nel campo educativo col passare degli anni, anche se il guadagnare di più in qualche modo potrebbe influire sulla scelta di permanere sul ruolo...).
Se aggiungiamo anche il fatto che chi lavora ora su sostegno è docente specializzato sulla materia e in gran parte ha come obiettivo personale quello di insegnarla in futuro (quindi voglia di spostarsi legittimamente verso un lavoro considerato più adatto alle proprie competenze)... vediamo che in prospettiva questa riforma del sostegno che è alle porte presumibilmente non entrerà a pieno regime stabile per almeno una decina d'anni, perché da una parte non saranno ancora pronte le persone con la nuova formazione, dall'altra chi volesse tentare questa strada (provenendo da Scienze dell'educazione) avrebbe ancora di fronte a sé parecchi ostacoli formativi e valutativi da superare e infine perché molti che oggi lavorano su sostegno (a maggior ragione vedendosi ostacolare nelle loro aspirazioni) avranno ancora più interesse a spostarsi su materia appena possibile.
Riguardo al problema se gli attuali laureati provenienti da Scienze dell'educazione siano adatti a fare gli insegnanti di sostegno su tutti gli ordini di scuola, sostituendo in toto nel tempo gli attuali insegnanti di sostegno con formazione anche su disciplina, io esprimo la mia grande perplessità proprio perché ho svolto l'intero percorso che rende idonei all'insegnamento su quella che oggi è la classe di concorso 36/A e so perfettamente quali siano le materie insegnate in questo percorso di studi (non sono per me  sufficienti ad affrontare la complessità disciplinare con cui ci si troverebbe a dover convivere sul lavoro quotidianamente: nessuno può fare il tuttologo!). Sono convinta che almeno nei due terzi dei casi non conoscere le discipline da mediare sarebbe oltremodo penalizzante sia per i docenti che per gli studenti (per quel connubio magico che viene definito azione di insegnamento-apprendimento). Per esempio, come potrebbe chi non ha padronanza delle materie di studio tecnico-scientifiche mediarle per chi ha oltretutto difficoltà? Ma anche le stesse materie umanistiche non sono studiate a sufficienza a Scienze dell'educazione per poterle mediare agli studenti...
La verità è che chi ha in mente la riforma pensa solo ai disabili gravi con percorso individualizzato ed è convinto che agli studenti con difficoltà non serva realmente approfondire le materie di insegnamento, e di conseguenza non serva essere affiancati da persone competenti disciplinarmente che diano la reale possibilità di accedere ai contenuti disciplinari. Si crede forse che includere corrisponda solo a tenere in classe i disabili per socializzare con i compagni? Si pensa che tutti gli studenti disabili abbiano come problema prioritario quello dell'autonomia "fisica" e non desiderino invece anche loro (o le loro famiglie) una istruzione vera e propria?
Qualcuno evidentemente subisce pressioni lobbistiche per far fronte a quel 12% circa degli studenti con handicap grave. Ma riguardo agli altri non ci si pone il problema se si verificherà un abbassamento della qualità dell'istruzione individuale, una volta che ad affiancare gli studenti saranno educatori invece che insegnanti?
Tutta la faccenda è molto complessa e a me sembra che la si voglia liquidare velocemente in nome del principio della continuità educativa che, anche se è vero che rappresenta un problema, è pure vero che non può essere considerato l'unico parametro di riferimento per un cambiamento così radicale, tenendo anche conto che negli anni passati la continuità non è certo stata favorita dal modus operandi del Ministero, dal momento che non ci sono stati grandi incentivi alla formazione di personale specializzato laddove serviva e soprattutto non c'è stato un numero adeguato di assunzioni in ruolo su sostegno per coprire tutte le esigenze territoriali.
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Onofrio Del Grillo



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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mer Gen 14, 2015 2:53 pm

Attendevo con ansia il tuo contributo alla discussione Dami, grazie, sempre molto puntuale. :-)
In soldoni ti chiedo, se posso: oggi, alla luce di tutto questo Amba Aradam, te la sentiresti di consigliare ad un collega tieffino ancora non specializzato di tentare il TfaSos?
Io sto già pensando di inviare un cv proprio ad una di queste cooperative educative, sperando che il mio titolo di sostegno, che conseguirò in primavera, possa interessare. In fondo 6-700 euro al mese, oggi, sono una grazia di Dio.

P.S.: sempre che la figura dell'assistente educatore non venga eliminata dal turbine.
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mer Gen 14, 2015 7:12 pm

Onofrio Del Grillo ha scritto:
Attendevo con ansia il tuo contributo alla discussione Dami, grazie, sempre molto puntuale. :-)
In soldoni ti chiedo, se posso: oggi, alla luce di tutto questo Amba Aradam, te la sentiresti di consigliare ad un collega tieffino ancora non specializzato di tentare il TfaSos?
Io sto già pensando di inviare un cv proprio ad una di queste cooperative educative, sperando che il mio titolo di sostegno, che conseguirò in primavera, possa interessare. In fondo 6-700 euro al mese, oggi, sono una grazia di Dio.

P.S.: sempre che la figura dell'assistente educatore non venga eliminata dal turbine.

Onofrio, ti ringrazio della fiducia, ma le mie sono solo riflessioni e supposizioni.
Ad ogni modo, personalmente, io il TFA di sostegno lo tenterei, se mi piacesse effettivamente l'idea di lavorare su quel ruolo in via definitiva. Dico questo perché hanno intenzione di dare punteggi separati per sostegno e posto comune...
So che si tratterebbe di un impegno economico importante, però credo che alla fine pagherebbe.
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Onofrio Del Grillo



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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Mer Gen 14, 2015 10:59 pm

dami ha scritto:
Onofrio, ti ringrazio della fiducia, ma le mie sono solo riflessioni e supposizioni.
Ad ogni modo, personalmente, io il TFA di sostegno lo tenterei, se mi piacesse effettivamente l'idea di lavorare su quel ruolo in via definitiva. Dico questo perché hanno intenzione di dare punteggi separati per sostegno e posto comune...
So che si tratterebbe di un impegno economico importante, però credo che alla fine pagherebbe.

Beh, ti dico che le tue sono riflessioni assai ben argomentate ed equilibrate, pertanto la tua opinione mi interessa. Quanto dici mi rincuora un po', anche se continuo a pensare che le cose non andranno proprio lisce come l'olio. Io sono molto arrabbiato e preoccupato, poiché da anni cerco di allinearmi a situazioni in perenne divenire, che mi cambiano da un giorno all'altro proprio mentre sto per arrivare a quello che fino al giorno prima era l'agognato traguardo (parlo, s'intende, non di ruolo ma di "umilissime" supplenze): vanificato il titolo Tfa per la sparizione della A061 dalla metà delle scuole (ma vedo che continuano colpevolmente ad abilitare altri illusi), mi vedo ora anche il titolo di sostegno svalutato da inghippi vari, primo tra i quali questo delle riconversioni degli Itp (che sembra campo minato, visto che nessuno osa opporvisi). Quindi, come disse il mio illustre omonimo, "Posso esse un po' inc**zato pe' 'sto fatto?".
Per quanto riguarda i punteggi separati, ti dico che sono anche sostanzialmente d'accordo, dal momento che i "salti della quaglia" non mi sono mai piaciuti in nessun campo. Non ho paura del sostegno e sono disponibile anche a farlo per tutta la vita.
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A0quarantasette



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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Gio Gen 15, 2015 6:26 am

dami ha scritto:
Dec ha scritto:
A dire il vero, ci sono tanti laureati in scienze dell'educazione o in psicologia che vengono sul forum e che chiedono cosa devono fare per diventare insegnanti di sostegno e che si scoraggiano quando si sentono dire che prima devono abilitarsi per insegnare una disciplina (e per questo spesso prima devono recuperare numerosi crediti in filosofia o sociologia, materie a cui magari sono poco interessati) e poi frequentare il corso di specializzazione (quindi doppia selezione e doppia tassa di iscrizione). Non so se il numero degli aspiranti, se passasse questa riforma, sarebbe superiore o inferiore (di certo rimarrebbero per tutta la carriera ad insegnare sul sostegno e quindi non ci sarebbe bisogno di rimpiazzarne la maggioranza dopo cinque anni o poco più) e tanto meno so se questi laureati sarebbero insegnanti migliori o peggiori (nel senso di meno adatti) di quelli attuali, ma non darei per scontato quello che dici tu (e che forse una volta pensavo anch'io).

Secondo me con la riforma ci sarebbe una diminuzione nel numero di insegnanti di sostegno, almeno per un certo numero di anni.
E' vero infatti che allo stato attuale molti laureati in Scienze dell'educazione aspirano a questo tipo di occupazione, però stiamo parlando in maggioranza della schiera di laureati che attualmente, con tutta probabilità, lavorano già per le cooperative educative sottopagati.
E' chiaro che se uno lavora già sull'assistenza ai disabili per 600/700 euro al mese aspiri a fare un lavoro con delle analogie col proprio per il doppio dello stipendio e con le garanzie dovute - però se queste persone passassero numerose dalle cooperative alla scuola, bisognerebbe trovare qualcun altro che lavori per le cooperative: quelli con la sola laurea triennale o quelli che non riuscissero a passare al sostegno scolastico? O verrebbe a quel punto eliminato dalla scuola il lavoro esterno degli educatori? Il numero di ore di sostegno o assistenza educativa da offrire agli studenti disabili non potrebbe comunque essere modificato...-.
C'è poi il problema che i percorsi appositi sulle singole disfunzionalità e la didattica speciale non sono ancora stati attivati e bisogna vedere se verrà concesso agli attuali laureati in Scienze dell'educazione o Scienze psicologiche di accedere ai futuri concorsi per tutti gli ordini scolastici senza formarsi ulteriormente.

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La verità è che chi ha in mente la riforma pensa solo ai disabili gravi con percorso individualizzato ed è convinto che agli studenti con difficoltà non serva realmente approfondire le materie di insegnamento, e di conseguenza non serva essere affiancati da persone competenti disciplinarmente che diano la reale possibilità di accedere ai contenuti disciplinari.

Inoltre un processo del genere porterebbe alla medicalizzazione della scuola, e nessuno lo vuole.

Io penso come Giulia che si andrà invece verso una graduale formazione di tutti i docenti curricolari, e a lungo andare l'insegnamento di sostegno scomparirà.
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Onofrio Del Grillo



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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Gio Gen 15, 2015 9:06 am

A0quarantasette ha scritto:

Inoltre un processo del genere porterebbe alla medicalizzazione della scuola, e nessuno lo vuole.

Io penso come Giulia che si andrà invece verso una graduale formazione di tutti i docenti curricolari, e a lungo andare l'insegnamento di sostegno scomparirà.  

A questo punto lo credo anch'io. Certo è il miglior modo per risparmiare, ma non per risolvere i problemi. Ma quest'ultima cosa è secondaria, come oggi va di moda dire.
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Gio Gen 15, 2015 12:33 pm

A0quarantasette ha scritto:
dami ha scritto:
Dec ha scritto:
A dire il vero, ci sono tanti laureati in scienze dell'educazione o in psicologia che vengono sul forum e che chiedono cosa devono fare per diventare insegnanti di sostegno e che si scoraggiano quando si sentono dire che prima devono abilitarsi per insegnare una disciplina (e per questo spesso prima devono recuperare numerosi crediti in filosofia o sociologia, materie a cui magari sono poco interessati) e poi frequentare il corso di specializzazione (quindi doppia selezione e doppia tassa di iscrizione). Non so se il numero degli aspiranti, se passasse questa riforma, sarebbe superiore o inferiore (di certo rimarrebbero per tutta la carriera ad insegnare sul sostegno e quindi non ci sarebbe bisogno di rimpiazzarne la maggioranza dopo cinque anni o poco più) e tanto meno so se questi laureati sarebbero insegnanti migliori o peggiori (nel senso di meno adatti) di quelli attuali, ma non darei per scontato quello che dici tu (e che forse una volta pensavo anch'io).

Secondo me con la riforma ci sarebbe una diminuzione nel numero di insegnanti di sostegno, almeno per un certo numero di anni.
E' vero infatti che allo stato attuale molti laureati in Scienze dell'educazione aspirano a questo tipo di occupazione, però stiamo parlando in maggioranza della schiera di laureati che attualmente, con tutta probabilità, lavorano già per le cooperative educative sottopagati.
E' chiaro che se uno lavora già sull'assistenza ai disabili per 600/700 euro al mese aspiri a fare un lavoro con delle analogie col proprio per il doppio dello stipendio e con le garanzie dovute - però se queste persone passassero numerose dalle cooperative alla scuola, bisognerebbe trovare qualcun altro che lavori per le cooperative: quelli con la sola laurea triennale o quelli che non riuscissero a passare al sostegno scolastico? O verrebbe a quel punto eliminato dalla scuola il lavoro esterno degli educatori? Il numero di ore di sostegno o assistenza educativa da offrire agli studenti disabili non potrebbe comunque essere modificato...-.
C'è poi il problema che i percorsi appositi sulle singole disfunzionalità e la didattica speciale non sono ancora stati attivati e bisogna vedere se verrà concesso agli attuali laureati in Scienze dell'educazione o Scienze psicologiche di accedere ai futuri concorsi per tutti gli ordini scolastici senza formarsi ulteriormente.

...
La verità è che chi ha in mente la riforma pensa solo ai disabili gravi con percorso individualizzato ed è convinto che agli studenti con difficoltà non serva realmente approfondire le materie di insegnamento, e di conseguenza non serva essere affiancati da persone competenti disciplinarmente che diano la reale possibilità di accedere ai contenuti disciplinari.

Inoltre un processo del genere porterebbe alla medicalizzazione della scuola, e nessuno lo vuole.

Io penso come Giulia che si andrà invece verso una graduale formazione di tutti i docenti curricolari, e a lungo andare l'insegnamento di sostegno scomparirà.  

Mah, non saprei...considerando che spesso il docente curriculare snobba, delega l'insegnante di sostegno.
Sono sicuro che i miei PEI non sono stati letti da alcuno dei miei colleghi curriculari. Li hanno solo firmati
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Gio Gen 15, 2015 12:38 pm

Onofrio Del Grillo ha scritto:
dami ha scritto:
Onofrio, ti ringrazio della fiducia, ma le mie sono solo riflessioni e supposizioni.
Ad ogni modo, personalmente, io il TFA di sostegno lo tenterei, se mi piacesse effettivamente l'idea di lavorare su quel ruolo in via definitiva. Dico questo perché hanno intenzione di dare punteggi separati per sostegno e posto comune...
So che si tratterebbe di un impegno economico importante, però credo che alla fine pagherebbe.

Beh, ti dico che le tue sono riflessioni assai ben argomentate ed equilibrate, pertanto la tua opinione mi interessa. Quanto dici mi rincuora un po', anche se continuo a pensare che le cose non andranno proprio lisce come l'olio. Io sono molto arrabbiato e preoccupato, poiché da anni cerco di allinearmi a situazioni in perenne divenire, che mi cambiano da un giorno all'altro proprio mentre sto per arrivare a quello che fino al giorno prima era l'agognato traguardo (parlo, s'intende, non di ruolo ma di "umilissime" supplenze): vanificato il titolo Tfa per la sparizione della A061 dalla metà delle scuole (ma vedo che continuano colpevolmente ad abilitare altri illusi), mi vedo ora anche il titolo di sostegno svalutato da inghippi vari, primo tra i quali questo delle riconversioni degli Itp (che sembra campo minato, visto che nessuno osa opporvisi). Quindi, come disse il mio illustre omonimo, "Posso esse un po' inc**zato pe' 'sto fatto?".
Per quanto riguarda i punteggi separati, ti dico che sono anche sostanzialmente d'accordo, dal momento che i "salti della quaglia" non mi sono mai piaciuti in nessun campo. Non ho paura del sostegno e sono disponibile anche a farlo per tutta la vita.

Continuo a pensare che in questo modo il calo degli insegnanti di sostegno sarebbe drastico
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Gio Gen 15, 2015 5:38 pm

L'ALTRO POLO ha scritto:


Mah, non saprei...considerando che spesso il docente curriculare snobba, delega l'insegnante di sostegno.
Sono sicuro che i miei PEI non sono stati letti da alcuno dei miei colleghi curriculari. Li hanno solo firmati

è quello che si vuole evitare
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Gio Gen 15, 2015 5:41 pm

L'ALTRO POLO ha scritto:
Onofrio Del Grillo ha scritto:
dami ha scritto:
Onofrio, ti ringrazio della fiducia, ma le mie sono solo riflessioni e supposizioni.
Ad ogni modo, personalmente, io il TFA di sostegno lo tenterei, se mi piacesse effettivamente l'idea di lavorare su quel ruolo in via definitiva. Dico questo perché hanno intenzione di dare punteggi separati per sostegno e posto comune...
So che si tratterebbe di un impegno economico importante, però credo che alla fine pagherebbe.

Beh, ti dico che le tue sono riflessioni assai ben argomentate ed equilibrate, pertanto la tua opinione mi interessa. Quanto dici mi rincuora un po', anche se continuo a pensare che le cose non andranno proprio lisce come l'olio. Io sono molto arrabbiato e preoccupato, poiché da anni cerco di allinearmi a situazioni in perenne divenire, che mi cambiano da un giorno all'altro proprio mentre sto per arrivare a quello che fino al giorno prima era l'agognato traguardo (parlo, s'intende, non di ruolo ma di "umilissime" supplenze): vanificato il titolo Tfa per la sparizione della A061 dalla metà delle scuole (ma vedo che continuano colpevolmente ad abilitare altri illusi), mi vedo ora anche il titolo di sostegno svalutato da inghippi vari, primo tra i quali questo delle riconversioni degli Itp (che sembra campo minato, visto che nessuno osa opporvisi). Quindi, come disse il mio illustre omonimo, "Posso esse un po' inc**zato pe' 'sto fatto?".
Per quanto riguarda i punteggi separati, ti dico che sono anche sostanzialmente d'accordo, dal momento che i "salti della quaglia" non mi sono mai piaciuti in nessun campo. Non ho paura del sostegno e sono disponibile anche a farlo per tutta la vita.


Continuo a pensare che in questo modo il calo degli insegnanti di sostegno sarebbe drastico


su questo siamo d'accordo
la possibilità del "salto della quaglia" è ciò che ha garantito un docente specializzato alla maggior parte degli alunni disabili

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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Gio Gen 15, 2015 6:18 pm

Anche un non specializzato se è per questo. Io sono in 2GI su A037 e in 3GI su A043-A050. Su A043 ho ricevuto la maggior parte delle chiamate quest'anno ma quando mi è arrivata la chiamata su AD02 da 2GI incrociata, da non specializzato, fino al 30/06 ho scelto quest'ultima solo per caricare i 12 pt sulla 2GI per paura della "buona" scuola. Diversamente, quasi certamente avrei scelto le medie da 3GI.
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Gio Gen 15, 2015 6:23 pm

A0quarantasette ha scritto:
L'ALTRO POLO ha scritto:
Onofrio Del Grillo ha scritto:
dami ha scritto:
Onofrio, ti ringrazio della fiducia, ma le mie sono solo riflessioni e supposizioni.
Ad ogni modo, personalmente, io il TFA di sostegno lo tenterei, se mi piacesse effettivamente l'idea di lavorare su quel ruolo in via definitiva. Dico questo perché hanno intenzione di dare punteggi separati per sostegno e posto comune...
So che si tratterebbe di un impegno economico importante, però credo che alla fine pagherebbe.

Beh, ti dico che le tue sono riflessioni assai ben argomentate ed equilibrate, pertanto la tua opinione mi interessa. Quanto dici mi rincuora un po', anche se continuo a pensare che le cose non andranno proprio lisce come l'olio. Io sono molto arrabbiato e preoccupato, poiché da anni cerco di allinearmi a situazioni in perenne divenire, che mi cambiano da un giorno all'altro proprio mentre sto per arrivare a quello che fino al giorno prima era l'agognato traguardo (parlo, s'intende, non di ruolo ma di "umilissime" supplenze): vanificato il titolo Tfa per la sparizione della A061 dalla metà delle scuole (ma vedo che continuano colpevolmente ad abilitare altri illusi), mi vedo ora anche il titolo di sostegno svalutato da inghippi vari, primo tra i quali questo delle riconversioni degli Itp (che sembra campo minato, visto che nessuno osa opporvisi). Quindi, come disse il mio illustre omonimo, "Posso esse un po' inc**zato pe' 'sto fatto?".
Per quanto riguarda i punteggi separati, ti dico che sono anche sostanzialmente d'accordo, dal momento che i "salti della quaglia" non mi sono mai piaciuti in nessun campo. Non ho paura del sostegno e sono disponibile anche a farlo per tutta la vita.
E allora chissà se non convenga nemmeno a loro


Continuo a pensare che in questo modo il calo degli insegnanti di sostegno sarebbe drastico


su questo siamo d'accordo
la possibilità del "salto della quaglia" è ciò che ha garantito un docente specializzato alla maggior parte degli alunni disabili

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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Ven Gen 16, 2015 8:49 am

Si Si qualcosa del vincolo decennale? Avrà valenza retroattiva o riguarderà solo i neoassunti o tutti?
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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Sab Gen 17, 2015 6:49 pm

Onofrio Del Grillo ha scritto:
Dec ha scritto:
Per quanto riguarda gli Itp sono anni che non ci sono corsi abilitanti (a parte i Pas).

Io la sapevo diversa, Dec: non sta per partire (era per gennaio) il corso di riconversione sul sostegno degli Itp ed altre cdc in esubero? Con 5200 domande di partecipazione? Dec, il collega Polo ha ragione... gli Itp non sono neanche laureati, è una cosa scandalosa dai. Indifendibile.
Noi: laureati, abilitati, specializzandi o specializzati siamo in II fascia ad aspettare la grazia di una chiamata.
Loro, diplomati, con questo Pas di sostegno (perché di questo si tratta, quasi tutto online poi) essendo di ruolo passano avanti a tutti.
Voi continuerete a dirmi che non è così (e io mi auguro abbiate ragione), ma alle superiori costoro, specie nelle province più piccole, si prenderanno tutti i posti di sostegno disponibili.
Mi incavolerei anche se fossi un iscritto in Gae, guarda. Davvero.

Non dico che il corso di sostegno per i docenti in esubero sia una cosa giusta (non avevo capito che si parlasse di questo). Purtroppo, quando mi avventuro su questi temi, mi viene sempre risposto che i docenti di ruolo hanno comunque la precedenza sui precari (gae o gi in questo caso non fa differenza). Io credo che non dovrebbe essere così, soprattutto in un ambito delicato come il sostegno. Non so quale sia la tua provincia: se ci sono molti Itp in esubero non nego che qualche posto lo prenderanno, ma non credo tutti. Del resto nessuno è in grado di prevedere cosa accadrà l'anno prossimo.
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Onofrio Del Grillo



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MessaggioOggetto: Re: Ma la "riforma" sul sostegno non rischia paradossalmente di diminuire il numero degli insegnanti di sostegno?   Sab Gen 17, 2015 7:49 pm

Dec ha scritto:
Non dico che il corso di sostegno per i docenti in esubero sia una cosa giusta (non avevo capito che si parlasse di questo). Purtroppo, quando mi avventuro su questi temi, mi viene sempre risposto che i docenti di ruolo hanno comunque la precedenza sui precari (gae o gi in questo caso non fa differenza). Io credo che non dovrebbe essere così, soprattutto in un ambito delicato come il sostegno. Non so quale sia la tua provincia: se ci sono molti Itp in esubero non nego che qualche posto lo prenderanno, ma non credo tutti. Del resto nessuno è in grado di prevedere cosa accadrà l'anno prossimo.

Grazie per la risposta Dec, sempre gentilissimo. E grazie per la comprensione.
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