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 Storia e noia: idee e esperienze

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mystika



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MessaggioOggetto: Storia e noia: idee e esperienze   Gio Gen 22, 2015 2:32 pm

Promemoria primo messaggio :

Cari colleghi,
scrivo da ritorno da scuola, in preda a un senso di frustrazione profondo.

Sono docente di sostegno in un liceo e "assisto" a lezioni di storia di miei colleghi in più classi. Sono anch'io insegnante di storia, quindi questa esperienza è per me estremamente formativa, perché mi insegna molto più di qualsiasi tirocinio. Facendo sostegno, ho una prospettiva preziosa e inedita da cui guardare i nostri alunni e cerco di fare tesoro di quello che vedo e che sento, per imparare dai colleghi illuminati ed evitare gli errori dei colleghi meno "brillanti".

In ogni caso - immancabilmente - assisto a questa realtà: gli studenti sono mortalmente annoiati. Nei migliori dei casi tacciono con aria da agnello portato al macello; nei peggiori giocano a carte o al cellulare o sentono la musica o dormono.

Volevo quindi chiedervi qual è la vostra esperienza di insegnanti di storia alle superiori e, soprattutto, se vi va di condividere idee per trasmettere la nostra disciplina in maniera meno ammorbante, nozionistica e irrimediabilmente tediante.
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Sab Gen 24, 2015 9:41 pm

stefy1879 ha scritto:
Non insegno storia. Due considerazioni,  apparentemente in contrasto tra loro: tanto lo fa il carisma e la personalità del docente,  come questo trasmette i contenuti, e se uno non c'è l ha, come il coraggio di Don Abbondio,  non può darselo!
Altra considerazione,  ma chi l ha detto che i ragazzi a scuola,  devono divertirsi e non faticare? Perché passa sempre il messaggio che gli insegnanti devono essere delle specie di animatori? Storia può anche essere noiosa, ma le professioni che faranno questi ragazzi nella loro vita futura non avranno momenti di noia, fatica e ripetitività?

una battuta: io come docente cerco di non annoiarmi a insegnare, e tu?
Noia e fatica sono due cose diverse, come il caso del gioco sportivo dimostra.
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Sab Gen 24, 2015 10:11 pm

Erodoto ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Erodoto,  io procedo in questo modo. Faccio la preistoria in modo discretamente approfondito, puntando su due aspetti: l' evoluzione umana e il concetto di rivoluzione neolitica. Poi passo alle popolazioni mesopotamiche, considerate sotto l'aspetto culturale ed evitando tutti gli elementi di storia politica e militare: una sintesi molto veloce con un maggiore approfondimento sulla nascita della scrittura e delle leggi scritte. Poi gli Egizi, un paio di settimane. Velocizzo moltissimo su Fenici (nascita dell'alfabeto) e ancor di più sugli Ebrei. Poi minoici e micenei collegati,  soprattutto questi ultimi,  alla storia greca. Di solito, se non interrogo ma faccio solo verifiche scritte,  posso iniziare la storia greca vera e propria dopo natale.

Faccio più o meno la stessa cosa. Rispetto a te mi dedico solitamente poco all'evoluzione umana ma pure io mi soffermo su rivoluzione neolitica e urbana. Mesopotamia: invenzione della scrittura, prime strutture sociali, codice di Hammurabi. Non sempre approfondisco tutti e tre gli argomenti, ogni anno scelgo a quale dedicare più spazio. Egizi e Fenici, come te.
Da qualche anno mi sono dato la regola che prevede di iniziare la storia greca al più tardi i primi di dicembre. Alla fine dell'anno voglio trattare almeno il I secolo a.C. per poter poi iniziare con l'età di Cesare in seconda.
Non sai quante volte ho maledetto i colleghi che in prima me li hanno lasciati all'età dei re di Roma oppure alla fondazione della repubblica. Se si affrontano le guerre puniche e la crisi del II secolo è buono. L'idiozia dei programmi ministeriali è stato spezzare a metà lo studio della storia Romana. Una volta mi è capitata una terza che aveva avuto due insegnanti diversi in prima e seconda: avevano saltato in blocco dalle guerre puniche ad Augusto perché "bisognava adeguarsi al programma". Ecco, in quei casi sviluppo istinti omicidi e distruttivi. Peraltro negli anni ho sentito diverse volte di situazioni analoghe, relative anche ad altri periodi storici.

Erodoto, Chicca70, quale teoria didattica vi  suggerisce che la migliore metodologia sia la completezza cronologica, il fare il riassunto di tutto,  una cosa dopo l'altra? Avete mai pensato che si potrebbe forse insegnare storia per problematiche (storia della guerra, dell'economia, della conoscenza, della sofferenza), o unendo una tematica di storia moderna e una antica, o all'incontrario il 900 in prima, i greci in quinta? Credereste utile dedicare una unità a la storia familiare degli studenti (quanto riescono a tornare indietro? solo ai nonni?).   Una studentessa una volta mi ha detto che la storia le faceva schifo perchè era susseguirsi di gente che si ammazzava. Bello e giusto, no? Come reagireste, preoccupandovi di quanto programma avete fatto, o fermando tutto, e cercando di capire insieme a Lei se stiamo andando da qualche parte. E se perdete un mese a leggere Kant, o Croce, o Agostino, sarebbe tempo perso? Viviamo in  territori  pieni  di storia, spingete i vostri studenti ad esplorarlo storicamente. Abbiamo cattedrali millenarie, imponetegli  di scoprire la stratificazioni della costruzione. Fate la gara a chi individua il reperto più antico conservato nei musei e archivi, mandateli a fotografarlo, a capire come ci è arrivato, quando, come, perchè. Portateli negli archivi, in una emeroteca storica. Se vivete vicino a Pompei non ne avete abbastanza a esplorare tutto quell'infinito sito di meraviglie? Per il Risorgimento, fate impersonare a ciascun studente uno dei padri dell'Italia, fategli leggere i testi originali, fategli dibattere come se fossero Mazzini contro Cavour, leggete l'avvento del fascismo nel 22 su i giornali dell'epoca, giorno per giorno (comprate uno scansionatore professionale). Fateli lavorare su cosa avrebbero scelto di fare l'8 settembre, collezionando le testimonianze di che cosa fecero gli italiani. Fategli leggere Momigliano e Braudel. Fategli progettare una timeline al computer. O fate quello che volete, ma che siate creativi, entusiasti, imprevedibili, convinti, appassionati. Abolite la cattedra, le lezioni frontali e il libro di testo. Che la noia vi sia nemica. Non vi sembra di essere molto molto legati ha una prassi invalsa formatasi nel corso degli anni per mille compromessi burocratici, insopportabile, inutile per voi  e per loro,  e che non ha nessuna vera giustificazione se non il quieto vivere?


Ultima modifica di mario60 il Sab Gen 24, 2015 11:32 pm, modificato 2 volte
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Sab Gen 24, 2015 10:24 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Man mano che si va avanti la storia si arricchisce di nuovi eventi; man mano che si va avanti le discipline importanti diventano sempre più numerose, pensiamo alle lingue, all'informatica ed alle numerose tecnologie che 100 anni fa non esistevano e non si dovevano imparare.

Giocoforza si DEVE sfrondare.

Oggi un alunno mi ha chiesto cosa sapevo della guerra del Peloponneso (voleva qualche dritta per l'interrogazione di storia dell'ora successiva), gli ho risposto che so che il Peloponneso è in Grecia e se voleva sapere qualcosa di più da me avrebbe dovuto chiedermela 30 anni fa.

Fermo restando che quella guerra sarà stata importante nel suo tempo e che avrà inciso sulla storia successiva, è stata diversa da ogni altra guerra, tanto da meritare un'attenzione particolare ?
Possibile che i giochi di potere debbano essere così pervasivi nella disciplina "storia" ?
Possibile che in storia si debba dare più importanza all'attività distruttiva dell'uomo anzichè a quella costruttiva ?
In storia secondo me sono importanti i fatti che hanno reso il mondo quello che è oggi, Assiri e Babilonesi, Persiani, Etruschi, Longobardi ecc sono nulla più che comparse nella costruzione della nostra civiltà.
Non che non abbiano lasciato tracce o che non abbiano contribuito a nulla, semplicemente non sono stati incisivi.
Tutte le dinastie italiche ed europee, tutti gli staterelli da quattro soldi in cui era smembrata l'Italia, ha senso perderci tempo ?
Chi cazzo erano gli Svevi ? Li ho studiati a scuola ed ora non li so più collocare nè come tempo nè come luogo, quindi dopo la scuola in 30 anni non li ho più sentiti nominare; ha senso averli studiati ?

All'interno di civiltà fondamentali come l'antica Roma, Orazi e Curiazi sono fondamentali ..... se ti appassionano le parole crociate, altrimenti è meglio concentrarsi su altro (dell'antica Roma).

Ho dato solo qualche spunto di riflessione, per poterne dare altri dovrei avere migliori reminiscenze di una materia che una volta mi piaceva e studiavo con interesse, ma dopo 30 anni ha lasciato poche tracce nella mia mente, come del resto farà nella mente della maggior parte dei nostri allievi.

condivido il sentimento, ma lasciami dire che in questo caso condivido perchè - per una materia che evidentemente non ti interessa- hai ancora memoria della noia patita e ragioni da studente (non da prof spocchioso e frustrato come quando parli della tua docenza)
La spiegazione che ti dai è un poco qualunquista. Che tu non ricordi non è rilevante, non si studia per ricordare, ma per acquisire un metodo. Oggi se ti poni una questione storica, sai andare in bliblioteca e individuare i libri giusti, sai giudicare se si tratta di un testo di storia romanzata, una parodia come quelle che trovi in molte riviste da edicola, o un capolavoro storiografico di Braudel?n Se per qualche motivo ti interessa una questione di storia locale, riesci a capire cosa cercare in un archivio, e come essere cauto a costruire evidenza documentale? Quando leggi la cronaca, ti sembra che capisci meglio cosa sta succedendo nel mondo perchè riesci a vedere il presente come esito del passato? Se si, hai avuto dei buoni insegnanti, se no, no. Semplice.
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Sab Gen 24, 2015 11:03 pm

chicca70 ha scritto:
Rispetto alla guerra del Peloponneso sono molto più importanti le guerre persiane.  Se le avesse vinte l'impero persiano e non Atene,  il concetto greco di democrazia non sarebbe mai esistito. Etruschi e Longobardi sono rilevanti per alcune aree dell'Italia.  Comunque ad essi è difficile che vengano dedicate più di due ore. Alcuni staterelli italiani hanno lasciato tracce culturali importanti e, nelle ex capitali, sono ancora oggi alquanto sentiti. Nella mia città, ex capitale pre unitaria,  se si va a fare un giro in centro si passa davanti al palazzo ducale. Magari non è inutile sapere chi viveva lì e cosa ha fatto. Ed anche sapere che l'Italia,  con la sua frammentazione politica e la sua debolezza,  è stata preda di invasioni per tutta l'età moderna.
ops, anche nella mia c'è il palazzo ducale
:-)
m.
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Sab Gen 24, 2015 11:29 pm

mystika ha scritto:
Cari colleghi,
scrivo da ritorno da scuola, in preda a un senso di frustrazione profondo.

Sono docente di sostegno in un liceo e "assisto" a lezioni di storia di miei colleghi in più classi. Sono anch'io insegnante di storia, quindi questa esperienza è per me estremamente formativa, perché mi insegna molto più di qualsiasi tirocinio. Facendo sostegno, ho una prospettiva preziosa e inedita da cui guardare i nostri alunni e cerco di fare tesoro di quello che vedo e che sento, per imparare dai colleghi illuminati ed evitare gli errori dei colleghi meno "brillanti".

In ogni caso - immancabilmente - assisto a questa realtà: gli studenti sono mortalmente annoiati. Nei migliori dei casi tacciono con aria da agnello portato al macello; nei peggiori giocano a carte o al cellulare o sentono la musica o dormono.

Volevo quindi chiedervi qual è la vostra esperienza di insegnanti di storia alle superiori e, soprattutto, se vi va di condividere idee per trasmettere la nostra disciplina in maniera meno ammorbante, nozionistica e irrimediabilmente tediante.

+1 +10 +100 +1000

io di solito mando in tilt queste classi (e i colleghi che vi insegnano) perchè interrompo ogni attività (qualche volta veri e propri tic nervosi) di gestione delle noia: se giocano al telefonino, glielo rubo, e leggo i msg ad alta voce, faccio rileggere quello che stiamo leggendo a chi si distrae, stacco le cuffie (che però permetto durante le attività di scrittura), domando in continuazione. In un paio di classi mi sono scontrato con un paio di superdiligenti che - avendo la capacità di acquisire tutto in circa un quarto del tempo scuola - si erano organizzate altre attività da svolgere nei restanti 3/4 (giochi al iPhone in cui erano arrivati al livello 500, copiatura appunti altre lezioni o svolgimento compiti per fidanzati di altre classi, lettura romanzi, ecc.). Quando gli ho spiegato che non potevano fare così, e gli ho riempito i restanti 3/4 con attività di approfondimento, sono inizialmente andate in tilt. Dopo è andata meglio (non benissimo)
Il problema è che molti colleghi concepiscono il tempo scuola come tempo dell'ascolto passivo, e non come un tempo dove si devono poter svolgere attività cognitive che suscitano attenzione e concentrazione.
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disorientata71



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Dom Gen 25, 2015 9:23 am

Trovo molto interessante questo topic perchè è un momento prezioso di aggiornemento quello in cui  è possibile scambiarsi idee e suggerimenti.
Però,senza  polemica alcuna, sia chiaro, ma solo per capire, vorrei fare delle domande a Mario60 che ha scritto qui tanti suggerimenti didattici interessanti.
Visto che non so quotare farò dei semplici copia e incolla.

Mario, quando dici "Viviamo in  territori  pieni  di storia, spingete i vostri studenti ad esplorarlo storicamente. Abbiamo cattedrali millenarie, imponetegli  di scoprire la stratificazioni della costruzione. Fate la gara a chi individua il reperto più antico conservato nei musei e archivi, mandateli a fotografarlo, a capire come ci è arrivato, quando, come, perchè. Portateli negli archivi, in una emeroteca storica" ti chiedo : nella tua scuola non ci sono limiti e problemi a portare fuori i ragazzi ? Da me sì, per un problema di monte ore uscite, perchè i colleghi tutti sono gelosissimi delle ore trascorse in classe e a settembre si pianifica un monte ore risicatissimo per le attività e i progetti  svolti fuori dall'aula. Per questo a me non è concessa più di un'uscita in collaborazione con un altro docente. Per dirti, io non li posso nemmeno portare al cinema una volta.

Secondariamente ti chiedo, quando dici "Per il Risorgimento, fate impersonare a ciascun studente uno dei padri dell'Italia, fategli leggere i testi originali, fategli dibattere come se fossero Mazzini contro Cavour, leggete l'avvento del fascismo nel 22 su i giornali dell'epoca, giorno per giorno (comprate uno scansionatore professionale). Fateli lavorare su cosa avrebbero scelto di fare l'8 settembre, collezionando le testimonianze di che cosa fecero gli italiani. Fategli leggere Momigliano e Braudel."   ecco... ma attività come queste richiedono, a mio parere (forse sbaglio) molto tempo, non sono attività che si improvvisano, e anche una certa capacità di interpretazione autonoma del testo scritto da parte dell'utenza. Ora, io sono ad un tecnico, nel biennio, e veramente vedo molte difficoltà nella comprensione di un testo scritto appena un po' più impegnativo del solito. Credo che non sarebbero autonomi in nulla e tutto richiederebbe una mole di tempo esagerata...
ora, è vero che dobbiamo liberarci dall'ansia del programma, però credo anche che sia un po' rischioso non gestire i tempi delle attività e arrivare a svolgere magari benissimo solo pochi argomenti. Ma non per un discorso di ossequi al programma o al docente che verrà dopo di noi, ma soprattutto in relazione al fatto che secondo me insegnare storia, specie nelle classi più basse, significa far capire la progressione  anche cronologica delle idee e dei fatti, per far capire il senso globale di quello che è successo.

Se c'era una cosa che io al biennio non capivo, visto che all'epoca nessuno evidentemente si poneva il problema di spiegarcela, era la collocazione degli eventi e la loro concatenazione all'interno di un colpo d'occhio globale. .  Pensa che io facevo fatica a ricollocare mentalmente gli argomenti che pur essendo contemporanei tra loro, erano, ovviamente, trattati in capitoli diversi del libro. Forse è per questo che ogni volta che spiego qualunque cosa voglio sincerarmi che gli alunni abbiano chiaro di che periodo parliamo, di cosa c'era prima e cosa dopo. Ma forse questa è una mia ossessione...

Mi piacerebbe che mi rispondessi, per capire..

Disorientata


Ultima modifica di disorientata71 il Dom Gen 25, 2015 4:48 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Dom Gen 25, 2015 10:19 am

Se proprio si vuole provare con i gadget divertenti, c'è un giochino da tavolo che si chiama TIMELINE (parlo della versione originaria con le carte, non video-virtuale-interattivo o simili) che si basa proprio sull'abilità di vedere l'asse dei tempi a colpo d'occhio, e di stimare la sequenza cronologica di vari eventi, dalle guerre, alle invenzioni e scoperte, opere letterarie, imprese di esplorazione, eventi naturali, e quant'altro. Ho visto personalmente degli adulti (e anche di cultura superiore alla media) farci la figura dei peracottari, venendo stracciati da bambini di 8 o 9 anni, che ancora quegli eventi non li avevano nemmeno studiati a scuola.

Ovviamente non è che "insegni la storia", ma provare a farlo usare saltuariamente, per chiarirsi qualche idea proprio sul senso della cronologia, potrebbe essere istruttivo...
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Dom Gen 25, 2015 10:30 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Se proprio si vuole provare con i gadget divertenti, c'è un giochino da tavolo che si chiama TIMELINE (parlo della versione originaria con le carte, non video-virtuale-interattivo o simili) che si basa proprio sull'abilità di vedere l'asse dei tempi a colpo d'occhio, e di stimare la sequenza cronologica di vari eventi,
Penso che questo sia proprio uno dei casi in cui l'informatizzazione del gioco potrebbe portare un valore aggiunto; un esempio di buona scuola 2.0
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Dom Gen 25, 2015 10:45 am

Non credo, perché con le carte in mano si gioca tutti insieme, ognuno fa la sua mossa a turno, e ognuno osserva come si modifica la situazione volta per volta... con quello informatizzato, non vedo come si potrebbe farlo se non facendo giocare una sola persona alla volta, mentre gli altri si girano i pollici e aspettano il proprio turno.

A meno di non immaginare un desolante scenario surreale in cui 25 ragazzini si collegano contemporaneamente nella stessa stanza spippolando su 25 tablet diversi, invece di stendere una fila di carte su un tavolo e guardarle dal vivo tutti insieme. E in tal caso non vedrei proprio dove starebbe il vantaggio.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Dom Gen 25, 2015 11:59 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Non credo, perché con le carte in mano si gioca tutti insieme, ognuno fa la sua mossa a turno, e ognuno osserva come si modifica la situazione volta per volta... con quello informatizzato, non vedo come si potrebbe farlo se non facendo giocare una sola persona alla volta, mentre gli altri si girano i pollici e aspettano il proprio turno.

A meno di non immaginare un desolante scenario surreale in cui 25 ragazzini si collegano contemporaneamente nella stessa stanza spippolando su 25 tablet diversi, invece di stendere una fila di carte su un tavolo e guardarle dal vivo tutti insieme. E in tal caso non vedrei proprio dove starebbe il vantaggio.

L.

Potrebbero farlo da casa collegati via Internet. Sempre meglio degli adulti che giocano a burraco via Internet.
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Dom Gen 25, 2015 11:38 pm

disorientata71 ha scritto:
Trovo molto interessante questo topic perchè è un momento prezioso di aggiornemento quello in cui  è possibile scambiarsi idee e suggerimenti.
Però, senza  polemica alcuna, sia chiaro, ma solo per capire, vorrei fare delle domande a Mario60 che ha scritto qui tanti suggerimenti didattici interessanti.
Visto che non so quotare farò dei semplici copia e incolla.

Grazie espressione di curiosità.
Permittimi di risponderti in termini veloci (siamo in un forum molto colloquiale, non in un convegno scientifico :-)).

Io ragiono così. Primo mi domando cosa farei in una situazione con condizioni di lavoro ideale e allo stesso tempo realistiche.
Oggi nella scuola italiana, per Storia, per situazione ideale ma realistica penso a un incarico di ruolo con sicurezza di continuità didattica in un triennio di un liceo standard italiano, tre ore a settimana (per 33 settimane/anno scolastico), non più di di 25 alunni, di cui forse un paio con chiaramente una marcia in più, diversi diligenti, diversi negligenti, un paio con qualche oggettiva difficoltà. Tengo conto della indicazioni nazionali. E assumo - nota bene! - che sia in un consiglio di classe unanimamente concorde con impostazioni similari alla mia, e con una dirigenza attenta agli aspetti amministrativi, ma estremamente rispettosa dell'autonomia didattica dei docenti.  Ciò che  ammetto non potrebbe realizzarsi nemmeno in  tali condizioni ideali, lo considero ovviamente non proponibile.

Secondo - avendo in mente  quella situazione ideale  - considero quanto quella concreta in cui dovrò operare differisce da quella rispetto ai due diversi ambiti: quello più direttamente didattico (anno di corso, numero di studenti e distribuzione dei loro profili in entrata, numero studenti con problematiche varie, risorse quali biblioteche e simili) e quello delle differenze di impostazione metodologica con i colleghi (e amministrazione). Prendendo in considerazione, per ora, >solo< le differenze del primo tipo valuto  intanto quanto quello che farei nella situazione ideale non sia proponibile in quella concreta, e quindi:

Terzo, cerco di organizzare una programmazione per attività (ognuna con il suo monte ore), ognuna intorno a una tematica e tali da svolgersi con modalità anche diverse ma complementari di approccio alla pratica storiografica (nel complesso cerco che ognuna richieda - qualcuna di più, qualcuna di meno-  studio di documenti, capacità di periodizzare, esplorazione storica del territorio vicino, lettura di saggi, esposizione della propria ricerca, ecc. ecc.). Di queste attività cerco di pensarne cinque o sei, anche con riferimento ai profili in entrata, e diverse da un anno all'altro.  Prevedo anche quali potranno essere svolte a livelli diversi di difficoltà. Come credo si sia capito, la mia preoccupazione è che le attività siano tutte tali da richiedere, e in parte esigere, lo svolgimento diretto da parte degli studenti di qualche lavoro intellettuale, con le proprie mani e la propria testa, in cui l'ascolto del docente sia ridotto al minimo (e sopratutto che il docente non sia - o non sia la principale - fonte di autorità cognitiva, anche se sicuramente sono sempre molto presente nel coordinare il tutto)

Fissato tutto questo, mi guardo intorno, e cerco di capire quanto potrò trovare collaborazione nei colleghi e con l'amministrazione. (in alcun casi, anche ripensando alcune della attività per riuscire a svolgerle in collaborazione, in altri pronto alla 'battaglia')


disorientata71 ha scritto:

Mario, quando dici "Viviamo in  territori  pieni  di storia, spingete i vostri studenti ad esplorarlo storicamente. Abbiamo cattedrali millenarie, imponetegli  di scoprire la stratificazioni della costruzione. Fate la gara a chi individua il reperto più antico conservato nei musei e archivi, mandateli a fotografarlo, a capire come ci è arrivato, quando, come, perchè. Portateli negli archivi, in una emeroteca storica" ti chiedo : nella tua scuola non ci sono limiti e problemi a portare fuori i ragazzi ? Da me sì, per un problema di monte ore uscite, perchè i colleghi tutti sono gelosissimi delle ore trascorse in classe e a settembre si pianifica un monte ore risicatissimo per le attività e i progetti  svolti fuori dall'aula. Per questo a me non è concessa più di un'uscita in collaborazione con un altro docente. Per dirti, io non li posso nemmeno portare al cinema una volta.

Dipende. Nelle scuole dove sono stato, qualche uscita in più non è mai stato un problema. In qualche caso, ho trovato l'interesse degli studenti ad aggiungere un paio di uscite pomeridiane. In un geometra, molti anni fa, erano abituati ad uscire per fare dei rilievi, e io mi sono accodato per indicare edifici di varie epoche e funzioni. Altrimenti, ci si può impuntare.

disorientata71 ha scritto:

Secondariamente ti chiedo, quando dici "Per il Risorgimento, fate impersonare a ciascun studente uno dei padri dell'Italia, fategli leggere i testi originali, fategli dibattere come se fossero Mazzini contro Cavour, leggete l'avvento del fascismo nel 22 su i giornali dell'epoca, giorno per giorno (comprate uno scansionatore professionale). Fateli lavorare su cosa avrebbero scelto di fare l'8 settembre, collezionando le testimonianze di che cosa fecero gli italiani. Fategli leggere Momigliano e Braudel."   ecco... ma attività come queste richiedono, a mio parere (forse sbaglio) molto tempo, non sono attività che si improvvisano, e anche una certa capacità di interpretazione autonoma del testo scritto da parte dell'utenza. Ora, io sono ad un tecnico, nel biennio, e veramente vedo molte difficoltà nella comprensione di un testo scritto appena un po' più impegnativo del solito. Credo che non sarebbero autonomi in nulla e tutto richiederebbe una mole di tempo esagerata...

Ovviamente non tutte quelle cose nella stessa classe. Quella del Risorgimento l'ho tentata davvero in un classico; ho diviso la classe in 5/6 gruppi, ad ognuna affidando un padre della patria, e assegnado di ricercare, selezionare, leggere e relazionare gli scritti. Credo di ricordare che il gruppo Cavour, alla fine trovò qualche collezione di opere, scoprendo che per la maggior erano scritte in francese, e questo risultò interessante. Il gruppo Gioberti fu eroico, si lesse tuttoil Primato. Ovviamente, l'autonomia che puoi aspettarti in un classico, non la ritrovi in un professionale, in cui forse devi fornire tu degli estratti, e forse immaginare una forma più teatrale di lettura. Far fare qualche tabellone aiuta. Non credere però che io faccia fare solo elaborati con contenuti semplificati: includo sempre la richiesta di leggere un testo di storiografia vera, con le difficoltà di un testo adulto, e non temo di differenziare le prove corrispondentemente  a livelli di apprendimento.

Nel biennio di un tecnico per esempio forse penserei ad una unità di storia della tecnologia dalla caverna ad oggi cercando di fargli ragionare su cosa già sanno, ma non sono abituati a mettere in fila, e quali sia stati i grandi salti (cosa ha significato la scoperta dell'elettricità, quando è diventata secondaria l'energia animale, quando gli occhiali, quando la carta, quando l'asfalto, ecc. ecc.)

Detto per inciso, io trovo difficile ma spesso di grande soddisfazione dedicare nelle prime molto tempo a fargli scrivere tutto quello che sanno o credono di sapere su un problema, e poi chiedergli di pensarci meglio, e poi ancora meglio.


disorientata71 ha scritto:

ora, è vero che dobbiamo liberarci dall'ansia del programma, però credo anche che sia un po' rischioso non gestire i tempi delle attività e arrivare a svolgere magari benissimo solo pochi argomenti.

Come vedi sopra, io ragiono in termini di attività e di livelli di competenza raggiunti, non di nozioni da ricordare. L'ansia del 'programma' c'è l'ho anche io, rispetto al programma di attività che ho programmato, quando vedo che non ci sto riuscendo.

disorientata71 ha scritto:

Ma non per un discorso di ossequi al programma o al docente che verrà dopo di noi,  
Se il docente che viene dopo la pensa come me, per rispettarlo dovresti evitare di passargli degli studenti che sanno solo ripetere il manuale.
disorientata71 ha scritto:

ma soprattutto in relazione al fatto che secondo me insegnare storia, specie nelle classi più basse, significa far capire la progressione  anche cronologica delle idee e dei fatti, per far capire il senso globale di quello che è successo.

Sicuramente si.
Per esempio: prendi nella tua città (se abbastanza grande) 15 edifici di epoche diverse. Faglieli osservare attentamente, e organizza una gara a chi sa metterli in ordine cronologico, sulla base delle differenze che notano. 'punisci' chi bara consultando una guida, e in genere qualche cirterio viene fuori (non saprei: qualcuno dirà che quelli piccoli e sporchi sono più vecchi, o dalla dimensioni delle finestre).  E poi lo stesso gioco su una serie di video giochi, e poi su una serie di disegni/foto di guerra, di quadri della pinacoteca locale; di automobili, di reperti del museo archeologico, ecc. ecc. ecc. Se ci lavori, alla fine acquistano una abitudine a mettere in ordine cronologico (senza barare cercandole in una guida)  e la consapevolezza che non tutto quello che li circonda è dello stesso periodo.
Io inoltre  dedico sempre qualche lezione a far trasformare l'indice di un libro di storia in una timeline, cercando di fargli vedere come i capitoli del loro libro sono una periodizzazione di un arco di tempo. Qualche volta faccio confrontare indici di manuali diversi.  

disorientata71 ha scritto:

Se c'era una cosa che io al biennio non capivo, visto che all'epoca nessuno evidentemente si poneva il problema di spiegarcela, era la collocazione degli eventi e la loro concatenazione all'interno di un colpo d'occhio globale. .  Pensa che io facevo fatica a ricollocare mentalmente gli argomenti che pur essendo contemporanei tra loro, erano, ovviamente, trattati in capitoli diversi del libro. Forse è per questo che ogni volta che spiego qualunque cosa voglio sincerarmi che gli alunni abbiano chiaro di che periodo parliamo, di cosa c'era prima e cosa dopo. Ma forse questa è una mia ossessione...


Si certo, e mi fai ricordare che quest'anno non ho chiesto l'esercizio di completare la timeline di cui sopra con una linea di quel che poteva succedere in contemporanea in altri continenti.


disorientata71 ha scritto:

Mi piacerebbe che mi rispondessi, per capire..
Disorientata

ecco qua
buon lavoro
m.


Ultima modifica di mario60 il Lun Gen 26, 2015 11:20 am, modificato 1 volta
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Dom Gen 25, 2015 11:47 pm

avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Se proprio si vuole provare con i gadget divertenti, c'è un giochino da tavolo che si chiama TIMELINE (parlo della versione originaria con le carte, non video-virtuale-interattivo o simili) che si basa proprio sull'abilità di vedere l'asse dei tempi a colpo d'occhio, e di stimare la sequenza cronologica di vari eventi,
Penso che questo sia proprio uno dei casi in cui l'informatizzazione del gioco potrebbe portare un valore aggiunto; un esempio di buona scuola 2.0

interessante, link?
m.

ps vedi http://www.simile-widgets.org/timeline/ è molto interessante, ma forse un poco difficile per chi non ha qualche base di programmazione web
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Lun Gen 26, 2015 8:05 am

Disorientata, per fortuna ci sono dei limiti nel portare fuori i ragazzi! Non puoi utilizzare costantemente le ore dei colleghi per attività che riguardano la tua materia. Un'uscita didattica all'anno è equa. Tra l'altro non puoi costringere nessuno ad accompagnare fuori la classe insieme a te perché portarla fuori implica l'accettazione di una responsabilità notevolmente superiore a quella che hai in classe. Per questo motivo io mi rifiuto sempre di accompagnare alunni non maggiorenni nelle uscite didattiche e di partecipare a viaggi d'istruzione con alunni di qualsiasi età. Anche a me, in linea teorica, piacerebbe fare uscite e gite, se fossi stata insegnante 30 anni fa li avrei accompagnati senza problemi; con i ragazzi di oggi e con la sempre maggiore tendenza a denunciare gli insegnanti per ogni minimo problema non ci penso nemmeno.
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Lun Gen 26, 2015 9:09 am

chicca70 ha scritto:
Disorientata, per fortuna ci sono dei limiti nel portare fuori i ragazzi! Non puoi utilizzare costantemente le ore dei colleghi per attività che riguardano la tua materia. Un'uscita didattica all'anno è equa. Tra l'altro non puoi costringere nessuno ad accompagnare fuori la classe insieme a te perché portarla fuori implica l'accettazione di una responsabilità notevolmente superiore a quella che hai in classe.

mah!

chicca70 ha scritto:
Per questo motivo io mi rifiuto sempre di accompagnare alunni non maggiorenni nelle uscite didattiche e di partecipare a viaggi d'istruzione con alunni di qualsiasi età. Anche a me, in linea teorica,  piacerebbe fare uscite e gite, se fossi stata insegnante 30 anni fa li avrei accompagnati senza problemi;  con i ragazzi di oggi e con la sempre maggiore tendenza a denunciare gli insegnanti per ogni minimo problema non ci penso nemmeno.

francamente, scuse.

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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Lun Gen 26, 2015 9:29 am

Se uno vuole giocarsi la casa per voler fare il "prof buono che ti porta in gita" è libero di farlo.
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Lun Gen 26, 2015 11:54 am

http://www.youtube.com/watch?x-yt-cl=84503534&v=jzsGgxREG1g&x-yt-ts=1421914688
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Lun Gen 26, 2015 3:03 pm

[quote="giobbe"]http://www.youtube.com/watch?x-yt-cl=84503534&v=jzsGgxREG1g&x-yt-ts=1421914688[/quote

Ma siamo in altro paese, altro contesto, perchè diffondere questi timori?
E poi, si tratta comunque di un mestiere con un aspetto di prendersi cura di persone in difficoltà relazionale, dove si deve essere preparati a accettare il rifiuto dell'altro.
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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Lun Gen 26, 2015 4:05 pm

Oltretutto, perché mai... una libera scelta legittima, di non dare la disponibilità per qualcosa che comunque non è obbligatorio, dovrebbe essere considerata "una scusa"?

Io, se non voglio portare una classe in gita, semplicemente dico di no e basta.

Non mi metto certo a giustificarmi e a cercare scuse, come se stessi facendo qualcosa di illegittimo di cui ci si deve sentire in colpa.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Storia e noia: idee e esperienze   Lun Gen 26, 2015 4:36 pm

mario60 ha scritto:
giobbe ha scritto:
http://www.youtube.com/watch?x-yt-cl=84503534&v=jzsGgxREG1g&x-yt-ts=1421914688[/quote

Ma siamo in altro paese, altro contesto, perchè diffondere questi timori?
E poi, si tratta comunque di un mestiere con un aspetto di prendersi cura di persone in difficoltà relazionale, dove si deve essere preparati a accettare il rifiuto dell'altro.
Tu dici? Si vede che hai poca esperienza in merito.
1. In Italia ragazzi che che spintonano, prendono a cattive parole e, a limite, aggrediscono i proff. ce ne sono;
2. Una volta a scuola si andava come si va tuttora oggi in chiesa. Oggi la scuola è diventata un centro di rieducazione sociale (per tua stessa ammissione).
Questa è oggi la scuola:
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