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 Giorno della memoria e rischio assuefazione

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chicca70



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MessaggioOggetto: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Sab Gen 24, 2015 2:22 pm

Promemoria primo messaggio :

Come ogni anno, tra pochi giorni nelle scuole verrà celebrato il Giorno della memoria in ricordo dell'olocausto del popolo ebraico. Come ogni anno noi insegnanti, soprattutto di lettere, facciamo leggere passi letterari e mostriamo film sull'argomento, come siamo tenuti a fare. Ora io mi domando: un alunno che per i 13 anni della sua frequenza scolastica, ogni anno, è sollecitato su questa tematica non rischia, alla lunga, l'assuefazione e, di conseguenza, l'indifferenza? Può un evento così eccezionale e drammatico risultare banalizzato da un'esposizione eccessiva?
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 6:17 pm

Quindi, in base al tuo discorso, elimineresti lo studio di Sparta dai programmi di Storia, così come tutti gli altri argomenti considerati ripetitivi e causa di potenziale orticaria?

PS) Mi piacerebbe sentire da te e Paniscus cosa intendete per "retorica obbligata"
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 6:37 pm

Mi dispiace, non sono stata chiara. Lo studio di Sparta non viene effettuato ogni anno ma due volte nei tredici anni di frequenza scolastica. Se ci fosse ogni anno il "giorno di Sparta" sarebbe troppo. Il problema non è l'argomento, che è e rimane importantissimo, ma è il parlarne troppo e, soprattutto, a scadenze prefissate, che toglie ad esso il valore. La prima volta che visiti un lager ne rimani sconvolta, la seconda anche,la terza pure. Ma se vai a visitare un lager ogni anno per 20 anni, la vventesima visita ti sconvolgera' come la prima? Pur continuando a riconoscere la drammaticità degli eventi che vi si sono svolti, l'impatto emotivo non sarà più lo stesso. Credo che gli argomenti più critici e seri non vadano mai svalutati con "giornate ad hoc".
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 6:39 pm

giovanna onnis ha scritto:
Quindi, in base al tuo discorso, elimineresti lo studio di Sparta dai programmi di Storia, così come tutti gli altri argomenti considerati ripetitivi e causa di potenziale orticaria?

PS) Mi piacerebbe sentire da te e Paniscus cosa intendete per "retorica obbligata"

Vivo in Sicilia, e di commemorazioni di eventi infausti ho il calendario pieno. Posso dirti che molti, ogni tanto, sbottano con un "e basta!", anche se è solo momentaneo e ci si vergogna un po'. E' umano.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 6:54 pm

chicca70 ha scritto:
Mi dispiace,  non sono stata chiara. Lo studio di Sparta non viene effettuato ogni anno ma due volte nei tredici anni di frequenza scolastica.  Se ci fosse ogni anno il "giorno di Sparta" sarebbe troppo. Il problema non è l'argomento,  che è e rimane importantissimo,  ma è il parlarne troppo e, soprattutto, a scadenze prefissate, che toglie ad esso il valore. La prima volta che visiti un lager ne rimani sconvolta,  la seconda anche,la terza pure. Ma se vai a visitare un lager ogni anno per 20 anni, la vventesima visita ti sconvolgera' come la prima? Pur continuando a riconoscere la drammaticità degli eventi che vi si sono svolti,  l'impatto emotivo non sarà più lo stesso.  Credo che gli argomenti più critici e seri non vadano mai svalutati con "giornate ad hoc".
Però non tieni conto Chicca che le classi cambiano ogni anno e che l'attività proposta può essere diversa da un anno all'altro. Certo se si ricicla ogni anno la stessa identica attività è meglio non fare niente.
Una Giornata dedicata ad una tematica seria a parer mio non svaluta l'argomento oggetto della giornata e continuo a non capire perchè dovrebbe svalutarlo
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 7:04 pm

Le classi cambiano ma gli studenti vivono comunque 13 giorni della memoria, che le attività siano impostate da me o dall'insegnante delle medie o dalla maestra della primaria. Troppi perché l'argomento non diventi trito. Anche se vario l'attività, l'argomento rimane sempre quello.
le giornate dedicate sono sempre svalutazioni: rinchiudono una questione., un problema in un recinto. La festa della donna rende un buon servizio al problema dell'uguaglianza di diritti? Secondo me no. Lo stesso vale per la giornata della memoria. Uno studio più attento ed approfondito della storia del novecento, in cui trovi ampio spazio il genocidio degli ebrei, compiuto due, massimo tre volte nel percorso scolastico sarebbe molto più efficace, secondo me.
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 7:11 pm

giovanna onnis ha scritto:
Quindi, in base al tuo discorso, elimineresti lo studio di Sparta dai programmi di Storia, così come tutti gli altri argomenti considerati ripetitivi e causa di potenziale orticaria?

PS) Mi piacerebbe sentire da te e Paniscus cosa intendete per "retorica obbligata"
Stai passando da un estremo all'altro, nessuno suggerisce tanto !
L'olocausto va trattato almeno finchè non scomparirà definitivamente l'antisemitismo (ovvero per sempre); quando scomparisse l'antisemitismo ma sopravvivesse l'intolleranza si potrebbe passare a commemorare qualcosa di ancora più cruento ed immorale, come ad esempio la santa inquisizione.

Tu parleresti di olocausto ogni mese od ogni giorno ? Ovvio che un limite vada imposto se non vuoi farlo diventare una rottura di scatole; io ho suggerito 5 anni.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 7:24 pm

chicca70 ha scritto:
Le classi cambiano ma gli studenti vivono comunque 13 giorni della memoria,  che le attività siano impostate da me o dall'insegnante delle medie o dalla maestra della primaria. Troppi perché l'argomento non diventi trito. Anche se vario l'attività,  l'argomento rimane sempre quello.
le giornate dedicate sono sempre svalutazioni: rinchiudono una questione., un problema in un recinto. La festa della donna rende un buon servizio al problema dell'uguaglianza di diritti? Secondo me no. Lo stesso vale per la giornata della memoria. Uno studio più attento ed approfondito della storia del novecento, in cui trovi ampio spazio il genocidio degli ebrei,  compiuto due, massimo tre volte nel percorso scolastico sarebbe molto più efficace,  secondo me.
Il problema è che spesso a scuola non si arriva a studiare bene quella parte di Storia e molti studenti non sanno cosa rappresenta la data del 27 gennaio 1945 così come non conoscono gli avvenimenti della 2° metà del '900.
La Giornata della Donna ha perso tutto il suo valore anche storico nel momento in cui è stata definita e considerata "festa" con una connotazione prettamente commerciale.
Diversa è per me la Giornata della Memoria in ambito scolastico. Dici che sono 13 giorni, ma, aggiungo io, in 13 anni diversi durante i quali gli studenti da bambini diventano adolescenti e hanno la possibilità di affrontare una stessa tematica con modalità differenti e con diversa maturità e consapevolezza
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 7:29 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
Quindi, in base al tuo discorso, elimineresti lo studio di Sparta dai programmi di Storia, così come tutti gli altri argomenti considerati ripetitivi e causa di potenziale orticaria?

PS) Mi piacerebbe sentire da te e Paniscus cosa intendete per "retorica obbligata"
Stai passando da un estremo all'altro, nessuno suggerisce tanto !
L'olocausto va trattato almeno finchè non scomparirà definitivamente l'antisemitismo (ovvero per sempre); quando scomparisse l'antisemitismo ma sopravvivesse l'intolleranza si potrebbe passare a commemorare qualcosa di ancora più cruento ed immorale, come ad esempio la santa inquisizione.

Tu parleresti di olocausto ogni mese od ogni giorno ? Ovvio che un limite vada imposto se non vuoi farlo diventare una rottura di scatole; io ho suggerito 5 anni.
No Avido ci mancherebbe altro, la Giornata della Memoria è una volta all'anno, cioè una volta ogni 365 giorni, non mi sembra che la frequenza sia tale da renderla una "rottura di scatole".....poi ovviamente ognuno è liberissimo di vederla e viverla come ritiene giusto
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 7:43 pm

chicca70 ha scritto:
Uno studio più attento ed approfondito della storia del novecento, in cui trovi ampio spazio il genocidio degli ebrei,  compiuto due, massimo tre volte nel percorso scolastico sarebbe molto più efficace,  secondo me.
Credo anche io. Anche perché spesso i ragazzi si trovano a celebrare questa giornata senza avere sufficienti mezzi per capirla: la seconda guerra mondiale si studia in terza media nel secondo quadrimestre...
Meglio parlarne appunto nel secondo quadrimestre della terza media in modo approfondito e poi alle superiori quando si riparlerà di questo periodo storico.
Questo non vuol dire abolire la giornata, ma la retorica che ci sta intorno.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 8:34 pm

Ammetto che un paio d'anni fa il "temino edificante sulla giornata della memoria" l'ho scritto anch'io.

Se qualche insegnante di materie scientifiche vuole contribuire con una storia un po' meno nota, lo metto a disposizione liberamente... il blog è fermo da un pezzo per ragioni contingenti (prima o poi lo voglio riattivare, ma non trovo mai il tempo), ma i contenuti vecchi si leggono ancora senza problemi.

http://paniscus.org/2013/01/27/stefanie-horovitz-il-piombo-e-la-memoria/

saluti
L.
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 8:48 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ammetto che un paio d'anni fa il "temino edificante sulla giornata della memoria" l'ho scritto anch'io.

Se qualche insegnante di materie scientifiche vuole contribuire con una storia un po' meno nota, lo metto a disposizione liberamente... il blog è fermo da un pezzo per ragioni contingenti (prima o poi lo voglio riattivare, ma non trovo mai il tempo), ma i contenuti vecchi si leggono ancora senza problemi.

http://paniscus.org/2013/01/27/stefanie-horovitz-il-piombo-e-la-memoria/

saluti
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Ti prego, dimmi che la ragazza pelosa sulla destra non sei tu.
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 8:57 pm

Comunque scrivi bene, da romanzo.
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Dom Gen 25, 2015 9:10 pm

giovanna onnis ha scritto:

Il problema è che spesso a scuola non si arriva a studiare bene quella parte di Storia e molti studenti non sanno cosa rappresenta la data del 27 gennaio 1945 così come non conoscono gli avvenimenti della 2° metà del '900.
L'enormità dell'olocausto trascende il contorno della seconda guerra mondiale.
Parlare di olocausto significa parlare di odio tra i popoli, di razzismo, di arroganza del potere, di indifferenza delle masse, di disprezzo della vita; che c'entra tutto questo con la seconda guerra mondiale ? Che erano contemporanei ? Questione insignificante.
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 10:15 am

Valerie ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Uno studio più attento ed approfondito della storia del novecento, in cui trovi ampio spazio il genocidio degli ebrei,  compiuto due, massimo tre volte nel percorso scolastico sarebbe molto più efficace,  secondo me.
Credo anche io. Anche perché spesso i ragazzi si trovano a celebrare questa giornata senza avere sufficienti mezzi per capirla: la seconda guerra mondiale si studia in terza media nel secondo quadrimestre...
Meglio parlarne appunto nel secondo quadrimestre della terza media in modo approfondito e poi alle superiori quando si riparlerà di questo periodo storico.
Questo non vuol dire abolire la giornata, ma la retorica che ci sta intorno.

Aggiungerei che la vera comprensione di quel che ha significato -per esempio per noi italiani, che siamo per la strangrande maggioranza eredi dei carnefici e non delle vittime - può avvenire solo con un processo personale, che io creda scatti in ognuno di noi prima o poi, ma nel rispetto - oserei dire - del reciproco pudore di come uno ci arriva, per quali percorsi di crescita personale, con quali associazione di fatti. Non serve a nulla una giornata (la scelta della data per altro è dubbia, io semmai avrei indicato quella dell'emanazione delle leggi razziali) che si trasforma in un rito conformistico. Siamo anche ai limiti del rispetto delle scelte educative dele famiglie, e dei limiti costituzionali della distinzione tra educazione e istruzione nelle scuole pubbliche.

Diversa questione è quella di avere in ogni scuola - anche grazie a contributi speciale - una collezione di risorse (libri, dvd, ecc.) tali che chi vuole capire e approfondire lo possa fare con gli strumenti migliori a portata di mano. Che ci sia in ogni scuola una biblioteca della pace, con un collega bibliotecario specializzato a fornire le risorse adatte -per validità scientifica e attenzione alla fascia di età del lettore- su come il male si sia manifestato nel '900.
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 11:08 am

giovanna onnis ha scritto:
Il problema è che spesso a scuola non si arriva a studiare bene quella parte di Storia e molti studenti non sanno cosa rappresenta la data del 27 gennaio 1945 così come non conoscono gli avvenimenti della 2° metà del '900.
(...)
Diversa è per me la Giornata della Memoria in ambito scolastico. Dici che sono 13 giorni, ma, aggiungo io, in 13 anni diversi durante i quali gli studenti da bambini diventano adolescenti e hanno la possibilità di affrontare una stessa tematica con modalità differenti e con diversa maturità e consapevolezza
Come la vedo io, il problema è che anche se conoscessero la storia non cambierebbe nulla. Mi pare che questo sia l'errore di fondo: pensare che, se solo avessero le informazioni relative, diventerebbe un argomento signficativo per i ragazzi che crescono oggi. Invece non è così perché quello che ha sortito l'olocausto non lo percepiscono come un mondo che sia il loro, c'è un distacco creatosi con il ricambio generazionale. Già per la mia generazione era un argomento "lontano" - e pensa che noi avevamo nonni sopravvissuti a quell'orrore e genitori che comunque erano colpiti in quanto "la seconda generazione", cresciuti da quella che l'ha sperimentato direttamente - per la generazione dei miei nipoti sarà probabilmente un argomento quasi "mitico" (seppur molto bene documentato), appartenente a un contesto a cui non potranno relazionarsi. Così come per me risulta "mitico", che ne so, l'espulsione dalla Spagna o i pogrom ottocenteschi nell'Europa dell'Est - sono cose che conosco, ma cui non posso veramente relazionarmi, sono troppo lontane... e forse, al livello emozionale, sono quasi così lontane come l'Esodo e il Matan Torah. Come se parlassimo di tutt'un altro mondo.

E mi chiedo se potenziare la storia dell'olocausto, insistendo su questo tipo di coinvolgimento che normalmente non sarebbe possibile per il distacco che si forma col tempo, non sia controproducente. Sia quando parliamo dell'aspetto particolare, ebraico (e l'antisemitismo, che è sempre esistito e continuerà a esistere, forse si capisce meglio se si considera come un fenomeno più vasto e multiforme, non circoscritto all'olocausto, tenendo conto anche del resto della storia della presenza ebraica in Europa), sia quando parliamo dell'aspetto universale (odio tra i popoli, razzismo e xenofobia etc. potrebbero essere trattati anche attraverso altri esempi storici e contemporanei, non sempre partendo dalla seconda guerra mondiale come esemplificativa e rischiando così di rappresentarla come un unicum storico che non potrebbe rinascere in una nuova veste, in un altro contesto).

Altra cosa che non mi piace è che l'aspetto etnico-nazionale con i ragazzi più maturi può creare al contempo il distacco e il coinvolgimento eccessivo sul piano "identitario", degenerando anche in controversie di stampo moderno (soprattutto quelle legate alla storia e alla politica israeliane su cui non tutti concordano).

Insomma, non so come pormi definitivamente nei confronti di questa tematica. E' un argomento da cui non si può prescindere nei programmi di storia, ma il troppo stroppia e non so se la sua presenza potenziata fuori dall'ora di storia corrisponda ai bisogni di questa generazione di capire le dinamiche del loro mondo, di costituirsi un'identità sana (sia italiana-italiana sia ebraica-italiana) non imperniata sulle vicende di altre generazioni e di agire nel loro mondo in modo da migliorarlo.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 3:55 pm

Una cosa che non ho mai capito al 100%:

"la giornata della memoria" è solo per ricordare le vittime del genocidio degli EBREI o vale anche per ... che so... Tootsie, omosessuali, Armeni? (Se preferite metteteci qualsiasi popolo/categoria di umani che siano stati trucidati in maniera analoga)
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 4:42 pm

Beh, per capirlo al 100% basta leggersi il testo della legge che ha istituito questa Giornata della memoria (o il testo della legge che ha istituito il Giorno del ricordo per il 10 febbraio, perchè anche quello "celebriamo" a scuola) e ricorrere così alle fonti direttamente per fare storia come qualcuno da più giorni nel forum prova a dire che si dovrebbe insegnare.
Io vi parlo della mia esperienza di questi anni alle scuole medie e devo dire che non ho mai notato un vero rischio di "assuefazione" probabilmente perchè tutti i protagonisti delle attività sono state persone intelligenti. I ragazzi in reatà comprendono per la prima volta cosa è accaduto davvero solo alle scuole medie e precisamente in terza media, dove si possono fare meglio gli agganci con ciò che si conosce e si sa della storia studiata e dove si può fare un discorso più allargato alla tematica generale del pregiudizio e delle sue conseguenze trattandolo sia in cittandinanza, sia in geografia..insomma è in terza media che per la prima volta affrontano con consapevolezza e maturità l'argomento, nei primi anni delle medie, soprattutto in prima, facciamo vedere il film,spieghiamo cosa è accaduto, spieghiamo perchè è stata scelta quella data simbolica, ma resta nei piccoli solo quel senso molto vago di orrore e d qualcosa di raccapricciante e lontano che è stato fatto nel passato.. in terza media, finalmente puoi ragionarci su e far venir fuori dei percorsi lunghi un intero anno che valgono -per me- più di ogni programma di grammatica o letteratura.. che devo dirvi, io ne ho avuto sempre belle sorprese a trattare la tematica, sarà che non ho mai legato la cosa al "giorno"e basta, facciamo una preparazione di letture varie e riflessioni (sui pregiudizi razziali, di genere, vari), un percorso storico per conoscere quel periodo, le premesse, le consegenze (oggi ad es abbiamo letto insieme un articolo della rivista mondadori storia che fa tutta la storia dei "ghetti" dal medioevo al novecento e i ragazzi sono stati molto molto attivi con riflessioni e osservazioni); ogni volta poi per me la naturale conclusione del percorso è la riflessione sulla "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo", che porta a ulteriori scoperte, ricerche, letture, lavori autonomi... l'anno scorso ho visto realizzare dei lavori davvero sorprendenti dai ragazzi di terza (che per il resto erano piuttosto scarsini nello studio) ai quali avevo affidato l'approfondimento su un articolo a scelta della Dichiarazione,tenendo presente tutto il percorso fatto dall'inizio di dicembre con le riflessioni sul tema.
Probabilmente io ho presente solo l'ambito delle scuole di grado inferiore (sia i piccoli delle elementari che quelli della scuola media) perciò giudico la Giornata in modo positivo e senza rischio di assuefazione, visto che l'argomento viene trattato per forza di cose in evoluzione al grado di maturazione degli allievi, a "piccole dosi" e in modo adatto allo sviluppo delle diverse età.. E magari chi invece opera nell'ambito della scuola superiore avverte maggiormente il rischio perchè i ragazzi ormai grandicelli e maturi sembrano annoiarsi perchè credono di sapere tutto, di aver visto tutto...si sa come sono i ragazzi di oggi: leggono l'indice di un libro, guardano le immagini delle pagine centrali e dicono di "conoscerlo" e credono di poter dire se a loro piace o no.Però posso assicurarvi che davvero c'è tanta ignoranza di fondo (a volte anche negli adulti) che queste "giornate" simbolo ci offrono l'occasione di diradare un po': la riflessione sul pregiudizio è attualissima sempre sì, ma proprio perchè è qualcosa su cui rilfettere sempre, senza un "obbligo" fisso, alla fine si lascerebbe correre, si affiderebbe all'insegnante di storia o di religione o a quello di buona volontà... io dico che certe occasioni sono invece preziose, siamo noi vecchi che siamo assuefatti e abbiamo disimparato la meraviglia del conoscere; diamo anche ai ragazzi l'occasione di conoscere bene, ciò che noi crediamo di conoscere abbastanza per averne sentito parlare per tanti, troppi anni.
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mario60



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 5:01 pm

giggi ha scritto:
....

per non essere frainteso: nei casi in cui ho insegnato storia in V, ho sempre iniziato con la domanda: cosa è successo di importante nella storia dell'umanità da quando è nato vostro (bis-)nonno ad oggi e di cui sentite il bisogno di capire i motivi (e poi, e che ne sapete?) e il tema del genocidio  ebraico (con altri nomi, e iniziali imprecisioni)  è ben presente.
(domanda: come mi comporterei in una classe di studenti, ormai adulti, che non lo menzionassero rispondendomi? Non saprei, a dir la verità)
Diversa è la questione delle ricorrenze ritualizzate e un poco conformiste.


Ultima modifica di mario60 il Lun Gen 26, 2015 6:58 pm, modificato 2 volte
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 5:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:

Il problema è che spesso a scuola non si arriva a studiare bene quella parte di Storia e molti studenti non sanno cosa rappresenta la data del 27 gennaio 1945 così come non conoscono gli avvenimenti della 2° metà del '900.
L'enormità dell'olocausto trascende il contorno della seconda guerra mondiale.
Parlare di olocausto significa parlare di odio tra i popoli, di razzismo, di arroganza del potere, di indifferenza delle masse, di disprezzo della vita; che c'entra tutto questo con la seconda guerra mondiale ? Che erano contemporanei ? Questione insignificante.
Non capisco cosa mi stai chiedendo Avido.
Il 27 gennaio 1945 è la data in cui l'Armata Rossa ha varcato i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, è ovvio che l'olocausto non si riduce e non si può ridurre ad una data, ma questa data ha una grandissima importanza storica che a parer mio gli studenti devono conoscere ed è per questo che la Giornata della Memoria "cade" proprio il 27 gennaio
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 5:24 pm

giggi ha scritto:
Beh, per capirlo al 100% basta leggersi il testo della legge che ha istituito questa Giornata della memoria (o il testo della legge che ha istituito il Giorno del ricordo per il 10 febbraio, perchè anche quello "celebriamo" a scuola) e ricorrere così alle fonti direttamente per fare storia come qualcuno da più giorni nel forum prova a dire che si dovrebbe insegnare.
Io vi parlo della mia esperienza di questi anni alle scuole medie e devo dire che non ho mai notato un vero rischio di "assuefazione" probabilmente perchè tutti i protagonisti delle attività sono state persone intelligenti. I ragazzi in reatà comprendono per la prima volta cosa è accaduto davvero solo alle scuole medie e precisamente in terza media, dove si possono fare meglio gli agganci con ciò che si conosce e si sa della storia studiata e dove si può fare un discorso più allargato alla tematica generale del pregiudizio e delle sue conseguenze trattandolo sia in cittandinanza, sia in geografia..insomma è in terza media che per la prima volta affrontano con consapevolezza e maturità l'argomento, nei primi anni delle medie, soprattutto in prima, facciamo vedere il film,spieghiamo cosa è accaduto, spieghiamo perchè è stata scelta quella data simbolica, ma resta nei piccoli solo quel senso molto vago di orrore e d qualcosa di raccapricciante e lontano che è stato fatto nel passato.. in terza media, finalmente puoi ragionarci su e far venir fuori dei percorsi lunghi un intero anno che valgono -per me- più di ogni programma di grammatica o letteratura.. che devo dirvi, io ne ho avuto sempre belle sorprese a trattare la tematica, sarà che non ho mai legato la cosa al "giorno"e basta, facciamo una preparazione di letture varie e riflessioni (sui pregiudizi razziali, di genere, vari), un percorso storico per conoscere quel periodo, le premesse, le consegenze (oggi ad es abbiamo letto insieme un articolo della rivista mondadori storia che fa tutta la storia dei "ghetti" dal medioevo al novecento e i ragazzi sono stati molto molto attivi con riflessioni e osservazioni); ogni volta poi per me la naturale conclusione del percorso è la riflessione sulla "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo", che porta a ulteriori scoperte, ricerche, letture, lavori autonomi... l'anno scorso ho visto realizzare dei lavori davvero sorprendenti dai ragazzi di terza (che per il resto erano piuttosto scarsini nello studio) ai quali avevo affidato l'approfondimento su un articolo a scelta della Dichiarazione,tenendo presente tutto il percorso fatto dall'inizio di dicembre con le riflessioni sul tema.
Probabilmente io ho presente solo l'ambito delle scuole di grado inferiore (sia i piccoli delle elementari che quelli della scuola media) perciò giudico la Giornata in modo positivo e senza rischio di assuefazione, visto che l'argomento viene trattato per forza di cose in evoluzione al grado di maturazione degli allievi, a "piccole dosi" e in modo adatto allo sviluppo delle diverse età.. E magari chi invece opera nell'ambito della scuola superiore avverte maggiormente il rischio perchè i ragazzi ormai grandicelli e maturi sembrano annoiarsi perchè credono di sapere tutto, di aver visto tutto...si sa come sono i ragazzi di oggi: leggono l'indice di un libro, guardano le immagini delle pagine centrali e dicono di "conoscerlo" e credono di poter dire se a loro piace o no.Però posso assicurarvi che davvero c'è tanta ignoranza di fondo (a volte anche negli adulti) che queste "giornate" simbolo ci offrono l'occasione di diradare un po': la riflessione sul pregiudizio è attualissima sempre sì, ma proprio perchè è qualcosa su cui rilfettere sempre, senza un "obbligo" fisso, alla fine si lascerebbe correre, si affiderebbe all'insegnante di storia o di religione o a quello di buona volontà... io dico che certe occasioni sono invece preziose, siamo noi vecchi che siamo assuefatti e abbiamo disimparato la meraviglia del conoscere; diamo anche ai ragazzi l'occasione di conoscere bene, ciò che noi crediamo di conoscere abbastanza per averne sentito parlare per tanti, troppi anni.
Finalmente un'intervento sulla mia stessa lunghezza d'onda!!
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 5:27 pm

Non capisco: io stessa continuo a stupirmi di fronte ai nuovi film/libri/documentari che vengono proposti. Il materiale si arricchisce continuamente, i repertori danno spunti sempre nuovi e interessanti. Inoltre gli alunni, essendo in fase evolutiva, affrontano con una sensibilità, una partecipazione, un'emotività di anno in anno differente. Se anche trattaste ogni anno il tema della polis di Sparta, siete sicuri di poter esaurire tutto l'argomento in 13 "appuntamenti"? L'importante è informarsi di come lo hanno già trattato negli anni precedenti, di cosa conoscono, in modo da poter variare l'approccio, i collegamenti interdisciplinari, il linguaggio, i prodotti.
Quelli che si annoiano e dimostrano insofferenza lo farebbero anche di fronte allo spettacolo dei fuochi d'artificio. Infine credo che a volte avvertiamo più noi che loro la ripetitività dei nostri argomenti.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 5:31 pm

Chocolate ha scritto:

........
Altra cosa che non mi piace è che l'aspetto etnico-nazionale con i ragazzi più maturi può creare al contempo il distacco e il coinvolgimento eccessivo sul piano "identitario", degenerando anche in controversie di stampo moderno (soprattutto quelle legate alla storia e alla politica israeliane su cui non tutti concordano).
........
Sarebbe indispensabile far capire ai ragazzi che l'olocausto e la Giornata della Memoria non hanno niente a che fare con l'attuale politica israeliana e con il conseguente problema dei palestinesi. Se gli studenti non sono in grado di capirlo da soli, l'insegnante dovrebbe aiutarli evitando così "degenerazioni in controversie di stampo moderno". Il tuo timore mi sembra infondato Chocolate
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 5:33 pm

Birba77 ha scritto:
Non capisco: io stessa continuo a stupirmi di fronte ai nuovi film/libri/documentari che vengono proposti. Il materiale si arricchisce continuamente, i repertori danno spunti sempre nuovi e interessanti. Inoltre gli alunni, essendo in fase evolutiva, affrontano con una sensibilità, una partecipazione, un'emotività di anno in anno differente. Se anche trattaste ogni anno il tema della polis di Sparta, siete sicuri di poter esaurire tutto l'argomento in 13 "appuntamenti"? L'importante è informarsi di come lo hanno già trattato negli anni precedenti, di cosa conoscono, in modo da poter variare l'approccio, i collegamenti interdisciplinari, il linguaggio, i prodotti.
Quelli che si annoiano e dimostrano insofferenza lo farebbero anche di fronte allo spettacolo dei fuochi d'artificio. Infine credo che a volte avvertiamo più noi che loro la ripetitività dei nostri argomenti.
:-)
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 5:58 pm

giovanna onnis ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:

Il problema è che spesso a scuola non si arriva a studiare bene quella parte di Storia e molti studenti non sanno cosa rappresenta la data del 27 gennaio 1945 così come non conoscono gli avvenimenti della 2° metà del '900.
L'enormità dell'olocausto trascende il contorno della seconda guerra mondiale.
Parlare di olocausto significa parlare di odio tra i popoli, di razzismo, di arroganza del potere, di indifferenza delle masse, di disprezzo della vita; che c'entra tutto questo con la seconda guerra mondiale ? Che erano contemporanei ? Questione insignificante.
Non capisco cosa mi stai chiedendo Avido.
Il 27 gennaio 1945 è la data in cui l'Armata Rossa ha varcato i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, è ovvio che l'olocausto non si riduce e non si può ridurre ad una data, ma questa data ha una grandissima importanza storica che a parer mio gli studenti devono conoscere ed è per questo che la Giornata della Memoria "cade" proprio il 27 gennaio
Io invece penso che si possa far capire l'orrore dell'olocausto anche senza inquadrarlo nella seconda guerra mondiale.
Se lo avesse perpetrato Napoleone, sarebbe stato meno drammatico ?

Di olocausto si può parlare anche senza aver fatto il 900 e quindi
giovanna onnis ha scritto:

Il problema è che spesso a scuola non si arriva a studiare bene quella parte di Storia e molti studenti non sanno cosa rappresenta la data del 27 gennaio 1945 così come non conoscono gli avvenimenti della 2° metà del '900.
è (a mio avviso) un falso problema.
Non bisogna parlare di olocausto solo quando si parla di 900 e non bisogna parlarne ogni anno perchè la trattazione è incompleta e quindi va ripetuta spesso; bisogna trattarlo quando lo si ritiene opportuno .... per me ogni 5 anni, ovvero 2, 3 volte nell'intero ciclo scolastico.
Ovviamente altri possono decidere altrimenti.
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MessaggioOggetto: Re: Giorno della memoria e rischio assuefazione   Lun Gen 26, 2015 6:36 pm

giovanna onnis ha scritto:
Chocolate ha scritto:

........
Altra cosa che non mi piace è che l'aspetto etnico-nazionale con i ragazzi più maturi può creare al contempo il distacco e il coinvolgimento eccessivo sul piano "identitario", degenerando anche in controversie di stampo moderno (soprattutto quelle legate alla storia e alla politica israeliane su cui non tutti concordano).
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Sarebbe indispensabile far capire ai ragazzi che l'olocausto e la Giornata della Memoria non hanno niente a che fare con l'attuale politica israeliana e con il conseguente problema dei palestinesi. Se gli studenti non sono in grado di capirlo da soli, l'insegnante dovrebbe aiutarli evitando così "degenerazioni in controversie di stampo moderno". Il tuo timore mi sembra infondato Chocolate

Diciamo che hanno poco a che fare:

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Gs%206&Versione_CEI74=&Versione_CEI2008=3&Versione_TILC=&VersettoOn=1&mobile=

"Alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuè disse al popolo: «Lanciate il grido di guerra, perché il Signore vi consegna la città. 17Questa città, con quanto vi è in essa, sarà votata allo sterminio per il Signore. Rimarrà in vita soltanto la prostituta Raab e chiunque è in casa con lei, perché ha nascosto i messaggeri inviati da noi."

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Gs%208&Versione_CEI74=&Versione_CEI2008=3&Versione_TILC=&VersettoOn=1&mobile=

"Il Signore disse a Giosuè: «Non temere e non abbatterti. Prendi con te tutti i guerrieri. Su, va' contro Ai. Vedi, io consegno nella tua mano il re di Ai, il suo popolo, la sua città e il suo territorio. 2Tratta Ai e il suo re come hai trattato Gerico e il suo re" ....... "Quando gli Israeliti ebbero finito di uccidere tutti gli abitanti di Ai, che li avevano inseguiti in campo aperto nel deserto, e tutti fino all'ultimo furono passati a fil di spada, tutti gli Israeliti rientrarono in Ai e la colpirono a fil di spada. 25Tutti i caduti in quel giorno, uomini e donne, furono dodicimila, tutta la popolazione di Ai. 26Giosuè non ritirò la mano che brandiva il giavellotto, finché non ebbero votato allo sterminio tutti gli abitanti di Ai."

Devo proseguire ? Gli attuali israeliani reclamano per se la terra di Israele perchè sarebbe stato Dio a donargliela e lo avrebbe fatto ordinando un genocidio; oggi non attuano genocidio contro i palestinesi ma discriminazione e segregazione si; discriminazione e segregazione non sono stati il preludio all'olocausto ? Se la comunità internazionale non fosse contraria siete proprio sicuri che gli eventi biblici non si ripeterebbero ?

Sottoporre a genocidio gli orgogliosi discendenti dei genocidi è sbagliato; lo è anche sottoporvi gli antenati di segregatori e discriminatori, ma non possiamo stupirci se le "menti semplici" degli antisemiti sono portate a fare gli accostamenti di cui sopra.

In effetti anche per menti meno semplici come (spero) le nostre sarebbe più facile sostenere la causa ebraica se gli israeliani si comportassero in maniera più rispettosa dei diritti umani che gli sono stati negati (e magari se la smettessero di autoproclamarsi "il popolo prediletto")
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