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 Una richiesta particolare

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scuola65



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MessaggioOggetto: Una richiesta particolare   Gio Gen 29, 2015 4:32 pm

Promemoria primo messaggio :

Buona sera; sono a chiedere il vostro aiuto perchè mi trovo in una situazione a dir poco particolare.
Insegno con incarico al 30 Giugno, in un professionale di provincia.
Le classi sono estremamente variegate e soprattutto composte di alunni non sempre dotati di buonsenso ed educazione.
Dopo tanti, tantissimi anni (la prima supplenza nel 1999) mi trovo ad aver problemi non con la segreteria, non con la dirigenza, non con i colleghi, ma, incredibile a dirsi, proprio con i cari alunni.
Ecco cosa succede:
Quando entro in aula, gli alunni mi fanno trovare sempre le due finestre (direi finestroni!) completamente spalancate; io che sono molto freddolosa ( credo che sia normale, in inverno...) e comunque vado vestita con almeno 3 strati di lana, maglia e twinset pesante, non resisto al freddo che viene a crearsi.
Gli alunni si ostinano a stare con giubbotti e felpe ma con le finestre completamente spalancate.
Il tira e molla che si viene a creare è antipaticissimo, e in giornate particolari come oggi, si arriva , ovviamente da parte loro, quasi all'insulto.
Rapporti, note disciplinari, lasciano il tempo che trovano; di affrontare il discorso in maniera seria e pacata, non se ne parla nemmeno.
Il mio problema è questo; io non voglio stare a casa, quando ho colpi di tosse e raffreddori, dato che non mi va di fare l'ammalata quando non lo sono; ma credo anche che esista la possibilità che noi lavoratori siamo tutelati nel nostro diritto di lavorare in un ambiente sano e adeguatamente riscaldato.
Tengo a specificare che ho saputo che la nostra preside ha fatto il diavolo a quattro con la Provincia per farci aumentare le ore di riscaldamento, per rendere i grandi stanzoni di cui è dotata la scuola, adeguatamente riscaldati.
Ma se poi dovbbiamo stare con le finestre spalancate, e rannicchiati nei piumini, con notevoli limitazioni al movimento all'interno dell'aula, dovete dirmi, a chi fa pro.
Voi, al posto mio, cosa fareste?
Grazie a chi vorrà rispondermi.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 2:06 pm

veramente quella domanda non era mia, eh : )
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pulsar



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 2:32 pm

Scuola 65,a scuola ci dovrebbe essere il Rappresentante per la sicurezza dei lavoratori,in genere,eletto tra le RSU.Rivolgiti a lui che si dovrà attivare col Dirigente a rendere il luogo dove lavori adeguato alle tue esigenze.Spero ,però,che tu non abbia necessità di 30 gradi centigradi!:)
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 2:37 pm

scuola65 ha scritto:
E adesso cerco di rispondervi personalmente.......
Il problema è che tu hai la testa piena di stupidaggini e non te ne vuoi liberare neanche davanti all'evidenza.

Credi erroneamente che tutti i ragazzi abbiano diritto all'istruzione, che la scuola abbia anche finalità educative e che gli insegnanti debbano essere vicari dei genitori assenti e farlo con strumenti propri dei docenti e non con quelli propri dei genitori.
Credi erroneamente che tutti i ragazzi siano sostanzialmente anime innocenti bisognose di cure ed amore, che esista una modalità per indurre comportamenti corretti spontanei in chi non li ha e che se questo non avviene è perchè tale modalità non è stata trovata.
Credi che ogni essere umano meriti rispetto, che mostrando rispetto l'effetto sarà contagioso, credi che l'insegnante debba essere irreprensibile, che non debba mai scendere a compromessi e che debba sacrificarsi ad ogni costo per il bene dei propri alunni.
Credi che se un alunno buono si trova tra 30 mentecatti questo abbia diritto ad ottenere un servizio perfetto e che sia compito del docente fare il miracolo.

Tutte queste cazzate credo te le abbiano insegnate alla SISS e tu hai abboccato.

Sveglia ! Il mondo è diverso da come te lo hanno dipinto.

Dalle medie sono usciti studenti buoni e ragazzi privi di voglia di studiare, questi ultimi o se li tenevano lì o gli davano un 6 immeritato e li cacciavano via a pedate; è ormai diventata tradizione scegliere questa seconda via.
La legge sull'obbligo scolastico era nata per impedire ai genitori di non mandare i figli a scuola, snaturarla obbligando i figli stessi a fare quel che non vogliono fare è un abominio.
Nella tua scuola è evidente che si concentrano i casi disperati, per i quali tu continui erroneamente a conservare speranza.
Ritenere che gli insegnanti possano raddrizzare il legno ritorto che hanno prodotto i genitori indegni è illusorio; per educare ci vogliono gli strumenti, a cominciare da un controllo costante (24 su 24) ed il diritto di infliggere punizioni (oltre che assegnare premi), come il divieto di uscire, di giocare, di usare il cellulare e magari di schiaffeggiare.
I ragazzi sono esseri umani con volontà propria, si può tentare di convincerli di qualcosa ma non si può pensare che esista sempre il modo per convincerli; secondo te esiste una sequenza di azioni, comportamenti, discorsi che possano convincerti che la pedofilia è giusta ? Se secondo te la risposta è no (come credo) allora converrai con me che non esiste una sequenza equivalente che costringa un alunno ad appassionarsi alla letteratura o a storia o chimica o qualsiasi altra disciplina od anche solo a comportarsi educatamente. Il fallimento dello studente non equivale al fallimento del docente.
Noi siamo professionisti, dobbiamo rispettare un contratto e nulla di extracontrattuale può essere preteso. Se ci danno uno studente intelligente e volenteroso abbiamo il dovere di istruirlo, se ci danno un'ameba no.
Non abbiamo il dovere di fare i miracoli.

Infine se un alunno buono è finito tra 30 mentecatti è perchè ha sbagliato scuola; gli errori si pagano; non siamo noi a poter mettere una pezza al problema, è lui che lo può fare: può cambiare scuola.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 4:14 pm

@Avido:"Il fallimento dello studente non equivale al fallimento del docente."
Purtroppo questo tarlo l'hanno inculcato prima nei docenti, poi nei genitori e, infine, negli alunni stessi, che ormai se ne sbattono alla grande. Non sono i docenti gli unici ad essere messi sotto la lente di ingrandimento?
Ti dirò di più. Una volta molti studenti andavano a lezioni private per recuperare, quindi ci andavano quasi tutti i giorni. Oggi a lezioni private ci va qualcuno il giorno prima di fare un compito. Come vedi anche il fine è solo utilitaristico....
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 4:29 pm

giobbe ha scritto:
Ti dirò di più. Una volta molti studenti andavano a lezioni private per recuperare, quindi ci andavano quasi tutti i giorni. Oggi a lezioni private ci va qualcuno il giorno prima di fare un compito. Come vedi anche il fine è solo utilitaristico....

E poi se al compito pigliano 4 lo stesso, i genitori vengono a polemizzare con l'insegnante dicendo che "VOI (insegnanti) mi avete costretto a spendere soldi in ripetizioni private e poi gli avete dato l'insufficienza lo stesso", come a dire che il fatto di aver speso soldi per ripetizioni private dovrebbe garantire il diritto alla promozione di per sé...

Ma chi ti ha COSTRETTO, cretino???? L'hai scelto tu, di spendere soldi per scaricare la palla su qualcun altro piuttosto che provare a responsabilizzare il figliolo? E allora, di che ti lamenti?


L.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 4:31 pm

giobbe ha scritto:
Una volta molti studenti andavano a lezioni private per recuperare, quindi ci andavano quasi tutti i giorni. Oggi a lezioni private ci va qualcuno il giorno prima di fare un compito. Come vedi anche il fine è solo utilitaristico....
Con i corsi sulla didattica 2.0, pedagogia speciale, uso della LIM, CLIL, inclusività ecc, adesso a lezione privata ci andiamo noi docenti.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 6:46 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giobbe ha scritto:
Una volta molti studenti andavano a lezioni private per recuperare, quindi ci andavano quasi tutti i giorni. Oggi a lezioni private ci va qualcuno il giorno prima di fare un compito. Come vedi anche il fine è solo utilitaristico....
Con i corsi sulla didattica 2.0, pedagogia speciale, uso della LIM, CLIL, inclusività ecc, adesso a lezione privata ci andiamo noi docenti.
Beh, il paradosso è proprio questo: si chiede tutto al docente e nulla all'alunno!
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 6:49 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
giobbe ha scritto:
Ti dirò di più. Una volta molti studenti andavano a lezioni private per recuperare, quindi ci andavano quasi tutti i giorni. Oggi a lezioni private ci va qualcuno il giorno prima di fare un compito. Come vedi anche il fine è solo utilitaristico....

E poi se al compito pigliano 4 lo stesso, i genitori vengono a polemizzare con l'insegnante dicendo che "VOI (insegnanti) mi avete costretto a spendere soldi in ripetizioni private e poi gli avete dato l'insufficienza lo stesso", come a dire che il fatto di aver speso soldi per ripetizioni private dovrebbe garantire il diritto alla promozione di per sé...

Ma chi ti ha COSTRETTO, cretino???? L'hai scelto tu, di spendere soldi per scaricare la palla su qualcun altro piuttosto che provare a responsabilizzare il figliolo? E allora, di che ti lamenti?


L.
Con questo voglio significare che della scuola non se ne frega più nessuno.
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 7:48 pm

Ho letto le vostre risposte a scuola65 e ho l'impressione di venire da un altro pianeta. Non so se la situazione di scuola65 sia recuperabile per quest'anno: penso che l'apertura delle finestre sia un dispetto nei confronti di un'insegnante che i ragazzi avvertono - nonostante tutti i buoni propositi da parte sua, dei quali non ho motivo di dubitare - come "nemica".
Le vostre proposte vanno in direzione di una vendetta che, personalmente, non ritengo né professionale né educativa. Usare il voto o le note come ricatto non serve a niente, perché i ragazzi si aspettano esattamente che gli insegnanti-nemici agiscano così. Interpretano la sanzione disciplinare come la conferma che in realtà all'insegnante non importa nulla di loro o che magari li "odia" e "ce l'ha" con loro. Non è certo così che si conquista la loro stima. Purtroppo ormai scuola65 è arrivata ad un braccio di ferro con i suoi alunni ed a questo punto è quasi impossibile raddrizzare un rapporto nato male.
Insegnando nei Professionali, ho imparato alcune strategie:
1) Convincere gli alunni che stai dalla loro parte e che vuoi aiutarli, ma a modo tuo.
2) A tale scopo, parlare molto con loro individualmente e fuori dall'aula, anche se questo richiede fermarsi a scuola molte più ore del previsto.
3) Conquistare i leader negativi: sono un grande aiuto nel tenere a bada i compagni, perché hanno l'autorevolezza che a noi adulti talvolta manca.
4) Cercare di capire le motivazioni profonde dei ragazzi, andando al di là delle apparenze e ricordando sempre che gli adulti siamo noi.
5) Fare squadra con gli altri docenti e con il DS, sorvolando sulle quisquilie, ma restando intransigenti sulle cose importanti.
Non voglio salire in cattedra, per carità. Riferisco solo quanto mi detta l'esperienza.



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scuola65



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Sab Gen 31, 2015 10:55 pm

Buona sera a tutti;

rispondo solo adesso in quanto, vivaddio, non sono sempre davanti al computer, anzi, a dire il vero, cerco di starci il meno possibile specialmente nei giorni liberi ( oggi da noi sospensione delle lezioni per maltempo).

Bene, ho visto che più di uno mi ha chiesto se i ragazzi fanno così solo con me; in realtà ho difficoltà a dare una risposta obiettiva.
Vi spiego il perchè.
Riflettendo bene, e ripensando al mio rapporto personale con gli alunni, in modo particolare con quelli di questa classe, mi rendo conto di quanto essi possano vedermi come una aliena.
Quando io entro in aula, mi piacerebbe che gli alunni si alzassero in piedi e salutassero. So già che qualcuno di voi si starà chiedendo che film ho visto; ma se devo essere sincera, trovo che anche il rispetto di piccole, banali regole come il salutare, possano essere formative.
E già qui, alla mia richiesta di saluto, in genere, si apre uno scenario fatto di sbuffi, di risatine, di commenti a voce alta.
Fatto sta che se nei primi mesi non entravo in aula fintanto che tutti non fossero sistemati nei loro banchi, adesso, spesso e volentieri, mi ritrovo ad attendere l'ingresso dei ritardatari che magari sono fuori a fumare o a comprarsi un caffè. Il mio metodo dunque, non ha dato i frutti sperati.
Chiaramente io mi sono fatta conoscere per una che avrebbe desiderato non tanto imporre quanto proporre delle regole.
Qualcuno queste regole le ha considerate, seguite e forse anche apprezzate. Tanti altri, no.

E sono quelli che, ad esempio, durante i momenti in cui io spiego, specialmente quando in questa classe ho la prima ora, si rifocillano con panini, bibite e cibarie non meglio identificate; Ovviamente io divento una iena. Domando loro come possa essere possibile fare due cose in contemporanea, ed in particolare, se il tavolo di lavoro è occupato da cartocci di salame e mortadelle varie, come possa essere possibile seguire contemporaneamente nel libro e magari prendere appunti.
Ma la cosa bella è che quando mi sono confidata con qualche collega, cercando se non la complicità, almeno il conforto, mi è stato risposto " beh, e che ci trovi di male? del resto anche io qualche volta mangio mentre sono in aula".
Detto questo, immagino che la cosa della finestra sia davvero soprattutto una presa di posizione per contestare ME e ciò che per loro rappresento.
E' molto probabile che con chi si trova più nella loro lunghezza d'onda, non facciano storie.
Ma questo cosa significa? significa che ha ragione Avidodinformazioni in uno dei suoi ultimi post?
No, mi dispiace, per me non è proprio così.
Può essere che se c'è una mela buona tra trenta così così, sia questa che ha sbagliato scuola; ma io non mi arrendo: non voglio far diventare tutto il cestino una mela cotogna, ma non voglio neppure buttare il cestino insieme alle mele! ;-)

Vi ringrazio ancora per i vostri interventi; vi ringrazio per la vostra pazienza (ho visto che c'è tra voi anche un Giobbe... a lui la palma!) nel leggere le mie vicissitudini.
So benissimo che qualcuno di voi penserà che dovrei fregarmente, fare solo " presenza" e tirare ad arrivare al 23. Ma non è il mio stile, sono cocciutissima, e spero che alla fine dell'anno, se non avrò mollato, almeno qualcosa in più, nella mia materia, e forse anche nel vivere sociale, abbiano imparato.

La mia domanda iniziale, che sottolineo di nuovo, per chi non avesse capito, si riferiva al fatto che, ove io debba star male, cioè permanere in una stanza gelata ad arte, quali sarebbero le conseguenze se lasciassi la classe al custode, in sorveglianza, ad esempio, e mi recassi in presidenza a far presente che fintanto che il clima, in tutti i sensi, non è tornato ideale, io non faccio lezione.

E' un mio diritto farlo? credo di aver capito che, tra le righe, il vostro suggerimento va esattamente in questa direzione, quindi, settimana prossima, giovedì, quando avrò di nuovo le ultime due ore in questa classe, farò in modo di far tenere le finestre spalancate tutto il tempo dell'intervallo, per permettere il giusto ricambio d'aria; e al suono della ripresa delle lezioni, se i ragazzi non si tranquillizzeranno e non chiuderanno le finestre, li lascerò con il custode e mi asterrò dalla lezione.
E vedremo come va a finire.

Un cordiale saluto a voi tutti, e grazia ancora per il vostro tempo.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 6:38 am

Mi pare di capire che la situazione sia seria e non si limiti alla questione delle finestre; mi pare anche di capire che tu ci stia male, in senso anche fisico, e che, nello scontro tra le tue idee e la realtà, tu senta che le prime sono giuste e che sia la seconda ad essere sbagliata.

Ho notato inoltre, dal tuo racconto, che il resto del collegio dei docenti ben si adatta al clima lassista della classe, lo tollera, quando addirittura non lo incoraggi.

Ma un conto è avere un ragazzo che mangia di nascosto una merendina durante la prima ora, o che apra le finestre tra il lusco e il brusco, come probabilmente avviene ai tuoi colleghi; altro conto è che la seconda colazione in classe sia diventata una cosa sistematica, e le finestre restino aperte per dispetto.

Personalmente neanche io tollero l'indisciplina e prendo molto a cuore il rispetto delle regole di convivenza civile, ma se permetti un consiglio credo che dovresti un attimo riflettere sul fatto che la classe ti sta mandando un messaggio ben preciso, un messaggio che non è esclusivamente di rifiuto e che tu non stai cogliendo, irrigidendoti addirittura sulle tue posizioni e intraprendendo una battaglia contro i mulini a vento, di cui la prima vittima sarai tu stessa.

La strategia della vendetta, che molti, seduti al computer sulle loro comode sedie, ti consigliano, equivale a proseguire il muro contro muro, ad alzare il livello di scontro: ma in questo senso chi è destinato a soccombere sei tu.

Da una parte è necessario che adesso sia tu a mandare un segnale a loro, e che lo faccia sentire ben forte, e che il segnale spiazzi totalmente la classe. Provo a darti dei suggerimenti, forse banali e probabilmente non risolutivi: abbandona un attimo la faccia truce e perdi un'ora di tempo per discutere con la classe di questa situazione, stando attenta a far capire loro che chi ha il coltello dalla parte del manico sei tu. Non prendere quello che succede in classe come un fatto personale, mai, o chi hai di fronte agirà in questo senso. Stupiscili facendo lezione con una tuta polare, lo sciarpone e il colbacco in testa, oppure con uno scafandro. Spiega loro che finché loro continueranno a tenere le finestre aperte tu ti rifiuterai di fare lezione, darai i capitoli da studiare sul libro e ti limiterai ad interrogare. Non fare CAZZATE tipo abbandonare la classe al bidello: in questo modo, oltre a certificare la tua sconfitta, potresti avere dei problemi, dal richiamo del dirigente a noie di tipo legale. Pensa che l'ostacolo vada comunque superato, e se non riesci a scavalcarlo di slancio, pensa ad aggirarlo. Chiedi aiuto e consiglio ai colleghi del collegio docenti, non sono tutti stronzi come credi e troverai delle alleanze inaspettate, oltre a ottimi consigli. Ma soprattutto fai capire alla tua classe che tu hai il controllo della situazione, dimostrando innanzitutto che tu continui a mantenere il controllo di te stessa.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 9:22 am

scuola65...cambia scuola.
ma scritto con serenità, senza astio, cattiveria e nessun intento di sminuire le tue competenze (che non conosco) o il tuo stile di insegnamento (che intravedo).
non ho praticamente mai lavorato alle superiori ma in parecchie terze medie, in scuole particolari, ho avuto in classe quelli che son poi diventati i "tuoi" alunni.
te lo dico fuori dai denti? posso?
sei partita col piede sbagliato, ora ti odiano.
o rimedi...o tiri a campare (appoggerò qualsiasi tua decisione in proposito, sia chiaro...spesso anche solo riuscire a sopravvivere in certe classi è un piccolo ma importante successo).
non ti avevan mai visto...direi che lo stesso valeva per te.
sei entrata sparata pensando di essere in un liceo classico.
non lo è.
sei entrata in classe pensando di poter fare lezione nel modo classico, educato, rigoroso come, sulla carta, è giusto che sia ma soprattutto pensando di avere di fianco un blocco colleghi compatto e sulla tua stessa linea di condotta.
non è così.
sei seria e rigorosa ma non sembri  affatto cretina...prendi atto della necessità del cambiamento di rotta.
se non puoi vincere il nemico...alleati.
non lasciare la classe ma vestiti, copriti.
fai lezione mentre loro sgranocchiano...l'importante è che intanto seguano la lezione (sì, lo so, non è educativo ma i tuoi alunni ormai son grandi e son stati malamente educati dai loro genitori!).
e, ehmehm, lo dico col capo cosparso di cenere e con immensi sensi di colpa...ehm...ti assicuro che mangiare ascoltando una lezione interessante è fattibilissimo ;-)

quanto alla tua domanda iniziale, in pratica cosa puoi fare legalmente...
mah...
direi che l'abbandono della classe, seppure a un bidello, sia una delle scelte non proponibili. secondo me rischi rogne peggiori (e intanto dichiari la vittoria del nemico!).
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 1:45 pm

Quante chiacchiere inutili.
Finchè le finestre non sono chiuse in classe nemmeno devi entrarci; se si rifiutano e/o le aprono continuamente è perchè hanno capito che POSSONO farlo e si divertono a vederti debole ed impotente.
Tu allora vai dal preside ed esponi i fatti. Senti il preside cosa dice. In ogni caso fai presente che per motivi di salute non vai in classe se le finestre non sono chiuse.
E' un braccio di ferro, si tratta di dimostrare che tu sei più forte di loro, quindi devi averla vinta a tutti i costi, se l'avranno vinta loro non ci sarà più nulla che potrai impedirgli di fare e sarai solo lo zimbello della scuola, perdendo credibilità perfino di fronte ai colleghi.
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TittiTitti76



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 2:20 pm

Sono d'accordo con Paolo!
Se questi alunni fanno così è perchè:
1 Sanno che possono farlo e non gli succede niente
2 il preside e gli altri docenti non si schiereranno mai dalla parte di scuola65

ma è proprio per questo che non deve darsi per sconfitta e mostrarsi forte.Tutta questa "amicizia" e comprensione a sti ragazzi... ma vogliamo capirlo che non li aiuta e facilita affatto? non aiuta loro e non aiuta noi. I ragazzi hanno bisogno di guide sicure, di adulti seri. Noi siamo diventati una generazione di adolescenti solo anagraficamente vecchi. A scuola vogliamo fare gli amici e i piacioni, ma le cose come stanno andando? a rotoli. Cambiare scuola, cercare delle alleanze? se questa nostra collega si trovasse in una scuola-società seria non ne avrebbe bisogno!
Sarebbe benissimo in grado di far fronte da sola alle cose. Ma siamo diventati peggio dei ragazzini, dobbiamo allearci e chiedere l'intervento dei presidi.
Ma abbiamo dimenticato come abbiamo fatto noi la scuola? solo lo sguardo dell'insegnante bastava, il preside? un'entità astratta! ci saremmo fatti addosso al pensiero, per non parlare di quello che ci avrebbe aspettato a casa una volta che i genitori lo avessero saputo.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 2:25 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Quante chiacchiere inutili.
Finchè le finestre non sono chiuse in classe nemmeno devi entrarci; se si rifiutano e/o le aprono continuamente è perchè hanno capito che POSSONO farlo e si divertono a vederti debole ed impotente.
Tu allora vai dal preside ed esponi i fatti. Senti il preside cosa dice. In ogni caso fai presente che per motivi di salute non vai in classe se le finestre non sono chiuse.
E' un braccio di ferro, si tratta di dimostrare che tu sei più forte di loro, quindi devi averla vinta a tutti i costi, se l'avranno vinta loro non ci sarà più nulla che potrai impedirgli di fare e sarai solo lo zimbello della scuola, perdendo credibilità perfino di fronte ai colleghi.

Temo che Paolo abbia ragione. Purtroppo però dissento su un punto del suo ragionamento: è vero che si tratta di un braccio di ferro ma, purtroppo, sulla base del racconto che hai fatto in precedenza, temo che ormai tu non possa vincerlo. Non puoi vincere chiedendo aiuto ad una preside compiacente coi ragazzi ne chiedendo la solidarietà di colleghi che se ne fregano: sei tu contro di loro. Credo, purtroppo, che tu possa solo indossare qualche maglione in più e tener duro. Se loro aprono le finestre per darti fastidio non dar loro la soddisfazione di essere riusciti nel loro atto di sabotaggio: presentati in classe con un abbigliamento polare e fa lezione come se nulla fosse.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 2:43 pm

Perchè invece non spiazzarli entrando in classe (vestita per sopportare un "freddo polare") dicendo "Mamma mia ragazzi, qualcuno di voi non sa cosa siano saponetta e bagno schiuma, c'è un odore molto sgradevole è necessario aprire le finestre.....oh bravi lo avete già fatto e guai a voi se vi azzardate a chiuderle!!"
Mi piacerebbe vedere le loro reazioni, se vince lo spirito di contraddizione nei confronti di Scuola65, otterrà subito quanto desidera, perchè le finestre saranno chiuse immediatamente dagli studenti che improvvisamente diventeranno molto freddolosi.
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TittiTitti76



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 2:59 pm

cadrebbe nel gioco. utilizzerebbe modi tipici dei ragazzi. questa è la piaga. il volerli emulare. loro non chiedono altro che una figura seria e noi gli diamo dei pagliacci (i pagliacci siamo noi, sia in veste di genitori che di prof.)
tutta questa voglia di usare la psicologia tipo telefilm americani, mannaggia a noi che non vogliamo capirla. il senso di responsabilità è una cosa che si costruisce giorno per giorno, esempio per esempio...se loro non lo vedono 24/24 a casa e a scuola, non può lei scuola65 in poche ore a settimana stravolgere i principi e i valori (assenti) in queste persone. le favole a lieto fine dei film li dobbiamo mettere nel nostro cassetto romantico dei ricordi e lasciarle lì.
deve solo conquistarsi il giusto per se, mediare fra il benessere suo e della classe. come? si apre un pò e poi si chiudono le finestre, e ti ci piazzi davanti. Che qualcuno ci provi ad aprirle passandoti sopra...lì scatta dell'altro. buona fortuna.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 3:31 pm

TittiTitti76 ha scritto:
cadrebbe nel gioco. utilizzerebbe modi tipici dei ragazzi. questa è la piaga. il volerli emulare. loro non chiedono altro che una figura seria e noi gli diamo dei pagliacci (i pagliacci siamo noi, sia in veste di genitori che di prof.)
tutta questa voglia di usare la psicologia tipo telefilm americani, mannaggia a noi che non vogliamo capirla. il senso di responsabilità è una cosa che si costruisce giorno per giorno, esempio per esempio...se loro non lo vedono 24/24 a casa e a scuola, non può lei scuola65 in poche ore a settimana stravolgere i principi e i valori (assenti) in queste persone. le favole a lieto fine dei film li dobbiamo mettere nel nostro cassetto romantico dei ricordi e lasciarle lì.
deve solo conquistarsi il giusto per se, mediare fra il benessere suo e della classe. come? si apre un pò e poi si chiudono le finestre, e ti ci piazzi davanti. Che qualcuno ci provi ad aprirle passandoti sopra...lì scatta dell'altro. buona fortuna.
Questo, invece, sarebbe per te il modo giusto di procedere per non "cadere nel gioco" e nella provocazione degli studenti???
Questa sarebbe la figura seria di cui parli??
Mi chiedo, a questo punto, chi sarebbe il "pagliaccio" se il docente diventa a sua volta un provocatore!!!

Io ragiono in questo modo:
1- Sono l'insegnante della classe e come tale devo creare in classe l'ambiente ottimale per poter lavorare
2 - Fare il "muro contro muro" con 25 adolescenti non serve a niente e sicuramente non mi porta ai risultati che voglio ottenere, quindi niente provocazioni (cadrei nel loroi tranello) e niente urla isteriche (loro si divertirebbero un mondo)
3 - Non consentirei mai simili atteggiamenti, compresa la merenda e la doppia colazione durante le mie ore di lezione e se i ragazzi ne prendono atto nei dovuti modi bene, altrimenti cdc straordinario per provvedimenti disciplinari di cui Scuola65 non ha mai parlato

Per capire meglio il problema di Scuola65 per poterle dare qualche consiglio, sarebbe utile, però, capire come si è arrivati a simili situazioni o se è dal 1° giorno di lezione in classe che gli studenti si sono comportati così nei suoi confronti o se il tutto è degenerato in seguito a cosa non so.
Ci tengo a sottolineare che non sto assolutamente giustificando gli studenti, ma mi piacerebbe capire perchè si comportano così solo con lei
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 3:39 pm

Ma come pensate che andare da mammina o papino preside risolva il problema?
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 4:13 pm

Il Piano dell'Offerta Formativa e il Regolamento d'Istituto sono strumenti fondamentali per delineare un sistema di regole condiviso nell'ambito dell'autonomia scolastica. Oggi, per norma, tutte le scuole hanno un Regolamento d'istituto. La domanda è: quante scuole lo fanno rispettare? Pochissime.
Quante verità ci sono nel post di TittiTitti76: "Noi siamo diventati una generazione di adolescenti solo anagraficamente vecchi. A scuola vogliamo fare gli amici e i piacioni, ma le cose come stanno andando? a rotoli. Cambiare scuola, cercare delle alleanze? se questa nostra collega si trovasse in una scuola-società seria non ne avrebbe bisogno!".
Oggi c'è un sistema che vuole delegittimare la scuola pubblica e i docenti cosa fanno? I più abbassano la cresta e cercano di fare le mamme adottive, se sono donne, i piacioni se sono maschi. Questo cercare in tutti i modi di mettersi alla pari con gli alunni è quanto di più deleterio e diseducativo ci possa essere. I genitori-amici hanno già fallito! Certo, bisogna essere aperti, comprensivi e disponibili mantenendo, però, i rispettivi ruoli e la giusta distanza!!!!
Il Regolamento d'istituto vale per tutti, anche per i docenti. Il punto è: quanti docenti rispettano il Regolamento d'istituto? Un docente che mangia in classe (fuori dal momento previsto dalla ricreazione) può chiedere a suoi alunni di non mangiare in classe?! Quanti insegnanti, specialmente nei professionali, scendono allo stesso livello dei propri alunni? E' si che ne ho sentite di bestemmie, parolacce ed espressione scurrili e dialettali dette dai docenti......Si può fare fronte comune ed applicare il Regolamento d'istituto con questa sottospecie di educatori? L'insegnante è un punto essenziale di riferimento, oggi più di ieri, capire questo è fondamentale.

Guardate, io ho alle spalle una lunghissima esperienza scolastica  e posso dire per esperienza diretta che dove ci sono docenti preparati, coesi e con la coscienza a posto non ci sono alunni ribelli, quanto meno non ci sono CLASSI ribelli. Invece ho visto una pletora di docenti fare pettegolezzi tra loro, fuori e dentro la classe. Docenti che "godono" nel vedere i problemi degli altri colleghi per potersi sentire ed affermare la propria "superiorità", ruffiani e cortigiani dei DS. Ma la specie più diffusa e più ipocrita è quella dei docenti che per un anno ti rompono i coglioni lamentandosi della classe ma che al primo consiglio dicono al DS che va tutto bene e giù con i 7 e gli 8......e tu ti ritrovi da solo.....
Dice ancora Titti: "Ma abbiamo dimenticato come abbiamo fatto noi la scuola? solo lo sguardo dell'insegnante bastava, il preside? un'entità astratta! ci saremmo fatti addosso al pensiero, per non parlare di quello che ci avrebbe aspettato a casa una volta che i genitori lo avessero saputo."
Quello di Titti è ovviamente un paradosso, che contiene tuttavia una sua verità: l'insegnante ha perso il suo ruolo sociale e la sua credibilità professionale. E' su quest'ultimo aspetto che la categoria si deve rivalutare. Ma per farlo è necessario che ognuno creda soprattutto in se stesso e in quello che rappresenta; che sia punto di riferimento con le proprie azioni e non con le parole per i suoi alunni; che rivendichi il DIRITTO di poter insegnare senza patemi d'animo come riconosce i diritti dei suoi alunni; che è consapevole che non può rivendicare i suoi diritti senza essere a posto prima con i suoi doveri; che l'istruzione è un diritto sancito dalla Costituzione ma non lo è la promozione (quella umana, sì....); che la scuola è UGUALE per tutti, quelli che cambiano sono solo gli indirizzi, pertanto tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri; che il rispetto è alla base della convivenza civile; che i tempi moderni sono gli stessi degli USA, dell'Inghilterra, del Giappone, dell'India e della Russia, è il modo di concepire la scuola che è diverso.
Se TUTTI, o almeno i più, sono convinti di questo allora, ma solo allora, avremo un'altra scuola.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 4:31 pm

giobbe, quello che dici lo condivido assolutamente, anzi, sono del tutto convinto che certe pratiche di comoda "amicizia" docenti-studenti non facciano che delegittimare l'istituzione scuola, nell'immediato e soprattutto nel lungo periodo.All'atto pratico, però, abbiamo una professoressa in conflitto con la sua classe che, a quanto mi pare di capire, ha bisogno di un punto di vista terzo per risolvere la sua situazione; il che non vuol dire scendere a patti con i ribelli, ma trovare una leva per far valere nuovamente la sua posizione di forza.

Cito alcune tue parole che condivido molto:

L'insegnante ha perso il suo ruolo sociale e la sua credibilità professionale. E' su quest'ultimo aspetto che la categoria si deve rivalutare. Ma per farlo è necessario che ognuno creda soprattutto in se stesso e in quello che rappresenta; che sia punto di riferimento con le proprie azioni e non con le parole per i suoi alunni; che rivendichi il DIRITTO di poter insegnare senza patemi d'animo come riconosce i diritti dei suoi alunni; che è consapevole che non può rivendicare i suoi diritti senza essere a posto prima con i suoi doveri; che l'istruzione è un diritto sancito dalla Costituzione ma non lo è la promozione.

Tu tratteggi una Scuola che rivendichi con forza il suo ruolo di Istituzione (S e I maiuscole) e non si accontenti di essere servizio a un'utenza. Finché noi stessi docenti non saremo convinti di questo, la scuola continuerà a peggiorare.

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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 4:41 pm

A mio avviso l'errore principale della nostra collega è un altro: non quello di aver "mirato troppo alto" riguardo al livello della classe, o di aver sopravvalutato l'efficacia delle sanzioni formali, né tantomeno quello di essersi fidata troppo del preside o dei colleghi... ma è SOLO quello di aver lasciato intendere agli studenti, con troppa facilità, quanto lei ci stesse male sul piano personale per le loro intemperanze, e quindi quanto fosse facile per loro farle ancora più male.

Se avesse impostato la controversia fin dall'inizio sul principio che "adesso la finestra si chiude perché lo chiedo io, e perché io voglio fare lezione con la finestra chiusa" e basta, piuttosto che "la finestra si chiude perché altrimenti io soffro troppo, sto tanto a disagio, e mi fate stare tanto male...", forse sarebbe stato diverso.

Per cui, adesso, l'unica speranza di cambiare le cose è proprio quella di spiazzarli e di far vedere loro che non è vero che ci sta così male quanto pensano, ossia che di trippa per gatti ce n'è pochina...


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Dom Feb 01, 2015 9:09 pm, modificato 2 volte
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 4:45 pm

Riporto testualmente dall'Enciclopedia Treccani:

"La scuola istruisce ed educa. La scuola costituisce la prima occasione per misurarsi con una realtà diversificata, essendo molteplici gli oggetti di studio, le persone che hanno il compito di presentarli, gli insegnanti, e gli interessi suscitati da ciascuno di essi.
Un grande scrittore del Novecento, Elias Canetti, ha scritto nella sua opera La lingua salvata, dove narra la propria giovinezza, che «la scuola è la prima forma di molteplicità di cui si prende coscienza nella vita».
La scuola è, però, anche il luogo dove ci si abitua a stare con gli altri e a condividere regole comuni per procedere insieme. È un esercizio, questo, essenziale per la vita adulta perché rende chiari quali siano i propri diritti e quelli degli altri e, per rispettarli, ci si abitua ai propri doveri. Così si diviene cittadini.
In questo senso la scuola è una istituzione della vita sociale e dell’ordinamento dello Stato. A essa la collettività affida, quindi, un doppio compito: quello di trasmettere conoscenze, cioè istruire, e quello di trasmettere capacità di convivenza con gli altri, cioè educare (educazione). Entrambi i compiti non sono affidati solo alla scuola, perché molte sono le altre occasioni in cui ciascuno di noi apprende e molti sono i luoghi dove si viene educati; ma la scuola ha, rispetto a essi, un ruolo specifico e centrale. "

Concludo: la scuola è una istituzione al servizio degli altri nel rispetto dei diritti e dei doveri di ognuno.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 5:54 pm

giobbe ha scritto:
Il Piano dell'Offerta Formativa e il Regolamento d'Istituto sono strumenti fondamentali per delineare un sistema di regole condiviso nell'ambito dell'autonomia scolastica.

Quest'apologia del rigore e del regolamento mi ricorda un po' quelli che vorrebbero obbligare per legge la gente a smettere di fumare. Non funziona. Non ha mai funzionato. Eppure c'è sempre qualche "tricoteuse" pronta a sedersi paciosamente ai piedi della ghigliottina, beandosi dell'illusione che far saltare le teste possa servire a rendere migliore il mondo. Non sono le buone leggi a migliorare il mondo ma la buona educazione. La legge morale sta dentro di noi, non scritta nel codice penale o nel regolamento d'istituto.


Ultima modifica di Lenar il Dom Feb 01, 2015 7:01 pm, modificato 1 volta
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 6:29 pm

ludmilla ha scritto:
1) Convincere gli alunni che stai dalla loro parte e che vuoi aiutarli, ma a modo tuo.
2) A tale scopo, parlare molto con loro individualmente e fuori dall'aula, anche se questo richiede fermarsi a scuola molte più ore del previsto.
3) Conquistare i leader negativi: sono un grande aiuto nel tenere a bada i compagni, perché hanno l'autorevolezza che a noi adulti talvolta manca.
4) Cercare di capire le motivazioni profonde dei ragazzi, andando al di là delle apparenze e ricordando sempre che gli adulti siamo noi.
5) Fare squadra con gli altri docenti e con il DS, sorvolando sulle quisquilie, ma restando intransigenti sulle cose importanti.
Non voglio salire in cattedra, per carità. Riferisco solo quanto mi detta l'esperienza.

Guarda, Ludmilla, quotidianamente lavoro per la tutela dei minori, figurati se non sono d'accordo con te, però in questo caso credo che gli obbiettivi che tu delinei non possano essere raggiunti con le strategie che hai elencato.

1) stare dalla loro parte per noi come adulti, significa soprattutto dimostrare che possono sperimentare tutto quello che ritengono di sperimentare per vedere come crescere, possono farlo proprio perchè ci siamo noi che mettiamo i famosi paletti. Ci siamo noi che diciamo: no, oltre quello non puoi andare.

E le parole, con chi non ascolta, servono a poco.

I ragazzi, tutti, e questi in particolare, non ascoltano proprio più gli parli, più loro ispessiscono le difese.

Mi viene sempre da ridere quando penso ad una impressione che ho avuto una volta entrando in una classe: ho avuto l'impressione di vedere 25 giovanotti che si infilavano un enorme preservativo dalla testa ai piedi. Assolutamente e totalmente protetti contro le possibili intrusioni delle nostre parole nelle loro vite.
Parliamo troppo, vogliamo che ci ascoltino perchè sappiamo, noi, che quello che diciamo è giusto, ma a loro non interessa, loro non ne possono più di sentirci parlare. Vogliono fatti. E tra l'altro vogliono vedere che i paletti che a parole siamo bravissimi a mettere, reggono anche davanti alle loro bordate.

Fino a quando non saranno sicuri che reggi, non ti ascolteranno quando cercherai di parlare con loro individualmente, fino a quando non sarai accreditato al cospetto di tutti come persona che oltre non fa andare, tu cercherai di parlare con loro e loro cercheranno di fuggire. Non puoi imporre un colloquio, puoi solo far sapere che sei disponibile ad ascoltarli eventualmente anche in momenti diversi. Non puoi imporre la tua presenza nella loro vita. Ti cercheranno se crederanno in te.
E se crederanno in te non apriranno più le finestre sapendo che tu hai freddo.

Bello il suggerimento di conquistare i leader negativi, ma come si fa?
L'unico modo è far vedere che leader negativi o positivi che siano, i paletti non si abbattono.

Certo che bisogna fare squadra, certo che bisogna trascurare le stupidaggini e tenere sulle cose importanti, tutti insieme noi adulti per loro. Perchè stanno crescendo provando tutte le strade che ci sono e tutti insieme noi dobbiamo lasciare aperte solo quelle che consentano una civile convivenza.
Gli interventi che ci sono stati, anche quelli fantasiosi, nel tentativo di trovare strategie, non sono stati interventi che suggerivano vendetta, sono stati interventi che cercavano di trovare il modo di mettere paletti.


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