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 Una richiesta particolare

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AutoreMessaggio
scuola65



Messaggi : 87
Data d'iscrizione : 07.02.11

MessaggioOggetto: Una richiesta particolare   Gio Gen 29, 2015 4:32 pm

Promemoria primo messaggio :

Buona sera; sono a chiedere il vostro aiuto perchè mi trovo in una situazione a dir poco particolare.
Insegno con incarico al 30 Giugno, in un professionale di provincia.
Le classi sono estremamente variegate e soprattutto composte di alunni non sempre dotati di buonsenso ed educazione.
Dopo tanti, tantissimi anni (la prima supplenza nel 1999) mi trovo ad aver problemi non con la segreteria, non con la dirigenza, non con i colleghi, ma, incredibile a dirsi, proprio con i cari alunni.
Ecco cosa succede:
Quando entro in aula, gli alunni mi fanno trovare sempre le due finestre (direi finestroni!) completamente spalancate; io che sono molto freddolosa ( credo che sia normale, in inverno...) e comunque vado vestita con almeno 3 strati di lana, maglia e twinset pesante, non resisto al freddo che viene a crearsi.
Gli alunni si ostinano a stare con giubbotti e felpe ma con le finestre completamente spalancate.
Il tira e molla che si viene a creare è antipaticissimo, e in giornate particolari come oggi, si arriva , ovviamente da parte loro, quasi all'insulto.
Rapporti, note disciplinari, lasciano il tempo che trovano; di affrontare il discorso in maniera seria e pacata, non se ne parla nemmeno.
Il mio problema è questo; io non voglio stare a casa, quando ho colpi di tosse e raffreddori, dato che non mi va di fare l'ammalata quando non lo sono; ma credo anche che esista la possibilità che noi lavoratori siamo tutelati nel nostro diritto di lavorare in un ambiente sano e adeguatamente riscaldato.
Tengo a specificare che ho saputo che la nostra preside ha fatto il diavolo a quattro con la Provincia per farci aumentare le ore di riscaldamento, per rendere i grandi stanzoni di cui è dotata la scuola, adeguatamente riscaldati.
Ma se poi dovbbiamo stare con le finestre spalancate, e rannicchiati nei piumini, con notevoli limitazioni al movimento all'interno dell'aula, dovete dirmi, a chi fa pro.
Voi, al posto mio, cosa fareste?
Grazie a chi vorrà rispondermi.
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AutoreMessaggio
paniscus_2.0



Messaggi : 6138
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 7:09 pm

Lenar ha scritto:
giobbe ha scritto:
Il Piano dell'Offerta Formativa e il Regolamento d'Istituto sono strumenti fondamentali per delineare un sistema di regole condiviso nell'ambito dell'autonomia scolastica.

Quest'apologia del rigore e del regolamento mi ricorda un po' quelli che vorrebbero obbligare per legge la gente a smettere di fumare. Non funziona. Non ha mai funzionato.

Veramente i vincoli imposti per legge non servono a "obbligare la gente a smettere di fumare" in assoluto, ma servono ALMENO a obbligare la gente a smettere di fumare nelle circostanze in cui può fare male ad altri, può dare fastidio agli altri e può violare i diritti degli altri.

Non sarà la Risoluzione Finale Totale Globale, ma è sempre meglio di niente.

Io preferisco di gran lunga un mondo in cui il fumatore, se proprio vuole fumare, è costretto ad andare a fumare fuori dalla stanza in cui sto anch'io... piuttosto che un mondo in cui lo si lascia tranquillamente fumare nella stessa stanza dove sono io "perché tanto il divieto non funzionerebbe per convincerlo a smettere del tutto".

Francamente, sono due problemi diversi.

L.
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Lenar



Messaggi : 1177
Data d'iscrizione : 15.07.12

MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 7:19 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Lenar ha scritto:
giobbe ha scritto:
Il Piano dell'Offerta Formativa e il Regolamento d'Istituto sono strumenti fondamentali per delineare un sistema di regole condiviso nell'ambito dell'autonomia scolastica.

Quest'apologia del rigore e del regolamento mi ricorda un po' quelli che vorrebbero obbligare per legge la gente a smettere di fumare. Non funziona. Non ha mai funzionato.

Veramente i vincoli imposti per legge non servono a "obbligare la gente a smettere di fumare" in assoluto, ma servono ALMENO a obbligare la gente a smettere di fumare nelle circostanze in cui può fare male ad altri, può dare fastidio agli altri e può violare i diritti degli altri.


Veramente mi riferivo alla legge che proibiva di fumare nei cortili delle scuole perché non era bello vedere gli adolescenti fumare... se preferisci possiamo fare riferimento a quella che vieta la vendita di alcoolici o a quella che obbliga a mettere il casco in moto o a quella che proibisce il consumo di droghe leggere o etc etc etc... non mi pare abbiano funzionato granché. O, meglio, hanno funzionato dove la regola è stata accettata come giusta e razionale mentre non hanno funzionato altrove.

paniscus_2.0 ha scritto:

Francamente, sono due problemi diversi.


E no, sono lo stesso problema.
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TittiTitti76



Messaggi : 560
Data d'iscrizione : 02.12.12

MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 8:21 pm

Forse sono infelice quando scrivo, tranne che per qualcuno che ringrazio, tenterò di spiegarmi meglio:
La collega, come tutti del resto, non ha tempo di mettersi a fare i giochi psicologici e di analizzare cause-effetti. Certo che avendo tempo, tu con tutta calma, riesci a capirli e a farti capire ed accettare. Ma nell'immediato, nel pratico, una supplenza fino a 30 giugno, che fai? devi farti venire un esaurimento? Vi sembra giusto? Ora i metodi "alternativi" purtroppo sono fritti e rifritti, sti ragazzi non li coglie di sorpresa nemmeno se lei si mette con le mutande sulla testa, perchè semplicemente non se ne fregano niente di lei. Per loro è un divertimento. Ora, premesso che normalmente un insegnante dovrebbe avere davanti un alunno che vuole apprendere e che ad altri aspetti dovrebbero pensarci i genitori a casa, l'unica cosa è affrontarla di petto la situazione: o la va o la spacca. Provocazione meno provocazione, a parte che tu qualunque cosa fai, se loro la vogliono prendere come provocazione potresti anche regalargli fiori, che la prenderebbero male.
quindi, come dicevo, affrontare di petto questa cosa, senza timori, perchè ormai è una fune rotta, e non si rinsalda più. Mettersi davanti alla finestra non mi sembra un gesto scortese, a volte lo si fa anche distrattamente mentre si spiega. Ma loro dovrebbero cominciare a capire i limiti da non oltrepassare. E se il giovanotto li oltrepassa forzando la situazione, beh...allora non fa altro che rafforzare ancora di più la mia tesi, e lì si che scatta un bel provvedimento disciplinare. nemmeno i colleghi potrebbero più tirarsi indietro, ci farebbero proprio una magra figura. se poi ci vogliamo andare sempre col si bemolle anche in situazioni del genere...allora che dio ci aiuti.
Perchè lo fanno con lei? perchè sanno che è la nuova e che se ne và e che non conta niente.il rasoio di occam: la risposta più semplice di solito è quella giusta, senza interpellare Freud.
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giobbe



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Data d'iscrizione : 25.08.11

MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 8:41 pm

Lenar ha scritto:
giobbe ha scritto:
Il Piano dell'Offerta Formativa e il Regolamento d'Istituto sono strumenti fondamentali per delineare un sistema di regole condiviso nell'ambito dell'autonomia scolastica.

Quest'apologia del rigore e del regolamento mi ricorda un po' quelli che vorrebbero obbligare per legge la gente a smettere di fumare. Non funziona. Non ha mai funzionato. Eppure c'è sempre qualche "tricoteuse" pronta a sedersi paciosamente ai piedi della ghigliottina, beandosi dell'illusione che far saltare le teste possa servire a rendere migliore il mondo. Non sono le buone leggi a migliorare il mondo ma la buona educazione. La legge morale sta dentro di noi, non scritta nel codice penale o nel regolamento d'istituto.
Riporto da quotidianoscuola:
"Che cos’è una regola ?
Una regola è una norma che un gruppo sociale si dà per assicurare la sopravvivenza del gruppo e per perseguire i fini che lo stesso ritiene preminenti.
Sin da piccoli si imparano regole, ci viene imposto di non fare una determinata cosa, sin da piccoli veniamo sgridati o messi in punizione qualora disobbedivamo a determinate regole, per il nostro bene.
Le regole infatti, sono importanti, anzi direi fondamentali per vivere in armonia con altre persone.
In caso contrario regnerebbe sicuramente il caos; l’uomo non è in grado di vivere senza regole e anche se quest’ultime a volte ci possono sembrare troppo severe, dove vita, per alcuni, diventa sinonimo di prigionia, esse ci tutelano, ci prendono per mano, aiutandoci a percorrere la nostra vita nel migliore modo possibile.
Immaginiamo un mondo senza regole e per regole ovviamente non possiamo non includere le regole stradali… beh allora, non più un semaforo, non più un limite di velocità, nessuna imposizione.
Ci pare ovvio quindi che gli incidenti stradali non potrebbero non aumentare vertiginosamente, con un inevitabile aumento della mortalità. Proprio per questo le leggi ci proteggono in ogni momento della nostra vita, esse sono fatte per noi e solo per questa ragione abbiamo il dovere rispettarle.
Chi si rifiuta di rispettare le regole non è solo un ribelle, ma talvolta può essere considerato un incosciente, perché un mondo senza regole è come un crocevia senza semafori."

Lenar, non essere contraddittorio con te stesso, rileggi la tua risposta a Paolo Santaniello, è in perfetta antitesi con quello che dici a me. Con Paolo lanci la sfida alla classe ribelle. Con me definisci autoritaristico il semplice rispetto di un regolamento scolastico fatto di diritti e di doveri. I regolamenti sono frutto di un Patto di convivenza accettato dalle componenti scolastiche: DS, ATA, docenti, genitori e alunni, il tutto nel rispetto della legge.
La scuola che non funziona è quella dove ci sono i docenti (Lenar?) che non vogliono condividere tale Patto. Forse questo è il motivo più serio per cui mi sento di dire al collega o all'alunno di cambiare scuola perché se mettiamo assieme capre e cavoli ne viene fuori un casino (da qui il richiamo alla coesione della classe docente...). Sfido però a trovare una scuola della Casa della Libertà (che sta per dire facciamo un po' come cXXXo ci pare). Chi non ama le regole o non le condivide è il primo a non rispettarle. Perciò mi affanno a dire che in fin dei conti questa scuola la vogliono in primis gli insegnanti stessi.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 8:50 pm

Condivido pienamente ciò che scrive paniscus. Se si mostrano agli studenti le proprie fragilità personali, in certi contesti si rischia di diventare una vittima. Questo non significa diventare dei robot ma soltanto assumere un certo distacco emotivo rispetto al comportamento degli studenti. La regola si rispetta perché lo dico io, non perché soffro se non la rispetti.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 8:51 pm

TittiTitti76 ha scritto:
Perchè lo fanno con lei? perchè sanno che è la nuova e che se ne và e che non conta niente.il rasoio di occam: la risposta più semplice di solito è quella giusta, senza interpellare Freud.
Condivido. Invece molti tuoi colleghi pensano che la supplente deve spendere tutto il suo lavoro nel cercare di fare breccia nei cuori dei carciofi. Alla fine le verrà l'esaurimento nervoso, non avrà fatto niente per tutto l'anno di curriculare e gli alunni, a posteriori, potranno dire, e sicuramente diranno, alla nuova insegnante: "la supplente non ha fatto un cxxxo per tutto l''anno".
Guardate che gli alunni sono mooooltoooo furbi, a loro piace giocare come il gatto con il topo. Bisogna solo decidere se essere gatto o essere topo.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 9:01 pm

Lenar ha scritto:
Veramente mi riferivo alla legge che proibiva di fumare nei cortili delle scuole perché non era bello vedere gli adolescenti fumare...
Nella mia scuola ha funzionato perfettamente, ora fumano tutti in bagno dove non possono essere visti.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 9:14 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Lenar ha scritto:
Veramente mi riferivo alla legge che proibiva di fumare nei cortili delle scuole perché non era bello vedere gli adolescenti fumare...
Nella mia scuola ha funzionato perfettamente, ora fumano tutti in bagno dove non possono essere visti.

Veramente quella del fumo nei bagni non è certo una novità degli ultimi due anni, ma semmai è un residuato nostalgico di 30 anni fa. Non ho mai sentito parlare di fumo nei bagni da quando ci sono ovunque i sensori di fumo, che costano pure poco...
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TittiTitti76



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 9:15 pm

giobbe ha scritto:
TittiTitti76 ha scritto:
Perchè lo fanno con lei? perchè sanno che è la nuova e che se ne và e che non conta niente.il rasoio di occam: la risposta più semplice di solito è quella giusta, senza interpellare Freud.
Condivido. Invece molti tuoi colleghi pensano che la supplente deve spendere tutto il suo lavoro nel cercare di fare breccia nei cuori dei carciofi. Alla fine le verrà l'esaurimento nervoso, non avrà fatto niente per tutto l'anno di curriculare e gli alunni, a posteriori, potranno dire, e sicuramente diranno, alla nuova insegnante: "la supplente non ha fatto un cxxxo per tutto l''anno".
Guardate che gli alunni sono mooooltoooo furbi, a loro piace giocare come il gatto con il topo. Bisogna solo decidere se essere gatto o essere topo.
Si infatti! alla fine se vai a vedere i supplenti sono quelli che più si fanno il Ma...sso! i ragazzi se vogliono fare opera di contraddizione la fanno a priori, quando sanno che trovano terreno fertile, ci giocano sopra. io sono dell'opinione che DEVO fare lezione, tutto viene in secondo ordine, e qualunque ostacolo a questo, deve essere contrastato. se così non fosse, che venga messo per iscritto che la lezione può anche essere tralasciata, allora ne vedi delle belle.
p.s. lolllllllllllllll ....nel cuore dei carciofi :))))))))))))))))))))))))
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 9:39 pm

E comunque, sempre per quanto riguarda la normativa sul fumo: il motivo principale alla base del provvedimento non è quello che "non sia esteticamente bello vedere degli adolescenti fumare", ma è quello di indebolire l'automatismo della DIPENDENZA, che è abbastanza diverso.

Ossia, considerando abbastanza plausibile che, tra i ragazzini giovanissimi che fumano, una buona parte di loro siano ancora fumatori "occasionali" e non abbiano fatto in tempo a entrare in un loop di dipendenza cronica...

...il fatto di abituarli all'idea che sia normale dover stare cinque o sei ore di seguito senza poter fumare, e che sia normale doversi adattare ad aspettare i tempi e le circostanze che lo consentono, piuttosto che avere la certezza di potersi fare una pausa per accendersi la sigaretta in qualsiasi momento se ne abbia voglia, magari li porta a fumare un po' meno, e a evitare (o a rinviare di qualche anno) l'insorgere della dipendenza, tutto lì.

E comunque, per quanto la cosa possa essere impopolare, trovo molto più educativo e costruttivo il fatto che si sia vietato a TUTTI di fumare nel comprensorio della scuola, ossia anche agli insegnanti e agli altri operatori adulti, e non solo agli studenti.

Piuttosto che il fatto che sia "brutto vedere i ragazzini che fumano", ho sempre trovato molto più dannoso e diseducativo vedere insegnanti (o altri adulti che lavorano nella scuola) che fumano davanti agli alunni, salvo poi fare le campagne di prevenzione o altre amenità del genere.

In tali casi, l'UNICO messaggio che poteva passare era "gli adulti hanno il diritto di fumare ma i ragazzi no, e tu ancora non devi fumare solo perché sei troppo giovane, ma appena sarai grande come noi, potrai farlo tranquillamente". Cosa che OVVIAMENTE porta dritto dritto alla reazione opposta, ossia che il giovane non vede l'ora di conquistarsi il diritto di sfoggiare la sigaretta in pubblico per sentirsi grande pure lui.

Ma andare a fumare altrove, è così oltraggioso o vessatorio? Giuro che non lo capisco!

Io non fumo, ma ho un sacco di altre abitudini private che coltivo ALTROVE e in altri orari nella vita privata... ma che non mi sogno di pretendere il diritto di praticare per forza a scuola!

L.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 11:39 pm

giobbe ha scritto:
Lenar ha scritto:
giobbe ha scritto:
Il Piano dell'Offerta Formativa e il Regolamento d'Istituto sono strumenti fondamentali per delineare un sistema di regole condiviso nell'ambito dell'autonomia scolastica.

Quest'apologia del rigore e del regolamento mi ricorda un po' quelli che vorrebbero obbligare per legge la gente a smettere di fumare. Non funziona. Non ha mai funzionato. Eppure c'è sempre qualche "tricoteuse" pronta a sedersi paciosamente ai piedi della ghigliottina, beandosi dell'illusione che far saltare le teste possa servire a rendere migliore il mondo. Non sono le buone leggi a migliorare il mondo ma la buona educazione. La legge morale sta dentro di noi, non scritta nel codice penale o nel regolamento d'istituto.
Riporto da quotidianoscuola:
"Che cos’è una regola ?
Una regola è una norma che un gruppo sociale si dà per assicurare la sopravvivenza del gruppo

Prendo per buona la tua definizione. Nel contesto di una classe il gruppo è la classe. Quindi le regole, nella sostanza le fissa la classe, non il docente. Altro che regolamento d'istituto. Ecco perché le finestre rimarranno aperte.


Ultima modifica di Lenar il Dom Feb 01, 2015 11:52 pm, modificato 1 volta
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Una richiesta particolare   Dom Feb 01, 2015 11:50 pm

giobbe ha scritto:


Lenar, non essere contraddittorio con te stesso, rileggi la tua risposta a Paolo Santaniello, è in perfetta antitesi con quello che dici a me. Con Paolo lanci la sfida alla classe ribelle.

Mi spiace, hai frainteso la mia risposta o, forse, più probabilmente, sono io che non sono stato chiaro. Cmq chiarisco. Il senso che avrei voluto trasmettere era il seguente: nel contesto della classe sei tu, docente, in rapporto con loro, i discenti. Non ci si può trincerare dietro cose come il "regolamento" o "il preside". Sei tu VS loro. In certi contesti mi è capitato di conoscere docenti che non si sono fatti scrupoli di prendere un allievo per il bavero e di sbatterlo al muro. Dal mio punto di vista hanno fatto molto bene perché quello era l'unico intervento che, nel particolarissmo contesto di quella particolarissima realtà aveva un senso "didattico". Per quanto paradossale quello era l'unico atteggiamento che avrebbe potuto portare qualche giovamento allo studente ed alla classe. Nella risposta a Paolo sostenevo che, dal mio punto di vista, alla luce dell'atteggiamento e della storia raccontata dalla collega, la battaglia era ormai persa e, di conseguenza, a lei non restava che tener duro. Alla collega, IMHO, non resta altro che fare da sola senza riporre inutili speranze nel preside (compiacente con gli allievi), nei colleghi (menefreghisti) o, peggio ancora, nel regolamento (un pezzo di carta inutile) e, siccome mi pare di capire che la collega non abbia il "phyisique du role" per sbattere un allievo al muro, l'unica alternativa che le resta è sopportare stoicamente, stringere i denti e continuare a fare la docente, nonostante il freddo e gli atteggiamenti negativi del gruppo.

In un vecchio film c'era un tizio che gridava, in primo piano, alla telecamera "la scuola è una guerra". Non ho mai sentito di nessuno che abbia vinto una guerra con la convenzione di Ginevra.
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