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 I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante

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AutoreMessaggio
Felicitas



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MessaggioOggetto: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 5:08 pm

Sono entrata per la prima volta in aula scolastica pochi mesi fa, e non in veste di alunna. E' successo in seguito alla vittoria inaspettata ma tanto desiderata di un concorso.
Ho avuto molte giornate buone ma alcune, come quella di oggi, difficile.
Ho due prime (scuola primaria). Con una riesco a lavorare piuttosto bene. Con l'altra non riesco quasi a lavorare. Sono bambini non molto educati, che si alzano, parlano e non sembrano avere alcun rispetto nei miei confronti. Ho anche avuto modo di scontrarmi con qualche genitore per motivi che, per come sono stata educata io, toccano i limiti dell'assurdo.
Ebbene, da persona informata e umile quale penso di essere, ero preparata a tutto questo. Ma una volta che ci sei dentro ti chiedi chi te lo fa fare di stare fino alle 23 ogni giorno a preparare le lezioni (e poi dicono che gli insegnanti non lavorano... mah) per degli alunni che non sembrano avere alcun interesse per le attività che proponi.
Voglio essere una brava insegnante e so anche che non potevo aspettarmi di essere come le ottime maestre con 30 e più anni di esperienza che sono nella mia scuola, ma quando ti ritrovi a dover fare una fatica immane soltanto per avere un po' di silenzio, poi ti senti veramente uno straccio.
Vorrei avere un consiglio: come superate le giornate no e trovate la motivazione per andare avanti? A cosa pensate?
Io sono una che non si butta giù ma non sono una martire.
PS: non mi consigliate il libro di Isabella Milani, perché l'ho già letto.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 5:25 pm

Benvenuta nella fossa dei leoni.

Insegno al liceo, per cui conosco poco la tua realtà. Una cosa però penso sia valida a prescindere: non lasciare che le emozioni prendano il sopravvento. Insegnndo ci sono motivi ogni giorno per sentirsi frustrati e le occasioni per uno sfogo occasionale non mancano. Cerca di evitare di urlare e perdere la calma. Mantieni il controllo. Testa lucida.
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Felicitas



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 5:42 pm

Grazie. Sono una persona molto razionale e calma, in genere. Non mi faccio spaventare dai genitori e riesco a rimanere abbastanza lucida in ogni situazione.
Ho scoperto però che una classe di bambini urlanti mette a dura prova queste mie qualità. Mi sono accorta, infatti, che coi bambini più grandi lavoro molto meglio.
In ogni caso ho sentito dire da qualche collega che in genere le prime non sono molto amate... Ci sarà un motivo! :-)
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 5:45 pm

misia113 ha scritto:
Grazie. Sono una persona molto razionale e calma, in genere. Non mi faccio spaventare dai genitori e riesco a rimanere abbastanza lucida in ogni situazione.
Ho scoperto però che una classe di bambini urlanti mette a dura prova queste mie qualità. Mi sono accorta, infatti, che coi bambini più grandi lavoro molto meglio.
In ogni caso ho sentito dire da qualche collega che in genere le prime non sono molto amate... Ci sarà un motivo! :-)

Se ti tranquillizza, nemmeno le prime liceo, e per lo stesso motivo.
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pasqui74



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 6:05 pm

Consolati per la mia prima IPSIA potrei usare la tua descrizione più altre dolci caratteristiche quali insultare gli insegnanti picchiare i compagni appiccare il fuoco ai capelli altrui uscire senza permesso contestare sempre e molto altro.....almeno i tuoi hanno l'attenuante dell'età.
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Felicitas



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 6:25 pm

Ok. Grazie, era quello che volevo sentire... Così posso consolarmi!
Mi rendo conto che la sto prendendo troppo sul personale, comunque.
Il problema è che passo le giornate a pensare a quali strategie adottare con questa classe. Sarebbe molto facile, a questo punto, diventare l'insegnante "cattiva", distribuendo compiti di punizione e note da far firmare ai genitori. Il problema è che non sono sicura che tutto questo sia giusto, dal punto di vista educativo. E non sono neanche sicura che funzioni. Adesso voglio tentare un'altra strada. Se non dovesse funzionare allora diventerò l'insegnante severa che non volevo essere.
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pasqui74



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 6:32 pm

Io come consolozione ho un 4 e 5 , nella prima classe un po di confusione ma tante menti brillanti nel 5 disciplina e impegno un paio di elementi brillanti. Se non avessi queste due classi con quelle del biennio avrei gia iniziato a dare di matto.
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la via della seta



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 7:25 pm

Consiglio di una vecchia insegnante con esperienza trentennale nella scuola primaria. Non so se tu sei sposata o hai figli, in ogni caso ispirati all'educazione che hai avuto dai tuoi genitori. Ti facevano fare tutto quello che ti passava per la testa? Sicuramente no! Non ti rimproveravano mai? Sicuramente no! Essere autorevoli e far capire fin dal primo minuto che non ti farai piegare, ma che saranno loro a dover fare quello che stabilisci tu è la prima regola da seguire. Questo non significa affatto essere cattivi, alza la voce quando reputi che il limite è stato superato, ripeti senza mai stancarti che a scuola ci sono delle regole da rispettare e che le regole sono necessarie per il loro bene, non ti lasciare prendere dall'ansia di fare lezione tralasciando la disciplina, smetti di spiegare e richiama all'ordine se l'ordine non è rispettato. Anche se pensi che non stai ottenendo nessun risultato persevera, i risultati arriveranno. Escogita degli stratagemmi. Procurati dei segnali colorati e spiega che il rosso significa che il chiasso è intollerabile quando lo agiterai, proprio come fa l'arbitro di calcio. Si divertiranno moltissimo e anche se per poco, si stabilirà un po' di silenzio. Cerca di avere il polso della situazione:è inutile che insisti con le spiegazioni se ti rendi conto di non riuscire a farti seguire. Alterna i rimproveri con degli atteggiamenti spiritosi, Se per esempio hai alzato un po' troppo la voce, fingi di essere diventato un animale cattivissimo, ovviamente lasciando chiaramente capire che stai scherzando. Racconta storie, tante, anche se pensi che non ti stanno ascoltando scoprirai, se farai delle domande, che ti ha seguito di più proprio quello che ti sembrava più distratto. Fai dei giochi di ruolo, chiamali a fingere di essere insegnanti, mamme, nonne, dirigenti che entrano in classe per rimproverare i bambini monelli... E soprattutto, non dimenticare mai che hanno sei anni, vorrebbero solamente giocare, spesso sono figli unici e non gli sembra vero di aver trovato qualcuno con cui parlare e disturbare la maestra... E poi l'anno scolastico volgerà al termine, e ti accorgerai che si alzano di meno, chiacchierano di meno, riescono a stare attenti per un tempo più lungo... E poi saranno tutti promossi per la seconda, e poi per la terza, la quarta, la quinta. E se ne andranno alla scuola media e tu ricorderai con un po' di nostalgia quando erano piccoli , adorabili pesti che asciugavano i loro pianti e qualcos'altro sui tuoi vestiti, ti facevano uscire dai gangheri, ti facevano arrivare stremata alla fine della lezione, ma ti disegnavano dei cuori giganti  con su scritto: "maestra ti voglio bene.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 9:43 pm

misia113 ha scritto:
Ok. Grazie, era quello che volevo sentire... Così posso consolarmi!
Mi rendo conto che la sto prendendo troppo sul personale, comunque.
Il problema è che passo le giornate a pensare a quali strategie adottare con questa classe. Sarebbe molto facile, a questo punto, diventare l'insegnante "cattiva", distribuendo compiti di punizione e note da far firmare ai genitori. Il problema è che non sono sicura che tutto questo sia giusto, dal punto di vista educativo. E non sono neanche sicura che funzioni. Adesso voglio tentare un'altra strada. Se non dovesse funzionare allora diventerò l'insegnante severa che non volevo essere.

Personalmente te lo sconsiglio. Non so come funzioni alle elementari ma alle superiori se non hai il piglio giusto non puoi interpretare con profitto il ruolo del "docente cattivo". Il popolo "mangia la foglia" in due minuti e trova comunque un modo per metterti a disagio. Inoltre, temo, se alla primaria diventi troppo rigida, rischi che le mamme, ancora grondanti di amore ed aspettative per i rispettivi pargoli, ti saltino addosso.

Quello che vorrei consigliarti è di cercare di trovare un modo per separare il tuo lavoro dalla tua via. Insegnare è una professione a rischio dal punto di vista dell'equilibrio mentale proprio perché si tratta di un'esperienza che mette in moto il meccanismo perverso della "relazione d'aiuto". Inoltre il senso di frustrazione che emerge dal conflitto coi discenti è amplificato dall'età dei ragazzi, dalla narrazione condivisa del tuo ruolo come "maestra", dal pregiudizio nei confronti della scuola etc etc... Per evitare di "sclerare" devi, IMHO, evitare di trasformare il tuo essere insegnante in qualcosa di totalizzante, in un impegno che ti tiene in piedi ogni giorno dalle sette del mattino alle dieci di sera. Nessuno ti chiede di essere perfetta. Cerca di fare il meglio che puoi. Nessuno può darti l'esperienza di una maestra a fine carriera. Tuttavia, con la tua preparazione, che, probabilmente, sotto il profilo teorico, è molto maggiore rispetto ad una maestra di 30 anni fa, potrai capitalizzare in maniera più rapida ed efficiente l'esperienza che andrai a maturare. In definitiva tieni duro e stringi i denti. Non vederti come qualcuno che deve per forza "fare bene" o che deve necessariamente aderire ad uno stereotipo. In realtà sei ancora "in formazione": guarda alla tua esperienza con occhi distaccati e costruisciti, giorno per giorno, una professionalità.
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Felicitas



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MessaggioOggetto: Re: I primi mesi di scuola: lettera da una neo-insegnante   Ven Gen 30, 2015 9:52 pm

Grazie Marypo. Consigli preziosi, i tuoi. Non vedo l'ora di metterli in pratica! In realtà stavo già pensando di dedicare parte della prossima settimana al recupero del rapporto con gli alunni, facendo qualcosa di divertente. Quello che dici tu è vero. La classe è composta da moltissimi figli unici e in tanti hanno genitori iperprotettivi e invadenti. Ho anche avuto la prova oggi che i genitori parlano con gli alunni delle maestre lamentandosene e questo ovviamente contribuisce a peggiorare la situazione.
Mi auguro di sopravvivere a questo anno di prova. Vista l'aria che tira non lo darei affatto per scontato.
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