Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 Metodologie didattiche alternative e non

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : 1, 2, 3  Seguente
AutoreMessaggio
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Metodologie didattiche alternative e non   Lun Feb 09, 2015 6:30 am

Mi piacerebbe aprire un piccolo dibattito sul tema delle metodologie didattiche, che è stato solo sfiorato all'interno del topic sulla programmazione delle lezioni.
Quanti di voi adottano la cara, vecchia lezione frontale, seguita dallo studio a casa individuale e dalle verifiche orali e scritte?
Quanti invece utilizzano metodi alternativi (lezione partecipata, metodo cooperativo, prestazione autentica, lezione capovolta eccetera)? Davvero riescono a motivare maggiormente gli alunni, come la teoria pedagogica insegna?
In che contesti ritenete opportuno usare metodologie tradizionali e in quali funzionano meglio le metodologie alternative? A quali età, in quali scuole, in quali materie, in quali contesti socio-culturali sono preferibili le une o le altre?
In che misura usate gli strumenti informatici per fare lezione (lim, powerpoint, film ecc.)? Li ritenete efficaci ai fini dell'apprendimento?

Tornare in alto Andare in basso
chicca70



Messaggi : 1659
Data d'iscrizione : 26.12.14
Località : Mutina

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Lun Feb 09, 2015 11:56 am

Liceo (indirizzi vari). Italiano, latino e storia.
Italiano: lezione frontale sempre, fatta eccezione per qualche esercizio di grammatica fatto in classe al biennio. Raramente mostro un film. Terminata la lettura dei Promessi sposi guardiamo la parodia di Marchesini, Solenghi Lopez.
Latino: lezione frontale sia di grammatica che di letteratura. Quando ho il blocco da due ore, necessario per le verifiche, dedico un'ora alla traduzione svolta a piccolissimi gruppi, 2 o 3 alunni.
Storia: lezione frontale. Qualche analisi guidata delle fonti. Qualche filmato (massimo 4 in un anno).
Sono ultra tradizionale ed ottengo mediamente risultati soddisfacenti.
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Lun Feb 09, 2015 3:22 pm

Non ti senti in colpa a somministrare ai tuoi alunni la classica lezione frontale, anziché i più aggiornati ritrovati della pedagogia?
Tornare in alto Andare in basso
Paolo Santaniello



Messaggi : 1791
Data d'iscrizione : 15.09.13

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Lun Feb 09, 2015 3:39 pm

Esco volentieri fuori dagli schemi quando penso possa essere utile, quindi gli studenti devono partecipare in qualche modo alla lezione, anche se è frontale. Sono sempre coinvolti.
Evito però di usare le metodologie "alternative a tutti i costi" quelle cioè che dovrebbero essere meglio solo perchè sono diverse: di solito si tratta solo di fuffa per nascondere sotto il tappeto le vere difficoltà dell'insegnamento, per far "apparire" la scuola come innovativa e piacevole, ma dal punto di vista dei contenuti e dell'efficacia si riducono a niente. In molti casi poi, addirittura si tratta di paroloni privi di qualsiasi significato, come un vestito nuovo che la vecchia lezione deve indossare per sembrare più giovane, ridicolmente più giovane, pur restando sempre la stessa.
Tornare in alto Andare in basso
chicca70



Messaggi : 1659
Data d'iscrizione : 26.12.14
Località : Mutina

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Lun Feb 09, 2015 3:50 pm

Io non mi sento affatto in colpa. Non sono un'animatrice da villaggio vacanze. Cerco di essere chiara e non noiosa nell'esposizione ma le novità pedagogiche non voglio neanche conoscerle. Figuriamoci applicarle. Sono ottocentesca.
Tornare in alto Andare in basso
mac67



Messaggi : 4699
Data d'iscrizione : 09.04.12
Località : Pianeta Terra

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Lun Feb 09, 2015 4:25 pm

Matematica e fisica al liceo scientifico.

Conduco la lezione. Il che significa che introduco l'argomento, lo motivo se è il caso, e mentre spiego mi fermo a chiedere agli alunni come procedere. Oppure inizio con una domanda. Qualsiasi cosa mi consenta di tentare di sbloccare i loro neuroni impigriti, lo uso.

Provata la peer education (caso particolare di flipped classroom) con esito incerto. Vorrei riprovare ma prima vorrei preparare meglio le lezioni.

Con una certa frequenza faccio lavorare gli alunni in gruppi su esercizi, soprattutto prima delle verifiche scritte, se ne discutono tra di loro capita che il messaggio passi meglio. Naturalmente faccio in modo che in ogni gruppo ci sia almeno una testa pensante.
Tornare in alto Andare in basso
giobbe



Messaggi : 3586
Data d'iscrizione : 25.08.11

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Lun Feb 09, 2015 4:28 pm

ufo polemico ha scritto:
Non ti senti in colpa a somministrare ai tuoi alunni la classica lezione frontale, anziché i più aggiornati ritrovati della pedagogia?
No, i pedagogisti no, per favore. "Io (soprav)vivevo in trincea sul Carso, tutti i giorni. E ogni giorno sperimentavo sulla mia pelle cento modi diversi per vincere la mia battaglia quotidiana o almeno il modo per poter sopravvivere. Certo, molto dipendeva da me, ma sapevo benissimo che molto dipendeva anche dagli altri. Si può essere animati dalle più buone intenzioni ma se non hai le armi per combattere e il nemico è ostico allora ne puoi uscire anche sconfitto, consapevole però, che non è colpa tua.
Una volta mi sono trovato a Roma dove venivano decise le azioni delle truppe sul fronte del Carso. A discutere erano tutti quei generali usciti dall'accademia, che avevano combattuto sul serio poco o niente. Spostavano i loro soldatini sulla carta geografica ma gli altri soldatini (i nemici) non potevano reagire perché erano di plastica. Pertanto quei generali, sulla carta, vincevano tutte le battaglie".
Personaggi e interpreti:
- il soldato in trincea = il docente
- i generali a Roma = i pedagogisti
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Lun Feb 09, 2015 8:22 pm

ecco, la vedo un po' come te... forse con 15 alunni a classe, senza inutili perdite di tempo, con classi educate e volenterose i consigli dei pedagoghi vanno bene... magari in una situazione del genere, una situazione ottimale, è proprio l'insegnante a sentire l'sigenza di fare qualcosa di diverso, di più coinvolgente. Ma in una classe normale, numerosa, rumorosa, faticosa, riottosa si fa quel che si può, quel che non si può non si fa... e le strategie per ottenere motivazione, impegno, disciplina vanno rimodulate giorno per giorno, altro che favolette pedagogiste.
Tornare in alto Andare in basso
mario60



Messaggi : 343
Data d'iscrizione : 08.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 10:05 am

ufo polemico ha scritto:
Mi piacerebbe aprire un piccolo dibattito sul tema delle metodologie didattiche, che è stato solo sfiorato all'interno del topic sulla programmazione delle lezioni.
Quanti di voi adottano la cara, vecchia lezione frontale, seguita dallo studio a casa individuale e dalle verifiche orali e scritte?
Quanti invece utilizzano metodi alternativi (lezione partecipata, metodo cooperativo, prestazione autentica, lezione capovolta eccetera)? Davvero riescono a motivare maggiormente gli alunni, come la teoria pedagogica insegna?
In che contesti ritenete opportuno usare metodologie tradizionali e in quali funzionano meglio le metodologie alternative? A quali età, in quali scuole, in quali materie, in quali contesti socio-culturali sono preferibili le une o le altre?

vedo ora questa richiesta, benvenuta.
Come da altri miei post risulta ben noto, io sono per una didattica molto diversa da quella praticata dalla maggioranza dei colleghi.

Per evitare fraintendimenti, metto subito le mani avanti su un primo punto: molti testi di didattica in circolazione - in particolare se  'dispense' di letteratura grigia  (per es. quelle che alcuni ispettori usano per corsi vari) - contengono proposte poco pensate, e quasi mai fondate su esperienze reali, monitorate e i cui risultati siano misurati in modo obiettivo. La diffusa sfiducia verso molta letteratura (pseudo-) pedagogica, sopratutto italiana, è fondata, anche se spesso espressa con toni qualunquisti. La realtà è purtroppo che non esiste una buona letteratura di teoria didattica, e questo è certo una difficoltà.

Seconda osservazione, lo stile didattico prevalente in Italia - in particolare con il ritorno al nozionismo imperante anche se molto semplificato negli anni '90- è indifendibile, e rinforza negli studenti proprio quei comportamenti che - i difensori di quello stile didattico - tendono, anche giustamente, a stigmatizzare.

Terza osservazione, una serie di micro decisioni relative all'organizzazione scolastica (formulazione orari, spezzettamento delle cattedre, moltiplicazione delle discipline, abolizione del sabato, parificazione di alcuni insegnamenti a 18 ore senza cambiamento del quadro orario, anticipo dell'adozione/acquisto libri di testo, riorganizzazione delle attività di programmazione per docenti della stessa disciplina invece che per consigli di classe) hanno di fatto aiutato lo stile didattico neo-nozionista. Queste micro decisioni hanno avuto due ragioni, economie di scala (tagli al budget statale alla scuola pubblica) e tutela (corporativa?) delle condizioni di lavoro dei docenti. Creare le condizioni per una didattica alternativa significa in parte annullare alcune decisioni organizzative degli ultimi 20/25 anni. (esempio banale: tutti i colleghi che hanno solo due/tre ore per classe/settimana sono un problema, perchè non hanno materialmente il tempo per seguire non-nozionisticamente tutti i loro studenti. Per risolvere il problema, accorpando o rinunciando ad alcune discipline, si perderebbero sicuramente dei posti di lavoro).

Quarta osservazione: alcune metodologie didattiche richiedono una affinità tra i docenti che oggi (sopratutto nelle scuole superiori) non è possibile, se non modificando radicalmente la modalità della costituzione del gruppo docenti di un consiglio di classe. Troppa cacofonia di stile e metodologie, significa nessuna metodologia.

Quinta osservazione: metodologie diverse, rimandono ad aspettative di risultati diversi. Se non prepari gli studenti nozionisticamente, non sembra corretto formulare esami finali nozionistici (per fortuna, gli esami di Stato non hanno una impostazione nozionistica). Questo è un problema nel problema, perchè se noi avessimo una scuola veramente pluralista nei motodi e nelle impostazioni di metod didattico, avremmo da formulare l'Esame di Stato in modi conformi alle diverse metodologie.

Sesta osservazione: per svolgere una vera didattica non nozionista (una qualche variante attivista) bisogna lavorare di più, non di meno. Questo non è riconosciuto, ma vero. Lo stile frontale-nozionistico assicura di poter svolgere la funzione docente in modo meno dialettico (e la dialettica è sempre faticosa) e senza modularla sul vero livello di apprendimento degli studenti, permette di nascondere e/o di non ritenere propria responsabilità l'affrontare analiticamente le difficoltà di studio dei singoli studenti, evita richieste di studio e approfondimento al docente stesso, che semplicemente si ritiene soltanto nel dover di ripetere un suo sapere pregresso già acquisito.


ufo polemico ha scritto:

In che misura usate gli strumenti informatici per fare lezione (lim, powerpoint, film ecc.)? Li ritenete efficaci ai fini dell'apprendimento?

questi faranno parte dell'ambiente scolastico, non hanno di per se particolare valenza didattica, si tratta di un (benvenuto) aggiornamento tecnologico alla fin fine non molto più significativo del passaggio dalla lavagna in lavagna+gesso a quella platica+pennarello. DI fatto io faccio ancora consultare le treccani, che lo facciano al telefonino invece che dai grossi volumi cartacei non ha grande significato, o no?


Tornare in alto Andare in basso
felipezz



Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 27.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 12:06 pm

la sempre maggiore intrusione, nefasta, subdola, di questi laureati in fuffologia delle nuvole, che cercano in tutti i modi di introdursi come sommi maestri nella scuola, in tutti gli ambiti e discipline, ha portato alla situazione attuale, in cui moltissimi ragazzi si diplomano senza sapere leggere, scrivere e far di conto...quelle stesse cose che doveva imparare pinocchio, ecco...i moderni diplomati nativi digitali sono semianalfabeti.... ovviamente invece di mirare alle cause, si devasta ulteriormente la scuola con proposte pazzesche di abolire la bocciatura, abolire questo e abolire quello...
un ringraziamento speciale va ovviamente ai vari pedagogisti/psicologi che cullano e costringono a cullare questi bimbetti di 16-17 anni, perdendo completamente di vista i PALETTI DI COMPETENZE E CONOSCENZE che la scuola, anno dopo anno, dovrebbe dare...
quando si dice "aiutiamo questo ragazzo alla promozione, anche se ha 4 materie insuff", io inorridisco .
non lo stai aiutando, lo stai condannando ad un futuro di ignoranza, disoccupazione, sfruttamento, condizione di "marionettizzazione" nei confronti del potere politico e sociale...
Tornare in alto Andare in basso
mario60



Messaggi : 343
Data d'iscrizione : 08.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 12:50 pm

felipezz ha scritto:
la sempre maggiore intrusione, nefasta, subdola, di questi laureati in fuffologia delle nuvole, che cercano in tutti i modi di introdursi come sommi maestri nella scuola, in tutti gli ambiti e discipline, ha portato alla situazione attuale, in cui moltissimi ragazzi si diplomano senza sapere leggere, scrivere e far di conto...quelle stesse cose che doveva imparare pinocchio, ecco...i moderni diplomati nativi digitali sono semianalfabeti.... ovviamente invece di mirare alle cause, si devasta ulteriormente la scuola con proposte pazzesche di abolire la bocciatura, abolire questo e abolire quello...
un ringraziamento speciale va ovviamente ai vari pedagogisti/psicologi che cullano e costringono a cullare questi bimbetti di 16-17 anni, perdendo completamente di vista i PALETTI DI COMPETENZE E CONOSCENZE che la scuola, anno dopo anno, dovrebbe dare...
quando si dice "aiutiamo questo ragazzo alla promozione, anche se ha 4 materie insuff", io inorridisco .
non lo stai aiutando, lo stai condannando ad un futuro di ignoranza, disoccupazione, sfruttamento, condizione di "marionettizzazione" nei confronti del potere politico e sociale...

Come genitore, in un CdI di scuola media inferiore, ho avuto prova provata che una parte non irrilevante della docenza agiva per 'liberarsi' velocemente di ragazzi obiettivamente problematici, promuovendoli con valutazioni di comodo, e - di fatto- esonerandoli da ogni attività significativa, pensando che sopportarli fosse già sufficiente. Ma questo problema reale è del tutto ortogonale a quello di quale filosofia didattica sia più corretta. Che il frontalismo-nozionismo sia più serio dell'attivismo è una premessa che - in questo forum - molti fanno, ma del tutto gratuitamente.


Il problema è poi molto semplice. Non posso certo escludere che vi siano degli alunni normo-dotati che pur potendo non vogliono, che manchino di volontà (qualunque sia l'antropologia che permette di esprimersi in questo modo) e siano meritevoli (moralmente?) di non proseguire. Ma sicuramente (permettere di) appellarsi a questa possibilità è un modo di tollerare i docenti che non hanno nessuna voglia di fare lo sforzo di tentarci.
Tornare in alto Andare in basso
mario60



Messaggi : 343
Data d'iscrizione : 08.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 12:52 pm

ufo polemico ha scritto:
ecco, la vedo un po' come te... forse con 15 alunni a classe, senza inutili perdite di tempo, con classi educate e volenterose i consigli dei pedagoghi vanno bene... magari in una situazione del genere, una situazione ottimale, è proprio l'insegnante a sentire l'sigenza di fare qualcosa di diverso, di più coinvolgente. Ma in una classe normale, numerosa, rumorosa, faticosa, riottosa si fa quel che si può, quel che non si può non si fa... e le strategie per ottenere motivazione, impegno, disciplina vanno rimodulate giorno per giorno, altro che favolette pedagogiste.

ma fare le cose nel modo migliore non è un premio da dare nelle situazioni facili, ma quello che permette di affrontare le situazioni difficili.
Tornare in alto Andare in basso
mario60



Messaggi : 343
Data d'iscrizione : 08.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 12:57 pm

ufo polemico ha scritto:
Non ti senti in colpa a somministrare ai tuoi alunni la classica lezione frontale, anziché i più aggiornati ritrovati della pedagogia?

ma alcune cose sono discusse fin dalla fine dell'800 (o nell'Emilio di Rousseau).
La scuola italiana reggeva perchè l'impostazione di fondo era in un qualche modo - quello della complessa operazione di Gentile - attivista.
Non confondere la buona pedagogia, con qualche gadget di nozionismo tecnologizzato.
Tornare in alto Andare in basso
mario60



Messaggi : 343
Data d'iscrizione : 08.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 1:05 pm

chicca70 ha scritto:

Terminata la lettura dei Promessi sposi guardiamo la parodia di Marchesini, Solenghi Lopez.

Io questo per es. non lo farei.
Tornare in alto Andare in basso
Lenar



Messaggi : 1177
Data d'iscrizione : 15.07.12

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 2:47 pm

giobbe ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
Non ti senti in colpa a somministrare ai tuoi alunni la classica lezione frontale, anziché i più aggiornati ritrovati della pedagogia?
No, i pedagogisti no, per favore. "Io (soprav)vivevo in trincea sul Carso, tutti i giorni. E ogni giorno sperimentavo sulla mia pelle cento modi diversi per vincere la mia battaglia quotidiana o almeno il modo per poter sopravvivere. Certo, molto dipendeva da me, ma sapevo benissimo che molto dipendeva anche dagli altri. Si può essere animati dalle più buone intenzioni ma se non hai le armi per combattere e il nemico è ostico allora ne puoi uscire anche sconfitto, consapevole però, che non è colpa tua.
Una volta mi sono trovato a Roma dove venivano decise le azioni delle truppe sul fronte del Carso. A discutere erano tutti quei generali usciti dall'accademia, che avevano combattuto sul serio poco o niente. Spostavano i loro soldatini sulla carta geografica ma gli altri soldatini (i nemici) non potevano reagire perché erano di plastica. Pertanto quei generali, sulla carta, vincevano tutte le battaglie".
Personaggi e interpreti:
- il soldato in trincea = il docente
- i generali a Roma = i pedagogisti

Analogia azzeccatissima. Cha fa il paio con l'altra nefastissima idea impiantata a forza nelle scuole a partire dagli anni '70: il successo formativo a tutti i costi. In realtà non si può obbligare nessuno a studiare così come non si può obbligare un asino a bere se non ha sete. E non conta quanta acqua gli metti davanti.

L'assurdo è che moltissimi ragazzi vorrebbero semplicemente imparare un mestiere ed andare a lavorare. Invece vengono costretti dietro un banco a studiare cose che loro non vogliono studiare, nozioni, concetti e competenze che non gli interessano e che considerano inutili. Io definisco questa cosa con un solo termine: violenza. E, alla fine dell'anno, in nome del principio del "successo formativo" ad ogni costo, i consigli deliberano promozioni su promozioni, in barba alle reali competenze.

Ma la verità è che stiamo brutalizzando un'intera generazione di adolescenti. E che ci stiamo stressando nel farlo. La verità è che i ragazzi dovrebbero essere "liberi" di scegliere se davvero vogliono studiare o se, liberamente, preferiscono cercarsi altrove un modo per formarsi. Magari loro preferiscono semplicemente imparare a saldare, a riparare una macchina, a montare un PC o a cablare un impianto elettrico. Magari preferiscono imparare come si fa il gelato o come si ricama un fazzoletto. Magari in questi diversi contesti sarebbero felici e produttivi... mentre dietro un banco sono svogliati e strafottenti.

D'altra parte basta osservare un'aula piena di studenti del TFA per leggere sui loro volti e nei loro atteggiamenti la stessa svogliatezza e lo stesso menefreghismo che spesso si legge nei volti e negli atteggiamenti di alcuni nostri studenti quando sono costretti a studiare qualcosa per loro inutile o noioso. Cambia, ovviamente, il modo con cui tali sentimenti si manifestano perché, fortunatamente, i docenti del TFA si trovano di fronte gente matura e non adolescenti irrequieti. A volte davvero mi chiedo cosa potrebbe succedere se si trovassero davvero di fronte, per una volta, una classe di adolescenti irrequieti...
Tornare in alto Andare in basso
felipezz



Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 27.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 4:38 pm

LENAR
supponendo che, alla fine della terza media, con le competenze acquisite (praticamente quasi analfabetismo), un ragazzo decida di voler riparare macchine, cablare un impianto elettrico o montare un pc....
ebbene, NESSUNA DI QUESTE ATTIVITA' si può oggi svolgere senza UNA BASE TEORICA, SENZA UNA SCUOLA...!! il mondo attuale è troppo complesso per poter risultare sufficiente la buona volontà e la manualità....se non hai una solida preparazione tecnica e anche teorica, puoi svolgere solo lavori esecutivi di bassissima manovalanza, in cui qualcuno ti dice cosa fare e tu lo fai...
le auto di oggi sono governate da centraline, da mini-computer rispetto ai quali occorre avere competenze informatiche e specialistiche...non basta fare pratica in officina...
se alla tua auto si accende una spia, nessun meccanico "vintage" con cacciavite e pinza te la aggiusterà mai....occorre collegare opportunamente un pc, dotato di software specifico, che permetta di leggere il tipo di anomalia registrata in centralina e solo dopo si può procedere con pinze e cacciaviti....non è operazione che può fare un bimbominkia con la 3 media...
idem un pc, dio me ne scampi un impianto elettrico...
solo per quanto concerne la normativa sulla sicurezza, per comprendere il funzionamento di un salvavita e la sua taratura, ci vanno mesi e mesi di studio-laboratoriale..non di pratica..
forse, rimane la possibilità nel campo ristorazione-cameriere...ma non assolutamente, ad esempio, un cuoco...
insomma...la teoria serve!!! oggi più che mai...i praticoni oggi sono esclusi ormai da molti lavori che una volta potevano fare...
LE SCUOLE SUPERIORI SERVONO...!!
Tornare in alto Andare in basso
Lenar



Messaggi : 1177
Data d'iscrizione : 15.07.12

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 5:33 pm

felipezz ha scritto:
LENAR
supponendo che, alla fine della terza media, con le competenze acquisite (praticamente quasi analfabetismo), un ragazzo decida di voler riparare macchine, cablare un impianto elettrico o montare un pc....
ebbene, NESSUNA DI QUESTE ATTIVITA' si può oggi svolgere senza UNA BASE TEORICA, SENZA UNA SCUOLA...!!

Chi ha detto che serve stare dietro ad un banco per imparare anche le nozioni teoriche che servono? Serve davvero conoscere approfonditamente l'elettrotecnica per cablare un impianto? Per la verità no, perché tutta la parte di sicurezza viene presa in carico dal progettista, non dall'installatore.

Serve saper programmare un PC o conoscerne la struttura interna per connettere un laptop alla presa di connessione di una centralina e far girare il software di diagnostica? Per la verità assolutamente no. La dimostrazione pratica sta nelle officine di mezza Italia dove lavora gente che spesso non sa manco l'italiano, altro che scolarizzazione superiore.

felipezz ha scritto:

il mondo attuale è troppo complesso per poter risultare sufficiente la buona volontà e la manualità....

Dissento. La tecnologia evolve verso la semplicità. Un bambino riesce ad usare uno smartphone senza sapere minimamente come funziona. Le soluzioni tecnologiche sono sempre più "user friendly" anche a livello impiantistico. Ci sono in commercio sistemi domotici che potrebbe programmare anche un avvinazzato appena uscito dal bar.

felipezz ha scritto:

se non hai una solida preparazione tecnica e anche teorica, puoi svolgere solo lavori esecutivi di bassissima manovalanza, in cui qualcuno ti dice cosa fare e tu lo fai...

Non è tanto la preparazione teorica a fare la differenza quanto l'essere svegli. E questo non puoi impararlo a scuola. Anzi, spesso a scuola viene premiato lo studente "diligente", quello che non rompe le scatole e studia a memoria.

Tendenzialmente è però vero che quelli svegli riescono meglio negli studi (nonostante la scuola) e, di conseguenza, hanno anche una preparazione teorica migliore. Ed il possedere quella preparazione teorica diventa poi, in un secondo momento, qualcosa di utile e prezioso per andare al di la della semplice operatività.

Ma quelli svegli a cui serve davvero una preparazione teorica sono non più del 30%-40% della popolazione (per definizione... se tutti fossero svegli nessuno sarebbe sveglio). Non siamo tutti uguali. Qualcuno è intuitivo e creativo altri diligenti e metodici. A quelli diligenti e metodici non serve una gran preparazione teorica. Serve un chiaro mansionario che gli dica chiaramente quanti giri di chiave dare per chiudere bene il bullone, quale casellina riempire per completare la denuncia dei redditi o quale procedura seguire per collaudare la caldaia.

felipezz ha scritto:

le auto di oggi sono governate da centraline, da mini-computer rispetto ai quali occorre avere competenze informatiche e specialistiche...non basta fare pratica in officina...
se alla tua auto si accende una spia, nessun meccanico "vintage" con cacciavite e pinza te la aggiusterà mai....

Cambia la procedura, non la sostanza. Prendi il meccanico vintage, spiegagli la procedura due volte, fagli vedere come si attacca il PC alla centralina e come si fa girare il software di diagnostica e vedrai che dalla terza macchina in poi sarà in grado da solo di seguirla.

Non serve che il meccanico sappia come funziona la centralina. Serve che sappia applicare le giuste procedure.

felipezz ha scritto:

non è operazione che può fare un bimbominkia con la 3 media...

Come il bimbominkia è capace di fare il jailbreak all' IPhone vedrai che se si impegna riesce anche a rimapparti la centralina. Magari deve provare due o tre volte prima di trovare il metodo giusto ma fidati che alla fine ci riesce.

felipezz ha scritto:

forse, rimane la possibilità nel campo ristorazione-cameriere...ma non assolutamente, ad esempio, un cuoco...
insomma...la teoria serve!!! oggi più che mai...i praticoni oggi sono esclusi ormai da molti lavori che una volta potevano fare...
LE SCUOLE SUPERIORI SERVONO...!!

Non dico che le scuole non servano. Servono scuole diverse. E' inutile obbligare uno che si iscrive all'alberghiero a studiare Dante, il calcolo differenziale, il diritto amministrativo o la biologia. Fagli fare sala, cucina e un minimo di cultura generale e morta li. Se uno vuole fare il meccanico, fagli riparare le macchine accanto ad un meccanico "vintage". Se uno vuole fare il tornitore, mandalo in torneria. Non dico di abolire la scuola. Sostengo che la si dovrebbe cambiare radicalmente, almeno per quanto riguarda quel 70% di soggetti che, oggettivamente, in un contesto scolastico tradizionale ci stanno stretti. Magari imitando il modello tedesco in cui i ragazzi fanno metà settimana a scuola (dove gli vengono impartite le lezioni teoriche di base ed un minimo di cultura generale) e metà inseriti come apprendisti in qualche azienda o presso qualche artigiano. Non mi pare che la Germania sia tecnologicamente arretrata...
Tornare in alto Andare in basso
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 6:05 pm

Non dico che le scuole non servano. Servono scuole diverse. E' inutile obbligare uno che si iscrive all'alberghiero a studiare Dante, il calcolo differenziale, il diritto amministrativo o la biologia. Fagli fare sala, cucina e un minimo di cultura generale e morta li. Se uno vuole fare il meccanico, fagli riparare le macchine accanto ad un meccanico "vintage". Se uno vuole fare il tornitore, mandalo in torneria. Non dico di abolire la scuola. Sostengo che la si dovrebbe cambiare radicalmente, almeno per quanto riguarda quel 70% di soggetti che, oggettivamente, in un contesto scolastico tradizionale ci stanno stretti. Magari imitando il modello tedesco in cui i ragazzi fanno metà settimana a scuola (dove gli vengono impartite le lezioni teoriche di base ed un minimo di cultura generale) e metà inseriti come apprendisti in qualche azienda o presso qualche artigiano. Non mi pare che la Germania sia tecnologicamente arretrata...

quoto. questi ragazzi pero' non dovrebbero prendere il diploma. niente accesso alle Universita' e a ruoli impiegatizi statali. quanto ci scommetti che all'alberghiero non si iscrive piu' nessuno? io l'ho chiesto ai miei alunni di terza (alberghiero appunto) perché vengono a scuola. risposta: mi mandano i miei e mi serve il diploma.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 15849
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 6:19 pm

carla75 ha scritto:
quoto. questi ragazzi pero' non dovrebbero prendere il diploma. niente accesso alle Universita' e a ruoli impiegatizi statali. quanto ci scommetti che all'alberghiero non si iscrive piu' nessuno? io l'ho chiesto ai miei alunni di terza (alberghiero appunto) perché vengono a scuola. risposta: mi mandano i miei e mi serve il diploma.
Oggi stiamo vivendo tempi di flipped classroom !
Quando mi sono iscritto io alla scuola superiore, nel 1980, all'IPSIA si facevano 3 anni (40 ore a settimana) di materie tecniche, senza rotture di coglioni come italiano, storia, matematica e similari; poi se ritenevi di voler andare all'università, facevi due anni di quelle materie (niente materie pratiche) e ti equiparavi ad un ITIS (anzi forse eri pure meglio); una cosa simile succedeva al magistrale.
Oggi flipped classroom; tante materie teoriche anche all'IPSIA, sopratutto ai primi anni, quando c'è da creare i presupposti per la dispersione scolastica.

Chi è stato il genio che ha inventato tutto questo ?
Tornare in alto Andare in basso
Lenar



Messaggi : 1177
Data d'iscrizione : 15.07.12

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 6:56 pm

carla75 ha scritto:

quoto. questi ragazzi pero' non dovrebbero prendere il diploma. niente accesso alle Universita' e a ruoli impiegatizi statali. quanto ci scommetti che all'alberghiero non si iscrive piu' nessuno?

Non ne sono convinto Carla... Vivo in Lombardia. Qui ci sono due sistemi di formazione professionale: i vecchi IPSIA statali, che vanno avanti con il modello didattico tradizionale e che, alla fine dei 5 anni, rilasciano il diploma di maturità statale, e i CFP regionali che mettono al centro la pratica e, alla fine del percorso, rilasciano un certificato regionale che non consente l'accesso all'università. Ebbene, gli IPSIA sono alla canna del gas mentre i CFP esplodono di iscritti. Un motivo ci sara'...

D'altra parte, come dice Avido...

avidodinformazioni ha scritto:

Quando mi sono iscritto io alla scuola superiore, nel 1980, all'IPSIA si facevano 3 anni (40 ore a settimana) di materie tecniche, senza rotture di coglioni come italiano, storia, matematica e similari; poi se ritenevi di voler andare all'università, facevi due anni di quelle materie (niente materie pratiche) e ti equiparavi ad un ITIS (anzi forse eri pure meglio); una cosa simile succedeva al magistrale.
Oggi flipped classroom; tante materie teoriche anche all'IPSIA, sopratutto ai primi anni, quando c'è da creare i presupposti per la dispersione scolastica.
Chi è stato il genio che ha inventato tutto questo ?

Forse, verificato il fallimento del modello attuale, il sarebbe il caso di tornare indietro no?
Tornare in alto Andare in basso
felipezz



Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 27.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 7:37 pm

il problema principale è che non si tratta di discernere tra ragazzi portati per la teoria e l astrazione e la pratica...la maggioranza dei ragazzi/e sono semplicemente amebe, indifferenti, inebetiti...come non sanno risolvere un'equazione di 2 grado non sarebbero nemmeno in grado di leggere una tabella con le coppie di serraggio dei bulloni...il problema è l 'indifferenza...non le predisposizioni personali...
i giovani, se non hanno obblighi, semplicemente vegetano, si trastullano, gironzolano...si annoiano..sono viziati e coccolati, non devono meritarsi nulla e hanno le tasche piene di soldini...
io sono favorevole all'obbligo ai 16 anni...ma con regole ferree a scuola, rispetto della disciplina e possibilità di avere appoggio di genitori e ds.....
Tornare in alto Andare in basso
felipezz



Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 27.01.15

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 7:41 pm

lenar, sono d'accordo che oggi qualsiasi persona può fare , con un pc, operazioni che una volta richiedevano complesse programmazioni....
tuttavia molti meccanici, in caso di problemi di elettronica, ti rimandano alla rete ufficiale, con personale specializzato in grado di fare diagnosi complete...questi cristi fanno corsi di aggiornamento lunghi e specialistici, non penso bastino 5 min della serie "ti faccio vedere come si fa"...
qui però parliamo di alunni di 3 media, persone spesso fulminate...che davvero a malapena sanno leggere in italiano...a calci in culo vanno comunque istruiti, con altre metodologie, con severità...poi a 16 anni fuori dalle palle, ma un po' meno analfabeti
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6190
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 8:02 pm

felipezz ha scritto:
tuttavia molti meccanici, in caso di problemi di elettronica, ti rimandano alla rete ufficiale, con personale specializzato in grado di fare diagnosi complete...questi cristi fanno corsi di aggiornamento lunghi e specialistici, non penso bastino 5 min della serie "ti faccio vedere come si fa"...

Ok, ma questo personale specializzato sarà come minimo diplomato in un istituto tecnico q*zzuto, in cui ha dovuto studiare anche materie teoriche, quindi NON PROVIENE dalla stessa tipologia di studente di cui si parlava prima, ossia del ragazzo completamente disinteressato a qualsiasi cosa si impari sui libri e che vorrebbe semplicemente imparare un mestiere manuale.
Tornare in alto Andare in basso
Lenar



Messaggi : 1177
Data d'iscrizione : 15.07.12

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 8:37 pm

felipezz ha scritto:
il problema è l 'indifferenza...non le predisposizioni personali...
i giovani, se non hanno obblighi, semplicemente vegetano, si trastullano, gironzolano...si annoiano..sono viziati e coccolati, non devono meritarsi nulla e hanno le tasche piene di soldini...
io sono favorevole all'obbligo ai 16 anni...ma con regole ferree a scuola, rispetto della disciplina e possibilità di avere appoggio di genitori e ds.....

felipezz ha scritto:
l
qui però parliamo di alunni di 3 media, persone spesso fulminate...che davvero a malapena sanno leggere in italiano...a calci in culo vanno comunque istruiti, con altre metodologie, con severità...poi a 16 anni fuori dalle palle, ma un po' meno analfabeti

Bene. Quindi per vincere l'indifferenza tu proponi di stangarli con la "disciplina" e i "calci in culo". Un po' come dire che per rivitalizzare l'amore per la vita militare si deve reintrodurre la naja obbligatoria.

Per me non funziona. Dopo che li hai bastonati, bocciati, sospesi e via dicendo quale miglioramento in termini di apprendimento hai ottenuto? Zero. Semplicemente odieranno ancora di più la scuola e la cultura. Al limite avranno capito con maggior chiarezza che la scuola non è fatta per loro. Ma, sorpresa... lo sanno già. Anzi, già lo dicono con chiarezza. Solo che non c'è un'alternativa.



Ultima modifica di Lenar il Sab Feb 14, 2015 9:26 pm, modificato 2 volte
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6190
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Metodologie didattiche alternative e non   Sab Feb 14, 2015 9:23 pm

Citazione :
Per me non funziona. Dopo che li hai bastonati, bocciati, sospesi e via dicendo quale miglioramento in termini di apprendimento hai ottenuto? Zero.

Ma invece, dopo che li hai coccolati, aiutati, intrattenuti, condonati, sospinti, li hai convinti a rimanere a scuola per qualche anno in più, e alla fine li hai promossi lo stesso anche se non avevano imparato niente, quale sarebbe il miglioramento che si è ottenuto in termini di apprendimento?

Al massimo si è ottenuto un miglioramento (illusorio) in termini di certificazioni formali di apprendimento, ossia si potrà vantare che "il livello di scolarizzazione medio della popolazione è aumentato" perché che c'è in giro più gente diplomata rispetto a qualche decennio fa... ma se queste certificazioni sono fasulle e questi diplomati sono analfabeti lo stesso, quale sarebbe il vantaggio per loro o per la società in generale?
Tornare in alto Andare in basso
 
Metodologie didattiche alternative e non
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 3Andare alla pagina : 1, 2, 3  Seguente
 Argomenti simili
-
» Energie alternative
» il cleaner fai da te
» VASOSUPRINA
» i miei aggiornamenti
» chat alternativa

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: