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 Srutinio scabroso

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elipon



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MessaggioOggetto: Srutinio scabroso   Lun Feb 09, 2015 9:40 pm

Promemoria primo messaggio :

Gentile redazione scrivo per avere consigli su come rapportarmi con la mia dirigente scolastica. insegno da quest'anno in un IIS dove ho ottenuto il trasferimento a domanda. La nuova dirigente è al suo primo incarico. Tra gli indirizzi della scuola vi è anche quello di liceo linguistico ed io, unica docente di A051, insegno nei tre bienni di linguistico solo latino (ho un part time di 12 ore). Oggi in sede di scrutinio, davanti ad un intero consiglio di classe, la Preside chiedendomi ragione di un voto orale mi ha domandato, con fare sfottente, cosa chiedessi alle interrogazioni visto che il latino è una LINGUA MORTA. Io molto sconvolta ho risposto che il ministero ha previsto il doppio voto per la mia materia e di conseguenza valuto le conoscenze di lingua e civiltà latina come previsto dalle indicazioni ministeriali. Lei per tuttta risposta ha sottolineato l'inutilità della mia materia auspicandosi che venga presto eliminata. Vedendomi sconvolta mi ha poi invitato a non prendermela sul personale. Mi sono sentita denigrata e profondamente ferita nella mia dignità di insegnante. Vi chiedo se ci siano gli estremi per un'azione sindicale e soprattutto chiedo a tutti voi se sia concepibile che una preside possa esprimersi così davanti ad un consiglio di classe. Un dirigente che denigra una materia di indirizzo, ed indirettamente chi la insegna, può essere all'altezza dell'incarico che ricopre?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 11:42 am

T0ta|rec ha scritto:

... visto che l'italiano viene da lì e che chi non conosce il latino parla e scrive male anche l'italiano ...

Mai avuto particolari problemi con l'italiano, nemmeno prima di studiare latino.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 11:52 am

T0ta|rec ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Come si dice aeroplano in latino?

"Aer" e "planus" (da cui il francese "aéroplane", che distingue il velivolo di forma piatta dall'aerostato di forma sferica, poi italianizzato con un prestito linguistico integrato) sono entrambi vocaboli latini.
Inoltre, con questo ragionamento potremmo buttare nel cesso tutta la letteratura italiana fino a Pascoli, per punirla della terribile colpa di non conoscere i prodigi del volo meccanico. E perché limitarci alla letteratura e non buttare via anche la prosa scientifica? Galileo, Spallanzani, Redi, tutti giù per lo scarico. La prossima volta prima imparano a dire "aeroplano", poi si permettono di aprire bocca, ecché. Se poi ci prendiamo la briga di punire, come sarebbe giusto, anche gli autori che non conoscono la parola "computer", arriviamo a intasare il water con le opere degli autori fino a Gadda.
Il fatto è che chi ha studiato il latino (e quindi è scampato al naufragio in certi abissi d'ignoranza) sa bene che le lingue non muoiono, ma si evolvono. L'italiano di Dante e Boccaccio non è che un'evoluzione del latino, così come l'italiano che utilizziamo in questo forum viene da quello di Ariosto e Manzoni, pur essendone affatto diverso (spesso anche troppo, ahimé).  
Le uniche lingue che "muoiono" davvero sono quelle incapaci di produrre opere meritevoli di attenzione per i posteri. Anche da questo punto di vista, l'attuale lingua televisivo-giornalistica mi pare l'unica lingua degna d'esser definita "morta", altro che il latino.
Molto bene, allora io ho studiato per tanti anni (sebbene con scarso successo) l'evoluzione del latino, il latino 2.0 (detto altrimenti italiano).
Compreresti mai una chiavetta USB 1.0 ?
Quanto all'aeroplano, non ho dubbi che la parola abbia radici greche o latine, quasi tutte ce l'hanno, ma non è latina e non è stata mai tradotta (in realtà so che una decina di anni fa i preti hanno prodotto alcuni neologismi latini perchè non riuscivano più ad utilizzare il latino come loro lingua franca, ma sui dizionari latini non credo che quel termine esista).

La letteratura "vecchia" non deve essere buttata nel cesso, è solo necessario che la lingua nella quale sono scritti stia al passo con i tempi, non gli scripta che proverbialmente ... manent.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 12:10 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Compreresti mai una chiavetta USB 1.0 ?

La storia e la cultura umana non sono chiavette USB. Tu considereresti "morta" e getteresti via una chiavetta USB 1.0 che contenga tutti i documenti della tua vita - anzi: i documenti di migliaia di vite dipanatesi nell'arco di migliaia di anni - solo perché non è l'ultimo modello?

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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 12:22 pm

T0ta|rec ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Compreresti mai una chiavetta USB 1.0 ?

La storia e la cultura umana non sono chiavette USB. Tu considereresti "morta" e getteresti via una chiavetta USB 1.0 che contenga tutti i documenti della tua vita - anzi: i documenti di migliaia di vite dipanatesi nell'arco di migliaia di anni - solo perché non è l'ultimo modello?  

No, passerei tutto su Hard Disk

Tu confondi una lingua con le cose che sono state scritte usandola; senza offesa, è un problema comune tra coloro che studiano lingue non più utilizzate, ciò che ne rimane sono i documenti scritti in quella lingua ed identificarli con la lingua stessa può risultare spontaneo, ma rimane scorretto.

I tuoi cari Ovidio, Orazio e Virgilio sono sicuro che non hanno scritto cumuli di cazzate e sono altrettanto sicuro che non sarebbero cumuli di cazzate le traduzioni italiane delle loro opere.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 12:53 pm

avidodinformazioni ha scritto:
No, passerei tutto su Hard Disk

Certo, è quello che ogni insegnante di latino cerca di far fare ai propri allievi. Confrontarsi col passato per trasferirne nel presente gli elementi di valore, traendone insegnamento e rendendoli disponibili per i posteri. Ma per poterlo fare, devi prima sapere come funziona una chiavetta USB 1.0 e impararne i meccanismi. Se non studi prima la lingua latina, se non ne capisci il funzionamento e ti limiti a disprezzarla perché non è all'ultima moda (cosa che rappresenta invece proprio il suo valore inestimabile), non sarai in grado di trasferire su hard disk un bel nulla.

avidodinformazioni ha scritto:
senza offesa, è un problema comune tra coloro che studiano lingue non più utilizzate, ciò che ne rimane sono i documenti scritti in quella lingua ed identificarli con la lingua stessa può risultare spontaneo, ma rimane scorretto.

Senza offesa, ma è un problema comune di chi non si è mai preso la briga di studiare le lingue antiche pensare ai documenti scritti in quelle lingue come residui di qualcosa che è morto e che "non esiste più". Chi ha dimestichezza con lo studio dell'antichità, vede bene quanto stretti siano i legami tra passato e presente. Si abitua a ragionare in termini di percorso compiuto, di panorama complessivo, di trasformazione continua della realtà (lingua compresa). Chi non studia il passato non vede altro che le quattro frasche che ha intorno, qui e ora, e crede che siano un punto d'arrivo tanto splendente e inestimabile da consentire di trascurare tutta la strada compiuta prima; o peggio ancora , di considerarla un mero "strumento" che ci ha consentito di arrivare fin qui, a questo presente che è momento sublime e definitivo. In realtà la strada "già percorsa", non è certo "morta", e le informazioni che da essa è possibile desumere sono tanto preziose e attuali quanto quelle che otterremo nella piccola e squallida locanda in cui ci tocca pernottare stanotte.

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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 1:14 pm

En passant, una cosa che i non addetti ai lavori dovrebbero capire prima di aprir bocca è che il latino era per molti versi una "lingua morta" (nel senso di "non parlata") già ai tempi di Cicerone. Si trattava infatti di una lingua letteraria dalle regole formalmente ferree, creata apposta per essere scritta, laddove il parlato aveva una struttura completamente diversa, assai più vicina all'italiano attuale. Non a caso i medievali chiamavano il latino "gramatica"; cioè un insieme di regole formali utili per la stesura di testi scritti, non certo per la conversazione quotidiana. Il latino, già ai tempi di Virgilio, era per molti versi una lingua artificiale. Ma "artificiale" non vuol dire "morta", né tantomeno incapace di produrre capolavori.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 1:18 pm

Anche "Guerra e pace" è un capolavoro, ma non è che ci mettiamo a studiare il russo per questo.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 1:41 pm

avidodinformazioni ha scritto:
La letteratura "vecchia" non deve essere buttata nel cesso, è solo necessario che la lingua nella quale sono scritti stia al passo con i tempi, non gli scripta che proverbialmente ... manent.

Capisco che non sei un letterato, ma la prima cosa che ci insegnano e che proviamo (senza successo) a trasmettere i nostri alunni (vale per tutte le lingue e anche per il linguaggio letterario italiano) è che forma e contenuto (significante e significato) non possono essere scissi e che quindi una traduzione, per quanto utile, non sarà mai come il testo originario; altrimenti basterebbe leggere le parafrasi delle poesie, che sarebbero anche più facili da comprendere (ma al prezzo di uccidere la poesia).
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 2:09 pm

mac67 ha scritto:
Anche "Guerra e pace" è un capolavoro, ma non è che ci mettiamo a studiare il russo per questo.

Però è anche vero che ogni lingua, nella sua specificità, ha i termini adatti per esprimere un contesto, uno stato d'animo, un concetto. La traduzione in altra lingua richiede spesso un compromesso tra il preservare l'estetica (la prosa, la metrica, ecc.) e il preservare la sostanza del messaggio. Il risultato della traduzione può essere perciò inferiore a quello dell'opera in lingua originale (ovviamente può capitare anche il contrario, eh).

Per fare un esempio, ricordo di aver letto da qualche parte che gli Inuit usano cinque o sei termini diversi per indicare tipi diversi di neve. Noi ne usiamo solo uno: neve. La traduzione di una frase contenente una di quelle parole usando la generica parola "neve" farebbe perdere il significato profondo di quella frase. Al tempo stesso, la sostituzione della parola con una locuzione descrittiva, necessaria a non disperdere il significato intimo della frase rendere il discorso meno lineare. E' questo il motivo per cui gli estimatori preferiscono vedere un film in lingua originale. Ovviamente per apprezzarlo è fondamentale conoscere la lingua.

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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 2:21 pm

gian ha scritto:
mac67 ha scritto:
Anche "Guerra e pace" è un capolavoro, ma non è che ci mettiamo a studiare il russo per questo.

Però è anche vero che ogni lingua, nella sua specificità, ha i termini adatti per esprimere un contesto, uno stato d'animo, un concetto. La traduzione in altra lingua richiede spesso un compromesso tra il preservare l'estetica (la prosa, la metrica, ecc.) e il preservare la sostanza del messaggio. Il risultato della traduzione può essere perciò inferiore a quello dell'opera in lingua originale (ovviamente può capitare anche il contrario, eh).

Per fare un esempio, ricordo di aver letto da qualche parte che gli Inuit usano cinque o sei termini diversi per indicare tipi diversi di neve. Noi ne usiamo solo uno: neve. La traduzione di una frase contenente una di quelle parole usando la generica parola "neve" farebbe perdere il significato profondo di quella frase. Al tempo stesso, la sostituzione della parola con una locuzione descrittiva, necessaria a non disperdere il significato intimo della frase rendere il discorso meno lineare. E' questo il motivo per cui gli estimatori preferiscono vedere un film in lingua originale. Ovviamente per apprezzarlo è fondamentale conoscere la lingua.


Ma io non contesto questo (piccola deviazione: pare che questa dei 6 termini inuit per "neve" sia un po' una leggenda).

A mio avviso, quasi tutte le motivazioni portate dai "latinisti" a favore dello studio del latino sono poco convincenti.

Si può imparare benissimo l'italiano senza imparare il latino.
Più del 99% del mondo vive senza conoscere il latino ( e il greco antico), eppure produce arte, letteratura, tecnologia, pensiero speculativo.

In Italia studiamo il latino perché il latino era parlato qui e ha lasciato tracce ovunque. Dunque, al liceo, va studiato. Poi ha degli effetti collaterali positivi, che però si potrebbero ottenere anche studiando altre lingue.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 2:44 pm

mac67 ha scritto:
Si può imparare benissimo l'italiano senza imparare il latino.

Può darsi, anche se l'esperienza mi dice che chi ha studiato il latino, parla e scrive molto meglio anche l'italiano. In effetti il latino ha un'immensa valenza formativa non solo perché è la nostra lingua madre e non solo perché è la lingua in cui sono state scritte le opere più importanti della nostra tradizione (non bisognerebbe mai dimenticare che anche la stragrande maggioranza delle opere di Dante, Petrarca e Boccaccio sono scritte in latino), ma anche perché la struttura sintattica rigorosa costringe a riflettere sulla normatività del testo scritto; il che rappresenta (o meglio rappresenterebbe, se ci si decidesse finalmente a ripristinare il latino nella scuola media) un esercizio prezioso per quell'orda barbarica di analfabeti delle scuole superiori per le quali "scrivere" vuol dire semplicemente transcodificare in segni grafici la blàtera sgangherata del parlato.
Non mi pare certo un caso che, ai bei tempi in cui il latino si studiava anche alle medie, le capacità di lettura e scrittura fossero infinitamente più sviluppate di oggi.


Ultima modifica di T0ta|rec il Lun Feb 16, 2015 3:07 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 3:01 pm

mac67 ha scritto:
piccola deviazione: pare che questa dei 6 termini inuit per "neve" sia un po' una leggenda.
Possibilissimo, ma leggenda a parte il concetto è comunque plausibile. Chi si occupa di flora mediterranea conosce oltre una decina di associazioni floristiche comunquemente chiamate "macchia mediterranea". Per il profano tutte uguali, per il botanico profondamente diverse.

Citazione :
A mio avviso, quasi tutte le motivazioni portate dai "latinisti" a favore dello studio del latino sono poco convincenti.
Del tutto comprensibile: la conoscenza di una disciplina ti porta a individuare punti di forza che ai profani restano del tutto ignoti. Un insegnante di scienze può scrivere un libro sull'importanza di ampliare e diffondere gli insegnamenti di biologia e di chimica (un po' meno quello di scienze della terra). Eppure le sue argomentazioni potrebbero risultare, ai più, come poco convincenti.

Citazione :
Si può imparare benissimo l'italiano senza imparare il latino.
Pienamente d'accordo, è sufficiente conoscerne la grammatica e la semantica. Ciò non toglie che lo studio del latino possa rivelarsi utile per la propria formazione linguistica.

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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 3:08 pm

T0ta|rec ha scritto:
Non mi pare certo un caso che, ai bei tempi in cui il latino si studiava anche alle medie, le capacità di lettura e scrittura fossero infinitamente più sviluppate di oggi.

Io francamente non credo che questo dipendesse dal latino, ma soprattutto dal fatto che tali capacità di lettura e scrittura venissero fatte esercitare molto di più di adesso, direttamente nell'insegnamento dell'italiano e di qualsiasi materia "discorsiva", fin dai primissimi anni di elementari, ossia molto prima di cominciare ad affrontare il latino.
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 3:26 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Io francamente non credo che questo dipendesse dal latino, ma soprattutto dal fatto che tali capacità di lettura e scrittura venissero fatte esercitare molto di più di adesso, direttamente nell'insegnamento dell'italiano e di qualsiasi materia "discorsiva", fin dai primissimi anni di elementari, ossia molto prima di cominciare ad affrontare il latino.

Ripeto: può darsi. Però tra noi addetti ai lavori è notorio il fatto che gli allievi, al passaggio dalla primaria alla secondaria inferiore, siano (parlando a livello statistico) ancora decentemente preparati, il che vuol dire che il percorso delle elementari possiede ancora qualche valenza formativa. E' nel tragitto tra la fine delle elementari e l'inizio delle superiori che si verifica una   catastrofe, dalle cause non ancora ben identificate, che trasforma gruppi di studenti dalle competenze perfezionabili in branchi di scimmie prive dei rudimenti anche minimi dell'alfabetizzazione.
Su quale sia la natura di questa catastrofe, io, come si sarà capito, avrei qualche idea...
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 4:45 pm

elipon ha scritto:
Gentile redazione scrivo per avere consigli su come rapportarmi con la mia dirigente scolastica. insegno da quest'anno in un IIS dove ho ottenuto il trasferimento a domanda. La nuova dirigente è al suo primo incarico. Tra gli indirizzi della scuola vi è anche quello di liceo linguistico ed io, unica docente di A051, insegno nei tre bienni di linguistico solo latino (ho un part time di 12 ore). Oggi in sede di scrutinio, davanti ad un intero consiglio di classe, la Preside chiedendomi ragione di un voto orale mi ha domandato, con fare sfottente, cosa chiedessi alle interrogazioni visto che il latino è una LINGUA MORTA. Io molto sconvolta ho risposto che  il ministero ha previsto il doppio voto per la mia materia e di conseguenza valuto le conoscenze di lingua e civiltà latina come previsto dalle indicazioni ministeriali. Lei per tuttta risposta ha sottolineato l'inutilità della mia materia auspicandosi che venga presto eliminata.  Vedendomi sconvolta mi ha poi invitato a non prendermela sul personale. Mi sono sentita denigrata e  profondamente ferita nella mia dignità di insegnante. Vi chiedo se ci siano gli estremi per un'azione sindicale e soprattutto chiedo a tutti voi se sia concepibile che una preside possa esprimersi così davanti ad un consiglio di classe. Un dirigente che denigra una materia di indirizzo, ed indirettamente chi la insegna, può essere all'altezza dell'incarico che ricopre?

La tua preside è una povera ignorante.
Sul doppio voto però occorre fare una precisazione: non è più il MIUR a stabilire la tipologia di valutazione intermedia ma i singoli collegi docenti.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 5:02 pm

mac67 ha scritto:
gian ha scritto:
mac67 ha scritto:
Anche "Guerra e pace" è un capolavoro, ma non è che ci mettiamo a studiare il russo per questo.

Però è anche vero che ogni lingua, nella sua specificità, ha i termini adatti per esprimere un contesto, uno stato d'animo, un concetto. La traduzione in altra lingua richiede spesso un compromesso tra il preservare l'estetica (la prosa, la metrica, ecc.) e il preservare la sostanza del messaggio. Il risultato della traduzione può essere perciò inferiore a quello dell'opera in lingua originale (ovviamente può capitare anche il contrario, eh).

Per fare un esempio, ricordo di aver letto da qualche parte che gli Inuit usano cinque o sei termini diversi per indicare tipi diversi di neve. Noi ne usiamo solo uno: neve. La traduzione di una frase contenente una di quelle parole usando la generica parola "neve" farebbe perdere il significato profondo di quella frase. Al tempo stesso, la sostituzione della parola con una locuzione descrittiva, necessaria a non disperdere il significato intimo della frase rendere il discorso meno lineare. E' questo il motivo per cui gli estimatori preferiscono vedere un film in lingua originale. Ovviamente per apprezzarlo è fondamentale conoscere la lingua.


Ma io non contesto questo (piccola deviazione: pare che questa dei 6 termini inuit per "neve" sia un po' una leggenda).

A mio avviso, quasi tutte le motivazioni portate dai "latinisti" a favore dello studio del latino sono poco convincenti.

Si può imparare benissimo l'italiano senza imparare il latino.
Più del 99% del mondo vive senza conoscere il latino ( e il greco antico), eppure produce arte, letteratura, tecnologia, pensiero speculativo.

In Italia studiamo il latino perché il latino era parlato qui e ha lasciato tracce ovunque. Dunque, al liceo, va studiato. Poi ha degli effetti collaterali positivi, che però si potrebbero ottenere anche studiando altre lingue.

Si tratta di un problema di attivazione di processi logici e di pertinenza col percorso formativo seguito.
Il latino in un ITI a indirizzo informatico è fuori contesto (ma certe abilità logiche possono essere sviluppate, ad esempio, in Informatica con lo studio della programmazione) mentre in un liceo classico, scientifico o linguistico è invece pienamente in linea col piano di studi.
Io ho fatto lo scientifico, ricordo pochissimo di letteratura latina ma molto della lingua, al punto che ancora oggi sono in grado di tradurre le versioni che vengono proposte ai miei studenti.
Sebbene all'Università abbia poi fatto Matematica, ritengo però di aver tratto grande vantaggio dallo studio di questa disciplina, sia per i contenuti che per lo sviluppo dell'attitudine a certe forme di ragionamento.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 6:42 pm

Dec ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
La letteratura "vecchia" non deve essere buttata nel cesso, è solo necessario che la lingua nella quale sono scritti stia al passo con i tempi, non gli scripta che proverbialmente ... manent.

Capisco che non sei un letterato, ma la prima cosa che ci insegnano e che proviamo (senza successo) a trasmettere i nostri alunni (vale per tutte le lingue e anche per il linguaggio letterario italiano) è che forma e contenuto (significante e significato) non possono essere scissi e che quindi una traduzione, per quanto utile, non sarà mai come il testo originario; altrimenti basterebbe leggere le parafrasi delle poesie, che sarebbero anche più facili da comprendere (ma al prezzo di uccidere la poesia).
E no Dec, non puoi farmi l'esempio della poesia.
Anche "ti amo e ti adoro come la pasta col pomodoro" tradotto in inglese perde tutto il suo "alto" valore letterario.
Che dire invece del discorso di Pericle agli ateniesi ? L'ho letto in italiano, non mi sembrava male; tu dici che in greco era ancora meglio ?
Sai cosa vorrebbe dire questo ? Che Pericle era un oratore qualsiasi, solo che ha avuto il culo che altri gli facessero una lingua perfetta per quel che intendeva dire.

Noi ad ingegneria non la pensiamo così.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 7:05 pm

Non conosco il greco e quindi non so risponderti.
No, non vuol dire che gli altri gli hanno fatto una lingua perfetta per quel che intendeva dire. Vuol dire (o meglio vorrebbe dire se quel discorso l'avesse effettivamente pronunciato e scritto lui) che, essendo la sua lingua, ne conosceva così bene le sfumature per riuscire a rendere al meglio quello che voleva dire.
Non ci sono lingue superiori o inferiori; questo è evidente e non mi sembra che nessuno abbia sostenuto il contrario.
Adesso parli per tutti i laureati in ingegneria? :-)
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 7:17 pm

sinceramente da latinista e grecista me ne frega il giusto se per la massa il latino e il greco sono inutili come per me è di totale disinteresse ogni questione ingegneristica e matematica...non per questo metterei al rogo un Galileo, un Newton o un Fermi o chiamerei troglodita chi non sa riconoscere l'etimologia di alcune parole italiane derivanti dalle lingue morte. Basterebbe non rompere le palle a chi le studia, e avere l'onestà intellettuale di ammettere che su certe cose non ci capiamo un tubo!
Tanto i nostri alunni di questa generazione non capiscono una cippa di latino come di fisica, di italiano, di inglese di matematica....etc etc.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 7:24 pm

da grecista il discorso di Pericle ha un significato profondo anche nella scelta delle parole e questo provo a trasmetterlo ai miei alunni....poi se in testa gli rimane qualcosa anche solo un decimo del significato di quelle parole (anche in italiano) il messaggio passa lo stesso! Lo studio e l'eredità del mondo greco e latino non è solo la lingua ma soprattutto la cultura che è alla base del nostro mondo occidentale....poi se vogliamo fare del cosmopolitismo spicciolo...dovremmo almeno sapere che questa parola deriva dal greco!
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 7:36 pm

gian ha scritto:
Per fare un esempio, ricordo di aver letto da qualche parte che gli Inuit usano cinque o sei termini diversi per indicare tipi diversi di neve. Noi ne usiamo solo uno: neve. La traduzione di una frase contenente una di quelle parole usando la generica parola "neve" farebbe perdere il significato profondo di quella frase.
Gli aggettivi sono stati fatti per questo; nessuno obbliga a fare traduzioni letterali, non sta scritto da nessuna parte che si debba tradurre ogni parola con una (di numero) parola.

Ti faccio anche notare che per apprezzare particolari così sottili, serve una conoscenza molto profonda della lingua, che probabilmente si acquisisce solo in ambito universitario; alla fine insegneremmo il latino al liceo ad un livello ....... inutile.

In Harry Potter i nomi dei personaggi sono stati tradotti con grande fantasia e libertà dai traduttori, per conservare il significato e/o le sensazioni che evocavano in inglese; Albus Dumbledore è diventato Albus Silente; non mi pare che la narrazione ne abbia risentito.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 7:38 pm

Aresgr ha scritto:
sinceramente da latinista e grecista me ne frega il giusto se per la massa il latino e il greco sono inutili come per me è di totale disinteresse ogni questione ingegneristica e matematica...non per questo metterei al rogo un Galileo, un Newton o un Fermi o chiamerei troglodita chi non sa riconoscere l'etimologia di alcune parole italiane derivanti dalle lingue morte. Basterebbe non rompere le palle a chi le studia, e avere l'onestà intellettuale di ammettere che su certe cose non ci capiamo un tubo!
Tanto i nostri alunni di questa generazione non capiscono una cippa di latino come di fisica, di italiano, di inglese di matematica....etc etc.
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Comunque io sono ingegnere e credo che il latino a scuola o lo si ama o lo si odia. non ho mai trovato una persona che dicesse una cosa diversa da queste due. Io lo amavo, anche se purtroppo non ricordo molto. Mi piaceva sia lo studio della grammatica latina sia la letteratura. Ricordo che in fondo il latino è una lingua molto "logica" e questa cosa mi piaceva! Purtroppo non ho studiato il greco ma sono sicuro che mi sarebbe piaciuto anche quello.
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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 7:43 pm

T0ta|rec ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
perdonami, il latino mi sta sul cazzo


Figurati. Provo anch'io lo stesso disprezzo verso i somari che, senza essersi mai presi la briga di studiarlo, non trovano di meglio che sputarci sopra; che è un po' come sputare sulla propria madre, visto che l'italiano viene da lì e che chi non conosce il latino parla e scrive male anche l'italiano, per motivi troppo ovvi ed evidenti per meritare trattazione approfondita.
Ti capisco perchè anche io provo lo stesso disprezzo verso quei somari che sputano sulla fisica o sulla matematica solo perchè sono delle capre e non capiscono la differenza tra 2A o A^2
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 7:44 pm

Aresgr ha scritto:
se vogliamo fare del cosmopolitismo spicciolo...dovremmo almeno sapere che questa parola deriva dal greco!
Ah, non dall'astronomia ?

Comunque lungi da me rompere le palle a chi ama il greco ed il latino, che nella nostra cultura ritengo ..... interessanti.

PS ma lo sapete che un paio di giorni fa ho visto Romeo e Giulietta al cinema, e che quando si sono sposati con cerimonia in latino, pronunciando "volo" un po' mi è dispiaciuto non conoscerlo ?
Del resto odiavo anche le melanzane ed ora ....
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jeppo17



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MessaggioOggetto: Re: Srutinio scabroso   Lun Feb 16, 2015 7:46 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Aresgr ha scritto:
se vogliamo fare del cosmopolitismo spicciolo...dovremmo almeno sapere che questa parola deriva dal greco!
Ah, non dall'astronomia ?

Comunque lungi da me rompere le palle a chi ama il greco ed il latino, che nella nostra cultura ritengo ..... interessanti.

PS ma lo sapete che un paio di giorni fa ho visto Romeo e Giulietta al cinema, e che quando si sono sposati con cerimonia in latino, pronunciando "volo" un po' mi è dispiaciuto non conoscerlo ?
Del resto odiavo anche le melanzane ed ora ....
ma non lo conosci perchè non avevi voglia di studiarlo o perchè hai fatto un istituto tecnico ??
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Srutinio scabroso
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