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La fiera delle banalità. Questa volta è il turno di Toccafondi

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Messaggio Da Ospite Gio Dic 17, 2015 9:18 pm

http://www.orizzontescuola.it/news/55-studenti-ha-gi-lavorato-prima-del-diploma-toccafondi-sono-pi-avanti-ma-scuola-non-allanno-ze

Il solone ha scritto:Mentre noi abbiamo avviato un dibattito culturale su alternanza scuola-lavoro, i ragazzi sono già oltre. La scuola è conoscenza, ma ora bisogna cambiarla con criterio e aprirla alle competenze, cioè al mondo del lavoro e al mondo esterno. Lo chiedono proprio gli studenti
....
Gli studenti sono avanti, ma non siamo all'anno zero, il sistema non è fermo. Le scuole stanno cambiando e ora anche il Ministero

Sarebbe interessate sapere quanti di quel 55% di studenti che hanno fatto un lavoro prima del diploma hanno svolto un'attività lavorativa coerente con il percorso di studi. Ma quando si usano i dati aggregati ad minchiam estrapolandoli dal loro contesto è inevitabile che si sparino emerite cazzate.

Nel lontano 1977, dopo aver finito la quarta liceo, anch'io ho svolto un lavoro: ho trascorso l'estate facendo il ploncher in un albergo. Lavare i piatti non è un'attività formativa funzionale al percorso formativo in un liceo scientifico. Non l'ho fatto certo per arricchire la mia esperienza culturale e formativa integrandola nel mio percorso di studi. No, l'ho fatto per i soldi, per comprare il gioiellino alla ragazza, per comprarmi le scarpe da tennis fiche, per pagarmi il viaggio d'istruzione in quinta, ecc. Nulla a che vedere con quello che poi avrei fatto una volta finito il liceo, ovvero iscrivermi in una facoltà tecnico-scientifica che non ha nulla a che vedere con il lavaggio di piatti e pentole.

Quanti studenti, fra quel 55%, hanno fatto qualsiasi attività lavorativa finalizzata solo all'aspetto monetario? Per comprare il cellucoso, per pagarsi il viaggio d'istruzione, per fare il fico con la morosa di turno. E allora tutto va bene, dall'impastare cemento in un cantiere alla raccolta dei pomodori, dalla pulitura dei cessi in un albergo al bagnino in spiaggia. E così via.

L'alternanza scuola lavoro, in questo contesto, rischia di configurarsi come un ostacolo. Perché può impedire ai ragazzi di fare quei lavoretti estivi o saltuari che gli permettono di realizzare un piccolo tesoretto che sopperisce alla mancanza della paghetta nelle famiglie che non possono permetterselo. Fare 10 giorni di alternanza scuola lavoro a luglio può impedire ad un ragazzo di fare una stagione lavorativa.

Ho avuto studenti che a luglio andavano a raccogliere ovuli di carciofo, a raccogliere pesche, a raccogliere pomodori. Ho avuto anche studenti che partecipavano all'attività lavorativa in famiglia, qualcuno addirittura gestiva a 16 anni l'azienda agraria al posto del padre anziano. Distoglierli da queste attività per fargli fare una sorta di volontariato coatto, per lo più ridotto a bassa manovalanza, non è alternanza scuola lavoro, è ulteriore macelleria ai danni dei giovani. L'alternativa è fargli fare l'alternanza scuola lavoro in orario scolastico. Danneggiandoli ugualmente, perché la bassa manovalanza si sostituisce a quel minimo di formazione e istruzione che ancora può dare, sia pure a stento, la Scuola.

In questi giorni sto cercando di convincere i miei studenti di terza che è meglio che vadano nella casa-museo del comune, unico soggetto ospitante disponibile a portata di mano. Ad allestire il presepe, a fare da guide per i visitatori in occasione di monumenti aperti e altre iniziative del genere fino a raggiungere quel monte di 67 ore previste per il liceo. Sto cercando di convincerli che è meglio che si prestino a queste amenità per evitare di incappare fra due anni e mezzo in qualche ostacolo formale che potrebbe pregiudicare il superamento dell'esame di stato. Certo, l'alternativa ideale sarebbe quella di spedirli in continente o all'estero, a loro spese, per un soggiorno-lavoro di 10-15 giorni presso un'azienda che opera nel settore delle biotecnologie o presso un'azienda che opera nel settore chimico e così via. Peccato che questo non sia fattibile, perché non ci sono i soldi per fargli fare volontariato da un'altra parte del mondo. E allora facciamogli pure fare il presepe natalizio allestito su iniziativa del comune.

Non è questa l'alternanza scuola lavoro che chiedono i nostri giovani. Ma non si fanno le nozze con i fichi secchi, questo è quel che passa il convento. Ma almeno possono farsi le vacanze facendo i camerieri in albergo o aiutando lo zio muratore o qualsiasi altra cosa che gli permetta di farsi il tesoretto. O per lo meno trascorrono le vacanze cazzeggiando in spiaggia durante il giorno e uscendo con gli amici in piazza nelle serate estive. In futuro avranno comunque tante occasioni per fare gli schiavi sottopagati, lasciamogli vivere almeno questi scampoli di gioventù.

Nella terza di un'altra scuola, un professionale per l'agricoltura, dovranno invece fare ben 200 ore di alternanza scuola lavoro. Siamo a dicembre e ancora non hanno iniziato. Probabilmente si troverà lo spazio in primavera o in estate per fargli fare una full immersion di una ventina di giorni di soggiorno-lavoro in qualche agriturismo a raccogliere carciofini e melanzane da fare sott'olio e a confezionare sacchetti di rosmarino e origano. Mah...

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Messaggio Da mac67 Gio Dic 17, 2015 9:30 pm

L'aspetto peggiore di tutta questa vicenda è di averla imposta a scuole, docenti e alunni, dal nulla e dall'oggi al domani, senza alcuna preparazione di nulla.

mac67

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Messaggio Da mac67 Gio Dic 17, 2015 10:44 pm

avidodinformazioni ha scritto:La nostra preside sta pensando di contabilizzare anche le ore di formazione in uscita con visita alle università tra le ore di alternanza; in fin dei conti le università sono società terze.

Orientamento=formazione? Ho i miei dubbi.

mac67

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Messaggio Da mac67 Gio Dic 17, 2015 10:45 pm

avidodinformazioni ha scritto:Ed intanto comincia la concorrenza tra scuola e scuola: la mia ha contattato un'azienda interessante per vedere se prende una decina di allievi, la risposta è stata "siamo già in contatto con xxxxxx (scuola più prestigiosa); se si conclude prendiamo i loro, altrimenti vedremo cosa si potrà fare".

Al Sud non abbiamo questo problema: almeno risparmiamo su telefonate e carta da lettera.

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Messaggio Da Ospite Gio Dic 17, 2015 11:09 pm

Quasi quasi apro un'impresa di alternanza scuola lavoro...

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Messaggio Da dubitoergosum Mar Dic 22, 2015 10:48 am

dilettanti allo sbaraglio. ma che abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo?
Non sono bastati i provvedimenti della Gelmini a farci espiare le nostre colpe?

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Messaggio Da comp_xt Mer Dic 23, 2015 12:56 am

Giancarlo Dessì ha scritto:
Sarebbe interessate sapere quanti di quel 55% di studenti che hanno fatto un lavoro prima del diploma hanno svolto un'attività lavorativa coerente con il percorso di studi. Ma quando si usano i dati aggregati ad minchiam estrapolandoli dal loro contesto è inevitabile che si sparino emerite cazzate.

Nel lontano 1977, dopo aver finito la quarta liceo, anch'io ho svolto un lavoro: ho trascorso l'estate facendo il ploncher in un albergo. Lavare i piatti non è un'attività formativa funzionale al percorso formativo in un liceo scientifico. Non l'ho fatto certo per arricchire la mia esperienza culturale e formativa integrandola nel mio percorso di studi. No, l'ho fatto per i soldi, per comprare il gioiellino alla ragazza, per comprarmi le scarpe da tennis fiche, per pagarmi il viaggio d'istruzione in quinta, ecc. Nulla a che vedere con quello che poi avrei fatto una volta finito il liceo, ovvero iscrivermi in una facoltà tecnico-scientifica che non ha nulla a che vedere con il lavaggio di piatti e pentole.

Quanti studenti, fra quel 55%, hanno fatto qualsiasi attività lavorativa finalizzata solo all'aspetto monetario? Per comprare il cellucoso, per pagarsi il viaggio d'istruzione, per fare il fico con la morosa di turno. E allora tutto va bene, dall'impastare cemento in un cantiere alla raccolta dei pomodori, dalla pulitura dei cessi in un albergo al bagnino in spiaggia. E così via.

L'alternanza scuola lavoro, in questo contesto, rischia di configurarsi come un ostacolo. Perché può impedire ai ragazzi di fare quei lavoretti estivi o saltuari che gli permettono di realizzare un piccolo tesoretto che sopperisce alla mancanza della paghetta nelle famiglie che non possono permetterselo. Fare 10 giorni di alternanza scuola lavoro a luglio può impedire ad un ragazzo di fare una stagione lavorativa.

Ho avuto studenti che a luglio andavano a raccogliere ovuli di carciofo, a raccogliere pesche, a raccogliere pomodori. Ho avuto anche studenti che partecipavano all'attività lavorativa in famiglia, qualcuno addirittura gestiva a 16 anni l'azienda agraria al posto del padre anziano. Distoglierli da queste attività per fargli fare una sorta di volontariato coatto, per lo più ridotto a bassa manovalanza, non è alternanza scuola lavoro, è ulteriore macelleria ai danni dei giovani. L'alternativa è fargli fare l'alternanza scuola lavoro in orario scolastico. Danneggiandoli ugualmente, perché la bassa manovalanza si sostituisce a quel minimo di formazione e istruzione che ancora può dare, sia pure a stento, la Scuola.

In questi giorni sto cercando di convincere i miei studenti di terza che è meglio che vadano nella casa-museo del comune, unico soggetto ospitante disponibile a portata di mano. Ad allestire il presepe, a fare da guide per i visitatori in occasione di monumenti aperti e altre iniziative del genere fino a raggiungere quel monte di 67 ore previste per il liceo. Sto cercando di convincerli che è meglio che si prestino a queste amenità per evitare di incappare fra due anni e mezzo in qualche ostacolo formale che potrebbe pregiudicare il superamento dell'esame di stato. Certo, l'alternativa ideale sarebbe quella di spedirli in continente o all'estero, a loro spese, per un soggiorno-lavoro di 10-15 giorni presso un'azienda che opera nel settore delle biotecnologie o presso un'azienda che opera nel settore chimico e così via. Peccato che questo non sia fattibile, perché non ci sono i soldi per fargli fare volontariato da un'altra parte del mondo. E allora facciamogli pure fare il presepe natalizio allestito su iniziativa del comune.

Non è questa l'alternanza scuola lavoro che chiedono i nostri giovani. Ma non si fanno le nozze con i fichi secchi, questo è quel che passa il convento. Ma almeno possono farsi le vacanze facendo i camerieri in albergo o aiutando lo zio muratore o qualsiasi altra cosa che gli permetta di farsi il tesoretto. O per lo meno trascorrono le vacanze cazzeggiando in spiaggia durante il giorno e uscendo con gli amici in piazza nelle serate estive. In futuro avranno comunque tante occasioni per fare gli schiavi sottopagati, lasciamogli vivere almeno questi scampoli di gioventù.

Nella terza di un'altra scuola, un professionale per l'agricoltura, dovranno invece fare ben 200 ore di alternanza scuola lavoro. Siamo a dicembre e ancora non hanno iniziato. Probabilmente si troverà lo spazio in primavera o in estate per fargli fare una full immersion di una ventina di giorni di soggiorno-lavoro in qualche agriturismo a raccogliere carciofini e melanzane da fare sott'olio e a confezionare sacchetti di rosmarino e origano. Mah...

Analisi perfetta che condivido dalla prima all'ultima riga.
Aggiungo solo una riflessione su un altro aspetto: la valutazione finale degli studenti.
Siccome è praticamente impossibile avere valutazioni basse in un' alternanza lavoro così concepita, saremo costretti a sollevare le medie nelle discipline che hanno la cosiddetta "ricaduta".
Insomma, gli studenti avranno meno da studiare, avranno dedicato molto tempo ad attività poco formative o comunque meno formative dello studio tradizionale e avranno una media voti più alta.
Non c'è che dire, un capolavoro dell'ideologia pedagogica dominante!


Ultima modifica di comp_xt il Mer Dic 23, 2015 11:36 am - modificato 1 volta.

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