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Considerazioni per il 2018

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Messaggio Da gugu Gio Dic 28, 2017 9:49 pm



Cambieremo governo, cambieremo Miur.

Parte la sperimentazione di 100 classi a quattro anni.

Sulla scuola sono stati messi solo 150 milioni che potranno, forse, permettere il passaggio da OF a OA di circa 6.000 posti.

Se l'Italia è in ripresa, per la scuola dei prossimi 5 anni io vedo scenari più neri che grigi.

Molti di noi vivranno in questo periodo, dopo il ruolo, il periodo che professionalmente dovrebbe essere più ricco (lontani dalla precarietà e lontani dalla pensione). Speriamo, almeno, di avere qualche piccola soddisfazione. La nuova riforma della scuola si avvicina.
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Messaggio Da peadp Gio Dic 28, 2017 10:39 pm

Temo anch'io, speriamo bene, o almeno non troppo male

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Messaggio Da gugu Ven Dic 29, 2017 9:32 am

Il nuovo Miur potrebbe portare:

- eliminazione del potenziamento --> meno 55.000 cattedre

- superiori quadriennale --> meno 40.000 cattedre (solo nella secondaria di sec. grado)

Totale

- 95.000 cattedre dal 2018 al 2026.
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Messaggio Da arrubiu Ven Dic 29, 2017 9:36 am

Stiamo iniziando col pessimismo cosmico?:)
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Messaggio Da gugu Ven Dic 29, 2017 9:46 am

Realismo pragmatico. ;-)


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Messaggio Da lallaorizzonte Ven Dic 29, 2017 10:11 am

pertanto non verrà eliminato.

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Messaggio Da gugu Ven Dic 29, 2017 10:21 am

Da noi, tra progetti, sostituzioni, distacchi le ore di potenziamento sono super-utilizzate. Per questo una sparizione o uno spostamento (si vedano anche il 5% che dovrebbe passare alla primaria e i posti da inventare per l'infanzia) potrebbe comportare notevoli impoverimenti all'offerta formativa e alla gestione dell'istituto.
Ma, casi positivi o negativi a parte, difficilmente un Miur che cerca risparmio si interesserà del reale utilizzo delle risorse.
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Messaggio Da Lenar_ Dom Dic 31, 2017 5:13 pm

gugu ha scritto:Il nuovo Miur potrebbe portare:

- eliminazione del potenziamento -->  meno 55.000 cattedre

- superiori quadriennale --> meno 40.000 cattedre (solo nella secondaria di sec. grado)

Totale

- 95.000 cattedre dal 2018 al 2026.

Potrebbe non essere un dramma.

Con 20.000 pensionamenti all'anno (cifra realistica? Non sono un esperto ma credo di si) si potrebbe ottenere il risultato semplicemente riducendo il numero di assunzioni e usando il potenziamento come cassa di compensazione nella fase di progressivo taglio degli organici.

Una scuola con meno insegnanti, magari pagati meglio, è necessariamente una scuola peggiore di quella attuale, con tanti insegnanti pagati meno di un operaio metalmeccanico?


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Messaggio Da gugu Dom Dic 31, 2017 5:16 pm

Lenar_ ha scritto:

Una scuola con meno insegnanti, magari pagati meglio, è necessariamente una scuola peggiore di quella attuale, con tanti insegnanti pagati meno di un operaio metalmeccanico?



I motti gelminiani non funzionano più.

Sì, una scuola con meno insegnanti sui quali ricadranno carichi di lavoro ancor più pesanti, è decisamente peggio di qualsiasi altra ipotesi. Se tu vuoi guadagnare di più basta che chiedi di avere ore o attività eccedenti senza che altri paghino per te.
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Messaggio Da Lenar_ Dom Dic 31, 2017 5:35 pm

gugu ha scritto:Da noi, tra progetti, sostituzioni, distacchi le ore di potenziamento sono super-utilizzate. Per questo una sparizione o uno spostamento (si vedano anche il 5% che dovrebbe passare alla primaria e i posti da inventare per l'infanzia) potrebbe comportare notevoli impoverimenti all'offerta formativa e alla gestione dell'istituto.
Ma, casi positivi o negativi a parte, difficilmente un Miur che cerca risparmio si interesserà del reale utilizzo delle risorse.

La mia personale esperienza mi porta a fare considerazioni diverse: se anche sparisse domani il potenziamento l'impatto sull'offerta formativa sarebbe minimo.

Se poi l'abolizione del potenziamento fosse associato a norme che incrementassero in modo ulteriore la flessibilità nell'utilizzo del personale e nella definizione del curricolo non credo ci troveremmo di fronte a drammi eccessivi.

gugu ha scritto:

Sì, una scuola con meno insegnanti sui quali ricadranno carichi di lavoro ancor più pesanti, è decisamente peggio di qualsiasi altra ipotesi. Se tu vuoi guadagnare di più basta che chiedi di avere ore o attività eccedenti senza che altri paghino per te.

Il ragionamento si potrebbe fare anche al contrario: più ore per tutti e poi chi non vuole carichi più pesanti può chiedere il part time.


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Messaggio Da gugu Dom Dic 31, 2017 6:24 pm

Lenar_ ha scritto:

Se poi l'abolizione del potenziamento fosse associato a norme che incrementassero in modo ulteriore la flessibilità nell'utilizzo del personale e nella definizione del curricolo non credo ci troveremmo di fronte a drammi eccessivi.




Vorresti spiegare questa frase degna del più vuoto burocratese?

Quale incarico vorresti nella flessibilità?
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Messaggio Da michetta Dom Dic 31, 2017 6:47 pm

Lenar cioè? Più ore per tutti? No, grazie. Mi bastano e avanzano quelle che ho.
Il part time esiste anche ora e non è cosi' difficile ottenerlo. Se vuoi fare ore in più accomodati. Puoi rivestire tutti gli incarichi che vuoi se intendi incrementare il tuo stipendio. Anche questo non è così difficile.

Che noia 'sta flessibilità!
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Messaggio Da Dec Dom Dic 31, 2017 7:03 pm

gugu ha scritto:
Lenar_ ha scritto:

Se poi l'abolizione del potenziamento fosse associato a norme che incrementassero in modo ulteriore la flessibilità nell'utilizzo del personale e nella definizione del curricolo non credo ci troveremmo di fronte a drammi eccessivi.




Vorresti spiegare questa frase degna del più vuoto burocratese?

Quale incarico vorresti nella flessibilità?

Suppongo la revisione delle classi di concorso per far fare qualcosa ai perdenti posto.

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Messaggio Da dolcenaufragare Lun Gen 01, 2018 1:13 pm

O cercare di cambiare la scuola partendo dall'esercizio del diritto di voto. Basta motti gelminiani e sfruttare invece al meglio il potenziamento. Mandare a casa gli ideatori ed attuatori Delle superiori a quattro anni, e soprattutto cercare di avere un corpo docente compatto, coeso e non lecchino del potente di turno. Buon anno a tutti.

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Messaggio Da Lenar_ Lun Gen 01, 2018 2:09 pm

gugu ha scritto:
Lenar_ ha scritto:

Se poi l'abolizione del potenziamento fosse associato a norme che incrementassero in modo ulteriore la flessibilità nell'utilizzo del personale e nella definizione del curricolo non credo ci troveremmo di fronte a drammi eccessivi.




Vorresti spiegare questa frase degna del più vuoto burocratese?

Maggior flessibilità nell'uso del personale vuol dire poter impiegare persone assunte per un certo scopo anche per svolgere attività diverse ove ce ne fosse la necessità.

Più nello specifico potrebbe voler dire consentire a docenti che insegnano una data materia di insegnare anche discipline affini alla propria. Oppure allargare le maglie della "mobilità intercompartimentale" per consentire al personale sovrannumerario nella scuola di accedere ai ruoli di altre PA (alcuni docenti di diritto potrebbero prendere in considerazione di fare i cancellieri, altri, docenti di economia, potrebbero aspirare ad un posto all'agenzia delle entrate etc etc...)

Maggior flessibilità nella definizione del curricolo vuol dire possibilità, per le scuole, di ridurre o eliminare l'insegnamento di alcune discipline, eventualmente anche tagliando il numero totale di ore di lezione in classe, adattando l'offerta formativa di un dato istituto alle caratteristiche del territorio ed alle richieste dell'utenza.

gugu ha scritto:
Quale incarico vorresti nella flessibilità?

Nessuno. Non mi interessa avere particolari incarichi. Mi interessa avere uno stipendio che mi consenta di campare (quantificabile in 2000 euro mensili, meno di un operaio generico). Per avere uno stipendio decente sono disposto anche a lavorare qualcosa di più.

Ovviamente il problema dello stipendio non interessa chi ha un marito che guadagna per lei, chi viene da una famiglia benestante e prende la scuola come un passatempo, i liberi professionisti che usano lo stipendio da insegnante per pagarsi gli aperitivi e le cene nei ristorantini migliori e svariate altre categorie a cui va benissimo che il "docente" sia una sorta di impiegato....


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Messaggio Da arrubiu Lun Gen 01, 2018 2:11 pm

2000 euro meno di un operaio generico?
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Messaggio Da gugu Lun Gen 01, 2018 2:20 pm

arrubiu ha scritto:2000 euro meno di un operaio generico?

Presumo che gli operai generici gli facciano vedere le buste paga comprensive non solo di Irpef ma anche di Inps. ;-)

Oppure il collega vive in Germania o Svezia e confonde le nazioni europee.


Tra l'altro, visto che parla solo male dei docenti, non capisco cosa lo trattenga in questa professione pessima e mal pagata. Con la laurea in tasca non avrebbe nessun problema a trovare un lavoro pagato 4.000-6.000 euro netti al mese.
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Messaggio Da Lenar_ Lun Gen 01, 2018 2:55 pm

gugu ha scritto:
arrubiu ha scritto:2000 euro meno di un operaio generico?

Presumo che gli operai generici gli facciano vedere le buste paga comprensive non solo di Irpef ma anche di Inps. ;-)


Effettivamente si. Non tutti gli operai, ovviamente ma di qualcuno si.

gugu ha scritto:

Tra l'altro, visto che parla solo male dei docenti,


Probabilmente confondi i miei post con quelli di qualcun'altro. Parlo male degli stipendi dei docenti. Non dei docenti.

gugu ha scritto:
non capisco cosa lo trattenga in questa professione pessima e mal pagata. Con la laurea in tasca non avrebbe nessun problema a trovare un lavoro pagato 4.000-6.000 euro netti al mese.


Se avessi meno di 30 anni, di certo, non starei qui a campare di pane e cicoria. Purtroppo, a quarant'anni suonati, è difficile andare all'estero proponendosi come giovane promessa.

Personalmente consiglio a tutti i miei studenti di emigrare, specie ai più capaci e meritevoli. Oppure di provare a costruirsi una carriera in un settore protetto come quello delle professioni sanitarie o legali.

Comunque 4000-6000 euro al mese non sono uno stipendio irraggiungibile neppure in Italia. Un qualsiasi medico specializzato, un buon azzeccagarbugli, un discreto commercialista o un modesto ingegnere fanno quelle cifre senza battere ciglio. Poi, magari, arrotondano con lo stipendio da insegnante, tanto per avere due lire in più in tasca da spendere in minutaglia.

D'altra parte loro sono "professionisti" che appartengono a categorie che sanno difendere la propria identità e la propria professionalità. Noi non lo siamo. Siamo piccoli travet statali che esercitano un "lavoro" che non ha la dignità della "professione" e per svolgere il quale basta un diploma di scuola superiore preso 20 anni fa con un calcio nel sedere.




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Messaggio Da udl Lun Gen 01, 2018 4:34 pm

Per Popocatepeti e Lenar: il nostro stipendio è basso, è fuor di dubbio, ma guardate che fare i professionisti a partita Iva è peggio: per esperienza diretta se togliete Irpef, Cassa Previdenza, assicurazione, spese varie e, in moltissimi casi, l'IVA, per avere un reddito netto paragonabile a quello dell'insegnante bisogna fatturare non meno di 60.000 euro l'anno, con carichi di lavoro e responsabilità pazzesche.
In moltissimi casi bisogna togliere l'IVA perché se il committente è un privato la considera inglobata nella parcella, non è una partita di giro per lui, e quindi è, in pratica, un'ulteriore tassazione del 22%.
In questi anni ho visto bravissimi e apprezzatissimi professionisti fare, letteralmente, la fame: ora il mercato si sta riprendendo ma le ferite di questi anni si rimargineranno con difficoltà

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