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Considerazioni per il 2018

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Messaggio Da gugu Gio Dic 28, 2017 9:49 pm

Promemoria primo messaggio :



Cambieremo governo, cambieremo Miur.

Parte la sperimentazione di 100 classi a quattro anni.

Sulla scuola sono stati messi solo 150 milioni che potranno, forse, permettere il passaggio da OF a OA di circa 6.000 posti.

Se l'Italia è in ripresa, per la scuola dei prossimi 5 anni io vedo scenari più neri che grigi.

Molti di noi vivranno in questo periodo, dopo il ruolo, il periodo che professionalmente dovrebbe essere più ricco (lontani dalla precarietà e lontani dalla pensione). Speriamo, almeno, di avere qualche piccola soddisfazione. La nuova riforma della scuola si avvicina.
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Messaggio Da udl Lun Gen 01, 2018 5:28 pm

I "miei" periti meccanici ricevono in media 2-3 offerte di lavoro e una settimana dopo l'esame di maturità lavorano con contratto a TI, con stipendio variabile da 1100 a 1650 euro/mese: questo è quello che è accaduto nella mia provincia negli ultimi tre anni.
Ogni anno 3-4 studenti di quinta che erano intenzionati ad andare all'università vi rinunciano perché "fagocitati" in questo modo dall'industria che offre un contratto a TI ed uno stipendio buono.

Un operaio specializzato supera facilmente le 2000 euro/mese, le supera abbondantemente se vuole (e se può) fare straordinari.

Le colf, lavorando in nero in 3-4 famiglie, superano ampiamente i 2000 euro/mese, e con un reddito (ufficialmente) inesistente hanno praticamente tutti i servizi gratis, non pagando le tasse.

Questa crisi, la peggiore degli ultimi 100 anni, ha parecchio rimescolato le carte della società

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Messaggio Da gugu Lun Gen 01, 2018 5:33 pm

Continua venirmi spontanea una domanda: visto che la totalità dei post sullo stipendio è aperta da ingegneri o informatici...ma perché avete deciso di diventare insegnanti se con il solo diploma itis potreste trovare lavori meglio remunerati e più soddisfacenti?
Mi pare vogliate farvi male da soli. Lo Stato di certo non vi trattiene, ma lo stipendio fisso sì?
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Messaggio Da udl Lun Gen 01, 2018 5:45 pm

Gugu, forse non mi sono spiegato bene: sono felice di essere un insegnante, perché il lavoro dell'ingegnere dipendente (a parte i pochi casi di alti dirigenti) è poco retribuito rispetto a quello dell'operaio, con tutto il rispetto per quest'ultimo, e con enormi responsabilità.
Quando ero responsabile della manutenzione e degli impianti di una ditta che lavorava a ciclo continuo, con problematiche di emissioni inquinanti ecc. e con gli impianti da far funzionare giorno e notte facendo spendere il meno possibile all'azienda, lavoravo 55-60 ore alla settimana e guadagnavo 2000-2100 euro/mese (nel 2004): gli operai addetti alla manutenzione, alle mie dipendenze, con gli straordinari (sabato, domenica ecc.) guadagnavano molto più di me.
Però questi non facevano una bella vita: invece la centralinista, seduta al caldo d'inverno e al fresco d'estate, aveva di fatto una paga oraria superiore alla mia: è per questo che ho salutato l'industria.

Ritengo ora che il mio stipendio da insegnante sia, per così dire, tutto sommato congruo: a non essere congruo è quello che guadagnano le colf in nero ecc. ecc.

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Messaggio Da dolcenaufragare Lun Gen 01, 2018 6:22 pm

Popocatepetl ha scritto:Vota pure,ingenuo.puoi solo cambiare marionette mosse dallo stesso personaggio
Se sia riferito a me, il non votare implica perdere il primo tassello per dare una svolta. Non a caso, sono i nostri cugini francesi a fare le rivoluzioni...noi al più scimmottiamo e male, non votiamo e rimarremo qui a lamentarci.

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Messaggio Da Lenar_ Lun Gen 01, 2018 7:00 pm

gugu ha scritto:Continua venirmi spontanea una domanda: visto che la totalità dei post sullo stipendio è aperta da ingegneri o informatici...ma perché avete deciso di diventare insegnanti se con il solo diploma itis potreste trovare lavori meglio remunerati e più soddisfacenti?
Mi pare vogliate farvi male da soli. Lo Stato di certo non vi trattiene, ma lo stipendio fisso sì?  

Credo che UDL abbia già risposto alla tua domanda in una maniera più esauriente di quanto potessi fare io.

Aggiungo una riflessione: possibile che noi insegnanti si sia tutti felici e contenti di uno stipendio da proletariato intellettuale che è fermo da non so quanti anni e che si appresta ad essere aumentato di una miseria? Davvero siamo tutti soddisfatti e felici dell'elemosina che ci offre lo stato? Davvero valutiamo il valore del nostro lavoro secondo questi standard?

Se fossi un funzionario dell'ARAN e leggessi questo post proporrei di tenere gli stipendi della scuola bloccati per altri 10 anni...


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Messaggio Da gugu Lun Gen 01, 2018 7:15 pm

Le tue critiche non sono direzionate all'aumento di stipendio in sé. Chiunque direbbe che dovremmo guadagnare di più.
Al contrario di UDL i tuoi messaggi hanno sempre come riferimento negativo: i docenti assunti (che tu giudichi inutili e vorresti licenziare o spostare in altri comparti) e l'aumento del carico di lavoro per avere "qualcosa" in più.
Vai avanti con gli stessi messaggi da mesi. E non mi paiono messaggi costruttivi né positivamente indirizzanti. Se vuoi le regole del privato, ti ripeto, che puoi cambiare datore di lavoro. Avrai modo di far licenziare qualcuno, di essere licenziato al bisogno, di fare 100 ore di straordinario e avere le tue tanto sognate amenità. Perchè non cambi? Te lo chiedo per la TERZA volta. Perché non cambi lavoro?
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Messaggio Da Lenar_ Lun Gen 01, 2018 7:52 pm

gugu ha scritto:Le tue critiche non sono direzionate all'aumento di stipendio in sé. Chiunque direbbe che dovremmo guadagnare di più.
Al contrario di UDL i tuoi messaggi hanno sempre come riferimento negativo: i docenti assunti (che tu giudichi inutili e vorresti licenziare o spostare in altri comparti) e l'aumento del carico di lavoro per avere "qualcosa" in più.
Vai avanti con gli stessi messaggi da mesi. E non mi paiono messaggi costruttivi né positivamente indirizzanti. Se vuoi le regole del privato, ti ripeto, che puoi cambiare datore di lavoro. Avrai modo di far licenziare qualcuno, di essere licenziato al bisogno, di fare 100 ore di straordinario e avere le tue tanto sognate amenità. Perchè non cambi? Te lo chiedo per la TERZA volta. Perché non cambi lavoro?

Non cambio perché mi piace fare l'insegnate. E credo di farlo in maniera discreta. Avrei piacere che la mia professionalità fosse riconosciuta e pagata come viene riconosciuta e pagata la professionalità di altri lavoratori. Perché, personalmente, è mia ferma convinzione che quella dell'insegnante non sia (o non dovrebbe essere) una professione di "serie B" con stipendi da "serie B".

Quello che non mi piace è percepire uno stipendio misero. E la mia sorpresa maggiore è constatare come ci sia gente come te che, invece, è contenta di prendere uno stipendio misero.



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Messaggio Da chicca70 Lun Gen 01, 2018 8:17 pm

Lo stipendio non è alto ma neppure può essere definito misero, in relazione al numero annuale di ore di presenza sul posto di lavoro, al vantaggio di avere un posto ultrasicuro, alla considerevole libertà di autogestione. Sono elementi che fanno "stipendio", dal mio punto di vista. Lavorare qualche ora in più per avere qualche soldo in più per me non ha senso: la qualità del lavoro sarebbe per forza inferiore, la qualità di vita pure, e il reddito non cambierebbe in modo sostanziale.

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Messaggio Da Ospite Lun Gen 01, 2018 9:10 pm

A me pare - sbaglierò - che alcuni utenti confondano le cose.
Credo che lo stipendio dei docenti sia mediamente basso, se si considerano la preparazione richiesta, il livello del lavoro e, scusatemi, anche il carico. In ogni caso, considerando che il contratto è fermo a 8 anni fa, anche solo un adeguamento sarebbe necessario.
Dire questo è però diverso dal dire "ci aggiungano pure altre mansioni, purché paghino" : e ci mancherebbe pure. Di fatto noi svolgiamo già, in molti casi, altre mansioni oltre a quelle relative alla didattica. Ci sono cose pagate, ahibò, con i bonus merito. Più cose che vogliono dire tempo sottratto al lavoro in e per le classi.
Io non voglio più mansioni in cambio di più soldi. Io voglio una retribuzione adeguata almeno al caro-vita, e voglio fare il mio lavoro, con modalità che mi consentano di farlo al meglio.


Ultima modifica di Benjo Hanamura il Lun Gen 01, 2018 10:48 pm - modificato 1 volta.

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Messaggio Da dolcenaufragare Lun Gen 01, 2018 10:24 pm

balanzoneXXI ha scritto:
dolcenaufragare ha scritto:
Popocatepetl ha scritto:Vota pure,ingenuo.puoi solo cambiare marionette mosse dallo stesso personaggio
Se sia riferito a me, il non votare implica perdere il primo tassello per dare una svolta. Non a caso, sono i nostri cugini francesi a fare le rivoluzioni...noi al più scimmottiamo e male, non votiamo e rimarremo qui a lamentarci.

Sicché votare, magari per gli urlatori che fanno l' occhiolino ai nostalgici, equivarrebbe a fare la rivoluzione?Ne prendo atto.
Caro mio, potrai votare e votare bene; siamo in democrazia. Qui tutti si lamentano della buona scuola; vota e fai votare per gli artefici dell'ennesimo disastro.

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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Gen 01, 2018 11:32 pm

Popocatepetl ha scritto: Ero in giacca e cravatta,rispettavo le norme di sicurezza in stabilimento con il caschetto ma non correvo i loro rischi..e scusate se è poco..

Eri in giacca e cravatta perché a te PIACEVA vestirti così e lo facevi per scelta... o perché ti facevano pressioni per vestirti così, perché bisognava dare un segnale per distinguersi dalla manovalanza, anche se era oggettivamente scomodo, controproducente, e decisamente inadeguato alla vita in uno stabilimento industriale?

Perché se eri costretto per ragioni di "dress code" aziendale, posso pure capire che ti rassegnarsi a ingoiare il rospo e a obbedire.

Ma che una persona che fa un lavoro tecnico, che comporta anche frequentazioni di cantieri e officine (anche se solo a titolo di ispezione e di coordinamento e non di lavoro manuale pesante), possa SCEGLIERE deliberatamente di andarci in giacca e cravatta, proprio non riesco a capacitarmene.

Come a dire, non so, che il primario medico del reparto ospedaliero debba andare a fare le visite in corsia in giacca e cravatta invece che in camice da medico... oppure che il professore universitario di archeologia o di paleontologia debba andare sullla sede degli scavi in giacca e cravatta invece che in tenuta da lavoro di scavo, il tutto solo per rimarcare che lui è il capo, e per distinguersi da quei poveri sfigati che fanno il lavoro più basso del suo!

Se io fossi responsabile del controllo e della supervisione di un gruppo che svolge un lavoro molto materiale, a fare i controlli ci andrei vestita in maniera più "scaciata" possibile, adeguandomi all'ambiente, ed evitando di rovinarmi accessori più pregiati... non mi metterei certo tutta in tiro per impressionare la manovalanza, dimostrando di non avere la più pallida idea di come si stia in quell'ambiente di lavoro!

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mar Gen 02, 2018 1:00 am

Ma che incubo...

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Messaggio Da Ospite Mar Gen 02, 2018 6:38 am

Per fortuna che a scuola non abbiamo dress code ;-)
Io vado molto informale e, comunque, a fine mattinata il classico è che esca imbiancata di gesso.

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Messaggio Da herman il lattoniere Mar Gen 02, 2018 7:45 am

La professione insegnante offre uno stipendio non certo eccessivo, ma dà anche alcuni vantaggi non secondari come una certa libertà nella gestione del tempo di lavoro (parlo delle attività funzionali), la possibilità di lavorare vicino casa, diversi giorni di interruzione lavorativa, una stabilità lavorativa molto alta.

La tendenza è però quella di ridurre questi presunti privilegi, possibilmente a parità di stipendio: il carico di lavoro, in particolare quello burocratico-organizzativo, aumenta di anno in anno a causa di richieste sempre più pressanti e stressanti del miur; le regole sulla mobilità vengono costantemente ritoccate a sfavore del lavoratore; la stabilità lavorativa è stata già pesantemente minata dalla 107 e in generale, governo dopo governo, si cerca di togliere stabilità lavorativa a tutto il pubblico impiego; da anni si parla di un aumento degli orari e dei periodi di lavoro, con proposte di impiego estivo e pomeridiano; anche l'età di pensionamento cresce costantemente, malgrado siano pochi i docenti che a 67 anni ancora abbiano la forza di insegnare nella scuola pubblica, lavoro ben diverso e più stressante rispetto a quello del professore universitario.

Quando si discute su come valutare lo stipendio dell'insegnante ci si confronta con le categorie più disparate: baristi, operai, ingegneri, colf, medici, dentisti, poliziotti e magistrati, professori universitari. La nostra retribuzione andrebbe però confrontata con categorie più vicine alla nostra, escludendo quindi le professioni, tutti i lavori a tempo determinato (il precariato vero presso il pubblico o il privato, che è piuttosto diverso dal precariato scolastico) e quei lavori con caratteristiche molto difformi dalla nostra. La categoria a noi più affine in Italia è quella dei lavoratori laureati del pubblico impiego, impiegati presso amministrazioni centrali o enti locali, che sono retribuiti più o meno come noi, con qualche vantaggio in più in termini di carriera e benefit, uno stress decisamente più basso e un tempo di lavoro reale quasi sicuramente inferiore al nostro.

Se ci confrontiamo con i colleghi europei vediamo che, ad eccezione di Grecia, Portogallo e altri paesi in difficoltà, il nostro stipendio è decisamente più basso e le condizioni di lavoro sono decisamente peggiori; di contro abbiamo qualche centinaia di migliaia di insegnanti in più, giustificato sia dalla nostra legislazione sul sostegno, sia dall'utilizzo dell'insegnamento come ammortizzatore sociale.

Se infine facciamo il ragionamento sul nostro stipendio in rapporto alla delicatezza e all'importanza della nostra professione ci accorgiamo che i conti non tornano, specie se facciamo il confronto con altre categorie importanti o delicate, come la magistratura. C'è anche da dire che esiste un patto tacito tra politici e docenti per cui gli stipendi bassi sono bilanciati da uno scarso controllo sulla quantità e qualità del lavoro dei docenti .

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Messaggio Da gugu Mar Gen 02, 2018 8:43 am

Il problema è allora cosa vorresti tu da questa disanima:

centinaia di migliaia di docenti in meno (a quale paese fai riferimento visto che l'Italia ha un rapporto studenti/docenti identico a quello di altri paesi europei)?

quale "controllo" vorresti sui docenti?

sei sicuro che dopo aver eliminato molti docenti (caricando di lavoro chi è rimasto, magari trasferendolo forzatamente a centinaia di km da dove ha sempre insegnato) e dopo aver messo "sotto controllo" quelli rimasti le tue condizioni di lavoro miglioreranno e tu verrai retribuito di più?

Non vorrei dire, forse non ricordi (o magari non insegnavi ancora), ma qualcuno nel 2009 ha tagliato 87.000 posti di lavoro, ha peggiorato le condizioni di lavoro di tutti e non ha dato un euro in più a nessuno.

Sei sicuro che oggi, con lo stesso governo, le cose andrebbero diversamente?
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Messaggio Da herman il lattoniere Mar Gen 02, 2018 10:45 am

Niente di tutto questo.
Il primo controllo sulla qualità degli insegnanti si fa con i concorsi, impopolari quanto ti pare, ma l'unico sistema efficace per selezionare a regime.
Il secondo controllo sulla qualità si dovrebbe fare con la formazione d'ingresso e con quella continua, non come quella imposta oggi su argomenti teorici ma tarata sulla classe e volta al continuo miglioramento dell'efficacia dell'insegnamento.
Un'altra misura necessaria, a mio avviso, sarebbe la riduzione del carico burocratico inutile per permettere agli insegnanti di concentrarsi sul loro lavoro vero; ma questo andrebbe contro gli ultimi 25 anni di riforme.
Riguardo al numero di insegnanti penso che sia un numero abbastanza congruo che andrebbe semmai aumentato, soprattutto diminuendo il numero di alunni per classe; rispetto ad altri paesi le statistiche italiane presentano un numero di insegnanti maggiore perché abbiamo una legislazione sul sostegno molto più favorevole agli alunni di altri paesi. E' un fatto però che gli insegnanti assunti con il potenziamento oggi difficilmente sono impiegati in maniera davvero proficua, ma questo è un argomento già discusso.
La mentalità del "tu decidi quanto pagarmi e io decido quanto lavorare" è molto diffusa, anche su questo forum, e certo non va a favore della qualità dell'insegnamento.

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Messaggio Da mac67 Mar Gen 02, 2018 11:42 am

Popocatepetl ha scritto:Trovo abbastanza delirante che su questo forum ci sia qualcuno convinto che il livello di apprendimento dei ragazzi dipenda solo dall "aggiornamento dei docenti" e dalla loro "capacità ed efficacia dell insegnamento ".
Rifiutare l idea che l apprendimento degli studenti dipenda per il 90% dal loro impegno e studio e solo per il 10% dalle capacità da santone dell insegnante è degno di una con la terza elementare o altri politici. Un docente laureato NON dovrebbe abbassarsi ad affermare una corbelleria simile

Facciamo 50 e 50. A quell'età non hanno ancora imparato a studiare autonomamente.

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Messaggio Da mac67 Mar Gen 02, 2018 1:08 pm

Popocatepetl ha scritto:Io parlo delle superiori.
Chiaramente le maestre elementari devono avere una buona preparazione pedagogica.
Ma se un 15 enne è un fancazzista viziato manco un dio dell olimpo te lo rende "imparato "

Anch'io parlo delle superiori.
Il fancazzista non impara da nessuno, certo.
L'alunno volenteroso fa molta fatica (eufemismo) a imparare se ha un docente "diversamente competente".

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Messaggio Da herman il lattoniere Mar Gen 02, 2018 1:43 pm

ovviamente l'apprendimento dipende principalmente dall'impegno dello studente, ma è pure vero che la scuola italiana nel suo complesso non lo facilita perché piena di complicazioni assurde, con troppe cose che non funzionano e pochi fondi. Neanche i docenti sono messi in condizione di lavorare al meglio. La mancanza di concorsi, l'attivazione di decine di canali diversi di accesso all'insegnamento e la formazione di un precariato stabile hanno contribuito moltissimo alla deprofessionalizzazione dell'insegnamento, con docenti che hanno via via visto diminuire sia i propri diritti che i propri doveri.

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