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Considerazioni per il 2018

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Messaggio Da gugu Gio Dic 28, 2017 9:49 pm

Promemoria primo messaggio :



Cambieremo governo, cambieremo Miur.

Parte la sperimentazione di 100 classi a quattro anni.

Sulla scuola sono stati messi solo 150 milioni che potranno, forse, permettere il passaggio da OF a OA di circa 6.000 posti.

Se l'Italia è in ripresa, per la scuola dei prossimi 5 anni io vedo scenari più neri che grigi.

Molti di noi vivranno in questo periodo, dopo il ruolo, il periodo che professionalmente dovrebbe essere più ricco (lontani dalla precarietà e lontani dalla pensione). Speriamo, almeno, di avere qualche piccola soddisfazione. La nuova riforma della scuola si avvicina.
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Messaggio Da Lenar_ Mar Gen 02, 2018 6:20 pm

herman il lattoniere ha scritto:Niente di tutto questo.
Il primo controllo sulla qualità degli insegnanti si fa con i concorsi, impopolari quanto ti pare, ma l'unico sistema efficace per selezionare a regime.
Il secondo controllo sulla qualità si dovrebbe fare con la formazione d'ingresso e con quella continua, non come quella imposta oggi su argomenti teorici ma tarata sulla classe e volta al continuo miglioramento dell'efficacia dell'insegnamento.
Un'altra misura necessaria, a mio avviso, sarebbe la riduzione del carico burocratico inutile per permettere agli insegnanti di concentrarsi sul loro lavoro vero; ma questo andrebbe contro gli ultimi 25 anni di riforme.

herman il lattoniere ha scritto:ovviamente l'apprendimento dipende principalmente dall'impegno dello studente, ma è pure vero che la scuola italiana nel suo complesso non lo facilita perché piena di complicazioni assurde, con troppe cose che non funzionano e pochi fondi. Neanche i docenti sono messi in condizione di lavorare al meglio. La mancanza di concorsi, l'attivazione di decine di canali diversi di accesso all'insegnamento e la formazione di un precariato stabile hanno contribuito moltissimo alla deprofessionalizzazione dell'insegnamento, con docenti che hanno via via visto diminuire sia i propri diritti che i propri doveri.

Non posso che essere d'accordo con Herman. Credo che in questi messaggi si siano evidenziati dei punti rispetto ai quali sia difficile dissentire.

Aggiungo che non può esserci una richiesta stipendiale senza il riconoscimento della professionalità del docente. Per rendere riconoscibile la professionalità del docente è necessario, a mio avvisto, porre un serissimo filtro in ingresso. Per questo, personalmente, sono critico nei confronti del potenziamento, un'invenzione la cui unica finalità era svuotare le graduatorie indipendentemente dal merito di chi vi figurava, una manovra che ha conferito un sacrosanto e sudatissimo ruolo a docenti preparati e con anni di esperienza ma, allo stesso tempo, ha portato dietro una cattedra gente senza la minima professionalità, il cui unico merito stava nell'essere risultato idoneo (non vincitore!) in un concorso bandito 20 anni fa. Per questo sono contrario al riconoscimento del valore abilitante del diploma per gli ITP. Per la stessa ragione sono contrario alle procedure concorsuali riservate previste dalla 107 così come mi sono opposto a tutti i vergognosi "ope legis" (PAS e DM85) che hanno regalato l'abilitazione a decine di migliaia di soggetti che possedevano come unico merito quello di aver fatto due o tre anni di precariato.

Se mai, un giorno, avremo una classe docente fatta da "professionisti", selezionata in maniera seria tramite una procedura severa, allora, forse, avremo sufficiente consapevolezza per chiedere di essere pagati in maniera più decente.

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Messaggio Da Lenar_ Mar Gen 02, 2018 6:49 pm

Popocatepetl ha scritto:
Quali dipendenti statali sono selezionati in maniera "seria" attraverso procedura 'severa"?

Magistrati e notai. Anche i medici. Anche per accedere ai ruoli dell'AdE o all'accademia della Guardia di Finanza le selezioni non sono uno scherzo.

Popocatepetl ha scritto:
Con quale criterio ti arroghi tu l essere parte dei "migliori"?

Dove leggi che io mi consideri tra i "migliori"? Non sostengo questo. Sostengo che, mediamente, chi, ad esempio, ha passato le selezioni del TFA era, mediamete, più preparato o più sveglio di chi non le ha passate.

Tra chi non le ha passate molto probabilmente c'erano validissimi docenti e, allo stesso tempo, c'erano capre immonde. Personalmente credo che il tasso di capraggine tra chi non ha passato la selezione fosse, in media, maggiore rispetto a quello che caratterizzava chi, invece, la selezione l'ha passata.

Il fatto di aver passato una selezione rende chi la passa, automaticamente, "migliore"? No, ovviamente. Nessuna selezione è talmente raffinata da segare ogni possibile animale da soma che si provi ad affrontarla. La selezione ha un valore "sistemico": serve per ridurre il tasso medio di capraggine del corpo docente.

Popocatepetl ha scritto:
Seleziona pure duramente, invece che 800000 insegnanti ne avremmo 20000. E le rimanenti scuole senza docenti.

Prima che le scuole rimangano senza docenti c'è da assorbire il colpo dei 100.000 potenziatori assunti con la BS. Non vedo un concreto rischio di rimanere senza docenti...



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Messaggio Da arrubiu Mar Gen 02, 2018 6:58 pm

Quanti di quei 100.000 erano i tanto vituperati "idonei" al concorso?
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Messaggio Da gugu Mar Gen 02, 2018 7:00 pm

Lenar_ ha scritto:
Prima che le scuole rimangano senza docenti c'è da assorbire il colpo dei 100.000 potenziatori assunti con la BS. Non vedo un concreto rischio di rimanere senza docenti...




I posti di potenziamento sono 48.000, divisi fra i vari ordini di scuola.
Almeno le basi oggettive prima di sparare giudizi.
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Messaggio Da frankenstin Mar Gen 02, 2018 8:01 pm

In Italia ci sono mediamente più insegnanti rispetto ad altri paesi europei, non solo per la legislazione sul sostegno (forse l'unica cosa ancora all'avanguardia da noi), ma soprattutto per la presenza degli insegnanti di religione cattolica.

Inoltre in Italia esistono dei vincoli sociali e geografici che in paesi sono molto meno accentuati.

Il 2018 è appena cominciato e già ci tocca sentire ancora la vecchia solfa, una vera stupidaggine, della meritocrazia anche quando è dimostrato che in realtà di insegnanti ce ne vorrebbero di più e non di meno, perchè il primo fattore che incide sulla dispersione scolastica sono le classi pollaio.

Al nord, la crisi di insegnanti è endemica. Tutti pronti a prendere qualunque cosa nel c--o in nome della santa "flessibilità" ed "efficienza", ma mai che si provi davvero ad essere flessibili abbandonando la solita ipocrisia del menga: di graduatorie (di merito, non di ignoranza come qualcuno dice) ce ne sono quante ne vogliamo, il sistema dei punteggi pure... Perchè allora ogni provincia non convoca da graduatorie gli insegnanti che gli servono ogni biennio imponendo agli assunti 5 o 10 anni di immobilità?

Zero spese per concorsi, zero problemi di reclutamento, zero stronzate di chi afferma che un laureato è una capra perchè non supera una selezione fatta a posta per... selezionare. Come se il primo escluso di matematica debba darsi all'eremitaggio, mentre il primo al concorso di educazione fisica o di lettere moderne, o di scienze politiche, meriti l'appellativo di capace e meritevole, quando invece se andiamo a raffrontare le difficoltà che si affrontano nei singoli corsi di studi... Ma per favore!

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Messaggio Da peadp Gio Gen 04, 2018 12:59 am

dei 48000 posti di potenziamento qualcuno, come il mio, era una semplice trasformazione di spezzoni in cattedre da 18 ore di cui magari 2/3 erano di sostituzione. Io da quest'anno ho una cattedra completa. Sono entrata con la 107 ma dopo aver fatto 10 anni di supplenze annuali e una specializzazione sostegno TFA. Senza la Buona scuola sarei entrata in ruolo col sostegno nel 2016. Non tutti i potenizatpri sono inutili e immeritevoli miracolati. Gente ferma in sala professori ne ho visti solo il primo anno, via via stanno coprendo i buchi di organico che si creano

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Messaggio Da herman il lattoniere Gio Gen 04, 2018 6:43 am

Il problema non sono i potenziatori, ma il potenziamento in sé: le situazioni virtuose, come la tua e quella di qualcun altro forumista, a oggi rimangono una minoranza, specie alla scuola media. La maggior parte degli (ex) potenziatori sono concentrati in alcune classi di concorso sature, per cui ancora adesso rimangono sottoutilizzati o mal utilizzati. Una mia collega di arte, ad esempio, completa con due ore in altra scuola su una cattedra di potenziamento rimasta vacante: in quelle due ore o fa supplenze spot o si gira i pollici e mettere su un progetto di arte per due ore non avrebbe molto senso. Il collega potenziatore di quella scuola è stato "promosso" su cattedra, ma le ore di potenziamento, anche se smembrate e divise tra i vari docenti titolari, sono rimaste alla scuola.

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Messaggio Da arrubiu Gio Gen 04, 2018 11:49 am

Non vedo perché limitare l'accesso ai corsi di laurea "produttori di disoccupati", per usare la tua terminologia. Mica si studia solo per andare ad insegnare.
Piuttosto ci deve essere una corretta informazione per cui, ad esempio, chi pensa di laurearsi in diritto per insegnare deve sapere che la situazione è molto grigia, per un po' di tempo.
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Messaggio Da arrubiu Gio Gen 04, 2018 12:48 pm

Sono perfettamente d'accordo sul fatto che gli studenti dovrebbero essere informati sugli sbocchi delle università, le percentuali etc, mai detto il contrario infatti.
Ma non trovo giusto che si chiuda l'accesso alle facoltà perché poi è difficile trovare un lavoro "collegato" al corso di laurea scelto, tutto qua.
Perché poi alla fine vuole dire che nessuno si iscrive in facoltà umanistiche e non la trovo una bella cosa, anche a livello generale e sociale.
Altrimenti andiamo tutti a fare una ingegneria a caso o informatica e siamo a posto, no?
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Messaggio Da paniscus_2.1 Gio Gen 04, 2018 1:32 pm

Oltretutto, mi pare che una rilevante fetta di neoassunti potenziatori (e proprio quelli considerati più inutili) arrivino dalle classi di concorso di materie economiche e giuridiche, cioè non proprio laureati in discipline frivole, fuffologiche e creative considerate sforna-disoccupati, ma laureati in economia e in giurisprudenza... ossia, facoltà universitarie storicamente considerate appetibili per libere professioni prestigiose e per carriere brillanti nell'impresa privata. Lo devo ancora vedere uno, ma dico uno solo, che 20 o 30 anni fa abbia scelto di studiare economia e commercio apposta per andare a insegnare!

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Messaggio Da gugu Gio Gen 04, 2018 1:34 pm

paniscus_2.1 ha scritto:Oltretutto, mi pare che una rilevante fetta di neoassunti potenziatori (e proprio quelli considerati più inutili) arrivino dalle classi di concorso di materie economiche e giuridiche, cioè non proprio laureati in discipline frivole, fuffologiche e creative considerate sforna-disoccupati, ma laureati in economia e in giurisprudenza... ossia, facoltà universitarie storicamente considerate appetibili per libere professioni prestigiose e per carriere brillanti nell'impresa privata. Lo devo ancora vedere uno, ma dico uno solo, che 20 o 30 anni fa abbia scelto di studiare economia e commercio apposta per andare a insegnare!


Quali facoltà?
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Messaggio Da Lenar_ Gio Gen 04, 2018 1:35 pm

arrubiu ha scritto:
Altrimenti andiamo tutti a fare una ingegneria a caso o informatica e siamo a posto, no?

Personalmente la vedo un po' come Pocahontas (o come si chiama l'attuale incarnazione di Masy...): numero chiuso su tutte le facoltà universitarie (ingegneria ed informatica comprese).

L'efficacia e la bontà del numero chiuso si è chiaramente visto con le professioni sanitarie: medicina, negli anni 90, era vista come una facoltà ancora prestigiosa ma incapace di garantire un futuro a chi vi si iscriveva. Oggi c'è chi farebbe carte false per potersi iscrivere a Medicina, gli studenti migliori mirano ad un impiego nel settore sanitario, per passare i test c'è chi si mette testa bassa sei mesi prima etc etc...

Inoltre, last but not least, gli stipendi di medici e affini sono più che dignitosi ed il rispetto sociale di cui gode un tecnico radiologo o un infermiere noi insegnanti ce lo sogniamo.





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Messaggio Da paniscus_2.1 Gio Gen 04, 2018 2:19 pm

La generalizzazione del numero chiuso ovunque, però, si porta dietro anche il rischio di un ulteriore scadimento del livello degli insegnamenti universitari e del valore effettivo della preparazione del laureato. Come ho già avuto occasione di notare, esistono corsi di laurea che vengono considerati selettivissimi solo perché è difficile entrare, ma una volta entrati il percorso è facile, gli esami sono facili, l'asticella è molto bassa, le bocciature e gli abbandoni quasi non esistono, e tutti prendono voti alti. Certo che qualcuno potrebbe interpretarla proprio come conseguenza diretta del fatto che "siano state selezionate solo le eccellenze", ma io non avrei tanta fiducia che sia così. Semplicemente, le facoltà universitarie non hanno bisogno di scremare tra numeri troppo alti, e hanno interesse a dimostrare che il corso funziona bene, quindi non fermano nessuno...

Tutti gli anni ho qualche esempio di ex-studenti piuttosto limitati, che si beccavano qualche materia a settembre tutti gli anni e poi hanno preso la maturità con un voto modestissimo (e ripeto, non solo quelli intelligenti ma lavativi, ma anche proprio diversi casi di ragazzi MOLTO limitati nelle capacità critiche e nell'autonomia intellettuale), che riescono a entrare a corsi universitari a numero chiuso (magari non fra i primi, magari per il rotto della cuffia, a scorrimento successivo delle graduatorie, ma comunque entrano), dopo di che vanno avanti in automatico con la massima facilità. E magari dopo tre o quattro anni ce li ritroviamo a svolgere professioni sanitarie o tecniche molto delicate...

Per dirne una, ho un bell'esempio terra terra risalente a una mia classe di tre anni fa: una ragazzotta   che nelle materie scientifiche (e in particolare quelle più concrete e sperimentali, e menomale che faceva proprio scienze applicate) non ne imbroccava una, sbagliava le equivalenze, gli ordini di grandezza, le unità di misura, in fisica era capace di tirare fuori un'orbita planetaria di raggio 200 metri o un mattone di massa 350 tonnellate o una costante elastica negativa, in chimica peggio che mai, in informatica un pianto... bene, la signorina, dopo aver preso il diploma con il minimo assoluto possibile, è riuscita a superare (fra gli ultimi, ma è riuscita) la selezione per l'ambito delle professioni paramediche, e in particolare si è iscritta al corso per tecnico di laboratorio di analisi. Non ho sue notizie recentissime, ma per tutto il primo anno ha superato esami senza il minimo problema, ed era soddisfatta della scelta. Io un po' di paura ce l'avrei, a pensare che possa mettere le mani sui miei dati clinici...


Ultima modifica di paniscus_2.1 il Gio Gen 04, 2018 3:38 pm - modificato 1 volta.

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Messaggio Da arrubiu Gio Gen 04, 2018 4:35 pm

Ironia a parte, meglio che ognuno faccio ciò che si sente di fare.
E che sia libero di fare tale scelta.
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Messaggio Da mac67 Gio Gen 04, 2018 5:00 pm

paniscus_2.1 ha scritto:La generalizzazione del numero chiuso ovunque, però, si porta dietro anche il rischio di un ulteriore scadimento del livello degli insegnamenti universitari e del valore effettivo della preparazione del laureato. Come ho già avuto occasione di notare, esistono corsi di laurea che vengono considerati selettivissimi solo perché è difficile entrare, ma una volta entrati il percorso è facile, gli esami sono facili, l'asticella è molto bassa, le bocciature e gli abbandoni quasi non esistono, e tutti prendono voti alti. Certo che qualcuno potrebbe interpretarla proprio come conseguenza diretta del fatto che "siano state selezionate solo le eccellenze", ma io non avrei tanta fiducia che sia così. Semplicemente, le facoltà universitarie non hanno bisogno di scremare tra numeri troppo alti, e hanno interesse a dimostrare che il corso funziona bene, quindi non fermano nessuno...

Tutti gli anni ho qualche esempio di ex-studenti piuttosto limitati, che si beccavano qualche materia a settembre tutti gli anni e poi hanno preso la maturità con un voto modestissimo (e ripeto, non solo quelli intelligenti ma lavativi, ma anche proprio diversi casi di ragazzi MOLTO limitati nelle capacità critiche e nell'autonomia intellettuale), che riescono a entrare a corsi universitari a numero chiuso (magari non fra i primi, magari per il rotto della cuffia, a scorrimento successivo delle graduatorie, ma comunque entrano), dopo di che vanno avanti in automatico con la massima facilità. E magari dopo tre o quattro anni ce li ritroviamo a svolgere professioni sanitarie o tecniche molto delicate...


Confermo, anch'io ho ex studenti di questo tipo. Del resto, i test per accedere sono puramente nozionistici (a proposito, come la mettiamo con la solita tiritera ministeriale delle competenze?) anziché di tipo attitudinale.

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Messaggio Da bourbaki Ven Gen 12, 2018 12:47 am

È il 2018 anche in Cina
http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/cina-bambino-arriva-a-scuola-congelato-dopo-4-km-a-9-gradi-la-foto-e-virale_3116747-201802a.shtml
Ditelo ai nostri utenti/clienti e ai loro degni genitori.

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