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L'alunno non è un nostro pari: si ritorni ai fondamentali!

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Messaggio Da chimico_05 Gio Mag 10, 2018 11:53 am

Ho letto le discussioni sui recenti casi di cronaca accaduti in questi mesi che hanno visto come vittime gli insegnanti.
12 pagine di discussione sulla docente di Alessandria, a cui si sommano le 12 pagine della discussione del prof aggredito dall'alunno col casco in testa.

Quando andavo a scuola io, 1993-1998, appena entrava il prof ci si alzava tutti e lo si salutava. Se entrava il preside poi non ne parliamo....tutti dritti, rigidi, con la coda in mezzo alle gambe, quasi a trattanere il fiato per evitare di fare il minimo rumore.
Se non riuscivi a fare i compiti per l'indomani, erano guai perchè se il professore lo scopriva era un 2 garantito. Qualche tempo fa sono sceso nell'ammezzato, e per caso ho ritrovato tutti i miei vecchi quaderni....accidenti quanto ci facevano scrivere! Non solo compiti, esercizi numerici, versioni da tradurre, ma anche appunti, appunti, e ancora appunti! Avrò consumato decine e decine di biro su quelle pagine...
Se il prof ti metteva una nota o chiedeva di parlare coi tuoi genitori non ne parliamo....era un'onta quasi, e dovevi pregare affinchè i tuoi genitori non ti mettessero in castigo inventadosi qualche strana punizione (oltre, ovviamente, a subire la doverosa ramanzina di fronte al docente).


Sono rientrato in un edificio scolastico a quasi 20 anni di distanza e che situazione ho trovato? Quale è il clima in cui un docente del 2020 si ritrova a lavorare?
Il prof entra in classe, e gli alunni non solo non si alzano per salutarlo, ma continuano a far quel che stavano facendo prima.
il preside sta per entrare in aula, e due ragazzine di 15 anni che si rincorrevano e ridevano come due sceme gli sono passate sotto il naso come se nulla fosse, come se si trattasse di una loro amica....e lui? Lui come ha reagito? In nessun modo! Il preside non ha fatto una piega.
Tu spieghi, e nessuno scrive una riga, come se ogni tua parola gli rimanesse fissata in testa.
Compiti e interrogazioni non ne parliamo.....gente che merita il 5 che riceve un 6 o un 6.5 facile facile e torna a posto soddisfatta.
Gente che meriterebbe la bocciatura in tronco, e che agli scrutini viene salvata e promossa per alzate di mano.



Si è perso tutto in questi 20 anni.
Si è perso il senso del rispetto verso chi è più grande ed esperto, si è perso il senso del dovere da portare a termine giorno per giorno, si è perso il distacco, doveroso, nei confronti del docente che, per forza di cose, non può essere considerato dall'alunno un suo pari, si è perso il ruolo della famiglia, che anzichè aiutare i docenti a educare i figli, va CONTRO il docente e l'istituzione scolastica (vedi caso dell'insegnante che in provincia di Foggia è stato picchiato dai genitori dell'alunno che aveva rimproverato il giorno prima).

Siamo alla deriva. Alla deriva



Questo lassismo che ormai da un decennio buono attraversa trasversalmente tutta la scuola, dal vertice fino alle sue fondamenta, produce gli obbrobri a cui stiamo assistendo.
Lassismo e permissivismo che sono anche figli delle delle moderne teorie psicopedagogiche che, con la scusa di mettere l'alunno al centro del processo di apprendimento e di creare un ambiente a lui favorevole, hanno portato i docenti del 2020 a contrattare con gli alunni anche le virgole, compreso il SE, il COME e il QUANDO dovranno essere interrrogati. A negoziare tutto, a scendere ogni giorno a compromessi, a cedere centimetro su centimetro, a rinunciare a cose che fino all'altro ieri sembravano scontate, normali, fino a perdere totalmente il timone del comando.

Questo è quel che succede quando la persona che dovrebbe fare da esempio, da guida, concede sempre più spazio alla persona che dovrebbe essere guidata.
I due ruoli assumono margini sempre più sfumati fino a quando si confondono, giungendo al punto in cui l'educatore è sullo stesso piano dell'educando e viene trattato da proprio pari.
Questo è quel che succede quando perdiamo di autorità e autorevolezza, quando volontariamente ci eviriamo rinunciando al nostro ruolo di educatori e di guide.

Quello a cui assistiamo oggi è figlio di quel momento in cui abbiamo deciso di non indossare più i pantaloni, a favore di una sfiziosa gonnellina.

Non essendo più docenti con la D maiuscola, nè presidi con la P maiuscola, avendo lasciato la barca in balia dei venti, oggi veniamo derisi, picchiati, calpestati e umiliati senza alcuna pietà. Ed è giusto così!!!
Perchè è questo lo scotto da pagare quando si negozia il proprio ruolo e la propria dignità in cambio di una ventata di freschezza e di "modernità".


Un quadro esplicativo....
https://i.pinimg.com/originals/81/58/ae/8158aeb98856fced8ecc4460efc74cf2.jpg
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Messaggio Da chimico_05 Gio Mag 10, 2018 3:10 pm

balanzoneXXI ha scritto:Comunque sei stato fortunato , perché 20 anni fa  la scuola che tu hai descritto era già un' eccezione nel nostro
paese.Forse bisognerebbe andare indietro di altri 20 anni  per poter dire che l' eccezione di cui sopra era la regola.

Già ai tempi c'era una certa disomogeneità tra istituti tecnici/professionali e licei, tra le scuole di chi non voleva fare nulla e le scuole di chi voleva imparare qualcosa, non so da quale di queste scuole tu provenga, ma è fuor di dubbio che il rispetto verso i docenti e la serietà che si respiravano nel liceo "medio" degli anni '90 oggi sono stati polverizzati.
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Messaggio Da paniscus_2.1 Gio Mag 10, 2018 3:47 pm

Zacinto ha scritto:Date il ministero al chimico_05.
Cvd,  già lo dissi molto tempo fa,oggi i professori più intransigenti, più attaccati alla didattica e a ciò che apprendono veramente i ragazzi sono non già i vari comandanti di lungo corso schettini,  cioè i prof di annata,ma i giovanotti di primo pelo nei quali mi ci inserisco.

A 40 anni non si è "giovanotti di primo pelo", fattene una ragione.

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Messaggio Da mac67 Gio Mag 10, 2018 6:03 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Zacinto ha scritto:Date il ministero al chimico_05.
Cvd,  già lo dissi molto tempo fa,oggi i professori più intransigenti, più attaccati alla didattica e a ciò che apprendono veramente i ragazzi sono non già i vari comandanti di lungo corso schettini,  cioè i prof di annata,ma i giovanotti di primo pelo nei quali mi ci inserisco.

A 40 anni non si è "giovanotti di primo pelo", fattene una ragione.

Ormai i 40 sono i nuovi 20.

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Messaggio Da @melia Gio Mag 10, 2018 6:35 pm

A 39 anni ero già in ruolo da 11 e prima avevo fatto 4 anni e mezzo di precariato.
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Messaggio Da donadoni Gio Mag 10, 2018 7:24 pm

@melia sei miticaaaa

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Messaggio Da paniscus_2.1 Gio Mag 10, 2018 8:01 pm

@melia ha scritto:A 39 anni ero già in ruolo da 11 e prima avevo fatto 4 anni e mezzo di precariato.

Io a 39 anni ero in ruolo da 8, ma comunque il concetto è un altro: a 39 anni (e con due figli) non mi sarebbe mai venuto in mente di considerarmi una ragazzina di primo pelo, indipendente da quanti anni di ruolo avessi...

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Messaggio Da sempreconfusa1 Gio Mag 10, 2018 10:48 pm

o peloponneso magari.
Ma comunque, il fondamentale, un pelino maggiore dei suoi alunni, così da rivendicare la disparità nei ruoli

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Messaggio Da chimico_05 Ven Mag 11, 2018 12:22 pm

Zacinto ha scritto:Date il ministero al chimico_05.

Visto il CV dell'attuale ministra dell'istruzione, mi dovrebbero dare la presidenza del mondo intero....e forse anche del Sistema Solare
Presidente interplanetario!

Zacinto ha scritto:
Cvd,  già lo dissi molto tempo fa,oggi i professori più intransigenti, più attaccati alla didattica e a ciò che apprendono veramente i ragazzi sono non già i vari comandanti di lungo corso schettini,  cioè i prof di annata,ma i giovanotti di primo pelo nei quali mi ci inserisco.
La prof che punta sulla socializzazione, che aborre la valutazione e la didattica in favore di un mammismo estremo quindi promozioni da Giubileo è sempre una sulla 60na, di ruolo da lustri e stranamente modificata genericamente da anni di buonismo,  coccole e comprensione verso gli alunni peggiori. È sempre così,  come con lo stampo della Fiat punto sono fatti i ds, tutti uguali, stesse frasi dette in qualunque consiglio o scrutinio dello stivale. .
Quoto il giovane chimico, nuova leva nelle legioni piu coraggiose del forum ..
Balanzone,  simpatica la tua metafora del carpaccio. .
Ai tuoi alunni a quanto lo fai all etto il carpaccio?  Io nonostante tenga un livello altissimo addirittura con un carpaccio di salmone selvaggio del Quebec devo tenere prezzi da bar della caserma altrimenti i miei alunni me lo tirano in faccia :)))

Sai che non hai tutti i torti? Una collega tempo fa mi disse una frase del tipo: "Sei proprio cattivo....cerchi di farli cadere in tutti i modi questi ragazzi!!"

Esatto, è questo quel che dovrebbe far la scuola, dare una prima sferzata a questi ragazzi facendo loro capire che il mondo là fuori non è fatto di mamme e papà sempre pronti a coprire le loro mancanze, le loro marachelle, i loro errori, ma di gente pronta a giudicarti in quattro e quattr'otto, "e se sbagli sei fuori" (citaz.).
La scuola dovrebbe essere il trampolino di lancio verso il mondo, e verso il mondo del lavoro in particolare, dove se "non sai fare", o se "non fai per tempo" nessuno ti dà una pacca sulla spalla e ti dice: "Va beh non importa, non è successo nulla"
Per questo ho sempre condannato gli atteggiamenti genitoriali a scuola, perchè i genitori sempre pronti a difenderli questi ragazzi ce li hanno già (il modo in cui svolgono il proprio ruolo di genitore è un altro paio di maniche...), e l'ultima cosa di cui hanno bisogno è un gruppetto di 7-8 genitori surrogato che tengono il registro in mano.

I genitori che fanno da amici e i professori che fanno da genitori, sono la rovina di questi ragazzi.

Perchè in un qualsiasi ambiente scolastico o extra-scolastico che trasmette come messaggio: "Se fai bene ti premio, se fai male ti premio comunque", nessuno sano di mente si sforzerebbe di fare più del minimo indispensabile per giungere all'obiettivo prefissato.
D'altronde, non è questo ciò che insegniamo ai nostri ragazzi? Che il modo migliore per risolvere un problema, a parità di risultato, è quello che richiede il minore dispendio di tempo e di energie? Che tra un procedimento che richiede 2h di tempo e 6 facciate di foglio A4, e uno che richiede 5 minuti di tempo e 3 righe, è sempre preferibile il secondo?


E tutto questo, tornando al nocciolo della discussione, non può prescindere da un sano distacco alunno-docente e dall'assunzione del docente a ruolo di comandante della nave.
Perchè se il capitano non tiene la barra ben dritta, se è sempre pronto a virare alla minima richiesta dell'equipaggio, va a finire che la sua barca non toccherà mai "terra", oltre a correre il rischio che l'equipaggio, non riconoscendo più in lui alcun autorità, compia un vero e proprio ammutinamento (vedi i recenti casi di cronaca)....
....e quando accade l'ammutinamento significa che il capitano esperto e di lungo corso, a furia di cedere, cedere, cedere, a furia di sorvolare su tutto, si è spogliato della sua autorità e si è portato allo stesso livello del mozzo che spazza il ponte.

Se non si mette un freno per tempo, quando il problema è circoscritto, bisognerà metterlo dopo quando il problema diventa eclatante. Diversamente è l'anarchia!
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Messaggio Da Lenar_ Dom Mag 13, 2018 4:27 pm

chimico_05 ha scritto:Non essendo più docenti con la D maiuscola, nè presidi con la P maiuscola, avendo lasciato la barca in balia dei venti, oggi veniamo derisi, picchiati, calpestati e umiliati senza alcuna pietà. Ed è giusto così!!!

Eh no... non è giusto così e, sopratutto, non è colpa del corpo docente.

Il corpo docente è parte di una società che ha voluto, desiderato ed imposto questo stato di cose a suon di ricorsi al TAR, statuti delle studentesse e degli studenti, leggine apparentemente sacrosante ma che sono state sfruttate senza vergogna per creare una corsia preferenziale per chi ha poco sale in zucca e punta voglia di studiare etc etc...

La cosa sorprendente è che ci si indigni per lo stato della scuola, che ci si stupisca se esistono genitori che prendono a mazzate i docenti.

Per anni si è portato avanti lo stereotipo del professore fannullone ed ignorante, per anni si è prodotta, a ritmo incessante, una legislazione volutamente "castrante" nei confronti del corpo docente. Per anni si è sostenuto l'argomento in base al quale il "diritto all'istruzione" significasse "dare un diploma a tutti", prescindendo dalla loro preparazione. Si è inculcata nella gente l'idea che il diploma è "un diritto". E questa panzana non l'hanno propagata i professori. Questa bella alzata di genio è venuta dalla società e dalle istituzioni oltre che da quelle aule nelle quali viene consentito, oggi come ieri, ai "cattivi maestri" della pedagogia e della psicologia di sparare le loro corrosive teorie.

Vent'anni fa metà degli adolescenti giunti alla fine della scuola dell'obbligo smetteva di studiare. Ho finito al terza media negli anni 90: su una classe di 20 alunni, dopo un anno, meno di 10 ancora stavano frequentando una scuola superiore. Arrivammo al diploma in pochissimi e di questi solo 2 liceali.

Quali sono le proporzioni oggi?

Forse era giusto allora scandalizzarsi perché metà degli adolescenti italiani non arrivavano oltre la terza media. Ma la soluzione escogitata fu una pezza peggiore del danno. Serviva un'offerta formativa adeguata a quel 50% di gente che voleva semplicemente imparare un mestiere e che già a 14 anni non aveva nessuna voglia di studiare.
Sarebbe servita una formazione professionale seria, sul modello duale. Invece abbiamo avuto la licealizzazione e la distribuzione dei diplomi.

E la colpa di tutto questo sarebbe dei docenti?


Ultima modifica di Lenar_ il Dom Mag 13, 2018 6:25 pm - modificato 1 volta.

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Messaggio Da Scuola70 Dom Mag 13, 2018 4:50 pm

Non vedo per quale motivo debba essere considerata una colpa sentire il proprio lavoro come una missione, qualsiasi lavoro può essere vissuto come una missione, anche fare l'avvocato ad esempio o anche il netturbino, in quel caso la missione sarebbe quella di tener pulita la città! O è meglio leggersi il giornale in classe, non rispettare gli orari di servizio, non spiegare quasi nulla fregandosene di tutto e di tutti?

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Messaggio Da Scuola70 Dom Mag 13, 2018 5:14 pm

@un limite a tutto: Il giusto sta sempre nel mezzo? A me invece piacciono gli estremi, le mezze misure sanno di compromessi ed ognuno ha la sua misura. Già il tuo nick sul limite non mi piace, il limite è male e basta, sia nel corpo sia nella mente.

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