Bullismo di oggi e bullismo di ieri

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Messaggio Da chimico_05 Sab Mag 12, 2018 3:06 pm

Promemoria primo messaggio :

La lettura di questo articolo mi ha portato a una riflessione.

https://www.giornaledibrescia.it/lettere-al-direttore/bullizzata-al-liceo-e-con-insegnanti-troppo-meschini-1.3267163


Il bullismo è deprecabile sempre e comunque, sia perchè è meschino accanirsi contro chi è più debole, sia perchè colpisce nella fase più delicata e fondamentale per la nostra crescita.
E' infatti negli anni dell'adolescenza che si gettano le basi per le persone che diventeremo domani. E' nella fase 13-19 anni che si stabilisce che persone saremo da adulti, se saremo solari, sicuri di noi stessi, estroversi, positivi, o se invece avremo un carattere chiuso, timido, esitante, insicuro, problematico.
Il modo in cui viviamo gli anni adolescenziali (scuola, amori, amicizie), sommato al rapporto che abbiamo con nostra madre (o con nostro padre, per le femminucce) determina il nostro carattere e chi saremo da grandi, e dovremo sempre farci i conti.


Ora, non voglio sminuire il fenomeno, indubbiamente grave, ma 20 anni fa, quando c'ero io sui banchi del liceo, il bullismo era all'ordine del giorno. Se vi raccontassi come io e altri abbiamo vissuto i nostri anni del liceo, vi mettereste paura!!
Ripensando a quel che succedeva nella mia scuola, ricordo alcuni casi lampanti (cambierò i nomi per privacy):

- Pether, un ragazzo alto 1,85 la cui unica colpa era il soffrire di balbuzie e di qualche lieve problema a livello mentale, che però i genitori si sono sempre guardati bene dal far diagnosticare da uno specialista.....come se i suoi interlocutori avessero bisogno di una dichiarazione firmata da un neurologo o da uno psichiatra per accorgersi che era "diverso" dagli altri
- Adele, una ragazza molto carina, ricciolina, che veniva esclusa e derisa un po' perchè troppo brava rispetto alla media della classe, un po' perchè di indole chiusa.
- John, che veniva escluso e preso di mira da compagni e compagne (spesso le ragazzine possono essere più crudeli dei maschi) per via del suo sovrappeso (la timidezza era la conseguenza di tutto questo, un cane che si morde la coda) e per via dei voti (a loro giudizio immeritati) che prendeva

A quei tempi però non esistevano internet e i social.
Oggi basta collegarsi su Facebook, scrivere una decina di righe, per attirare l'attenzione di tutta Italia.
Basta girare un video, metterlo su Youtube e ti trovi subito con migliaia di messaggi di solidarietà.
Basta fare una storia Instagram e hai centinaia di persone pronte a consigliarti, sostenerti, prendere le tue difese.
Basta mandare una lettera a un sito web, e trovi un gruppo di persone pronte a fare scudo intorno a te.

20 anni fa, l'epoca a cui fa riferimento l'autrice di quella lettera, non esisteva nulla di tutto questo.
20 anni fa chi veniva bullizzato si trovava totalmente solo, isolato dagli altri e impossibilitato a difendersi.
Il nostro mondo non era esteso ai 5 continenti, non avevamo una platea di 6 miliardi di persone pronte ad ascoltarci e a prendere le nostre difese. Il nostro mondo era limitato a pochissime persone: i genitori che non ci capivano, gli insegnanti che o se ne infischiavano o mettevano più zizzania che altro nella classe, finendo per metterci gli uni contro gli altri, i compagni di classe che erano i nostri boia, qualche amico sfigato e inesperto quanto noi. Fine!

In questo quadro generale di miseria e solitudine, di terre desolate e vuote, si subiva tutto in rigoroso silenzio, inghiottendo bocconi amari, cercando di farsi amici i pochissimi compagni meno meschini di altri e cercando di sopravvivere in qualche modo, tra uno scherzo, una presa in giro, un coro di sberleffi.

Ribellarsi? Ma stiamo scherzando?!
Cercare aiuto fuori? Macchè! Non se ne parlava minimamente perchè era considerato quasi normale che in ogni classe si creassero i gruppetti coalizzati, dai quali rimanevano escluse 1-2 persone, ed era quindi lecito farli sentire inferiori con offese continue, prese in giro quotidiane, mobbing psicologico, ecc...
E il colmo è che oltre ad essere bullizzati, esclusi, derisi, vittime di qualunque genere di angherie e prese in giro, si finiva per essere visti come dei musoni asociali che non sanno stare allo scherzo. Oltre il danno, la beffa!


Che fine hanno fatto queste persone?

Pether è stato iscritto 6 o 7 anni all'università, ha dato 3 materie facendo spendere migliaia di euro ai genitori tra tasse universitare e ripetizioni, fino ad abbandonare. Oggi ha quasi 40 anni, nessun titolo di studio nè mestiere, e, che io sappia, non studia e non lavora.
Adele ha sviluppato un carattere spigoloso e non si è mai liberata dell'etichetta di "esclusa": è laureata, lavora, guadagna, ma è senza amici, nè amichè, oltre che eternamente single, infelice e frustrata. Quegli anni l'hanno segnata irrimediabilmente, rendendo problematica non solo la sua sfera relazionale (amicizie), ma anche amorosa.
John si è laureato pure lui, lavora, ha avuto pochissimi amici nella vita, si è un po' sbloccato, l'insicurezza cronica che lo affliggeva è andata via, ma pure il suo corpo tiene traccia di quelle cicatrici. La sua anima è ancora segnata da quei lunghi periodi neri, da quegli anni di desolazione totale, di vuoti, di ansie, di cadute, cadute e ancora cadute.

Questo per dire che il fenomeno del bullismo, oltre che segnare per sempre la vita di una persona minandone l'autostima e influenzandone il carattere che svilupperà da adulto, è vecchio, vecchissimo.
Molti si stupiscono di quel che subiscono gli adolescenti oggi, si indignano perchè un ragazzo normalissimo subisce ogni genere di vessazioni, senza avere la più pallida idea di quel che hanno subito gli adolescenti di una volta.
Uomini e donne molto più grandi di loro, identici a loro, con 2 braccia, 2 gambe, 2 occhi, un sorriso grande così e il cuore colmo di speranze, ma che hanno avuto la sfortuna di trascorrere la loro adolescenza "offline" tra le quattro mura di casa e del paese in cui vivevano, isolati e senza alcun appiglio a cui aggrapparsi, anzichè "online" e con una finestra aperta sul mondo.
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Messaggio Da sempreconfusa1 Ven Mag 18, 2018 4:45 pm

Io proporrei le vecchie care "borsate in testa di mammà", per quelli duri di comprendonio e che non vogliono far nulla. Comunque tutto appare generico, scritto in fretta e male. Di modo che dopo, possano integrare con maggior facilità con chissà quali dettagli e misure da adottare in merito.

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