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Ricordi da liceale.

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Messaggio Da elirpe Lun Mar 11, 2019 6:16 pm

Buonasera,
al liceo ho avuto due docenti con un taglio diametralmente opposto; vorrei proporvi un dibattito su quale dei due metodi ritenete più adeguato e cosa ne pensate in generale di questi due approcci e sulle conseguenze sulla didattica:

1. Docente di lettere: profonda cultura (tre lauree), lezioni faconde che spaziavano in molti campi del sapere, argomenti trattati in modo disomogeneo (autori molto sintetizzati e altri molto approfonditi).
2. Docente di pedagogia: approccio schematico ed essenziale, lezioni organiche e focalizzate su pochi semplici concetti, ripetuti spesso.

Entrambe sapevano mantenere la disciplina; nel primo caso il manuale era fondamentale per poter sopravvivere, nel secondo caso era quasi intonso (ma in entrambi i casi nessuno si sognava di poter superare le interrogazioni proponendo una supercazzola, essendo esigenti nello stesso modo).

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Messaggio Da chicca70 Lun Mar 11, 2019 7:44 pm

Le lezioni dell'insegnante modello 1 sono certamente più avvincenti ed affascinanti ma, temo, poco incisive. È più difficile prendere appunti, il filo del discorso si dimentica rapidamente.
Non sono in grado di valutare la seconda modalità perché è la mia, credo più per carattere che per scelta didattica.

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Messaggio Da elirpe Lun Mar 11, 2019 8:46 pm

chicca70 ha scritto:Le lezioni dell'insegnante modello 1 sono certamente più avvincenti ed affascinanti ma, temo, poco incisive. È più difficile prendere appunti, il filo del discorso si dimentica rapidamente.
Non sono in grado di valutare la seconda modalità  perché è la mia, credo più per carattere che per scelta didattica.

In effetti per la classe era così; restava poco se non l'impressione che faceva la cultura di questa persona...

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Messaggio Da franco71 Lun Mar 11, 2019 9:39 pm

elirpe ha scritto:...

1. Docente di lettere: profonda cultura (tre lauree), lezioni faconde che spaziavano in molti campi del sapere, argomenti trattati in modo disomogeneo (autori molto sintetizzati e altri molto approfonditi).
2. Docente di pedagogia: approccio schematico ed essenziale, lezioni organiche e focalizzate su pochi semplici concetti, ripetuti spesso.

...
Perchè non anche una modalità ibrida?
La verità sta nel mezzo:)

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Messaggio Da Cozza Lun Mar 11, 2019 10:13 pm

Bene averli entrambi nello stesso CDC...
Forse più son grandi gli alunni e più apprezzeranno il modello 1.
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Messaggio Da sempreconfusa1 Mar Mar 12, 2019 12:31 am

L'osservazione di tellina, riguardo al modello 1, penso sia azzeccata...molto dell'apprezzamento, in quel caso, dipende dall'utenza... (trattandosi di liceo, l'età la si conosce, però c'è anche un discorso di maturità intellettuale che varia da individuo a individuo, anche a parità di età).
Nel primo caso, certamente l'attenzione degli alunni è più alta e dunque anche la conseguente motivazione all'apprendimento, perché la lezione diventa piacevole in sé (sempre che quello spaziare non sia sinonimo di confusione).
Affinché risulti proficua anche da un punto di vista didattico, secondo me, è necessario  che gli studenti abbiano appreso anche una sufficiente abilità di sintesi, tale da permettere loro di mantenere le informazioni più importanti e lasciare per il piacere personale di conoscenza quelle che non lo sono...
Approfondire alcuni temi e altri meno, però,  credo dipenda anche dalla disciplina (da quanto ampio è il programma e da quanto tempo si abbia a disposizione per poterlo svolgere; a volte anche da scelte personali dello stesso docente), non penso sia soltanto imputabile a un modello piuttosto che a un altro. Succede spesso.

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Messaggio Da chicca70 Mar Mar 12, 2019 7:03 am

Secondo me la questione non consiste nell'apprezzamento o meno degli studenti ma nell'efficacia in termini di apprendimento. Ho avuto docenti universitari del tipo 1, meravigliosi da ascoltare, ma che, alla fin fine, lasciavano ben poco perché, tra una divagazione e l'altra, si perdeva il filo del discorso. Secondo me bisogna sempre ricordare che un docente, di qualsiasi grado, deve fare lezione per gli studenti e non per se stesso. E gli studenti, a scuola come all'università, sono lì per imparare, non per ascoltare una bella conferenza. Questo comporta come principale dovere la chiarezza.

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Messaggio Da Ospite Mar Mar 12, 2019 12:40 pm

In medio stat virtus.

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Messaggio Da lucetta10 Mar Mar 12, 2019 1:24 pm

chicca70 ha scritto:Secondo me la questione non consiste nell'apprezzamento o meno degli studenti ma nell'efficacia in termini di apprendimento. Ho avuto docenti universitari del tipo 1, meravigliosi da ascoltare, ma che, alla fin fine, lasciavano ben poco perché, tra una divagazione e l'altra, si perdeva il filo del discorso. Secondo me bisogna sempre ricordare che un docente, di qualsiasi grado, deve fare lezione per gli studenti e non per se stesso. E gli studenti, a scuola come all'università, sono lì per imparare, non per ascoltare una bella conferenza. Questo comporta come principale dovere la chiarezza.

...però vuoi mettere ogni tanto una bella conferenza?
Non mi convince la maggiore utilità di una spiegazione schematica, essenziale e ripetuta, non se parliamo di materie umanistiche, per cui la divagazione assume un ben altro significato rispetto a una lezione di algebra o di grammatica. Restituire ai ragazzi la dimensione della non settorialità del sapere umanistico e delle possibili strade che si possono aprire leggendo Dante piuttosto che Penna, mi pare un elemento indispensabile, evitare "divagazioni" sulla filosofia o la storia dell'arte per essere focalizzati e organici mi sembra una rinuncia non sempre condivisibile.
Il copione della rapida trafila vita-opere-parafrasi-analisi retorica mi convince molto poco e mi convince poco l'assunto secondo il quale trasmetta maggiori conoscenze.
Parlo ovviamente per grana grossa ma trovo invece che per alcune discipline (aggiungo alla letteratura anche la storia per cui sono indispensabili incursioni nella geografia, l'economia, il diritto...), la lezione schematica si presti inevitabilmente alla banalizzazione, e assecondi una tendenza che tra l'altro i ragazzi già hanno, quello a semplificare e catalogare. Tra l'altro i manuali degli ultimi anni tracimano di sintesi, regesti, schemi e mappe, siamo sicuri che ai ragazzi serva altro schematismo?
Fatto chiaro che non si parla di affastellamenti incoerenti e tracotanti ostentazioni di cultura, si può essere chiari anche aprendo incisi e dominando suggestioni diverse che i ragazzi possono cogliere o meno, perfino accennare e lasciar cadere nella speranza che qualcuno raccolga. Quando si è ampi si dà qualcosa a tutti: l'essenziale a chi non vuole/può andare oltre e che in più è stimolato a seguire la linea principale del discorso (che certo, il bravo insegnante e il bravo retore recupera spesso in corso d'opera, magari fissando alla lavagna i passaggi indispensabili, mentre si spiega); la possibilità di approfondire a chi vorrebbe andare oltre il manuale

lucetta10

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Messaggio Da idro Gio Mar 14, 2019 6:28 pm

beh....diciamo che il modello 1 non potrebbe comportarsi come il modello 2 e viceversa. Esistono degli stili di insegnamento che possono essere più o meno efficaci in alcune situazioni. D'accordo sul fatto che la soluzione migliore sia il docente che riesce ad alternarsi tra modello 1,2 e magari un terzo modello, ma i docenti flessibili sono sempre meno. Comunque, due discipline importanti come lettere e pedagogia (immagino in un istituto magistrale o in un liceo scienze umane) con due docenti preparati con due impronte diverse......beh sei stato molto fortunato!

idro

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