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qualche precisazione sulla valutazione dopo il dlgs 62/17

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Messaggio Da herman il lattoniere Dom Mar 24, 2019 8:51 pm

1) il voto di consiglio esiste ancora e, ora come prima, serve a tutelare il singolo insegnante condividendo la responsabilità delle valutazioni da lui proposte conl'intero consiglio di classe
2) Anche se il voto di consiglio non ha la stessa necessità drammatica di prima del dlgs 62, quando anche una sola insufficienza formalizzata poteva portare alla non ammissione, anche oggi il consiglio di classe può decidere di modificare il voto proposto dal singolo insegnante, per vari motivi
3) nessun docente può pensare che i propri voti proposti siano sacri e intoccabili, anzi in un auspicabile spirito di collaborazione possono essere modificati, ove necessario
4) la caduta del requisito della sufficienza in tutte le materie per l'ammissione alla classe successiva permette al consiglio di classe di esprimere meglio di prima i reali risultati dell'alunno nelle varie discipline
5) il consiglio di classe continua a poter decidere motivatamente ammissione o non ammissione, anche in presenza di tutti i criteri stabiliti dal collegio e anche in contrasto con essi. Quindi il consiglio di classe, unico organo sovrano in merito, può decidere di ammettere un alunno alla classe successiva malgrado non raggiunga i requisiti minimi fissati dal collegio, anche modificando i voti di alcune discipline, oppure al contrario di non ammetterlo, adottando all'uopo anche delle valutazioni più rigorose (ad esempio i 5,5 possono diventare a seconda delle necessità 5 o 6)
In definitiva la nuova normativa, almeno nell'interpretazione letterale, non scalfisce la centralità degli organi collegiali nella valutazione e nella didattica.

herman il lattoniere

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Messaggio Da lucetta10 Dom Mar 24, 2019 11:21 pm

Tutto giusto. Ma la questione importante sta al punto 2 e 4 visto che, come spiega correttamente herman, il voto di consiglio segue una logica ben diversa da quella della vulgata e del suo uso distorto.
Veramente il dl 62 ha fatto cadere la drammatica necessità di modificare la valutazione con voto di consiglio e restituisce all'alunno prima ancora che al consiglio di classe, una valutazione più fedele del proprio percorso didattico, interesse condiviso dalla maggioranza dei docenti, checché se ne dica e al di là della coloritura grottesca o tragicomica che si dà degli scrutini.
Perché la valutazione sia serena è indispensabile che la finalità unica sia quella di valutare correttamente, senza il ricatto di una bocciatura per l'unica insufficienza (che nel vecchio sistema e dove la norma ancora rimane nasce già morta, perfino nel giudizio di chi la propone) e senza l'assillo di contare i punticini dei crediti.
Concordo con herman anche nella lettura "meno astiosa" che dà del voto di consiglio, ormai ingiustamente confuso con l'uso distorto che se ne è fatto.
Non trovo nessun vantaggio nel continuare a proporre una narrazione dello scrutinio che vede da una parte i duri e puri disposti a bocciare l'alunno col solo 5 pur di mantenere la schiena dritta (... che poi vorrei tanto vedere senza il paracadute del voto di consiglio se rimarrebbero dello stesso avviso...), dall'altra gli uomini molli e pavidi tremebondi di fronte al ds cerbero.
Nessuno nega che i ds spingano per le promozioni (e anche lì a causa di un perverso meccanismo di interessi incrociati), ma questa dovrebbe essere una ragione in più per guardare con favore a un sistema che permette di assegnare insufficienze in pagella scongiurando la bocciatura.
Se poi vogliamo insistere sul colore e fondare le nostre argomentazioni sulla presunta indole dei docenti (mai quelli di matematica! Dio non voglia!) e dei dirigenti, abbiamo veramente una scarsa considerazione del nostro lavoro e della nostra professionalità. Ribadisco quello he ho detto mille volte: la battaglia per la bocciatura è assolutamente di retroguardia e ormai non si vince, i massimalismi che insistono per il tutto o niente sono dei vanesi cui piace gongolarsi all'idea che la loro figura si stagli su quella dei colleghi cagasotto... tanto chiedere la bocciatura quando si sa che non passerà mai non costa niente!
Le bocciature non aumenteranno, non illudetevi, e non perché non la vogliono i poteri forti, ma perché non la vogliono i docenti: perché mai si dovrebbe invertire un andamento ormai di decenni? Giusto allora, ragionando sui dati e non sui massimalismi, che si punti a ottenere per tutti la possibilità di lasciare le insufficienze in pagella.
Se pure rimane il voto di consiglio non si può seriamente dire che sarà la stessa cosa!
Questo potrebbe invece voler dire che alla lunga nasceranno titoli di serie A e titoli di serie B, ovviamente con diverse opportunità per chi li consegue...hai visto mai che agli alunni venga più voglia di studiare così che non con la minaccia di una bocciatura che alla fine dei conti non comprometterà il valore del titolo di studi visto che il pluriripetente esce col pezzo di carta pari a quello dell'alunno sempre sulla sufficienza?

Vi assicuro che sono uscita dagli scrutini dello scorso anno con molti meno travasi di bile: la mia proposta di bocciatura è stata respinta ma abbiamo mandato avanti un alunno con carenze in 4 materie, fino all'anno prima lo stesso alunno avrebbe avuto in quelle materie 6. Quando il consiglio lavora bene nessuno ha voglia di falsificare le carte e non vedo realistico che ci si affanni per correggere le insufficienze di un alunno promosso a maggioranza.

Il problema del dl 62 sta nella velata minaccia dell'art. 6 capo II, quella che suggerisce il ricorso:"Nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle  alunne e degli alunni indichino carenze  nell'acquisizione  dei  livelli  di apprendimento in una o  piu'  discipline,  l'istituzione  scolastica, nell'ambito dell'autonomia   didattica   e   organizzativa,   attiva specifiche  strategie   per   il   miglioramento   dei   livelli   di apprendimento", ovvero un assillo continuo sul recupero, che va documentato e certificato continuamente


Ultima modifica di lucetta10 il Dom Mar 24, 2019 11:45 pm - modificato 1 volta.

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Messaggio Da frankenstin Lun Mar 25, 2019 1:15 am

Totalmente d'accordo con lucetta.

I nostri eroi dalla schiena dritta (sempre in minoranza, a sentir loro) non hanno mai partecipato a cdc nei quali il voto di consiglio è stato utile?
Bel modo di pretendere rispetto della propria professionalità gettando fango su quella del resto dei colleghi. Non è da persone serie, secondo me.

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Messaggio Da herman il lattoniere Lun Mar 25, 2019 5:34 am

lucetta10 ha scritto:
Il problema del dl 62 sta nella velata minaccia dell'art. 6 capo II, quella che suggerisce il ricorso:"Nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle  alunne e degli alunni indichino carenze  nell'acquisizione  dei  livelli  di apprendimento in una o  piu'  discipline,  l'istituzione  scolastica, nell'ambito dell'autonomia   didattica   e   organizzativa,   attiva specifiche  strategie   per   il   miglioramento   dei   livelli   di apprendimento", ovvero un assillo continuo sul recupero, che va documentato e certificato continuamente

E' sicuramente questo il problema maggiore, almeno per la scuola media. Soprattutto perché non specifica fino a che punto ci si deve spingere con le strategie di recupero senza incorrere nella possibilità di ricorsi; e non chiarisce cosa succede quando il ciuccio non vuol bere, ergo l'alunno non compie la propria parte malgrado le strategie adottate.

herman il lattoniere

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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Mar 25, 2019 6:40 am

lucetta10 ha scritto:Concordo con herman anche nella lettura "meno astiosa" che dà del voto di consiglio, ormai ingiustamente confuso con l'uso distorto che se ne è fatto.

Solo un commento su questo: se è diventato tanto comune "confondere" il voto di consiglio con l'uso distorto che se ne fa, non è per fissazione ideologica pretestuosa, ma è semplicemente perché, nella realtà, si constata che quell'uso distorto è diventato la norma, e praticamente si vede solo quello.

Di fatto, uno strumento che (come è stato ben sottolineato qui sopra) avrebbe dovuto essere riservato a rarissimi casi anomali (quello dell'accanimento personale di un singolo insegnante squilibrato, o quello del ragazzo cronicamente e irrecuperabilmente negato per una sola disciplina, che anche se si mette a studiarla con tutte le sue forze proprio non ce la fa, mentre ha situazioni accettabili in tutte le altre) è diventato uno strumento che si usa di routine, in situazioni per nulla "eccezionali" ma ordinarissime, ed è inevitabile che diventi in tal modo uno strumento di svuotamento e di delegittimazione dell'operato dei colleghi. E non si parla di colleghi squilibrati, incapaci o dal giudizio inaffidabile, ma di colleghi normalissimi, il cui giudizio espresso in un contesto professionale dovrebbe essere quanto meno rispettato.

Se il voto di consiglio serve a mandare avanti, da un anno all'altro, studenti con tre o quattro materie insufficienti e con lacune gravissime sistematicamente cumulate nel tempo, solo perché i docenti che dicono "ma con me va bene" sono di più, beh, allora mi viene il dubbio che ci sia davvero una seria contraddizione a monte. Se si deve votare solo in base al numero, allora la discussione in consiglio di classe a che serve? Basterebbe inserire i voti separatamente e lasciar fare tutto a un agoritmo informatico, no?

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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Mar 25, 2019 6:46 am

Ah, aggiungo: per quanto riguarda la promozione con alcune materie insufficienti che però rimangono in chiaro invece di essere trasformate in 6 fasulli, ho sempre detto che sono favorevole, ma si ammetterà che alle superiori introdurrebbe dei problemi (sia di principio che di realizzazione pratica) diversi da quelli delle medie, visto che dovrebbe in qualche modo essere salvaguardata la differenza tra materie fondamentali di indirizzo e materie più generali. Che senso ha rilasciare un diploma di liceo scientifico in cui spiccano le sfilze di 4 e di 5 in matematica e in fisica, sistematicamente ripetute per tutti gli anni? E peggio ancora, un diploma di un istituto tecnico con insufficienze gravi e ripetute proprio nelle materie fondamentali professionalizzanti, ma magari "compensate" da voti buoni in italiano e in storia?

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Messaggio Da lucetta10 Lun Mar 25, 2019 7:11 am

Lasciare le insufficienze in pagella e svincolare la valutazione dal sistema dei crediti permette proprio di tornare a usare correttamente il voto di consiglio, non capisco la puntualizzazione e mi pare che si discuta di una possibile soluzione, non vedo utilità nel continuare a sottolineare che la situazione così com'è non funziona, perché siamo tutti d'accordo.
Riguardo alla valutazione negativa delle discipline di indirizzo, il senso mi pare chiaro e conferma piuttosto che smentire: la sfilza di 5 solo in matematica difficilmente ora porta a bocciatura, non si può fare finta che questo dato non esista. Che senso ha un diploma di liceo scientifico con 4 in matematica? Forse cominceranno a chiederselo anche gli studenti! Meglio concedere un diploma di liceo scientifico di fatto reso inutile (ma chiaramente) dal non raggiungimento degli obiettivi proprio nella materia di indirizzo, un diploma in cui non si andrà più a guardare solo il voto finale ma anche le valutazioni intermedie.
Altrimenti continuiamo a discutere inutilmente del voto del collega e di quanto è scorretto lui e seri e professionali noi, suppongo che ognuno, di sé, sostenga la stessa cosa.
Chi insiste sulla sola bocciatura camuffa da severità una grande sanatoria, non è un caso che parliamo della riforma Gelmini

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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Mar 25, 2019 8:34 am

lucetta10 ha scritto: Ribadisco quello he ho detto mille volte: la battaglia per la bocciatura è assolutamente di retroguardia e ormai non si vince,

Le bocciature non aumenteranno, non illudetevi, e non perché non la vogliono i poteri forti, ma perché non la vogliono i docenti: perché mai si dovrebbe invertire un andamento ormai di decenni?

A prescindere dalle polemiche, è almeno possibile fare una riflessione sul perché si sia evoluto proprio questo andamento e perché tanti docenti l'abbiano profondamente interiorizzato? A me sembra che l'osservazione sia vera, ma la curiosità antropologica su come ci si sia arrivati rimane.

Voglio dire, PERCHE' ha preso piede una mentalità diffusa secondo cui la bocciatura è il Male Assoluto? Io personalmente non vedo motivazioni forti dietro questa tendenza, devo limitarmi a prendere atto che la bocciatura "non va più di moda", e appunto mi chiedo come sia andata la storia, nel giro di pochi anni. Per la paura dei ricorsi? Per il terrore di deludere e di contrariare l'utenza? Per genuina convinzione che si faccia del bene ai ragazzi promuovendoli anche se non hanno imparato nulla e certificando competenze false? Per il bisogno ansioso di sentirsi buoni ed empatici? Per imitazione di sistemi scolastici esteri con struttura completamente diversa? Perché si pensa veramente che la bocciatura sia una tragedia irreparabile che distrugge la vita di un giovane (ma questo può diventarlo proprio perché siamo noi a metterci sopra uno smodato carico psicologico che non dovrebbe avere...)? Perché "ce lo chiede l'Europa"? Perché si è finito col condividere la convinzione consumistica e modaiola che la scuola debba servire solo a far stare i ragazzi a loro agio, piuttosto che istruirli?

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Messaggio Da Scuola70 Lun Mar 25, 2019 11:11 am

E' giusto non bocciare, ma mettere tutti i ragazzi in classe di livello tramite previa misurazione, all'inizio di un ciclo, del QI: i plusdotati, se ce ne sono, andranno in classi di soli bravi così non manifesteranno noia e conseguenti problemi di comportamento, i medi in classi medie e tutti gli scarsi, i meno intelligenti, quelli con DSA grave o con handicap in classi adatte a loro, con programmazione minima e nessuna bocciatura. Bello, non vi pare? In questo modo nessuno sarà scontento, diminuiranno gli episodi di bullismo visto che gli alunni saranno a contatto con persone dalle caratteristiche simili, diminuirà molto la competitività all'interno della classe e i confronti tra bravi e meno bravi.

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Messaggio Da Scuola70 Lun Mar 25, 2019 2:29 pm

Del resto astronotus in questo forum siamo soltanto noi due a pensarla così o a dichiararlo apertamente, ma anche sono pochissimi ad abbracciare quest'idea nelle scuole, poiché l'inclusivismo è un'ideologia che pervade tutto il modo di pensare dei docenti, ed anche quando non sono d'accordo semplicemente si accodano per non passare per segregazionisti e razzisti dell'educazione. Invece l'inclusivismo produce appunto il fenomeno dei ragazzi più dotati che finiscono per annoiarsi ed allora assumono un atteggiamento anche oppositivo, ribelle, le diagnosi di ADHD o di DOP a volte (non sempre, ma a volte….) sono false e nascondono proprio un altro problema ben diverso, cioè la plusdotazione di ragazzi che non sono compresi nel loro potenziale, si annoiano in una scuola che non li stimola ed allora diventano ostili alle regole, all'ambiente in cui si sentono costretti a vivere.
Inoltre anche chi è meno dotato soffrirà in classe per il confronto con altri alunni che sono decisamente più bravi, si sentirà inferiore ed allora, in maniera sbagliata, cercherà di sentirsi "superiore" bullizzando i "secchioni" o sarà ancora più demotivato nello studio, perché percepirà di non poter mai arrivare al livello dei migliori a cui a volte l'insegnante lo paragona o comunque implicitamente lo confronta. Ecco i guasti a cui l'inclusione porta!

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Messaggio Da Ciope1981 Lun Mar 25, 2019 2:35 pm

Scuola70 ha scritto:Del resto astronotus in questo forum siamo soltanto noi due a pensarla così o a dichiararlo apertamente, ma anche sono pochissimi ad abbracciare quest'idea nelle scuole, poiché l'inclusivismo è un'ideologia che pervade tutto il modo di pensare dei docenti, ed anche quando non sono d'accordo semplicemente si accodano per non passare per segregazionisti e razzisti dell'educazione. Invece l'inclusivismo produce appunto il fenomeno dei ragazzi più dotati che finiscono per annoiarsi ed allora assumono un atteggiamento anche oppositivo, ribelle, le diagnosi di ADHD o di DOP a volte (non sempre, ma a volte….) sono false e nascondono proprio un altro problema ben diverso, cioè la plusdotazione di ragazzi che non sono compresi nel loro potenziale, si annoiano in una scuola che non li stimola ed allora diventano ostili alle regole, all'ambiente in cui si sentono costretti a vivere.
Inoltre anche chi è meno dotato soffrirà in classe per il confronto con altri alunni che sono decisamente più bravi, si sentirà inferiore ed allora, in maniera sbagliata, cercherà di sentirsi "superiore" bullizzando i "secchioni" o sarà ancora più demotivato nello studio, perché percepirà di non poter mai arrivare al livello dei migliori a cui a volte l'insegnante lo paragona o comunque implicitamente lo confronta. Ecco i guasti a cui l'inclusione porta!
Come decidi chi insegna nella classe A,nella B e nella C?
Ragazzo al limite tra A e B dove lo metti?
Scuola con unica sezione come fai?
Torniamo agli anni 60 della scuola classista?
La divisione quando la fai?
Primo anno di scuola dell'infanzia,primo anno della primaria o alla secondaria?

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Messaggio Da Scuola70 Lun Mar 25, 2019 2:44 pm

@Ciope: Rispondi senza tutte queste domande: quello che sostengo in quanto a principi è giusto o è sbagliato? Prova, invece a fare queste domande, a smontarlo dalle fondamenta se riesci, allora possiamo dialogare, altrimenti è solo un voler porre obiezioni per non accettare a priori un'opinione contraria alla tua. La divisione comunque secondo me andrebbe fatta al primo anno della secondaria e quanto alla domanda "Torniamo agli anni 60 della scuola classista?" è una domanda retorica, perché la tua risposta implicita e scontata è che è da reazionari ritornarci e non si deve assolutamente farlo. Ma del resto chi ci obbliga ad essere progressisti per forza? Si può essere anche conservatori e persino reazionari se si vuole e lo si ritiene giusto, fa parte della libertà di pensiero.

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Messaggio Da lucetta10 Lun Mar 25, 2019 2:47 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto: Ribadisco quello he ho detto mille volte: la battaglia per la bocciatura è assolutamente di retroguardia e ormai non si vince,

Le bocciature non aumenteranno, non illudetevi, e non perché non la vogliono i poteri forti, ma perché non la vogliono i docenti: perché mai si dovrebbe invertire un andamento ormai di decenni?

A prescindere dalle polemiche, è almeno possibile fare una riflessione sul perché si sia evoluto proprio questo andamento e perché tanti docenti l'abbiano profondamente interiorizzato? A me sembra che l'osservazione sia vera, ma la curiosità antropologica su come ci si sia arrivati rimane.

Voglio dire, PERCHE' ha preso piede una mentalità diffusa secondo cui la bocciatura è il Male Assoluto? Io personalmente non vedo motivazioni forti dietro questa tendenza, devo limitarmi a prendere atto che la bocciatura "non va più di moda", e appunto mi chiedo come sia andata la storia, nel giro di pochi anni. Per la paura dei ricorsi? Per il terrore di deludere e di contrariare l'utenza? Per genuina convinzione che si faccia del bene ai ragazzi promuovendoli anche se non hanno imparato nulla e certificando competenze false? Per il bisogno ansioso di sentirsi buoni ed empatici? Per imitazione di sistemi scolastici esteri con struttura completamente diversa? Perché si pensa veramente che la bocciatura sia una tragedia irreparabile che distrugge la vita di un giovane (ma questo può diventarlo proprio perché siamo noi a metterci sopra uno smodato carico psicologico che non dovrebbe avere...)? Perché "ce lo chiede l'Europa"? Perché si è finito col condividere la convinzione consumistica e modaiola che la scuola debba servire solo a far stare i ragazzi a loro agio, piuttosto che istruirli?

...un'ALTRA riflessione?
Il dibattito sulla valutazione è bloccato proprio da queste "riflessioni" sulla bocciatura! Almeno qui sul forum...
Francamente mi sono stufata di partecipare all'ennesima discussione su bocciatura si/bocciatura no! Se dopo averne discusso in mille thread ancora ti rimane questa curiosità antropologica, forse dovresti cominciare a rassegnarti al fatto che sei destinata a rimanere col dubbio. Forse allora si potrà discutere di altro, prospettare nuove soluzioni, ascoltare chi racconta di esperienze positive con sistemi diversi e ragionare su quelli senza l'obbligo di sospirare sul passato, che poi ancora non ho capito se sia mai esistito, ma che di sicuro è alle nostre spalle da talmente tanto tempo che dovremmo ormai aver elaborato il lutto, invece di incarognirci nell'accertamento delle cause della morte. 
Invece eccoci a dirottare anche questa ennesima discussione sull'usato sicuro, con strombazzare di forcaioli, rifiorire di temi noti spesso folcloristici. Bene, prendo atto ma, fatemi dire: che noia!
Dobbiamo dibattere sulla favolosa età dell'oro della normativa di non so nemmeno quale anno del signore (parliamo di bei decenni!), oppure guardiamo a quella dell'anno scorso e cerchiamo di capire?

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Messaggio Da lucetta10 Lun Mar 25, 2019 2:49 pm

Ciope1981 ha scritto:
Scuola70 ha scritto:Del resto astronotus in questo forum siamo soltanto noi due a pensarla così o a dichiararlo apertamente, ma anche sono pochissimi ad abbracciare quest'idea nelle scuole, poiché l'inclusivismo è un'ideologia che pervade tutto il modo di pensare dei docenti, ed anche quando non sono d'accordo semplicemente si accodano per non passare per segregazionisti e razzisti dell'educazione. Invece l'inclusivismo produce appunto il fenomeno dei ragazzi più dotati che finiscono per annoiarsi ed allora assumono un atteggiamento anche oppositivo, ribelle, le diagnosi di ADHD o di DOP a volte (non sempre, ma a volte….) sono false e nascondono proprio un altro problema ben diverso, cioè la plusdotazione di ragazzi che non sono compresi nel loro potenziale, si annoiano in una scuola che non li stimola ed allora diventano ostili alle regole, all'ambiente in cui si sentono costretti a vivere.
Inoltre anche chi è meno dotato soffrirà in classe per il confronto con altri alunni che sono decisamente più bravi, si sentirà inferiore ed allora, in maniera sbagliata, cercherà di sentirsi "superiore" bullizzando i "secchioni" o sarà ancora più demotivato nello studio, perché percepirà di non poter mai arrivare al livello dei migliori a cui a volte l'insegnante lo paragona o comunque implicitamente lo confronta. Ecco i guasti a cui l'inclusione porta!
Come decidi chi insegna nella classe A,nella B e nella C?
Ragazzo al limite tra A e B dove lo metti?
Scuola con unica sezione come fai?
Torniamo agli anni 60 della scuola classista?
La divisione quando la fai?
Primo anno di scuola dell'infanzia,primo anno della primaria o alla secondaria?

...ovvio che chi propone la simpatica soluzione sarà ben lieto di opzionare subito per la classe degli scarsi! La causa val bene il sacrificio del burn out

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Messaggio Da lucetta10 Lun Mar 25, 2019 3:03 pm

franco71 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:...
Questo potrebbe invece voler dire che alla lunga nasceranno titoli di serie A e titoli di serie B, ovviamente con diverse opportunità per chi li consegue... ...
Nei colloqui di lavoro o situazioni simili, sarebbe però necessario allegare anche le pagelle oltre a copia del titolo richiesto.

se il sistema cambia cambierà anche la valutazione dei titoli (penso anche all'accesso all'Università), d'altra parte stiamo sempre a certificare le competenze! Che si usino ste certificazioni!

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