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opzione di minoranza e obbligo di formazione

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Messaggio Da arrubiu Gio Set 05, 2019 5:28 pm

Nello specifico non so risponderti ma ti rimando a questo link dove ci sono un po' di info utili:
http://www.cobas-scuola.it/Notizie/Liberta-d-insegnamento-e-opzioni-di-minoranza
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Messaggio Da franco71 Gio Set 05, 2019 11:25 pm

Le ore di formazione obbligatoria che il collegio delibera e che rientrano nelle 40 ore di attività comunque vanno seguite non credo che si possa fare un piano alternativo. Se sono in orario di attività collegiali come si fa a giustificare l'assenza con un corso alternativo. Un corso obbligatorio sulla sicurezza poi come fai a sostuirlo? Con uno analogo on-line?

https://www.orizzontescuola.it/formazione-obbligatoria-docenti-anief-rientra-tra-le-40-ore-oltre-scatta-retribuzione-o-esonero

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Messaggio Da herman il lattoniere Ven Set 06, 2019 6:01 am

Personalmente sono contrario, per chiunque, all'obbligatorietà della formazione: anche il chirurgo che lavora con la vita e la morte dei pazienti dovrebbe aggiornarsi sulle ultime tecniche di intervento per interesse alla sua professione, non perché obbligato. L'aggiornamento professionale dovrebbe essere una necessità professionale, non un obbligo, in particolare nella scuola, in cui il lavoro si gioca su equilibri psicologici e relazionali molto delicati e predominanti.
L'obbligatorietà della formazione è stata introdotta dalla cosiddetta "buona scuola" e corrisponde all' atteggiamento culturale di criminalizzazione dell'insegnante che pervade la legge renziana. Personalmente, per migliorare il livello professionale degli insegnanti e in generale l'efficacia dell'istruzione pubblica, il primo obbiettivo dovrebbe essere quello di ri-motivare gli insegnanti, che otterrei agendo prima su altre leve:
1) sistema di reclutamento serio tramite concorso periodico, che riduca la necessità di ricorrere a supplenti talvolta improvvisati, spesso bravissimi ma a volte poco formati su alcuni aspetti della professione.
2) alleggerimento del carico lavorativo in generale, con la riduzione del numero di alunni per classe, e in particolare nell'ultima parte della carriera, tenendo conto che delle problematiche del burn-out e delle sue pesanti ripercussioni su lavoratori e alunni.
3) restituzione della dignità alla scuola, intesa come istituzione, e ai suoi docenti, che da diversi anni sono costretti a subire continue campagne denigratorie nei propri confronti
4) maggiori finanziamenti alla scuola per ridurre i noti problemi edilizi e di dotazione delle scuole, per favorire l'ampliamento dell'offerta formativa, per ridurre il gap tra scuole di serie A e scuole di serie C e tra nord e sud.
5) misure concrete per favorire il benessere organizzativo e relazionale, che in molte scuole rimane una chimera, e che influisce pesantemente sulla qualità dell'insegnamento (a partire da concorsi dirigenti che selezionino degli uomini delle istituzioni, e non dei manager improvvisati).
6) adeguamento stipendiale agli standard europei.

Tornando all'argomento specifico: io non credo affatto che un collegio docenti possa obbligare un proprio membro a svolgere determinati corsi di formazione anziché altri, né a fissare una soglia minima di ore di formazione. Per come interpreto io la legge al suo stato attuale (magari sbaglio, eh), il docente è obbligato soltanto a dimostrare che si è formato attraverso attestati di partecipazione a corsi certificati miur.

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Messaggio Da @melia Ven Set 06, 2019 9:43 am

Un po' di chiarezza? Ci sono ore di formazione obbligatorie anche prima della legge 107: sicurezza e privacy, che vanno inserite nel computo delle 40+40 ore funzionali. Poi, con la legge 107, alcuni collegi, più realisti del re, hanno fissato il numero di ore di aggiornamento e, eventualmente, anche i corsi. A queste ci si può opporre con l'opzione di minoranza, a meno che il ds non riesca a farle entrare nelle ore funzionali, cosa estremamente difficile.
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Messaggio Da balanzoneXXI Ven Set 06, 2019 10:13 am

herman il lattoniere ha scritto:Personalmente sono contrario, per chiunque, all'obbligatorietà della formazione: anche il chirurgo che lavora con la vita e la morte dei pazienti dovrebbe aggiornarsi sulle ultime tecniche di intervento per interesse alla sua professione, non perché obbligato. L'aggiornamento professionale dovrebbe essere una necessità professionale, non un obbligo, in particolare nella scuola, in cui il lavoro si gioca su equilibri psicologici e relazionali molto delicati e predominanti.
L'obbligatorietà della formazione è stata introdotta dalla cosiddetta "buona scuola" e corrisponde all' atteggiamento culturale di criminalizzazione dell'insegnante che pervade la legge renziana. Personalmente, per migliorare il livello professionale degli insegnanti e in generale l'efficacia dell'istruzione pubblica, il primo obbiettivo dovrebbe essere quello di ri-motivare gli insegnanti, che otterrei agendo prima su altre leve:
1) sistema di reclutamento serio tramite concorso periodico, che riduca la necessità di ricorrere a supplenti talvolta improvvisati, spesso bravissimi ma a volte poco formati su alcuni aspetti della professione.
2) alleggerimento del carico lavorativo in generale, con la riduzione del numero di alunni per classe, e in particolare nell'ultima parte della carriera, tenendo conto che delle problematiche del burn-out e delle sue pesanti ripercussioni su lavoratori e alunni.
3) restituzione della dignità alla scuola, intesa come istituzione, e ai suoi docenti, che da diversi anni sono costretti a subire continue campagne denigratorie nei propri confronti
4) maggiori finanziamenti alla scuola per ridurre i noti problemi edilizi e di dotazione delle scuole, per favorire l'ampliamento dell'offerta formativa, per ridurre il gap tra scuole di serie A e scuole di serie C e tra nord e sud.
5) misure concrete per favorire il benessere organizzativo e relazionale, che in molte scuole rimane una chimera, e che influisce pesantemente sulla qualità dell'insegnamento (a partire da concorsi dirigenti che selezionino degli uomini delle istituzioni, e non dei manager improvvisati).
6) adeguamento stipendiale agli standard europei.

Tornando all'argomento specifico: io non credo affatto che un collegio docenti possa obbligare un proprio membro a svolgere determinati corsi di formazione anziché altri, né a fissare una soglia minima di ore di formazione. Per come interpreto io la legge al suo stato attuale (magari sbaglio, eh), il docente è obbligato soltanto a dimostrare che si è formato attraverso attestati di partecipazione a corsi certificati miur.

Corsi certificati Miur che pero' sono a pagamento mentre quelli organizzati dalla scuola sono gratuiti.

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Messaggio Da lucetta10 Ven Set 06, 2019 10:54 am

balanzoneXXI ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:Personalmente sono contrario, per chiunque, all'obbligatorietà della formazione: anche il chirurgo che lavora con la vita e la morte dei pazienti dovrebbe aggiornarsi sulle ultime tecniche di intervento per interesse alla sua professione, non perché obbligato. L'aggiornamento professionale dovrebbe essere una necessità professionale, non un obbligo, in particolare nella scuola, in cui il lavoro si gioca su equilibri psicologici e relazionali molto delicati e predominanti.
L'obbligatorietà della formazione è stata introdotta dalla cosiddetta "buona scuola" e corrisponde all' atteggiamento culturale di criminalizzazione dell'insegnante che pervade la legge renziana. Personalmente, per migliorare il livello professionale degli insegnanti e in generale l'efficacia dell'istruzione pubblica, il primo obbiettivo dovrebbe essere quello di ri-motivare gli insegnanti, che otterrei agendo prima su altre leve:
1) sistema di reclutamento serio tramite concorso periodico, che riduca la necessità di ricorrere a supplenti talvolta improvvisati, spesso bravissimi ma a volte poco formati su alcuni aspetti della professione.
2) alleggerimento del carico lavorativo in generale, con la riduzione del numero di alunni per classe, e in particolare nell'ultima parte della carriera, tenendo conto che delle problematiche del burn-out e delle sue pesanti ripercussioni su lavoratori e alunni.
3) restituzione della dignità alla scuola, intesa come istituzione, e ai suoi docenti, che da diversi anni sono costretti a subire continue campagne denigratorie nei propri confronti
4) maggiori finanziamenti alla scuola per ridurre i noti problemi edilizi e di dotazione delle scuole, per favorire l'ampliamento dell'offerta formativa, per ridurre il gap tra scuole di serie A e scuole di serie C e tra nord e sud.
5) misure concrete per favorire il benessere organizzativo e relazionale, che in molte scuole rimane una chimera, e che influisce pesantemente sulla qualità dell'insegnamento (a partire da concorsi dirigenti che selezionino degli uomini delle istituzioni, e non dei manager improvvisati).
6) adeguamento stipendiale agli standard europei.

Tornando all'argomento specifico: io non credo affatto che un collegio docenti possa obbligare un proprio membro a svolgere determinati corsi di formazione anziché altri, né a fissare una soglia minima di ore di formazione. Per come interpreto io la legge al suo stato attuale (magari sbaglio, eh), il docente è obbligato soltanto a dimostrare che si è formato attraverso attestati di partecipazione a corsi certificati miur.

Corsi certificati Miur che pero' sono a pagamento mentre quelli organizzati dalla scuola sono gratuiti.

Se ne trovano anche gratuiti, e comunque la carta docente dovrebbe servire proprio a pagare questi corsi.
Per il resto, assolutamente d'accordo con herman sul collegio e le sue prerogative.

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Messaggio Da lucetta10 Ven Set 06, 2019 10:56 am

@melia ha scritto:Un po' di chiarezza? Ci sono ore di formazione obbligatorie anche prima della legge 107: sicurezza e privacy, che vanno inserite nel computo delle 40+40 ore funzionali. Poi, con la legge 107, alcuni collegi, più realisti del re, hanno fissato il numero di ore di aggiornamento e, eventualmente, anche i corsi. A queste ci si può opporre con l'opzione di minoranza, a meno che il ds non riesca a farle entrare nelle ore funzionali, cosa estremamente difficile.

Da me i corsi si fanno ma sono una proposta della scuola e non esiste alcun obbligo dei docenti a partecipare, anche perché sono rivolti all'ambito quindi a numero chiuso

lucetta10

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Messaggio Da @melia Ven Set 06, 2019 12:31 pm

Anche da me ci sono corsi proposti dall'ambito, ma anche corsi proposti dalla scuola. Per fortuna nessuno di questi è stato considerato "obbligatorio" dal Collegio. Di solito sono di tipo trasversale, alcuni con contributo, altri gratuiti. Io preferisco quelli di tipo disciplinare, l'università di Padova ne propone di molto interessanti e gratuiti nelle materie scientifiche.
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Messaggio Da franco71 Ven Set 06, 2019 2:40 pm

@melia ha scritto:Un po' di chiarezza? Ci sono ore di formazione obbligatorie anche prima della legge 107: sicurezza e privacy, che vanno inserite nel computo delle 40+40 ore funzionali. ...
Quindi se il collegio delibera un corso (eccetto sicurezza) all'interno delle 40+40 ore funzionali, può farlo, il docente può rifiutarsi?

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Messaggio Da franco71 Ven Set 06, 2019 3:54 pm

A questo proposito avevo trovato questo:
http://www.gildains.it/public/documenti/9247DOC-57.pdf

Quello che eccede le 40 ore va retribuito o al limite non lo si renda obbligatorio.

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Messaggio Da @melia Ven Set 06, 2019 5:44 pm

franco71 ha scritto:
Quello che eccede le 40 ore va retribuito o al limite non lo si renda obbligatorio.

E su questo non ci piove.

Però ci sono dei collegi, che ho chiamato più realisti del re, che hanno votato un numero di ore di aggiornamento obbligatorie in alcuni corsi promossi dalla scuola. Su questi si può far valere l'opzione di minoranza.
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