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Didattica a distanza diventa obbligatoria nel decreto

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Messaggio Da patty20 Gio 2 Apr 2020 - 18:37

Promemoria primo messaggio :

Possibile che nessuno dica nulla?

patty20

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Messaggio Da mac67 Mar 7 Apr 2020 - 21:32

[quote="paniscus_2.1"][quote="mac67"]La prima volta che hai avviato skype, o Zoom, o Meet, o Teams, non ti è comparsa la richiesta dell'applicazione a gestire microfono e webcam? Lo chiede perché senza funziona male, o peggio, o per niente.[/quote]

...e però quelli che rifiutano di usare meet, o zoom o roba del genere, PROPRIO per questi motivi (cioè, che non vogliono registrarsi a quelle piattaforme per scelta, perché non si sentono tutelati, e non perché non le sanno usare o non hanno voglia),

vengono sistematicamente accusati di essere "poco disponibili", "poco volenterosi" o "poco aggiornati"![/quote]

Credimi, capisco la situazione "privacy" e "big data" più della media. Però le opzioni sono 2:

1) Rifiuti per principio. Allora via tutto, Internet compreso; perché con la tua navigazione online ti fanno il profilo davanti, dietro, sopra, sotto e pure i raggi X, roba che in confronto i permessi "funzionali" richiesti dalle app fanno tenerezza; via pure i pagamenti con il bancomat e le carte di credito, online e in negozio.

2) trovi un compromesso. Chi usa Meet lo fa all'interno di GSuite, che è stato comprato dalla scuola; a Google di dati ne abbiamo già dati a tonnellate, anche ora che scriviamo qua.

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Messaggio Da fischietto Mar 7 Apr 2020 - 21:49

[quote="mac67"]

Credimi, capisco la situazione "privacy" e "big data" più della media. Però le opzioni sono 2:

1) Rifiuti per principio. Allora via tutto, Internet compreso; perché con la tua navigazione online ti fanno il profilo davanti, dietro, sopra, sotto e pure i raggi X, roba che in confronto i permessi "funzionali" richiesti dalle app fanno tenerezza; via pure i pagamenti con il bancomat e le carte di credito, online e in negozio.

2) trovi un compromesso. Chi usa Meet lo fa all'interno di GSuite, che è stato comprato dalla scuola; a Google di dati ne abbiamo già dati a tonnellate, anche ora che scriviamo qua.[/quote]

L'equazione Internet = Google è tutta da dimostrare, come il fatto che essere completamente tracciati sia inevitabile.
Uso decine di dispositivi e nessun account Google, da molti anni.

Ma non è questo il punto: il problema si pone quando una scuola non permette scelte.

fischietto

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mar 7 Apr 2020 - 22:10

Comunque, scusate, ma proprio non capisco l'argomentazione secondo cui "se già stai usando la piattaforma privata X, allora per coerenza dovresti essere disponibile ad accettare anche tutte le altre senza la minima obiezione, perché tanto sono tutte uguali".

Innanzi tutto, non è detto che siano tutte uguali. Ci sono sistemi che hanno già alle spalle decenni di lavoro in tutto il mondo, collaudatissimi, e con storie consolidate di scoperte di bachi tecnici, contestazioni, denunce, e conseguenti assunzioni di strategie corazzatissime per pararsi le spalle... e ci sono sistemi nati l'altro ieri in maniera improvvisata e selvaggia. NON sono tutti uguali.

E comunque, a prescindere da questo, non deve esistere più la libertà personale di scegliere volta per volta quale accettare e quale no? Oppure, quella di tenersi per praticità quelle che si avevano già, ma di NON VOLER aprire dei fronti nuovi, perché non si ha voglia di lavorare a tempo pieno, o quasi, sulla modalità di gestirle?

Il punto non è la libertà di usarle se si vuole... è la libertà di NON ESSERE OBBLIGATI, che è diverso.

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Messaggio Da fischietto Mar 7 Apr 2020 - 22:16

[quote="paniscus_2.1"]

Il punto non è la libertà di usarle se si vuole... è la libertà di NON ESSERE OBBLIGATI, che è diverso. [/quote]

Perfettamente d'accordo.

Aggiungo anche che su questo punto una scuola dovrebbe costituire un modello.

fischietto

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Messaggio Da uli17 Mar 7 Apr 2020 - 22:31

[quote="mattopris"]E infatti ci stanno pensando, cosa credi? Si parla di un taglio di 8000 posti all'organico per l'anno prossimo! La direzione giusta![/quote]

Appunto, proprio quello che intendevo. Progettualità! ;-)

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Messaggio Da serpina Mar 7 Apr 2020 - 22:34

Ma che non ci sia obbligo è già pacifico. Quello che tu Paniscus lamentavi diversi post fa è che chi si sottrae possa (ed è un tuo postulato) essere giudicato "poco volenteroso", "poco disponibile" o "poco aggiornato". Bene, date le tue argomentate e granitiche posizioni non ti resta che fare la pace con questa possibilità (quella cioè, postulata, di essere giudicata poco volenterosa ecc). Sei una persona solida e professionalmente inattaccabile, te ne farai una ragione.

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Messaggio Da mac67 Mar 7 Apr 2020 - 23:22

[quote="paniscus_2.1"]Comunque, scusate, ma proprio non capisco l'argomentazione secondo cui "se già stai usando la piattaforma privata X, allora per coerenza dovresti essere disponibile ad accettare anche tutte le altre senza la minima obiezione, perché tanto sono tutte uguali".
[/quote]

Non ho scritto questo, rileggi meglio.

Se uno usa per lavorare (e solo per quello) una piattaforma fornita dalla scuola, fornisce meno dati (molto meno) di quanto non ne fornisce in mezz'ora di Internet in qualsiasi forma.

Altra cosa è farne una questione di principio a priori, come sembri volere fare. Ma allora valgono le obiezioni di cui dicevo prima.

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Messaggio Da Procopio Mer 8 Apr 2020 - 9:00

[quote="paniscus_2.1"]Comunque, scusate, ma proprio non capisco l'argomentazione secondo cui "se già stai usando la piattaforma privata X, allora per coerenza dovresti essere disponibile ad accettare anche tutte le altre senza la minima obiezione, perché tanto sono tutte uguali".

Innanzi tutto, non è detto che siano tutte uguali. Ci sono sistemi che hanno già alle spalle decenni di lavoro in tutto il mondo, collaudatissimi, e con storie consolidate di scoperte di bachi tecnici, contestazioni, denunce, e conseguenti assunzioni di strategie corazzatissime per pararsi le spalle... e ci sono sistemi nati l'altro ieri in maniera improvvisata e selvaggia. NON sono tutti uguali.

E comunque, a prescindere da questo, non deve esistere più la libertà personale di scegliere volta per volta quale accettare e quale no? Oppure, quella di tenersi per praticità quelle che si avevano già, ma di NON VOLER aprire dei fronti nuovi, perché non si ha voglia di lavorare a tempo pieno, o quasi, sulla modalità di gestirle?

Il punto non è la libertà di usarle se si vuole... è la libertà di NON ESSERE OBBLIGATI, che è diverso. [/quote]

Quoto e straquoto: sembra che si sia rimasti in pochi a difendere le proprie idee, con tutti pronti ad aderire alle "chiacchiere" della Ministra e a dare la croce addosso a chi non si allinea. Non esiste la storia che uno sia obbligato ad usare una piattaforma al posto di un'altra per la stessa comprensibilissima ragione che se qualcuno fa un investimento ed acquista un software (io ho comparto un software professionale pagandolo parecchio) poi ci vogliono anni per impadronirsi delle necessarie competenze e padroneggiare il software che si è acquistato. Fatevelo dire da chi non usa What..ma usa ben altri programmi e ci ha sbattuto e continua a sbatterci il grugno!

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Messaggio Da Procopio Mer 8 Apr 2020 - 9:02

A testimonianza del "modus" con cui la Ministra tratta la questione, arriva puntuale il resoconto della riunione tenuta con le Regioni: https://www.orizzontescuola.it/e-scontro-tra-ministro-e-regioni-sul-decreto-scuola/
A parte la "folle" proposta riferita nell'articolo ("...Donazzan (assessore del Veneto), la quale ha auspicato il rientro a scuola o un recupero delle lezioni fino a fine giugno") pare che la nostra "capa" abbia interrotto bruscamente l'incontro! Meditate gente, meditate.

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Messaggio Da arrubiu Mer 8 Apr 2020 - 9:45

Alcune considerazioni:)

1. Questione privacy
La questione della privacy non riguarda (solo) la "mia" persona. Ovvio che gli alunni ci vedevano ogni giorno in classe. Ma riguarda invece la mia casa, con tutto quello che può succedere dentro.
E poi c'è un'altra questione: in classe ci sono docenti e studenti, basta.
Se provate a leggere le policy di Google Suite (ad esempio) scoprite che Google usa TUTTO quello che noi facciamo nella piattaforma (noi e gli studenti, ovviamente), tutti i nostri dati, i nostri file per profilarci, per fare analisi di mercato, per alimentare i loro sistemi di machine learning e qualsiasi altra cosa si possa fare con i dati. Non è una cosa di secondo conto.

Sempre sulla privacy c'è un'altra questione, un po' diversa.
Se un docente decide di usare strumenti propri per la dad, legittimo, dovrebbe prendere alcuni provvedimenti, sempre per la privacy. Io ad esempio ho usato fino ad ora il mio indirizzo di posta elettronica (che per ora è @gmail.com), quindi Google associa tutto quello che faccio personalmente con le mie attività lavorative. Meglio sarebbe avere un indirizzio tipo prof.arrubiu@gmail.com da usare solo per questioni di lavoro. E lo stesso vale per gli alunni: nella mia scuola gli alunni partecipano alle classi virtuali col loro indirizzo di posta personale.
Ma il punto non è solo questo: quando la scuola fa un accordo per un servizio (che sia argo, spaggiari, google microsoft o altro) firma anche accordi relativi alla privacy, le policy, etc.
Se quindi si utilizzano gli strumenti messi a disposizione dalla scuola si ha una specie di "ombrello protettivo" che non abbiamo se utilizziamo strumenti nostri.
Infatti a mio avviso sarebbe cosa molto positiva se il ministero decidesse di creare un sistemo di registro elettronico pubblico, gestito dal ministero stesso, da fare utilizzare alle scuole. E così tanti altri strumenti. Sono tanti gli elementi in ballo, non tutti di semplice gestione.


2. Questione "piattaforme" (o strumenti, in genere)
La non-obbligatorietà dell'uso della piattaforma X o Y credo debba essere uno dei paletti che dobbiamo tenere ben fermi nei prossimi tempi.
La libertà di insegnamento è sacrosanta e non dobbiamo permette che ci venga imposto lo strumento da usare.
Ogni singola scuola fa bene, a mio avviso, ad adoperarsi per mettere a disposizione alcuni strumenti, perché i docenti potrebbero non conoscerli o non avere gli strumenti per gestirli. Ma poi sta a noi scegliere quello che riteniamo più opportuno, in funzione di tanti parametri: ordine di scuola, materia, situazione familiare (sia nostra che degli alunni), eventuali difficoltà economiche/sociali nell'uso dei dispositivi, eventuale sovraccarico tra colleghi del consiglio di classe, etc.

3. Esistono strumenti liberi?
Questo è l'aspetto che forse mi interessa di più, perché da sempre mi occupo di "politica informatica" e di software libero.
Tutte le "piattaforme" che stiamo usando sono proprietarie, nel senso che appartengono ad aziende, più o meno grosse, e nel senso che non sappiamo "sotto il cofano" quello che fanno (vedi la polemica circa il fatto che Zoom mandava i dati a Facebook, o Google o chi no ricordo).
Se e quando vogliamo fare didattica a distanza possiamo anche scegliere di usare strumenti che siano invece liberi (in inglese "free", che non indica solo gratuiti, quindi).
Esistono alternative libere per i Google Docs? Sì, esistono. E per Google Meet/Zoom? Sì. E per Google Drive, Dropbox e simili? Sì. E così tante altre cose. Questo sarebbe un bel thread da aprire nel forum:)
Sto invece cercando, ma non ho ancora trovato, sistemi liberi che gestiscano "classi virtuali" (a parte Moodle, che non amo particolarmente)
Questa è una grande possibilità di mettere (di nuovo?) al centro della discussione il problema del software libero nella pubblica amministrazione.
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Messaggio Da lucetta10 Mer 8 Apr 2020 - 10:12

[quote="arrubiu"]
2. Questione "piattaforme" (o strumenti, in genere)
La non-obbligatorietà dell'uso della piattaforma X o Y credo debba essere uno dei paletti che dobbiamo tenere ben fermi nei prossimi tempi.
La libertà di insegnamento è sacrosanta e non dobbiamo permette che ci venga imposto lo strumento da usare.
Ogni singola scuola fa bene, a mio avviso, ad adoperarsi per mettere a disposizione alcuni strumenti, perché i docenti potrebbero non conoscerli o non avere gli strumenti per gestirli. Ma poi sta a noi scegliere quello che riteniamo più opportuno, in funzione di tanti parametri: ordine di scuola, materia, situazione familiare (sia nostra che degli alunni), eventuali difficoltà economiche/sociali nell'uso dei dispositivi, eventuale sovraccarico tra colleghi del consiglio di classe, etc.
[/quote]

Questa mi pare una questione centrale.
Nella mia scuola abbiamo assistito a una vibrata protesta sindacale contro l'attivazione di una piattaforma centralizzata, proprio in nome della libertà di insegnamento (questo povero principio vittima spesso degli imbecilli!).
L'effetto è stato che ognuno si regola autonomamente, con una inevitabile differenza nell'offerta didattica ai ragazzi tra classe e classe. Capisco benissimo il tema della libertà di insegnamento, perfino in questo contesto estremo, ma dovremmo tener presente anche quello di un minimo di garanzia del diritto all'istruzione dei ragazzi, che rimane inevitabilmente compromesso dalle capacità informatiche dei singoli docenti se li si lascia del tutto "liberi".
La libertà di insegnamento può compromettere lo standard minimo di istruzione?

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Messaggio Da Procopio Mer 8 Apr 2020 - 10:15

[quote="arrubiu"]Alcune considerazioni:)

1. Questione privacy

2. Questione "piattaforme" (o strumenti, in genere)

3. Esistono strumenti liberi?
[/quote]

Tutte tematiche pienamente condivisibili e domande che richiedono una risposta, non solo da parte nostra (che ci stiamo scavicollando con i NOSTRI MEZZI per fare videolezioni e preparare il materiale per poterle attuare) ma principalmente e soprattutto da parte del Ministero e della Ministra, quando deciderà di farsi togliere il rossetto che si è tatuata sulle labbra : )

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Messaggio Da Procopio Mer 8 Apr 2020 - 10:23

[quote="lucetta10"][quote="arrubiu"]
2. Questione "piattaforme" (o strumenti, in genere)
La non-obbligatorietà dell'uso della piattaforma X o Y credo debba essere uno dei paletti che dobbiamo tenere ben fermi nei prossimi tempi.
La libertà di insegnamento è sacrosanta e non dobbiamo permette che ci venga imposto lo strumento da usare.
Ogni singola scuola fa bene, a mio avviso, ad adoperarsi per mettere a disposizione alcuni strumenti, perché i docenti potrebbero non conoscerli o non avere gli strumenti per gestirli. Ma poi sta a noi scegliere quello che riteniamo più opportuno, in funzione di tanti parametri: ordine di scuola, materia, situazione familiare (sia nostra che degli alunni), eventuali difficoltà economiche/sociali nell'uso dei dispositivi, eventuale sovraccarico tra colleghi del consiglio di classe, etc.
[/quote]

Questa mi pare una questione centrale.
Nella mia scuola abbiamo assistito a una vibrata protesta sindacale contro l'attivazione di una piattaforma centralizzata, proprio in nome della libertà di insegnamento (questo povero principio vittima spesso degli imbecilli!).
L'effetto è stato che ognuno si regola autonomamente, con una inevitabile differenza nell'offerta didattica ai ragazzi tra classe e classe. Capisco benissimo il tema della libertà di insegnamento, perfino in questo contesto estremo, ma dovremmo tener presente anche quello di un minimo di garanzia del diritto all'istruzione dei ragazzi, che rimane inevitabilmente compromesso dalle capacità informatiche dei singoli docenti se li si lascia del tutto "liberi".
La libertà di insegnamento può compromettere lo standard minimo di istruzione?  [/quote]

La verità vera è che molti docenti non sono "nativi digitali", come invece lo sono gli alunni e le nuove generazioni; pur tuttavia sono portatori "sani" di ottime capacità didattiche che per forza di cose verrebbero gettate alle ortiche per il semplice fatto che non sono capaci di riversare queste loro competenze attraverso Internet. Che facciamo? Li licenziamo? Oppure creiamo un sistema semplice ("user friendly") ma davvero efficace che recuperi questi bravi docenti? E chi deve crearlo, noi o il Ministero?

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Messaggio Da lucetta10 Mer 8 Apr 2020 - 10:40

[quote="Procopio"][quote="lucetta10"][quote="arrubiu"]
2. Questione "piattaforme" (o strumenti, in genere)
La non-obbligatorietà dell'uso della piattaforma X o Y credo debba essere uno dei paletti che dobbiamo tenere ben fermi nei prossimi tempi.
La libertà di insegnamento è sacrosanta e non dobbiamo permette che ci venga imposto lo strumento da usare.
Ogni singola scuola fa bene, a mio avviso, ad adoperarsi per mettere a disposizione alcuni strumenti, perché i docenti potrebbero non conoscerli o non avere gli strumenti per gestirli. Ma poi sta a noi scegliere quello che riteniamo più opportuno, in funzione di tanti parametri: ordine di scuola, materia, situazione familiare (sia nostra che degli alunni), eventuali difficoltà economiche/sociali nell'uso dei dispositivi, eventuale sovraccarico tra colleghi del consiglio di classe, etc.
[/quote]

Questa mi pare una questione centrale.
Nella mia scuola abbiamo assistito a una vibrata protesta sindacale contro l'attivazione di una piattaforma centralizzata, proprio in nome della libertà di insegnamento (questo povero principio vittima spesso degli imbecilli!).
L'effetto è stato che ognuno si regola autonomamente, con una inevitabile differenza nell'offerta didattica ai ragazzi tra classe e classe. Capisco benissimo il tema della libertà di insegnamento, perfino in questo contesto estremo, ma dovremmo tener presente anche quello di un minimo di garanzia del diritto all'istruzione dei ragazzi, che rimane inevitabilmente compromesso dalle capacità informatiche dei singoli docenti se li si lascia del tutto "liberi".
La libertà di insegnamento può compromettere lo standard minimo di istruzione?  [/quote]

La verità vera è che molti docenti non sono "nativi digitali", come invece lo sono gli alunni e le nuove generazioni; pur tuttavia sono portatori "sani" di ottime capacità didattiche che per forza di cose verrebbero gettate alle ortiche per il semplice fatto che non sono capaci di riversare queste loro competenze attraverso Internet. Che facciamo? Li licenziamo? Oppure creiamo un sistema semplice ("user friendly") ma davvero efficace che recuperi questi bravi docenti? E chi deve crearlo, noi o il Ministero?[/quote]

Mi pare evidente che un contesto come questo richieda competenze diverse da quelle didattiche, che diamo per scontato che ciascuno di noi abbia, per mestiere e non per gentile concessione.
Fatto salvo che nessuno sta licenziando e quindi ogni forma di vittimismo è fuori luogo, chiedo io a te: e allora? Che si fa per non "gettare alle ortiche" e salvaguardare la professionalità?
Visto che il ministero non ha creato, portiamo in processione il bravo docente come il santo del paese e lo facciamo esporre con gli altoparlanti nelle strade? Ci incaponiamo nell'attesa? Accettiamo che ciascuno faccia quel che riesce a fare senza standard minimi, confondendo i bravi docenti con quelli che non hanno voglia di fare (senza nasconderci che gli imboscati esistono anche quando siamo in classe)? Veramente le piattaforme in giro non sono user friendly? Servono alte competenze informatiche? A me pare che le stiano usando anche famiglie molto semplici, molto più semplici del bravo docente poco avvezzo al computer... Possibile che questa nostra professionalità non preveda una minima capacità di autoaggiornamento? Eppure ricordo lunghe discussioni contro la formazione obbligatoria che facevano leva proprio sulla capacità di autoformarsi dei docenti

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Messaggio Da mac67 Mer 8 Apr 2020 - 10:52

[quote="arrubiu"]Alcune considerazioni:)

1. Questione privacy
La questione della privacy non riguarda (solo) la "mia" persona. Ovvio che gli alunni ci vedevano ogni giorno in classe. Ma riguarda invece la mia casa, con tutto quello che può succedere dentro.
E poi c'è un'altra questione: in classe ci sono docenti e studenti, basta.
Se provate a leggere le policy di Google Suite (ad esempio) scoprite che Google usa TUTTO quello che noi facciamo nella piattaforma (noi e gli studenti, ovviamente), tutti i nostri dati, i nostri file per profilarci, per fare analisi di mercato, per alimentare i loro sistemi di machine learning e qualsiasi altra cosa si possa fare con i dati. Non è una cosa di secondo conto.

Sempre sulla privacy c'è un'altra questione, un po' diversa.
Se un docente decide di usare strumenti propri per la dad, legittimo, dovrebbe prendere alcuni provvedimenti, sempre per la privacy. Io ad esempio ho usato fino ad ora il mio indirizzo di posta elettronica (che per ora è @gmail.com), quindi Google associa tutto quello che faccio personalmente con le mie attività lavorative. Meglio sarebbe avere un indirizzio tipo prof.arrubiu@gmail.com da usare solo per questioni di lavoro. E lo stesso vale per gli alunni: nella mia scuola gli alunni partecipano alle classi virtuali col loro indirizzo di posta personale.
Ma il punto non è solo questo: quando la scuola fa un accordo per un servizio (che sia argo, spaggiari, google microsoft o altro) firma anche accordi relativi alla privacy, le policy, etc.
Se quindi si utilizzano gli strumenti messi a disposizione dalla scuola si ha una specie di "ombrello protettivo" che non abbiamo se utilizziamo strumenti nostri.
Infatti a mio avviso sarebbe cosa molto positiva se il ministero decidesse di creare un sistemo di registro elettronico pubblico, gestito dal ministero stesso, da fare utilizzare alle scuole. E così tanti altri strumenti. Sono tanti gli elementi in ballo, non tutti di semplice gestione.

...

Questa è una grande possibilità di mettere (di nuovo?) al centro della discussione il problema del software libero nella pubblica amministrazione.[/quote]

Perfettamente d'accordo. Purtroppo, sperare che l'amministrazione pubblica faccia da sé, in Italia, è un sogno irrealizzabile. Come abbiamo visto, non sono nemmeno in grado di gestire il sito dell'INPS.

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Messaggio Da Cozza Mer 8 Apr 2020 - 11:23

io sono tra quelli paranoici che non fanno videolezioni in diretta ma manco in differita con la propria faccia.
noncelafaccio. limite mio sicuramente. vengo da schifo in foto...figuriamoci in video.
ho lezioni già in rete da anni, solo con la mia voce...uso quelle e rispondo a mail, chat, messaggi mandati con il piccione viaggiatore ecc... è DAD anche questa e mi fa sentire più tutelata.
da che? sono paranoica...non esiste in rete una mia sola fotografia. chi mi assicura che qualcuno, fosse anche solo per scherzo o per ricordo, non faccia screenshot del video? chi mi assicura che non ci sarà nessuno pronto a registrare la mia lezione?
sono bravissima, ovviamente, come tutti noi. non abbiamo nulla da nascondere e non avrei problemi ad avere spettatori in classe durante le lezioni...mi farebbe pure piacere e spesso qualche collega si è davvero fermato ad assistere... ribadisco: nessun segreto. ma verba volant. posso fare la battuta che, in quel contesto va a rafforzare una spiegazione ma che decontestualizata potrebbe assumere ben altro significato.
io in video non ci vado. chiamatela privacy o paranoia...per me pari sono.

ma ...ed è un MA grande eh... sono anche mediamente contraria alla libertà di insegnamento. purtroppo si sa da sempre, ma in questa situazione i bubboni celati dal fondotinta sono apparsi  in tutta la loro...pustolosità: in qualche caso la libertà di insegnamento, ottima sulla carta, viene utilizzata con il solo scopo di fare il meno  possibile. pensa te...sono anche favorevole ai programmi ministeriali perché se il titolo di studio ha valore sull'intero territorio nazionale...è assurdo che si possa superare un esame di  terza media avendo magari fatto, in arte, solo disegno per tre anni mentre altri hanno anche studiato storia dell'arte (prendo ovviamente la mia materia come esempio diretto ma vi assicuro che il discorso è applicabile anche ad altre materie e ad altri contesti...)
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Messaggio Da mac67 Mer 8 Apr 2020 - 12:00

[quote="Cozza"]io sono tra quelli paranoici che non fanno videolezioni in diretta ma manco in differita con la propria faccia.
noncelafaccio. limite mio sicuramente. vengo da schifo in foto...figuriamoci in video.
[/quote]

Fare lezione online NON significa accendere la webcam.

Faccio lezione sincrona online da più di 1 mese e non ho mai acceso la webcam.

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Messaggio Da franco71 Mer 8 Apr 2020 - 13:01

[quote="arrubiu"]...

2. Questione "piattaforme" (o strumenti, in genere)
...
Ogni singola scuola fa bene, a mio avviso, ad adoperarsi per mettere a disposizione alcuni strumenti, perché i docenti potrebbero non conoscerli o non avere gli strumenti per gestirli. Ma poi sta a noi scegliere quello che riteniamo più opportuno, ...

3. Esistono strumenti liberi?
...
Sto invece cercando, ma non ho ancora trovato, sistemi liberi che gestiscano "classi virtuali" (a parte Moodle, che non amo particolarmente)
...[/quote]
Il tuo discorso è interessante però contradditorio. Se le scuole mettono a disposizione una piattaforma (e.g. Gsuite) immagino che paghino per il servizio e offrono "un ombrello protettivo" e poi il docente che fa? Ne sceglie un altra. I ragazzi, tutti nativi digitali, devono crearsi mille accounts e fare mille accessi a seconda del docente. Io credo che all'interno di una scuola ci voglia una linea comune, la libertà d'insegnamento non passa per la libertà di scelta della piattaforma ma dei contenuti.
Poi c'è moodle, che spopola nelle università, ma c'è a chi piace e a chi no, quindi siamo al punto di partenza.
Una considerazione, fuori dal quote. Le università stanno facendo queste lezioni a distanza ma non ho sentito di problemi di privacy o altro.

franco71

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Messaggio Da arrubiu Mer 8 Apr 2020 - 13:15

Una cosa è il consiglio che posso dare, altro è la libertà di scelta.
Utilizzare strumenti indipendenti (chiamiamo così quelli non messi a disposizione dalla scuola) demanda all'insegnante tutto quello che ne consegue. Come avere chat con whatsapp con minorenni (qualcuno ne ha già parlato, forse paniscus), condividere indirizzi email personali, etc.
Attualmente il registro elettronico è un tipico esempio di scelta imposta dall'alto ma ricade solo fino a un certo punto in questioni strettamente didattiche.
È un terreno molto scivoloso, non volevo dare soluzioni certe ma porre alcune questioni che, come hai notato, sono a volte contraddittorie se le si vuole spingere fino in fondo.
Il vero "collo di bottiglia" resta il fatto che io a casa posso avere un solo pc e magari siamo in 3 o 4 a dovere fare didattica a distanza (tra docenti e figli) o comunque a dovere lavorare da casa. E se spesso le aziende private danno i pc ai dipendenti (non sempre) nel pubblico credo accada meno.
E poi c'è la connessione internet. E poi c'è una casa in cui non c'è una stanza per persona.
Insomma, gli aspetti sono tanti, dobbiamo essere bravi ad evitare di generalizzare singoli eccezioni/situazioni e cercare di avere una visione d'insieme.
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Messaggio Da fischietto Mer 8 Apr 2020 - 14:25

[quote="arrubiu"]Una cosa è il consiglio che posso dare, altro è la libertà di scelta.
Utilizzare strumenti indipendenti (chiamiamo così quelli non messi a disposizione dalla scuola) demanda all'insegnante tutto quello che ne consegue. Come avere chat con whatsapp con minorenni (qualcuno ne ha già parlato, forse paniscus), condividere indirizzi email personali, etc.
[/quote]

Concordo, infatti un discorso serio sulla possibilità o meno di realizzare una didattica a distanza, forse sarebbe meglio chiamarla istruzione a distanza, non può sicuramente prescindere dal contesto, ben diverso, nei diversi ordini di scuola.
Si tende invece a fare discorsi generici, basati spesso sulla propria esperienza...

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Messaggio Da ofeliaf Mer 8 Apr 2020 - 14:42

Volevo condividere un' esperienza avuta stamane con una classe con cui ho fatto lezione su Meet. Ovviamente non dirò nulla di nuovo. Ma spero possa essere uno spunto di ulteriore riflessione per chi è ancora incerto su usare o meno questa tipologia di strumento.
Le lezioni avute finora, con tutte le problematiche del caso, erano state 'decenti' ... quest ultima invece ha portato a galla la completa, assoluta mancanza di senso di quello che stavo facendo.
Gli alunni non si vogliono far vede, oppure la web non va. Chi aggiustava dei motorini, Cho era a letto, chi mostrava pupazzi di peluche, chi è arrivato con 30 minuti di ritardo perché doveva mangiare. E sono quelli 'sinceri' ..perchè l'altra metà era oscurata e dunque teoricamente facevano ciò che volevano. Ne ho sbattuti fuori 2. So che succede anche di peggio. Ma considerato che non possiamo obbligarli ad apparire, e dunque non possiamo controllare nulla. Che senso ha tutto questo? solo una perdita di tempo. Sapevo queste cose anche prima..ma vi assicuro che viverle è tutta un altra cosa..è mortificante, frustrante ed avvilente. Mi sento costretta ad una cosa che non condivido e non mi appartiene. Un mio consiglio ..riflettete bene prima di acconsentire alle videolezioni. Io non credo di andare avanti in questo modo. Spero di non dover discutere con la dirigenza.

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Messaggio Da gugu Mer 8 Apr 2020 - 14:46

Basta sostituire le lezioni sincrone con spiegazioni asincrone.
Le carichi in piattaforma, chi vuole le guarda, chi non vuole non le guarda.
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Messaggio Da iaiataf Mer 8 Apr 2020 - 15:00

Io non ho intenzione di fare videolezioni. Carico lezioni mirate ma non fatte da me. Poi scrivo i compiti, assegno lavori che devono riconsegnare (e che poi correggo e restituisco), fornisco spiegazioni in messaggi privati, semplifico gli argomenti e carico mappe, soluzioni degli esercizi... ecc. Scrivo anche dei consigli a livello di metodo di studio. Tutto tranne le videolezioni e i voti.

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