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 dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone

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seasparrow3



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MessaggioTitolo: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 5:41 am

https://www.gildavenezia.it/wp-content/uploads/2020/05/Sudditi2.png

partiamo da due articoli della costituzione
che volendo possono essere in completo contrasto

Articolo 33

l'arte e la scienza sono libere e libero ne e' l'insegnamento

Articolo 97

i pubblici uffici sono organizzati
secondo disposizioni di legge in modo che sia assicurato
il buon andamento

e' in corso un tentativo
di mettere a profitto l'emergenza e la didattica a distanza
per riconfigurare giuridicamente il profilo dei docenti su base gerarchica
e modificare l'impianto delle attivita' scolastiche e della loro valutazione

questo con

(a) la creazione di un middle management di docenti fedeli ed evoluti

(b) l'eliminazione degli organi collegiali
anacronistici e in contrasto con l'efficientamento

(c) la rimodulazione di orari e flessibilita' dei docenti

(d) la divisione dei gruppi classe per dare maggiori scelte alle famiglie

(e) il cambiamento del sistema di valutazione
il quale dovra' essere basato soltanto sulle certificazioni delle competenze

quando l’emergenza sara' passata saremo in piena crisi economica
e per affrontarla (secondo la ANP) l'unica possibilita' sara' una rivoluzione
di tutto il sistema scolastico mediante le seguenti linee d'azione;
la scuola non potra' replicare il modello precedente all’emergenza

(1) E-government della scuola  pubblico-privato

(2) Pieni poteri ai dirigenti
oltre allo scudo penale i dirigenti dovranno avere
totale gestione delle risorse umane, economiche e logistiche
(= totale disprezzo per il confronto democratico all'interno dell’istituzione scolastica)

(3) Il Middle Management

docenti:
diversita' di carriera, professionale, salariale con riorganizzazione gerarchica

expert teacher:
docenti evoluti in collaborazione marcata con la dirigenza scelti discrezionalmente

(4) Rimodulazione della professionalita' docente e dei gruppi classe

i non prescelti in (3) dovranno dedicarsi soltanto ad
agevolare il processo di formazione in uno scenario orientato alla cultura della competenza
unico apprendimento autentico

rimodulazione oraria delle relazioni classi-gruppi-docenti
l'idea che il gruppo classe non sia necessario per lo svolgimento di un percorso
di crescita culturale e' legata a quella che ciascuno deve essere messo in grado
di perseguire obiettivi individuali di competenza

(5) Contratti snelli

il personale ATA dovra' agire in sinergia alla riprogettazione

i docenti dovranno superare la limitazione a 18 ore della cattedra

scuole aperte 10 ore al giorno con docenti flessibili

(6) Superamento dei Decreti Delegati

il retaggio novecentesco degli organi collegiali dovra' essere abbandonato
dato che ha competenze ferme a disposizioni legislative del lontano 1974

(7) Dante o delle canzoni?

essenzializzazione dei percorsi culturali

se la competenza e' il saper argomentare, tanto vale guadagnarla
attraverso un testo coinvolgente per gli studenti potrebbero essere
anche delle canzoni

(8) continuazione DAD

assegnazione a ciascuno studente di un dispositivo adeguato con connessione veloce

completa rivisitazione delle metodologie didattiche e dei relativi strumenti
per una struttura curricolare gestita anche con la DAD mediante una formazione obbligatoria

(9) Design thinking e visioni multiprospettiche

(nota: ora si ricorre in modo particolare alla consueta retorica di mascherare
la propria inconsistenza teorica attraverso l'uso di un lessico falsamente specialistico,
con l'obiettivo di ammantare di scientificita' un impianto di potente torsione autoritaria
per una scuola totalmente asservita alla logica di mercato,
con un comando di carattere verticale che riduce i docenti a semplice manodopera
che deve applicare procedure decise da altri)

pianificare una formazione su misura del singolo,
inserito nel proprio contesto scolastico, familiare e socioculturale,
impegnandosi in una riprogettazione dinamica dell’architettura formativa
che sia collegata alle svariate possibilita' della didattica digitale,
attraverso l'attenta orchestrazione delle situazioni comunicative,
dei contesti relazionali con i quali si fa scuola,
a garanzia di inclusione, multidisciplinarita' e intercultura

https://www.gildavenezia.it/associazione-nazionale-presidi-fine-della-scuola-della-costituzione-e-pieni-poteri-al-capo/



Ultima modifica di seasparrow3 il Mer Giu 03, 2020 5:56 am, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 5:47 am

in coerenza con l'impianto sopra riportato
e' iniziato con la scusa del virus l'accanimento
contro i docenti considerati in ottica aziendale vecchi
(per ora 55 o piu' anni con la scusa del virus
in futuro si potrebbe arrivare anche a considerare vecchi quelli di 40
come in azienda privata)  

https://www.orizzontescuolaforum.net/t170285-lettere-sul-concorso
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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 6:01 am

> quando l’emergenza sara' passata saremo in piena crisi economica
e per affrontarla (secondo la ANP) l'unica possibilita' sara' una rivoluzione
di tutto il sistema scolastico mediante le seguenti linee d'azione;
la scuola non potra' replicare il modello precedente all’emergenza

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/06/01/fabbisogno-in-profondo-rosso-a-maggiocala-gettito-fisco_a484fb38-6cf9-48ac-993c-35bd8e1604b4.html
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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 6:03 am

capisco anche che
chi e' diventato insegnante a giro chiuso

scuola => universita' => scuola

senza passare per le aziende
possa far fatica a capire il pericolo
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mattopris



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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 8:15 am

E' in buona sostanza ciò che si tentò di fare con la famosa proposta di legge Aprea (era il 2012, mi pare, governo Monti). Da notare che la stessa Aprea l'ha riproposta pari pari, a sua firma, in questa legislatura.
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 8:21 am

Il documento di ANP è tra il grottesco e l'horror e, come testimonia anche il nauseante linguaggio adottato, configura una scuola totalmente aziendalizzata, in cui c'è un dominus assoluto (il dirigente) affiancato da una ristretta cerchia di quadri a lui fedele (middle management) che funga da cinghia di trasmissione delle sue volontà e via via una serie di stratificazioni fino ai bistrattati docenti semplici, servi della gleba che dovranno sottostare alle direttive di questa sorta di politburo, privati della libertà di insegnamento e della rappresentanza negli organi collegiali.

Secondo questa visione i docenti, oltre a sottostare a maggiore flessibilità oraria e a una riduzione dei diritti, dovrebbero adeguarsi alle richieste di modifiche dei propri insegnamenti, sottostare a corsi di aggiornamento, virare verso un certo tipo di didattica improntata alla digitalizzazione e alla ultime tendenze delle mode pedagogiche del momento, in totale spregio verso il dettato della costituzione.

La visione di scuola che traspare nel documento non è più infatti quella costituzionale di diritto universale, esteso a tutti, ma è quella di un servizio nel quale più paghi, più prendi e più pretendi. Si sfrutta l'occasione della pandemia per imporre una visione falso-efficientista, privatistica e verticistica che la pandemia stessa ha rivelato fallimentare sia nella scuola, sia drammaticamente nel sistema sanitario. L'ANP ricorda un po' confindustria, portatrice di una visione corporativa, non unificante e sempre meno rappresentativa; si tratta infatti di una sorta di sindacato dei presidi simile per certi versi ad alcuni sindacati dei docenti che si occupano degli aspetti più legulei della scuola, forzando la norma alla emersione di diritti che, in realtà, non esistono.

Ritengo nostro dovere di docenti respingere questa visione che ci ridurrebbe a meri esecutori, non più protagonisti dell'insegnamento, semplici applicatori di tecniche didattiche di stampo pedagogistico o intrise di fascinazione acritica per le nuove tecnologie, ai quali si potrebbe anche chiedere di fare anziché 18 ore in N classi, ad esempio, 36 mezz'ore nel doppio delle classi, o a essere obbligati a forme di straordinario non volontario e così via.

Per quanto mi riguarda la responsabilità di essere caduti in questo pasticcio va attribuita per buona parte ai colleghi che, negli anni, hanno avallato una sempre maggiore marginalità della docenza all'interno della scuola, mostrandosi divisi, reciprocamente rancorosi, insofferenti verso gli adempimenti collegiali, ma fin troppo accondiscendenti all'esponenziale aumento di quelli burocratici, che corrispondono a una visione di controllo totalitario all'interno delle scuole. Dopo la battaglia di massa contro la buona scuola renziana, abbiamo introiettato la sconfitta e quella riforma, adeguandosi al nuovo assetto anziché combatterlo. Per non parlare dei sindacati, che sono diventati essi stessi parte integrante di quel "middle management", per usare l'orrida espressione, che ora a parole fingono di contrastare e hanno condotto battaglie di retroguardia su presunti (e spesso inesistenti) diritti individuali che hanno contribuito ad ingessare il sistema scuola e a provocare reazioni di analoga, ottusa rigidità nei dirigenti scolastici, sempre più padroni assoluti e non più primus inter pares come ai tempi del preside elettivo.

Credo che quindi noi docenti dovremmo non solo rifiutare in blocco la provocazione del sindacato dei presidi, ma anche proporne una alternativa che rimetta al centro della scuola non il discente (come è di moda affermare), non il dirigente come capo d'azienda, ma la docenza intesa come libera professione intellettuale.

Per esempio invece di reclamare l'ennesima sanatoria per i precari, sobillata da destra come da sinistra, dovremmo chiedere una riforma degli organi collegiali che riporti in capo ai docenti la possibilità di autodeterminarsi, anche mediante l'elezione del preside, e reclamare che gli investimenti promessi per la scuola, non sufficienti ma neanche indifferenti, vadano impiegati nella direzione della riduzione del numero di alunni per classe e per il ripristino delle attività laboratoriali gratuite e curricolari, con l'acquisto del necessario materiale e l'assunzione del personale necessario.
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 8:23 am

PS la signora Aprea ha elaborato la sua proposta di legge all'interno della XVI legislatura, sotto il governo Berlusconi IV e dalle file di Forza Italia. Con Monti non c'entra nulla.
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mattopris



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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 8:27 am

...che è esattamente la stessa legislatura che poi si è conclusa con il governo Monti. La proposta originaria era del 2008 ma poi era stata riproposta nel 2012 con delle modifiche, ed era pure stata approvata in Commissione alla Camera (ddl "Aprea-Ghizzoni").
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kelila



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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 9:00 am

[quote="herman il lattoniere"]Il documento di ANP è tra il grottesco e l'horror e, come testimonia anche il nauseante linguaggio adottato, configura una scuola totalmente aziendalizzata, in cui c'è un dominus assoluto (il dirigente) affiancato da una ristretta cerchia di quadri a lui fedele (middle management) che funga da cinghia di trasmissione delle sue volontà e via via una serie di stratificazioni fino ai bistrattati docenti semplici, servi della gleba che dovranno sottostare alle direttive di questa sorta di politburo, privati della libertà di insegnamento e della rappresentanza negli organi collegiali.

Secondo questa visione i docenti, oltre a sottostare a maggiore flessibilità oraria e a una riduzione dei diritti, dovrebbero adeguarsi alle richieste di modifiche dei propri insegnamenti, sottostare a corsi di aggiornamento, virare verso un certo tipo di didattica improntata alla digitalizzazione e alla ultime tendenze delle mode pedagogiche del momento, in totale spregio verso il dettato della costituzione.

La visione di scuola che traspare nel documento non è più infatti quella costituzionale di diritto universale, esteso a tutti, ma è quella di un servizio nel quale più paghi, più prendi e più pretendi. Si sfrutta l'occasione della pandemia per imporre una visione falso-efficientista, privatistica e verticistica che la pandemia stessa ha rivelato fallimentare sia nella scuola, sia drammaticamente nel sistema sanitario. L'ANP ricorda un po' confindustria, portatrice di una visione corporativa, non unificante e sempre meno rappresentativa; si tratta infatti di una sorta di sindacato dei presidi simile per certi versi ad alcuni sindacati dei docenti che si occupano degli aspetti più legulei della scuola, forzando la norma alla emersione di diritti che, in realtà, non esistono.

Ritengo nostro dovere di docenti respingere questa visione che ci ridurrebbe a meri esecutori, non più protagonisti dell'insegnamento, semplici applicatori di tecniche didattiche di stampo pedagogistico o intrise di fascinazione acritica per le nuove tecnologie, ai quali si potrebbe anche chiedere di fare anziché 18 ore in N classi, ad esempio, 36 mezz'ore nel doppio delle classi, o a essere obbligati a forme di straordinario non volontario e così via.

Per quanto mi riguarda la responsabilità di essere caduti in questo pasticcio va attribuita per buona parte ai colleghi che, negli anni, hanno avallato una sempre maggiore marginalità della docenza all'interno della scuola, mostrandosi divisi, reciprocamente rancorosi, insofferenti verso gli adempimenti collegiali, ma  fin troppo accondiscendenti all'esponenziale aumento di quelli burocratici, che corrispondono a una visione di controllo totalitario all'interno delle scuole. Dopo la battaglia di massa contro la buona scuola renziana, abbiamo introiettato la sconfitta e quella riforma, adeguandosi al nuovo assetto anziché combatterlo. Per non parlare dei sindacati, che sono diventati essi stessi parte integrante di quel "middle management", per usare l'orrida espressione, che ora a parole fingono di contrastare e hanno condotto battaglie di retroguardia su presunti (e spesso inesistenti) diritti individuali che hanno contribuito ad ingessare il sistema scuola e a provocare reazioni di analoga, ottusa rigidità nei dirigenti scolastici, sempre più padroni assoluti e non più primus inter pares come ai tempi del preside elettivo.

Credo che quindi noi docenti dovremmo non solo rifiutare in blocco la provocazione del sindacato dei presidi, ma anche proporne una alternativa che rimetta al centro della scuola non il discente (come è di moda affermare), non il dirigente come capo d'azienda, ma la docenza intesa come libera professione intellettuale.

Per esempio invece di reclamare l'ennesima sanatoria per i precari, sobillata da destra come da sinistra, dovremmo chiedere una riforma degli organi collegiali che riporti in capo ai docenti la possibilità di autodeterminarsi, anche mediante l'elezione del preside, e reclamare che gli investimenti promessi per la scuola, non sufficienti ma neanche indifferenti, vadano impiegati nella direzione della riduzione del numero di alunni per classe e per il ripristino delle attività laboratoriali gratuite e curricolari, con l'acquisto del necessario materiale e l'assunzione del personale necessario.[/quote]

In altri termini abrogare l'art. 21 della Legge 59 del 97, il DPR 275/99, il dlsg 165/2001, la 107/2015, modificare ancora una volta il Titolo V parte seconda della Costituzione (art. 117) e ignorare decine di sentenze della Corte Suprema.
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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 9:12 am

Kelila l'autonomia scolastica ha evidentemente fallito, come ha evidentemente fallito la riforma del titolo V, come ha evidentemente fallito la riforma Renzi, come evidentemente non può funzionare l'inquadramento dell'insegnante alla pari di un impiegato pubblico sottoposto alla Brunetta e smi. Riguardo alle sentenze non so a cosa ti riferisca.
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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 9:15 am

[quote="mattopris"]...che è esattamente la stessa legislatura che poi si è conclusa con il governo Monti. La proposta originaria era del 2008 ma poi era stata riproposta nel 2012 con delle modifiche, ed era pure stata approvata in Commissione alla Camera (ddl "Aprea-Ghizzoni").[/quote]

La paternità della proposta Aprea è del centro-destra, in particolare della parte più confindustriale di Forza Italia, un milieu culturale al quale Monti evidentemente non appartiene, per quanto sicuramente condividesse alcuni aspetti della proposta.
Cioè a ciascuno il suo.
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mattopris



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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyMer Giu 03, 2020 9:28 am

Certamente; il problema è che poi era stata approvata anche con i voti del Pd in commissione istruzione (e lo dico da elettore Pd). A dimostrazione del fatto che, purtroppo, certe ideacce sono trasversali alla nostra classe politica; e, fatalità, sono sempre quelle che mirano a comprimere i diritti dei lavoratori...
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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyLun Giu 08, 2020 2:52 am

e' in corso un tentativo
di aziendalizzare la scuola pubblica e della costituzione
capisco anche che chi e' diventato insegnante a giro chiuso

scuola => universita' => scuola

senza passare per una azienda
possa far fatica a capire il pericolo
o forse cullarsi con l'idea che e' impossibile
una rivoluzione negativa cosi' grande

parti di questo tentativo sono:

(a) la domanda di non scorrere piu' le GI
almeno per le supplenze brevi e invece puntare all'assunzione diretta

https://www.orizzontescuola.it/anp-presidi-devono-poter-scegliere-i-docenti/

LA B E' LA PIU' GRAVE

(b) incominciare a mobbizzare i docenti piu' anziani
soltanto per l'eta' con la scusa del virus (sostanzialmente ridicola
data la statistica dell'eta' e della situazione delle persone decedute
eta' media 80 anni in maggioranza uomini con piu' patologie)

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/04/10/coronavirus-iss-i-dati-confermano-la-decrescita_aa2da8c6-bd90-43a9-bb7d-bef60738f677.html

iniziando a convicerli di essere diventati FRAGILI
e scordandosi di dire che possono esserci conseguenze
spiacevoli ben precise

https://www.gildavenezia.it/docenti-ata-fragili-richiesta-visita-conseguenze-presenza-scuola/

io sfido chi dice 55 anni a dare il modello matematico
che ha usato per il calcolo e la base di dati validati di ingresso

https://www.orizzontescuola.it/maturita-2020-lavoratori-fragili-sono-anche-i-docenti-di-eta-superiore-ai-55-anni/

non interessa la salute dei docenti in realta'
interessa la speranza che si tolgano dai piedi o grazie al medico
o con la decisione di andare in pensione con la minima pensione
appena possibile (autoesclusione)

(c) ordinare di avere un pc a disposizione per la scuola
con relatica connessione stabile veloce e sicura con anche
audio e video senza che questo sia in alcun modo ricompensato
o riportato sul contratto

sempre sul problema dell'eta':

https://www.orizzontescuolaforum.net/t170285-lettere-sul-concorso

il virus usato come cavallo di troia (o forse nave vedi link)

https://www.lastampa.it/cultura/2017/11/01/news/il-mito-del-cavallo-di-troia-l-archeologo-in-realta-era-una-nave-1.34377431

(262)
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MessaggioTitolo: Re: dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone   dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda col padrone EmptyLun Giu 08, 2020 7:34 am

[quote="herman il lattoniere"]


Per quanto mi riguarda la responsabilità di essere caduti in questo pasticcio va attribuita per buona parte ai colleghi che, negli anni, hanno avallato una sempre maggiore marginalità della docenza all'interno della scuola, mostrandosi divisi, reciprocamente rancorosi, insofferenti verso gli adempimenti collegiali, ma  fin troppo accondiscendenti all'esponenziale aumento di quelli burocratici, che corrispondono a una visione di controllo totalitario all'interno delle scuole.

[/quote]


Concordo anche con il resto ma sottolineo particolarmente questo passaggio: l'insofferenza verso gli impegni collegiali.
Mi auguro che herman intenda anche gli incarichi.

Al di là dei sonnellini al Collegio o ai CdC (ma anche dei molti colleghi che non si leggono nemmeno le paginette dell'ordinanza per gli esami), molto spesso su questo forum si è letto di docenti che si fanno un vanto del non voler assolutamente ricoprire incarichi, con corollario di biasimo verso gli incaricati, accusati di carrierismo ruffianeria e asservimento nei confronti della dirigenza.

Questo tipo di atteggiamento, diffuso nelle scuole e soprattuto tra i docenti il cui contributo sarebbe essenziale e che fanno però le anime belle (o l'intellettuale sull'albero), lascia spesso le cariche al cerchio magico del DS e diffonde l'impressione di una categoria docente poco interessata alla collegialità e che dunque può farne a meno.

Riguardo al titolo V, mi auguro che la gestione dell'emergenza covid abbia offerto qualche spunto di riflessione. Per la scuola si vedrà a settembre quanti danni su questo tema potrà fare l'autonomia scolastica
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