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Scrutini... in presenza o a distanza?

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Messaggio Da megamostro Lun Mag 17, 2021 10:38 pm

Si sa qualcosa? Al momento le riunioni sono ancora a distanza?
Grazie

megamostro

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Messaggio Da stringiamciacoorte Lun Mag 17, 2021 11:12 pm

megamostro ha scritto:Si sa qualcosa? Al momento le riunioni sono ancora a distanza?
Grazie
Ancora a distanza
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Messaggio Da megamostro Mar Mag 18, 2021 4:10 pm

grazie...

megamostro

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Messaggio Da antalia Mar Mag 18, 2021 5:19 pm

tutto a distanza, unica nota positiva della pandemia almeno per quel che mi riguarda....non vedi nessuno e sei a casa tua!

antalia

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Messaggio Da Scuola70 Mar Mag 18, 2021 7:07 pm

Ma non si potrebbe mantenere la modalità a distanza anche in futuro, anche alla fine della crisi pandemica? Si risparmia tempo, benzina, si risparmia in tutto a seguire le riunioni da casa, tanto se si possono firmare i verbali a distanza, approvare i punti del Collegio Docenti votando a distanza, parlare con i genitori dicendo le stesse identiche cose che si dicono in presenza, con il progresso informatico non è forse superata la necessità della presenza fisica?

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Messaggio Da megamostro Mar Mag 18, 2021 7:15 pm

Io direi tutte le riunioni tipo collegi dipartimenti consigli di classe durante l'anno a distanza invece gli scrutini in presenza...

megamostro

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Messaggio Da herman il lattoniere Mar Mag 18, 2021 7:27 pm

Scuola70 ha scritto:Ma non si potrebbe mantenere la modalità a distanza anche in futuro, anche alla fine della crisi pandemica? Si risparmia tempo, benzina, si risparmia in tutto a seguire le riunioni da casa, tanto se si possono firmare i verbali a distanza, approvare i punti del Collegio Docenti votando a distanza, parlare con i genitori dicendo le stesse identiche cose che si dicono in presenza, con il progresso informatico non è forse superata la necessità della presenza fisica?

quando il lavoratore pretende la propria alienazione... poveri noi

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mar Mag 18, 2021 8:12 pm

Scuola70 ha scritto:Ma non si potrebbe mantenere la modalità a distanza anche in futuro, anche alla fine della crisi pandemica? Si risparmia tempo, benzina, si risparmia in tutto a seguire le riunioni da casa, tanto se si possono firmare i verbali a distanza, approvare i punti del Collegio Docenti votando a distanza, parlare con i genitori dicendo le stesse identiche cose che si dicono in presenza, con il progresso informatico non è forse superata la necessità della presenza fisica?

e te pareva che non arrivasse il tocco del servetto funzionale al sistema?

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Messaggio Da stringiamciacoorte Mar Mag 18, 2021 9:11 pm

La badessa ha scritto:Ma non potremmo ancora usare la dad per utilizzare un solo docente per materia in tutto l'istituto?
Quante prime ci sono? 12? Bene, basta 1 solo docente per materia per tutte le prime.
Gli eccedenti a casa con reddito di cittadinanza. In fondo il divano piace a tutti no?

Sì ma il divano lo deve comprare lo Stato !
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Messaggio Da frankenstin Mar Mag 18, 2021 9:13 pm

Scuola70 ha scritto:Ma non si potrebbe mantenere la modalità a distanza anche in futuro, anche alla fine della crisi pandemica? Si risparmia tempo, benzina, si risparmia in tutto a seguire le riunioni da casa, tanto se si possono firmare i verbali a distanza, approvare i punti del Collegio Docenti votando a distanza, parlare con i genitori dicendo le stesse identiche cose che si dicono in presenza, con il progresso informatico non è forse superata la necessità della presenza fisica?

Eh no! Sarebbe troppo sensato.
I colleghi vogliono riunirsi in presenza, come pinguini, altrimenti l'inserimento dei dati sulle piattaforme elettroniche non gli viene bene.

frankenstin

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mar Mag 18, 2021 10:11 pm

frankenstin ha scritto:
Scuola70 ha scritto:Ma non si potrebbe mantenere la modalità a distanza anche in futuro, anche alla fine della crisi pandemica? Si risparmia tempo, benzina, si risparmia in tutto a seguire le riunioni da casa, tanto se si possono firmare i verbali a distanza, approvare i punti del Collegio Docenti votando a distanza, parlare con i genitori dicendo le stesse identiche cose che si dicono in presenza, con il progresso informatico non è forse superata la necessità della presenza fisica?

Eh no! Sarebbe troppo sensato.
I colleghi vogliono riunirsi in presenza, come pinguini, altrimenti l'inserimento dei dati sulle piattaforme elettroniche non gli viene bene.

Io ho come il fortissimo sospetto che quella tipologia di docenti (o anche di altri lavoratori) che non vedono l'ora di lavorare da casa il più possibile... semplicemente NON abbiano una vita privata e/o familiare, e che non abbiano idea di cosa significhi essere costretti a mescolare 24 ore su 24 la vita lavorativa con quella familiare senza averlo programmato prima.

Cioè, l'esatto opposto della vulgata diffusa e dominante, secondo cui i massimi sostenitori del lavoro a distanza sarebbero proprio le amorevoli mamme di famiglia o gli appassionati di vita tradizionale domestica (e che quindi il lavoro da casa favorisca le cure familiari).

Nel mio personale campionario di conoscenze, i sostenitori strenui del lavoro a distanza appartengono sostanzialmente a tre categorie ben separate tra di loro:

- i pendolari che hanno bisogno di farsi diverse ore al giorno di mezzi pubblici (e questi li capisco);

- quelli che hanno problemi di salute o fragilità varie (e anche questi li capisco);

- oppure quelli che vivono da soli, o che comunque stanno in casa da soli per parecchie ore al giorno (single senza figli, o anzianotti con figli adulti già fuori di casa, o signore con il marito in carriera che a casa non c'è mai, e roba del genere), per cui stare al computer da una stanza di casa propria è pressoché identico a stare in un luogo di lavoro.

La maggior parte di quelli che hanno strutture domestiche limitate e altri familiari impegnati da casa, scelgono di uscire e di andare sul luogo di lavoro tutti i giorni, altrimenti si diventa scemi.

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Messaggio Da sempreconfusa1 Mar Mag 18, 2021 10:23 pm

e ci sono anche quelli che stanno tutto il giorno fuori, anche senza famiglie numerose...comunque sul pendolarismo e sul problema degli spazi poco adeguati concordo anch'io che possano fare la differenza.

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Messaggio Da franco71 Mar Mag 18, 2021 11:08 pm

sempreconfusa1 ha scritto:e ci sono anche quelli che stanno tutto il giorno fuori, anche senza famiglie numerose.......
E immagina quando toglieranno il coprifuoco.

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Messaggio Da frankenstin Mar Mag 18, 2021 11:14 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Nel mio personale campionario di conoscenze, i sostenitori strenui del lavoro a distanza appartengono sostanzialmente a tre categorie ben separate tra di loro:

- i pendolari che hanno bisogno di farsi diverse ore al giorno di mezzi pubblici (e questi li capisco);

- quelli che hanno problemi di salute o fragilità varie (e anche questi li capisco);

- oppure quelli che vivono da soli, o che comunque stanno in casa da soli per parecchie ore al giorno (single senza figli, o anzianotti con figli adulti già fuori di casa, o signore con il marito in carriera che a casa non c'è mai, e roba del genere), per cui stare al computer da una stanza di casa propria è pressoché identico a stare in un luogo di lavoro.

La maggior parte di quelli che hanno strutture domestiche limitate e altri familiari impegnati da casa, scelgono di uscire e di andare sul luogo di lavoro tutti i giorni, altrimenti si diventa scemi.  

Sì, ma mettere in circolazione gente (per ore, per km, con costi non indifferenti) e riunirla in una stanza al solo scopo di validare un documento elettronico, non può essere giudicata un'operazione di buon senso solo per il fatto che così si regala qualche ora d'aria a chi sta male a casa.

Chi sta male a casa può prendere il proprio PC e spostarsi in qualunque altro posto senza pretendere che il resto del mondo si sacrifichi per soddisfare il suo bisogno di evasione.

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Messaggio Da franco71 Mar Mag 18, 2021 11:25 pm

Non facciamoci illusioni, finita l'emergenza finiranno anche le riunioni a distanza anche se comode per alcuni. Altrimenti in futuro sarebbe altrettanto legittima la richiesta di fare le lezioni a distanza.

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mar Mag 18, 2021 11:41 pm

frankenstin ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
La maggior parte di quelli che hanno strutture domestiche limitate e altri familiari impegnati da casa, scelgono di uscire e di andare sul luogo di lavoro tutti i giorni, altrimenti si diventa scemi.  

Sì, ma mettere in circolazione gente (per ore, per km, con costi non indifferenti) e riunirla in una stanza al solo scopo di validare un documento elettronico, non può essere giudicata un'operazione di buon senso solo per il fatto che così si regala qualche ora d'aria a chi sta male a casa.

Chi sta male a casa può prendere il proprio PC e spostarsi in qualunque altro posto senza pretendere che il resto del mondo si sacrifichi per soddisfare il suo bisogno di evasione.

A prarte il fatto che esiste anche gente che da casa lavora da computer FISSI e che non ha intenzione di spostarseli ovunque, ma torniamo al punto:

secondo te, PRIMA dell'emergenza pandemica, esisteva davvero tutta questa gente che sospirava di poter fare le riunioni di lavoro da casa, e pensava che quella fosse la norma, e che recarsi a lavorare sul luogo di lavoro fosse un ignobile abuso, preteso solo da quattro gatti che "hanno bisogno di evasione"?

A me personalmente non risulta, almeno non certo nel mondo della scuola.

Mi pare che sia soprattutto un'ondata ideologica di origine molto recente che, come al solito, viene deformata e mistificata per far credere alla gente che "sia sempre stato così", quando invece non è vero.

Tipo, la stessa cosa dei nonni di 70-80 anni che oggi fremono per regalare lo smartphone ai nipoti di 10 anni per la prima comunione, perché pensano davvero che "si sia sempre fatto così"... quando nemmeno si ricordano che loro stessi, 30 anni prima, mettevano il lucchetto meccanico all'unico telefono fisso di casa, per impedire ai loro figli (oggi quasi cinquantenni, nonché genitori dei nipoti in questione) di "telefonare troppo" e di comunicare troppo liberamente senza controllo adulto!

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Messaggio Da herman il lattoniere Mer Mag 19, 2021 6:21 am

C'è una ampia fetta di docenti (non so se maggioritaria o minoritaria, ma molto ampia) che vive come un sollievo il lavoro da casa; il motivo è che giudica un'inutile seccatura il lavoro in presenza.
Per costoro i consigli di classe, il collegio docenti, i dipartimenti disciplinari, cioè i luoghi in cui si realizza la collegialità prevista dai famosi decreti delegati sono sostanzialmente inutili e non il luogo in cui si concretizza la democrazia e la libertà di insegnamento a scuola. Per cui meno tempo ci si dedica è meglio è. Guarda caso, sono gli stessi che mugugnano senza agire in nessun modo quando arriva un provvedimento "calato dall'alto" che li danneggia personalmente, gli stessi che si lamentano della "burocrazia", magari gli stessi che a mezza bocca si lagnano del DS onnipotente. Gli stessi che si preoccupano esclusivamente del proprio metro quadro, sicuramente molti dei docenti che considerano questo forum una specie di "cioè" per insegnanti, gli stessi che non conoscono il proprio contratto e la normativa ai quali sono soggetti, dagli articoli della costituzione all'ultima nota ministeriale. Nelle scuole ci sono state furenti battaglie, spesso appoggiate dal sindacato, per evitare il più possibile la presenza, sia in classe che nelle riunioni; e non per motivi di sicurezza, ma per un miope utilitarismo. Addirittura moltissimi hanno pensato e sostenuto che una lezione a distanza non fosse altro che la solita lezione monologante in classe, anzi migliore perché si poteva usare lo strumento del "mute" per tacitare gli alunni. Salvo poi lamentarsi della difficoltà della valutazione e dello scarso livello di apprendimenti, sempre imputati ad altro (la scuola, le banda, le famiglie, il governo, l'economia mondiale e così via).
In un'ottica più ampia abbiamo avuto in quest'anno e mezzo un'infinità di esperienze che ci dicono che il lavoro da casa è alienante e che ostacola la relazione umana, cosa che forse potrebbe andar bene per dei burocrati produttori di scartoffie quali purtroppo si considerano molti docenti, ma non certo per i membri di una comunità che per statuto dovrebbe discutere quotidianamente, quali dovrebbero essere gli insegnanti. Inoltre è ampiamente dimostrato che il lavoro da casa comporta un aumento del carico individuale di lavoro e costringe i lavoratori a non tenere più separate la sfera personale e quella lavorativa, cosa che si concretizza in lavoro a tutte le ore, messaggini anche nel weekend, la mattina presto, di notte, scadenze moltiplicate; tutto ciò unito comunque a un controllo asfissiante da parte delle aziende (e molti docenti considerano la propria scuola un'azienda in tutto e per tutto, con il dirigente nel ruolo del capo). Chi ne fa maggiormente le spese sono le donne (soprattutto, ma anche gli uomini che sono abituati a fornire il proprio contributo nella vita familiare) e che con il cosiddetto "smart working" se la trovano frullata a tutte le ore insieme al lavoro: chi non ha mai visto in una di queste riunioni virtuali qualcuno assentarsi perché il pupo fa i capricci o perché la cena sta bruciando?
L'altro aspetto è il costo della virtualizzazione in tutti i campi, anche per i suoi più strenui sostenitori; la mancanza di contatto visivo, vocale e fisico è chiaramente una perdita secca dal punto di vista psicologico e relazionale, che incide negativamente anche sulla qualità del lavoro (oltre a produrre disastri nell'economia reale, come testimoniano le difficoltà di tutti quei settori economici che supportano il lavoro in presenza, dai trasporti, alla ristorazione al commercio). Vediamo che con i social, anche in periodo non pandemico, le distanze tra le persone non sono affatto diminuite, ma aumentate: il surrogato relazionale costituito dai social incoraggia la pigrizia e il ritiro da una vera vita sociale.
Nel nostro campo la battuta a bassa voce fatta durante un consiglio di classe in presenza e che serve a far convergere i docenti su una linea comune non può essere sostituita dal gracchiare delle voci su zoom o peggio su meet, nei quali si può parlare uno per volta o, peggio, si è costretti ad ascoltare un incomprensibile sovrapposizione di voci che urlano per sovrastare quelle altrui. Per non parlare del fatto che, a causa del sistema della videoconferenza, i collegi docenti sono diventati in sostanza delle conferenze in cui monologano i dirigenti e i membri dello staff, mentre gli interventi dei docenti si sono ridotti drasticamente: ormai la loro presenza si limita al voto sui provvedimenti, per lo più di muto assenso.
Concordo con gli interventi di Paniscus che smontano il luogo comune sulla presunta convenienza che alcune categorie avrebbero dal lavoro a distanza.

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Messaggio Da lucetta10 Mer Mag 19, 2021 8:38 am

paniscus_2.1 ha scritto:
Io ho come il fortissimo sospetto che quella tipologia di docenti (o anche di altri lavoratori) che non vedono l'ora di lavorare da casa il più possibile... semplicemente NON abbiano una vita privata e/o familiare, e che non abbiano idea di cosa significhi essere costretti a mescolare 24 ore su 24 la vita lavorativa con quella familiare senza averlo programmato prima.

Cioè, l'esatto opposto della vulgata diffusa e dominante, secondo cui i massimi sostenitori del lavoro a distanza sarebbero proprio le amorevoli mamme di famiglia o gli appassionati di vita tradizionale domestica (e che quindi il lavoro da casa favorisca le cure familiari).

Nel mio personale campionario di conoscenze, i sostenitori strenui del lavoro a distanza appartengono sostanzialmente a tre categorie ben separate tra di loro:

- i pendolari che hanno bisogno di farsi diverse ore al giorno di mezzi pubblici (e questi li capisco);

- quelli che hanno problemi di salute o fragilità varie (e anche questi li capisco);

- oppure quelli che vivono da soli, o che comunque stanno in casa da soli per parecchie ore al giorno (single senza figli, o anzianotti con figli adulti già fuori di casa, o signore con il marito in carriera che a casa non c'è mai, e roba del genere), per cui stare al computer da una stanza di casa propria è pressoché identico a stare in un luogo di lavoro.

La maggior parte di quelli che hanno strutture domestiche limitate e altri familiari impegnati da casa, scelgono di uscire e di andare sul luogo di lavoro tutti i giorni, altrimenti si diventa scemi.  

Conosco diversi colleghi con problemi di salute e diversi fragili che non hanno potuto nemmeno riprendere l'anno scolastico e sono a casa da inizio anno, ma nessuno di loro, nella mia personale esperienza, è contento di rimanere a casa e nessuno auspica il lavoro agile, anzi, ho colleghi che hanno perfino provato a iniziare l'anno ma hanno poi capitolato di fronte alle insistenze del medico.
Il lavoro a distanza è panacea per pochissimi, pendolari e senza problemi di gestione "casalinga".

La cosa poi paradossale è che, ignorando completamente queste evidenze e al colmo dell'ipocrisia sociale, il lavoro agile viene costantemente proposto come incentivo e favore calato generosamente dall'alto proprio a chi ha figli piccoli e case affollate, come meccanismo di promozione dell'occupazione femminile, perfino volano dell'emancipazione.

Per capire quanta retorica stucchevole ci sia introno allo smart working, guardate questo simpatico video su Repubblica... ma quanto sono belli e felici questi lavoratori? Non vi fanno venire l'acquolina in bocca?

https://video.repubblica.it/cronaca/connessione-e-costo-della-vita-ecco-le-10-citta-italiane-preferite-da-chi-e-in-smart-working/387193/387918?ref=RHTP-BH-I300637120-P1-S2-T1


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Messaggio Da lucetta10 Mer Mag 19, 2021 9:03 am

herman il lattoniere ha scritto:C'è una ampia fetta di docenti (non so se maggioritaria o minoritaria, ma molto ampia) che vive come un sollievo il lavoro da casa; il motivo è che giudica un'inutile seccatura il lavoro in presenza.
Per costoro i consigli di classe, il collegio docenti, i dipartimenti disciplinari, cioè i luoghi in cui si realizza la collegialità prevista dai famosi decreti delegati sono sostanzialmente inutili e non il luogo in cui si concretizza la democrazia e la libertà di insegnamento a scuola. Per cui meno tempo ci si dedica è meglio è. Guarda caso, sono gli stessi che mugugnano senza agire in nessun modo quando arriva un provvedimento "calato dall'alto" che li danneggia personalmente, gli stessi che si lamentano della "burocrazia", magari gli stessi che a mezza bocca si lagnano del DS onnipotente. Gli stessi che si preoccupano esclusivamente del proprio metro quadro, sicuramente molti dei docenti che considerano questo forum una specie di "cioè" per insegnanti, gli stessi che non conoscono il proprio contratto e la normativa ai quali sono soggetti, dagli articoli della costituzione all'ultima nota ministeriale. Nelle scuole ci sono state furenti battaglie, spesso appoggiate dal sindacato, per evitare il più possibile la presenza, sia in classe che nelle riunioni; e non per motivi di sicurezza, ma per un miope utilitarismo. Addirittura moltissimi hanno pensato e sostenuto che una lezione a distanza non fosse altro che la solita lezione monologante in classe, anzi migliore perché si poteva usare lo strumento del "mute" per tacitare gli alunni. Salvo poi lamentarsi della difficoltà della valutazione e dello scarso livello di apprendimenti, sempre imputati ad altro (la scuola, le banda, le famiglie, il governo, l'economia mondiale e così via).
In un'ottica più ampia abbiamo avuto in quest'anno e mezzo un'infinità di esperienze che ci dicono che il lavoro da casa è alienante e che ostacola la relazione umana, cosa che forse potrebbe andar bene per dei burocrati produttori di scartoffie quali purtroppo si considerano molti docenti, ma non certo per i membri di una comunità che per statuto dovrebbe discutere quotidianamente, quali dovrebbero essere gli insegnanti. Inoltre è ampiamente dimostrato che il lavoro da casa comporta un aumento del carico individuale di lavoro e costringe i lavoratori a non tenere più separate la sfera personale e quella lavorativa, cosa che si concretizza in lavoro a tutte le ore, messaggini anche nel weekend, la mattina presto, di notte, scadenze moltiplicate; tutto ciò unito comunque a un controllo asfissiante da parte delle aziende (e molti docenti considerano la propria scuola un'azienda in tutto e per tutto, con il dirigente nel ruolo del capo). Chi ne fa maggiormente le spese sono le donne (soprattutto, ma anche gli uomini che sono abituati a fornire il proprio contributo nella vita familiare) e che con il cosiddetto "smart working" se la trovano frullata a tutte le ore insieme al lavoro: chi non ha mai visto in una di queste riunioni virtuali qualcuno assentarsi perché il pupo fa i capricci o perché la cena sta bruciando?
L'altro aspetto è il costo della virtualizzazione in tutti i campi, anche per i suoi più strenui sostenitori; la mancanza di contatto visivo, vocale e fisico è chiaramente una perdita secca dal punto di vista psicologico e relazionale, che incide negativamente anche sulla qualità del lavoro (oltre a produrre disastri nell'economia reale, come testimoniano le difficoltà di tutti quei settori economici che supportano il lavoro in presenza, dai trasporti, alla ristorazione al commercio). Vediamo che con i social, anche in periodo non pandemico, le distanze tra le persone non sono affatto diminuite, ma aumentate: il surrogato relazionale costituito dai social incoraggia la pigrizia e il ritiro da una vera vita sociale.
Nel nostro campo la battuta a bassa voce fatta durante un consiglio di classe in presenza e che serve a far convergere i docenti su una linea comune non può essere sostituita dal gracchiare delle voci su zoom o peggio su meet, nei quali si può parlare uno per volta o, peggio, si è costretti ad ascoltare un incomprensibile sovrapposizione di voci che urlano per sovrastare quelle altrui. Per non parlare del fatto che, a causa del sistema della videoconferenza, i collegi docenti sono diventati in sostanza delle conferenze in cui monologano i dirigenti e i membri dello staff, mentre gli interventi dei docenti si sono ridotti drasticamente: ormai la loro presenza si limita al voto sui provvedimenti, per lo più di muto assenso.
Concordo con gli interventi di Paniscus che smontano il luogo comune sulla presunta convenienza che alcune categorie avrebbero dal lavoro a distanza.

Concordo su tutto.

Aggiungo soltanto che gli stessi sostenitori del lavoro a distanza che hai tratteggiato, sono anche quelli che negano decisamente che i ragazzi possano aver manifestato un qualsivoglia malessere nei confronti della dad o ddi o come volete, che imputano l'apatia a apatia, la mancanza di concentrazione alla mancanza di concentrazione, il calo degli apprendimenti al calo di impegno, che li tratteggiano come gli unici ebeti alieni da effetti depressivi dovuti alla pandemia.

Molte aziende private in questo momento stanno proponendo ai loro dipendenti di proseguire con il lavoro agile anche a crisi conclusa: nuova frontiera del fordismo o constatazione di un vantaggio per i padroni?
I lavoratori della scuola a distanza non esercitano la collegialità come quelli di altri settori sono meno sindacalizzati, il "mugugno dialogante" del collegio è come il confronto durante le pause in ufficio o in azienda: vuoi mettere il lavoratore (e la classe) che diventa una monade autoreferenziale, perfino affezionata alla catena?

Trovo poi assolutamente ridicolo chi propugna la distanza in nome delle magnifiche sorti e progressive del progresso tecnologico, come se una videoconferenza in 150 collegati, diversi da cellulare a 5 pollici, praticamente un camposanto di loculi spettrali che si accendono e spengono ogni sette secondi, sia chissà quale frontiera avvenieristica, un traguardo irrinunciabile della tecnica e non una messa cantata

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Messaggio Da lucetta10 Mer Mag 19, 2021 9:04 am

balanzoneXXI ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
Scuola70 ha scritto:Ma non si potrebbe mantenere la modalità a distanza anche in futuro, anche alla fine della crisi pandemica? Si risparmia tempo, benzina, si risparmia in tutto a seguire le riunioni da casa, tanto se si possono firmare i verbali a distanza, approvare i punti del Collegio Docenti votando a distanza, parlare con i genitori dicendo le stesse identiche cose che si dicono in presenza, con il progresso informatico non è forse superata la necessità della presenza fisica?

e te pareva che non arrivasse il tocco del servetto funzionale al sistema?


Io sono d'accordo con il reverendo  cinquantino, una volta tanto, e non mi sento  " un servetto funzionale  al sistema".  Mi sembrano molto più "funzionali al sistema" i colleghi aperturisti che sottoscrivevano in tempi di pandemia  le affermazioni apodittiche del governo sulla sicurezza delle scuole.

... e cosa c'entra questo? A me sembrano più funzionali al sistema quelli che si vestono di blu

lucetta10

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Messaggio Da Abilitato Mer Mag 19, 2021 9:47 am

Siamo un paese culturalmente molto arretrato. Per moltissime persone lavorare da casa vuol dire non far nulla, mentre per un'azienda Americana (e molte aziende private Italiane "serie") non importa assolutamente il luogo di lavoro fisico. Conta il risultato. Il traffico e l'inquinamento sono problemi enormi, e lo smart working al momento è l'unica soluzione valida.
Durante un collegio o un dipartimento se un argomento non ti interessa ti fai i fatti tuoi a casa come a scuola, non cambia niente. Questo vale per tutti quelli che lavorano lontano da casa (e sono tanti).
Sono d'accordo sul fare gli scrutini in presenza, ma tutto il resto da casa

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Messaggio Da Titti76 Mer Mag 19, 2021 11:59 am

paniscus_2.1 ha scritto:
Io ho come il fortissimo sospetto che quella tipologia di docenti (o anche di altri lavoratori) che non vedono l'ora di lavorare da casa il più possibile... semplicemente NON abbiano una vita privata e/o familiare, e che non abbiano idea di cosa significhi essere costretti a mescolare 24 ore su 24 la vita lavorativa con quella familiare senza averlo programmato prima.

Cioè, l'esatto opposto della vulgata diffusa e dominante, secondo cui i massimi sostenitori del lavoro a distanza sarebbero proprio le amorevoli mamme di famiglia o gli appassionati di vita tradizionale domestica (e che quindi il lavoro da casa favorisca le cure familiari).

Nel mio personale campionario di conoscenze, i sostenitori strenui del lavoro a distanza appartengono sostanzialmente a tre categorie ben separate tra di loro:

- i pendolari che hanno bisogno di farsi diverse ore al giorno di mezzi pubblici (e questi li capisco);

- quelli che hanno problemi di salute o fragilità varie (e anche questi li capisco);

- oppure quelli che vivono da soli, o che comunque stanno in casa da soli per parecchie ore al giorno (single senza figli, o anzianotti con figli adulti già fuori di casa, o signore con il marito in carriera che a casa non c'è mai, e roba del genere), per cui stare al computer da una stanza di casa propria è pressoché identico a stare in un luogo di lavoro.

La maggior parte di quelli che hanno strutture domestiche limitate e altri familiari impegnati da casa, scelgono di uscire e di andare sul luogo di lavoro tutti i giorni, altrimenti si diventa scemi.  

Io non rientro nelle categorie da te citate, eppure mi piacerebbe che qualche riunione post-covid fosse mantenuta a distanza: qualche consiglio di classe, qualche riunione di dipartimento e sicuramente tutti gli incontri che facciamo per gruppettini di colleghi del dipartimento (tipo tutti quelli che hanno la stessa materia nella stessa classe e vogliono preparare una prova parallela, o quelle che facciamo per autoformazione duranti le quali uno fa vedere agli altri qualcosa di figo da proporre in classe...)
Eppure non sono una pendolare (lo sono stata, quindi massimo rispetto per i poveri colleghi pendolari), semplicemente ho figli nella fascia d'età della scuola primaria per cui, se esco e vado a scuola per due ore di riunione, devo pagare tre ore di babysitter, mentre se la riunione la faccio dal pc nel mio studio, loro passano il tempo in cameretta a fare i compiti o a giocare tra loro ed io risparmio un sacco di soldi.
Onestamente non mi pare una cosa da poco.

Titti76

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Scrutini... in presenza o a distanza? Empty Re: Scrutini... in presenza o a distanza?

Messaggio Da antalia Mer Mag 19, 2021 2:54 pm

non sono una fautrice del lavoro da casa e questo perdurare della situazione emergenziale ha aumentato lo stress lavoro correlato e l'alienazione dovuta anche al non avere avuto quello stacco dal mondo domestico e aver praticamente impiantato nel proprio domicilio attività che si svolgevano fuori dalle mura di casa.

Tuttavia sul tema delle riunioni, collegi e simili sono favorevole a una modalità da remoto visto che tali riunioni, anche in presenza, si sono da tempo svuotate del loro originale valore di condivisione o scambio di idee e diventate solo un consesso per approvare questo o quello, spesso collegi convocati ad hoc solo per progetti e progettini in cui la volontà dei docenti non è mai preponderante e comunque chiaramente orientata verso l'orientamento della dirigenza!


la conduzione degli incontri è dipendente dal tipo di dirigenza, si passa dal monologo autoreferenziale del Dirigente che monopolizza, regolarizza e comunque non consente interventi totalmente liberi, le tematiche spinose vengono strategicamente lasciate alla fine liquidate senza troppi approfondimenti e il dissenso del singolo viene sottolineato ( è il caso della mia scuola) o al contrario la sessione iperdemocratica o meglio anarchica dove la confusione regna sovrana, spesso si assiste a indecorosi battibecchi fra colleghi per questioni avulse dal contesto o personali di cui non comprendi  talvolta nemmeno il senso, la via di mezzo fra le 2 esiste ma nella mia esperienza più rara, unico elemento comune in entrambe è che ci si distrae anche in presenza, ho notato invece  che molte dinamiche conflittuali a distanza vengono notevolmente attutite, non possono esserci scenette di nessun tipo e seppure ci fossero io posso silenziarle , tanto le decisioni sono le medesime, almeno si viene incontro alle esigenze di chi è distante, di chi ha problematiche di vario genere che per 2 ore di riunione rimane fuori giornate intere, lo trovo un vantaggio da non sottovalutare!

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