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la riforma del videogioco e la privatizzazione (parziale) della scuola

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Messaggio Da herman il lattoniere Mer Giu 16, 2021 3:21 pm

Sì, uno potrebbe anche usare un po' di sufficiente ironia nei confronti dello scrittore dalle maniche arrotolate.
Poi ti ricordi che è sodale di quel tale che voleva legare a imperitura memoria il proprio nome a quello della "buona scuola", e capisci: tutto quello che Baricco predica si è realizzato o si sta, piano piano, realizzando.
La semplificazione, la riduzione, l'abolizione delle discipline, la lotta al mitico nozionismo, lo scherno nei confronti dei docenti, dei lavoratori, dei sindacati; la necessità di premiare/punire i docenti, o quella di "rieducarli". Soprattutto, le esigenze di confindustria: a noi non ce ne frega una ceppa che conoscano Dante, dateci ragazzi disposti a "mettersi in gioco" (Barilla, dixit). Cioè a lavorare per poco, senza diritti o sindacati tra i piedi, senza consapevolezza della propria classe sociale, magari con tante "soft skills" per poter fare squadra e credere nei valori aziendali.
La scuola noiosa delle conoscenze, della fabbricazione dell'acciaio, della guerra dei trent'anni, di Ariosto... finiamola qui. Vai con la scuola nuova e gioiosa delle competenze, delle macro-aree, del non si boccia nessuno, della valutazione a-b-c-d, dove D è sempre una competenza "in via di prima acquisizione", è il livello base del videogioco, sì rimani sempre lì ma ti diverti lo stesso.
Perché che Italia si vuole? Ancora pensate a quell'Italia mitologica del dopoguerra, degli ingegneri, dell'autostrada del sole, della costituzione, del ponte Morandi, delle ricerche sui treni, nel campo petrolchimico, il nobel di Natta del 1963, dell'arte povera e della transavanguardia, dei salotti, degli Olivetti, dei Levi? Lasciate perdere. Riscriviamo l'articolo 1: L'Italia è una nazione fondata sui lavoretti. Aprite tutti un bar e andate falliti, oppure andate a quel paese a pisciare dentro una bottiglia nei furgoni arroventati di Amazon. E mi raccomando, usate anche le altre piattaforme straniere, facebook, netflix, google eccetera. Tanto adesso c'è il PNNR, facciamo come diciamo noi: Draghi ha messo tutti neoliberisti a capo della commissione di valutazione sull'impiego dei denari europei.
Fa bene il paio col primo fenomeno Alex Corlazzoli, sedicente maestro, che dopo aver dato dei "criminali" ai docenti che bocciavano alle medie, ora si scaglia contro il "rito polveroso" degli esami di maturità, retaggio di una scuola: fascista, classista, retrograda, gentiliana e altri dodici aggettivi dello stesso tenore.
E intanto plaude l'italiano dell'uno vale uno, del nessuno mi può giudicare, quello che odia i radical-chic, cioè tutti quelli che non ha mai incontrato, quello che odia i docenti perché andava male, quello che vota quelli che non gli fanno la morale. Perché, lo sa, l'alternativa è tra aprire un bar o consegnare i pacchi.

herman il lattoniere

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