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Caso arbitrio e cattiveria, piuttosto che il merito, dominano nello straordinario

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Messaggio Da Virgilioeneide Gio Giu 24, 2021 10:36 am

Promemoria primo messaggio :

I risultati dello Straordinario presentano ogni giorno esiti inaspettati, che stravolgono la vita di migliaia e migliaia di docenti che per anni hanno lavorato nella scuola pubblica. Si danno esempi in cui candidati che non hanno mai avuto la responsabilità di una classe nemmeno per un anno scolastico (ammessi alla prova con due anni su sostegno e uno su potenziamento) superano loro colleghi che da dieci anni insegnano regolarmente con contratti al 30/06 o al 31/08. Si conoscono numerosissimi casi di persone impreparate - che semplicemente 'ci hanno provato' (era loro diritto) -, che hanno superato con punteggi alti la prova, mentre altri candidati preparatissimi, che hanno studiato e lavorato per anni, pur avendo svolto una valida prova, sono stati esclusi da commissioni tanto impreparate quanto presuntuose. In parte considerevole, caso arbitrio e cattiveria, piuttosto che il fantomatico 'merito', dominano e determinano. Per fortuna, non sempre è così, ma purtroppo spesso. I risultati, se da un lato hanno aperto la strada del ruolo a una parte dei partecipanti, dall'altra hanno provocato veri drammi personali e gettato nella disperazione migliaia di docenti (con le loro famiglie), consapevoli di aver subito il peso di un verdetto arbitrario e ingiusto. Era necessario? Davvero per rispettare la Costituzione si dovevano 'uccidere' socialmente tanti bravi e incolpevoli lavoratori?

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Messaggio Da Corto Circuito Gio Giu 24, 2021 10:00 pm

franco71 ha scritto:
Carta e penna sono permessi:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

Ah! Grazie. Allora ci farò un pensiero. Tanto ho già pagato.
Ma è una cosa nuova oppure c'era anche nello straordinario precedente?



Pluto ha scritto:
Semmai un test fatto così dice molto su quanto rapidamente riesci a risolvere dei problemi, nient'altro.

Da qui ad essere bravi insegnanti ce ne passa. E' vero che c'è la prova orale in cui mi pare di capire si dovrà simulare una prova di laboratorio, ma lì ricadiamo nel problema dello straordinario : non è oggettiva, perchè  sarà affidata al giudizio della commissione. Morale : il concorso perfetto non esiste.

Se non altro lo straordinario, con tutte le sue innumerevoli carenze, chiedeva di impostare il discorso non da un punto di vista contenutistico ma didattico. E qui c'è stato il terzo errore di molti candidati a mio avviso - ma questa è solo una mia ipotesi, non ne ho avuto notizie parlando con altri candidati ma non credo di sbagliarmi di troppo. E cioè che uno potrebbe anche aver esposto in maniera corretta ed ineccepibile un concetto, ma da un punto di vista teorico, didatticamente inapplicabile.

Esempio a casaccio: un conto è parlare dell'energia nucleare, un conto è impostare un percorso didattico incentrato sull'energia nucleare.
Molti temo siano caduti in questa trappola.

Un momento! L'esempio tuo non rende l'idea, perché è comunque una domanda a risposta aperta.

Ma quando si chiede di trovare il minimo grado che deve avere un polinomio monico con radice x=0 e valore 1, se calcolato in x=1, e valore 2, se calcolato in x=-1, allora tutta la rete neuronale del cervello del candidato deve attivarsi per cercare la "geodetica" risolutiva.

Se ti si chiede quante sono le tangenti, di una quartica assegnata, parallele alla bisettrice di 1° e 3° quadrante, il candidato deve smuovere tutte le conoscenze del settore.

Altra cosa invece è chiedere di ordinare secondo la data di nascita i matematici Descartes, Newton, Riemann, Turing. Questa non è una domanda di matematica, in senso stretto almeno.

In quanto ad insegnare, l'unico modo per imparare è proprio ... insegnando! Almeno su questo punto nella SSIS sono stati onesti.
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Messaggio Da donadoni Gio Giu 24, 2021 10:41 pm

Il problema e' che molti insegnanti, me compresa , non sanno come si costruisce una UDA  , e' tutta roba nuova per chi si e' laureato negli anni 90 e ha sempre insegnato con i vecchi metodi , e non e' detto che vecchio sia sbagliato e da  superare, anzi io trovo che spesso molto nuovo sia solo fuffa

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Messaggio Da donadoni Gio Giu 24, 2021 10:45 pm

Noi siamo degli amanuensi, facciamo bene i temi e non sappiamo riempire gli schemi dando tempi valutaziini ecc...faccio aristotele e ci metto quanto ci metto, dipende da come rosponde la classe che ho davanti, la valutazione ? Si interroga come e' giusto che sia, la filosofia non si puo' valutare con un test

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Messaggio Da Pluto Ven Giu 25, 2021 12:52 am

Il mio esempio era appunto sulla falsariga delle domande presenti allo straordinario: non si trattava nè di risolvere problemi nè di dimostrare la conoscenza, ma di dimostrare (nei limiti di una domandina alla quale poter dedicare pochi minuti) di saper insegnare e trasmettere tale conoscenza agli alunni.

Corto Circuito ha scritto:
Ma quando si chiede di trovare il minimo grado che deve avere un polinomio monico con radice x=0 e valore 1, se calcolato in x=1, e valore 2, se calcolato in x=-1, allora tutta la rete neuronale del cervello del candidato deve attivarsi per cercare la "geodetica" risolutiva.

Se ti si chiede quante sono le tangenti, di una quartica assegnata, parallele alla bisettrice di 1° e 3° quadrante, il candidato deve smuovere tutte le conoscenze del settore.

Il candidato può anche sparare razzi missile con circuiti di mille valvole mentre risolve in pochi istanti questi calcoli, ma la questione è appunto un'altra: deve saper insegnare tutto ciò, non è sufficiente che sappia tutto ciò. E come lo dimostra con una prova a crocette?
Se una prova aperta non è oggettiva e non valuta appieno le conoscenze, una prova a crocette solo sulle conoscenze rischia di instillare l'errata convinzione che basti sapere per essere in grado di far capire. E parlo per esperienza diretta, non sai quanti docenti ho avuto che erano convinti che bastasse riempire una lavagna di formule e calcoli per far sì che l'intera classe capisse per stregoneria, immagino.

Sono d'accordissimo sul fatto che si impara ad insegnare insegnando, infatti si esce dalla torre d'avorio delle proprie conoscenze la prima volta che si spiega qualcosa di palesemente ovvio e si ottiene come risposta una classe sgomenta.

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Messaggio Da Suzanne Ven Giu 25, 2021 8:03 am

liutprando ha scritto:
Preferire le crocette è un tuo diritto. Ma allora poi non lamentiamoci che i nostri studenti non sappiano sviluppare competenze, se siamo noi (o meglio: tu, non certo io) iprimi a preferire la scorciatoria delle crocette...

Le crocette valutano solo le conoscenze, siamo d'accordo, ma lo fanno in modo trasparente e oggettivo. Io ho fatto il concorso sul sostegno: ora, dati dei casi pratici, possono essere utilizzate strategie e metodi didattici diversi. Se valutare in modo più positivo o più negativo una determinata strategia dipende, in maniera piuttosto soggettiva, dalla commissione.
Detto questo, sicuramente alcuni colleghi non preparati non saranno passati; sono convinta, però, che anche molti bravi colleghi non abbiano superato, perché le prove erano strutturate proprio male. In alcune classi di concorso hanno fatto una carneficina e non posso credere che tutti i bocciati fossero inadeguati.

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Messaggio Da Corto Circuito Ven Giu 25, 2021 11:37 am

Pluto ha scritto:
Il candidato può anche sparare razzi missile con circuiti di mille valvole mentre risolve in pochi istanti questi calcoli, ma la questione è appunto un'altra: deve saper insegnare tutto ciò, non è sufficiente che sappia tutto ciò. E come lo dimostra con una prova a crocette?

Come affermi tu stesso si tratta di conditio sine qua non. Però converrai che se devi dare forma a qualcosa devi possedere necessariamente la materia prima da modellare e con quei test a crocette (se sono simili a quelli del simulatore online, come quelli del mio post precedente) dimostri ad un tempo di conoscere e sapere dominare bene l'argomento. i.e. quando devo sommare due numeri, mentre spiego qualcosa, mica uso l'algoritmo dell'addizione (troppo lungo), ma "traslo" i numeri più in avanti per "mettermi in una posizione più agevole" per un calcolo mentale rapido. Così come per calcolare il quadrato di un numero uso spesso il quadrato di un binomio, perché il quadrato di cifre tonde è più semplice (poi si sommo il resto). Sono ragionamenti che faccio ad alta voce così, almeno a livello sublimale, passa anche agli studenti. Analogamente per le tangenti o le intersezioni uso spesso la geometria proiettiva, che mi facilita molto il compito. Insomma si attivano strategie varie per economizzare sul tempo (e sull'usura neuronale)



Pluto ha scritto:Se una prova aperta non è oggettiva e non valuta appieno le conoscenze, una prova a crocette solo sulle conoscenze rischia di instillare l'errata convinzione che basti sapere per essere in grado di far capire. E parlo per esperienza diretta, non sai quanti docenti ho avuto che erano convinti che bastasse riempire una lavagna di formule e calcoli per far sì che l'intera classe capisse per stregoneria, immagino.

Sì è una cosa con la quale ho fatto (e faccio tuttora) i conti anche io. Però ho imparato anche che ogni classe è diversa dalle altre, così come ci sono tipi diversi internamente alla stessa classe (un'ecosistema nell'ecosistema). Dimostrare allora di saper impostare una lezione significa in primis saperla descrivere nel suo contesto prima (un liceo è diverso da un alberghiero) e nel suo ecosistema interno poi (la classe, fatta anche di studenti problematici a vario titolo), perché come docenti siamo un ponte tra l'ignoto e il "wonderland", all'interno della classe. Un lavoraccio!


Pluto ha scritto:Sono d'accordissimo sul fatto che si impara ad insegnare insegnando, infatti si esce dalla torre d'avorio delle proprie conoscenze la prima volta che si spiega qualcosa di palesemente ovvio e si ottiene come risposta una classe sgomenta.

E da questo circolo vizioso non si esce. L'unica cosa sarebbe fare come per i dottori: mandare i "novizi" nei primi nei Pronto Soccorso (il famoso E.R.) dove tentano il tutto per tutto, in un disperato tentativo di salvare il salvabile.
L'unica cosa è che il paziente che finisce al pronto soccorso vuole salvarsi, mentre lo studente di un professionale di solito non vuole impegnarsi.
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Messaggio Da Virgilioeneide Ven Giu 25, 2021 12:41 pm

Faccio l'esempio della mia classe di concorso che coinvolge displine umanistiche, quindi figurati!, che per eccellenza (e per ignoranza) sono ritenute poco "oggettive": la prima domanda chiedeva di contestualizzare un passo ben preciso del Purgatorio dantesco e di usarlo per costruire un percorso sul pensiero politico dell'autore. O uno sapeva che a parlare era tale Marco Lombardo e conosceva il passo e il suo contenuto, nonché i nuclei del pensiero dantesco in fatto di politica e aveva una idea/esperienza su come (modalità,  tempistiche) proporli alla classe, oppure... non ne andava fuori nella risposta! O uno sa o non sa (certo, poi uno può approndire di più o di meno, ma questo è altro discorso). Dunque non capisco proprio perché tu dica che le risposte dello straordinario non possono prestarsi ad una valutazione oggettiva.[/quote]

Non è così - almeno nella regione a cui appartengo. Per diretta testimonianza, so come tre o quattro colleghi hanno impostato la risposta su Dante. Nessuno di loro ha citato Lombardo, ma hanno invece tirato in ballo il 'brain storming' e la 'flipped classroom' nell'insegnamento della Commedia. Questo è valso loro molti punti e l'idoneità. Invece, so per certo che un altro collega, che ha citato Lombardo, ma non le strabilianti metodologie di cui sopra, non ha conseguito l'idoneità. Quindi, di cosa parliamo?

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Messaggio Da Pluto Ven Giu 25, 2021 1:03 pm

Corto Circuito ha scritto: Sono ragionamenti che faccio ad alta voce così, almeno a livello sublimale, passa anche agli studenti.

Eh, la speranza è quella, che per osmosi/fiducia/magia nera spiegando il ragionamento gli alunni capiscano qualcosa. Poi uno capisce che non hanno afferrato un accidenti del brillante ragionamento e là cominciano i guai (e si inizia a capire come funziona questo mestiere. Tra l'altro io avevo proprio un dottore che ha passato anni nel Pronto Soccorso e direi che l'esempio calza alla perfezione).


Virgilioeneide ha scritto:
Non è così - almeno nella regione a cui appartengo. Per diretta testimonianza, so come tre o quattro colleghi hanno impostato la risposta su Dante. Nessuno di loro ha citato Lombardo, ma hanno invece tirato in ballo il 'brain storming' e la 'flipped classroom' nell'insegnamento della Commedia. Questo è valso loro molti punti e l'idoneità. Invece, so per certo che un altro collega, che ha citato Lombardo, ma non le strabilianti metodologie di cui sopra, non ha conseguito l'idoneità. Quindi, di cosa parliamo?

E' proprio quello di cui parlavo qualche post fa: se del programma facevano parte anche le metodologie didattiche non era necessaria una mente superiore ed illuminata per comprendere che le prove avrebbero riguardato anche la parte didattica, bastava il buon senso e la capacità di comprendere il testo di una domanda (e parlare della comprensione del testo di molti docenti è come aprire il vaso di Pandora...) .

Almeno nel mio caso si trattava di argomenti che comunemente fanno parte del programma, quindi non era un'impresa improba organizzare un percorso didattico su quegli argomenti, bastava raccontare ciò che si fa a lezione. Magari infarcendo il discorso di tutte quelle belle paroline che piacciono tanto a chi insegna didattica, perchè per superare un concorso serve anche un po' di furbizia: non vince il migliore, vince chi fa la prova migliore. E' triste ma è la realtà dei fatti.


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Messaggio Da LaSo Ven Giu 25, 2021 1:39 pm

una domanda a risposta aperta e sottoposta a due livelli di valutazione quella oggettiva della griglia e quella soggettiva di chi l'applica, normalmente una valutazione frammentata su più parametri accresce di molto la probabilità di non raggiungere il massimo in quella specifica domanda tutto questo si traduce che gli 80 allo straordinario sono frutto di elargizioni compensative a chi ha già fatto sicuramente una buona prova che comunque e stata etichettata come eccellente attraverso la soggettività di chi valuta. allo stesso modo i tanti 56 sono frutto della benevolenza della soggettività e non dell'oggettività della griglia frammentata della valutazione per non lasciare fuori un 50 da una opportunità. Ora questo meccanismo del tutto umano può consentire ad un 50 diventato 56 di scavalcare un 60 per la valutazione titoli nella graduatoria di merito che trovo discutibile. Una semplice riflessione per dire che lo straordinario è andato a discapito di chi ha colto la chiave di lettura del meccanismo e non di chi ha competenze didattiche consolidate, per essere più espliciti bastava mettere qualche parolina magica in una risposta di cui non si riusciva ad articolare i contenuti e si prendevano 3-4 punti chi invece pur competente non ha colto questo aspetto si è ritrovato fuori per non aver scritto nulla.
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Messaggio Da Pluto Ven Giu 25, 2021 1:58 pm

LaSo ha scritto:per essere più espliciti bastava mettere qualche parolina magica in una risposta di cui non si riusciva ad articolare i contenuti e si prendevano 3-4 punti chi invece pur competente non ha colto questo aspetto si è ritrovato fuori per non aver scritto nulla.

Condivido la prima parte, ma rifletti : un docente che non comprende il testo di una domanda è davvero competente?

Se la domanda dice "proponi un percorso didattico" e metà programma riguardava le competenze didattiche  e tu candidato (un "tu" generico ovviamente) questa parte non l'hai minimamente curata, non te la puoi prendere col fato avverso, devi prendertela col fatto che sei incapace di interpretare il significato di una domanda. E quindi sarai anche il maggior esperto mondiale della cosa X, ma ti passerà avanti (e giustamente) chi umilmente legge una domanda e risponde a tono e senza "uscire fuori tema", come si diceva una volta.

In classe ho un esempio del genere: alunni che scrivono cose megagalattiche ad ogni domanda, mancando completamente il nucleo della questione ed il senso stesso della domanda. Ed alunni che leggono la domanda e rispondono in maniera adeguata, senza la necessità di mostrare una conoscenza enciclopedica e completamente slegata dal senso della domanda.
Per me i primi - pur avendo studiato tanto - "la buttano in caciara" perchè non riescono ad intepretare una semplice domanda posta in maniera chiara e diretta. I secondi leggono, comprendono e si adeguano. In genere i secondi prendono con me una votazione più alta dei primi, pur scrivendo un quarto.

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Messaggio Da LaSo Ven Giu 25, 2021 2:07 pm

anch'io condivido quello che hai detto ma ho aggiunto che le commissioni erano l'ago della bilancia, una commissione competente non si sarebbe fatta abbindolare dalle paroline magiche e forse oggi l'insegnante escluso ed il "furbetto" sarebbero nella stessa "side".
Agli STEM prossimi si ribalta la frittata, solo oggettività di conoscenza o capacita di saper leggere la domanda e scegliere la risposta più calzante sperando che la prova orale faccia la differenza tra un docente competente ed uno che ci prova.
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Messaggio Da Corto Circuito Ven Giu 25, 2021 10:31 pm

Nello straordinario erano tutte domande aperte?
Il simulatore mi da' solo domande chiuse, comprese quelle di inglese.
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Messaggio Da donadoni Ven Giu 25, 2021 10:41 pm

Si

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Messaggio Da sempreconfusa1 Mer Giu 30, 2021 1:40 am

donadoni ha scritto:Noi siamo degli amanuensi, facciamo bene i temi e non sappiamo riempire gli schemi dando tempi valutaziini ecc...faccio aristotele e ci metto quanto ci metto, dipende da come rosponde la classe che ho davanti, la valutazione ? Si interroga come e' giusto che sia, la filosofia non si puo' valutare con un test

Dici una cosa giustissima, secondo me. Con la vigente pedagogia si tende a considerare l'apprendimento personalizzato , per singolo alunno, cosa impossibile da realizzare concretamente in una classe, che neppure è uguale alle altre, peraltro. Ciascuna presenta caratteristiche proprie, e problematiche differenti.
Ho sempre pensato che una cosa è la didattica che studiamo sui libri, e un'altra cosa è ciò che si può davvero realizzare in un'aula scolastica (specialmente in questi anni, che sono piene zeppe di alunni problematici, certificati o meno, poco conta). Le due cose non collimano, spesso e volentieri.

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mer Giu 30, 2021 8:56 am

sempreconfusa1 ha scritto:Dici una cosa giustissima, secondo me. Con la vigente pedagogia si tende a considerare l'apprendimento personalizzato , per singolo alunno, cosa impossibile da realizzare concretamente in una classe, che neppure è uguale alle altre, peraltro. Ciascuna presenta caratteristiche proprie, e problematiche differenti.

Ma si può avere il coraggio di criticare, una volta per tutte, il concetto di "apprendimento personalizzato per singolo alunno", proprio come concetto in sé e non solo per la sua scarsa praticabilità?

Perché quasi tutte le critiche che sento fare si limitano a questo: "Eh, si sa, sarebbe bellissimo se si potesse davvero programmare un vero apprendimento personalizzato per ogni singolo alunno, ma con le risorse e le condizioni pratiche che abbiamo, purtroppo, non è possibile!"

E invece a mio avviso le cose non stanno così: la fissazione per l'apprendimento personalizzato su misura, come norma generale, non è solo impraticabile nella realtà, è proprio una cosa sbagliata in sé. La scuola non è un sistema capillare di precettori privati in cui ogni alunno deve essere trattato come se ci fosse solo lui e come se tutto il mondo dovesse adattarsi a lui: la scuola è un preziosissimo contesto di formazione anche sociale e collettiva, non solo personale, in cui è importante che i ragazzi imparino principi di uguaglianza, di democrazia e di confronto tra pari, e che, in linea generale, si sentano trattati da pari, con obiettivi comuni.

Io penso sinceramente che la personalizzazione (quella formalizzata) debba essere limitata a casi specifici di problematiche gravi e ben certificate (che comunque numericamente sono ECCEZIONI, non dovrebbero essere estese a macchia d'olio per qualsiasi ragione soggettiva e mutevole nel tempo) o a casi di difficoltà linguistiche, e magari a un certo spazio da lasciare ai contributi personali spontanei dei singoli studenti, in base ai loro interessi e inclinazioni... ma che per il resto, la base da proporre come obiettivi generali dovrebbe essere la stessa per tutti quelli che stanno in una fascia di capacità normali, che appunto sono la stragrande maggioranza.

L'apprendimento personalizzato su misura, per chi non ha nessun bisogno di supporti speciali effettivi, secondo me, non è altro che un potentissimo catalizzatore di atteggiamenti egocentrici  nella testa dell'allievo. Si crede di coltivare in lui l'originalità e l'autonomia di pensiero, trattandolo in tal modo, e invece si coltivano solo l'autoreferenzialità e il narcisismo.

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Messaggio Da sempreconfusa1 Gio Lug 01, 2021 1:48 am

No, assolutamente: non ho detto che sia "bellissimo", né volevo intendere che "con le poche risorse che abbiamo" non lo si possa realizzare concretamente, perché in principio ho parlato di classe, e soltanto nel commento finale ho aggiunto di come siano problematiche, con tanti alunni che in fondo necessitano davvero degli interventi "personalizzati" ma per altri motivi.

Volevo semmai --e forse non m'è riuscito perché spesso scrivo velocemente, lasciando molti impliciti pnon articolando punto per punto nell'argomentare--, mettere in risalto la contraddizione nei termini.
Se sto in una classe, l'apprendimento personalizzato è un controsenso, perché semmai dovremmo attuare quello di gruppo...Per alcuni aspetti io trovo anche del positivo, nel caso in cui appunto si immagini un rapporto magari di yipo peer to peer, e un tempo di lavoro non soggetto a vincoli. cosa che di certo non si può riscontrare nel percorso scolastico.
Concordo invece su quello che dici sulla funzione della scuola pubblica, e ti dirò che per quanto mi riguarda, per certi versi proporrei persino di ridurre il grado di autonomia di cui godono le singole istituzioni, per un ritorno a una scuola nazionale meno eterogenea possibile.

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Messaggio Da GianniCausi Gio Lug 01, 2021 8:55 am

paniscus_2.1 ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:Dici una cosa giustissima, secondo me. Con la vigente pedagogia si tende a considerare l'apprendimento personalizzato , per singolo alunno, cosa impossibile da realizzare concretamente in una classe, che neppure è uguale alle altre, peraltro. Ciascuna presenta caratteristiche proprie, e problematiche differenti.

Ma si può avere il coraggio di criticare, una volta per tutte, il concetto di "apprendimento personalizzato per singolo alunno", proprio come concetto in sé e non solo per la sua scarsa praticabilità?

Perché quasi tutte le critiche che sento fare si limitano a questo: "Eh, si sa, sarebbe bellissimo se si potesse davvero programmare un vero apprendimento personalizzato per ogni singolo alunno, ma con le risorse e le condizioni pratiche che abbiamo, purtroppo, non è possibile!"

E invece a mio avviso le cose non stanno così: la fissazione per l'apprendimento personalizzato su misura, come norma generale, non è solo impraticabile nella realtà, è proprio una cosa sbagliata in sé. La scuola non è un sistema capillare di precettori privati in cui ogni alunno deve essere trattato come se ci fosse solo lui e come se tutto il mondo dovesse adattarsi a lui: la scuola è un preziosissimo contesto di formazione anche sociale e collettiva, non solo personale, in cui è importante che i ragazzi imparino principi di uguaglianza, di democrazia e di confronto tra pari, e che, in linea generale, si sentano trattati da pari, con obiettivi comuni.

Io penso sinceramente che la personalizzazione (quella formalizzata) debba essere limitata a casi specifici di problematiche gravi e ben certificate (che comunque numericamente sono ECCEZIONI, non dovrebbero essere estese a macchia d'olio per qualsiasi ragione soggettiva e mutevole nel tempo) o a casi di difficoltà linguistiche, e magari a un certo spazio da lasciare ai contributi personali spontanei dei singoli studenti, in base ai loro interessi e inclinazioni... ma che per il resto, la base da proporre come obiettivi generali dovrebbe essere la stessa per tutti quelli che stanno in una fascia di capacità normali, che appunto sono la stragrande maggioranza.

L'apprendimento personalizzato su misura, per chi non ha nessun bisogno di supporti speciali effettivi, secondo me, non è altro che un potentissimo catalizzatore di atteggiamenti egocentrici  nella testa dell'allievo. Si crede di coltivare in lui l'originalità e l'autonomia di pensiero, trattandolo in tal modo, e invece si coltivano solo l'autoreferenzialità e il narcisismo.

Chapeau! Concordo pienamente. Per non parlare del concetto di TIC. Sembra che per educare non si possa fare a meno di strumenti digitali. Gli strumenti digitali e multimediali ben vengano ma non sono quelli che fanno la differenza. La differenza la fa la capacità e la volontà dell'insegnante. Sono uno dei primi laureati in Italia e appassionato di informatica, ho lavorato in azienda per più di 3 decenni ma non toglietemi la lavagna col gesso per insegnare matematica!

GianniCausi

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Caso arbitrio e cattiveria, piuttosto che il merito, dominano nello straordinario - Pagina 2 Empty Re: Caso arbitrio e cattiveria, piuttosto che il merito, dominano nello straordinario

Messaggio Da cati91 Gio Lug 01, 2021 11:46 pm

Gli esiti del concorso straordinario hanno suscitato più di una perplessità e sicuramente daranno luogo a una lunga scia di ricorsi. Prima perplessità: perchè stabilire dei tempi così brevi, a detta di tutti, per rispondere ai vari i quesiti? Si partecipava forse a una corsa? Lo scopo era selezionare i più veloci e punire coloro che necessitano di tempi più lunghi o stabilire l'effettiva preparazione di ognuno?  E il rispetto degli stili cognitivi? Seconda perplessità: perchè stabilire un punteggio minimo e non scorrere invece le graduatorie fino a includere tanti candidati quanti i posti previsti per quella classe di concorso? E' alquanto strano che si concorra, facciamo finta per cento posti e poi superano il concorso solo la metà. Chi coprirà ora i posti non assegnati? Naturalmente quegli stessi insegnanti che non hanno superato il concorso, ma si trovano in posizione utile nelle graduatorie per le supplenze e a settembre saranno regolarmente in cattedra, ma da precari. Mi pare che per i vecchi concorsi si stia dando il ruolo a tutti fino all'ultimo in graduatoria. Terza perplessità: Non siamo in presenza di una disparità di trattamento? Quarta perplessità:In cattedra i più bravi! tuonava la Azzolina. Niente di più falso. In cattedra ci saranno tutti, chi ha vinto il concorso e chi no. Dire selezioniamo i migliori equivale a mentire sapendo di farlo, ammesso che i vincitori siano effettivamente i migliori. E allora come fare per avere i docenti migliori? Semplice, evitare, per poter riaprire le scuole a settembre, di dover necessariamente ricorrere a persone di cui si sa solo che hanno una laurea con un certo punteggio e qualche altro titolo che non sempre è garanzia di capacità di insegnare. Dover ricorrere a circa duecentomila docenti precari per poter fare funzionare le scuole è frutto di una politica miope e distratta o forse volutamente tale: un precario costa meno di un docente di ruolo. Inevitabilmente però succede poi che chi per anni e anni viene  nominato su un posto vacante finisca giustamente per rivendicare un diritto sacrosanto: la stabilizzazione. Bisogna proprio spiegarlo che non si può sfruttare la gente per anni e poi darle il benservito? Al posto di un concorso mal gestito e che suscita più di un dubbio sulle modalità di  correzione delle prove  molto più logico sarebbe stato curare la preparazione dei docenti precari, dar loro le competenze giuste e non solo a loro. Il ruolo dell'insegnante esige una continua opera di formazione per essere all'altezza della sfida di un mestiere bello, ma molto difficile che non può certamente dipendere da un concorso nato male e finito peggio.

cati91

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Messaggio Da Lbj Ven Lug 02, 2021 12:38 am

Quanti piagnistei leggo, gli stessi che leggevo quando uscirono i risultati del primo tfa che superai dopo anni ad aspettare avendo avuto la sfortuna di laurearmi l'anno in cui abolirono la ssis. Anche allora ci si lamentò prima del quizzone generale dicendo che le crocette non andavano bene, poi ci si lamentò della seconda prova organizzata dalle università dicendo che il tempo non bastava per tradurre greco latino e pure argomentare (usammo la penna, non il pc), poi i pochi sopravvissuti passarono la terza prova orale. Sembrò una corsa al massacro, ma fu una selezione seria che poi per assurdo non ci fece entrare nelle gae. E noi passati dovevamo sentire i non passati dire che era tutto una farsa. Ci si lamenta sempre di tutto. Certo il concorso perfetto non esiste, tutto è migliorabile,ma qui per me ci si lamenta troppo, a volte a prescindere. Non voglio fare il maestrino che ha il ruolo e vuole insegnare agli altri, ho quasi 40 anni e di cose da imparare dagli altri ne ho tante, però posso dire che negli anni ho visto tanti bravi colleghi non passare i concorsi perché lasciavano in bianco domande di inglese perché non lo sanno, oppure fare perfettamente le prime domande e scrivere strafalcioni nelle ultime perché a detta loro avevano dedicato troppo tempo a quelle che sapevano meglio. Quindi se si scava le magagne escono fuori, altro che prendersela coi concorsi. Qualcuno sfortunato ci sarà che magari è stato bocciato pur avendo fatto una buona prova, ma da che mondo è mondo il caso esiste, ha un peso in tutte le cose e, anche se non è facile, bisogna farsene una ragione, come hanno fatto quelli del tfa che dopo aver passato una triplice selezione, aver fatto un anno di esami col tfa, per avere il ruolo hanno dovuto vincere un altro concorso.

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Messaggio Da nuttymuffin Ven Lug 02, 2021 12:38 pm

Lbj ha scritto:Quanti piagnistei leggo, gli stessi che leggevo quando uscirono i risultati del primo tfa che superai dopo anni ad aspettare avendo avuto la sfortuna di laurearmi l'anno in cui abolirono la ssis. Anche allora ci si lamentò prima del quizzone generale dicendo che le crocette non andavano bene, poi ci si lamentò della seconda prova organizzata dalle università dicendo che il tempo non bastava per tradurre greco latino e pure argomentare (usammo la penna, non il pc), poi i pochi sopravvissuti passarono la terza prova orale. Sembrò una corsa al massacro, ma fu una selezione seria che poi per assurdo non ci fece entrare nelle gae. E noi passati dovevamo sentire i non passati dire che era tutto una farsa. Ci si lamenta sempre di tutto. Certo il concorso perfetto non esiste, tutto è migliorabile,ma qui per me ci si lamenta troppo, a volte a prescindere. Non voglio fare il maestrino che ha il ruolo e vuole insegnare agli altri, ho quasi 40 anni e di cose da imparare dagli altri ne ho tante, però posso dire che negli anni ho visto tanti bravi colleghi non passare i concorsi perché lasciavano in bianco domande di inglese perché non lo sanno, oppure fare perfettamente le prime domande e scrivere strafalcioni nelle ultime perché a detta loro avevano dedicato troppo tempo a quelle che sapevano meglio. Quindi se si scava le magagne escono fuori, altro che prendersela coi concorsi. Qualcuno sfortunato ci sarà che magari è stato bocciato pur avendo fatto una buona prova, ma da che mondo è mondo il caso esiste, ha un peso in tutte le cose e, anche se non è facile, bisogna farsene una ragione, come hanno fatto quelli del tfa che dopo aver passato una triplice selezione, aver fatto un anno di esami col tfa, per avere il ruolo hanno dovuto vincere un altro concorso.

non posso che concordare su tutto

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Messaggio Da Dec Ven Lug 02, 2021 12:44 pm

cati91 ha scritto:Mi pare che per i vecchi concorsi si stia dando il ruolo a tutti fino all'ultimo in graduatoria.

Per i concorsi 2012 e 2016 (la mia memoria non va più indietro di così) è stata fatta esattamente la stessa cosa. Il concorso straordinario 2018 è stato un unicum e non può essere considerato rappresentativo dei vecchi concorsi.

cati91 ha scritto:Dover ricorrere a circa duecentomila docenti precari per poter fare funzionare le scuole


I posti vacanti in organico di diritto sono circa 112.000, non 200.000:
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Messaggio Da Perplessa Ven Lug 02, 2021 2:34 pm

cati91 ha scritto:Seconda perplessità: perchè stabilire un punteggio minimo e non scorrere invece le graduatorie fino a includere tanti candidati quanti i posti previsti per quella classe di concorso?

Forse perché, appunto, è un concorso fatto per valutare il possesso delle competenze minime per insegnare?

cati91 ha scritto:Mi pare che per i vecchi concorsi si stia dando il ruolo a tutti fino all'ultimo in graduatoria.
Concorso-farsa 2018 a parte, tutte le altre GM comprendono coloro che hanno raggiunto il punteggio minimo.

cati91 ha scritto:
Inevitabilmente però succede poi che chi per anni e anni viene  nominato su un posto vacante finisca giustamente per rivendicare un diritto sacrosanto: la stabilizzazione. Bisogna proprio spiegarlo che non si può sfruttare la gente per anni e poi darle il benservito
Ma quanti sono coloro che da anni lavorano su posti al 31 agosto (gli unici vacanti e disponibili)?  Dubito che tutti i precari cui fai riferimento siano tali. Molti lavorano su OF vari, spezzoni, aspettative, partime... Per cui è inevitabile che precari rimangono, dato che i loro posti non sono liberi.  Poi, dici, precari "sfruttati" (sfruttati perché? Non li hanno pagati? Certo, ci sono vari svantaggi rispetto al trattamento dei colleghi a T.I., ma "sfruttati" è un parolone, nella scuola. Non parliamo di rider e neanche di contratti di prestazione d'opera...) per anni. Ok, quanti? Dato che il riservato precedente è del 2018, diciamo tre anni? I precari storici, quando erano tali, avevano in media 10 anni di servizio, 10 anni in cui NON si erano fatti concorsi, né ordinari né straordinari. Non è questo il caso.
Chiariamo una cosa, la scuola è l'unico settore della PA in cui non puoi non sostituire le assenze di medio/lungo periodo, come invece succede altrove, ricorrendo agli straordinari, per cui i supplenti, precari, ci saranno sempre. Se ogni volta dobbiamo considerare chi ha tre anni di servizio, magari su spezzone, un precario storico, stiamo freschi. Se pensiamo alla situazione degli anni '90, quello sì un panorama desolante, in cui non esistevano prospettive,mi sembra che adesso non ci si possa proprio lamentare.

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Messaggio Da mass dan Gio Lug 22, 2021 1:01 am

Lbj ha scritto:Quanti piagnistei leggo, gli stessi che leggevo quando uscirono i risultati del primo tfa che superai dopo anni ad aspettare avendo avuto la sfortuna di laurearmi l'anno in cui abolirono la ssis. Anche allora ci si lamentò prima del quizzone generale dicendo che le crocette non andavano bene, poi ci si lamentò della seconda prova organizzata dalle università dicendo che il tempo non bastava per tradurre greco latino e pure argomentare (usammo la penna, non il pc), poi i pochi sopravvissuti passarono la terza prova orale. Sembrò una corsa al massacro, ma fu una selezione seria che poi per assurdo non ci fece entrare nelle gae. E noi passati dovevamo sentire i non passati dire che era tutto una farsa. Ci si lamenta sempre di tutto. Certo il concorso perfetto non esiste, tutto è migliorabile,ma qui per me ci si lamenta troppo, a volte a prescindere. Non voglio fare il maestrino che ha il ruolo e vuole insegnare agli altri, ho quasi 40 anni e di cose da imparare dagli altri ne ho tante, però posso dire che negli anni ho visto tanti bravi colleghi non passare i concorsi perché lasciavano in bianco domande di inglese perché non lo sanno, oppure fare perfettamente le prime domande e scrivere strafalcioni nelle ultime perché a detta loro avevano dedicato troppo tempo a quelle che sapevano meglio. Quindi se si scava le magagne escono fuori, altro che prendersela coi concorsi. Qualcuno sfortunato ci sarà che magari è stato bocciato pur avendo fatto una buona prova, ma da che mondo è mondo il caso esiste, ha un peso in tutte le cose e, anche se non è facile, bisogna farsene una ragione, come hanno fatto quelli del tfa che dopo aver passato una triplice selezione, aver fatto un anno di esami col tfa, per avere il ruolo hanno dovuto vincere un altro concorso.

sarà pure come dici tu, ma se passano 0 persone su oltre 50 iscritti, bhe, per me c'è qualcosa che non funziona, non solo soltanto i piagnistei di chi non ce l'ha mai pari!
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Messaggio Da sabryschool Gio Lug 22, 2021 6:07 pm

Lbj ha scritto:Quanti piagnistei leggo, gli stessi che leggevo quando uscirono i risultati del primo tfa che superai dopo anni ad aspettare avendo avuto la sfortuna di laurearmi l'anno in cui abolirono la ssis. Anche allora ci si lamentò prima del quizzone generale dicendo che le crocette non andavano bene, poi ci si lamentò della seconda prova organizzata dalle università dicendo che il tempo non bastava per tradurre greco latino e pure argomentare (usammo la penna, non il pc), poi i pochi sopravvissuti passarono la terza prova orale. Sembrò una corsa al massacro, ma fu una selezione seria che poi per assurdo non ci fece entrare nelle gae. E noi passati dovevamo sentire i non passati dire che era tutto una farsa. Ci si lamenta sempre di tutto. Certo il concorso perfetto non esiste, tutto è migliorabile,ma qui per me ci si lamenta troppo, a volte a prescindere. Non voglio fare il maestrino che ha il ruolo e vuole insegnare agli altri, ho quasi 40 anni e di cose da imparare dagli altri ne ho tante, però posso dire che negli anni ho visto tanti bravi colleghi non passare i concorsi perché lasciavano in bianco domande di inglese perché non lo sanno, oppure fare perfettamente le prime domande e scrivere strafalcioni nelle ultime perché a detta loro avevano dedicato troppo tempo a quelle che sapevano meglio. Quindi se si scava le magagne escono fuori, altro che prendersela coi concorsi. Qualcuno sfortunato ci sarà che magari è stato bocciato pur avendo fatto una buona prova, ma da che mondo è mondo il caso esiste, ha un peso in tutte le cose e, anche se non è facile, bisogna farsene una ragione, come hanno fatto quelli del tfa che dopo aver passato una triplice selezione, aver fatto un anno di esami col tfa, per avere il ruolo hanno dovuto vincere un altro concorso.

D'accordissimo! E sono una di quelle tfine che ha dovuto sostenere l'ordinario per il ruolo.
Se su 50 candidati non è passato neanche uno un motivo ci sarà. Immagino che anche per la commissione non sia stata agevole una situazione del genere, quindi la cosa più probabile è che il grado di preparazione era molto basso.

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Messaggio Da mass dan Mar Ago 03, 2021 11:25 pm

sabryschool ha scritto:
Se su 50 candidati non è passato neanche uno un motivo ci sarà. Immagino che anche per la commissione non sia stata agevole una situazione del genere, quindi la cosa più probabile è che il grado di preparazione era molto basso.

magari è come dici tu.
personalmente sono persuaso che la commissione (che ha bocciato tutti i candidati dell'emilia romagna, tutti quelli del friuli, che ne ha passato solo uno della liguria e ne ha passati meno dell'10% di quelli della lombardia) sia stata costretta a fare una tale strage sostanzialmente per l'eccesiva difficoltà delle domande del concorso. io faccio fatica a credere ad un'impreparazione generalizzata su 4 regioni in ambito matematico di ingegneri, architetti, fisici, economisti, matematici e statistici.
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