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Messaggio Da franco71 Mer Lug 14, 2021 1:44 pm

Promemoria primo messaggio :

https://www.corriere.it/scuola/medie/cards/prove-invalsi-2021-tonfo-dad-maturita-studenti-ne-sanno-come-terza-media/caporetto-apprendimenti_principale.shtml

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Messaggio Da lucetta10 Ven Lug 23, 2021 7:26 am

Learner ha scritto:
lucetta10 ha scritto:La professione non la decreta la laurea ma una abilitazione e una selezione concorsuale.
Al giorno d'oggi alcune lauree sono già di per sé abilitanti. Inoltre, proprio in questo periodo, si sta discutendo alla Camera per incrementare il numero di queste lauree direttamente abilitanti.
Faccio anche presente che, per esempio, l'esame di abilitazione per ingegnere non prevede alcun tirocinio (ed è così da che io ricordi), quindi paradossalmente si diventa a tutti gli effetti ingegneri professionisti solo studiando sui libri.
Inoltre, per abilitarsi ingegneri o architetti, non c'è da fare alcun concorso.
lucetta10 ha scritto:altrimenti potremmo tutti fregiarci di titoli che non abbiamo sulla base della nostra percezione delle nostre capacità. E valla a spacciare fuori dalla scuola questa teoria bislacca!
Controesempio: la quasi totalità degl'ingegneri dipendenti di aziende private non è iscritta all'albo, eppure sul biglietto da visita o nel mansionaro si viene comunque qualificati come "ingegnere".

Ogni professione prevede il suo percorso. Ammettendo che ci si abilitasse in ingegneria o in medicina facendo un balletto propiziatorio, chi non ballasse non sarebbe abilitato. Il punto rimane sempre che chi non ha il titolo richiesto, quale che sia il titolo, non è di certo più meritevole di chi quel titolo ce l'ha e si è smazzato il suo balletto.

Manca poi del tutto una selezione e un vaglio che solo il concorso (anche qui quello che vuoi) può dare.
Le aziende attuano le loro procedure di selezione del personale non procedono a candidatura, nel caso dei precari di terza fascia della scuola queste procedure di selezione o prova del personale mancano del tutto perché dovrebbero essere riservate a personale da utilizzare per periodi brevi e non per l’assunzione…
Il concorso riguarda naturalmente l’ambito pubblico, che è quello di cui si discute, la libera professione non ci riguarda. Anche volessimo sposare un modello aziendalista, siamo in ogni caso fuori da ogni tipo di selezione o modello di assunzione.

Concordiamo che un ricorso esorbitante a insegnanti precari e non abilitati (in parte alle prime armi, in parte fuoriusciti chissà da dove, in parte improvvisati e in parte bravissimi) non è un segnale di efficienze di un servizio pubblico?
O stiamo dicendo che per la qualità della scuola dei nostri figli auspicheremmo che tutti i docenti fossero non abilitati e precari che cambiano ogni anno piuttosto che di ruolo e abilitati?
Che auspichiamo che questo modello venga allargato, per esempio agli ospedali o agli altri uffici pubblici per efficientarli?

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Messaggio Da lucetta10 Ven Lug 23, 2021 8:47 am

La badessa ha scritto:Dovresti parlare di ciò che conosci.  
Come ti è già stato spiegato , l abilitazione serve a un ingegnere per praticare la libera professione,  aprire uno studio.moltissimi ingegneri svolgono invece egregiamente il loro lavoro in aziende pubbliche e private senza esame di stato, e sono LE AZIENDE STESSE AD AVERNE APPURATO LA " QUALITÀ " COME PERSONE E COME PROFESSIONISTI nel periodo di prova che segue ad ogni assunzione.
chissa se adesso l avra capito...
Parlando di scuola, posto che potrebbe avere un senso avere tutti prof abilitati, non è chiaro come questo incrementerebbe la qualità dell insegnamento. La selezione andrebbe fatta nel modo di insegnare , nel rapportarsi con i ragazzi,  nella qualità della didattica.. e ti assicuro che se esistesse una " sorveglianza " di questo tipo sui docenti, sarebbero molti anche quelli di ruolo a " non essere idonei"

e questo cosa c'entra?
tu fai l'ingegnere? Non mi risulta... hai fatto un periodo di prova nella scuola? L'amministrazione ha "appurato la tua qualità come professionista" per verificare che tu svolga "egregiamente" il tuo lavoro o ha investito nella tua formazione prima di mandarti in classe come farebbe una azienda interessata alla qualità del personale? (o magari ha verificato se sei figlio di qualcuno...
perché anche questo è un criterio "di azienda" privata).

Hai dato la risposta definitiva direi... il punto è proprio questo, sei fuori da un qualsiasi parametro della "meritocrazia" che vai blaterando, sia per quella della libera professione (niente abilitazione), sia per quella dell'amministrazione pubblica (niente abilitazione e niente concorso), sia per quella delle aziende (niente assunzione e periodo di prova).
In nessuna altra amministrazione pubblica o azienda privata si può svolgere la professione per interi anni come succede nella scuola pubblica. sarebbe ora che se ne tenesse conto quando si parla di esiti degli studenti negli ultimi dieci anni e si iniziasse a mettere mano seriamente alle assunzioni del personale e spendere tutti i dobloni dell'Europa per una seria stabilizzazione.

Ma secondo te un concorso non seleziona la qualità di un insegnante o la sua idoneità a svolgere la professione? Ti informo che esiste anche un anno di prova dopo l'assunzione durante il quale un tutor relaziona proprio sugli aspetti di cui parli... tra un po' faremo della professionalità docente un "talento innato"!
Riguardo all'idoneità del personale di ruolo, venendo il giudizio da chi non è qualificato a darlo, rimane quello che è, un generico attacco anche poco elegante.

Guarda, rimani pure sereno dove sei che tanto il sistema non si efficienta da oggi a domani e le sanatorie non spariranno mai... quello che ti chiederei di evitare è di nominare la "meritocrazia" che sarebbe scomparsa dalla scuola

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Messaggio Da lucetta10 Ven Lug 23, 2021 12:02 pm

La badessa ha scritto:Ho fatto l ingegnere in due aziende dal 2003 al 2010.
Eh no...il " figlio di qualcuno" va bene a fare il parassita in politica, non ad effettuare controlli ed ispezioni su componenti meccanici.
Ma torniamo alla scuola
10 anni nella scuola sono una minima esperienza? Direi di sì.
Ho visto precari imbranati, di ruolo amiconi con le ragazzine e viscidi. Ho visto precari risolvere alcune che le classi si portavano dietro per aver avuto un prof di matematica di ruolo nullafacente, che ogni tot anni veniva spostato da una scuola all altra a far danni..
Insomma, la tua teoria che vorrebbe solo docenti di ruolo per risollevare la qualità della didattica in Italia secondo me non sta per nulla in piedi


Commentare il (presunto) curriculum di un nickname su un forum non interessa a nessuno ed è attività abbastanza velleitaria (tra l'altro non leggo nulla che potrebbe suggerire qualità nella didattica), né puoi continuare a far valere la tua autovalutazione come metro di valutazione del tuo servizio quando altri hanno superato delle selezioni.
Poi, altra assurdità della scuola che non ha eguali altrove, in cdc tutti uguali (che bada bene, non vuol dire non riconoscere a chi ha più titoli maggiori onori, ma sobbarcare delle stesse responsabilità il personale di ruolo e quello personale precario che poi non ha però le stesse garanzie contrattuali)!

Il principio rimane sempre lo stesso e non rileva né cosa tu possa aver visto né come tu ti autopercepisca: nella scuola ci sono docenti che hanno superato un concorso (ergo sono stati SELEZIONATI) e sono in possesso di una abilitazione, altri (troppi) che non hanno nessuna delle due cose e sui quali l'amministrazione non ha svolto alcun controllo... la difformità nell'arruolamento è notoriamente un grosso problema della scuola, non me lo invento io, quella di dire "insegno da 10 anni" ha già generato millemilia sanatorie, altro grosso problema della scuola.

Ora, è contrario a qualunque principio oltre che a una logica molto elementare sostenere che la qualità dei due profili sia uguale.
Se fossimo in una azienda, quale profilo verrebbe selezionato? quali referenze si accetterebbe? Chi sul piano del merito vince?

Qui non stiamo a esporre "teorie" ma a analizzare i dati. Sostenere che il ricorso eccessivo al precariato non abbia ricadute sulla qualità della didattica è veramente in mala fede e pro domo sua oltre ogni logica. Se la formazione e la selezione non conta perchè pinco pallo ha visto i prof viscidoni, quale sarebbe la discriminante? Il carisma innato? Il talento nel docere? Gli occhi seducenti? Perchè qui l'unico argomento sarebbe "io sono bravo quanto gli altri perchè lo dico io e c'ho la laurea...", anzi sono anche più bravo perchè non ho bisogno di essere selezionato nè formato... mi formo da solo sul forum di OS.
Come sostenere di riuscire a fare i 100m in 3 secondi senza nessuno che cronometra.

Proprio una bella logica meritocratica, non molto diversa dalle teorie didattiche che sostengono che l'autovalutazione debba superare il voto

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Messaggio Da Learner Ven Lug 23, 2021 2:22 pm

lucetta10 ha scritto:Allo stato attuale non esistono lauree abilitanti
Il D.Interm. 19/02/2009 ha sancito il valore abilitante di tutte le lauree nelle classi:
L/SNT1 classe delle lauree in professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o;
L/SNT2 classe delle lauree in professioni sanitarie della riabilitazione;
L/SNT3 classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche;
L/SNT4 classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione.

Inoltre, il D.M. 249/2010 ha stabilito il valore abilitante della laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria.

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Messaggio Da lucetta10 Ven Lug 23, 2021 2:32 pm

Learner ha scritto:
lucetta10 ha scritto:Allo stato attuale non esistono lauree abilitanti
Il D.Interm. 19/02/2009 ha sancito il valore abilitante di tutte le lauree nelle classi:
L/SNT1 classe delle lauree in professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o;
L/SNT2 classe delle lauree in professioni sanitarie della riabilitazione;
L/SNT3 classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche;
L/SNT4 classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione.

Inoltre, il D.M. 249/2010 ha stabilito il valore abilitante della laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria.

non si parlava di insegnamento? chiedo scusa, non avevo capito che ambiste alle professioni sanitarie.
Prendo atto che per fare riabilitazione esiste la laurea abilitante.
Immagino che prevedano tutte un tirocinio...

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Messaggio Da lucetta10 Ven Lug 23, 2021 2:35 pm

La badessa ha scritto:Analizziamo i dati: in che modo puoi provare che la preparazione in italiano nel triennio del primo grado delle tue classi in italiano sia superiore a quella di un altra sezione in cui ogni anno hanno cambiato docente non di ruolo?
Quanto ai sedicenti curriculum dichiarati sul forum, niente è verificabile qua, nemmeno il fatto che tu sia davvero abilitata e di ruolo, volendo.
A proposito di dati, l esito lavorativo o universitario dei propri studenti può essere sicuramente un elemento di valutazione della bontà del proprio operato. Ad esempio, alcuni ragazzi di una mia quarta del 2015, in cui avevo insegnato fisica tecnica e prodotto con loro un progetto di impianto a pannelli solari  , hanno trovato lavoro l anno successivo proprio in alcune delle ditte in cui si erano recati, e fatti conoscere, per reperire materiale, depliant, informazioni per la tesina fatta con me. Questo è un dato concreto dell aver lavorato bene, con una buona classe..
Ma poi di quali maggiori incombenze si parla? Avete 500 euro di carta del docente, con cui molti comprano cose che poi rivendono. Avete maggiori tutele circa i permessi retribuiti..e pazienza se le colleghe docg abilitate e certificate dal Sacro Concorso del 1980 e fischia sono sempre li a chiedermi qualsiasi cosa riguardi un computer.. prendiamo per buono che la loro incoronazione di Docente Abilitato la notte di Natale dell 800 con spada e mantello ministeriale abbia loro conferito qualità sicuramente superiori allo scappato di casa supplente preso a forza dal bar sport

vabbè... ci siamo capiti, direi che la discussione per me è chiusa e non ho voglia di dare corda ai tuoi arranchi, anche un po' tristerelli a dire il vero. Non ho bisogno che esponi la mercanzia.
E' poi notorio come ogni genitore cerchi la scuola selezionando appositamente quelle in cui si cambi il docente di classe con maggiore ore ogni anno e che le scuole migliori siano quelle con il minor tasso possibile di docenti di ruolo (dato che chi è di ruolo si orienta preferibilmente verso le scuole peggiori) e il massimo di precari, meglio se MAV (ma non eri tu quello che difendeva il blocco della mobilità dei docenti di ruolo? Boh...).

La vera riforma per reintrodurre il merito pare evidentemente quella di precarizzare, non selezionare né formare il personale docente: chi potrebbe mai non essere d'accordo? Ma non eri per la "logica aziendale"?

Se per te il riconoscimento del tuo valore di docente sta nel fatto che un collega ti chieda di attaccargli il cavo del pc o nella tesina fatta da una buona classe, e che questo valga quanto un concorso e una abilitazione allora certo... il tuo valore è sconfinato e hai capito tutto della professionalità docente, e di qualunque altra professionalità direi.
Se sicuramente la persona più adatta a additare la strada verso la meritocrazia e a difendere il sacro valore del voto e della valutazione (degli altri...)

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Messaggio Da Learner Ven Lug 23, 2021 2:57 pm

lucetta10 ha scritto:non si parlava di insegnamento?
Mi ri-cito:
"Inoltre, il D.M. 249/2010 ha stabilito il valore abilitante della laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria."

Ovviamente ora troverai qualche altra ragione affinché anche questa risposta non vada più bene.
Prendo atto che questa è la tua modalità di "argomentare".

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Messaggio Da lucetta10 Ven Lug 23, 2021 3:05 pm

Learner ha scritto:
lucetta10 ha scritto:non si parlava di insegnamento?
Mi ri-cito:
"Inoltre, il D.M. 249/2010 ha stabilito il valore abilitante della laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria."

Ovviamente ora troverai qualche altra ragione affinché anche questa risposta non vada più bene.
Prendo atto che questa è la tua modalità di "argomentare".

...guarda che andava bene anche quella di prima.
Io non discuto la modalità di abilitazione: io ho la ssis, altri il tfa, altri il concorso abilitante. E' perfino esistito un mondo in cui era abilitante il diploma magistrale.
Ciò non significa in alcun modo che qualunque laurea sia abilitante e che un laureato si possa fregiare di un titolo pari a una abilitazione perchè sostiene di poterne fare a meno e la considera personalmente la stessa cosa della sua laurea.
Personalmente trovo una pessima idea introdurre lauree abilitanti per l'insegnamento secondario perchè ciò comporterebbe un abbassamento del livello della formazione dei docenti come competenti nelle loro discipline (da laurea+abilitazione a laurea e basta, tra l'altro con dentro tutti crediti che andrebbero a scapito dei contenuti specifici della disciplina di insegnamento; mentre per la primaria si è passati da diploma a laurea abilitante).
Per le elementari la laurea ha sostituito il diploma quindi il tema si poneva diversamente visto che il titolo richiesto è diventato superiore, non conosco le ragioni specifiche delle professioni sanitarie ma immagino che come per le scienze infermieristiche anche qui si sia alzato alla laurea il titolo di accesso

Il valore di una laurea in ingegneria (o lettere), oggi, non conferisce alcuna abilitazione professionale, tantomeno all'insegnamento perchè mancano i presupposti e soprattutto le caratteristiche specifiche di una laurea abilitante come il tirocinio e i crediti specifici (per l'insegnamento quello in didattica e nell'area psico-pedagigica che ci sono a scienze della formazione primaria e che tutti abbiamo acquisito con le propcedure abilitanti)

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Messaggio Da sempreconfusa1 Sab Lug 24, 2021 1:27 am

lucetta10 ha scritto:

quindi in sostanza il complottista vince sempre: se si dimostra ha ragione, se non si dimostra, il depistaggio cela una verità che rimane comunque quella immaginata.
E' proprio per questo modo di pensare che il complottista è un pirla oltre che un vanaglorioso.


No, veramente io ho scritto che -a volte- si può arrivare a capire (e viceversa, a volte non si arriva a capire, magari per i depistaggi, ma anche per altri fattori) "se in una vicenda c'è stato o meno complotto". E in genere, lo si arriva a capire nel tempo, perciò si può essere anche tacciati di essere complottisti e non esserlo. Quel SE ipotetico, riguardava entrambe le situazioni.

Non concordo molto con la conclusione, perché la definizione non credo si possa categorizzare sulla base di esempi di "pirla complottista", che escluderebbero i "complottisti non pirla", ma vabbé, siamo OT e poi non ha molta importanza. Rispondevo più che altro al tuo intervento perché nel thread chiuso non ero riuscita a farlo.

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Messaggio Da dubitoergosum Sab Lug 24, 2021 10:45 am

La mia esperienza nella scuola: il corso abilitante (PAS) è stato inutile. Tenuto da docenti universitari, che niente sanno di cosa significa i segnare ai ragazzi. L'anno successivo hanno fatto anche il TFA 2 (per la mia cdc in regione non avevano fatto il TFA 1) e i docenti erano gli stessi, non credo sia cambiato granché. Nel 2016 ho fatto il concorso, tenuto da anziani docenti di ruolo: alle prove orali hanno valutato con criteri geografici, prendendo come epicentro la città del "capo commissione", e più risiedevi lontano dall'epicentro più il voto calava. Ho anche seri dubbi sul mantenimento dell'anonimato della prova scritta in fase di correzione.
L'anno successivo i corsi dell'anno di prova erano tenuti o da docenti di gradi diversi, ignari delle problematiche degli istituti tecnici/professionali, o da personale del Ministero, piuttosto avulso dalla realtà della scuola.
Quello che penso: ottenete una laurea in ingegneria è più che sufficiente a darti le conoscenze necessarie a fare l'insegnante. Per essere un buon insegnante, in più, devi avere coscienza e capacità di capire i ragazzi e agire di conseguenza, e pochi corsi possono conferieti questa sensibilità.
Quello che veramente serve ai ragazzi di istituti tecnici e professionali, sempre secondo me, è la competenza. Conoscere molto approfonditamente le materie tecniche. Per svolgere bene il lavoro, in futuro, ed essere anche creativo ed innovativo.
Le solide basi teoriche sono indispensabili, perché ora a Prato tira il tessile, ma non è detto che fra 10 anni sia ancora così, quindi solo un tecnico con solide basi teoriche può adattarsi agevolmente ai cambiamenti.
Solo le aborrite basi teoriche permettono di adattarsi in un mercato globale in continua evoluzione. Questo può fare dei nostri diplomati dei buoni cittadini, critici e attivi, questa è la vera educazione civica. Il resto sono solo distrazioni.
I nuovi libri di testo sono un chiaro esempio: più sono capienti, più sono lontani dai ragazzi. Meglio libri sintetici, complessi ma non dispersivi. Libri che sfidano i ragazzi a ragionare e pensare. I libri attuali cercano di amplificare la spiegazione per renderla più semplice, ma così non fanno che allontanarla. I nostri ragazzi sono sempre meno abituati a scontrarsi con la difficoltà e a riflettere per trovare la soluzione. Li trattiamo come perdenti, ed è significativo che a vedere i dati INVALSI la reazione del Ministero sia cercare di trattarli ancora di più da perdenti.
Secondo me da questo ogni docente dovrebbe partire, precario o no (tra le 2 categorie dalla mia esperienza non c'è alcuna differenza, solo questione di tempo e a volte di fortuna).


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Messaggio Da saracinesca Sab Lug 24, 2021 2:55 pm

Per la mia breve e parziale esperienza, chi non ha fatto abilitazioni/concorsi ha solo una vaga idea di cosa siano BES e relative normative, indicazioni nazionali o linee guida, uda ecc... Si possono pure ritenere fuffa, ma nella scuola attuale volenti o nolenti servono.

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Messaggio Da stringiamciacoorte Sab Lug 24, 2021 5:22 pm

saracinesca ha scritto:Per la mia breve e parziale esperienza, chi non ha fatto abilitazioni/concorsi ha solo una vaga idea di cosa siano BES e relative normative, indicazioni nazionali o linee guida, uda ecc... Si possono pure ritenere fuffa, ma nella scuola attuale volenti o nolenti servono.
Concordo, è fuffa ma serve per superare il concorso; io sono entrato in ruolo grazie al TFA1.
Poi in classe si fa tutt'altro
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Messaggio Da saracinesca Sab Lug 24, 2021 7:48 pm

Che in classe si faccia tutt'altro concordo in parte. Credo che quasi nessuno prepari le UDA, ma tutti abbiamo a che fare giornalmente con gli alunni con BES e un minimo di preparazione in merito serve.

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Messaggio Da @melia Dom Lug 25, 2021 10:38 am

Dopo anni di esperienza di insegnamento, neanche io preparo le UDA, ma nella mia testa ci sono. In particolare ho una idea abbastanza precisa di quanto tempo occorre per sviluppare un certo argomento, quali sono i prerequisiti e dove voglio andare a parare, ma, soprattutto, dopo pochi giorni, riesco ad inquadrare la classe e sapere con discreta precisione se dovrò considerare dei tempi aggiuntivi per raggiungere il mio scopo.
Nonostante tutto non ho grandi esperienze di BES, giusto qualche DSA, pochi, qualche straniero non pienamente padrone della lingua italiana, qualche studente atleta che perde concentrazione in alcuni periodi dell'anno scolastico e poi la bestia nera dell'anoressia, che ha colpito un paio di mie studentesse. Tutte cosa risolte molto meglio con dei colloqui aperti con gli studenti, rispetto a quanto scritto nei PEI.

Ma sono certa che, per quanto ne dica stringiamciacoorte, anche lui si comporta così. Sa con precisione che cosa serve come prerequisito per un certo argomento e dove vuole andare a parare. Magari, come me, ha tutto un campionario di esercizi/esempi che servono per le verifche in itinere (formative) e per le verifiche di fine argomento (sommative) e che, con piccole variazioni, saranno raggruppati per costituire i compiti, con qualche richiamo ad argomenti basilari svolti in precedenza, per non permettere agli studenti di dimenticarli.
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Messaggio Da stringiamciacoorte Dom Lug 25, 2021 10:46 am

@melia ha scritto:Dopo anni di esperienza di insegnamento, neanche io preparo le UDA, ma nella mia testa ci sono. In particolare ho una idea abbastanza precisa di quanto tempo occorre per sviluppare un certo argomento, quali sono i prerequisiti e dove voglio andare a parare, ma, soprattutto, dopo pochi giorni, riesco ad inquadrare la classe e sapere con discreta precisione se dovrò considerare dei tempi aggiuntivi per raggiungere il mio scopo.
Nonostante tutto non ho grandi esperienze di BES, giusto qualche DSA, pochi, qualche straniero non pienamente padrone della lingua italiana, qualche studente atleta che perde concentrazione in alcuni periodi dell'anno scolastico e poi la bestia nera dell'anoressia, che ha colpito un paio di mie studentesse. Tutte cosa risolte molto meglio con dei colloqui aperti con gli studenti, rispetto a quanto scritto nei PEI.

Ma sono certa che, per quanto ne dica stringiamciacoorte, anche lui si comporta così. Sa con precisione che cosa serve come prerequisito per un certo argomento e dove vuole andare a parare. Magari, come me, ha tutto un campionario di esercizi/esempi che servono per le verifche in itinere (formative) e per le verifiche di fine argomento (sommative) e che, con piccole variazioni, saranno raggruppati per costituire i compiti, con qualche richiamo ad argomenti basilari svolti in precedenza, per non permettere agli studenti di dimenticarli.
Sì ma quelle sono unità didattiche; le unità di apprendimento sono tutta un'altra cosa, sono pluridisciplinari, per competenze, si concludono con un rubrica di valutazione, magari integrano un'uscita didattica o un legame al territorio.
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Messaggio Da @melia Dom Lug 25, 2021 11:02 am

Facciamo anche quelle. A me è successo che in una lezione gli studenti mi chiedessero se dovevano usare il quaderno di matematica o quello di fisica, con il compito conclusivo sull'argomento che poteva essere utilizzato in entrambe le materie. Negli ultimi anni, al triennio, almeno uno a quadrimestre. Poi, quest'anno, con l'educazione civica, sono andata a nozze. Probabilità e test molecolari, con la sensibilità e la specificità, alla classe pluriquarantenata. Coniche, grafici, traiettorie, arte romana. Termodinamica e energie rinnovabili...
Non dirmi che non ne hai mai fatti, non ci credo.
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Messaggio Da saracinesca Dom Lug 25, 2021 11:17 am

Le UdA non sono necessariamente pluridisciplinari. Per quanto riguarda i ragazzi con BES ho notato che nei licei, soprattutto ad indirizzo scientifico, sono pochi. Nei tecnici e professionali, come alle medie, molti di più.

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Messaggio Da lucetta10 Dom Lug 25, 2021 11:23 am

stringiamciacoorte ha scritto:
saracinesca ha scritto:Per la mia breve e parziale esperienza, chi non ha fatto abilitazioni/concorsi ha solo una vaga idea di cosa siano BES e relative normative, indicazioni nazionali o linee guida, uda ecc... Si possono pure ritenere fuffa, ma nella scuola attuale volenti o nolenti servono.
Concordo, è fuffa ma serve per superare il concorso; io sono entrato in ruolo grazie al TFA1.
Poi in classe si fa tutt'altro

Chi non sa nulla di didattica pedagogia normativa bes ecc...non sa neanche di "fare altro" rispetto alla teoria e alla normativa.

È evidente che ogni insegnante affini col tempo la propria metodologia, abbia le proprie strategie e metodi, ma qui si parla di vorrebbe avallare l'idea che il docente sia un autodidatta assoluto che procede sulla base di non si capisce quale illuminazione o talento innato, ergo che chiunque lo possa fare. Entrare la prima volta in classe non sapendo nemmeno dove sedersi o come approcciare l'alunno disabile, oppure avendo fatto un tfa è la stessa cosa?
La professionalità è altra cosa...

Diciamo poi anche che ci sono classi e classi. Buon per chi non ha a che fare con disabili bes dsa e non madrelingua, per chi ne ha molti in classe la teoria serve eccome e chi non ce l'ha si fa notare

lucetta10

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Messaggio Da franco71 Dom Lug 25, 2021 12:55 pm

lucetta10 ha scritto:
stringiamciacoorte ha scritto:
saracinesca ha scritto:Per la mia breve e parziale esperienza, chi non ha fatto abilitazioni/concorsi ha solo una vaga idea di cosa siano BES e relative normative, indicazioni nazionali o linee guida, uda ecc... Si possono pure ritenere fuffa, ma nella scuola attuale volenti o nolenti servono.
Concordo, è fuffa ma serve per superare il concorso; io sono entrato in ruolo grazie al TFA1.
Poi in classe si fa tutt'altro

Chi non sa nulla di didattica pedagogia normativa bes ecc...non sa neanche di "fare altro" rispetto alla teoria e alla normativa.

È evidente che ogni insegnante affini col tempo la propria metodologia, abbia le proprie strategie e metodi, ma qui si parla di vorrebbe avallare l'idea che il docente sia un autodidatta assoluto che procede sulla base di non si capisce quale illuminazione o talento innato, ergo che chiunque lo possa fare. Entrare la prima volta in classe non sapendo nemmeno dove sedersi o come approcciare l'alunno disabile, oppure avendo fatto un tfa è la stessa cosa?
La professionalità è altra cosa... ...
Esisterà sempre il precario da terza fascia (ora gps 2), il problema è sistemico, la soluzione è prevedere corsi di formazione ed aggiornamento obbligatori anche per loro, mirati sulle problematiche da te sopraelencati, ci aggiungo anche quelli relativi alla sicurezza che non sempre vengono somministrati al personale non di ruolo.

franco71

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