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Normativa sui compiti per le vacanze

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Messaggio Da franco71 Lun Ago 23, 2021 11:51 am

Promemoria primo messaggio :

Riprendo la discussione dal 3d "Verso l'obbligo" sperando di fare cosa gradita. La questione mi incuriosiva dal punto di vista normativo. Ho trovato questo link di OS:
https://www.orizzontescuola.it/dopo-mesi-di-dad-ancora-compiti-durante-le-vacanze-il-no-di-alcuni-genitori-ecco-cosa-dice-la-normativa/

in cui si rimanda ad una vecchia circolare del 1969, ma soprattutto all'autonomia scolastica, in sostanza sono gli organi collegiali a deliberare e mai in contrasto con la libertà d'insegnamento del docente, anche se il tutto mi sembra non ben definito.

franco71

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Messaggio Da lucetta10 Mer Ago 25, 2021 5:11 pm

Ire ha scritto: Non può, la scuola, decidere quanto e come un singolo ragazzo possa usare lo smartphone ,  a  fatica si può permettere di fare osservazioni su questo.  Però deve raccogliere le indicazioni della comunità scientifica, e delle agenzie educative per far conoscere quanto ritenuto corretto, valido, salutare, sicuro.   Far conoscere come?   Conoscendo e non andando a buon senso personale, chiedendo a ciascun dipendente di rispettare queste regole in modo da insegnare, in modo diverso rispetto a come insegna la famiglia,  le buone prassi che potrebbero migliorare le condizioni di vita, di relazione, di apprendimento.   Altra  responsabilità non ha.  Ma quella che ha è bella grossa.

Nessuno dice che ce l'abbia, si rileva soltanto che il fatto di non averla e di promuovere un modello del tutto alternativo, rallenta e ostacola enormemente la sua efficacia.
Non esiste comunità scientifica o agenzia educativa che non rilevi i danni dell'abuso di connettività tra i ragazzini/bambini, dell'essere iperconnessi, dell'uso eccessivo di dispositivi digitali... come può la scuola riuscire a raggiungere un obiettivo in questo campo se le famiglie promuovono un modello di iperconnessione, abuso di strumenti digitali, esposizione ai social media di bambini anche molto piccoli? Se poi il modello proposto in casa è enormemente più seducente, come si può pretendere che un bambino segua la scuola? E allora si dirà "la scuola deve interessare, rendersi attraente"... e invece no...

Se in passato non c'era bisogno di rivendicare coerenza di intervento tra scuola e famiglia e le famiglie accettavano il patto sociale e la delega parziale alla scuola senza pretendere di patteggiare sui singoli punti in nome degli orientamenti personali (e parliamo di una scuola ben più autoritaria di quella di oggi!), oggi purtroppo le dinamiche sociali impediscono anche uno scambio fruttuoso, e la conflittualità che esiste è sotto gli occhi di tutti

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Messaggio Da Dec Mer Ago 25, 2021 6:24 pm

Ire ha scritto:
Dec ha scritto:
Ire ha scritto:se e quando la smetteremo di dividere l'educazione sullo stesso ragazzo in due spezzoni quello che deve fare la famiglia e quello che deve fare la scuola, forse ripartiremo. La scuola dovrebbe servire al miglioramento sociale.  Se si ferma dicendo che visto che la famiglia non interviene la cosa non la riguarda, tanto vale apprendere da internet.

si, si ritorna sempre lì.     Vorrei capire il problema.

Il problema è che quando la scuola prova ad intervenire su ambiti che la famiglia ritiene essere di sua competenza si rischia lo scontro con la famiglia stessa (mentre non vale il contrario e la famiglia ha sempre tutti i diritti di intervenire in ambiti che dovrebbero essere di competenza della scuola, come quello, che ritengo anch'io del tutto insignificante, di cui si sta discutendo in questo topic). E allora non è che la scuola si disinteressi, ma deve tutelarsi ed evitare di farsi del male da sola prevedendo ogni possibile obiezione, per quanto infondata.

E' una discussione che non avrà mai fine, caro Dec, , mi permetto di esprimerti il mio pensiero sulla questione:    all'apparenza quello che dici è vero, lo so,  ma il punto della questione è nel fatto che scuola e famiglia non hanno le stesse
responsabilità nei confronti del ragazzo.     Una responsabilità enorme, ma non la stessa.  La famiglia manda a scuola un ragazzo carico del bagaglio culturale famigliare, delle aspettative, dei bisogni, dei vincoli che questo carico comporta.    La famiglia, mamma e papà, desiderano per il figlio quello che loro pensano sia meglio (potrebbero anche desiderare la promozione d'ufficio senza rotture,  per loro è il meglio e a noi, ora, importa poco)  Quello che  uscirà dall'avventura scolastica di questo alunno sarà la loro storia che prosegue. A loro è attribuita la CULPA in EDUCANDO.   ed hanno tutto l'interesse e il diritto di mettere uno zampino nel servizio dello Stato, di cui sono membri.  La scuola,  volenti o nolenti è un servizio al cittadino che non si può permettere di intromettersi (se non davanti a comportamenti di palese incuria o ipercuria) nelle scelte private-     Non può, la scuola, decidere quanto e come un singolo ragazzo possa usare lo smartphone ,  a  fatica si può permettere di fare osservazioni su questo.  Però deve raccogliere le indicazioni della comunità scientifica, e delle agenzie educative per far conoscere quanto ritenuto corretto, valido, salutare, sicuro.   Far conoscere come?   Conoscendo e non andando a buon senso personale, chiedendo a ciascun dipendente di rispettare queste regole in modo da insegnare, in modo diverso rispetto a come insegna la famiglia,  le buone prassi che potrebbero migliorare le condizioni di vita, di relazione, di apprendimento.   Altra  responsabilità non ha.  Ma quella che ha è bella grossa.

Che le responsabilità siano diverse non c'è dubbio, ma allora bisogna inevitabilmente dividere le competenze: fin qui arriva la scuola, poi ci deve pensare la famiglia. Se la scuola non ha la possibilità di intervenire (se non davanti a comportamenti di palese incuria, come hai scritto tu), non si può neanche pretendere che lo faccia. E non sono per nulla d'accordo sul fatto che le famiglie abbiano il diritto di mettere uno zampino (che poi di solito è molto più di questo, almeno per i casi di cui discutiamo; con le famiglie equilibrate è chiaro che non c'è nessun problema e per fortuna sono ancora la maggioranza) nel servizio dello Stato, di cui sono membri: per questo ci sono gli organi competenti, in casi estremi le forze dell'ordine e la magistratura, ma il genitore che pretende di dare ordini all'insegnante non lo fa certamente come membro dello Stato: infatti non lo fa in tutte le scuole e con tutti gli insegnanti, ma solo con quelli di suo figlio, figlio che ritiene di sua proprietà e su cui proietta in genere se stesso (io credo che queste persone abbiano dei conti in sospeso con i loro ex insegnanti e che cerchino un'impossibile vendetta); e allora finché è possibile si cerca di mediare, ma poi l'unica soluzione è quella che hanno già scritto le colleghe che mi hanno preceduto: invitarli a cercarsi un'altra scuola o a ricorrere all'istruzione parentale (e nella maggior parte dei casi poveri figli).

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Messaggio Da Ire Mer Ago 25, 2021 7:29 pm

La scuola deve tenere il proprio ruolo di Istituzione seguendo pedissequamente le Leggi.   A casa si fa una cosa, a scuola si valuta e si seguono altre regole.  Questo è sacrosanto-  Rispondevo a quello che avevi lamentato  e cioè che a fronte di una famiglia che "si permette di metter bocca"   la scuola non può farlo.  Ho cercato di darti il mio perchè.    Concordo con quanto dici sulle figure che possono o non pòssono mettere bocca, individuando come te la linea gerarchica per farlo, però:  in situazioni di gente equilibrata, si parla e si risolve,  in situazioni di squilibrio famigliare si cerca di parlare, si ascolta e si tiene posizione se del caso, in situazione di squilibrio del docente, prima di decidere che sia così, si cerca di parlare (checchè voi ne pensiate sono mille le riflessioni e ripensamenti di ogni famiglia quando decide di muoversi).  Ogni scuola deve avere le stesse regole perchè basate, come dicevo, sulle leggi, non sul sentire dei docenti  quindi non ha senso e non ha un perchè invitare al cambio di scuola.

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Messaggio Da Dec Gio Ago 26, 2021 12:06 am

Le scuole non sono tutte uguali, anche se le leggi sono le stesse. Intanto ci sono indirizzi diversi (parlo per le scuole superiori), ci sono contesti sociali diversi, poi ci sono dirigenti molto diversi l'uno dall'altro, poi ci sono anche corpi docenti diversi, più uniti o più arrendevoli, ma questo è l'elemento meno importante, anche se a quanto pare secondo te è il principale (il sentire dei docenti). Questo noi docenti lo sappiamo bene, altrimenti non ci sarebbero tante richieste di mobilità ogni anno (e non solo per avvicinarsi a casa, come puoi vedere se leggi anche qualche altro topic nelle altre sezioni).
I docenti squilibrati ovviamente possono esistere perché sono esseri umani come tutti, ma normalmente non hanno tutto questo potere perché fanno parte di un'organizzazione, di un consiglio di classe, di un dipartimento, di un collegio docenti e hanno un dirigente che vigila sul buon andamento della scuola e dovrebbe farlo anche senza le segnalazioni dei genitori.
Le famiglie che decidono di muoversi sono formate da due genitori, quando va bene, perché di solito a muoversi è un solo genitore perché l'altro se n'è già andato da anni e non si occupa più di queste cose o è succube del genitore più forte (o meglio più aggressivo). Se quest'ultimo è squilibrato, come capita, non so chi possa imporgli riflessioni e ripensamenti. Tutti noi abbiamo incontrato genitori di questo tipo e ti assicuro che non fanno nulla per cercare di parlare, ma vengono solo ad aggredire perché loro sanno già tutto e noi siamo i nemici da abbattere (qualche volta nemmeno vengono a parlare con noi e vanno direttamente dal dirigente).

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