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Messaggio Da herman il lattoniere Mar Ott 26, 2021 6:14 am

Dopo l'appello dei "maturanti" (poi corretto in maturandi) che invocavano su change.org l'abolizione delle prove scritte all'esame di maturità (https://www.orizzontescuola.it/maturita-2022-stop-agli-scritti-studenti-lanciano-la-petizione-gia-quasi-1000-firme/

“Noi studenti maturandi chiediamo l’eliminazione delle prove scritte all’esame di maturità 2022, poiché troviamo ingiusto e infruttuoso andare a sostenere un esame scritto in quanto pleonastico, i professori curricolari nei cinque anni trascorsi, hanno avuto modo di toccare con mano e saggiare le nostre capacità. L’ulteriore stress di un’esame scritto remerebbe contro un fruttuoso orale indispensabile come primo passo verso l’età adulta”.

risponde una preside, che si dice d'accordo con l'abolizione del tema
https://www.tecnicadellascuola.it/maturita-la-prova-scritta-di-italiano-non-ha-piu-motivo-di-esistere-vi-spiego-perche

Le tesi della dirigente: il tema, anche nella sua versione mascherata delle "tipologie di esame" è roba che risale alla riforma Gentile del 1923 (si cita sempre Gentile quando ci si vuol dare una veste di modernità) che non risponderebbe più alle esigenze del logorio della vita moderna e che si scontrerebbe con le "ultime ricerche psico pedagogiche" e con il "diffuso concetto di individualizzazione e personalizzazione degli apprendimenti"; inoltre, continua la preside, le esigenze sarebbero molto cambiate e al giorno d'oggi scrivere un tema è del tutto inutile, mentre per chi "voglia trovare un lavoro o iniziare un'attività imprenditoriale" conta (sic) saper scrivere "lettere motivazionali" e imparare a usare "i social e i loro linguaggi" (ahimè).

Nella sostanza la dirigente contesta come vetuste tutte le pratiche sedimentate della scuola, che non corrisponderebbero alle esigenze del mondo produttivo, per il quale è più importante che un ragazzo "se la cavi benissimo in sala o nella reception" piuttosto che avere qualche competenza di scrittura; inoltre suggerisce che i disastri della scuola attuale, che non riesce neanche più nel suo compito storico e costituzionale della alfabetizzazione di massa, siano dovuti non alle "innovazioni" introdotte a livello metodologico e di contenuti, non all'eccessiva individualizzazione e all'autonomia che hanno distrutto il carattere e gli obiettivi generalisti e nazionali della scuola, ma al contrario al fatto che queste "innovazioni" non siano state ancora implementate al 100%: la dirigente evidentemente immagina una scuola in cui ognuno ha il suo percorso individualizzato, portato avanti con metodologie nuove, e che, fatalmente, fa sì che l'alunno rimanga al punto di partenza (esplicative in questo senso le considerazioni classiste per cui il tema e il liceo non sarebbero per tutti). Insomma la solita solfa di chiamare "moderna" una scuola che risponda alle esigenze del mondo produttivo, addestrando le nuove generazioni al lavoro, ovviamente tarato in base ai ceti sociali di provenienza, più che una scuola che apra possibilità e alleni al pensiero: la scuola tratteggiata chiaramente dal dettato costituzionale.

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Messaggio Da antalia Mar Ott 26, 2021 7:14 am


solo a leggere quelle poche righe mi viene da ridere, quindi lo scorso anno io avrei assistito a " fruttuosi orali" e non a estemporanee arrampicate sugli specchi?



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Messaggio Da franco71 Mar Ott 26, 2021 7:55 am

Quindi è la DS degli alunni del primo messaggio? Non vale come endorsement.
Se devo firmare l'appello, come contropartita vorrei una firma su qualcosa del genere:
https://www.orizzontescuola.it/docenti-sempre-piu-vittime-della-burocrazia-anief-la-professione-e-mutata-lo-si-riconosca-pure-nello-stipendio-con-indennita-specifiche/
però senza indennità ma meno meno burocrazia.

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Messaggio Da lucetta10 Mar Ott 26, 2021 1:54 pm

Il fastidio nei confronti del tema è una buona metafora della scuola (e della società) attuale.

Della scuola, appiattita sulle tipologie Invalsi vissute come "oggettive", laddove il tema sarebbe invece il regno del soggettivo e dell'arbitrarietà (quasi capriccio) della valutazione (per quanto si possano usare giudizi lunghi oltre le dimensioni dell'elaborato e grigliate chilometriche, chissà perchè, non si capisce mai "perchè nun j'è piaciuto!"... ma come Mariolino, hai scritto "gniente" e "intelliggente"... eeeeeeeh vabbè, ero distratto/stanco/ho copiato male), dei tempi lunghi per una prova, addirittura della calligrafia e del corsivo, della bella copia, del foglio protocollo e la scrittura a colonna (dove va il nome prooooof????)... altro che Gentile, De Amicis!
Eppure curiosamente respinto dalla scuola inclusiva della personalizzazione, senza una reale motivazione che non quella dell'eccessivo tempo per redigere, trascrivere... magari anche revisionare... quando il prof è veramente un sadico (e rimanda Pierino sfinito al posto "rileggi bene prima di consegnare, sono passati solo 12 minuti dalla dettatura della traccia"): TRE ORE a scrivere!!!!
Perfino i colleghi barcollano di fronte ai ragazzini emaciati, che magari hanno perfino saltato la merendina per vergare le ultime letterine e li accolgono con "posso andare in bagno... abbiamo fatto TEMA"...
Eppure fino a qualche anno fa (io me lo ricordo!) era consuetudine chiedere al collega un'ora per fare il tema, ora non usa più.
Ormai imolti colleghi hanno piantato bandiera bianca... tanto per l'esame basta anche solo sapere il riassunto (e magari sapessero fare almeno quello!).

Non parliamo nemmeno della primaria (la dirigente della scuola di cui si riporta il link è una insegnante di scuola elementare: sarà un caso?), che persa tra la rava e la fava, il coding e il progetto sulle verdure, non trova più tutto questo tempo per fare il tema... vuoi mettere con una bella comprensione del testo con due domandine, che ti torna anche come addestramento per l'Invalsi di quinta?
Una volta, non troppe ere geologiche fa, la scuola gentiliana spalmava il tema a tutto pasto: tema di storia (un must di cui si sono perse le tracce, uscito di scena tra i pernacchioni), ma anche tema per scienze... se non sai articolare un pensiero sensato, la valutazione sui contenuti sarà comunque bassa, mica come adesso che finalmente abbiamo scoperto che esistono le competenze!

Metafora della società: mentre la dirigente del glorioso istituto della gloriosa Bassano del Grappa festeggia la spolverata sulle anticaglie, esiste un mondo che non è così scemo da credere alla baggianata della selezione fatta sui test oggettivi a scelta multipla e la comprensione del testo, e in cui si selezionano alte professionalità facendo scrivere... pensa un po'... un tema, e pure in corsivo pena l'esclusione: il concorso in magistratura si supera con ben tre temi, i dottorati di ricerca si conquistano con i temi (non solo a lettere).
In buona sostanza il tema si avvia a diventare, da fondamento della cultura generale degli alfabetizzati, a competenza ultraspecialistica di un gruppo di pochi che ambiscono a posizioni apicali, che socialmente sono poi sempre loro e sempre gli stessi. Perchè un conto è il mondo produttivo degli schiavi, un conto quello dei padroni e della classe dirigente
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Messaggio Da Gattopardo1945 Mar Ott 26, 2021 3:12 pm

lucetta10 ha scritto:Il fastidio nei confronti del tema è una buona metafora della scuola (e della società) attuale.

Della scuola, appiattita sulle tipologie Invalsi vissute come "oggettive", laddove il tema sarebbe invece il regno del soggettivo e dell'arbitrarietà (quasi capriccio) della valutazione (per quanto si possano usare giudizi lunghi oltre le dimensioni dell'elaborato e grigliate chilometriche, chissà perchè, non si capisce mai "perchè nun j'è piaciuto!"... ma come Mariolino, hai scritto "gniente" e "intelliggente"... eeeeeeeh vabbè, ero distratto/stanco/ho copiato male), dei tempi lunghi per una prova, addirittura della calligrafia e del corsivo, della bella copia, del foglio protocollo e la scrittura a colonna (dove va il nome prooooof????)... altro che Gentile, De Amicis!
Eppure curiosamente respinto dalla scuola inclusiva della personalizzazione, senza una reale motivazione che non quella dell'eccessivo tempo per redigere, trascrivere... magari anche revisionare... quando il prof è veramente un sadico (e rimanda Pierino sfinito al posto "rileggi bene prima di consegnare, sono passati solo 12 minuti dalla dettatura della traccia"): TRE ORE a scrivere!!!!
Perfino i colleghi barcollano di fronte ai ragazzini emaciati, che magari hanno perfino saltato la merendina per vergare le ultime letterine e li accolgono con "posso andare in bagno... abbiamo fatto TEMA"...
Eppure fino a qualche anno fa (io me lo ricordo!) era consuetudine chiedere al collega un'ora per fare il tema, ora non usa più.
Ormai imolti colleghi hanno piantato bandiera bianca... tanto per l'esame basta anche solo sapere il riassunto (e magari sapessero fare almeno quello!).

Non parliamo nemmeno della primaria (la dirigente della scuola di cui si riporta il link è una insegnante di scuola elementare: sarà un caso?), che persa tra la rava e la fava, il coding e il progetto sulle verdure, non trova più tutto questo tempo per fare il tema... vuoi mettere con una bella comprensione del testo con due domandine, che ti torna anche come addestramento per l'Invalsi di quinta?
Una volta, non troppe ere geologiche fa, la scuola gentiliana spalmava il tema a tutto pasto: tema di storia (un must di cui si sono perse le tracce, uscito di scena tra i pernacchioni), ma anche tema per scienze... se non sai articolare un pensiero sensato, la valutazione sui contenuti sarà comunque bassa, mica come adesso che finalmente abbiamo scoperto che esistono le competenze!

Metafora della società: mentre la dirigente del glorioso istituto della gloriosa Bassano del Grappa festeggia la spolverata sulle anticaglie, esiste un mondo che non è così scemo da credere alla baggianata della selezione fatta sui test oggettivi a scelta multipla e la comprensione del testo, e in cui si selezionano alte professionalità facendo scrivere... pensa un po'... un tema, e pure in corsivo pena l'esclusione: il concorso in magistratura si supera con ben tre temi, i dottorati di ricerca si conquistano con i temi (non solo a lettere).
In buona sostanza il tema si avvia a diventare, da fondamento della cultura generale degli alfabetizzati, a competenza ultraspecialistica di un gruppo di pochi che ambiscono a posizioni apicali, che socialmente sono poi sempre loro e sempre gli stessi. Perchè un conto è il mondo produttivo degli schiavi, un conto quello dei padroni e della classe dirigente
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Però deciditi.. oscilli di continuo tra " l usato sicuro " di chi dorme digli allori della didattica dei tempi andati, incapace di aggiornarsi, e lo scherno dei riassuntini smart prodotti dai nostri alunni , figli di una scuola che non sa più chiedere " prestami un' ora per il tema" e produce tonnellate di fuffa e incapacita

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Messaggio Da lucetta10 Mar Ott 26, 2021 3:37 pm

Gattopardo1945 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:Il fastidio nei confronti del tema è una buona metafora della scuola (e della società) attuale.

Della scuola, appiattita sulle tipologie Invalsi vissute come "oggettive", laddove il tema sarebbe invece il regno del soggettivo e dell'arbitrarietà (quasi capriccio) della valutazione (per quanto si possano usare giudizi lunghi oltre le dimensioni dell'elaborato e grigliate chilometriche, chissà perchè, non si capisce mai "perchè nun j'è piaciuto!"... ma come Mariolino, hai scritto "gniente" e "intelliggente"... eeeeeeeh vabbè, ero distratto/stanco/ho copiato male), dei tempi lunghi per una prova, addirittura della calligrafia e del corsivo, della bella copia, del foglio protocollo e la scrittura a colonna (dove va il nome prooooof????)... altro che Gentile, De Amicis!
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Metafora della società: mentre la dirigente del glorioso istituto della gloriosa Bassano del Grappa festeggia la spolverata sulle anticaglie, esiste un mondo che non è così scemo da credere alla baggianata della selezione fatta sui test oggettivi a scelta multipla e la comprensione del testo, e in cui si selezionano alte professionalità facendo scrivere... pensa un po'... un tema, e pure in corsivo pena l'esclusione: il concorso in magistratura si supera con ben tre temi, i dottorati di ricerca si conquistano con i temi (non solo a lettere).
In buona sostanza il tema si avvia a diventare, da fondamento della cultura generale degli alfabetizzati, a competenza ultraspecialistica di un gruppo di pochi che ambiscono a posizioni apicali, che socialmente sono poi sempre loro e sempre gli stessi. Perchè un conto è il mondo produttivo degli schiavi, un conto quello dei padroni e della classe dirigente
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Però deciditi.. oscilli di continuo tra " l usato sicuro " di chi dorme digli allori della didattica dei tempi andati, incapace di aggiornarsi, e lo scherno dei riassuntini smart prodotti dai nostri alunni , figli di una scuola che non sa più chiedere " prestami un' ora per il tema" e produce tonnellate di fuffa e incapacita

Mi disturbano entrambi gli schieramenti, le tifoserie per cui si prendono i pacchetti completi non hanno senso.
Per esempio oggi, volendo, si valuta il tema molto meglio di come faceva la "vecchia scuola"... Che però faceva i temi che oggi si fanno meno

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Messaggio Da mac67 Mar Ott 26, 2021 5:23 pm

Quindi ora il problema dell'esame è il tema? Si impara sempre qualcosa di nuovo.

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Messaggio Da lucetta10 Mar Ott 26, 2021 5:44 pm

No, il problema dell'esame è l'esame

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Messaggio Da herman il lattoniere Mar Ott 26, 2021 6:40 pm

il problema dell'esame è che al contorno hanno talmente tanto svuotato di senso la scuola, e con essa prassi "antiche" come la valutazione, la severità, l'impegno, la promozione dei talenti, che nella scuola rinnovata l'esame stesso ha perduto di senso.
In fondo tanto gli alunni quanto la dirigente dal loro punto di vista hanno ragione: ma come, prima parliamo di personalizzazione e individualizzazione (leggasi facilitazioni a tutto spiano, abbassamento di tutte le asticelle abbassabili e anche di quelle non abbassabili, abitudine a considerare solo i diritti e non i doveri), poi facciamo i cattivoni e chiediamo delle crudeltà come fare un tema, rispondere a un test invalsi, risolvere dei problemi di matematica e geometria. Con il contorno retorico del progresso tecnologico, per cui siccome ci sono le calcolatrici è inutile imparare i meccanismi di calcolo e per cui siccome ci sono i social, è inutile imparare a scrivere un tema. C'è sempre un surplus di inutilità nella scuola.
Con tutti i distinguo del caso, ci sarebbe da dare ragione alla Mastrocola e Ricolfi, che in un'inedita alleanza tra liberalismo e nostalgia delle orecchie d'asino intitolano il loro libro a quattro mani "Il danno scolastico. La scuola progressista come macchina della diseguaglianza". La tesi è semplice ed inoppugnabile: se non insegni NIENTE a uno che non ha mai visto un libro e a livello economico se la passa male e a uno che conosce i libri e il denaro, inevitabilmente il secondo manterrà un enorme vantaggio competitivo rispetto al primo. E la scuola sedicente "progressista" consiste proprio nell'abbassare talmente i livelli, in nome di una malintesa inclusione sociale, da ottenere esattamente l'effetto opposto al voluto, cioè aumentare le diseguaglianze.

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Messaggio Da Ciccio.8 Mar Ott 26, 2021 9:28 pm

Temi e patemi
Il giovane teme il tema più del tomo, che tanto non tara
t'ama ma trema o esame che porti pena e liberi dalla tana...
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Messaggio Da sempreconfusa1 Mer Ott 27, 2021 12:43 am

E te credo che lo teme, se scrive così! Che poi l'orale sia "indispensabile come primo passo verso l'età adulta" e lo scritto no, me lo devono spiegare meglio. A meno di non pensare al bimbo che, notoriamente, inizia prima a parlare che a scrivere...In genere, tra gli adulti, chi sa scrivere in modo corretto sa anche esprimersi in modo altrettanto corretto quando parla.

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Messaggio Da mario60 Dom Ott 31, 2021 10:44 am

lucetta10 ha scritto:esiste un mondo che non è così scemo da credere alla baggianata della selezione fatta sui test oggettivi a scelta multipla e la comprensione del testo, e in cui si selezionano alte professionalità facendo scrivere... pensa un po'... un tema, e pure in corsivo pena l'esclusione: il concorso in magistratura si supera con ben tre temi, i dottorati di ricerca si conquistano con i temi (non solo a lettere).
In buona sostanza il tema si avvia a diventare, da fondamento della cultura generale degli alfabetizzati, a competenza ultraspecialistica di un gruppo di pochi che ambiscono a posizioni apicali, che socialmente sono poi sempre loro e sempre gli stessi. Perchè un conto è il mondo produttivo degli schiavi, un conto quello dei padroni e della classe dirigente
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Messaggio Da mario60 Dom Ott 31, 2021 10:58 am

herman il lattoniere ha scritto:il problema dell'esame è che al contorno hanno talmente tanto svuotato di senso la scuola, e con essa prassi "antiche" come la valutazione, la severità, l'impegno, la promozione dei talenti, che nella scuola rinnovata l'esame stesso ha perduto di senso.
In fondo tanto gli alunni quanto la dirigente dal loro punto di vista hanno ragione: ma come, prima parliamo di personalizzazione e individualizzazione (leggasi facilitazioni a tutto spiano, abbassamento di tutte le asticelle abbassabili e anche di quelle non abbassabili, abitudine a considerare solo i diritti e non i doveri), poi facciamo i cattivoni e chiediamo delle crudeltà come fare un tema, rispondere a un test invalsi, risolvere dei problemi di matematica e geometria. Con il contorno retorico del progresso tecnologico, per cui siccome ci sono le calcolatrici è inutile imparare i meccanismi di calcolo e per cui siccome ci sono i social, è inutile imparare a scrivere un tema. C'è sempre un surplus di inutilità nella scuola.
Con tutti i distinguo del caso, ci sarebbe da dare ragione alla Mastrocola e Ricolfi, che in un'inedita alleanza tra liberalismo e nostalgia delle orecchie d'asino intitolano il loro libro a quattro mani "Il danno scolastico. La scuola progressista come macchina della diseguaglianza". La tesi è semplice ed inoppugnabile: se non insegni NIENTE a uno che non ha mai visto un libro e a livello economico se la passa male e a uno che conosce i libri e il denaro, inevitabilmente il secondo manterrà un enorme vantaggio competitivo rispetto al primo. E la scuola sedicente "progressista" consiste proprio nell'abbassare talmente i livelli, in nome di una malintesa inclusione sociale, da ottenere esattamente l'effetto opposto al voluto, cioè aumentare le diseguaglianze.

NI.
La storia è diversa. Quando la Scuola, per mutamenti soclali vari e profondi, è diventata di massa, una buona parte della docenza (e della burocrazia) si è accorta che per recuperare a scuola lo svantaggio delle condizioni di origine degli studenti ci voleva uno sforzo di impegno didattico personale che non era nelle loro volontà. Una cosa è avere trenta studenti di famiglie di professionisti che a casa parlano un ottimo italiano, ed essere severi distinguendo tra questi fortunati gli scavezzacollo dai talentusosi (il docente di liceo classico anni '50 questo faceva), un altra avere trenta studenti con provenienze sociali molto differenziate, e distinguere tra questi quelli scavezzacollo perché nascondono il proprio background, quelli scavezzacollo perché hanno il futuro assicurato, quelli talentuosi ma in cui si sente che a casa non parlano un buon italiano, e i talentuosi che viaggiano da soli. O no?

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Messaggio Da mac67 Dom Ott 31, 2021 11:22 am

mario60 ha scritto:... O no?

Ni. Perché il problema è più su: se la scuola diventa di massa, si devono ridefinire gli obiettivi, e inevitabilmente togliendo contenuti. Esattamente il contrario di quel che è avvenuto. Negli ultimi anni, poi, l'aumento di cose da fare (alternanza, educazione civica) è incredibile.

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Messaggio Da franco71 Dom Ott 31, 2021 11:49 am

mac67 ha scritto:
mario60 ha scritto:... O no?

Ni. Perché il problema è più su: se la scuola diventa di massa, si devono ridefinire gli obiettivi, e inevitabilmente togliendo contenuti. Esattamente il contrario di quel che è avvenuto. Negli ultimi anni, poi, l'aumento di cose da fare (alternanza, educazione civica) è incredibile.
Mi trovo per la prima volta alle prese con questa nuova incombenza, è assurda, era meglio introdurre l'ora di educazione civica in modo autonomo dalle discipline ma prevedendone un taglio interdisciplinare. Per far comprendere, ad esempio, l'importanza della legalità nelle attività sportive non è necessario essere un docente di Scienze Motorie.

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Messaggio Da mac67 Dom Ott 31, 2021 11:58 am

franco71 ha scritto:
mac67 ha scritto:
mario60 ha scritto:... O no?

Ni. Perché il problema è più su: se la scuola diventa di massa, si devono ridefinire gli obiettivi, e inevitabilmente togliendo contenuti. Esattamente il contrario di quel che è avvenuto. Negli ultimi anni, poi, l'aumento di cose da fare (alternanza, educazione civica) è incredibile.
Mi trovo per la prima volta alle prese con questa nuova incombenza, è assurda, era meglio introdurre l'ora di educazione civica in modo autonomo dalle discipline ma prevedendone un taglio interdisciplinare. Per far comprendere, ad esempio, l'importanza della legalità nelle attività sportive non è necessario essere un docente di Scienze Motorie.

Direi anche di più: per diversi di noi, non è la nostra materia. Che un docente di scienze (esempio) sia automaticamente in grado di fare lezione sull'educazione ambientale e sullo sviluppo sostenibile non è mica detto. Un conto è parlarne, altra cosa è fare un'ora di lezione sul tema.

Ma al legislatore basta che non costi un centesimo in più, poi sono solo problemi nostri.

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Messaggio Da mario60 Dom Ott 31, 2021 12:25 pm

mac67 ha scritto:
mario60 ha scritto:... O no?

Ni. Perché il problema è più su: se la scuola diventa di massa, si devono ridefinire gli obiettivi, e inevitabilmente togliendo contenuti. Esattamente il contrario di quel che è avvenuto. Negli ultimi anni, poi, l'aumento di cose da fare (alternanza, educazione civica) è incredibile.

alternanza, educazione civica, ecc.,  sono esempi di quelli che io chiamo atti di retorica burocratico-politica, nel senso di provvedimenti per indurre a credere di impegnarsi a soddisfare  una esigenza o una preoccupazione, ma nei fatti formulati invece per evitare di farlo. Non li prendo neppure in considerazione, fanno parte della zavorra creata ad hoc per non far funzionare le cose, o al meglio da chi ascolta sirene esterne al mondo della scuola senza rendersi conto dei danni che procura.

Sull'altra oservazione ("togliendo contenuti"), con me sfondi una porta aperta, alle scuole superiori consigli ci classe di cinque/sei docenti, ognuno con al massimo tre/quattri classi, permetterebbe di lavorare molto meglio. Quello che manca oggi in Italia è un discorso pubblico che esponga queste critiche, e indichi modelli alternativi, in modo costante, giorno per giorno, con cognizione di causa dei problemi.

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Messaggio Da mac67 Dom Ott 31, 2021 12:37 pm

mario60 ha scritto:
mac67 ha scritto:
mario60 ha scritto:... O no?

Ni. Perché il problema è più su: se la scuola diventa di massa, si devono ridefinire gli obiettivi, e inevitabilmente togliendo contenuti. Esattamente il contrario di quel che è avvenuto. Negli ultimi anni, poi, l'aumento di cose da fare (alternanza, educazione civica) è incredibile.

alternanza, educazione civica, ecc.,  sono esempi di quelli che io chiamo atti di retorica burocratico-politica, nel senso di provvedimenti per indurre a credere di impegnarsi a soddisfare  una esigenza o una preoccupazione, ma nei fatti formulati invece per evitare di farlo. Non li prendo neppure in considerazione ...

In che senso? Non sei libero di considerarli o no, invadono i tuoi spazi senza il tuo consenso, ti tolgono ore di lezione e appesantiscono lo studio dei ragazzi. Al massimo puoi decidere di non partecipare attivamente come tutor o altro.

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Messaggio Da herman il lattoniere Lun Nov 01, 2021 6:17 am

Quindi la soluzione per Mario60 è contestare la scuola di massa e tornare agli anni '50-60, quando il classico era frequentato solo dai figli della borghesia più o meno "bene", dando quindi ragione al ragionamento classista della preside Biancone per cui "il classico non è per tutti".

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Messaggio Da stringiamciacoorte Lun Nov 01, 2021 10:08 am

herman il lattoniere ha scritto:dando quindi ragione al ragionamento classista della preside Biancone per cui "il classico non è per tutti".
Dipende cosa intendeva, "il classico non per i poveri" è una porcata, "l classico non è per gli stupidi" e "il classico non è per chi odia studiare" sono due sante verità.

Poi si potrebbe aggiungere che "il classico non è per chi ha ambizioni scientifico-tecnologiche", ma saremmo OT
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Messaggio Da Gattopardo1945 Lun Nov 01, 2021 10:12 am

stringiamciacoorte ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:dando quindi ragione al ragionamento classista della preside Biancone per cui "il classico non è per tutti".
Dipende cosa intendeva, "il classico non per i poveri" è una porcata, "l classico non è per gli stupidi" e "il classico non è per chi odia studiare" sono due sante verità.

Poi si potrebbe aggiungere che "il classico non è per chi ha ambizioni scientifico-tecnologiche", ma saremmo OT
Perche, esistono ancora i poveri oggi?
Leggendo il forum sembra di leggere pezzi di Oliver Twist

Gattopardo1945

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Messaggio Da herman il lattoniere Lun Nov 01, 2021 3:19 pm

diciamo che possiamo con buona approssimazione definire "poveri" quelli che percepiscono redditi insufficienti e saltuari.
Per esempio
"Povertà s.m.: Condizione di inferiorità economica (e per lo più anche sociale)."
Oppure
"povertà Stato di indigenza consistente in un livello di reddito troppo basso per permettere la soddisfazione di bisogni fondamentali in termini di mercato, nonché in una inadeguata disponibilità di beni e servizi di ordine sociale, politico e culturale."
Ah giusto oggi abbiamo tutti uno smartphone, quindi siamo tutti ricchi... che idiota, come avevo fatto a non pensarci?

herman il lattoniere

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Messaggio Da boston Lun Nov 01, 2021 3:26 pm

A me importa solo sapere se si torna all commissione esterna o se sarà interna come lo scorso anno..

boston

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Messaggio Da stringiamciacoorte Lun Nov 01, 2021 7:05 pm

boston ha scritto:A me importa solo sapere se si torna all commissione esterna o se sarà interna come lo scorso anno..
Io lo so ma non te lo dico adesso; te lo dirò fra qualche mese.
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