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UFFA SONO ARRABBIATA CON LA DS

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Messaggio Da pulsar Dom Set 16, 2012 3:11 pm

Mi spiace scrivertelo ,Giovanna,ma un po' (forse anche di più) giudice lo sei stata anche tu.
Se ti dicessi quello che ho provato in questi primi giorni di lavoro, mi tratteresti peggio della collega. Mi sarei dovuta licenziare 38 anni fa perché non idonea all'insegnamento?
Lasciamo perdere,va.

pulsar

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Messaggio Da giovanna onnis Dom Set 16, 2012 3:14 pm

LucaPS ha scritto:
.........Ovviamente nel ruolo Sos tutto si complessifica trementamente: ed è per questo che io pagherei di più gli insegnanti Sos (ed invece sono pagati di più gli insegnanti di religione), rispetto agli insegnanti curriculari (... se proprio si deve pagare diversamemente una categoria di insegnanti!). Si conìmplica perchè si ha a che fare con famiglie legittimamente in difficoltà e col Sistema-Scuola (D.S. e insegnanti curriculari) che - per quanti sforzi abbia fatto - non è ancora del tutto pronto a gestire bene l'integrazione scolastica................
Io sono del parere, caro Luca, che l'integrazione degli alunni H sia causa di "difficoltà" non solo per docenti curricolari, ma anche per una parte dei docenti di sostegno. Non concordo con la tua generalizzazione sui docenti curricolari, perche anche noi affrontiamo giornalmente gli impegni richiesti dagli alunni H presenti nelle nostre classi, dimentichi forse che anche gli alunni H sono nostri alunni e l'insegnante di sostegno non ne ha l'esclusiva. A questo proposito riprendo una parte di un mio precdente post.
"Parli come se l’alunno H sia esclusiva responsabilità del docente di sostegno…non è così…..anche i docenti curricolari hanno i loro impegni e responsabilità nei loro confronti. L’insegnante di sostegno ha al massimo 18 ore con l’alunno (parlo di scuola superiore, dove è più frequente che abbia 9 ore e debba seguire due alunni), mentre le ore settimanali di lezione sono mediamente 30 (variabili a seconda dell’indirizzo e della classe), quindi le restanti 12 o 21 ore l’alunno H le trascorre in classe con l’insegnante curricolare che è insegnante di tutta la classe, compreso l’alunno H, e nelle ore in cui non vi è la presenza dell’insegnante di sostegno, deve lavorare anche con lui…come è giusto che sia!!!"
Chiaramente ci saranno insegnanti curricolari che trovano grosse difficoltà nella gestione della situazione, mentre ce ne saranno altri che riescono a gestirla meglio....ma la stessa cosa può essere detta per gli insegnanti di sostegno....c'è chi è in grado di farlo e chi no...ho conosciuto colleghi di sostegno che hanno dato tanto agli alunni H, a tutti gli alunni della classe e con loro si è creato un rapporto di collaborazione veramente utili e importante....ma ne ho conosciuto anche altri che erano sempre "latitanti", cercavano qualsiasi scusa per uscire dall'aula e non lavorare con l'alunno bisognoso di sostegno, preferendo "cazzeggiare" in altro, pittosto che svolgere il proprio lavoro!!
Sono contraria, quindi, alle generalizzazioni, sia in un senso che nell'altro!!
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Messaggio Da giovanna onnis Dom Set 16, 2012 3:30 pm

pulsar ha scritto:Mi spiace scrivertelo ,Giovanna,ma un po' (forse anche di più) giudice lo sei stata anche tu.
Se ti dicessi quello che ho provato in questi primi giorni di lavoro, mi tratteresti peggio della collega. Mi sarei dovuta licenziare 38 anni fa perché non idonea all'insegnamento?
Lasciamo perdere,va.
Cara Pulsar non ritengo di essere stata "giudice", ma mi sono sentita ferita da certe affermazioni irrispettose nei confronti dei disabili. Ripeto e insisto nel dire che gli alunni disabili hanno il diritto ad essere rispettati, qualsiasi disabilità abbiano, e mi fa arrabbiare una loro classificazione ("casi peggiori", "migliori", "i più malati", "quelli che nessuno vuole", "spartimento di casi buoni e casi peggiori", "casi psicopatici"), come quella fatta da Amelia...non la trovo giustificabile. Ribadisco che questo è il mio pensiero. Chi ti dice che anche io in 26 anni di insegnamento non mi sia trovata in "situazioni critiche"..non lo puoi sapere, ma non mi sono mai permessa di considerare gli studenti come casi che devono essere "spartiti" privilegiando i "buoni" e scartando i "peggiori".
Considerazioni di questo tipo, mi fanno pensare che spesso gli alunni disabili vengono considerati una risorsa solo perchè creano posti di lavoro per gli insegnanti di sostegno e permettono (quando la normativa viene rispettata) di avere classi meno numerose e questo potrebbe essere d'aiuto per l'organico della scuola....ma sempre queste considerazioni mi fanno pensare che gli alunni disabili, importanti come numeri, non lo siano nello stesso modo come PERSONE!!
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Messaggio Da flo Dom Set 16, 2012 3:44 pm

Concordo con Luca PS quando afferma che la questione è molto più complessa e sarebbe riduttivo estremizzarla al dualismo “classi differenziali/integrazione zero vs, classi comuni”

Come docente di scuola primaria ho vissuto il fervore e il dibattito pedagogico dell’entrata in vigore della L. 517, come familiare di persona disabile ho toccato con mano qual era la realtà antecedente delle cosiddette “scuole speciali”, ne ho conosciuto ombre e luci.

Da allora molto tempo è passato, altre emergenze hanno assunto maggiore visibilità anche mediatica (solo a titolo esemplificativo e non esaustivo la presenza crescente di alunni non italofoni, il dilagare del bullismo…) e l’inclusione degli alunni disabili ha, via via, perso posizioni nel dibattito pedagogico…

La scuola italiana versa da tempo in condizioni che chiamare precarie è eufemistico, e che noi tutti conosciamo e denunciamo continuamente, ma è anche una struttura organizzativa “vecchia”, di gentiliana memoria, dove difficilmente, se non a costo di grande dispendio di energie individuali (spesso poco o mal riconosciute) le diversità, tutte le diversità non solo quelle legate alla disabilità, trovano modo di essere riconosciute e ascoltate.

Sono ancora tanti, troppi i “bambini che si perdono nel bosco” di cui scriveva nel 1976 Andrea Canevaro (perdonate questa citazione da “maestra di vecchia data” ), sono ancora tanti quelli che non riescono a trovare la loro strada e quelli di cui la scuola non riesce a prendersi cura in modo che tutti si sentano uguali nelle loro diversità e possano coltivare al meglio le loro potenzialità.

Questo accade al di là della volontà del singolo docente, magari animato dalle migliori intenzioni ma impotente di fronte a situazioni che il singolo non può e non deve risolvere in solitudine.

Siamo tutti noi su una barca (la scuola) che imbarca acqua da tutte le parti, e cerchiamo di rimanere a galla usando dei ditali per arginare il danno, mentre altri da fuori (le politiche scolastiche, la mancanza di un progetto di investimento nella scuola…) buttano acqua a secchiate…

Penso, però, che occorra passare dal concetto di mera integrazione in presenza a quello di inclusione, vale a dire trovare modalità affinché la scuola, soprattutto quella del 1° ciclo (preferisco riferirmi a quello che conosco per esperienza diretta) riesca a scardinare meccanismi strutturali granitici ma ormai obsoleti non solo per gli alunni disabili ma per tutti gli alunni.

Non dispongo di soluzioni in merito, lascio ad altri più autorevoli e competenti ricercare possibili soluzioni ma sono fermamente convinta che “fare scuola in un altro modo è possibile”…

Non voglio dare “lezioni” a nessuno, e mi scuso in anticipo se avrò dato questa impressione, questo mio intervento è stato un “puntare il dito” su alcuni aspetti che, a mio avviso, sono ancora carenti o problematici….
senza dimenticare la lezione del saggio che dice: “quando punti il dito contro qualcuno, ricordati di guardare la tua mano, perché ti accorgerai che almeno tre tue dita sono rivolte contro di te” e ricordo principalmente a me stessa questa massima...

P.s. mi preme ringraziare giovanna onnis per le parole di stima in un precedente post, che ricambio a lei e amplio a tutta la categoria docente e non che giorno per giorno cerca di evitare che la “barca coli a picco”
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Messaggio Da carla75 Dom Set 16, 2012 4:12 pm

L'insegnante di sostegno e' un'insegnante, non un martire, un infermiere ecc... e si occupa di didattica. qualche tempo fa , nel sito della gilda lessi un articolo in merito. secondo questo sindacato, nella scuola dell'autonomia, il DS deve mettere in condizione il docente di svolgere il suo mestiere. quindi l'alunno doveva essere coperto per intero da un assistente educativo. l'anno scorso, l'unico ragazzo autistico della scuola, un ragazzone grande e grosso, era coperto per intero dall'assistente e faceva orario ridotto perche' non reggeva 5 ore. rivolgiti ad sindacato, tu devi fare il tuo dovere di docente non di piu'. scusate il mio modo diretto di intervenire ma le belle frasi da casa nella prateria di chi scrive libri ma non e' entrato mai in una scuola io non le sopporto.
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Messaggio Da LucaPS Dom Set 16, 2012 4:34 pm

> Penso, però, che occorra passare dal concetto di mera integrazione
> in presenza a quello di inclusione, vale a dire trovare modalità affinché la scuola

Bel concetto, Flo: il dualismo classi differenziali-integrazione è stato superato dal concetto di inclusione, che non è semplice "integrazione in presenza". Ho letto poco di Canevaro, ma sicuramente concordo con lui in molte cose e tutti siamo convinti della bontà dell'integrazione anni Settanta.

---

Giovanna, dire che "il Sistema-Scuola (D.S. e insegnanti curriculari) che - per quanti sforzi abbia fatto - non è ancora del tutto pronto a gestire bene l'integrazione scolastica" non è affatto non riconoscere gli sforzi che esso fa e i traguardi che raggiunge: essere consapevoli che il Sistema-Scuola sia in difficoltà con l'integrazione scolastica e che non sia ancora del tutto pronto a gestire bene il fenomeno è - al contrario - vedere la questione in una dinamicità progettuale che spinge tutti a camminare e migliorarci. Se ci vedessimo già come "arrivati e capaci di gestire bene", nulla faremmo di più: solo chi è consapevole di non sapere, è spinto a conoscere. Quindi non prenderla come critica ma come riconoscimento della necessità di migliorare. Questo spazza via, peraltro, quanto dici nella mail che hai copiato, che non rispecchia quanto io penso nè ho mai detto.

Che poi l'insegnante curriculare sia più in difficoltà a gestire l'alunno H (anche perchè ne ha altri 29 da gestire, a differenza del collega Sos)... penso che nessuno lo possa smentire, fosse solo per le mansioni diverse che il curriculare ha (oltrechè, purtroppo, a volte per ideologia).

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Messaggio Da Albith Dom Set 16, 2012 4:52 pm

Amelia, la ripartizione dei casi H così come delle classi è disposta dal DS. Chiaramente ci sono scuole dove i docenti di ruolo, ormai radicati, ottengono classi e casi a loro gusto. Una ripartizione va fatta. Appigli normativi non ne vedo, e nei limiti si segue il buon senso (in quanto maschio, anche ora che sono di ruolo, il caso fisicamente impegnativo continuo a prenderlo io).

Penso che l'unico possibile discrimine siano poi competenze specifiche; per esempio io sto imparando la LIS e mi auguro che se un giorno sarò in una scuola con un ragazzo sordo, lo affidino a me (almeno metterò sul tavolo le mie competenze specifiche). O ancora la nostra classe curricolare, parlando di medie e superiori, a volte fa la differenza nell'assegnazione dei casi.

Chiedi un tavolo di confronto del gruppo H perché vengano esplicitati i criteri di attribuzione; magari non ci ricavi nulla, ma almeno sollevi la questione col DS e i colleghi.
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Messaggio Da giovanna onnis Dom Set 16, 2012 5:50 pm

amelia1234 ha scritto:
alla fine hai parlato tanto e mi hai criticata ma non hai risposto alla mia domanda di fondo... SU CIO' che ritego ingiusto LA RIPARTIZIONE DEGLIA LUNNI DA PARTE DELLE SCUOLE E DEI DS dei casi di sostegno , IO lavoro in una scuola primaria e le ore sono 22 e non certo 18 come le tue e credimi dover stare con bambini autistici aggressivi , violenti, non è bello e non lo dico PERCHÈ ABBIA POCA VOGLIA DI LAVORARE, anzi alla fine ho un bagaglio di esperienze e consocenze che penso tu che parli in questo modo non abbia come penso che tu non abbia mai affrontato veramente un caso serio altrimenti non avresti scritto queste assurdità sul mio conto. Vedo classi formate dove non si crea il minimo problema e l insegnante può svolgere tranquilamnete il suo lavoro perchp son formate da alunni che si sanno quanto meno rispettare le regole altre invece dove non si riesce a sentire neppure la voce dell'insegnante e non sono certe equilibrate, VEDO CERTE CLASSI DI ALUNNI DOVE NON DICO IL 100& MA CIRCA IL 70% SONO FORMATE SOLO DA CLASSI CON ALUNNI STRANIERI PROBLEMATICI E DENTRO INFILATECI ANCHE ALUNNI CON SOSTEGNO..ALLA FINE È UN VERO CAOS E SPERI CHE LA GIORANTA FINISCA il piu' presto possibile ma non perchè odi il tuo lavoro ma perchè non abbiamo gli strumenti ed i mezzi necessari per fronteggiare alcune necesità.. quindi credo che il tuo attacco nei miei confronti non abbia senso sopratutto perchp mi critichi nella forma ma nella sostanza non hai avuto il coraggio di rispondere alla mia domanda di fondo: PERCHÈ le INSEGNANT di ruoloI SI SCELGONO CASI c.d SEMPLICI e per semplici intendo con lievi ritardi e facilemnte gestibili.. e per un semplice starnuto di questi si lamenta e agli altri e con altri intendo insengnati di sostegno precari che non hanno certezza del loro futuro gli si affidano i casi che nessuno vuole?? non giusto e criticatemi quanto volete e parlatemi male MA IO LE MIE IDEE NON LE CAMBIO.. NON RITENGO GIUSTO ALLA FINE ASSEGNARE I PIÙ FACILI A QUELLE DI RUOLO E I CASI DISPERATI A QUELLI PRECARI. punto e ripeto mi spiace sopratutto per i disabili che avrebbero bisogno in primis di essere seguiti adeguatamente come si deve con una figura che gli stia presente per tutto il loro percorso scolastico dandogli stabilità.. non certo i precari che lottano ogni giorno con lo stato.. per avere almeno la certezza di avere un lavoro..il sostegno dovrebbero darcelo a noi altrochè!
Cara Amelia il problema relativo all’assegnazione degli alunni H ai singoli docenti credo che sia competenza del DS sentito il GLH, se i criteri adottati dalla tua scuola sono quelli indicati da te differenziando insegnanti di ruolo e precari con l’obiettivo di “facilitare” il lavoro dei docenti di ruolo, ritengo che non siano assolutamente corretti , dal momento che non si considera come principio fondamentale la continuità del docente con l’alunno disabile. Quindi su questo concordo con te.
Ritengo molto discutibili anche i criteri con i quali si costituiscono le classi, da quel che dici si sono costituite delle vere e proprie classi-ghetto dove lavorare è sicuramente più difficile e più stressante e su questo concordo ancora una volta con te. Non oso immaginare la composizione del CdC che se ha deliberato certi criteri per la formazione classi , la maggioranza dei docenti può andare “a braccetto” con un simile DS.
Dici che non ho avuto il coraggio di rispondere alla tua domanda di fondo…..ora l’ho fatto, ma non perché precedentemente non ho avuto il coraggio, ma perché, sinceramente, la tua domanda è passata in secondo piano rispetto alle tue affermazioni che mi hanno negativamente colpito nella forma e nella sostanza. Se le tue considerazioni fossero state differenti, non avresti suscitato reazioni come le mie, se tu avessi focalizzato il problema sulla necessità e gli interessi degli alunni disabili come fai in questo post affermando :” e ripeto mi spiace sopratutto per i disabili che avrebbero bisogno in primis di essere seguiti adeguatamente come si deve con una figura che gli stia presente per tutto il loro percorso scolastico dandogli stabilità.. non certo i precari che lottano ogni giorno con lo stato.. per avere almeno la certezza di avere un lavoro..il sostegno dovrebbero darcelo a noi altrochè!” …ti avrei sicuramente risposto in modo diverso. Ma tu cara Amelia di sei espressa in modo diverso, hai usato termini molto “forti” e hai fatto intendere altro…a questo proposito ti pregherei di rileggere i post che hai scritto!
Per quanto riguarda poi il tuo bagaglio di esperienze e conoscenze, sicuramente tu ne hai molte più di me nell’ambito del sostegno, in quanto io sono una docente curricolare che ha avuto modo di lavorare sul sostegno solo un anno per utilizzazione d’ufficio senza specializzazione e senza averlo mai chiesto. Ma contesto su ciò che affermi in relazione al fatto che io non abbia mai affrontato veramente casi seri, parlando di alunni disabili. Non è vero, ho avuto tanti alunni H e tra questi un alunno con sindrome di Asperger, un altro alunno autistico, grosso come una montagna, che alternava momenti di tranquillità (pochi) con momenti di aggressività e violenza (molti), aveva l’insegnante di sostegno per 9 ore e un’educatrice per altre 9 ore, totale 18 ore e per le altre 12 stava con noi docenti curricolari in classe senza la collaborazione di nessuno. Ho avuto anche un alunno affetto da tetraparesi spastica, privo di qualsiasi forma di autonomia ( sedia a rotelle, pannolone…), non parlava, ma faceva capire che esisteva anche lui con urla e movimenti continui delle braccia, morsicava, sputava e dava pugni..questo era il suo modo di comunicare e aveva il sostegno per 18 ore, per le ore restanti stava in classe con noi docenti curricolari. Sono tanti gli studenti speciali che ho avuto, con i quali ho interagito direttamente e per i quali ho sempre collaborato con il collega di sostegno…sicuramente le tue esperienze sono maggiori, ma i “casi seri e meno seri” che ho avuto come alunni, mi hanno aiutato ad entrare nel mondo della disabilità e mi hanno spinto ad affrontare il “problema”con molta fatica e tante, tantissime difficoltà, arrivando a quelle che sono le mie opinioni e i miei pensieri, e in base a questi agisco e parlo.

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Messaggio Da lishenko Dom Set 16, 2012 6:41 pm

giovanna onnis ha scritto:Cara Flo, se hai letto il mio precedente post, puoi capire come io sia pienamente d'accordo con le tue considerazioni....Amelia non considera minimamente che gli alunni disabili sono persone che meritano rispetto, hanno il sacrosanto diritto di essere seguiti a scuola da insegnanti che lo siano veramente e che non vengano considerati dal proprio insegnante come "casi da scartare perche peggiori".
Anche io Flo, anche se non sono sul sostegno, mi sono sentita profondamente ferita come insegnante dalle affermazioni di Amelia e da ciò, appunto, è scaturita la mia risposta ad Amelia, per i cui toni mi sono scusata con i moderatori.
Un caro saluto Flo :-)

finirò di leggere il dibattito, ma non prendiamocela con AMelia, lei però ha messo il dito nella piaga: cioè l'assegnazione dei casi all'interno delle scuole. Avere sempre a che fare con adhd, iperattivismo, comportamento oppositivo-provocatorio, non è semplice a maggior ragione se non si ha la continuità sul caso gli anni a venire (parole chiave: coerenza per loro ha valore come per tutti!)

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Messaggio Da lishenko Dom Set 16, 2012 6:50 pm

tata matilda ha scritto:
Albith ha scritto:Ci sono in effetti casi clinici che, a mio personale avviso, non dovrebbero proprio mettere piede a scuola, ma solo perché la scuola, e anche noi docenti tutti, di sostegno e non, non abbiamo proprio gli strumenti per gestirli.



La questione però non può essere solo che i colleghi di ruolo "si scelgono" i casi belli e i precari "si prendono" le patate bollenti (che poi è così con alcune ulteriori aggravanti: se sei un docente SOS maschio, come me, ti individuano anche per i casi "fisicamente pesanti", direi però anche giustamente).

La questione dovrebbe essere anche una rilettura di tutto il SOS (come anche di tutta la scuola, ma qui andremmo davvero troppo lontano) e dire chiaramente che certi casi didatticamente non sono gestibili, e più che fare i badanti/carabinieri certe volte non facciamo...

Concordo IN PIENO.
Di fatto, la scuola non è un luogo che può andare incontro a esigenze di alunni come quello descritto da Albith. E ciò è deleterio per l'alunno in questione e per chi gli sta intorno.
Ciò non vuole essere un'offesa nei confronti di questa tipologia di alunni, ma una presa di coscienza di una situazione che chiaramente non è funzionale per nessuno.

direi sopratutto se continua a esserci la richiesta dell'insegnante curricolare di portare furoi l'alunno, perchènon si riesce a fare lezione[i] ma come pensate che poi rientri se in classe non c'è ai stato?
E poi vorrei ricordare che portare fuori dall'aula sempre l'alunno disabile comporta anche margini di rischio per l'insegnante (se succede qc di chi è la responsabilità?)
Allora dico, in assenza dei sindacati, che ormai sono innocui, perchè non difendiamo noi quelle belle carte scritte e cominciamo ad informare pacatamente sul nostro ruolo i colleghi (e smentire che il SOS non ha diritto al pasto se è d'orario sulla mensa!!!)??

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Messaggio Da carla75 Dom Set 16, 2012 6:57 pm

dovrebbe essere illuminante per molti leggere la testimonianza di una collega che da curriculare e' diventata ins. di sostegno. la collega ha capito, a sue spese purtroppo, cosa significa questo lavoro. cosa si prova a stare 5 ore con un alunno che da un momento all'altro puo' scattare per una mezza parola che non tollera (il mio l'anno scorso si innervosiva se vedeva o sentiva la parola banana). forse qualche docente curriculare dovrebbe riflettere, non pontificare...
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Messaggio Da giovanna onnis Dom Set 16, 2012 7:35 pm

sweetbaby863 ha scritto:
Ora capisco, se una di quelle curricolari che pensa di saper fare sostegno perchè "qualche ora il disabile sta in classe senza copertura"...ho capito tutto.
Invece non hai capito proprio niente. Io come docente curricolare ritengo di NON essere in grado di fare l'insegnante di sostegno, NON ho le competenze per poterlo fare e non ho mai detto il contrario...ho solo detto che gli alunni H sono anche nostri alunni con i quali cerchiamo di lavorare insieme alla classe con il supporto indispensabile del collega di sostegno e con grandissime difficoltà nelle ore non coperte dal sostegno. Come docente curricolare sostengo che anche noi siamo coinvolti...non è solo un "problema" vostro..anche se voi ve ne fate carico in maniera decisamente maggiore e in modo più specialistico di noi...del resto avete proprio questo ruolo.
Se tu, nella tua carriera, hai incontrato solo colleghi curricolari che ti hanno regolarmente invitata a uscire dall'aula con l'alunno H perchè era causa di disturbo e distrazione per la classe, mi dispiace moltissimo...sono loro che sicuramente hanno sbagliato nei tuoi confronti e nei confronti dell'alunno. Mi dispiace molto che le tue esperienze siano state così negative, altrimenti non parleresti in questo modo e forse riusciresti a comprendere ciò che io voglio dire
sweetbaby863 ha scritto:
Ti pregherei, per decenza verso coloro che il sostegno lo fanno davvero (e che quindi, al contario di te, sanno come ci sia una bella differenza tra le leggi ideali e la realtà quotidiana), di evitare di citare leggi e leggine e di descrivere situazioni ideali che, nella pratica, chiunque abbia davvero lavorato sul sostegno sa che difficilmente vengono attuate.
Scusa Sweetbaby non ti seguo più, mi puoi dire cortesemente a quali leggi e leggine fai riferimento e a quali leggi e leggine io mi sarei appellata???? Non mi pare che il nostro scambio di opinioni sia legata a normative o leggi che io NON ho mai citato...dimmi in quale post l'avrei fatto??
Quale sarebbe poi la situazione ideale che avrei descritto???
Perchè continui volutamente a non voler capire quanto sostengo, che può essere divergente rispetto a cio che pensi tu, ma non per questo leggi cose che non ho mai scritto...altrimenti ti pregherei di fare un riferimento concreto a ciò che sostieni io abbia detto.
Ti informo cara Sweetbaby che sono un'insegnante con i piedi per terra ...so distinguere benissimo "le leggi ideali dalla realtà quotidiana"....io lavoro da 26 anni nella realtà quotidiana e non nel mondo delle fiabe!!!!
sweetbaby863 ha scritto:
Per te ci vorrebbe un anno, non di più, con un bel ragazzotto di quelli tosti, da pulire e da cambiare, in una delle tante scuole in cui le "tue leggi" sono carta straccia.....
.....io come te ero imbevuta di leggi e leggine e pensavo fosse il favoloso mondo di Amelie........ahahaha la realtà è ben diversa e se non ci passi non te ne renderai mai conto.
Resta pure nel tuo favoloso mondo ma abbi rispetto per coloro che LAVORANDOCI sanno che non è così.
P.S. Evitati il predicozzo che se non vengono rispettate le leggi noi dovremmo protestare...
Ancora le "mie leggi" , oppure "sono imbevuta di leggi e leggine" o l'ultima frase che è il massimo perchè sarebbe un mio possibile predicozzo!!!!! COSA DICI???? COSA TI INVENTI per attaccarmi????
A cosa ti riferisci???...stai inventando di sana pianta interventi che NON HO MAI FATTO!!!!
Se ritieni che non sia così sarebbe il caso di metterlo in evidenza per smentirmi una volta per tutte!!
Sono proprio curiosa di vedere come fai!!!!

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Messaggio Da giovanna onnis Dom Set 16, 2012 7:46 pm

lishenko ha scritto:
direi sopratutto se continua a esserci la richiesta dell'insegnante curricolare di portare furoi l'alunno, perchènon si riesce a fare lezione[i] ma come pensate che poi rientri se in classe non c'è ai stato?
Concordo con te Lisenko, sono questi colleghi che bisogna boicottare, l'insegnante di sostegno e l'alunno H hanno il DIRITTO di stare in classe, non possono essere "cacciati via" dall'insegnante curricolare che, ricordo, è insegnante anche dell'alunno H. E' troppo comodo per i colleghi curricolari cercare in questo modo di "lavarsene le mani"...i docenti di sostegno non dovrebbero adeguarsi a questo!!!!
lishenko ha scritto:
E poi vorrei ricordare che portare fuori dall'aula sempre l'alunno disabile comporta anche margini di rischio per l'insegnante (se succede qc di chi è la responsabilità?)
Allora dico, in assenza dei sindacati, che ormai sono innocui, perchè non difendiamo noi quelle belle carte scritte e cominciamo ad informare pacatamente sul nostro ruolo i colleghi (e smentire che il SOS non ha diritto al pasto se è d'orario sulla mensa!!!)??
Da insegnante curricolare quoto pienamente la tua proposta!!!!
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Messaggio Da giovanna onnis Dom Set 16, 2012 7:52 pm

carla75 ha scritto:dovrebbe essere illuminante per molti leggere la testimonianza di una collega che da curriculare e' diventata ins. di sostegno. la collega ha capito, a sue spese purtroppo, cosa significa questo lavoro. cosa si prova a stare 5 ore con un alunno che da un momento all'altro puo' scattare per una mezza parola che non tollera (il mio l'anno scorso si innervosiva se vedeva o sentiva la parola banana). forse qualche docente curriculare dovrebbe riflettere, non pontificare...

La difficoltà che incontriamo nel comunicare è strabiliante...io non sto pontificando, ma sto cercando di riflettere insieme a voi.
Mi sembra che io vi consideri colleghi, mentre voi, o meglio, una parte di voi, non consideri colleghi i docenti curricolari!! ....mi sto sbagliando??
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Messaggio Da LucaPS Dom Set 16, 2012 8:05 pm

> Penso che l'unico possibile discrimine siano poi competenze specifiche;
> per esempio io sto imparando la LIS

Che bello, Alb. Io mi ci ero messo ad impararla, con qualche incontro. Andai pure all'Ens ma i costi erano costosissimi. Poi mollai perchè è davvero una seconda lingua a tutti gli effetti! Ma mi affascina saper comunicare senza la schiavitù della parola: ti accorgi che - come per altre schiavitù - alcune cose non sono necessarie. Sono lezioni di vita, di ridurre al minimo le nostre dipendenze da ciò che sembra indispensabile o dagli automatismi culturali - che spesso sono idelismi/dualismi - che ci hanno insegnato (comunicazione-parola, dio-religioni, umanità-sesso, quali altri? Una volta mi pareva di averne individuati di più di questi dualismi...

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Messaggio Da carla75 Dom Set 16, 2012 8:22 pm

giovanna onnis ha scritto:
carla75 ha scritto:dovrebbe essere illuminante per molti leggere la testimonianza di una collega che da curriculare e' diventata ins. di sostegno. la collega ha capito, a sue spese purtroppo, cosa significa questo lavoro. cosa si prova a stare 5 ore con un alunno che da un momento all'altro puo' scattare per una mezza parola che non tollera (il mio l'anno scorso si innervosiva se vedeva o sentiva la parola banana). forse qualche docente curriculare dovrebbe riflettere, non pontificare...

La difficoltà che incontriamo nel comunicare è strabiliante...io non sto pontificando, ma sto cercando di riflettere insieme a voi.
Mi sembra che io vi consideri colleghi, mentre voi, o meglio, una parte di voi, non consideri colleghi i docenti curricolari!! ....mi sto sbagliando??
perche' ti senti chiamata in causa? non ho mica fatto il tuo nome. io parlavo in generale. se avessi voluto attaccarti lo avrei fatto citandoti. io ho letto la testimonianza di una collega che io, avendo lavorato in tre regioni diverse (nord-centro-sud) e in otto scuole, in sette anni di servizio ho sempre riscontrato. non e' una regola ma spesso succede nell'indifferenza di tutti.
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Messaggio Da Ospite Dom Set 16, 2012 8:35 pm

L'integrazione è cosa buona e giusta, ma tutti, chi più chi meno, abbiamo avuto esperienza di casi gravi per i quali né le competenze di un insegnante curricolare, né quelle di un insegnante di sostegno sono adeguate. E questo è un dato di fatto. Ci sono alunni che avrebbero bisogno di un neuropsichiatra per 30 ore e sono inseriti a scuola con nessun neuropsichiatra e un insegnante di sostegno per poche ore: come si fa? E non tirate fuori leggi o belle parole!
Quanto all'assegnazione di casi e classi, ho un ds che assegna le situazioni più difficili o delicate a chi ritiene più capace di affrontarle. Ciò non vuol dire che si aspetta miracoli da quella persona: certe situazioni sono irrisolvibili per tutti.
Detto questo auguri a tutte le colleghe che si troveranno ad affrontare situazioni difficili per le quali la laurea ottenuta e il buon senso maturato non sono sufficienti. Certe situazioni sono più grandi di noi: bisogna ammetterlo dimenticando per una volta la dilagante moda del buonismo.

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Messaggio Da lishenko Dom Set 16, 2012 9:21 pm

Ecco cosa succede e dirò che sono d'accorodo che spesso nella scuola l'anzianità fa da padrone.
"agli insegnanti di sostegno chiediamo due spezzoni": e perchè non uno ciascuno?
E poi quell'ipocrisia dell'empatia di chi si sente di prendere i casi più problematici per quello che si dice tutte voci, allora l'insegnante più sensibile ha per cicli interi i casi che altri non si sentono di affrontare...
E poi: assolutamente vero, confermo, che quando un insegnante di classe non vuole nei fatti l'alunno disabile, c'è poco da fare sostegno. E' successo anche a me, hai voglia di dire che le modalità sono importanti, se poi la collega mortifica il bambino in mille modi...
Succede che per avere casini, si proteggano questi insegnanti che non si mettono in gioco, gli si lascia potere anche non dovuto. Nonentro nei dettagli della mia esperienza, ma purtroppo il sostegno ha effetto solo se si lavora in team, sennò facciamo educatori o peggio badanti.

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Messaggio Da tata matilda Dom Set 16, 2012 10:15 pm

giovanna onnis ha scritto:
tata matilda ha scritto:
Albith ha scritto:Ci sono in effetti casi clinici che, a mio personale avviso, non dovrebbero proprio mettere piede a scuola, ma solo perché la scuola, e anche noi docenti tutti, di sostegno e non, non abbiamo proprio gli strumenti per gestirli.

Come gestisci un autistico grave, modello di Kanner, che con un morso ha strappato il muscolo dell'avambraccio a una collega di 20kg meno pesante di lui? O ritardi gravi associati a scatti di violenza incontrollati?

La questione però non può essere solo che i colleghi di ruolo "si scelgono" i casi belli e i precari "si prendono" le patate bollenti (che poi è così con alcune ulteriori aggravanti: se sei un docente SOS maschio, come me, ti individuano anche per i casi "fisicamente pesanti", direi però anche giustamente).

La questione dovrebbe essere anche una rilettura di tutto il SOS (come anche di tutta la scuola, ma qui andremmo davvero troppo lontano) e dire chiaramente che certi casi didatticamente non sono gestibili, e più che fare i badanti/carabinieri certe volte non facciamo...

Concordo IN PIENO.
Di fatto, la scuola non è un luogo che può andare incontro a esigenze di alunni come quello descritto da Albith. E ciò è deleterio per l'alunno in questione e per chi gli sta intorno.
Ciò non vuole essere un'offesa nei confronti di questa tipologia di alunni, ma una presa di coscienza di una situazione che chiaramente non è funzionale per nessuno.
Quindi, detto questo Tata Matilda, quale sarebbe la tua proposta?....Classi deffierenziate e integrazione zero per "questa tipologia di alunni"?

Veramente non mi pare di aver detto questo, se poi interpreti le cose a modo tuo, il problema è tuo.
Ma credo che 30 ore a scuola non servano a molto per questa "tipologia di alunni" (se anche questo termine vi offende, allora avete uno strano concetto di ciò che è offensivo e ciò che non lo è).
Credo che se un alunno con gravi problemi motori, passasse un terzo delle ore che passa a scuola, in un centro ATTREZZATO per la riabilitazione motoria, per lui sarebbe forse un vantaggio maggiore.
Credo che se un alunno aggressivo, che non si può lasciare libero di avvicinarsi ai bambini più piccoli, perchè li aggredisce, mordendoli e strappando loro i capelli, passasse qualcuna delle ore che passa a scuola, presso un centro specializzato con educatori e neuropsichiatra, forse sarebbe più utile per lui e per gli altri.
Persone con esigenze così particolari hanno bisogno di luoghi e attrezzature appositi.
Se per te questo vuol dire classi differenziali...rifletti sul tuo saltare a conclusioni affrettate.

tata matilda

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Messaggio Da lishenko Dom Set 16, 2012 10:40 pm


"Veramente non mi pare di aver detto questo, se poi interpreti le cose a modo tuo, il problema è tuo.
Ma credo che 30 ore a scuola non servano a molto per questa "tipologia di alunni" (se anche questo termine vi offende, allora avete uno strano concetto di ciò che è offensivo e ciò che non lo è).
Credo che se un alunno con gravi problemi motori, passasse un terzo delle ore che passa a scuola, in un centro ATTREZZATO per la riabilitazione motoria, per lui sarebbe forse un vantaggio maggiore.
Credo che se un alunno aggressivo, che non si può lasciare libero di avvicinarsi ai bambini più piccoli, perchè li aggredisce, mordendoli e strappando loro i capelli, passasse qualcuna delle ore che passa a scuola, presso un centro specializzato con educatori e neuropsichiatra, forse sarebbe più utile per lui e per gli altri.
Persone con esigenze così particolari hanno bisogno di luoghi e attrezzature appositi.
Se per te questo vuol dire classi differenziali...rifletti sul tuo saltare a conclusioni affrettate. "


quello cui ti riferisci sono le scuole speciali. le tue motivazioni sono le stesse x cui in Inghilterra pubblicizzano le scuole speciali ed una commissione valuta se il disabile va o no nella scuola pubblica. ci dono anche in Grecia.
ma in Italia eravamo avanti con i diritti di tutti....

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Messaggio Da tata matilda Dom Set 16, 2012 11:33 pm

Non ho parlato di classi speciali,ma di ore tolte all'orario scolastico e dedicate alle differenti esigenze. Come se per un alunno straniero che arriva da noi senza conoscere la lingua venisse predisposto che per lui alcune ore dell'orario scolastico venissero dedicate a un corso di lingua italiana. Lo trovi così orribile? Sarebbe negazione dell'integrazione?Razzismo? Secondo me sarebbe più un venire incontro alle esigenze "speciali" che alcuni allievi hanno

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