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 E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?

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AutoreMessaggio
lola2011



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MessaggioOggetto: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Lun Set 30, 2013 4:41 pm

Promemoria primo messaggio :

Buongiorno a tutti. Il titolo può sembrare strano, ma ci sto pensando spesso soprattutto vista la situazione presente nella mia classe di quest'anno. Le scuole " speciali" sono state chiuse negli anni Settanta con l'obiettivo dell'inclusione dell'alunno disabile e/o con problemi cognitivi. Si è mirato ad evitare che l'alunno, anche patologie gravi, venisse ghetizzato e potesse invece apprendere in un ambiente sereno senza avere solamente compagni con problemi. Nella teoria non fa una piega, buoni propositi e conseguente formazione degli insegnanti che si sarebbero dovuti occupare di questi alunni. Nella pratica però è tutto così positivo? Dalla mia esperienza, dopo anni di insegnamento, posso dire che non è così. C'è carenza di insegnanti specializzati, io stessa per brevi periodi, ho fatto sostegno con alunni che non riuscivo a gestire, un bimbo cerebroleso, uno autistico e uno cieco.
Nella scuola dove sono adesso in una classe c'è un bimbo autistico e uno Adhd, SENZA insegnante di sostegno il primo, il secondo non ce l'avrà mai. Una è dislessica, quindi anche lei senza sostegno.
Le nomine sono state fatte e a quanto ho capito in settimana arriverà finalmente l'altra insegnante, ma fino ad oggi io e le colleghe abbiamo rincorso questi due alunni per tutta la scuola. La didattica? Inesistente. Riesco a far scrivere una frase in un'ora al resto della classe che si lamenta perché i due bambini corrono per la classe, urlano, cantano e lanciano oggetti. Non faccio l'insegnante, ma l'accudiente. Trascuro altri 20 bambini per occuparmi di due soltanto, che nemmeno aprono il quaderno. I genitori conoscono la situazione e alcuni di loro volevano cambiare di scuola i figli. Non posso biasimarli. A parole è facile parlare di inclusione ma nella pratica è un'utopia.
Nelle mie ore (geografia, storia, inglese e motoria(!) l'insegnante di sostegno non ci sarà. Cosa riuscirò a fare in tutto l'anno? Mi sento frustrata, le colleghe hanno detto che va avanti così da anni e i genitori dei due bimbi si lamentano pure perché dicono che non vengono seguiti. Hanno ragione a pretendere il sostegno, ma devono capire che tutta la classe non lavora, non solo i lori figli.
In altri Paesi i bambini con difficoltà sono in scuole in cui possono essere seguiti in un modo diverso.
Scusate lo sfogo, ma non so come fare.
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AutoreMessaggio
Indignazione



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Sab Ott 05, 2013 6:07 pm

Gariel ha scritto:
(senza che si lamentino del lavoro extra! Ma quale lavoro extra? LAvoriamo 18 ore!!).
[/quote]

Immensa, bellissima "panzana" sugli insegnanti.
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Sab Ott 05, 2013 6:28 pm

Ma sì mi scuso è ovvio che non è vero e lo so bene, sono un professore e so bene quanto lavoro!!!!
In media otto ore al giorno, come un lavoratore in fabbrica. Ho semplicemente riportato, sarcasticamente, lo dico per paniscus, l'accusa che si sente rivolgere più spesso agli insegnanti, ma, e l'ho constatato più volte, qualche collega lavora davvero solo le 18 ore settimanali!!!!!!!!!
Permettete però che mi senta un privilegiato! Io non lavoro in fabbrica e faccio il lavoro che mi piace e che ho sempre sognato. Poi non pretendo che gli altri si sentano come me, soprattutto quelli che magari non fanno il loro lavoro con passione o lo fanno per ripiego.

Comunque si parlava dell'handicap e la mia uscita infelice non toglie nulla alla tua immensa panzana sulla quale nulla hai avuto da replicare...
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Indignazione



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Sab Ott 05, 2013 7:44 pm

Gariel ha scritto:
Ma sì mi scuso è ovvio che non è vero e lo so bene, sono un professore e so bene quanto lavoro!!!!
In media otto ore al giorno, come un lavoratore in fabbrica. Ho semplicemente riportato, sarcasticamente, lo dico per paniscus, l'accusa che si sente rivolgere più spesso agli insegnanti, ma, e l'ho constatato più volte, qualche collega lavora davvero solo le 18 ore settimanali!!!!!!!!!
Permettete però che mi senta un privilegiato! Io non lavoro in fabbrica e faccio il lavoro che mi piace e che ho sempre sognato. Poi non pretendo che gli altri si sentano come me, soprattutto quelli che magari non fanno il loro lavoro con passione o lo fanno per ripiego.

Comunque si parlava dell'handicap e la mia uscita infelice non toglie nulla alla tua immensa panzana sulla quale nulla hai avuto da replicare...

Forse perché c'é anche altro di più urgente da fare.
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Sab Ott 05, 2013 8:42 pm

Certo però hai avuto il tempo di estrapolare una frase da un contesto e interpretarla e hai avuto tempo anche di rispondere ulteriormente....

ok non ti voglio togliere altro tempo preziosissimo!
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Dom Ott 06, 2013 12:47 am

Per favore, spiegare meglio quale sarebbe la "panzana", grazie...
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tata matilda



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Dom Ott 06, 2013 9:14 am

Le belle teorie di Ianes e compagnia bella sull'inclusione "sempre e comunque", diciamocelo, sono solo aria fritta.
Invito questi signori a gestire nella pratica, e non solo nelle loro teorie utopistiche, casi come quelli di lola2011. Sarebbe un fallimento totale, perchè di fatto, l'inclusione in certe situazioni e con la mancanza di mezzi della scuola italiana, in alcuni casi è impossibile. Si creano problemi agli altri alunni (e ai docenti) e basta.
Io sono per la tutela dei diritti dei disabili, ma come si dice, la tua libertà si deve fermare laddove inizi a ledere la mia. E la libertà di un bambino autistico violento, lasciato nella condizione di prendere a botte il prossimo e lanciare sedie in testa alla gente, non lede la libertà e la tutela dell'incolumità altrui?
E' lecito che per garantire la sua "integrazione", gli altri bambini debbano rischiare ogni giorno di tornare a casa pieni di lividi, e di non poter svolgere la normale attività didattica? I diritti di una sola persona valgono più di quelli di altre venti, solo perchè questa persona è disabile?
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malatempora



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Dom Ott 06, 2013 9:21 am

ho appena letto l'intervento di barbalalla:
hai proprio ragione riguardo alla nostra formazione!

a proposito di autismo, sappiamo ancora veramente poco e, soprattutto, siamo del tutto impreparati a scuola ad affrontare questa condizione di vita così complessa ed enigmatica...

avevo anni fa' un ragazzino autistico, perciò ho cercato formazione specifica e ho trovato un corso tenuto dal prof Hanau (per insegnanti, ma anche per i genitori, in generale per tutti quelli che si trovano ad educare bambini e ragazzini in questa condizione):
l'ABA, come dici tu, è, al momento, il metodo di intervento educativo più efficace ed attendibile, ma la questione è che solo poche regioni/Asur (fatta eccezione per l'Emilia Romagna) si sono organizzate per offrire protocolli di intervento globali, ovvero casa-scuola-contesto sociale

andrebbero, cioè, "preparati" innanzitutto gli operatori socio-sanitari delle Asur, senza l'appoggio dei quali è veramente inefficace il trattamento ABA, e gli insegnanti e i genitori si trovano veramente soli...

un abbraccio forte a barbalalla
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Dom Ott 06, 2013 12:46 pm

@paniscus

Subito: la panzana sarebbe che per i ciechi sono indispensabili le scuole speciali! Questo è inammissibile e ghettizzante, come ho cercato, certo malamente, di spiegare nel mio intervento. Chi abbia mai avuto a che fare con un ragazzo cieco può facilmente rendersene conto.

Certo, poi il tono polemico di alcuni ha fatto sviare la discussione su argomenti sicuramente meno importanti.

Per l'autismo violento non saprei dire: non ho mai avuto esperienza diretta.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Dom Ott 06, 2013 1:49 pm

Mah, che per dimostrare che "la scuola speciale sia assolutamente necessaria" si prendano come esempio proprio i ciechi, mi sembra sì una panzana clamorosa! I deprivati puramente sensoriali, ma con capacità mentali intatte, sono i meno problematici di tutti i possibili casi di disabilità! Basta che abbiano gli ausili tecnici opportuni, e possono tranquillamente imparare tutto quello che imparano gli altri, senza nemmeno trovarsi a rimanere indietro personalmente loro, figuriamoci se li si può accusare di rallentare l'apprendimento del resto della classe...

Mio marito, che ha qualche anno più di me, ricorda nitidamente di aver avuto compagni di scuola ciechi, al liceo classico, negli anni SETTANTA, e senza alcun insegnante di sostegno, perché all'epoca nemmeno esistevano (o forse cominciavano a esistere, ma non certo alle superiori)...

Probabilmente allora leggevano soprattutto in braille, adesso oltre al braille hanno a disposizione ausili multimediali di tutti i tipi (e hanno anche il sostegno), quindi mi pare proprio l'esempio più sbagliato che si possa immaginare!
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Dom Ott 06, 2013 2:18 pm

Ma certo!Allora vedi che siamo d'accordo!
E' Indignazione che aveva affermato che per i ciechi sono indispensabili le scuole speciali! E io avevo replicato appunto che era una panzana clamorosa.
Prova a rileggere gli ultimi 10 interventi e vedrai che ti ritrovi.
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Dom Ott 06, 2013 7:51 pm

barbalalla ha scritto:
Carissimi,

sono un'insegnante e mamma di un bambino disabile, autistico. Vi leggo spesso, e da giorni pensavo di  iscrivermi, perché l'argomento di questo topic è davvero molto triste e la dice lunga su quella che è la nostra formazione (assolutamente non aggiornata), sul senso vero dell'integrazione e dell'inclusione, sul mancato coordinamento tra scuola e servizi che ci porta - quando ci affidano bambini autistici - a spaventarci e a non sapere da dove iniziare.

Avrei da dire tantissimo, sono da due anni in formazione da mamma e insegnante/terapista, ma vi lascio solo qualche accenno:

- l'autismo comprende una serie infinita di disturbi, di gravità e intensità diversi (personalmente, come già gli americani, inserirei nello spettro anche l'ADHD e il disturbo dell'attenzione).

- le nuove linee guida sull'autismo, dello scorso anno, consigliano una terapia d'eccellenza: l'ABA. E' strano che nessuno qui sappia cosa sia. E' utilizzata negli USA da 50 anni, e ci sono molti casi di grande recupero e addirittura (in presenza di lavoro intensivo e precocità) di guarigione. L'aba in Italia da qualche anno viene prescritta dai servizi, ma è a totale carico della famiglia. Si tratta di una terapia cognitivo-comportamentale che si avvale di metodo scientifico e si pone due grandissimi obiettivi: ridurre il gap che separa sul piano cognitivo gli autistici dai coetanei; fornire strumenti risolutivi di gestione comportamentale.

Cosa c'entra con la scuola?

Si fa aba in pochi centri in tutta Italia, oppure si rintracciano dei consulenti e si formano terapiste e famiglie. Così la terapia diventa domiciliare. Poi si inserisce l'aba nel PEI e si formano (con il consulente) terapiste e insegnanti. Gli insegnanti ricevono dal consulente i programmi da seguire, che si integrano nella programmazione scolastica, e, nel corso delle supervisioni, si socializzano le difficoltà emerse e si ricevono indicazioni sulla gestione comportamentale per evitare che il bambino/ragazzo sia aggressivo, esca, eviti il lavoro etc etc. Tutte le buone pratiche della scuola, così come la libertà d'insegnamento, se portano a buoni risultati non vengono comunque messi in discussione.

Ora, per tutto ciò occorre tanta preparazione, tanta fiducia nei propri figli/alunni, e, per le famiglie, tanti soldi. Con questa testimonianza volevo dire che è possibile. E trovo raccapricciante che quando non si hanno le possibilità, non c'è neuropsichiatra o psicologo che si prenda la briga di dettare istruzioni sulla gestione di questi bambini. E che tutto sia lasciato agli insegnanti.

Ma riguardo all'aggressività avrei da dire altro.

L'autismo è una condizione multisistemica, che riguarda più apparati. Spesso l'aggressività è causata da problemi di salute, stati infiammatori che sfuggono ai neuropsichiatri concentrati sulla mente. Provate a chiedere ai vostri ragazzi se per caso hanno mal di pancia. Tante volte l'intervento di un gastroenterologo potrebbe essere risolutivo. Spero di non avervi tediati più di tanto. Ma il titolo di questo topic era un pugno nello stomaco.
un caro saluto a tutti
Vorrei chiarire con te alcuni punti, cara Barbalalla, spero tu abbia voglia di leggerli.

1) E' la vita che è molto triste , ma cosa vuoi farci?
Mia madre era una donna geniale, ora ha una malattia neurodegenerativa ed è diventata disabile. Io ho dovuto chiedere un'assegnazione provvisoria che non avevo nessuna voglia di ottenere, ma con chi me la prendo?

2) Mi piacerebbe sapere quali Americani dicono che l'ADHD e il disturbo dell'attenzione fanno parte dei disturbi pervasivi dello sviluppo, per mia scienza.

3) Secondo me sei andata OT. Potresti aprire un topic e chiamarlo: AUTISMO E RIABILITAZIONE. A quel punto si parla tranquillamente dell'Aba, del Teach, del Doman Delacato, delle combinazioni dei vari metodi, di quello che si vuole. Personalmente non ho avuto contatti diretti con autistici che usano l'Aba, ne ho sentito solo parlare. Dati gli alti costi, il SSN non può permettersi di prescriverlo, non essendo una terapia salvavita (non è una chemioterapia, per intenderci). Per quanto mi riguarda, so che è molto costoso e trovo spregevole che ci siano persone che chiedono cifre elevate speculando sulle "disgrazie" (passami il termine) degli altri. Attorno all'autismo c'è tutto un mondo di parassiti che si riempie le tasche millantando chissà quali migliorie. Io trovo molto più onesti quei NPI che lasciano i genitori liberi di scegliere la riabilitazione che preferiscono e, con molto rigore morale, ricordano ai genitori che al momento dall'autismo non si guarisce, Aba o non Aba. E che persino l'etiologia è sconosciuta: brancoliamo nel buio!

4) Nel caso del mio alunno, non ho mai parlato di autismo, infatti è sindromico. Poichè la sua condizione è permanente e non è legata ad una patologia in corso che non possiamo diagnosticare, come dici tu, le sua grida non cesseranno. Ha urlato per tutti gli anni della scuola primaria e poichè i miei colleghi della scuola elementare sono bravi ed hanno messo in atto tutte le strategie possibili, non penso di poter disprezzare il lavoro altrui dicendo: "Arrivo io e compio il miracolo".

5) Il ritorno alle scuole speciali non ci sarà mai, ma soltanto perché costano troppo. Questo è il parere degli addetti ai lavori con cui mi sono confrontata.

Ecco, questo è il mio punto di vista e vale per ciò che è, ossia un parere individuale.
Ti garantisco, però, che io, con le mie idee, discutibili per quanto siano, lavoro molto di più dei miei colleghi "buonisti".






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barbalalla



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Lun Ott 07, 2013 8:51 am

cara Fedup:

1. E' vero, la vita è triste ma non la risolvi riaprendo le scuole speciali e i manicomi.
2. Autismo e adhd: argomento complesso. ci possono essere le medesime cause e le medesime terapie/cure. E' diverso il grado di compromissione. E' chiaro che sia sul piano clinico che normativo parliamo di due mondi diversi. Ma guarda caso...l'adhd (siccome non handicap) non viene curato. Mai visto un ragazzo migliorare.
3.Per l'autismo il SSN prescrive l'aba eccome, soprattutto a bambini molto piccoli. E te la fa pagare. Qui è lo scandalo. Ma ti assicuro - e te lo confermano le linee guida, non io - che è l'unica terapia possibile.
4. Non ho detto che tu possa compiere il miracolo, occorre uno specialista. Ti direbbe - credo - che il ragazzo è stato rinforzato negativamente. E ogni volta che va in crisi urla più della volta prima.
Cosa fai lo fai urlare ancora?
5. Su questo punto concordo. Su alcune cose hai ragione: così come va non va bene per niente. E ho visto anch'io a scuola, anni fa, un ragazzino che sputava, sbatteva e sbraitava, una povera assistente e un'intera classe inerme...Oggi è in istituto, non perché non abbia frequentato una scuola speciale, ma perché non è stato curato! Il bambino deve stare in classe e gli deve essere insegnato a non sputare! Si può, ma né tu, né io potremmo farlo da soli.
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Lun Ott 07, 2013 5:01 pm

Cara Barbalalla, grazie della risposta :-)

Sulla legge Basaglia bisognerebbe aprire un capitolo lunghissimo.
Che io sappia, l'Adhd si cura. A Cagliari c'è un centro di eccellenza.
Per il mio alunno: ho consultato un NPI e due psicologi ed ho messo in atto tutto ciò che mi hanno consigliato: NESSUN RISULTATO!!!
Mi chiedo: se la prima agenzia educativa è la famiglia e la famiglia ha combinato, con le migliori intenzioni, un "amorevole disastro"... è dura!!!

Ti auguro ogni bene, per tutto :-)
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lola2011



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Lun Ott 07, 2013 6:25 pm

Eccomi di nuovo su questo Thread. I giorni scorsi sono stati molti intensi: riunioni con le colleghe per parlare della situazione, incontro con il dirigente e con la mamma del bimbo autistico. L'unica che non desidera un confronto è la mamma del bimbo ahdd, ritiene che suo figlio non abbia nessun problema.
E' arrivata finalmente l'insegnante di sostegno! Lo dico con gioia sia perché così il bambino può essere seguito nella didattica, sia perché riesco a far lavorare gli altri avendo un supporto durante alcune delle mie ore.
Non volevo essere fraintesa e capisco che i genitori di alunni con questo tipo di patologie possano sentirsi offesi, ma chi deve gestire una classe sa bene che avere un alunno adhd e uno autistico aggressivo significa passare il tempo a rincorrerli trascurando gli altri. L'inclusione non sempre è possibile, inutile raccontarsi favole. Io e le colleghe coinvolgiamo i bimbi con difficoltà e handicap in tutte le attività, ma talvolta è oggettivamente impossibile. Conosco il metodo Aba perché ho avuto alunni che lo seguivano e può aiutare, ma rimango dell'idea che se l'italia si confrontasse con altri Paesi e investisse sulla scuola e sul benessere di tutti, dovrebbe istituire di nuovo scuole per alunni speciali. Sarebbero seguiti meglio e farebbero attività adeguate, lo dico senza alcun desiderio di ghetizzare questi alunni.
Ho passato settimane a disperarmi rincorrendo i due bambini. A me non sembra una cosa normale. Come motivo i quaderni quasi immacolati degli altri? Le schede che continuavo a dare perché non riuscivo a far copiare nulla dalla lavagna o a dettare qualcosa?
Ora riesco a fare il mio lavoro di insegnante aiutata dalla collega, ma i momenti in cui i due bambini urlano, cantano e saltano ci sono sempre, ma almeno ora ho una persona che mi aiuta.
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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Mar Ott 08, 2013 8:24 pm

Scusate, probabilmente c'è un fraintendimento: le scuole speciali esistono ancora e hanno circa 5000 iscritti in Italia, ciò che insegnano al corso di sostegno (le scuole speciali sono state chiuse bla bla bla) è tutta aria fritta.
Comunque tornando all'argomentazione penso che per alcuni deficit siano necessari e la scuola inclusiva sia in gran parte una mera chiacchiera, almeno nei casi dei ragazzi gravi con un numero ridicolo di ore di sostegno... se si vuole la scuola inclusiva lo stato deve essere disposto a spendere altrimenti si girerà a vuoto...
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lola2011



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Mar Ott 08, 2013 8:33 pm

Landscape1980 ha scritto:
Scusate, probabilmente c'è un fraintendimento: le scuole speciali esistono ancora e hanno circa 5000 iscritti in Italia, ciò che insegnano al corso di sostegno (le scuole speciali sono state chiuse bla bla bla) è tutta aria fritta.
Comunque tornando all'argomentazione penso che per alcuni deficit siano necessari e la scuola inclusiva sia in gran parte una mera chiacchiera, almeno nei casi dei ragazzi gravi con un numero ridicolo di ore di sostegno... se si vuole la scuola inclusiva lo stato deve essere disposto a spendere altrimenti si girerà a vuoto...
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: E' possibile in futuro la riapertura delle scuole "speciali"?    Mer Ott 09, 2013 8:04 am

Landscape1980 ha scritto:
Scusate, probabilmente c'è un fraintendimento: le scuole speciali esistono ancora e hanno circa 5000 iscritti in Italia, ciò che insegnano al corso di sostegno (le scuole speciali sono state chiuse bla bla bla) è tutta aria fritta.
Comunque tornando all'argomentazione penso che per alcuni deficit siano necessari e la scuola inclusiva sia in gran parte una mera chiacchiera, almeno nei casi dei ragazzi gravi con un numero ridicolo di ore di sostegno... se si vuole la scuola inclusiva lo stato deve essere disposto a spendere altrimenti si girerà a vuoto...
Credo che valgano solo per la primaria e tu riferisca alle scuole gestite da "La Nostra Famiglia".
Accolgono casi di gravità eccezionale, da quel che so.
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