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 Presidi-padroni e superpoteri

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alvo



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MessaggioOggetto: Presidi-padroni e superpoteri   Dom Giu 14, 2015 1:34 pm

Promemoria primo messaggio :

https://sites.google.com/site/autodifesaatascuola/presidi-condannati


"Ci sono dirigenti scolastici "autoritari, dispotici, affaristi, demagoghi?" Liberiamo la scuola dalla loro dittatura


Numerose le sentenze di condanna per comportamenti antisindacali, per mobbing e per sanzioni disciplinari arbitrarie, per reati commessi nei confronti dello Stato e dei lavoratori emesse dai giudici del lavoro e dalla magistratura penale.

Gravissimi danni patrimoniali e non patrimoniali sono stati arrecati a docenti e a personale Ata da dirigenti scolastici che è riduttivo – come avremo modo di rilevare anche dalla lettura di interventi già pubblicati da dirigenti sindacali e da persone che hanno messo in evidenza i comportanti da “dittatori” attuati da dirigenti scolastici – qualificare presidi-padroni.

Ci sono stati presidi che hanno espulso, con inammissibile “durezza”, insegnanti dal Collegio dei docenti; che hanno “utilizzato” lo “strumento” del procedimento disciplinare seguito da quello della sanzione violando la legge, il contratto di lavoro e i diritti dei lavoratori; che hanno irrogato sanzioni disciplinari negando e quindi violando il diritto di difesa; che hanno attivato procedimenti disciplinari addirittura seguiti da licenziamenti poi annullati dalle sentenze del giudice del lavoro con condanna del Miur a reintegrare, di volta in volta, il/la ricorrente nel posto di lavoro, alle spese di giudizio, nonché al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale; che hanno operato per ottenere il trasferimento d’ufficio di un lavoratore della scuola, successivamente annullato dal giudice del lavoro e quindi reintegrato nell’originaria sede di lavoro; che hanno inflitto sanzioni disciplinari, poi annullate dal giudice del lavoro; che hanno abusato nell’attivare procedimenti disciplinari a raffica seguiti da sanzioni disciplinari anch’esse a raffica, che sembrerebbero cadenzati in modo sospetto; che sono stati condannati, anche più di una volta e per irregolarità di diverso tipo, per comportamento antisindacale e al pagamento delle spese di giudizio a favore delle organizzazioni sindacali ricorrenti; che, come è avvenuto a seguito di ricorso della Federazione Gilda Unams di Treviso, ma anche in altre scuole di altre regioni d’Italia, sono stati condannati per avere rifiutato di far vedere ai sindacati i prospetti analitici dell’utilizzo del fondo d’istituto.

In Calabria, a conclusione di un procedimento avviato dalla Flc-Cgil, il giudice del Tribunale di Rosarno, sezione lavoro, ha condannato per comportamento antisindacale il preside che aveva annullato due assemblee indette dalla Rsu; il giudice del Tribunale di Cosenza ha sentenziato l’illegittimità della sanzione disciplinare inflitta senza la preventiva convocazione del dipendente per esercitare il proprio diritto di difesa. A Reggio Calabria, l’allora martellamento di procedimenti disciplinari, attivati dal preside, e di provvedimenti disciplinari come la sospensione dal servizio e il licenziamento (e un notevole stato di stress e di prostrazione psichica per i docenti) nell’ITI “Vallauri” è stato oggetto di un “atto di sindacato ispettivo” (nel quale è evidenziata l’eventuale configurazione di una fattispecie di mobbing e burn out) inviato al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, dal quale si rileva che nei confronti di cinque professori erano stati attivati procedimenti e irrogate sanzioni disciplinari anche particolarmente gravose, tutte dichiarate illegittime o sospese in via cautelativa dal Tribunale di Reggio Calabria, Sezione del Lavoro. Tra le anomalie, evidenziate nell’atto di sindacato ispettivo, quella del preside che aveva denunciato il coordinatore provinciale del sindacato “Gilda degli Insegnanti”, Francesco Scordamaglia, docente in altra scuola. Nella denuncia, quel preside l’aveva indicato, “con evidente intento “intimidatorio”, “colpevole” d’avere denunciato “le vessazioni subite dai colleghi e le inadempienze istituzionali”. Cosa che Scordamaglia, così, nell’atto di sindacato ispettivo inviato al ministro, aveva “dovutamente e responsabilmente” fatto “nell’esercizio delle prerogative sindacali”.

In Puglia, sentenze di condanna per comportamento antisindacale e a corrispondere le spese di giudizio su richiesta di sindacati, tra i quali il Sindacato Unams-scuola (Federazione nazionale Gilda-Unams). Sempre in Puglia, tra le altre irregolarità accertate dalla magistratura e le conclusioni di indagini, a Trani c’è quella della parentopoli nell’ambito dei Pon, dei “cosiddetti esperti chiamati a tenere lezioni” che sarebbero parenti di docenti “selezionati discrezionalmente dal dirigente scolastico senza dei precisi criteri e senza convocare il Consiglio d’Istituto”. Una questione, quella della parentopoli, che (trattandosi di truffa, falso ideologico e abuso d’ufficio) andrebbe estesa ad altre scuole della Puglia (ma non soltanto della Puglia), nelle quali potrebbero trovarsi (e a tal proposito molte sono state le segnalazioni comunque evidenziate, anche per acquisto di strumenti alquanto costosi) hanno svolto attività parenti (entro il quarto grado e addirittura entro il secondo grado o affini: mariti, mogli, figli/e) di dirigenti scolastici e di docenti, soprattutto se “avvantaggiati” dal ricoprire cariche interne.

Dalla Corte dei conti sono state emesse sentenze di condanna al risarcimento del danno morale e da mobbing commesso da dirigenti scolastici responsabili per danno erariale. In tema di mobbing (gravissima forma di violenza morale o psichica), numerose le sentenze della magistratura. In Sicilia, interessante la sentenza del Tribunale di Siracusa, sezione lavoro, “per fatti attinenti a comportamenti vessatori … posti in essere dal d.s. nei confronti del dsga per oltre un anno”, giungendo a “demansionare formalmente e sostanzialmente il dsga, inpedendogli “di esercitare la propria attività lavorativa” e ponendo “in essere continui richiami ritenuti dal giudizio di merito infondati e illegittimi”. Sempre in Sicilia, il giudice del Tribunale di Agrigento ha condannato un preside a pagare una sanzione pecuniaria di 18.000 euro a favore di un dipendente per il danno patrimoniale, biologico, morale ed esistenziale causatogli, vittima di un “attacco sferrato … con minacce di punirlo con sanzioni disciplinari, addebiti di responsabilità insussistenti, anche con formali contestazioni e ripicche”. Nel Lazio, un assistente amministrativo aveva rilevato irregolarità amministrative e le aveva comunicate al capo d’istituto, il quale da allora lo aveva tormentato con “non ti faccio più vivere, al minimo errore ti stango”. “Da qui la denuncia in procura e il processo” nei confronti del preside (“la Repubblica”, 25 aprile 2012, pagina 4-sezione di Roma).

Ancora in Sicilia, in provincia di Catania, il caso eclatante del docente di un istituto tecnico commerciale continuamente vessato dal preside-padrone che pretendeva comportamenti e decisioni in contrasto con le norme di legge e che per “colpirlo” aveva chiesto l’apertura di un procedimento disciplinare e l’invio di un ispettore. Questi, anche con la presenza di un delegato sindacale a difesa dell’insegnante, accertò una serie di anomalie imputabili a quel preside-padrone, compresa quella delle molte caselle lasciate “vuote” nel registro di protocollo. Anomalia, quella delle caselle lasciate “vuote” e successivamente, anche a distanza di parecchi mesi, “utilizzate”, accertata, in grande quantità, dall’ispettore incaricato di svolgere l’indagine, in un’altra scuola, in uno dei comuni della provincia di Catania, e il preside-padrone (e chi “obbediva” al suo “volere”) pretendeva attribuire a un’assistente amministrativa che intendeva “allontanare” della scuola, e magari fare licenziare, perché quell'assistente amministrativa aveva la “colpa” di essere solidale nei confronti di un assistente amministrativo che ripetutamente segnalava le irregolarità esistenti e ripetute, anche lui sottoposto a procedimento disciplinare. Entrambi i procedimenti, riconosciuta l’infondatezza delle accuse, sono stati archiviati. I componenti della cricca interna a quella scuola erano “obbedienti” al preside-padrone anche perché interessati a trarre “vantaggi”, compresa la “libera uscita” durante l’orario di lavoro. Documentate dalle forze dell’ordine, con conseguente processo in sede penale.

C’è tra i presidi-padroni chi ha attuato il sistema della “clientela obbediente” (i “favoriti” nell’assegnazione di “incarichi” e quindi nell’acquisizione di “risorse” aggiuntive) con lo “strumento” di “generosi” comportamenti nell’assegnazione di contributi per “collaborazioni” (oltre alle due unità di personale docente personalmente individuate, di cui all’art. 34 del vigente Ccnl, chissà perché alquanto lautamente retribuite, in sede di contrattazione d’istituto, con i finanziamenti a carico del fondo d’istituto per le attività aggiuntive previste per le collaborazioni col dirigente scolastico, e che, soprattutto se il “capo” è assente, si allontanano dall’aula lasciando in essa gli alunni in “solitaria attesa”, magari a giocare a carte) a delegati sindacali, a rappresentanti sindacali unitari, a componenti del Consiglio d’istituto.

In Emilia Romagna, la denuncia dell’Ugl, e successivamente anche in Sicilia, sempre su iniziativa dell’Ugl (i testi saranno riprodotti qui, di seguito), sull’utilizzo distorto degli “ordini di servizio”, sui “cordiali inviti” (per avere osato “ribadire i propri diritti”) a cambiare scuola, sulle strumentalizzazioni delle famiglie degli alunni. In Calabria, indagine della Guardia di finanza – su disposizione della Procura della Repubblica di Crotone, estesa alle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia –, che “ha effettuato decine di perquisizioni in vari istituti, nelle abitazioni di dirigenti scolastici e di titolari di società private che sarebbero coinvolti in una truffa di due milioni di euro nella fornitura di materiale informatico e arredi per ufficio”: “Pizzo sulle merendine”, coinvolto un vicepreside (“la Repubblica” dell’11 gennaio 2010). In Sicilia e in Calabria, le conseguenze di comportamenti arbitrari e omissivi sono state subite da alunni affetti da “disabilità derivante da patologia irreversibile” (Sindrome di Down).

In Puglia, diffamazione in atto pubblico nei confronti di un professore. In Sicilia, a Messina, condanne per aver consentito che un lavoratore scolastico “fuoriuscisse dal luogo di lavoro senza avere mai chiesto ed ottenuto alcun atto autorizzativo e senza essere in congedo”, lavoratore scolastico che avrebbe curato “gli interessi personali propri della dirigente scolastica” (il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, ha sottolineato, scandalizzato, che “la preside e il bidello”, questi “usato come autista e cavalier servente per la spesa al supermercato”, erano “ancora al loro posto”. Ma non si tratta dell’unico caso del bidello utilizzato, e “obbediente” da “cavalier servente” o da “preoccupato” della “reazione” del preside-padrone nei suoi confronti, in “servizi”, per esclusivi interessi personali del preside-padrone, da svolgere in ambienti o uffici esterni alla scuola.

In Toscana, a Prato, condanne e provvisorio risarcimento del danno non patrimoniale intanto per 10.000 euro (con ulteriore risarcimento da discutersi in sede civile) perché riconosciuta la colpevolezza nell’ordire “una specie di complotto ai danni di una docente per farla trasferire”, accusandola, “per raggiungere lo scopo”, d’avere “falsificato il verbale del Consiglio di classe”, un Consiglio di classe che era stato “una specie di processo alla professoressa”. In Lombardia, il giudice di Monza ha stabilito, con sentenza del 23 marzo 2012, di reintegrare nel posto di lavoro, con retribuzione per il periodo intercorso fra il licenziamento e il processo, un collaboratore scolastico che era stato licenziato dalla preside a seguito di una visita medica da lei richiesta, ma la preside aveva taciuto alla commissione, e anzi aveva risposto negativamente alla richiesta di chiarimenti, che il collaboratore scolastico era stato assunto in quanto invalido civile, e pertanto titolare dei diritti di cui alla legge 68/1999. In Lombardia, a Milano, c’è chi avverte il peso (che definisce il “suo incubo”, e si tratta di mobbing) di sentirsi il “bersaglio” di un preside di una scuola nella quale, dopo le vacanze di Natale, “c’è stato un collegio dei docenti che sembrava un b…….”.

In provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, in una scuola di San Vito al Tagliamento, c’è tuttora irrisolto il “Caso Favro”, un docente che è stato licenziato senza preavviso, e il “caso” ha avuto grande diffusione attraverso i blog e gli articoli di stampa, anche perché potrebbe rientrare tra i casi di mobbing irrisolti, e che pertanto necessità di puntuale trasparenza (in ordine a quanto possa riguardare il diritto di accesso agli atti da parte del professore Gianni Favro) e di assoluta chiarezza.

E a Mirano (in provincia di Venezia) c’è il “caso”, ben più sconvolgente e doloroso, diffusissimo nei blog (come peraltro lo sono altri “casi”, tra i quali anche quello di Favro), del professore ...................., del liceo “Majorana”. Si tratta di un “caso” che per la sua gravità (il professore ............... sarebbe uscito sconvolto dalla scuola – forse perché “processato e allontanato definitivamente”, scrive il padre Pierluigi, che continua a ripetere “voglio che venga fatta piena luce dentro e fuori la scuola” e “reclama giustizia” – e, dopo essere rientrato a casa, “si impicca con una corda”) deve essere assolutamente chiarito nei minimi particolari.

Quelli sinteticamente descritti sono soltanto una parte, peraltro alquanto esigua, di un campionario tipologico alquanto vasto, dei singoli prodotti, alcuni dei quali anche di quantità numerosa, diffusi nelle regioni del Paese, con primati in ordine alla “quantità” e alla “qualità”, quest’ultima ovviamente negativa.

Per difendersi dalle minacce ricevute è legittimo l’uso del registratore: “anche di nascosto, i colloqui e le riunioni cui si è presenti è un diritto”, sancito parecchi anni fa dalla Corte di Cassazione a Sezioni unite”. Così in un articolo di Rino Di Meglio (“vessazioni e legittima difesa”, del 31 maggio 2005), che tra l’altro così scrive: “Tra le mura scolastiche, con la frequente ignavia di molti colleghi che non testimoniano in difesa delle vittime per timore di ritorsioni, si consumano talvolta veri e propri reati quali le minacce, le ingiurie, i tentativi di estorsione (l’estorsione è quel reato che commette colui che afferma:‘se non fai questa cosa, ti farò questo… prenderò il tale provvedimento’)” e, nella parte conclusiva: “Insomma, l’uso di un registratore può essere un ottimo strumento di difesa per tutelarsi da chi ritiene di restare impunito per l’assenza di testimoni o per il timore che può incutere la sua posizione”.

Polibio (Sebastiano Maggio) ha più volte trattato l’argomento “uso del registratore” da parte di chi partecipa a qualsiasi riunione, a qualsiasi colloquio, anche per essere stato soltanto ammesso a essere presente (“Telefonini, registratori e diffide per difendersi dalle offese e dalle violenze dei presidi-padroni”; “Il registratore per smascherare i dirigenti-padroni”). Si può registrare anche tenendo il registratore in tasca, oppure registrare con il telefono cellulare, chiamare col telefono cellulare il numero di casa collegato alla segreteria telefonica munita di apposito nastro. E far valere quelle registrazioni nelle sedi opportune, tra le quali, soprattutto, quelle della magistratura civile, penale, amministrativa.

Polibio, l’ha fatto e ha consigliato di farlo già da molti anni prima del 2005, smascherando i comportamenti antisindacali, arbitrari e prepotenti di qualche preside-padrone poi risultati nelle sentenze della magistratura del lavoro. Di qui il grande “affetto” (pardon, la grande “rabbia”) di qualcuno che magari è stato colto più volte in flagrante. Di chi è stato smascherato, quale preside-padrone dai comportamenti illegittimi, arbitrari e illegali, propri e di una cricca interna al sistema scolastico, di fronte a ispettori e al dirigente vicario dell’Ufficio scolastico provinciale.

Polibio tiene a evidenziare che tra i dirigenti scolastici conosce, anche da molto tempo, e apprezza, oltre a esserne amico, persone attive, operative, puntuali, corrette e assolutamente rispettose dei diritti dei docenti e del personale Ata, nonché rispettose nei confronti delle persone in quanto tali. Ma a distruggere la credibilità, e l’onorabilità, del sistema scolastico, al di là delle risorse ridotte di circa 10 miliardi di euro, delle parecchie decine di migliaia di docenti rimasti senza lavoro, della riduzione del numero delle classi a seguito dell’aumento del numero degli alunni in ciascuna classe e della riduzione delle ore di didattica frontale, sono i comportamenti di chi prevarica, offende, minaccia i docenti e il personale Ata, di chi grida e rimprovera in pubblico all’interno della scuola, di chi si trova in tutt’altre faccende affaccendato.

Comunque, di fronte a quanto tra poco seguirà, e a quanto sarà contenuto nel suo successivo intervento (“L’autonomia dai presidi-manager per liberarsi dall’autonomia dei presidi-manager” ), Polibio è certo – e con lui lo sono organizzazioni sindacali e associazioni nazionali di docenti, tra cui Gilda Unams e And, ma anche molti nella Flc-Cgil, mentre da parte della Cisl-scuola, dell’Uil e dello Snals, che pure hanno spesso denunciato i comportamenti antisindacali e arbitrari dei presidi nei confronti dei docenti e del personale Ata, non c’è assoluta determinazione in ordine all’eliminazione del sistema delle scuole autonome per realizzare una diversa ed effettivamente democratica gestione degli istituti scolastici, e da parte dell’Ugl scuola (Unione generale del lavoro) sono state pubblicate note di denuncia concernenti l’operato di “dirigenti scolastici dittatori” – che è meglio avere presidi democraticamente eletti al massimo per sei anni che padroni della scuola a tempo indeterminato per concorso. L’elezione del preside è garanzia di scelta democratica, di effettiva partecipazione, di concreto impegno, di adesione a un programma, di collaborazione alla realizzazione, di permanenza nella stessa scuola. Soprattutto perché le condizioni complessive dell’attuale sistema scolastico italiano sono effettivamente “precarie” rispetto al ruolo che l’educazione, l’istruzione e la formazione debbono svolgere nella società della conoscenza, così da garantire alle giovani generazioni un futuro di progresso sociale e di sviluppo economico.

Il preside padre-padrone è quanto di peggio possa capitare a una scuola, e non soltanto perché gli insegnanti, non tutti ovviamente, avvertono su sé stessi un peso che li porta a sentirsi oppressi e quindi ad avvertire un senso di vuoto e talvolta di “inutilità” del loro ruolo. Purtroppo di presidi padre-padrone ne esistono. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il primo dei risultati negativi è quello dell’annuale “emigrazione” degli insegnanti, sempre numerosa e sempre dalle stesse scuole. Con l’emigrazione degli insegnanti viene a mancare la continuità didattica, che sta alla base del programma operativo e del progetto educativo e formativo.

D’altra parte, chi svolge la funzione di “dirigente scolastico” non è diventato “dirigente” per elezione democratica, e invece gli elettori avrebbero democraticamente eletto il “preside” sulla base di un programma condiviso; un programma che pertanto aveva ottenuto, al fine di essere realizzato, l’attiva partecipazione certamente della maggioranza che quella elezione aveva voluto, e con essa anche la partecipazione di quella minoritaria, magari fortemente “critica” e con finalità di successo alla prossima tornata elettorale, impegnata a dimostrare la positività di una qualificata alternativa. E il “preside” eletto può anche essere sfiduciato sia da parte dei suoi elettori, sia da parte, anche congiuntamente, di coloro che non lo avevano eletto e che con altri insegnanti vengono a costituire una nuova maggioranza.

Tra il 5 e l’8 febbraio 2011, su molti siti, tra i quali quelli dell’Ugl scuola, di La Tecnica della Scuola, del Consorzio di scuole statali Aetnanet, di orizzontescuola, di lallaorizzonte, è stata postata una nota del segretario regionale dell’Emilia Romagna Antonino Barbagallo, dal titolo “In Emilia Romagna Dirigenti scolastici dittatori, operatori della scuola sempre più vittime”, con la quale l’Ugl scuola Emilia Romagna voleva “evidenziare una problematica che persiste nel mondo della scuola da tempo, ma che ormai è diventata una vera piaga. Stiamo parlando di dirigenti scolastici che, abusando del loro potere, demotivano docenti e personale scolastico impegnati nel loro lavoro e sopprimono la loro dignità personale. Come? Sul territorio si possono incontrare Dirigenti scolastici che arrivano a minacciare e ricattare il personale attraverso un utilizzo distorto dei famosi ‘ordini di servizio’ oppure attraverso ‘cordiali inviti’ a cambiare circolo nel caso in cui un docente o un operatore non rientri nelle loro grazie perché ha osato ribadire i propri diritti. Ma ci sono anche Dirigenti scolastici che arrivano a strumentalizzare le famiglie con telefonate denigratorie nei confronti di docenti ‘scomodi’, facendo in modo che siano i genitori stessi a procedere contro i docenti. Eppure, sono proprio i Dirigenti scolastici che dovrebbero capire che i genitori sono sempre più disorientati in questa scuola in continuo cambiamento e proprio per questo motivo non dovrebbero essere strumentalizzati!!!. Ma non è finita qui. Proprio questi Dirigenti Scolastici così attenti a non farsi sfuggire le occasioni per ‘bacchettare’ docenti e operatori sono gli stessi che, quando all’interno del proprio circolo ci sono circostanze troppo gravi o delicate, preferiscono ‘spostare’ le situazioni problematiche da un plesso all’altro senza mettersi in gioco in prima persona. (…) Ricordiamo che sono solo i Dirigenti che hanno il potere di risolvere le situazioni ed anche il dovere di tutelare la salute e la dignità e la professionalità di tutte le persone che fruiscono della scuola a partire dai bambini, passando attraverso gli operatori della scuola fino ai docenti. Concetti come tutela dei bambini e dei lavoratori dovrebbero essere stampati a chiare lettere nella mente dei Dirigenti, non dimentichiamolo.

“Azzardiamo un’ipotesi? Forse questi Dirigenti si preoccupano un po’ troppo di aumentare il loro numero di utenza, arrivando a calpestare la professionalità tutti coloro che formano la scuola e negando la possibilità di esprimersi e di far valere i propri diritti di lavoratore, di cittadino ma soprattutto di persona. In nome di questo strano obiettivo questi Dirigenti dimenticano che il loro compito primario è dare qualità alla loro scuola attraverso la formazione di un ambiente democratico, sereno, attivo e creativo. Sembra invece che preferiscono agghindarsi a moderni duce a proclamare le loro volontà, rendendo l’ambiente di lavoro come un campo minato attraversato dal personale scolastico sempre più demotivato, declassificato, poco tutelato, sull’orlo a farsi saltare…i nervi. Noi dell’UGL SCUOLA Emilia Romagna vogliamo per un attimo ricominciare da capo e ricordare semplicemente quello che dovrebbe essere ovvio per tutti: nelle NOSTRE mani c’è il futuro dei VOSTRI bambini che sono la Nostra e la Vostra eredità. Non dimentichiamo che il tacere non è altro che incentivare un potere purtroppo esercitato male”.

Qualche tempo dopo, in un’altra nota, dal titolo “dirigenti scolastici ‘dittatori’ alla riscossa”, è il vicesegretario regionale dell’Ugl Scuola Sicilia, Francesco Messina, a denunciare, riportando gran parte di quanto già denunciato da Antonino Barbagallo, che i lavoratori della scuola “non vengono tutelati da nessuno”, a differenza della via dei dirigenti scolastici, sicuramente molto diversa, perché, quando per qualcuno le cose si mettono male e commette qualche errore, “improvvisamente il ‘dirigente’ scompare e ritorna ad essere un semplice, umile funzionario, nascosto tra le pieghe dell’amministrazione che lo protegge, lo tutela e paga per lui ogni debito”. “Davvero curiosa questa figura di dirigente, lo si potrebbe chiamare ‘dittatore scolastico’, ma non è esatto neanche questo, perché anche i dittatori prima o poi rischiano di non fare una bella fine”. “Questi Dirigenti - spiega il sindacalista - si preoccupano un po’ troppo di aumentare il loro numero di utenza, arrivando a calpestare la professionalità di tutti coloro che formano la scuola e negando la possibilità di esprimersi e di far valere i propri diritti di lavoratore, di cittadino ma soprattutto di persona”. “I Dirigenti dimenticano – conclude Messina – che il loro compito primario è dare qualità alla loro scuola attraverso la formazione di un ambiente democratico, sereno, attivo e creativo, sembra invece che preferiscono paragonarsi a moderni ducetti a proclamare le loro volontà, rendendo l’ambiente di lavoro come un campo minato attraversato dal personale scolastico sempre più demotivato, declassificato”.

Il prossimo articolo di Polibio avrà per titolo “L’autonomia dai presidi-manager per liberarsi dall’autonomia dei presidi-manager”, e riguarderà gli interventi del professore Lucio Garofalo e del preside Eugenio Tipaldi."
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Dom Giu 14, 2015 8:07 pm

michetta ha scritto:
Questo non lo so, so per certo però che renzi non ci è stato, se non da studente o per accompagnare sua moglie
Ti sbagli, l'anno scorso è andato in parecchie scuole a sentire i coretti.
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michetta



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Dom Giu 14, 2015 8:08 pm

lurk ha scritto:
michetta ha scritto:
Questo non lo so, so per certo però che renzi non ci è stato, se non da studente o per accompagnare sua moglie
Ti sbagli, l'anno scorso è andato in parecchie scuole a sentire i coretti.

cavoli lurk, me l'ero dimenticato!
Beh, almeno un'esperienza "scolastica" ce l'ha
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Dom Giu 14, 2015 8:12 pm

michetta ha scritto:
lurk ha scritto:
michetta ha scritto:
Questo non lo so, so per certo però che renzi non ci è stato, se non da studente o per accompagnare sua moglie
Ti sbagli, l'anno scorso è andato in parecchie scuole a sentire i coretti.

cavoli lurk, me l'ero dimenticato!
Beh, almeno un'esperienza "scolastica" ce l'ha

È dai coretti che ha capito l'importanza della musica a squola. Quei bambini probabilmente erano più stonati di una campana incrinata. E fu così che la sua mente partorì la regina delle idee: "cacchio, qui ci vuole una riforma!"
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magma



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Dom Giu 14, 2015 8:32 pm

alvo ha scritto:
il punto è questo: è giusto dare tanto potere ai presidi?

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/02/28/news/turismo_sessuale_con_i_fondi_della_scuola_preside_condannato_a_risarcire-108419372/

Turismo sessuale con i fondi della scuola, preside condannato a risarcire

Insieme con il direttore amministrativo dell'Itc Da Vinci di Piazza Armerina (Enna)  ha sottratto 340 mila euro spesi per viaggi hard in Romania

Turismo sessuale con i fondi della scuola, preside condannato a risarcire
L'ex preside Giovanni Scollo

La sezione giurisdizionale di appello della Corte dei conti ha condannato Giovanni Scollo, ex dirigente scolastico dell'Istituto tecnico commerciale Leonardo da Vinci di Piazza Armerina, in provincia di Enna, a risarcire alla scuola danni per 160 mila euro. Era accusato di essersi appropriato insieme a Giovanni Delle Cave, 68 anni, di Calascibetta, ex direttore amministrativo dello stesso istituto, entrambi in pensione, di 340 mila euro in dieci anni e di aver speso il denaro in gran parte per organizzare viaggi a luci rosse in Romania. I due erano stati condannati in primo grado a risarcire la somma oltre agli interessi. Ora la condanna definitiva in appello per Scollo, Delle Cave ha preferito non presentare ricorso.

Scollo e Delle Cave sono sottoposti ai domiciliari e indagati per peculato e falso commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico, in concorso tra loro. Scollo era accusato dalla procura ordinaria anche di estorsione ai danni di Della Cave. Mentre Delle Cave deve rispondere di alcune minacce rivolte ad altri docenti della scuola con un nunchaku, un'arma usata nelle arti marziali e composta da due corti bastoni di legno legati ad una estremità da una catena.

Le indagini sono scattate nell'aprile del 2010, quando Delle Cave viene coinvolto in un incidente stradale gravissimo. L'uomo viene ricoverato in prognosi riservata, ma gli agenti della polizia stradale intervenuti trovano una lettera nella quale Delle Cave elenca un sfilza di appropriazioni dalle casse della scuola, fatte da lui stesso e dal preside Scollo. L'uomo si riprende e, non appena le sue condizioni lo consentono, viene interrogato sui contenuti della lettera: così l'ex direttore amministrativo ricostruisce non solo la dinamica delle appropriazioni, ma anche uno scenario fatto di minacce e intimidazioni. Secondo la sua versione dei fatti, un mese prima dell'incidente, Scollo lo aveva costretto a firmare una lettera nella quale confessava di essere l'unico responsabile delle sottrazioni e per questo motivo il dirigente scolastico deve rispondere anche di estorsione.

Giovanni Scollo non ha esitato a manomettere il proprio passaporto quando ha capito che il direttore amministrativo aveva vuotato il sacco agli uomini della squadra mobile di Enna e al sostituto procuratore Marco Di Mauro. Ha pensato di eliminare le tracce dei viaggiall'estero e in particolare quelli in Romania. Molti di quei viaggi Scollo e Delle Cave li facevano insieme. L'esame ai raggi ultravioletti nei laboratori della polizia scientifica ha però rivelato timbri e visti. La comparazione con quelli di Delle Cave ha confermato che le date delle "gite di piacere", coincidevano sui due passaporti. E' stato accertato che le sottrazioni di somme dai fondi della scuola avvenivano in coincidenza con i viaggi all'estero

interessante esemplare!! non vedrà l' ora di vedersi aumentare i poteri... sta già sognando il prossimo viaggio in Romania!
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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 7:50 am

Ecco, come volevasi dimostrare: gli insegnanti italiani sono degli smidollati ignoranti che non hanno voglia di studiare, e che non sono neanche così interessati al soldo! Io gente così la fucil... ehm la licenzierei su due piedi!
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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 10:38 am

gugu ha scritto:
Dec ha scritto:
D'accordo, ma voglio sperare che chi ha scelto liberamente di non partecipare (perché non voleva studiare o per altri motivi) non invidi chi ha partecipato e ha vinto, altrimenti saremmo davvero una categoria di pazzi.


Mi chiedo sempre se, come fa un mio collega, tu faccia apposta a fare l'ingenuo.
Lui lo fa apposta per non prendere decisioni (che dovrebbe); ma tu non sei così... ;-)

Post misterioso (a parte che non capisco cosa c'entri il tuo collega). A me sembra solo di applicare la logica: se desidero una cosa, faccio il possibile per ottenerla e, se non ci riesco, posso anche arrivare ad invidiare chi la ottiene (perché penso che non la meriti, che il concorso sia stato truccato...); se decido liberamente di non fare nulla per ottenerla (quali che siano le ragioni per cui lo decido), non posso invidiare chi la ottiene. A me sembra semplicemente logico; dove sarà l'ingenuità? Lo sai solo tu.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 11:00 am

gugu ha scritto:
MLucia ha scritto:
chicca70 ha scritto:

I cattivi dirigenti sono almeno il 70%. E questo per un motivo molto semplice: gli insegnanti che fanno il concorso da preside non lo fanno per qualche centinaia di euro in più al mese (con un maggior numero di ore di presenza a scuola ed un lavoro oggettivamente più noioso). Lo fanno perché a loro insegnare non piace, perché faticano nei rapporti con i colleghi e con gli studenti,  perché non conoscono bene la loro materia. Oppure per amore verso il potere. Le colleghe aspiranti presidi sono le più ignoranti della scuola. Con quali strumenti valuteranno i docenti di altre discipline se non sanno neanche la loro?

sono perfettamente d'accordo, è proprio vero, alcuni sono di un'ignoranza abissale


Ma insomma, perchè queste persone hanno vinto il concorso?

Senza contare che alla preselettiva avevano partecipato più di 80.000 persone, quindi il 15% del corpo docente.
Tutti questi erano colleghi di ignoranza abissale?
Mentre chi fa il docente è sempre di intelligente stellare?

Ripeto...non è più invidia che altro?
Io non ho partecipato al concorso e mai parteciperò. Ho la fortuna di avere abbastanza soldi da insegnare part time per tutta la vita e non ho nessuna intenzione di lavorare più ore.
Superare un concorso non è indice di intelligenza, ben che vada è indice di aver studiato bene quegli argomenti.  Stop, nient'altro. Tra l'altro,  l'aspetto dell'ignoranzanon è il più evidente: il più evidente è lo scarso amore per il proprio lavoro di insegnante che è infinitamente più interessante di un lavoro burocratico.  Oltre alle scarse capacità sociali.  Ma questo sarebbe un discorso lungo.
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udl



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 11:22 am

Un mio compagno d'universita', diventato DS nell'ultimo concorso, mi ha ribadito che l'unica cosa difficile dell'ultimo concorso era la prova preselettiva che, come al concorso docenti, avendo fornito prima le risposte, era una prova che premiava soprattutto chi aveva memoria e tempo da dedicare allo studio.
Dove insegnavo due anni fa divento' DS un itp che a tempo perso aveva preso una difficilissima laurea in pedagogia e aveva studiato durante tutto l'anno nelle ore di lezione, dato che era uno dei tanti itp che non fanno assolutamente nulla.
La preselettiva con domande a memoria non verra' piu' fatta ne' nei concorsi per magistratura ne' nei concorsi per notariato, visti i pessimi risultati che ha dato in queste due categorie professionali.

Con queste premesse, e sulla base delle mie esperienze, concordo totalmente con Chicca per almeno l'80% dei DS usciti dall'ultimo concorso.

Spero che i prossimi concorsi a DS utilizzino altri criteri e altre modalita' d'esame
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 12:47 pm

Nessuno nota come molte delle argomentazioni usate qui per dimostrare l'intensità cattiveria dei DS siano gli stessi usati contro i docenti?
A parte certo la propensione al turismo sessuale.
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magma



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 1:03 pm

in questo post si parla di vessazioni , mobbing, abuso di potere, appropriazione indebita di denaro pubblico x scopi "turistici"....

non mi sembrano le stesse argomentazioni usate contro i docenti...

e non mi sembra il caso nemmeno di fare un confronto tra docenti e presidi  visto che stiamo discutendo dell' opportunità  di dare super poteri ai presidi non certo agli insegnanti e visto che le due figure non sono comparabili.

certe polemiche sono sterili e controproducenti per la categoria.
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udl



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 1:22 pm

Io non parlo di vessazioni, mobbing ecc., parlo di inadeguatezza a ricoprire il ruolo che hanno.

Adesso lo so che tutti mi diranno "ma cosa vuoi sapere tu che sei ancora precario ecc. ecc."

Ho pero' molta esperienza in azienda, e un po' di esperienza nel valutare chi ha mansioni direttive ce l'ho, tanto piu' che il modello verso cui si tende e' la scuola azienda.

Inoltre, last but not least, se a un direttore di stabilimento possono essere perdonati certi "scivoloni" grammaticali e culturali, un DS dovrebbe esserne abbastanza indenne: l'esperienza insegna invece che i loro scivoloni non si contano.

Se non fosse che puo' diventare una triste realta', sarebbe una comica immaginarsi certi DS a fare i casting non solo per reclutare docenti di altre materie, ma anche della loro....
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 1:34 pm

Controproducente per la categoria è usare metodi toni e argomenti che solo la stampa scandalistica usa e poi chiedere riconoscimento sociale!
Andiamo al sodo. Chiarite il tema di questa discussione. Se i DS non fossero tanto malvagi la riforma sarebbe giusta? La rende pessima il fatto che chi fa il concorso da preside come state brillantemente cercando di appurare lo fa perché è più ignorante della media dei colleghi più avido di denaro più incline a delinquere?
Ma vi pare un serio piano di discussione? A confronto gli articoli sulle sexy prof sono alta letteratura
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 1:38 pm

udl ha scritto:
Io non parlo di vessazioni, mobbing ecc., parlo di inadeguatezza a ricoprire il ruolo che hanno.

Adesso lo so che tutti mi diranno "ma cosa vuoi sapere tu che sei ancora precario ecc. ecc."

Ho pero' molta esperienza in azienda, e un po' di esperienza nel valutare chi ha mansioni direttive ce l'ho, tanto piu' che il modello verso cui si tende e' la scuola azienda.

Inoltre, last but not least, se a un direttore di stabilimento possono essere perdonati certi "scivoloni" grammaticali e culturali, un DS dovrebbe esserne abbastanza indenne: l'esperienza insegna invece che i loro scivoloni non si contano.

Se non fosse che puo' diventare una triste realta', sarebbe una comica immaginarsi certi DS a fare i casting non solo per reclutare docenti di altre materie, ma anche della loro....

Sostanzialmente, per te, i DS sono ex-pessimi insegnanti, diventati pessimi-DS.
Tutta la crème intellettuale invece preferisce restare docente. Non si sa bene il perché.
Qui è uscito sostanzialmente che chi rimane docente può permetterselo perché ha i soldi e può lavorare poche ore per tutta la vita.
Cosa c'entri col diventare DS, non l'ho capito.
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roberto.grieco



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 1:44 pm

"Che la crème intellettuale preferisce restare docente" è un'affermazione molto discutibile.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 1:45 pm

lucetta10 ha scritto:
Controproducente per la categoria è usare metodi toni e argomenti che solo la stampa scandalistica usa e poi chiedere riconoscimento sociale!
Andiamo al sodo. Chiarite il tema di questa discussione. Se i DS non fossero tanto malvagi la riforma sarebbe giusta? La rende pessima il fatto che chi fa il concorso da preside come state brillantemente cercando di appurare lo fa perché è più ignorante della media dei colleghi più avido di denaro più incline a delinquere?  
Ma vi pare un serio piano di discussione?  A confronto gli articoli sulle sexy prof sono alta letteratura
La riforma è sbagliata in sé e diventa ancora più sbagliata perché i dirigenti sono spesso inadeguati al loro compito e non hanno autorevolezza. Esempio banale: come può un dirigente pretendere che docenti e studenti non fumino a scuola quando lui stesso lo fa davanti a loro? Come può chiedere il rispetto delle regole se lui stesso le infrange palesemente? In questo modo,  egli non ha più la legittimità di riprendere docenti o studenti per il loro comportamento contrario alle norme.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 1:53 pm

gugu ha scritto:
udl ha scritto:
Io non parlo di vessazioni, mobbing ecc., parlo di inadeguatezza a ricoprire il ruolo che hanno.

Adesso lo so che tutti mi diranno "ma cosa vuoi sapere tu che sei ancora precario ecc. ecc."

Ho pero' molta esperienza in azienda, e un po' di esperienza nel valutare chi ha mansioni direttive ce l'ho, tanto piu' che il modello verso cui si tende e' la scuola azienda.

Inoltre, last but not least, se a un direttore di stabilimento possono essere perdonati certi "scivoloni" grammaticali e culturali, un DS dovrebbe esserne abbastanza indenne: l'esperienza insegna invece che i loro scivoloni non si contano.

Se non fosse che puo' diventare una triste realta', sarebbe una comica immaginarsi certi DS a fare i casting non solo per reclutare docenti di altre materie, ma anche della loro....

Sostanzialmente, per te, i DS sono ex-pessimi insegnanti, diventati pessimi-DS.
Tutta la crème intellettuale invece preferisce restare docente. Non si sa bene il perché.
Qui è uscito sostanzialmente che chi rimane docente può permetterselo perché ha i soldi e può lavorare poche ore per tutta la vita.
Cosa c'entri col diventare DS, non l'ho capito.
Gugu,  fai finta di non capire. Il lavoro del dirigente scolastico è noioso,  burocratico,  per nulla stimolante.  Chi ama il proprio lavoro,  non lo scambia con un lavoro che fa schifo in cambio di qualche centinaio di euro in più (e molte ore noiosissime di presenza in più). Per questo, salvo rarissimi casi, chi fa il concorso (che diventi o meno preside) non vuole insegnare. Perché non vuole insegnare? Difficoltà con la materia o difficoltà nei rapporti umani: uno dei due. Francamente,  gugu,  credo che tu rientri nel secondo caso.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 1:57 pm

chicca70 ha scritto:

Gugu,  fai finta di non capire. Il lavoro del dirigente scolastico è noioso,  burocratico,  per nulla stimolante.  Chi ama il proprio lavoro,  non lo scambia con un lavoro che fa schifo in cambio di qualche centinaio di euro in più (e molte ore noiosissime di presenza in più). Per questo, salvo rarissimi casi, chi fa il concorso (che diventi o meno preside) non vuole insegnare. Perché non vuole insegnare? Difficoltà con la materia o difficoltà nei rapporti umani: uno dei due. Francamente,  gugu,  credo che tu rientri nel secondo caso.


Un po' "secondo me", mai?

Ti inviterei a non ipotizzare strampalate analisi psicologiche su chi non conosci. D'altra parte io potrei chiedermi perchè una persona che ama il proprio lavoro decida di lavorare part time per tutta la vita. Posso capire se deve accudire dei figli piccoli, ma altrimenti...siamo sicuri che ami così tanto il proprio lavoro?
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 2:00 pm

lucetta10 ha scritto:
Controproducente per la categoria è usare metodi toni e argomenti che solo la stampa scandalistica usa e poi chiedere riconoscimento sociale!
Andiamo al sodo. Chiarite il tema di questa discussione. Se i DS non fossero tanto malvagi la riforma sarebbe giusta? La rende pessima il fatto che chi fa il concorso da preside come state brillantemente cercando di appurare lo fa perché è più ignorante della media dei colleghi più avido di denaro più incline a delinquere?  
Ma vi pare un serio piano di discussione?  A confronto gli articoli sulle sexy prof sono alta letteratura

Ma che argomento è? Il problema non è che i DS sono malvagi, così come non lo sono i rappresentanti di nessun'altra categoria "chiacchierata" (tassisti, medici, magistrati, politici, amministratori locali, baroni universitari, palazzinari ecc. ecc.); né sono un problema le motivazioni che spingono una persona a fare una carriera piuttosto che un altra.

Il problema è che se tu assegni a chicchessia un potere discrezionale e non soggetto a vincoli, (scelta intrinsecamente sbagliata), puoi essere certo che quella persona userà sicuramente quel potere discrezionale e che nella maggior parte dei casi lo userà male. E' una questione logica, se vuoi geometrica; il giudizio sulle persone non c'entra nulla.

Nel mondo dell'azienda, al quale tanto ci scappelliamo (sbagliando un'altra volta), il dirigente ha un grande potere discrezionale, ma paga in prima persona i suoi errori e soprattutto li paga il suo datore di lavoro (che si rivale su di lui). Invece il DS immaginato nella riforma Renzi non sarebbe soggetto a nessun serio controllo e, muovendosi con un minimo di discrezione, potrebbe fare sfracelli indisturbato.

Io credo che gli unici docenti favorevoli al DDL, a parte quelli che riceverebbero la cattedra, siano quelli animati da sentimenti di superiorità e rivalsa rispetto agli altri colleghi.
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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 2:04 pm

gugu ha scritto:
chicca70 ha scritto:

Gugu,  fai finta di non capire. Il lavoro del dirigente scolastico è noioso,  burocratico,  per nulla stimolante.  Chi ama il proprio lavoro,  non lo scambia con un lavoro che fa schifo in cambio di qualche centinaio di euro in più (e molte ore noiosissime di presenza in più). Per questo, salvo rarissimi casi, chi fa il concorso (che diventi o meno preside) non vuole insegnare. Perché non vuole insegnare? Difficoltà con la materia o difficoltà nei rapporti umani: uno dei due. Francamente,  gugu,  credo che tu rientri nel secondo caso.


Un po' "secondo me", mai?

Ti inviterei a non ipotizzare strampalate analisi psicologiche su chi non conosci. D'altra parte io potrei chiedermi perchè una persona che ama il proprio lavoro decida di lavorare part time per tutta la vita. Posso capire se deve accudire dei figli piccoli, ma altrimenti...siamo sicuri che ami così tanto il proprio lavoro?

Invito tutti a rispettare le scelte altrui. Personalmente, in questo momento, non cambierei affatto l'insegnamento con la dirigenza, nemmeno per uno stipendio quasi doppio, e non perché sia spaventato da un concorso. Magari un giorno cambierò idea.

Certo è che si tratta di due mestieri radicalmente diversi e non si può dire che uno sia meglio e uno sia peggio dell'altro, che chi sceglie uno è un portento e chi sceglie l'altro è uno zuccone.

Anche se, da quello che la gente scrive, credo di riuscire a farmi un'idea abbastanza precisa delle persone.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 2:40 pm

Il giudizio sulle persone non c'entra nulla. Esatto.
Ma qui leggo solo giudizi sommari (con diversi argomenti risibili) sulla categoria presidi contro la quale ora si scopre un malcontento diffuso e radicato che forse si potrebbe con qualche ragione giudicare pregiudiziale e funzionale alla protesta.
Vado oltre nel dire che affidare tale potere a una sola figura di dirigente anche dove questo sia, come bisogna presupporre sempre quando si contesta un provvedimento, non è sbagliato perché si presta a clientele, epersecuzioni ma perché si presta a plasmare una intera scuola su una visione unica (quella del DS) e riduce la pluralità che dovrebbe essere la caratteristica fondamentale della scuola pubblica
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 3:13 pm

I presidi nel migliore dei casi attuano le leggi che hanno portato allo sfascio della scuola attuale. E quanto al plasmare la scuola su una visione unica, non mi pare che oggi siamo tanto lontani.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 3:21 pm

Le leggi le applichiamo anche noi. O no?
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alvo



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 3:34 pm

Non esiste una sola argomentazione principe contro il modello di preside-padrone , piuttosto direi che esiste una sfilza di argomentazioni validissime.L' argomentazione che avevo segnalato io era relativa al fatto che non sia opportuno dare tanti poteri nelle mani di una sola persona  che dovrebbe valutare e selezionare i docenti a propria arbitraria discrezione; questo è sbagliato sia da un punto di vista concettuale che dal punto di vista pratico perchè i presidi "bravi" sono solo una piccola parte poi ci sono i meno bravi , i disonesti e i farabutti come si evince da alcuni esempi nell'articolo riportato nel post iniziale. Che tipo di selezioni potrebbero fare i tanti presidi non virtuosi?
Ripeto questa non è l' unica argomentazione ma è un tema da prendere seriamente in considerazione.
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Stellastellina1975



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 4:09 pm

Devo dire che ho incontrato alcuni DS davvero in gamba: onesti, competenti, intelligenti, con capacità organizzative. Uno in particolare, non lo dimenticherò mai: una persona eccezionale, è stato il mio modello, la mia guida. Ho incontrato alcuni DS mediocri, oppure quasi sempre assenti, ma che si circondavano di aiutanti validi. Ho incontrato poi dei DS odiosi, uno in particolare veramente terribile, che hanno rovinato la vita di alcuni docenti e che hanno fatto "fallire" miseramente interi istituti.

Io non ho un giudizio da dare alla categoria dei DS. Sono uomini come tutti gli altri, e come tali, ve ne sono di tutti i tipi. Così pure come i docenti. Il problema non sta nella categoria, ma nelle regole. Sono le regole che non devono permettere ai DS pessimi di poter nuocere agli altri. A qualsiasi categoria di persone non si possono dare superpoteri.

Non solo. Le nuove regole non soltanto gli darebbero carta bianca, ma farebbero anche in modo di premiare la scorrettezza. Come già attualmente succede in quei casi di DS che cercano di aumentare il numero di iscrizioni con metodi "coercitivi", di cui abbiamo già parlato.

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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Presidi-padroni e superpoteri   Lun Giu 15, 2015 4:22 pm

alvo ha scritto:
Non esiste una sola argomentazione principe contro il modello di preside-padrone , piuttosto direi che esiste una sfilza di argomentazioni validissime.L' argomentazione che avevo segnalato io era relativa al fatto che non sia opportuno dare tanti poteri nelle mani di una sola persona  che dovrebbe valutare e selezionare i docenti a propria arbitraria discrezione; questo è sbagliato sia da un punto di vista concettuale che dal punto di vista pratico perchè i presidi "bravi" sono solo una piccola parte poi ci sono i meno bravi , i disonesti e i farabutti come si evince da alcuni esempi nell'articolo riportato nel post iniziale. Che tipo di selezioni potrebbero fare i tanti presidi non virtuosi?
Ripeto questa non è l' unica argomentazione ma è un tema da prendere seriamente in considerazione.


Io però continuo a non capire una cosa.
Perchè solo fra i DS si ritroverebbe un numero così elevato di persone inadatte?

Perchè lo stesso numero (in proporzione) non si dovrebbe ritrovare anche nei docenti che spesso hanno avuto percorsi di immissioni in ruolo privi di qualsiasi prova selettiva?

Se il 70% dei DS non sono adatti, allora non lo sarà neppur il 70% del corpo docente.
Non vedo però che problema ci sia ad ammetterlo.
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Presidi-padroni e superpoteri
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