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 Compiti di realtà e certificazione delle competenze

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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mar 18 Dic 2018 - 17:50

Salve a tutti
il nostro ineffabile dirigente ci invita in via "informale" (tanto lui se ne frega di qualsiasi procedura) che dobbiamo svolgere due "compiti di realtà", uno al primo e uno al secondo quadrimestre, da utilizzare per la certificazione delle competenze.
Che io sappia non esiste alcun obbligo legislativo del genere, ma nel decreto sulla valutazione 62/17 si parla di "possibilità" di usare il cosiddetto compito di realtà per la certificazione delle competenze. Siccome non ho alcuna intenzione di ottemperare a questa richiesta, sbagliata nel merito e nel metodo, vorrei chiedere tutti gli ulteriori riferimenti normativi, specie nel caso che, nel frattempo, i geniacci del miur abbiano emanato qualche nuova circolare interpretativa in spregio della nostra libertà di insegnamento.
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@melia

@melia

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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mar 18 Dic 2018 - 18:14

Non sono i geniacci del Miur, stavolta, sono quelli delle Usr, che hanno dato come obiettivo ai presidi la valutazione per competenze nella loro scuola.
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mar 18 Dic 2018 - 18:29

@melia, sai quali sono le circolari? Io sono a Roma, usr lazio.
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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mar 18 Dic 2018 - 18:35



Ultima modifica di ReadWrite il Sab 9 Feb 2019 - 0:00, modificato 3 volte
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mar 18 Dic 2018 - 19:31

herman il lattoniere ha scritto:
Salve a tutti
il nostro ineffabile dirigente ci invita in via "informale" (tanto lui se ne frega di qualsiasi procedura) che dobbiamo svolgere due "compiti di realtà", uno al primo e uno al secondo quadrimestre, da utilizzare per la certificazione delle competenze.
Che io sappia non esiste alcun obbligo legislativo del genere, ma nel decreto sulla valutazione 62/17 si parla di "possibilità" di usare il cosiddetto compito di realtà per la certificazione delle competenze. Siccome non ho alcuna intenzione di ottemperare a questa richiesta, sbagliata nel merito e nel metodo, vorrei chiedere tutti gli ulteriori riferimenti normativi, specie nel caso che, nel frattempo, i geniacci del miur abbiano emanato qualche nuova circolare interpretativa in spregio della nostra libertà di insegnamento.

Se vi invita in modo "informale" e non in modo " formale", una ragione ci sarà, non ti pare?
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mar 18 Dic 2018 - 19:56

herman il lattoniere ha scritto:
Salve a tutti
il nostro ineffabile dirigente ci invita in via "informale" (tanto lui se ne frega di qualsiasi procedura) che dobbiamo svolgere due "compiti di realtà", uno al primo e uno al secondo quadrimestre, da utilizzare per la certificazione delle competenze.
Che io sappia non esiste alcun obbligo legislativo del genere, ma nel decreto sulla valutazione 62/17 si parla di "possibilità" di usare il cosiddetto compito di realtà per la certificazione delle competenze. Siccome non ho alcuna intenzione di ottemperare a questa richiesta, sbagliata nel merito e nel metodo, vorrei chiedere tutti gli ulteriori riferimenti normativi, specie nel caso che, nel frattempo, i geniacci del miur abbiano emanato qualche nuova circolare interpretativa in spregio della nostra libertà di insegnamento.
Di lìbertà di insegnamento parlano l' articolo 33 della costituzione, gli articoli 1 e 395 de Testo Unico, l' articolo 7 comma 2 del decreto legislativo 165/2001.Persino la famigerata buona sola riconosce il diritto al pluralismo didattico.
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mer 19 Dic 2018 - 0:29

Scusa herman ma cosa ti metti a fare, i trabocchetti come quelli tipo "di che colore era il cavallo bianco di napoleone?"  :-D Perché in effetti...io non ci avevo pensato, ma balanzone mica ha torto, se lo si fa in modo informale...per inciso, esistono delle linee guida del 2015 da parte del MIUR, ma forse non esistono circolari in merito...
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mer 19 Dic 2018 - 6:07

Confesso che questo dirigente è riuscito a farmi perdere gran parte della voglia di insegnare e soprattutto quella di collaborare in questa scuola... riproverò a chiedere trasferimento. Il problema resta: abbiamo una persona convinta di poter comandare a proprio piacimento gli insegnanti, che ritiene gli organi collegiali un inutile impiccio, che fa circolare dei presunti obblighi privi di una copertura formale, sia pur minima, da parte del collegio: uno che accentra a sé ogni potere per poi bloccare ogni decisione.
Il problema non è che herman si adegui o meno alle pressioni a svolgere queste mansioni, gratuitamente e senza nessuna deliberazione a supporto, il problema è che i colleghi ritengono del tutto normale o comunque accettabile di avere un capo sopra di loro che indirizzi la propria didattica.
La scuola, diciamoci la verità, si regge sul volontariato, o sul volontarismo: tutto quello che non c'è sul contratto, e che comunque non viene retribuito se non in minima parte, è affidato alla buona volontà di noi insegnanti. Ma la buona volontà richiede che le persone siano motivate ad andare oltre quello di loro stretta spettanza: nella nostra scuola, al contrario, sembra che si preferisca favorire la demotivazione.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Mer 19 Dic 2018 - 9:19

herman il lattoniere ha scritto:
Confesso che questo dirigente è riuscito a farmi perdere gran parte della voglia di insegnare e soprattutto quella di collaborare in questa scuola... riproverò a chiedere trasferimento. Il problema resta: abbiamo una persona convinta di poter comandare a proprio piacimento gli insegnanti, che ritiene gli organi collegiali un inutile impiccio, che fa circolare dei presunti obblighi privi di una copertura formale, sia pur minima, da parte del collegio: uno che accentra a sé ogni potere per poi bloccare ogni decisione.
Il problema non è che herman si adegui o meno alle pressioni a svolgere queste mansioni, gratuitamente e senza nessuna deliberazione a supporto, il problema è che i colleghi ritengono del tutto normale o comunque accettabile di avere un capo sopra di loro che indirizzi la propria didattica.
La scuola, diciamoci la verità, si regge sul volontariato, o sul volontarismo: tutto quello che non c'è sul contratto, e che comunque non viene retribuito se non in minima parte, è affidato alla buona volontà di noi insegnanti. Ma la buona volontà richiede che le persone siano motivate ad andare oltre quello di loro stretta spettanza: nella nostra scuola, al contrario, sembra che si preferisca favorire la demotivazione.

Se ai tuoi colleghi va bene avere un capo che indirizzi la loro didattica ,non vedo perché tu debba adeguarti per forza..

Il volontariato lascialo fare agli altri. Per quanto ti riguarda, cerca di svolgere il tuo lavoro in modo inappuntabile e fregatene del resto.
Se chiedi traferimento in un altra scuola, informati prima su chi la dirige, tanto per non passare dalla padella alla brace.
Cerchiamo soprattutto di non avere la coda di paglia affinché il Capo non possa appiccarvi il fuoco.Gli attacchi pretestuosi sono più facili da rintuzzare.
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Procopio



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Dom 23 Dic 2018 - 12:03

herman il lattoniere ha scritto:
Confesso che questo dirigente è riuscito a farmi perdere gran parte della voglia di insegnare e soprattutto quella di collaborare in questa scuola... riproverò a chiedere trasferimento. Il problema resta: abbiamo una persona convinta di poter comandare a proprio piacimento gli insegnanti, che ritiene gli organi collegiali un inutile impiccio, che fa circolare dei presunti obblighi privi di una copertura formale, sia pur minima, da parte del collegio: uno che accentra a sé ogni potere per poi bloccare ogni decisione.
Il problema non è che herman si adegui o meno alle pressioni a svolgere queste mansioni, gratuitamente e senza nessuna deliberazione a supporto, il problema è che i colleghi ritengono del tutto normale o comunque accettabile di avere un capo sopra di loro che indirizzi la propria didattica.
La scuola, diciamoci la verità, si regge sul volontariato, o sul volontarismo: tutto quello che non c'è sul contratto, e che comunque non viene retribuito se non in minima parte, è affidato alla buona volontà di noi insegnanti. Ma la buona volontà richiede che le persone siano motivate ad andare oltre quello di loro stretta spettanza: nella nostra scuola, al contrario, sembra che si preferisca favorire la demotivazione.
Purtroppo è prassi consolidata quella di non dispiacere al DS ed ai genitori, mistificando la realtà: ho avuto un DS che appena introdotta la baggianata delle competenze si è inventato di sana pianta che è possibile avere le competenze senza le conoscenze (come dire che un cardiochirurgo può operare anche senza avere fatto l'esame di anatomia!). La cosa brutta e disdicevole è che gli altri colleghi gli abbiano dato ragione: io no!
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Dom 23 Dic 2018 - 12:45

Procopio ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:
Confesso che questo dirigente è riuscito a farmi perdere gran parte della voglia di insegnare e soprattutto quella di collaborare in questa scuola... riproverò a chiedere trasferimento. Il problema resta: abbiamo una persona convinta di poter comandare a proprio piacimento gli insegnanti, che ritiene gli organi collegiali un inutile impiccio, che fa circolare dei presunti obblighi privi di una copertura formale, sia pur minima, da parte del collegio: uno che accentra a sé ogni potere per poi bloccare ogni decisione.
Il problema non è che herman si adegui o meno alle pressioni a svolgere queste mansioni, gratuitamente e senza nessuna deliberazione a supporto, il problema è che i colleghi ritengono del tutto normale o comunque accettabile di avere un capo sopra di loro che indirizzi la propria didattica.
La scuola, diciamoci la verità, si regge sul volontariato, o sul volontarismo: tutto quello che non c'è sul contratto, e che comunque non viene retribuito se non in minima parte, è affidato alla buona volontà di noi insegnanti. Ma la buona volontà richiede che le persone siano motivate ad andare oltre quello di loro stretta spettanza: nella nostra scuola, al contrario, sembra che si preferisca favorire la demotivazione.
Purtroppo è prassi consolidata quella di non dispiacere al DS ed ai genitori, mistificando la realtà: ho avuto un DS che appena introdotta la baggianata delle competenze si è inventato di sana pianta che è possibile avere le competenze senza le conoscenze (come dire che un cardiochirurgo può operare anche senza avere fatto l'esame di anatomia!). La cosa brutta e disdicevole è che gli altri colleghi gli abbiano dato ragione: io no!

E quali sono state le conseguenze del tuo "no"?

Il trasferimento a Filicudi, un teschio di mulo dentro il tuo armadietto, l' assegnazione coatta del tutoraggio Asl?
Disinganna ,se puoi, i benemeritì soci del club " La voce del padrone".

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Procopio



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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Dom 23 Dic 2018 - 12:48

balanzoneXXI ha scritto:
Procopio ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:
Confesso che questo dirigente è riuscito a farmi perdere gran parte della voglia di insegnare e soprattutto quella di collaborare in questa scuola... riproverò a chiedere trasferimento. Il problema resta: abbiamo una persona convinta di poter comandare a proprio piacimento gli insegnanti, che ritiene gli organi collegiali un inutile impiccio, che fa circolare dei presunti obblighi privi di una copertura formale, sia pur minima, da parte del collegio: uno che accentra a sé ogni potere per poi bloccare ogni decisione.
Il problema non è che herman si adegui o meno alle pressioni a svolgere queste mansioni, gratuitamente e senza nessuna deliberazione a supporto, il problema è che i colleghi ritengono del tutto normale o comunque accettabile di avere un capo sopra di loro che indirizzi la propria didattica.
La scuola, diciamoci la verità, si regge sul volontariato, o sul volontarismo: tutto quello che non c'è sul contratto, e che comunque non viene retribuito se non in minima parte, è affidato alla buona volontà di noi insegnanti. Ma la buona volontà richiede che le persone siano motivate ad andare oltre quello di loro stretta spettanza: nella nostra scuola, al contrario, sembra che si preferisca favorire la demotivazione.
Purtroppo è prassi consolidata quella di non dispiacere al DS ed ai genitori, mistificando la realtà: ho avuto un DS che appena introdotta la baggianata delle competenze si è inventato di sana pianta che è possibile avere le competenze senza le conoscenze (come dire che un cardiochirurgo può operare anche senza avere fatto l'esame di anatomia!). La cosa brutta e disdicevole è che gli altri colleghi gli abbiano dato ragione: io no!

E  quali sono state le conseguenze del tuo "no"?

Il trasferimento  a  Filicudi, un teschio di mulo dentro il tuo armadietto, l' assegnazione  coatta del tutoraggio Asl?
Disinganna ,se puoi, i benemeritì soci del club " La voce del padrone".

Quelle solite: tutti gli altri ad osannare il re ed io a gridare che il re é nudo! Purtroppo molti colleghi appartengono alla categoria dei cortigiani, "vil razza dannata"!
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MessaggioTitolo: Re: Compiti di realtà e certificazione delle competenze   Lun 24 Dic 2018 - 1:05

balanzoneXXI ha scritto:

(...)
Il trasferimento  a  Filicudi, un teschio di mulo dentro il tuo armadietto, l' assegnazione  coatta del tutoraggio Asl?
Disinganna ,se puoi, i benemeritì soci del club " La voce del padrone".


balanzone te lo dico tra il serio e il faceto, e nemmeno con la spocchia di chi vorrebbe ritenersi immune da certe forze centripete (anche se spesso le so riconoscere e contrastare, o almeno ci provo):

ma tu non sai che a parte e oltre la scuola e i ds, esiste comunque una grande tendenza all'omologazione? Già il fatto di doversi distaccare dal coro è di per sé una conseguenza non indifferente, senza andare a cercare le punizioni medioevali o gli avvertimenti mafiosi o peggio, il mobbing, tanto in voga nel forum.
E' molto più rassicurante far parte del coro piuttosto che cimentarsi nella parte da solista, anche perché le stonature, quando ci sono, bisogna attribuirsele e non scrollarsele di dosso, magari dando la colpa a qualcun altro. Quindi la via più semplice è quella più frequentemente percorribile.
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