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assurdo: disponibilità durante vacanze di natale contestata a 2 mesi di distanza

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Messaggio Da mangiavale Lun Feb 18, 2013 10:59 am

Docente con contratto fino all'avente diritto da GI si trova in congedo per malattia del figlio fino al 21 dicembre 2012, ultimo giorno lezioni. Chiede alla scuola come si debba comportare riguardo ale vacanze di natale: la scuola risponde in un primo momento che non accetta prese di servizio "fittizie", ma che siccome il titolo d'assenza tra l'ultimo giorno prima della sospensione lezioni e il primo della ripresa non sono uguali, non c'è bisogno di fare nulla, basterà poi richiedere nuovamente congedo. Qualche giorno dopo, alla viglia del termine lezioni, la docente produce, su esplicita richiesta della segreteria - la quale sostiene di avere avuto specifiche indicazioni - una dichiarazione di disponibilità al servizio durante il periodo di sospensione delle lezioni, e trasmette suddetta dichiarazione via fax. la scuola dice che basta questo, e che il congedo parentale andrà richiesto subito dopo (richiesta in effetti inoltrata un paio di giorni dopo, durante il periodo sospensione lezioni).
Tutto ok fino a questo punto: anche lo stipendio viene dunque calcolato secondo queste direttive, e la scuola stessa provvede come sempre a trasmettere copia dei vari decreti di collocamento in congedo con annesse specificazioni circa la corresponsione degli assegni.
Tutto continua normalmente.
Al momento dell'aggiornamento delle graduaorie d'istituto e delle conseguenti riconvocazioni, la docente in questione, che viene a coincidere con l'avente diritto e che si trova ancora in situazione di congedo parentale, riceve dunque la nuova proposta di supplenza (in pratica, si conferma la situazione precedente, ma a rigore, trattandosi di un nuovo contratto, dovrebbe intanto prendere servizio, anche se pare cmq che la normativa contempli pure la possibilità di evitare ciò, potendosi accordare immediatamente, sempre a discrezione del dirigente scolastico, il nuovo periodo di congedo parentale), ma il dirigente, molto gentile e disponibile, si trova in difficoltà sulle indicazioni sul da farsi, perchè dice di avere parlato con l'usp e con la ragioneria (non vedo che c'entri al momento, forse è una coincidenza), che hanno in pratica contestato la dichiarazione di disponibilità al servizio trasmessa duranrte vacanze di natale, e che vorrebbero ricalcolare pertanto tale periodo di assenza. Ora, a parte che non esiste un nesso diretto fra le due cose, se non il tentativo di andare a rivedere, cambiando le carte in tavola a due mesi di distanza, una situazione magari fastidiosa per gli uffici competenti, mi chiedo cosa si povrebbe fare per difendersi?
E' chiaro che essendo diverso il titolo d'assenza tra il 21 dicembre eil 7 gennaio, non potrebbe automaticamente essere tale periodo rimesso in discussione e arbitrariamente considerato come congedo parentale. In ogni caso, quali ripercussioni potrebbe avere questo polverone sollevato in occasione della stipula del nuovo contrattto? Probabilmente non mi si potrà venire incontro con una nuova mancata presa di servizio, ma col congedo parentale concesso in tempi abbreviati? il dirigente è disponibile, ma non sa se può farlo o meno.
se qualcuno ha magari un link utile, vi chiedo di postarmenlo cortesemente...

mangiavale

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