Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : 1, 2  Seguente
AutoreMessaggio
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 9:42 am

Pubblico l'articolo di Corrado Zunino su Repubblica di Oggi, che occupa più di metà della pagina 4 (in alto un articolo su Cobas e Blocco scrutini, a firma dello stesso autore)

Corrado Zunino

Sui social la voce dei prof che vogliono la riforma
“Merito e assunzioni, ecco perché a noi piace”

ROMA

Sono minoritari nel grande mare della contestazione docente, sono determinati nel sostenere la Buona scuola renziana. C'è un gruppo- minoritario, appunto, ma ostinato-che via Twitter e Facebook sta cercando di bucare il video per spiegare che il "no" alla riforma non rappresenta «la voce unitaria e corale del mondo della scuola». Sarà prevalente, ma non è la sola: «Noi siamo più defilati e meno rumorosi». La minoranza ha scelto di mostrarsi e platealmente applaudire «le novità didattiche che si trovano nel provvedimento del governo». Quindi, ha iniziato a far circolare il suo testo-manifesto, "A un passo dalla giusta Riforma".
I firmatari dell'articolo cardine sono due insegnanti delle medie, quattro delle superiori e un preside radunati attorno al gruppo Twitter #HubDocet, che ospita docenti precari e di ruolo, nonché “numerose personalità della scena culturale e politica in comunione dintenti”.
Altri gruppi social si radunano attorno a questo pensiero, e spesso sono solo categorie di insegnanti che il disegno di legge assumerà a settimane: "#gaeinruolo", "Superamento immediato del precariato Gae della scuola", "Ora Basta!!!#vogliamosapere", "#iononsciopero", "#ballespaziali" e, ancora, "#labuonascuola".

I favorevoli smitizzano, in principio, uno dei pensieri forti dei contestatori: “Noi abbiamo partecipato sin dalle prime battute alla consultazione online, i detrattori chiedono adesso un confronto, ma per mesi non hanno risposto all'appello del governo”. I "pro" hanno offerto contributi intervenendo come singoli docenti, come scuole di appartenenza, come partito politico di militanza e ora auspicano che il provvedimento diventi legge “al più presto”. Cos'è che, allora, piace del ddl 2294 ai docenti che non hanno scioperato il 5 maggio? Innanzitutto, “rafforza la cultura della responsabilità, della valutazione, della trasparenza e del merito”. Poi realizza l'incompiuta autonomia scolastica. Il primo imperativo categorico dell'istruzione, dicono, è “cambiare l'impianto educativo alle radici superando il dominio della trasmissione esclusiva e spostando l'accento sull'apprendimento e le nuove metodologie”.

Gli Hub docet, la comunità che insegna, sostengono il Piano straordinario di assunzioni ( 101.701 in ruolo) e i 3 miliardi messi in legge di stabilità, ma anche i poteri del preside, “bilanciati con una valutazione rigorosa del suo operato”, e la formazione “finalmente obbligatoria”.
Chi continua a manifestare è “rivolto al passato e alla vocazione del nulla cambi” in nome di un “immobilismo militante”. I filo-riforma non si risparmiano sul tema più conflittuale: le assunzioni. E definiscono corretta e costituzionale “la scelta di non contemplare nel piano la seconda e la terza fascia delle graduatorie di istituto, da sempre destinate alle supplenze temporanee Brevi”. Per loro ci sarà “l'esperienza del concorso 2015”.

Tra gli animatori del pensiero favorevole - che cita Jean Monnet ma anche Renato Brunetta - c'è il professor Maurizio Nastasi, da 16 anni docente di Storia dell'arte a Torino e provincia. Nei suoi tweet pubblica torte di sondaggi che dicono che il sindacato non rappresenta più i lavoratori e gli interventi della deputata renziana Simona Malpezzi. Nicola Morello è docente, pianista, poeta. Fabrizio Toneatto scrive: “Chi racconta balle sono quelli di seconda fascia che non vogliono far assumere i meritevoli delle graduatorie a esaurimento”. Vincenzo Terramagra così si presenta: “Potete chiamarmi Professor Keating ... Oh Capitano! Mio Capitano!”. Tutti dicono: “il merito non è il privilegio dei ricchi, ma la carta che hanno i poveri per riscattarsi”.


Ultima modifica di ufo polemico il Dom Mag 17, 2015 9:55 am, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 9:55 am

Alcune considerazioni:
1) Un articolo che occupa più di mezza pagina su un giornale nazionale è dedicato a 7 persone, a fronte di centinaia di migliaia che si sono dette contrarie alla riforma.
2) Non è vero che i detrattori non abbiano partecipato alle consultazioni online, come sa chiunque lo abbia fatto e letto i commenti; è vero, invece, che il loro apporto è stato sistematicamente ignorato.
3) Allo stato attuale tutto si può dire tranne che il DDL “rafforzi la cultura della responsabilità, della valutazione, della trasparenza e del merito”.
4) Infatti la "valutazione rigorosa dell'operato" del DS non emerge minimamente dalla lettura del testo di legge proposto, che anzi offre la possibilità ai presidi di compiere interpretazioni fantasiose della legge e di mettere in atto comportamenti selettivi, premiali e punitivi del tutto arbitrari.
5) Non è vero che chi si oppone alla riforma è "rivolto al passato e alla vocazione del nulla cambi", come si evince dalle numerose proposte alternative presentate nelle commissioni dai docenti e dai gruppi parlamentari; è vero invece che, di fronte a un disegno di legge che riduce considerevolmente i diritti dei docenti, si ritenga la situazione attuale migliore di quella che viene prospettata.

6) Trovo molto interessante la saldatura tra una riforma regressiva e autoritaria e il pensiero pseudo-libertario di stampo pedagogico che traspare da frasi come "occorre cambiare l'impianto educativo alle radici superando il dominio della trasmissione esclusiva e spostando l'accento sull'apprendimento e le nuove metodologie” e "“Potete chiamarmi Professor Keating ... Oh Capitano! Mio Capitano!”. Mi pare evidente che tra chi sostiene la riforma ci sia una particolare considerazione di quelle teorie pedagogiche anti-trasmissive e, in fondo, antiscolastiche che pongono al centro dell'operato scolastico l'individuo, che vogliono la valutazione dei docenti ma rifiutano quella dei discenti, che propugnano le "nuove metodologie" didattiche che consistono in un continuo piegarsi dell'istituzione-scuola alle esigenze del singolo, con facilitazioni di ogni tipo, ludicizzazione dell'apprendimento e così via.
Tornare in alto Andare in basso
gugu



Messaggi : 25640
Data d'iscrizione : 28.09.09

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 9:59 am

ufo polemico ha scritto:
che vogliono la valutazione dei docenti ma rifiutano quella dei discenti, che propugnano le "nuove metodologie" didattiche che consistono in un continuo piegarsi dell'istituzione-scuola alle esigenze del singolo, con facilitazioni di ogni tipo, ludicizzazione dell'apprendimento e così via.


A me non pare che qualcuno chieda che non vengano valutati i discenti; ma i docenti, sì. E, ripeto, tutti non sono quelli che entrano in ruolo dal 2015. Che non sia il DS ma siano gli ispettori, i poteri sanzionatori devono essere aumentati.
Proprio tu dici che la scuola non dovrebbe fare attenzione all'esigenza del singolo? E cosa siamo? Robot che fanno bulloni tutti uguali? Sei ingegnere?
Tornare in alto Andare in basso
lurk



Messaggi : 818
Data d'iscrizione : 14.04.15

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:06 am

Va be', che ci fossero insegnanti favorevoli a questa riforma non è una novità. Che Repubblica facesse da grancassa alla propaganda pro-DDL non è una novità. Che ci siano dei bamba che vivono la scuola (ammesso che finora l'abbiano vissuta...) credendo che sia un film non è una novità.
Intanto mi siedo sulla riva del fiume in attesa di contemplare la massa di cadaveri annegati. Qualche giorno fa ho scoperto che al 99% sarò tra quelli che trarranno vantaggio da questa "riforma", rispetto alla condizione attuale. Non tutti i mali vengono per nuocere, soprattutto se nuocciono agli altri :-)
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:24 am

gugu ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
che vogliono la valutazione dei docenti ma rifiutano quella dei discenti, che propugnano le "nuove metodologie" didattiche che consistono in un continuo piegarsi dell'istituzione-scuola alle esigenze del singolo, con facilitazioni di ogni tipo, ludicizzazione dell'apprendimento e così via.


A me non pare che qualcuno chieda che non vengano valutati i discenti; ma i docenti, sì. E, ripeto, tutti non sono quelli che entrano in ruolo dal 2015. Che non sia il DS ma siano gli ispettori, i poteri sanzionatori devono essere aumentati.
Proprio tu dici che la scuola non dovrebbe fare attenzione all'esigenza del singolo? E cosa siamo? Robot che fanno bulloni tutti uguali? Sei ingegnere?

Nei miei interventi, specie sul forum didattica, ho sempre espresso la mia posizione contraria a una eccessiva personalizzazione dell'insegnamento, constatando di persona e dalle statistiche cosa abbia comportato questa impostazione anti-trasmissiva e intergalmente centrata sul discente, con un crollo verticale delle competenze negli ultimi venti anni, certificato da tutte le statistiche.
Sappiamo tutti che studenti, famiglie e società nel suo complesso ci chiedono di non valutare, ma di intrattenere senza provocare troppe frustrazioni ai pargoli, gettando al massimo qualche seme di cultura qua e là: la cosa è ancora più evidente in questo periodo dell'anno in cui si tirano le somme e ci si prepara a scrutini ed esami, in cui si rendono ancora più palesi le pressioni per aumentare i voti e "salvare" dalla bocciatura i ciucci. Proprio perché non siamo robot che fanno bulloni ogni individuo deve avere una valigia di competenze sufficiente ad affrontare la vita, e non essere blandito e portato comunque avanti come avviene sempre più di frequente oggi.
L'ideologia anti-scolastica e anti-trasmissiva è una ideologia di destra, che quindi non mi appartiene.
Ma non è questo lo spazio per questa discussione.


Ultima modifica di ufo polemico il Dom Mag 17, 2015 10:29 am, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
frankenstin



Messaggi : 213
Data d'iscrizione : 13.09.13

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:28 am

ufo polemico ha scritto:
“Potete chiamarmi Professor Keating ... Oh Capitano! Mio Capitano!”.

Patetico.
Giorgio Israel aveva già chiarito in questa intervista.

http://ilmanifesto.info/giorgio-israel-lerrore-di-renzi-sulla-scuola-non-ha-capito-la-trasversalita-dellopposizione/
Tornare in alto Andare in basso
tellina



Messaggi : 7546
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:29 am

Il corriere della sera di oggi segue lo stesso stile...
Pubblica un paginone di caxxate indecenti ed offensive (per chi conosce realmente il ddl...per gli altri ovviamente no).
Quattro belle letterine arrivate in risposta a quella di renzi...
Nell'ordine:
I precari storici sono al tuo fianco
Tanti impreparati voluti dai sindacati
Un errore creare scuole-azienda (ma leggendola poi insomma vabbe...)
A nessuno piace lavorare gratis (ma parla solo dei soldi che mancano e dei supplenti ancora in attesa di stipendio).

Del resto la Gruber sulla 7 solo ieri sera ha svolto il suo compitino scopiazzando le solite frasette "ma perché protestano proprio ora che finalmente entrano in ruolo?!" l'opinionista presente era peggio di lei, la rappresentante degli studenti, una ragazzina  di venti anni che ne dimostrava parecchio meno con credibilità minima ha parlato senza concretizzare granché...

Pazzesco.
È riuscito a far passare il messaggio di questa follia più Piero Pelù in tre secondi di battute ripetute durante il talent tv...
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:31 am

frankenstin ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
“Potete chiamarmi Professor Keating ... Oh Capitano! Mio Capitano!”.

Patetico.
Giorgio Israel aveva già chiarito in questa intervista.

http://ilmanifesto.info/giorgio-israel-lerrore-di-renzi-sulla-scuola-non-ha-capito-la-trasversalita-dellopposizione/

Anche Israel denuncia il pericolo di una scuola che si conformi a una ideologia pedagogica di tipo costruttivista.
Tornare in alto Andare in basso
ghirettina



Messaggi : 602
Data d'iscrizione : 21.03.15

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:36 am

Ma di cosa vi stupite? Da sempre i media sono la cassa di risonanza del potere, propaganda pura. In fondo i giornali di cosa vivono, di vendite? Fosse così sarebbero tutti belli che falliti....
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:38 am

costruttivismo = destra
Tornare in alto Andare in basso
tellina



Messaggi : 7546
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:43 am

Ovviamente il martellamento degli ultimi giorni riguarda gli scrutini...
Le famiglie non devono pagare e subire...
Effetto boomerang sul blocco scrutini e via così...
Tornare in alto Andare in basso
ghirettina



Messaggi : 602
Data d'iscrizione : 21.03.15

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:48 am

Ufo grazie di aver postato l'articolo di Israel

Interessante anche questo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/17/la-buona-scuola-e-il-vero-significato-delle-parole/1691952/
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:53 am

prego ma è stato frankenstin a postarlo
Tornare in alto Andare in basso
ghirettina



Messaggi : 602
Data d'iscrizione : 21.03.15

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 10:55 am

ufo polemico ha scritto:
prego ma è stato frankenstin a postarlo

Meglio se mi faccio un altro caffè... pensate come sarò lucida fra 15 anni in aula ahahhahah

Grazie Frankenstin : )
Tornare in alto Andare in basso
MLucia



Messaggi : 510
Data d'iscrizione : 01.04.14

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 11:08 am

ho telefonato a Repubblica per protestare..............
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 2979
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 11:28 am

ufo polemico ha scritto:
Pubblico l'articolo di Corrado Zunino su Repubblica di Oggi, che occupa più di metà della pagina 4 (in alto un articolo su Cobas e Blocco scrutini, a firma dello stesso autore)

Corrado Zunino

Sui social la voce dei prof che vogliono la riforma
“Merito e assunzioni, ecco perché a noi piace”

ROMA

Sono minoritari nel grande mare della contestazione docente, sono determinati nel sostenere la Buona scuola renziana. C'è un gruppo- minoritario, appunto, ma ostinato-che via Twitter e Facebook sta cercando di bucare il video per spiegare che il "no" alla riforma non rappresenta «la voce unitaria e corale del mondo della scuola». Sarà prevalente, ma non è la sola: «Noi siamo più defilati e meno rumorosi». La minoranza ha scelto di mostrarsi e platealmente applaudire «le novità didattiche che si trovano nel provvedimento del governo». Quindi, ha iniziato a far circolare il suo testo-manifesto, "A un passo dalla giusta Riforma".
I firmatari dell'articolo cardine sono due insegnanti delle medie, quattro delle superiori e un preside radunati attorno al gruppo Twitter #HubDocet, che ospita docenti precari e di ruolo, nonché “numerose personalità della scena culturale e politica in comunione dintenti”.
Altri gruppi social si radunano attorno a questo pensiero, e spesso sono solo categorie di insegnanti che il disegno di legge assumerà a settimane: "#gaeinruolo", "Superamento immediato del precariato Gae della scuola", "Ora Basta!!!#vogliamosapere", "#iononsciopero", "#ballespaziali" e, ancora, "#labuonascuola".

I favorevoli smitizzano, in principio, uno dei pensieri forti dei contestatori: “Noi abbiamo partecipato sin dalle prime battute alla consultazione online, i detrattori chiedono adesso un confronto, ma per mesi non hanno risposto all'appello del governo”. I "pro" hanno offerto contributi intervenendo come singoli docenti, come scuole di appartenenza, come partito politico di militanza e ora auspicano che il provvedimento diventi legge “al più presto”. Cos'è che, allora, piace del ddl 2294 ai docenti che non hanno scioperato il 5 maggio? Innanzitutto, “rafforza la cultura della responsabilità, della valutazione, della trasparenza e del merito”. Poi realizza l'incompiuta autonomia scolastica. Il primo imperativo categorico dell'istruzione, dicono, è “cambiare l'impianto educativo alle radici superando il dominio della trasmissione esclusiva e spostando l'accento sull'apprendimento e le nuove metodologie”.

Gli Hub docet, la comunità che insegna, sostengono il Piano straordinario di assunzioni ( 101.701 in ruolo) e i 3 miliardi messi in legge di stabilità, ma anche i poteri del preside, “bilanciati con una valutazione rigorosa del suo operato”, e la formazione “finalmente obbligatoria”.
Chi continua a manifestare è “rivolto al passato e alla vocazione del nulla cambi” in nome di un “immobilismo militante”. I filo-riforma non si risparmiano sul tema più conflittuale: le assunzioni. E definiscono corretta e costituzionale “la scelta di non contemplare nel piano la seconda e la terza fascia delle graduatorie di istituto, da sempre destinate alle supplenze temporanee Brevi”. Per loro ci sarà “l'esperienza del concorso 2015”.

Tra gli animatori del pensiero favorevole - che cita Jean Monnet ma anche Renato Brunetta - c'è il professor Maurizio Nastasi, da 16 anni docente di Storia dell'arte a Torino e provincia. Nei suoi tweet pubblica torte di sondaggi che dicono che il sindacato non rappresenta più i lavoratori e gli interventi della deputata renziana Simona Malpezzi. Nicola Morello è docente, pianista, poeta. Fabrizio Toneatto scrive: “Chi racconta balle sono quelli di seconda fascia che non vogliono far assumere i meritevoli delle graduatorie a esaurimento”. Vincenzo Terramagra così si presenta: “Potete chiamarmi Professor Keating ... Oh Capitano! Mio Capitano!”. Tutti dicono: “il merito non è il privilegio dei ricchi, ma la carta che hanno i poveri per riscattarsi”.

Le tue suonano sempre come provocazioni, anche se, come ami sostenere,  non sono mai dirette a me.
Perdonami se ne dubito fortemente, perché a me questo topic pare una chiamata ad personam.
Ma entriamo nel merito:
1) dare voce alle minoranze è l'essenza stessa della democrazia, perciò chi vorrebbe metterle a tacere si posiziona dalla parte delle dittature;
2)sempre in un sistema che si definisce democratico si ascoltano le opinioni di chiunque voglia esprimerle, ma alla fine si decide, altrimenti siamo nell'anarchia;
3)La valutazione professionale è un parametro imprescindibile per misurare la qualità del lavoro svolto, anche se possiamo discutere sulle modalità di attuazione di questo strumento e di come legarlo alla responsabilità del proprio operato;
4)l'aggiornamento professionale è indispensabile per poter svolgere con competenza qualsiasi lavoro, figuriamoci quello di docente;
5)non concordo con gli insegnamenti del prof.Keating, anche se Robin Williams è stato da sempre, fin dai tempi di Mork & Mindy, il mio attore preferito ( naturalmente non perché fosse un extraterrestre);
6) sono terribilmente infastidita dall'accostamento a Brunetta, anche se leggo questa sua posizione come un evidente segno che la riforma goda di un ampio consenso trasversale e perciò ci siano ottime possibilità di vederla passare.
Ciao collega!


Ultima modifica di Francesca4 il Dom Mag 17, 2015 3:09 pm, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
frankenstin



Messaggi : 213
Data d'iscrizione : 13.09.13

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 11:35 am

Francesca4 ha scritto:
6) sono terribilmente infastidita dall'accostamento a Brunetta, anche se leggo questa sua posizione come un evidente segno che la riforma goda di un ampio consenso trasversale

Terribilmente infastidita? AHAHAH!
Questo DDL è il prodotto del nuovo Partito unico della Nazione (PD-PDL), ovvio che loro, come te, siano soddisfatti.
Tornare in alto Andare in basso
mario60



Messaggi : 343
Data d'iscrizione : 08.01.15

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 12:35 pm

ufo polemico ha scritto:
Alcune considerazioni:

6) Trovo molto interessante la saldatura tra una riforma regressiva e autoritaria e il pensiero pseudo-libertario di stampo pedagogico che traspare da frasi come "occorre cambiare l'impianto educativo alle radici superando il dominio della trasmissione esclusiva e spostando l'accento sull'apprendimento e le nuove metodologie” e "“Potete chiamarmi Professor Keating ... Oh Capitano! Mio Capitano!”. Mi pare evidente che tra chi sostiene la riforma ci sia una particolare considerazione di quelle teorie pedagogiche anti-trasmissive e, in fondo, antiscolastiche che pongono al centro dell'operato scolastico l'individuo, che vogliono la valutazione dei docenti ma rifiutano quella dei discenti, che propugnano le "nuove metodologie" didattiche che consistono in un continuo piegarsi dell'istituzione-scuola alle esigenze del singolo, con facilitazioni di ogni tipo, ludicizzazione dell'apprendimento e così via.

@ufo completamente in accordo con te su 1-5 del tuo msg.. Se possibile rincarerei la dose su tutti quei punti.

Le tue osservazionin sotto 6) mi sembrono invece interessanti, parzialmente fondate, ma alla fine fondamentalmente errate e pericolose.

Premesso che il mondo delle teorie pedagogiche è  piuttosto complesso, anzi confuso e estremamente farraginoso, semplichiamo di molto è parliamo di due grandi tendenze nella storia della Scuola italiana: quella che - più o meno consapevolmente - si richiama (al variato mondo) dell'attivismo; e quella che - più o meno consapovolmente - ha una preferenza per un modello di - nella tua terminologia - trasmissivo (che identifichi tout court con lo Scolastico, ma questo non te lo concedo), e che forse potremmo dire di Scuola pubblica come agenzia di una pedagogia nazionale, a mio parere, sempre parlando con grande libertà e totale approssimazione, un modello catechistico.  Tu sei chiaramente affezionato a una qualche versione - di emancipazione popolare nei valori costituzionali affermati con la Resistenza? - di quest'ultima  parte della storia, io molto di più alla prima.

Prima di commentare le tue osservazioni su "saldatura tra una riforma regressiva e autoritaria e il pensiero pseudo-libertario", ti offro un altra prospettiva su cosa sta succedendo. La scuola italiana - un poco provocatoriamente fammi dire a grazie a Gentile - ,  è stata costituita come una Magistratura nazionale dell'Istruzione, con elementi mutuati dalla plurisecolare tradizione della libertà Universitaria: da qui il carattere - e la giustificazione - del reclutamento mediante concorso anonimo (in cui il CV dei candidati non appare), la valutazione 'non'-oggettiva e insindacabile mediante riunione in una specie di camera di Consiglio (gli scrutinii), la dipendenza solo dalla 'legge' e non dall'amministrazione nello svolgimento delle attività di insegnamento (per cui l'Amministrazione prende solo atto di come dichiari di svolgere il programma ministeriale), ecc.

Con la privatizzazione  del rapporto di lavoro pubblico, che alla Scuola doveva essere evitato come  all'Università, quella impostazione -benedetta nella Storia d'Italia per tanti motivi- è saltata. La scuola si sta in effetti trasformando in una Azienda di Stato, che è un modello assai diverso. Da qui l'INVALSI, che sposta la valutazione ad agenzie esterne di nomina politica e tendenzialmente annulla la vera garanzia del docente, poter esprimere un giudizio proprio e insindacabile; da qui le RSU, che sono concepibile solo se si accetta che quella della docenza sia una attività pienamente da  impiegato della PA, perdendo del tutto quei caratteri di quasi-libero professionista e/o di libero docente universitario che godeva nella Scuola italiana; da qui  la configurazione come dirigenti e non come presidi delle funzioni apicali, da qui l'autonomia, che ovviamente non è tale, ma segue semmai il modello del Franchising, con il Ministero (cioè la maggioranza politica del momento) in funzione di franchisor.

Quelle di Renzi sono tutte mosse in questa direzione, che sono però comuni a un percorso almeno trentennale , con semmai l'unica sua curvatura -credo per motivi prettamente politici di consolidare la sua OPA sulle strutture e la base elettorale del vecchio PCI - di pensare che l'Azienda la si amministri senza consultazione con i sindacati dei lavoratori, ma semmai con quelli imprenditoriali

Tornando a noi: il 'pensiero pseudo-libertario' (come lo chiami tu, cioè la ripresa superficiale di temi dell'attivismo) è il cavallo di Troia di questa complessa, e censurabile operazione? Non lo posso escludere, quello che però mi sembra sia stato il vero cavallo di Troia sono  le RSU, uno strumento in genere amato/accettato da di chi professa una concezione catechistica (in parole mie) del suo ruolo (non so nel tuo caso), e la cui introduzione ha spostato la configurazione giuridica e istituzionale e le prassi conseguenti della Scuola più di ogni altro provvedimento recente.

Aspetto reply
grazie
mario

ps vedo ora il tuo Costruttivismo = Destra, e non condivido direi anzi:
Costruttivismo = Destra Liberale (Gentile?) e Sinistra Liberale
Anti-costruttivismo = Fascismo (Bottai) e Stalinismo :-)
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 4:45 pm

Francesca4 ha scritto:

Le tue suonano sempre come provocazioni, anche se, come ami sostenere,  non sono mai dirette a me.
Perdonami se ne dubito fortemente, perché a me questo topic pare una chiamata ad personam.

Ti prego Francesca4, dimmi che lo stai facendo apposta!
Tornare in alto Andare in basso
ufo polemico



Messaggi : 840
Data d'iscrizione : 01.10.14

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 4:55 pm

mario60 ha scritto:

@ufo completamente in accordo con te su 1-5 del tuo msg.. Se possibile rincarerei la dose su tutti quei punti.
bene

mario60 ha scritto:
Le tue osservazionin sotto 6) mi sembrono invece interessanti, parzialmente fondate, ma alla fine fondamentalmente errate e pericolose.
benissimo, un pizzico di eresia ignorante ci vuole proprio

mario60 ha scritto:
Premesso che il mondo delle teorie pedagogiche è  piuttosto complesso, anzi confuso e estremamente farraginoso, semplichiamo di molto è parliamo di due grandi tendenze nella storia della Scuola italiana: quella che - più o meno consapevolmente - si richiama (al variato mondo) dell'attivismo; e quella che - più o meno consapovolmente - ha una preferenza per un modello di - nella tua terminologia - trasmissivo (che identifichi tout court con lo Scolastico, ma questo non te lo concedo), e che forse potremmo dire di Scuola pubblica come agenzia di una pedagogia nazionale, a mio parere, sempre parlando con grande libertà e totale approssimazione, un modello catechistico.  Tu sei chiaramente affezionato a una qualche versione - di emancipazione popolare nei valori costituzionali affermati con la Resistenza? - di quest'ultima  parte della storia, io molto di più alla prima.
Io credo che il modello "catechistico" o di pedagogia nazionale sia propria del modello di scuola oggi maggioritario, quello dell'attivismo. Il modello trasmissivo, per come la vedo io, punta alla formazione, o ancor meglio all'istruzione, piuttosto che all'educazione.

mario60 ha scritto:

Tornando a noi: il 'pensiero pseudo-libertario' (come lo chiami tu, cioè la ripresa superficiale di temi dell'attivismo) è il cavallo di Troia di questa complessa, e censurabile operazione? Non lo posso escludere, quello che però mi sembra sia stato il vero cavallo di Troia sono  le RSU, uno strumento in genere amato/accettato da di chi professa una concezione catechistica (in parole mie) del suo ruolo (non so nel tuo caso), e la cui introduzione ha spostato la configurazione giuridica e istituzionale e le prassi conseguenti della Scuola più di ogni altro provvedimento recente.
Non vedo proprio cosa c'entrino le RSU, ma probabilmente mi è sfuggito qualcosa: certo è noto che c'è una parte ormai prevalente del nostro stipendio che non è retribuzione di attività di libero insegnamento, ma di altro che giustifica anche l'esistenza delle RSU; dubito però che le RSU possano essere la causa di qualcosa, piuttosto che l'effetto. Non ho una concezione catechistica del ruolo.

mario60 ha scritto:
Aspetto reply
grazie
mario

ps vedo ora il tuo Costruttivismo = Destra, e non condivido direi anzi:
Costruttivismo = Destra Liberale (Gentile?)  e Sinistra Liberale
Anti-costruttivismo = Fascismo (Bottai)  e Stalinismo :-)

Quindi Costruttivismo = bene; anti-costruttivismo o anti-attivismo=male; per cui costruttivismo = totalitarismo = fascismo stalinismo.
Io credo che sia oggi possibile, anzi doveroso, falsificare gente come Rogers, Piaget, Don Milani e così via.
Tornare in alto Andare in basso
Filosofo80



Messaggi : 524
Data d'iscrizione : 11.02.13
Località : TRINACRIA

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 8:42 pm

Oltre ai giornali di regime (Corriere, Repubblica e La Stampa), ricordiamoci anche l'occupazione delle TV:
http://www.ilgiornale.it/news/politica/giletti-allannuziata-cos-rai-aiuta-renzi-due-settimane-voto-1129490.html

E non dimentichiamoci l'intervento di Gramellini da Fazio e la Gruber su la7...
Tornare in alto Andare in basso
Enoc



Messaggi : 344
Data d'iscrizione : 31.01.12

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Lun Mag 18, 2015 12:38 pm

A proposito di grande stampa italiana

https://twitter.com/BottaAdv/status/600247891907768320/photo/1

Tornare in alto Andare in basso
mario60



Messaggi : 343
Data d'iscrizione : 08.01.15

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Lun Mag 18, 2015 6:03 pm

ufo polemico ha scritto:


mario60 ha scritto:
....
Io credo che il modello "catechistico" o di pedagogia nazionale sia propria del modello di scuola oggi maggioritario, quello dell'attivismo. Il modello trasmissivo, per come la vedo io, punta alla formazione, o ancor meglio all'istruzione, piuttosto che all'educazione.

Non mi sembra che le prassi maggioritarie siano di origine attivistica (in una qualche versione). La mia esperienza è che la maggioranza dei colleghi è manuale dipendente, le attività di laboratorio sono quasi sparite, nessuno fa lezione in biblioteca, ecc. ecc. Semmai posso condividere che ci sia stata una semplificazione e banalizzazione dei contenuti, che non c'entra nulla con l'attivismo anche se forse - te lo concedo - possa con quello essere confuso.
ufo polemico ha scritto:

mario60 ha scritto:

il vero cavallo di Troia sono  le RSU, uno strumento [...] cui introduzione ha spostato la configurazione giuridica e istituzionale e le prassi conseguenti della Scuola più di ogni altro provvedimento recente.
Non vedo proprio cosa c'entrino le RSU, ma probabilmente mi è sfuggito qualcosa: certo è noto che c'è una parte ormai prevalente del nostro stipendio che non è retribuzione di attività di libero insegnamento, ma di altro [?? ovvero?] che giustifica anche l'esistenza delle RSU;  dubito però che le RSU possano essere la causa di qualcosa, piuttosto che l'effetto. Non ho una concezione catechistica del ruolo.

Certo  le RSU sono un effetto, ma del tutto interno a una logica di aziendalizzazione, o no? Se si, averle accettate e difenderle è stato un autogol non indifferente. La strada era diversa, forse quella di un Ordine degli Insegnanti, forse l'introduzione di un livello di espressione di preferenza da parte delle famiglie.


ufo polemico ha scritto:

mario60 ha scritto:

ps vedo ora il tuo Costruttivismo = Destra, e non condivido direi anzi:
Costruttivismo = Destra Liberale (Gentile?)  e Sinistra Liberale
Anti-costruttivismo = Fascismo (Bottai)  e Stalinismo :-)

Quindi Costruttivismo = bene; anti-costruttivismo o anti-attivismo=male; per cui [sic? anti-]costruttivismo = totalitarismo = fascismo stalinismo.
Io credo che sia oggi possibile, anzi doveroso, falsificare gente come [Montessori, Gentile?]  Rogers, Piaget, Don Milani e così via.
(Hai un errore di battitura?)
Fuori dalle battute, perchè esattamente questa tua forte antipatia con la tradizione dell'attivismo? Non stai buttando il bambino con l'acqua sporca? (non sono sicuro che Don Milani lo puoi iscrivere nell'attivismo).

grazie, ciao
mario


ps dichiarate la nostre simpatie, ovviamente nessuno ha ricette complete e sicure. I diversi autori in genere qualificati sotto l'etichetta di attivismo sono assai diversi tra loro, molti di loro ormai di un altra epoca, sono per me fonte di buone idee, non certo di soluzioni plug&play.


Ultima modifica di mario60 il Mar Mag 19, 2015 5:09 pm, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
Filosofo80



Messaggi : 524
Data d'iscrizione : 11.02.13
Località : TRINACRIA

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Lun Mag 18, 2015 6:24 pm

Enoc ha scritto:
A proposito di grande stampa italiana

https://twitter.com/BottaAdv/status/600247891907768320/photo/1

per questi parolai senza dignità, nessuna pietà... spero che arrivino a zero copie vendute il prima possibile!!!!
Tornare in alto Andare in basso
frankenstin



Messaggi : 213
Data d'iscrizione : 13.09.13

MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Lun Mag 18, 2015 8:09 pm

Filosofo80 ha scritto:
Enoc ha scritto:
A proposito di grande stampa italiana

https://twitter.com/BottaAdv/status/600247891907768320/photo/1

per questi parolai senza dignità, nessuna pietà... spero che arrivino a zero copie vendute il prima possibile!!!!

Non c'è alcun problema: lo Stato finanzia questi giornali per milioni di euro, perciò loro ricambiano col più totale e felice asservimento al capo.
Tornare in alto Andare in basso
 
Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 2Andare alla pagina : 1, 2  Seguente
 Argomenti simili
-
» la repubblica delle banane
» Arrivo Ambasciatore della Repubblica di Genova
» Leggi Serenissima Repubblica di Venezia
» Regolamenti della Repubblica Fiorentina
» ROMA - POLICLINICO umberto I -prof. aragona .

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Riforme-
Andare verso: