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 Voglia di lavorare e non poterlo fare.

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 6:37 pm

Il dramma maggiore in questi tempi è la disoccupazione; l'ho provata in prima persona e quindi non indugio sull'argomento: è semplicemente troppo triste e dolorosa.

Tuttavia, anche la situazione dei potenziati che vedo nella mia scuola è davvero molto brutta: non hanno nessun compito rilevante, si limitano a fare sostituzioni in classe per lo più ingestibili e devono tollerare l'odioso scetticismo di molti colleghi.

Quali sono le possibili soluzioni al problema? Queste sono le mie:

1) Corsi di riconversione sul sostegno e potenziamento dell'offerta formativa del sostegno (ci sono differenziati con ritardo grave che ancora oggi non usufruiscono delle 18 ore).
2) Inserimento nello staff dirigenziale con funzioni di collaborazione (tutti i vicedirigenti che ho conosciuto si lamentavano del carico di lavoro e della necessità di avere più collaboratori).
3) Psicologo di istituto (se in possesso della laurea specifica).
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 6:45 pm

precario.acciaio ha scritto:

1) Corsi di riconversione sul sostegno e potenziamento dell'offerta formativa del sostegno (ci sono differenziati con ritardo grave che ancora oggi non usufruiscono delle 18 ore).
2) Inserimento nello staff dirigenziale con funzioni di collaborazione (tutti i vicedirigenti che ho conosciuto si lamentavano del carico di lavoro e della necessità di avere più collaboratori).
3) Psicologo di istituto (se in possesso della laurea specifica).

1) Per carità, non c'è cosa peggiore di un docente di sostegno "suo malgrado".
2) Aiuto! Vuoi mettere gente che magari ha una sola supplenza di pochi mesi a collaborare con il DS di una scuola che non conoscono?
3) Numeri irrilevanti.

Bastava ripristinare le cattedre 17+1, 16+2, 15+3.
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kirserk



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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 6:47 pm

Per certe materie, però, i colleghi possono essere utilizzati per corsi di recupero pomeridiano, sportelli ecc. Nella mia scuola, un LS+LSA, sono arrivati diversi potenziatori di varie discipline e per quanto riguarda i due colleghi dell'area matematica/fisica e la collega di inglese si è proceduto a questo utilizzo, a mio avviso molto sensato: praticamente fanno 18 ore tutte le settimane di pomeriggio (facilitati in ciò dal fatto che la mia scuola, sabato escluso, è sempre aperta di pomeriggio fino alle 19); il collega di discipline plastiche (disciplina non presente al LS) invece fa sostituzioni (ma non ne sembra affatto dispiaciuto).
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 6:52 pm

kirserk ha scritto:
Per certe materie, però, i colleghi possono  essere utilizzati per corsi di recupero pomeridiano, sportelli ecc. Nella mia scuola, un LS+LSA, sono arrivati diversi potenziatori di varie discipline e per quanto riguarda i due colleghi dell'area matematica/fisica e la collega di inglese si è proceduto a questo utilizzo, a mio avviso molto sensato: praticamente fanno 18 ore tutte le settimane di pomeriggio (facilitati in ciò dal fatto che la mia scuola, sabato escluso, è sempre aperta di pomeriggio fino alle 19); il collega di discipline plastiche (disciplina non presente al LS) invece fa sostituzioni (ma non ne sembra affatto dispiaciuto).

E' una delle soluzioni più ovvie, peccato che a molte scuole manchino i soldi per pagare il personale ATA per tenere aperto il pomeriggio. Voi come fate?
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 7:00 pm

mac67 ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:

1) Corsi di riconversione sul sostegno e potenziamento dell'offerta formativa del sostegno (ci sono differenziati con ritardo grave che ancora oggi non usufruiscono delle 18 ore).
2) Inserimento nello staff dirigenziale con funzioni di collaborazione (tutti i vicedirigenti che ho conosciuto si lamentavano del carico di lavoro e della necessità di avere più collaboratori).
3) Psicologo di istituto (se in possesso della laurea specifica).

1) Per carità, non c'è cosa peggiore di un docente di sostegno "suo malgrado".
2) Aiuto! Vuoi mettere gente che magari ha una sola supplenza di pochi mesi a collaborare con il DS di una scuola che non conoscono?
3) Numeri irrilevanti.

Bastava ripristinare le cattedre 17+1, 16+2, 15+3.

Ah, bhe, grazie. Visto che questo è impossibile che lo facciano...
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 7:14 pm

precario.acciaio ha scritto:
Il dramma maggiore in questi tempi è la disoccupazione; l'ho provata in prima persona e quindi non indugio sull'argomento: è semplicemente troppo triste e dolorosa.

Tuttavia, anche la situazione dei potenziati che vedo nella mia scuola è davvero molto brutta: non hanno nessun compito rilevante, si limitano a fare sostituzioni in classe per lo più ingestibili e devono tollerare l'odioso scetticismo di molti colleghi.

Quali sono le possibili soluzioni al problema? Queste sono le mie:

1) Corsi di riconversione sul sostegno e potenziamento dell'offerta formativa del sostegno (ci sono differenziati con ritardo grave che ancora oggi non usufruiscono delle 18 ore).
2) Inserimento nello staff dirigenziale con funzioni di collaborazione (tutti i vicedirigenti che ho conosciuto si lamentavano del carico di lavoro e della necessità di avere più collaboratori).
3) Psicologo di istituto (se in possesso della laurea specifica).
Il sostegno deve essere sentito altrimenti è più odioso e logorante del peggior mobbing; lo staff dirigenziale deve ovviamente godere della fiducia del dirigente, non è compito adatto all'ultimo arrivato; non ho alcuna fiducia negli psicologi, li considero degli asini e se hanno la relativa laurea degli asini patentati.
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kirserk



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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 7:16 pm

mac67 ha scritto:
kirserk ha scritto:
Per certe materie, però, i colleghi possono  essere utilizzati per corsi di recupero pomeridiano, sportelli ecc. Nella mia scuola, un LS+LSA, sono arrivati diversi potenziatori di varie discipline e per quanto riguarda i due colleghi dell'area matematica/fisica e la collega di inglese si è proceduto a questo utilizzo, a mio avviso molto sensato: praticamente fanno 18 ore tutte le settimane di pomeriggio (facilitati in ciò dal fatto che la mia scuola, sabato escluso, è sempre aperta di pomeriggio fino alle 19); il collega di discipline plastiche (disciplina non presente al LS) invece fa sostituzioni (ma non ne sembra affatto dispiaciuto).

E' una delle soluzioni più ovvie, peccato che a molte scuole manchino i soldi per pagare il personale ATA per tenere aperto il pomeriggio. Voi come fate?

Su questo non saprei proprio dirti, però io sono in questa scuola da cinque anni ed è sempre stato così (anche perché poi di pomeriggio sono sempre state fatte tantissime attività di vario tipo).
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 8:46 pm

L'apertura pomeridiana è una condizione necessaria per sfruttare il potenziamento con un'estensione dell'orario. Tuttavia è possibile solo in situazioni specifiche favorevoli, perché la carenza di fondi e la dotazione del personale ATA ridotta all'osso ne rende difficile, se non impossibile, l'attuazione nella maggior parte dei casi.
A mio parere è possibile farlo in un istituto accorpato in un grosso plesso, ben strutturato sotto l'aspetto logistico e con un'opportuna contrattazione interna che permetta una turnazione basata su una gestione elastica del personale. Ad esempio, concedendo la compensazione con giorni di ferie di recupero e con la disponibilità del personale impiegato nel turno antimeridiano a sobbarcarsi un surplus di mansioni, è possibile mantenere aperta la scuola anche tutti i pomeriggi.
Ma non è una cosa facile e presumo che si viaggi sul filo del rasoio: è sufficiente che un collaboratore scolastico vada in malattia per far saltare tutta la macchina.

Non parliamo poi degli assistenti tecnici. Qui la carenza è ancora più drammatica e rende impossibile un'ordinaria attività di potenziamento nei laboratori.
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 9:31 pm

Giancarlo, quasi mi sento tirato in causa. Io sono "potenziatore" di laboratorio e in breve tempo sono diventato quello più "invidiato", in senso buono, dagli altri nuovi (nonostante poi sia un supplente) assunti. Sono l'unico che ha un orario quasi completo. 17 delle 18 h settimanali le passo nei laboratori di elettronica e TPS (salvo emergenze, in tal caso vengo chiamato pure io a supplire colleghi assenti). Con mia sorpresa, specie rispetto ai primi giorni, le cose stanno procedendo bene. "Potenzio" con attività di laboratorio e di simulazione al computer di reti e circuiti e, a detta anche degli stessi colleghi di teoria e di laboratorio, sto riuscendo a rendere più "accattivanti" le discipline interessate: i ragazzi stessi appaiono più interessati e con loro ho instaurato davvero un buon rapporto, tanto che una terza mi ha appena chiesto di accompagnarli in gita a metà marzo. Ho pure un caso di un alunno con una disabilità e in accordo con il collega di sostegno, quando non è presente, visto che in laboratorio sono presenti attrezzature ed utensili che possono essere molto pericolosi se usati scorrettamente, lo gestisco e controllo direttamente io. Ufficialmente ho una sola ora da "tappabuchi", ora che talvolta passo in sala prof. a discutere con i colleghi, specie quelli del potenziamento che, invece, li passano più tempo... Sono stato con ogni probabilità fortunato. Sono un docente tecnico che ha avuto la possibilità di insegnare (pardon potenziare) in un tecnico, dove a parte i primi giorni, subito hanno capito dove le mie "potenzialità" mo' ci vuole... potevano essere meglio impiegate. La cosa, se vuoi, divertente è che sono appunto una "riserva", un supplente, nemmeno abilitato, che tornerà nei tristi ranghi della III gdi il prossimo 01.07. Tuttavia, sentire e sapere che sto svolgendo al meglio il mio lavoro mi soddisfa non poco, al punto che più di una volta mi è capitato di passare tempo extra orario nel laboratorio (senza nessuno che peraltro me lo abbia richiesto) e di non avvertirne disagio, proprio perché questa mia nuova attività davvero mi piace.
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 10:15 pm

PJMS ha scritto:
Giancarlo, quasi mi sento tirato in causa. Io sono "potenziatore" di laboratorio e in breve tempo sono diventato quello più "invidiato", in senso buono, dagli altri nuovi (nonostante poi sia un supplente) assunti. Sono l'unico che ha un orario quasi completo. 17 delle 18 h settimanali le passo nei laboratori di elettronica e TPS (salvo emergenze, in tal caso vengo chiamato pure io a supplire colleghi assenti). Con mia sorpresa, specie rispetto ai primi giorni, le cose stanno procedendo bene. "Potenzio" con attività di laboratorio e di simulazione al computer di reti e circuiti e, a detta anche degli stessi colleghi di teoria e di laboratorio, sto riuscendo a rendere più "accattivanti" le discipline interessate: i ragazzi stessi appaiono più interessati e con loro ho instaurato davvero un buon rapporto, tanto che una terza mi ha appena chiesto di accompagnarli in gita a metà marzo. Ho pure un caso di un alunno con una disabilità e in accordo con il collega di sostegno, quando non è presente, visto che in laboratorio sono presenti attrezzature ed utensili che possono essere molto pericolosi se usati scorrettamente, lo gestisco e controllo direttamente io. Ufficialmente ho una sola ora da "tappabuchi", ora che talvolta passo in sala prof. a discutere con i colleghi, specie quelli del potenziamento che, invece, li passano più tempo... Sono stato con ogni probabilità fortunato. Sono un docente tecnico che ha avuto la possibilità di insegnare (pardon potenziare) in un tecnico, dove a parte i primi giorni, subito hanno capito dove le mie "potenzialità" mo' ci vuole... potevano essere meglio impiegate. La cosa, se vuoi, divertente è che sono appunto una "riserva", un supplente, nemmeno abilitato, che tornerà nei tristi ranghi della III gdi il prossimo 01.07. Tuttavia, sentire e sapere che sto svolgendo al meglio il mio lavoro mi soddisfa non poco, al punto che più di una volta mi è capitato di passare tempo extra orario nel laboratorio (senza nessuno che peraltro me lo abbia richiesto) e di non avvertirne disagio, proprio perché questa mia nuova attività davvero mi piace.

La tua esperienza mostra che non era necessario inventarsi la "grande riforma", bastava fornire alle scuole il personale che serve per tutte le attività didattiche e che negli anni è stato brutalmente decimato. In bocca al lupo!
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PJMS



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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 10:20 pm

Perfettamente d'accordo, magari con i Ptof andrà meglio.
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 10:40 pm

PJMS, il tuo è un caso decisamente diverso anche se non esclusivo dei soli ITP. Ci sono contesti in cui il potenziamento associato alla compresenza non può che migliorare la qualità dell'attività didattica. E te lo dice uno che ha lavorato per oltre 20 anni in compresenza con ITP sia nel laboratorio di chimica/biologia sia in azienda agraria. L'anno scorso ho pure "saggiato" il CLIL in compresenza con una collega d'inglese, con cui ho un ottimo rapporto, in una seconda. Su nostra iniziativa. Esperienza che mi ha fatto cambiare idea sul CLIL (quando ci sono i presupposti e si può fare funziona).
Insomma, quando c'è complementarietà di funzioni e di competenze e un po' di esperienza o di predisposizione alla metodologia, la compresenza funziona. Non funziona solo se c'è un avvicendamento operativo nel corso della lezione. In quel caso è una compresenza deviante.

Sul tappabuchismo avrei qualcosa da dire. Due anni fa avevo una cattedra 15+3 e l'anno scorso una cattedra 14+4. Alle ore formalmente a disposizione prefissate in orario, si aggiungevano alcune ore buche scaturite dalla condivisione dei turni macchina. Perché preferisco farmi ore buche e ridurre le spese del carburante piuttosto che guadagnare qualche ora quotidiana poco spendibile ma con costi maggiori. Senza contare che viaggiare in compagnia è più piacevole che farlo da soli. Ebbene, nonostante tutte queste ore di teorico fancazzismo, non trovavo il tempo di rigirarmi i pollici, anzi, dovevo ritagliarmi qualche spazio per andare a fumarmi una sigaretta fuori. Sono coordinatore di plesso e ASPP, qualcosa da fare c'è sempre. E l'anno scorso ho approfittato di queste ore per completare l'installazione fisica delle LIM, configurare i computer, predisporre gli account, installare tutto il software, ecc. Nonostante questo, quando c'era qualche sostituzione da fare non mi tiravo indietro e ne approfittavo per fare qualche ora in più nelle mie classi. E non stavo a guardare se la sostituzione cadeva nell'ora ufficialmente a disposizione o in un'ora buca. Anche perché spesso le sostituzioni permettevano al collega precario di fruire di un giorno di ferie senza dover ricorrere per necessità ad un permesso non retribuito.
Tutto questo per ribadire che se c'è l'interesse e la volontà a rimboccarsi le maniche, non stai a rigirarti i pollici in sala prof. Quale interesse? Lavorare in un ambiente sereno, privo di qualsiasi conflittualità. Genitori e studenti sono preoccupati dall'idea che io vada via da quella scuola. I colleghi che mi conoscono dopo un po' mi stimano perché non faccio il dittatorino ma anzi ci metto tutta la mia disponibilità. E quando ho bisogno di aiuto per tappare una falla c'è spesso qualcuno che si offre spontaneamente per darmi una mano senza neppure che vada a chiederlo, come cambiare l'orario o prendersi in carico due classi se c'è da affrontare qualche emergenza. Non parliamo poi della preside, che confida ciecamente nella mia gestione.

Sul tuo caso penso che il concorso di più fattori, quali la specificità della tua funzione ma anche, presumo, una particolare predisposizione a collaborare, sia da parte tua sia da parte dei tuoi colleghi, ti abbia portato a realizzare con successo la tua integrazione. Non sempre succede, perciò goditi questa esperienza!
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 10:41 pm

mac67 ha scritto:
PJMS ha scritto:
Giancarlo, quasi mi sento tirato in causa...

La tua esperienza mostra che non era necessario inventarsi la "grande riforma", bastava fornire alle scuole il personale che serve per tutte le attività didattiche e che negli anni è stato brutalmente decimato. In bocca al lupo!

Pienamente d'accordo.
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 11:07 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
te lo dice uno che ha lavorato per oltre 20 anni in compresenza con ITP sia nel laboratorio di chimica/biologia sia in azienda agraria. L'anno scorso ho pure "saggiato" il CLIL in compresenza con una collega d'inglese, con cui ho un ottimo rapporto, in una seconda. Su nostra iniziativa. Esperienza che mi ha fatto cambiare idea sul CLIL (quando ci sono i presupposti e si può fare funziona).
Insomma, quando c'è complementarietà di funzioni e di competenze e un po' di esperienza o di predisposizione alla metodologia, la compresenza funziona. Non funziona solo se c'è un avvicendamento operativo nel corso della lezione. In quel caso è una compresenza deviante.

Si vede subito che hai lavorato in compresenza e questo è senz'altro un vantaggio tanto per il docente di "teoria", tanto per quello di laboratorio e quindi lo è persino per il potenziatore "tecnico" che svolge un ruolo non dissimile da quello che avrebbe svolto come ITP tradizionale. Certo, in scuole con indirizzi diversi forse è impossibile, forse ci vorrà solo un po' di tempo per abituarsi alla "presenza" e alla "funzione" di un "estraneo". Forse, più probabilmente, si dovrà imparare a gestire questo nuovo ruolo con più elasticità mentale, da tutte le parti coinvolte. Mi godo questo nuovo ruolo da "jolly"... e se un giorno dovessi mai passare in ruolo, quello vero... anche se dovessi ripeterlo con le stesse modalità di questo mio primo mese da potenziatore, davvero non mi dispiacerebbe.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Sab Gen 23, 2016 11:43 pm

kirserk ha scritto:
il collega di discipline plastiche (disciplina non presente al LS) invece fa sostituzioni (ma non ne sembra affatto dispiaciuto).

Ci credo... Gli cederei molto volentieri la mia cattedra completa in cambio delle sue 18 ore di cazzeggio in attesa di una supplenza.
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catiusciagr



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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Lun Gen 25, 2016 3:27 pm

PJMS ha scritto:
Giancarlo, quasi mi sento tirato in causa. Io sono "potenziatore" di laboratorio e in breve tempo sono diventato quello più "invidiato", in senso buono, dagli altri nuovi (nonostante poi sia un supplente) assunti. Sono l'unico che ha un orario quasi completo. 17 delle 18 h settimanali le passo nei laboratori di elettronica e TPS (salvo emergenze, in tal caso vengo chiamato pure io a supplire colleghi assenti). Con mia sorpresa, specie rispetto ai primi giorni, le cose stanno procedendo bene. "Potenzio" con attività di laboratorio e di simulazione al computer di reti e circuiti e, a detta anche degli stessi colleghi di teoria e di laboratorio, sto riuscendo a rendere più "accattivanti" le discipline interessate: i ragazzi stessi appaiono più interessati e con loro ho instaurato davvero un buon rapporto, tanto che una terza mi ha appena chiesto di accompagnarli in gita a metà marzo. Ho pure un caso di un alunno con una disabilità e in accordo con il collega di sostegno, quando non è presente, visto che in laboratorio sono presenti attrezzature ed utensili che possono essere molto pericolosi se usati scorrettamente, lo gestisco e controllo direttamente io. Ufficialmente ho una sola ora da "tappabuchi", ora che talvolta passo in sala prof. a discutere con i colleghi, specie quelli del potenziamento che, invece, li passano più tempo... Sono stato con ogni probabilità fortunato. Sono un docente tecnico che ha avuto la possibilità di insegnare (pardon potenziare) in un tecnico, dove a parte i primi giorni, subito hanno capito dove le mie "potenzialità" mo' ci vuole... potevano essere meglio impiegate. La cosa, se vuoi, divertente è che sono
appunto una "riserva", un supplente, nemmeno abilitato, che tornerà nei tristi ranghi della III gdi il prossimo 01.07.
Tuttavia, sentire e sapere che sto svolgendo al meglio il mio lavoro mi soddisfa non poco, al punto che più di una volta mi è capitato di passare tempo extra orario nel laboratorio (senza nessuno che peraltro me lo abbia richiesto) e di non avvertirne disagio, proprio perché questa mia nuova attività davvero mi piace.

finalmente qualcosa di "bello"....eppure tanta tristezza in quella frase che ho evidenziato!
mi son venute quasi le lacrime già quando, da subito, il collega ha dichiarato di essere supplente (del potenziatore)...
e poi, di terza fascia....e neanche potrà fare quella specie di concorso ormai imminente.
Dispiace molto, moltissimo, pensare che colleghi così non hanno futuro.
e purtroppo neanche chi potrà fare quel concorso perché abilitato.
Un concorso "inventato"non per assumere ma per tagliare le speranze di giovani docenti che confidavano nel loro lavoro.
E i tre parlatori lo diranno: << Volevamo assumere 67 mila docenti...ma pochissimi hanno superato la prima prova...Servono insegnanti di qualità, per una scuola di qualità...>>
Già. è ovvio: un governo di qualità pretende che tutto sia di qualità...
Ma qual è la "loro" qualità?

Intanto e comunque, a PJMS, tanti "in bocca al lupo" e complimenti per quell' entusiasmo,
che traspare da ogni sua parola!
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Lun Gen 25, 2016 3:57 pm

catiusciagr ha scritto:
Intanto e comunque, a PJMS, tanti "in bocca al lupo" e complimenti per quell' entusiasmo,
che traspare da ogni sua parola!

Ti ringrazio catiusciagr per le tue belle parole. Diciamo che a me dispiace non partecipare al concorso solo per il fatto che non sono abilitato, ma non per mia scelta o colpa. Per la mia cdc non è stato mai predisposto un TFA ma solo dei Pas (l'ultimo nel 2012) che richiedeva dei requisiti in termini di servizio che all'epoca non avevo. Paradossalmente oggi c'è li avrei ma... c'è il concorso e non il Pas... speriamo che possa abilitarmi (trovino al miur un modo che mi permetta di farlo) prima del prossimo concorso, che dovrebbe essere comunque tra non prima di 3 anni. Ad ogni modo, oggi ho letto una buona notizia (spero) per gli ITP. sembra che al Miur stiano riconsiderando la sentenza del Tar del Lazio che ordinava al ministero di ripristinare le ore di laboratorio scrieriatamente tagliate dalla passata "riforma" Gelmini. Ripristinare quelle ore potrebbe far riassorbimento i tanti esuberi che ci sono stati e quindi anche accelerare la stesura di eventuali Tfa/Pas per future immissioni in ruolo da concorso. Almeno lo spero.
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Lun Gen 25, 2016 7:01 pm

PJMS ha scritto:
Per la mia cdc non è stato mai predisposto un TFA ma solo dei Pas (l'ultimo nel 2012) che richiedeva dei requisiti in termini di servizio che all'epoca non avevo. Paradossalmente oggi c'è li avrei ma... c'è il concorso e non il Pas...
Anche il precedente concorso aveva dei blocchi sulle partecipazioni, che sono state superate dalle sentenze TAR per chi ha fatto ricorso; il TAR ha sostenuto che chi non ha avuto la possibilità di abilitarsi poteva partecipare anche se vietato dal bando; se per le materie Axxx ci sono stati 2 TFA e tutti hanno potuto abilitarsi (essendone capaci), quindi ora non hanno più appigli, per le materie Cxxx non è stato così; tu quella possibilità non l'hai avuta quindi continui ad essere nel diritto di partecipare anche senza abilitazione.

La difficoltà in questo caso è la legge 107 che rende obbligatorio ai ricorrenti un passaggio per la Corte Costituzionale, che nel caso precedente non serviva; quindi se hai voglia tieni alte le antenne e partecipa ad uno dei ricorsi collettivi che sicuramente i sindacati corsari metteranno in campo (orientativamente 150 € di spesa pro capite).

Se vinci mi paghi una pizza.
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Lun Gen 25, 2016 8:21 pm

avidodinformazioni ha scritto:
il TAR ha sostenuto che chi non ha avuto la possibilità di abilitarsi poteva partecipare anche se vietato dal bando; se per le materie Axxx ci sono stati 2 TFA e tutti hanno potuto abilitarsi (essendone capaci), quindi ora non hanno più appigli, per le materie Cxxx non è stato così; tu quella possibilità non l'hai avuta quindi continui ad essere nel diritto di partecipare anche senza abilitazione.

La difficoltà in questo caso è la legge 107

Se vinci mi paghi una pizza.

Ahah minimo

Ho letto la bozza di prova. Dopo che hanno accorpato C260 e C270 (il che posso pure comprenderlo) guardando le "tracce" mi viene il dubbio che due ing. di A034 e A035 avrebbero serie difficoltà a superarlo. Come pensano che ci possano riuscire dei diplomati (questo continua ad essere il titolo di accesso)? Io ho fatto ingegneria elettronica (triennale) e ho lavorato come Itp C260 dal 2012, sinceramente al di là di una conoscenza meramente nozionistica, non ho mai avuto a che fare con PLC e Ladder (tipico di chi ha fatto invece elettrotecnica o ing. Elettrica). Come si può preparare un concorso in 1 mese così, per di più dove è richiesta una prova pratica di 8 ore. Tutti abbiamo un PLC sperimentale magari in garage?
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MessaggioOggetto: Re: Voglia di lavorare e non poterlo fare.   Lun Gen 25, 2016 9:20 pm

PJMS ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
il TAR ha sostenuto che chi non ha avuto la possibilità di abilitarsi poteva partecipare anche se vietato dal bando; se per le materie Axxx ci sono stati 2 TFA e tutti hanno potuto abilitarsi (essendone capaci), quindi ora non hanno più appigli, per le materie Cxxx non è stato così; tu quella possibilità non l'hai avuta quindi continui ad essere nel diritto di partecipare anche senza abilitazione.

La difficoltà in questo caso è la legge 107

Se vinci mi paghi una pizza.

Ahah minimo

Ho letto la bozza di prova. Dopo che hanno accorpato C260 e C270 (il che posso pure comprenderlo) guardando le "tracce" mi viene il dubbio che due ing. di A034 e A035 avrebbero serie difficoltà a superarlo. Come pensano che ci possano riuscire dei diplomati (questo continua ad essere il titolo di accesso)? Io ho fatto ingegneria elettronica (triennale) e ho lavorato come Itp C260 dal 2012, sinceramente al di là di una conoscenza meramente nozionistica,  non ho mai avuto a che fare con PLC e Ladder (tipico di chi ha fatto invece elettrotecnica o ing. Elettrica). Come si può preparare un concorso in 1 mese così, per di più dove è richiesta una prova pratica di 8 ore. Tutti abbiamo un PLC sperimentale magari in garage?
Ricordati che le leggi le fanno i politici e i commissari li fanno i docenti; tu avrai davanti una commissione di esseri umani; preoccupati di apparire migliore dei tuoi concorrenti, il resto verrà da solo (te lo dice uno che ha superato 3 concorsi e non tutti in materie predilette).
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» ATTENZIONE!!! LAVORARE COME ONICOTECNICA IN LOMBARDIA.
» per quanto si può fare l'amore a comando????

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