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 Riformare tutto purché...

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carom



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MessaggioOggetto: Riformare tutto purché...   Ven Lug 29, 2016 9:58 am

È bello andare per mercatini dell’usato non trovate?
A solo 1€ ho acquistato un libro interessante:
L’Italia contemporanea, 1945-1975 ed. Einaudi, pp. 468

Scritte quarant’anni fa (1976) queste parole risultano molto attuali.

Raffaele Romanelli (Firenze, 18 settembre 1942) storico e docente universitario italiano studioso di storia contemporanea e di storia socio-politica scrive:

le scelte politiche immediate fatte nel dopoguerra, quando la ricerca di favore elettorale dei gruppi burocratici (anche in direzioni politiche rozzamente esplicite <> (con baffone si alludeva al comunismo), p. 156
[oggi la stessa frase potrebbe essere: Niente salari se cade l’Europa? Oppure: attenzione perché se cade il governo non saranno più garantiti i vostri stipendi?]

Se quel partito (di governo - DC) individuò nei ceti burocratici uno degli elementi fondamentali dell’organizzazione e della riproduzione del suo consenso, è dunque perché il suo potere poggiava su di una gestione dello stato nella quale HA MASSIMA IMPORTANZA l’alleanza tra ceto di governo e burocrazia…(Ib., P. 156)

Il risanamento dell’amministrazione consiste dunque nel dare veste legale a tutte le situazioni di dubbia o nessuna legalità…. (p. 155)

Si rileva come negli ultimi cinquantenni almeno, la provenienza degli impiegati pubblici non sia per nulla mutata…
Più dei due terzi dei funzionari provengono dalle regioni centro-meridionali ed appartengono a famiglie di piccola e media borghesia; uno su due secondo una recente ricerca ha genitori impiegati nella pubblica amministrazione quasi tutti poi hanno una formazione culturale di tipo giuridico-umanistico compiuta in quelle facoltà tradizionalmente affollate come Giurisprudenza, Scienze politiche, Scienze economiche, alle quali le statistiche assegnano le minori possibilità di offrire una specializzazione e una occupazione.
La pubblica amministrazione esprime pur nel mutare delle situazioni sociali del paese, una sua componente stabile: la piccola e media borghesia <> in gran parte meridionale, alla quale si offre quasi esclusivamente lo sbocco nel pubblico impiego.
Una indagine condotta tra gli stessi funzionari rivela quale sia il risvolto oggettivo di questa situazione: la maggioranza dichiara di aver scelto l’impiego pubblico per mancanza di alternative, o per la sicurezza del posto e dello stipendio ed è portata a valutare il proprio lavoro in conseguenza prescindendo dalle finalità politico-pubbliche che dovrebbero caratterizzarlo e dichiarandosi insoddisfatta e avvilita dalla vita interna dell’amministrazione… (Ib. p. 157)

L'amministrazione sembra dunque avere il suo principale oggetto in se stessa e nei gruppi che essa organizza (p. 160)
Non vi è atto amministrativo di cui si possa dar per certa l’esecuzione in via normale e in tempi reali se a muovere l’iter non interviene la volontà dei singoli impiegati, sia essa libera o soggetta a impulsi politici esterni. (p. 161)

Inarrestabile è il flusso di assunzioni negli enti parastatali e locali; tuttavia anche tra funzionari dello stato ancora tra il 1965 e il 1961 il 33 per cento risultava entrato in ruolo senza concorso… (Ib. P. 165)

Mi sembra che non sia cambiato molto anzi: il rapporto di scambio tra potere politico di turno e pubblico impiego è ancora molto attuale.
I governi di turno lo sanno bene che l’apparato burocratico rappresenta la loro sopravvivenza!
La salvaguardia del posto fisso,
dello stipendio garantito ( e anticipato al 23 del mese corrente)
e dei privilegi del dipendente pubblico (vedi la scuola con i suoi due mesi abbondanti di vacanza + festività varie) compattano da sempre il sodalizio tra potere di turno e un cospicuo bacino elettorale sicuro

Potremmo dire che lo slogan più frequentato dai politici di ieri e di oggi al potere è il seguente:
RIFORMARE TUTTO (omettendo il seguito delle intenzioni nascoste cioè: PURCHÈ NON CAMBI NULLA!!)
Pena la "poltrona"
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carom



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MessaggioOggetto: Re: Riformare tutto purché...   Ven Lug 29, 2016 10:23 am

la parte virgolettata di p. 156 era:
"Statali! Niente più aumenti se viene baffone!"
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