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 L'alunno debole

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AutoreMessaggio
herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: L'alunno debole   Mar Dic 05, 2017 6:14 am

Promemoria primo messaggio :

Anche se il tema non è completamente pertinente a questa sezione, volevo chiedere ai colleghi come si regolino nei confronti degli alunni deboli, che semplicemente fanno fatica a capire, specie in alcune materie, e che:
- non hanno alcuna certificazione per DSA, oppure per i quali la visita e i relativi test ha avuto esito negativo (meglio per loro)
- non hanno neanche genitori che si opporrebbero alla certificazione
- non hanno un borderline cognitivo
- non hanno altri disturbi evolutivi specifici (adhd e altri)
- non presentano disabilità di alcun tipo
- non provengono da situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale
- non stanno neanche attraversando un momento difficile a livello psicologico, familiare o di salute.
- non hanno atteggiamenti antiscolastici
- non manifestano disinteresse allo studio, anzi si impegnano molto
Insomma cosa bisogna fare con questi poveri cristi residuali dalla medicalizzazione pervasiva della scuola, che semplicemente rimangono indietro e che non hanno necessità né diritto di PDP, ma che comunque ottengono risultati scolastici poco soddisfacenti?
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AutoreMessaggio
chicca70



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 1:45 pm

herman il lattoniere ha scritto:
Stella si è laureato in sociologia a trento nel 1974, prima di prendere anche la laurea in psicologia.

Quindi?
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 1:51 pm

Scuola70 ha scritto:
A me sembra, però, che a volte si dice che un ragazzo abbia un DSA falso solo perché non si impegna, è strafottente e presenta un comportamento scorretto, ma non è detto che il suo DSA sia falso solo perché ha una personalità sgradevole. Ecco, a volte mi sembra che tra gli insegnanti il fatto di ammettere che un alunno abbia un DSA dipenda irrazionalmente dalla simpatia che essi hanno verso il soggetto in questione. O no?

No, semmai il punto è un altro.

Ovvero, il fatto che in presenza di risultati scarsi si vada subito a ipotizzare un DSA e a ricercare accertamenti diagnostici di DSA, indipendentemente dal fatto che il ragazzo si impegni o meno, e senza prima aver mai nemmeno provato a responsabilizzarlo e sollecitarlo perché si impegnasse di più.

Ipotizzare un DSA e cercare accertamenti ha un senso quando i risultati continuano a essere scarsi NONOSTANTE il ragazzo si impegni, e non si capisce il perché.

Ma se uno non si impegna (e specialmente in quei casi in cui la mancanza di impegno è evidente, ed è anche ammessa sinceramente dalla famiglia), mi sembra assolutamente ovvio che abbia risultati scarsi soprattutto perché non si impegna, quindi, che senso ha pensare subito al DSA, quando invece sarebbe molto più semplice provare prima a vedere cosa succede aumentando l'impegno?

Per cui, mi pare evidente che il ragazzo lavativo e strafottente che già non studiava un piffero prima della diagnosi e che dopo la diagnosi studia ancora meno, e la relativa famiglia che usa il DSA per giustificare il fatto che non studi, attraggano meno "simpatia" (non sul piano personale, ma sul piano didattico) e meno disponibilità ad aiutarli, rispetto a quello che si è sempre impegnato nonostante oggettive difficoltà.

Non è questione di credere che il DSA sia falso, è questione di credere che sia più o meno determinante rispetto ad altri fattori. Se c'è oggettivamente un DSA lieve, combinato con una grave mancanza di impegno, mi pare ovvio che la seconda causa sia più influente della prima sul fatto che l'alunno abbia risultati scarsi.

Poi, è chiaro che ci sarà sempre lo psicopedagogista ideologizzato o l'insegnante coccolosa invasata che sosterrà che l'essere lavativi è una reazione diretta alle terribili frustrazioni e crolli di autostima dovuti al DSA, e che quindi il ragazzo ha il diritto di rifiutare lo studio e deve essere sempre giustificato se lo fa, e bisogna trovare il modo di promuoverlo lo stesso... ma queste sono, appunto, acrobazie ideologiche, non evidenze concrete.


----------------

OT, richiesta tecnica per i moderatori: sarebbe tecnicamente possibile eliminare il limite di tempo per il controllo del flood LIMITATAMENTE all'uso della funzione "edit", ossia alle piccole correzioni immediate dei messaggi propri? Perché spesso ci si accorge subito di aver fatto qualche errore di battitura o di copincollaggio, e lo si vorrebbe correggere subito, ma non si può per almeno 10 minuti, durante i quali quell'errore può essere riprodotto all'infinito dal quoting altrui, o può essere notato, manipolato e usato per battute, prese in giro e commenti futili vari!


Ultima modifica di paniscus_2.1 il Sab Dic 09, 2017 2:12 pm, modificato 1 volta
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 2:00 pm

paniscus_2.1 ha scritto:

Poi, è chiaro che ci sarà sempre lo psicopedagogista ideologizzato

Non bisogna neanche dimenticare che la maggior parte degli psicopedagogisti o neuropsichiatri ideologizzati ha anche un conflitto di interessi grande come un grattacielo in quanto guadagna sul numero delle certificazioni.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 2:06 pm

chicca70 ha scritto:
Scuola70 ha scritto:
A me sembra, però, che a volte si dice che un ragazzo abbia un DSA falso solo perché non si impegna, è strafottente e presenta un comportamento scorretto, ma non è detto che il suo DSA sia falso solo perché ha una personalità sgradevole. Ecco, a volte mi sembra che tra gli insegnanti il fatto di ammettere che un alunno abbia un DSA dipenda irrazionalmente dalla simpatia che essi hanno verso il soggetto in questione. O no?

Guarda, non è questione di simpatia ma di oggettività. Per quanto riguarda me, io faccio riferimento all'ente certificante. Nella mia città c'è un centro di diagnosi privato che va per la maggiore e della cui scorrettezza sono certa. Le diagnosi provenienti da quel centro le considero false a prescindere perchè so come vengono fatte. Quindi, pur fingendo di applicare un pdp, in realtà lo neutralizzo con altri sistemi.


fissiamolo
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 2:11 pm

Ire ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Scuola70 ha scritto:
A me sembra, però, che a volte si dice che un ragazzo abbia un DSA falso solo perché non si impegna, è strafottente e presenta un comportamento scorretto, ma non è detto che il suo DSA sia falso solo perché ha una personalità sgradevole. Ecco, a volte mi sembra che tra gli insegnanti il fatto di ammettere che un alunno abbia un DSA dipenda irrazionalmente dalla simpatia che essi hanno verso il soggetto in questione. O no?

Guarda, non è questione di simpatia ma di oggettività. Per quanto riguarda me, io faccio riferimento all'ente certificante. Nella mia città c'è un centro di diagnosi privato che va per la maggiore e della cui scorrettezza sono certa. Le diagnosi provenienti da quel centro le considero false a prescindere perchè so come vengono fatte. Quindi, pur fingendo di applicare un pdp, in realtà lo neutralizzo con altri sistemi.


fissiamolo

È molto semplice, ire, senza spiritosaggini.Ti devo dare meno esercizi? Benissimo, ti tolgo quelli più facili. Puoi farti la mappa? Me la mostri una settimana prima ed io strutturo la verifica in modo che quella mappa non ti serva a nulla. Ovviamente questo non per tutti i dsa ma per quelli non certificati dal l'asl ma da un centro privato specifico, che copre il 95 % dei dsa della regione.
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 3:06 pm

Aggiungo che una qualche forma di conflitto di interessi (anche se non necessariamente economici, anche solo sociali, psicologici e relazionali vari) esiste anche tra quella categoria di insegnanti invasati sulla missione di scovare più DSA possibili, e di far certificare tutto l'universo mondo.

(i quali, ripeto, non sono tantissimi, ma quelli che ci sono sono devastanti, specialmente se in un consiglio di classe se ne trovano due o tre insieme)

Perché spesso quello che succede è che siano proprio loro a consigliare alle famiglie di rivolgersi PROPRIO a quello studio privato piuttosto che a un altro, in base alla fama che quello studio ha di rilasciare certificazioni facilissime a chiunque.

Ovviamente non ho alcuna prova che ci ricavino un guadagno economico diretto (e quindi non mi permetto certo di dire, senza prove, che si becchino la tangente dallo studio professionale per il numero di clienti che vi indirizzano)... ma probabilmente, in molti casi, appartengono allo stesso milieu ideologico di questi professionisti, e hanno con loro legami di amicizia personale o di attivismo nelle stesse associazioni.

E magari, così facendo, si ricavano una nicchia di autorevolezza come "esperti" della questione, fanno le funzioni strumentali a scuola, vengono invitati a parlare ai convegni, a scrivere articoli, e gestiscono un fittissimo giro di contatti personali tra terapeuti, pedagogisti, tutor di apprendimento, insegnanti di ripetizioni private, e quant'altro.

Per cui qualche vantaggio personale se lo beccano eccome, anche se non necessariamente in termini di soldi in tasca.
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carla75

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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 3:19 pm

Può un dsa scrivere elegantemente facendo meno errori degli altri, leggere con maestria, leggere e parlare in francese e inglese meglio degli altri? Se si, allora che dsa è? Se no, allora 3 dei 4 dsa che ho in classe sono finti
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carla75

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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 3:29 pm

Ire ha scritto:
carla75 ha scritto:
http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere   cut
E ancora
http://www.oggiscuola.com/web/    cut


Brava Carla!  Non li avevo postati per dare il mio minimo contributo al contenimento della diffusione di notizie artefatte con maestria.  

In effetti è a quelli che il Dott. LoPresti si riferisce quando parla di dati riportati in modo incompleto. Lui riferendosi a dati e pubblicazioni ufficiali loro,  boh?
E quindi dobbiamo prendere per vero quello che dice questo signore e non le notizie dei giornali? Perché?
Ma poi perché a te non viene il dubbio? Se una platea di docenti dice che nelle classi c'è un numero irragionevole di dsa a te non pare minimamente strano? O ne fai una questione personale perché non vuoi ammettere che la 170 da te tanto caldeggiata, come è avvenuto già per la 104, è oggetto uno scandaloso abuso?
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 4:42 pm

Eppure, nel contesto che va per la maggiore adesso sull'importanza della "certificazione delle competenze vere" invece che delle nozioni pure e semplci, basterebbe pochissimo per spianare la strada alla sincerità.

Basterebbe una norma che prevede che tutti i casi di intervento didattico personalizzato e di valutazione diversificata rispetto a quella ordinaria venissero verbalizzati e scritti su tutti i documenti scolastici.

Ossia, che ci fosse scritto sulle pagelle e sui diplomi che quei voti sono stati ottenuti a seguito di un piano didattico personalizzato, di verifiche facilitate e di criteri di valutazione diversi dagli altri.

Vuoi vedere che, in un caso del genere, le richieste facili di intervento personalizzato crollerebbero all'istante, e rimarrebbero solo in quei pochissimi casi veramente gravi che ne hanno bisogno davvero... mentre tutti gli altri scoprirebbero che possono rimboccarsi le maniche e sbattersi per prendere la sufficienza lo stesso, anche senza aiutini personalizzati?
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 5:04 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
Noi predisponiamo i PDP che sono Piani Didattici Personalizzati e come tali li stiliamo su misura per ogni studente DSA, mentre le certificazioni rilasciate dallo specialista sono spesso il risultato di un copia-incolla alla faccia della personalizzazione

Per non parlare del recente vezzo, assai diffuso tra i cosiddetti specialisti, di indicare direttamente sulla relazione diagnostica quali sarebbero le misure di ausilio scolastico da utilizzare, come se si trattasse di una prescrizione medica vincolante, invece che di una strategia didattica, la cui scelta compete al consiglio di classe.

E perché ce le inseriscono? Ovviamente perché hanno constatato che è apprezzato dalle famiglie, alle quali fa piacere e CONVIENE avere uno strumento di pressione sulla scuola riguardo alle pretese di agevolazione e di facilitazione per i loro figli, venendo a rivendicarle come un diritto con la scusa che "le ha prescritte lo specialista".

Ovviamente è anche vero che quelle "prescrizioni" sono assolutamente illegittime, che debordano clamorosamente dalle competenze professionali del diagnosta, e che la scuola non ha nessun obbligo di obbedirvi se si ritiene che non ve ne siano le condizioni effettive... ma vorrei vedere quanti consigli di classe sono così temerari da disattenderle, di fronte a una famiglia incazzosa che insiste a dire che la scuola è obbligata a concederle perché l'ha detto il dottore.
Condivido ancora una volta ..... noto che sull'argomento siamo sulla stessa lunghezza d'onda
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 5:11 pm

chicca70 ha scritto:
Ire ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Scuola70 ha scritto:
A me sembra, però, che a volte si dice che un ragazzo abbia un DSA falso solo perché non si impegna, è strafottente e presenta un comportamento scorretto, ma non è detto che il suo DSA sia falso solo perché ha una personalità sgradevole. Ecco, a volte mi sembra che tra gli insegnanti il fatto di ammettere che un alunno abbia un DSA dipenda irrazionalmente dalla simpatia che essi hanno verso il soggetto in questione. O no?

Guarda, non è questione di simpatia ma di oggettività. Per quanto riguarda me, io faccio riferimento all'ente certificante. Nella mia città c'è un centro di diagnosi privato che va per la maggiore e della cui scorrettezza sono certa. Le diagnosi provenienti da quel centro le considero false a prescindere perchè so come vengono fatte. Quindi, pur fingendo di applicare un pdp, in realtà lo neutralizzo con altri sistemi.


fissiamolo

È molto semplice, ire, senza spiritosaggini.Ti devo dare meno esercizi? Benissimo, ti tolgo quelli più facili. Puoi farti la mappa? Me la mostri una settimana prima ed io strutturo la verifica in modo che quella mappa non ti serva a nulla. Ovviamente questo non per tutti i dsa ma per quelli non certificati dal l'asl ma da un centro privato specifico, che copre il 95 % dei dsa della regione.

Che chi voglia fara in barba lo possa fare agevolmente non è nemmeno in discussione. Non vi è difficile. Personalmente non trovo niente di spiritoso in quello che hai scritto e l'ho voluto riporotare perchè è meritevole di essere ricordatoa terstimonianza di come siamo messi.

Ma ne abbiamo già parlato diverse volte.

La nostra Regione ha autorizzato anche i centri privati all'effettuazione delle diagnosi revedendo la validazione Asl. Le diagnosi rilasciate e validate hanno valore legale.

Tu stai dando una testimonianaza di irrisione della legge da parte di un pubblico ufficiale (e non c'è proprio niente di spiritoso) e di inciviltà qualora tu avessi le prove, come dici, che c'è del falso. Decidi arbitrariamente di ingannare studenti e fmiglie fingendo il rispetto formale, decidi di non denunciare la gravissima cosa di cui dici di essere a conoscenza permettendo che tutto continui.
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 5:32 pm

Ire ha scritto:
 Decidi arbitrariamente di ingannare studenti e fmiglie fingendo il rispetto formale

Non sono io ad ingannare le famiglie, sono le famiglie che tentano di ingannare me, acquistando certificazioni che non valgono la carta su cui sono scritte. Io agisco di conseguenza perché non sono stupida. E per lo stesso motivo non ingaggio lotte contro i mulini a vento.
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 5:40 pm

giovanna onnis ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
Noi predisponiamo i PDP che sono Piani Didattici Personalizzati e come tali li stiliamo su misura per ogni studente DSA, mentre le certificazioni rilasciate dallo specialista sono spesso il risultato di un copia-incolla alla faccia della personalizzazione

Per non parlare del recente vezzo, assai diffuso tra i cosiddetti specialisti, di indicare direttamente sulla relazione diagnostica quali sarebbero le misure di ausilio scolastico da utilizzare, come se si trattasse di una prescrizione medica vincolante, invece che di una strategia didattica, la cui scelta compete al consiglio di classe.

E perché ce le inseriscono? Ovviamente perché hanno constatato che è apprezzato dalle famiglie, alle quali fa piacere e CONVIENE avere uno strumento di pressione sulla scuola riguardo alle pretese di agevolazione e di facilitazione per i loro figli, venendo a rivendicarle come un diritto con la scusa che "le ha prescritte lo specialista".

Ovviamente è anche vero che quelle "prescrizioni" sono assolutamente illegittime, che debordano clamorosamente dalle competenze professionali del diagnosta, e che la scuola non ha nessun obbligo di obbedirvi se si ritiene che non ve ne siano le condizioni effettive... ma vorrei vedere quanti consigli di classe sono così temerari da disattenderle, di fronte a una famiglia incazzosa che insiste a dire che la scuola è obbligata a concederle perché l'ha detto il dottore.
Condivido ancora una volta ..... noto che sull'argomento siamo sulla stessa lunghezza d'onda

che siano indicazoini illegittime non direi http://www.statoregioni.it/DettaglioDoc.asp?IDDoc=37451&IdProv=11032&tipodoc=2&CONF
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 5:49 pm

è una legge della regione trentino (e lì valida) e che comunque non contiene ciò che Ire sostiene, ma auspica semplicemente che la diagnosi contenga le informazioni utili ai docenti per la predisposizione di un pdp.

"A tal fine è necessario che la certificazione di DSA contenga anche gli elementi per delineare un profilo di funzionamento (che definisce più precisamente le caratteristiche individuali con le aree di forza e di debolezza). Tale descrizione deve essere redatta in termini comprensibili e facilmente traducibile in indicazioni operative per la prassi didattica."

Tradotto: lo specialista deve spiegare all'insegnante il profilo di funzionamento, i punti di forza e quelli di debolezza dell'alunno (es: difficoltà nell'eseguire le operazioni di calcolo, ansia, lentezza nella lettura ecc.), e l'insegnante deve tradurre queste indicazioni in azioni didattiche (es. strumenti compensativi, dispensativi, strategie didattiche, anche attenzioni psicologiche).



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 6:01 pm

herman il lattoniere ha scritto:
è una legge della regione trentino (e lì valida) e che comunque non contiene ciò che Ire sostiene, ma auspica semplicemente che la diagnosi contenga le informazioni utili ai docenti per la predisposizione di un pdp.

"A tal fine è necessario che la certificazione di DSA contenga anche gli elementi per delineare un profilo di funzionamento (che definisce più precisamente le caratteristiche individuali con le aree di forza e di debolezza). Tale descrizione deve essere redatta in termini comprensibili e facilmente traducibile in indicazioni operative per la prassi didattica."

Tradotto: lo specialista deve spiegare all'insegnante il profilo di funzionamento, i punti di forza e quelli di debolezza dell'alunno (es: difficoltà nell'eseguire le operazioni di calcolo, ansia, lentezza nella lettura ecc.), e l'insegnante deve tradurre queste indicazioni in azioni didattiche (es. strumenti compensativi, dispensativi, strategie didattiche, anche attenzioni psicologiche).






In che senso una legge della regione trentino?


E' l'accordo Stato Regioni  e      province autonome di trento e bolzano
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Sab Dic 09, 2017 6:10 pm

Ire ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
Noi predisponiamo i PDP che sono Piani Didattici Personalizzati e come tali li stiliamo su misura per ogni studente DSA, mentre le certificazioni rilasciate dallo specialista sono spesso il risultato di un copia-incolla alla faccia della personalizzazione

Per non parlare del recente vezzo, assai diffuso tra i cosiddetti specialisti, di indicare direttamente sulla relazione diagnostica quali sarebbero le misure di ausilio scolastico da utilizzare, come se si trattasse di una prescrizione medica vincolante, invece che di una strategia didattica, la cui scelta compete al consiglio di classe.

E perché ce le inseriscono? Ovviamente perché hanno constatato che è apprezzato dalle famiglie, alle quali fa piacere e CONVIENE avere uno strumento di pressione sulla scuola riguardo alle pretese di agevolazione e di facilitazione per i loro figli, venendo a rivendicarle come un diritto con la scusa che "le ha prescritte lo specialista".

Ovviamente è anche vero che quelle "prescrizioni" sono assolutamente illegittime, che debordano clamorosamente dalle competenze professionali del diagnosta, e che la scuola non ha nessun obbligo di obbedirvi se si ritiene che non ve ne siano le condizioni effettive... ma vorrei vedere quanti consigli di classe sono così temerari da disattenderle, di fronte a una famiglia incazzosa che insiste a dire che la scuola è obbligata a concederle perché l'ha detto il dottore.
Condivido ancora una volta ..... noto che sull'argomento siamo sulla stessa lunghezza d'onda

che siano indicazoini illegittime non direi  http://www.statoregioni.it/DettaglioDoc.asp?IDDoc=37451&IdProv=11032&tipodoc=2&CONF

Dove risulterebbe la legittimità??
Non c’è scritto da nessuna parte (….e ci mancherebbe altro se fosse il contrario) che il neuropsichiatra che predispone la certificazione possa “prescrivere” le misure didattiche da adottare. Ad ognuno le specifiche competenze e la didattica compete ai docenti
Dove trovi riferimenti che smentiscono questo?
Io ti posso segnalare quanto ho riscontrato a conferma di ciò che sia io che Paniscus sosteniamo:

Art.1 comma 3
La diagnosi di DSA deve essere prodotta in tempo utile per l’attivazione delle misure didattiche e delle modalità di valutazione previste, quindi, di norma, non oltre il 31 marzo per gli alunni che frequentano gli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in ragione degli adempimenti connessi agli esami di Stato


Previste dalla normativa ma la cui utilizzazione, funzionale alle esigenze dell’alunno DSA e come tale diversificate da uno studente ad un altro, dipende dal docente, è decisa dal docente, non certo dal neuropsichiatra

Art.3 comma 2
La certificazione di DSA contiene le informazioni necessarie per stilare una programmazione educativa e didattica che tenga conto delle difficoltà del soggetto e preveda l’applicazione mirata delle misure previste dalla legge. La menzione della categoria diagnostica non è infatti sufficiente per la definizione di quali misure didattiche siano appropriate per il singolo soggetto. A tal fine è necessario che la certificazione di DSA contenga anche gli elementi per delineare un profilo di funzionamento (che definisce più precisamente le caratteristiche individuali con le aree di forza e di debolezza). Tale descrizione deve essere redatta in termini comprensibili e facilmente traducibile in indicazioni operative per la prassi didattica
.

Nella certificazione devono essere fornite le informazioni diagnostiche anche relativamente ai punti di forza e di debolezza dell’alunno DSA senza, però, entrare nel merito della metodologia didattica, dei mezzi e degli strumenti che il docente potrà decidere in totale autonomia.

Dove leggi il contrario?
Se mi è sfuggito ti chiedo cortesemente di fornirmi indicazioni
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 9:41 am

giovanna onnis ha scritto:
Ire ha scritto:

Citazione :
Ovviamente è anche vero che quelle "prescrizioni" sono assolutamente illegittime, che debordano clamorosamente dalle competenze professionali del diagnosta, e che la scuola non ha nessun obbligo di obbedirvi se si ritiene che non ve ne siano le condizioni effettive... ma vorrei vedere quanti consigli di classe sono così temerari da disattenderle, di fronte a una famiglia incazzosa che insiste a dire che la scuola è obbligata a concederle perché l'ha detto il dottore.

che siano indicazoini illegittime non direi
 http://www.statoregioni.it/DettaglioDoc.asp?IDDoc=37451&IdProv=11032&tipodoc=2&CONF

Dove risulterebbe la legittimità??
Non c’è scritto da nessuna parte (….e ci mancherebbe altro se fosse il contrario) che il neuropsichiatra che predispone la certificazione possa “prescrivere” le misure didattiche da adottare.

Nella certificazione devono essere fornite le informazioni diagnostiche anche relativamente ai punti di forza e di debolezza dell’alunno DSA senza, però, entrare nel merito della metodologia didattica, dei mezzi e degli strumenti che il docente potrà decidere in totale autonomia.


E comunque, anche se fosse legittimo che il neuropsichiatra ci possa "provare", a inserire le prescrizioni di strumenti didattici (magari con un bel linguaggio ambiguo e convoluto in cui non appaiono come prescrizioni ma vengono presentate come informazioni diagnostiche innocue e perfettamente legittime), il punto è che dovrebbe essere chiaro, chiarissimo, che la scuola non è obbligata a seguirle, se i docenti che lavorano quotidianamente col ragazzo pensano che siano inadeguate e preferiscono intervenire in altro modo. Invece, si dà per scontato che vadano tutti in soggezione di fronte al fatto che "l'abbia detto il dottore", e che obbediscano senza fiatare a tutte le rivendicazioni dei genitori che sbandierano la ricetta del dottore...
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 11:16 am

Non è inutile ribadire che un qualsiasi docente professionale, minimamente edotto sulla normativa bes-dsa e competente dal punto di vista didattico, durante il lavoro in classe riesce ad individuare il reale profilo funzionale dell'alunno e le sue esigenze didattiche molto meglio dello specialista durante le sue batterie di test; questo tipo di docente, che personalmente ritengo maggioritario, sa quando è il caso di chiedere di più all'alunno e alla famiglia, quando è il caso di adottare misure dispensative e quando invece servono strumenti compensativi. E' anche per questo motivo che la normativa prevede espressamente che siano i docenti del consiglio di classe a stabilire cosa si deve fare con l'alunno certificato.
Al contrario la politica comune a molte associazioni che trattano la dislessia, anche se non dichiarata, è quella di colpevolizzare gli insegnanti, stigmatizzandoli come soggetti che vessano gli alunni con dsa, e pretendere il maggior numero di strumenti e misure, possibilmente "prescritti" dallo specialista e che, possibilmente, si traducano in facilitazioni; le stesse associazioni inoltre si oppongono fermamente a qualsiasi ipotesi di maggiori controlli sulle certificazioni e all'idea che le facoltà compromesse dal dsa possano essere almeno in parte e gradualmente recuperate.
La normativa si basa sul principio che gli alunni con pdp, siano essi dsa o bes, dovrebbero raggiungere, con strumenti diversi, gli stessi risultati di tutti gli altri.
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 12:36 pm

chicca70 ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:
Stella si è laureato in sociologia a trento nel 1974, prima di prendere anche la laurea in psicologia.

Quindi?

Quindi nulla, a parte qualche legittima battuta sul milieu culturale da cui è uscito e che probabilmente lo ha influenzato molto. In ogni caso, rivendico il diritto di affermare senza troppe cerimonie che Stella, indipendemente da dove abbia studiato, e quando, e con chi, è un maestro della demagogia e dell'arroganza corporativa, oltre che un caso clamoroso di conflitto di interesse.

L'organizzazione delle rivendicazioni delle famiglie e degli operatori coinvolti, in forma di vera e propria lobby politica, e con metodi quasi militarizzati, l'ha inventata tutta lui con le proprie mani, costruendosi su quello tutta una carriera, vantaggi economici e accademici, e un'enorme visibilità personale... e non facendosi alcuno scrupolo di usare tecniche di comunicazione scorrette, che vanno dalla mobilitazione minacciosa, alla denigrazione personale degli interlocutori che non sono d'accordo con la sua linea.

Tanto mi basta per non considerarlo una persona credibile.
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 1:20 pm

@Chicca70: Nemmeno il tuo criterio è oggettivo, e ti spiego il motivo. Il tuo criterio parte da un pregiudizio verso l'ente privato che certifica, mentre è possibile che all'interno ci siano anche persone affidabili.........O per caso il fatto di essere "certa" della scorrettezza dipende dal famoso "esperimento" di cui si è tanto parlato sul forum anni fa?
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 1:25 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:
Stella si è laureato in sociologia a trento nel 1974, prima di prendere anche la laurea in psicologia.

Quindi?

Quindi nulla, a parte qualche legittima battuta sul milieu culturale da cui è uscito e che probabilmente lo ha influenzato molto. In ogni caso, rivendico il diritto di affermare senza troppe cerimonie che Stella, indipendemente da dove abbia studiato, e quando, e con chi, è un maestro della demagogia e dell'arroganza corporativa, oltre che un caso clamoroso di conflitto di interesse.

L'organizzazione delle rivendicazioni delle famiglie e degli operatori coinvolti, in forma di vera e propria lobby politica, e con metodi quasi militarizzati, l'ha inventata tutta lui con le proprie mani, costruendosi su quello tutta una carriera, vantaggi economici e accademici, e un'enorme visibilità personale... e non facendosi alcuno scrupolo di usare tecniche di comunicazione scorrette, che vanno dalla mobilitazione minacciosa, alla denigrazione personale degli interlocutori che non sono d'accordo con la sua linea.

Tanto mi basta per non considerarlo una persona credibile.

Sul fatto che non sia credibile, concordo pienamente, ed è proprio questa l'organizzazione a cui mi riferisco quando dico che non tengo conto delle certificazioni provenienti da un determinato centro.
Continuo tuttavia a non vedere il nesso con la laurea in sociologia.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 1:37 pm

Scuola70 ha scritto:
@Chicca70: Nemmeno il tuo criterio è oggettivo, e ti spiego il motivo. Il tuo criterio parte da un pregiudizio verso l'ente privato che certifica, mentre è possibile che all'interno ci siano anche persone affidabili.........O per caso il fatto di essere "certa" della scorrettezza dipende dal famoso "esperimento" di cui si è tanto parlato sul forum anni fa?

L'ente privato, qualunque esso sia, al contrario dell'asl, ha tutto l'interesse a certificare il più possibile perchè nessuno avvierebbe, pagando, un iter diagnostico, se non fosse certo del risultato. Solo l'asl è totalmente affidabile perchè non ha interessi economici in ballo. Nello specifico, alcuni enti privati, tra i quali quello del famoso esperimento, certificano veramente qualsiasi cosa a chiunque si presenti. E offrono a tutti il pacchetto completo: hai difficoltà in relazione al calcolo? Beh, per stare sul sicuro ti dichiarano, oltre che discalculico, anche dislessico, disgrafico e compagnia bella. Anche se hai una scrittura da amanuense e leggi velocemente romanzi di mille pagine.
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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 1:46 pm

Chicca, e daje, va bene che hai da accudire un bambino piccolo che presumibilmente non avrà ancora nessun orario regolare e sarai stracotta...

...ma il riferimento non era alla disciplina della sociologia in sé, bensì alla mitica facoltà di sociologia di Trento degli anni sessanta e settanta, quella in cui si sono formati:

a) tutti quelli che poi fondarono le Brigate Rosse;

b) tutti quelli (meno fisicamente aggressivi, ma non per questo meno dannosi) che poi hanno dato la stura all'alluvione incontenibile della cultura-della-fuffa-postmoderna nei decenni successivi.

Ti basta come spiegazione?  : - )
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 1:52 pm

Paniscus, hai ragione. Sono proprio cotta: avevo letto la parola "sociologia" e non la parola "Trento". Grazie :-)
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'alunno debole   Dom Dic 10, 2017 2:23 pm

chicca70 ha scritto:
L'ente privato, qualunque esso sia, al contrario dell'asl, ha tutto l'interesse a certificare il più possibile perchè nessuno avvierebbe, pagando, un iter diagnostico, se non fosse certo del risultato.


...e nessuno (né pazienti e famiglie che ci sono già passati, né insegnanti ideologicamente fissati con la missione sacrale di far certificare più DSA possibile) consiglierebbe ad altri di rivolgersi a quel centro, se avesse la fama di essere scientificamente rigoroso e di rilasciare certificazioni solo in casi seri e inequivocabili, invece che accontentare qualsiasi cliente su richiesta.
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