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 non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio

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zeteticus



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MessaggioTitolo: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Dom Feb 25, 2018 9:49 pm

Promemoria primo messaggio :

In quel perfetto, oliatissimo meccanismo efficiente/efficace (come si compiacciono dire certi fuggiaschi fatti a DS) che è la scuola itagliana, verso fine Febbraio, mentre sei in procinto di fare, nelle 5 (due ne tengo) le prime attese verifiche di secondo Q., ecco piombarti addosso le celeberrime "simulazioni" (di cui, nonostante qualche sforzo effettuato in passato, non trovai fonte -remota- normativa; qualche regolamento di stampo berlinguerista...forse, al Vs buon cuore). Mi sgolo e dico ai compagni di avventura, "Ma scusate, se sono simulazioni, perché gliele valutate? forse che, quando si simula un abbandono-nave, c'è rischio di affogamento?". Nulla da fare: mettono il voto, "sennò non le prendono sul serio". E così, pesante, deleteria interferenza sull'ordinario didattico, da parte di queste vere "bombe". I bimbi gemono sotto le bombe: "prof. 4 materie in un giorno, e tre le valutano!". Dico ancora agli "impermeabili": ma non capite che ci si espone pure a ricorsi vittoriosi, nel caso di non ammessi all'esame, il cui voto nasca in questo modo? Nulla. Tetragoni ad ogni disperato ragionare, loro vanno avanti: "ho bisogno di voti! io valuto!". Replico, "ma non hai paura che con quel tal collega dalla larga manica e cuoreToro, capitato come assistente, i verificandi copino?" "Non mi interessa: io valuto". Le due simulazioni finte, tra Febbraio e Aprile scombinano il già caoticissimo quadrimestre: tempistica idiozia . E qualche volta, c'è pure il viaggio/distruzione. All'esame, fatalmente, in genere, figura di melma. Dura la vita di chi tiene due quinte.
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zeteticus



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Lun Feb 26, 2018 9:30 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
seasparrow ha scritto:

https://www.orizzontescuola.it/esami-di-stato-secondaria-ii-grado-via-la-tesina-dal-colloquio-spazio-ad-alternanza-scuola-lavoro-cambiano-i-crediti-sparisce-terza-prova/

Visto che, anche prima che ci fose l'alternanza scuola-lavoro, erano anni che ci fracassavano i cassettoni con la proposta di "eliminare le tesine" e sostituirle con qualcos'altro, mi piacerebbe sapere in che modo si possa intervenire per legge per abolire un qualcosa che non era mai stato obbligatorio e che non era mai stato formalizzato in alcun documento ministeriale e in nessuna ordinanza applicativa. La tesina è sempre stata solo una prassi, molto diffusa, sì, ma non certo obbligatoria, e non soggetta a vincoli specifici di normativa.

L'unica indicazione obbligatoria era quella di cominciare la prima parte del'esame orale con un argomento a libera scelta del candidato, ma non è mai stato scritto da nessuna parte che dovesse essere una "tesina", né che dovesse consistere nella stesura di un opuscolo scritto, o tantomeno in una presentazione multimediale varia, e tantomeno che dovesse essere per forza "interdisciplinare", con la caccia morbosa ai famigerati "collegamenti" (spesso forzati e per nulla significativi).  

Che il colloquio dovesse iniziare con un argomento a scelta dello studente, punto.  
L'unica cosa obbligatoria, finora, è stata questa.  

Può essere anche un approfondimento su un argomento che riguarda una sola materia, senza nessun collegamento.

Quindi, come cavolo farebbe il ministero ad abolire una cosa che formalmente non è mai esistita?

Legge 10 dicembre 1997, n. 425

«Disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore»
ARTICOLO 3

Contenuto ed esito dell'esame


1.L'esame di Stato comprende tre prove scritte e un colloquio. La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato, consentendo la libera espressione della personale creatività; la seconda ha per oggetto una delle materie caratterizzanti il corso di studio per le quali l'ordinamento vigente prevede verifiche scritte; la terza, a carattere pluridisciplinare, verte sulle materie dell'ultimo anno di corso e consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti; tale ultima prova è strutturata in modo da consentire, di norma, anche l'accertamento della conoscenza di una lingua straniera.
2.I testi relativi alla prima e alla seconda prova scritta sono inviati dal ministero della Pubblica istruzione; il testo della terza prova scritta è predisposto dalla Commissione d'esame con modalità predefinite. Le materie oggetto della seconda prova scritta sono individuate dal ministro della Pubblica istruzione nella prima decade del mese di aprile di ciascun anno. Il ministro disciplina altresì le caratteristiche della terza prova scritta, nonché le modalità con le quali la Commissione d'esame provvede alla elaborazione delle prime due prove d'esame in caso di mancato tempestivo ricevimento delle medesime.
3.Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell'ultimo anno di corso.
4.La lingua d'esame è la lingua ufficiale di insegnamento.
5.Nelle scuole della Valle d'Aosta la conoscenza delle lingue italiana e francese, parificate a norma dell'articolo 38, primo comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, recante «Statuto speciale per la Valle d'Aosta», è accertata nell'ambito dello svolgimento delle tre prove scritte, di cui almeno una deve essere svolta in lingua italiana e una in lingua francese a scelta del candidato.
6.A conclusione dell'esame di Stato è assegnato a ciascun candidato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somnma dei punti attribuiti dalla Commissione d'esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti per il credito scolastico acquisito da ciascun candidato. La Commissione d'esame dispone di 45 punti per la valutazione delle prove scritte e di 35 per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 20 punti. Il punteggio minimo complessivo per superare l'esame è di 60/100. L'esito delle prove scritte è pubblicato, per tutti i candidati, nell'albo dell'istituto sede della Commissione d'esame almeno due giorni prima della data fissata per l'inizio dello svolgimento del colloquio. Fermo restando il punteggio massimo di 100, la Commissione d'esame può motivatamente integrare il punteggio fino a un massimo di 5 punti ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo nella prova d'esame pari almeno a 70 punti.
7.Gli esami degli alunni con handicap sono disciplinati in coerenza con la legge 5 febbraio 1992, n. 104.
8.Per gli alunni ammalati o assenti dagli esami per cause specificamente individuate sono previste una sessione suppletiva d'esame e, in casi eccezionali, particolari modalità di svolgimento degli stessi.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Lun Feb 26, 2018 9:33 pm

Scusa se insisto, ma non c'è scritto che lo studente debba presentare una "tesina", e tantomeno che questa debba essere "interdisciplinare".

Il fatto che il colloquio abbia carattere indisciplinare non vuol dire che sia obbligatoria la tesina interdisciplinare, né tantomeno che i commissari debbano fare domande solo su quella.
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zeteticus



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Lun Feb 26, 2018 9:55 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Scusa se insisto, ma non c'è scritto che lo studente debba presentare una "tesina", e tantomeno che questa debba essere "interdisciplinare".

Il fatto che il colloquio abbia carattere indisciplinare non vuol dire che sia obbligatoria la tesina interdisciplinare, né tantomeno che i commissari debbano fare domande solo su quella.

Il colloquio è regolato dall’articolo 16 dell’Ordinanza Ministeriale n. 37 del 19 Maggio 2014 di cui si riassumono i punti fondamentali:
◾si deve svolgere in un’unica soluzione temporale e un candidato per volta;
◾"ha inizio con un argomento o con la presentazione di esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelti dal candidato. Rientra tra le esperienze di ricerca e di progetto la presentazione da parte dei candidati di lavori preparati, durante l’anno scolastico, anche con l’ausilio degli insegnanti della classe.
Negli indirizzi musicali dei licei pedagogici lo studente può iniziare il colloquio mediante l’esecuzione di un brano sul proprio strumento musicale. Analogamente, negli indirizzi sperimentali coreutici, il candidato può introdurre il colloquio mediante una breve performance coreutica. Preponderante rilievo deve essere riservato alla prosecuzione del colloquio, che, in conformità dell’articolo 1, capoverso articolo 3-comma 4, della legge 11 gennaio 2007, n. 1, deve vertere su argomenti di interesse multidisciplinare proposti al candidato e con riferimento costante e rigoroso ai programmi e al lavoro didattico realizzato nella classe durante l’ultimo anno di corso. Gli argomenti possono essere introdotti mediante la proposta di un testo, di un documento, di un progetto o di altra questione di cui il candidato individua le componenti culturali, discutendole. Ẻ d’obbligo, inoltre, provvedere alla discussione degli elaborati relativi alle prove scritte";

"combinando" l'ordinanza (che è sempre la stessa, da secoli) con la legge del '97 (Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell'ultimo anno di corso), la tesina come fa, solo lei (poaretta), ad essere mono e non stereo?
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zeteticus



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Lun Feb 26, 2018 10:10 pm

Benjo Hanamura ha scritto:
Se nella simulazione metto una domanda su un argomento x, che fa parte del programma svolto fino a quel momento, e chiedo loro di rispondere sulla base dello studio e di quanto hanno appreso e compreso: perché non dovrei valutarla?
Da inizio anno faccio i compiti scritti sul modello di quella che potrà essere la terza prova dell'esame, proprio per abituarli. Se valuto quelli, perché non valutare la simulazione?
Perché devo dire loro "tranquilli, fino a fine aprile studiate le ultime dieci paginette, che poi fate l'imbuzzata a giugno"? Invece io dico loro, da inizio anno, che tutto ciò che abbiamo fatto può essere oggetto di verifica.
Quando a finire "tutto" entro metà marzo: con due ore da 50 minuti ogni settimana, una valanga di lezioni perse tra assemblee, gite, allerte meteo, elezioni, patroni ecc., se mi fermo a metà marzo li lascio ignari del tutto di un sacco di cose.
Mi fermerò a metà maggio, quando ce lo impone la normativa. E intanto gli chiedo di studiare.
So che per loro è molto strano (qualche giorno fa uno studente è venuto "volontario" su dieci pagine e si è stupito che io gli dicessi che no, all'interrogazione si porta tutto e non solo dieci pagine a sua scelta). Ma penso che debbano uscire dalla scuola sapendo qualcosa di più di quando ci sono entrati, e anche sapendo studiare meglio di come facessero prima di iniziare il liceo.

io spiego sino al 10 di Giugno. Citi quale norma starei violando?
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JaneEyre



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Mar Feb 27, 2018 12:19 am

Ecco questa cosa che a maggio non si può fare nuovo programma l'ho già sentita in una scuola piena di bulletti che avevano davvero poca voglia di lavorare. Cercavano di convincermi che a maggio si fanno soltanto i recuperi. La cosa spaventosa è che alcuni colleghi erano della stessa opinione.
Ma da dove salta fuori?
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MWM



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Mar Feb 27, 2018 1:02 pm

Per alcuni la limitazione conseguirebbe dal fatto che l’art. 5, c. 2 del DPR 323/1998, richiamato delle OOMM che annualmente regolano l’esame di stato, recita: “A[l] fine [di predisporre il testo della terza prova], i consigli di classe, entro il 15 maggio elaborano per la commissione di esame un apposito documento che esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi ed i tempi del percorso formativo, nonché i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti“.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Mar Feb 27, 2018 1:28 pm

zeteticus ha scritto:
Benjo Hanamura ha scritto:
Se nella simulazione metto una domanda su un argomento x, che fa parte del programma svolto fino a quel momento, e chiedo loro di rispondere sulla base dello studio e di quanto hanno appreso e compreso: perché non dovrei valutarla?
Da inizio anno faccio i compiti scritti sul modello di quella che potrà essere la terza prova dell'esame, proprio per abituarli. Se valuto quelli, perché non valutare la simulazione?
Perché devo dire loro "tranquilli, fino a fine aprile studiate le ultime dieci paginette, che poi fate l'imbuzzata a giugno"? Invece io dico loro, da inizio anno, che tutto ciò che abbiamo fatto può essere oggetto di verifica.
Quando a finire "tutto" entro metà marzo: con due ore da 50 minuti ogni settimana, una valanga di lezioni perse tra assemblee, gite, allerte meteo, elezioni, patroni ecc., se mi fermo a metà marzo li lascio ignari del tutto di un sacco di cose.
Mi fermerò a metà maggio, quando ce lo impone la normativa. E intanto gli chiedo di studiare.
So che per loro è molto strano (qualche giorno fa uno studente è venuto "volontario" su dieci pagine e si è stupito che io gli dicessi che no, all'interrogazione si porta tutto e non solo dieci pagine a sua scelta). Ma penso che debbano uscire dalla scuola sapendo qualcosa di più di quando ci sono entrati, e anche sapendo studiare meglio di come facessero prima di iniziare il liceo.

io spiego sino al 10 di Giugno. Citi quale norma starei violando?

Spieghi cose nuove , sulle quali non potrai far svolgere una verifica, oppure dai chiarimenti su quello che hai già spiegato? Se la classe deve sostenere l'esame di stato, una spiegazione in zona balneare e' ragionevole, anche se dà l' idea di un arrancare in extremis.
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Befree2



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Mar Feb 27, 2018 2:46 pm

Mi è capitato sotto mano la rivista del Geometra, con due temi di esame per l abilitazione alla professione.
Tranquilli :ci penserà poi la vita dopo la scuola e il lavoro a selezionare con la scure chi ha imparato da chi non ha fatto nulla. A scuola si godano pure diritti e zero doveri, facilitazioni e coccole normative. Finita la scuola la realtà è molto diversa
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zeteticus



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Mar Feb 27, 2018 5:08 pm

balanzoneXXI ha scritto:
zeteticus ha scritto:
Benjo Hanamura ha scritto:
Se nella simulazione metto una domanda su un argomento x, che fa parte del programma svolto fino a quel momento, e chiedo loro di rispondere sulla base dello studio e di quanto hanno appreso e compreso: perché non dovrei valutarla?
Da inizio anno faccio i compiti scritti sul modello di quella che potrà essere la terza prova dell'esame, proprio per abituarli. Se valuto quelli, perché non valutare la simulazione?
Perché devo dire loro "tranquilli, fino a fine aprile studiate le ultime dieci paginette, che poi fate l'imbuzzata a giugno"? Invece io dico loro, da inizio anno, che tutto ciò che abbiamo fatto può essere oggetto di verifica.
Quando a finire "tutto" entro metà marzo: con due ore da 50 minuti ogni settimana, una valanga di lezioni perse tra assemblee, gite, allerte meteo, elezioni, patroni ecc., se mi fermo a metà marzo li lascio ignari del tutto di un sacco di cose.
Mi fermerò a metà maggio, quando ce lo impone la normativa. E intanto gli chiedo di studiare.
So che per loro è molto strano (qualche giorno fa uno studente è venuto "volontario" su dieci pagine e si è stupito che io gli dicessi che no, all'interrogazione si porta tutto e non solo dieci pagine a sua scelta). Ma penso che debbano uscire dalla scuola sapendo qualcosa di più di quando ci sono entrati, e anche sapendo studiare meglio di come facessero prima di iniziare il liceo.

io spiego sino al 10 di Giugno. Citi quale norma starei violando?

Spieghi cose nuove , sulle quali non potrai far svolgere una verifica, oppure dai chiarimenti su quello che hai già spiegato? Se la classe deve sostenere l'esame  di stato, una spiegazione in zona balneare e' ragionevole, anche se dà l' idea di un arrancare in extremis.

è dalla metà degli anni '90, che arranco in extremis in questa scuola del carnevale permanente e della dissipazione. Per non arrancare, c'è il metodo Bignami. // Quanto al documento del 15 Maggio che vieterebbe... vi dico, amici, che ci scrivo sempre a chiare lettere (la normativa dice che dobbiamo informare la commissione, non annunciare successi formativi) che il mese che mi separa dalla fine delle lezioni è essenziale per terminare programmi e completare verifiche. Dico cioè la verità mia. E, a giudicare dal numero di arrancanti che ho visto circolare per le scuole a me note, mi sa che potrebbe trattarsi di verità di tutti.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Mar Feb 27, 2018 6:21 pm

balanzoneXXI ha scritto:
zeteticus ha scritto:


io spiego sino al 10 di Giugno. Citi quale norma starei violando?

Spieghi cose nuove , sulle quali non potrai far svolgere una verifica, oppure dai chiarimenti su quello che hai già spiegato? Se la classe deve sostenere l'esame  di stato, una spiegazione in zona balneare e' ragionevole, anche se dà l' idea di un arrancare in extremis.

Per quale motivo non si potrebbe fare una verifica nelle ultime settimane dell'anno? Certo il 10 giugno non è il caso, ma si può benissimo fare una verifica alla fine di maggio o ai primissimi di giugno, mettendoci dentro ANCHE le ultime cose appena spiegate, oltre magari ad altre richieste riassuntive sui punti importanti di tutto il programma.

Non si vorrà mica sostenere che dopo la presentazione del documento del 15 maggio non si possa più nemmeno fare verifiche (altra bella leggenda metropolitana che ogni tanto viene fuori da parte degli studenti o dei genitori, e che bisogna sbracciarsi a smentire)?

Altrimenti i consigli di classe per gli scrutini finali e le pagelle definitive per l'ammissione si farebbero direttamente un mese prima.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Mar Feb 27, 2018 7:50 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
balanzoneXXI ha scritto:
zeteticus ha scritto:


io spiego sino al 10 di Giugno. Citi quale norma starei violando?

Spieghi cose nuove , sulle quali non potrai far svolgere una verifica, oppure dai chiarimenti su quello che hai già spiegato? Se la classe deve sostenere l'esame  di stato, una spiegazione in zona balneare e' ragionevole, anche se dà l' idea di un arrancare in extremis.

Per quale motivo non si potrebbe fare una verifica nelle ultime settimane dell'anno? Certo il 10 giugno non è il caso, ma si può benissimo fare una verifica alla fine di maggio o ai primissimi di giugno, mettendoci dentro ANCHE le ultime cose appena spiegate, oltre magari ad altre richieste riassuntive sui punti importanti di tutto il programma.

Non si vorrà mica sostenere che dopo la presentazione del documento del 15 maggio non si possa più nemmeno fare verifiche (altra bella leggenda metropolitana che ogni tanto viene fuori da parte degli studenti o dei genitori, e che bisogna sbracciarsi a smentire)?

Altrimenti i consigli di classe per gli scrutini finali e le pagelle definitive per l'ammissione si farebbero direttamente un mese prima.

Ha detto che spiega fino al 10 giugno, tra le pinne fucili ed occhiali.In teoria ogni parte del programma svolto dovrebbe comportare una verifica.Se io spiego l' ultimo giorno, quando faccio la verifica? Giusto all' inizio dell' anno successivo.,"Eh, ma io ve lo spiegato a giugno". " Ma prof, sono passati tre mesi e poi si stava mettendo a punto l' armamentario balneare". Certo, si può interrogare e mettere il voto nella seconda ora su quello che si è spiegato nella prima.In fondo ci sono tanti di quei modi per procacciarci ulteriori rogne.
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zeteticus



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MessaggioTitolo: Re: non fare sul serio il non fare sul serio, cioè fare sul serio   Mar Feb 27, 2018 8:35 pm

balanzoneXXI ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
balanzoneXXI ha scritto:
zeteticus ha scritto:


io spiego sino al 10 di Giugno. Citi quale norma starei violando?

Spieghi cose nuove , sulle quali non potrai far svolgere una verifica, oppure dai chiarimenti su quello che hai già spiegato? Se la classe deve sostenere l'esame  di stato, una spiegazione in zona balneare e' ragionevole, anche se dà l' idea di un arrancare in extremis.

Per quale motivo non si potrebbe fare una verifica nelle ultime settimane dell'anno? Certo il 10 giugno non è il caso, ma si può benissimo fare una verifica alla fine di maggio o ai primissimi di giugno, mettendoci dentro ANCHE le ultime cose appena spiegate, oltre magari ad altre richieste riassuntive sui punti importanti di tutto il programma.

Non si vorrà mica sostenere che dopo la presentazione del documento del 15 maggio non si possa più nemmeno fare verifiche (altra bella leggenda metropolitana che ogni tanto viene fuori da parte degli studenti o dei genitori, e che bisogna sbracciarsi a smentire)?

Altrimenti i consigli di classe per gli scrutini finali e le pagelle definitive per l'ammissione si farebbero direttamente un mese prima.

Ha detto che spiega fino al  10 giugno, tra le pinne fucili ed occhiali.In teoria ogni parte del programma svolto dovrebbe comportare una verifica.Se io spiego l' ultimo giorno, quando faccio la verifica? Giusto all' inizio dell' anno successivo.,"Eh, ma io ve lo spiegato a giugno". " Ma prof, sono passati tre mesi e poi si stava mettendo a punto l' armamentario balneare". Certo, si può interrogare e mettere  il voto nella seconda ora su quello  che si è spiegato nella prima.In fondo ci sono tanti di quei modi per procacciarci ulteriori rogne.

si parlava di classi 5. E spiegare significa anche sviluppare/integrare/ in modo critico, un discorso già ben avviato.
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