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cinno13



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MessaggioTitolo: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 9:44 am

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/28/scuola-laddio-alla-chiamata-per-competenze-e-lennesimo-svilimento-dei-prof/4458458/

Articolo scritto da uno che in una scuola non ci entra da quando era studente.

Se c'è uno svilimento è per la categoria dei giornalisti.
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fradacla
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 10:59 am

Non ho intenzione di difendere l'autore dell'articolo, di cui non conosco la posizione ideologica. Magari, però, prima di commentare, sarebbe utile informarsi.
https://www.ilfattoquotidiano.it/blog/sgastaldi/
Gastaldi è anche un insegnante, quindi parla di una realtà che conosce esattamente come te.
Si può non condividere la sua opinione sulla 107 (o su una parte di essa), ma bisognerebbe argomentare.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 12:33 pm

Quello che mi colpisce di più, in realtà, è la banalità e la miopia dei commenti, anche (e soprattutto) di quelli negativi, ossia di chi è contrario alla chiamata diretta, è contento della sua eliminazione, e ha vissuto nella scuola abbastanza a lungo da sapere di cosa si parla.

Perché anche in quegli interventi critici, la motivazione più forte, anzi quasi l'unica motivazione che viene portata contro la chiamata diretta ha a che fare con la preoccupazione che vengano assunti dei "raccomandati"... ossia che i dirigenti si mettano a scegliere in base a criteri di feudalesimo personale, cioè amicizia, parentela, scambio di interessi o corruzione.

Fenomeni che sicuramente potrebbero verificarsi, ma che non credo rappresentino un pericolo di massa.

La preoccupazione maggiore, a mio avviso, dovrebbe essere quella della scelta arbitraria basata non tanto sulla raccomandazione della persona, quanto proprio sull'adesione e sulla fedeltà a certe ideologie educative e sociali che vanno per la maggiore nel sistema scolastico di adesso.

Cioè, io considero molto più probabile, e molto più pericoloso, che un preside-imprenditore col potere di chiamata diretta arbitraria, scelga un insegnante perché si dimostra bendisposto a obbedire a tutti i dettami pedagogici attualmente invasivi (fuffa delle competenze, meno contenuti didattici possibile, digitalizzazione a tutto spiano e fine a se stessa, progetti sbrilluccicosi, niente lezioni frontali, niente compiti a casa, niente richieste di impegno serio, niente sanzioni disciplinari, valutazioni "creative", buonismo inclusivo, smartphone in classe, facilitazioni a oltranza per tutti, promozioni facili per tutti e compiacimento delle famiglie), piuttosto che scelga un insegnante perché è suo cugino.

Innanzi tutto, come ho detto sopra, perchè ritengo che la tendenza a scegliere il cugino sia una questione di fluttuazione individuale, molto più limitata di quanto si pensi.

Ma soprattutto, perché anche i cugini del preside, tutto sommato, sono soggetti alla stessa variabilità individuale di tutte le altre persone prese a caso, e per uno più scarso della media potrebbe anche essercene un altro più bravo della media, e inoltre possono avere tutte le diverse idee sociali e tutti i diversi temperamenti personali presi a caso...

...mentre le pressioni sociali e politiche per far allineare tutti a un'ideologia ben precisa, non sono una questione personale, ma una deriva che va tutta da una sola parte.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 12:51 pm

fradacla ha scritto:

Gastaldi è anche un insegnante, quindi parla di una realtà che conosce esattamente come te.
Si può non condividere la sua opinione sulla 107 (o su una parte di essa), ma bisognerebbe argomentare.

Specifichiamo: Gastaldi afferma di essere docente di ruolo nella scuola pubblica italiana da tre anni, dopo aver fatto svariati altri lavori come giornalista, critico cinematografico, formatore in corsi per adulti, e dopo aver fatto ricerca e insegnato in svariate scuole e università all'estero, in particolare in Canada, ed essere rientrato in Italia dopo 10 anni di vita all'estero, proprio perchè aveva avuto l'opportunità di prendere servizio nella scuola.

Se ne deduce che sia stato assunto con il piano straordinario del governo Renzi, senza aver mai lavorato prima nella scuola italiana, e che quindi conosca la scuola italiana soltanto a partire da DOPO quella riforma. Non ha idea di come sia cambiata la scuola nel corso degli anni precedenti, e di quali siano stati il contesto, l'evoluzione, gli scontri, le rivendicazioni e le dinamiche varie che hanno improntato tutta la storia del sistema educativo italiano.

Non ne sa un tubo, per lui la scuola pubblica italiana esiste solo dal 2015.
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Filosofo80

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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 1:35 pm

Condivido in pieno quello che dice paniscus, il problema vero è che con la chiamata diretta la libertà di insegnamento era/è (ancor di più) sotto attacco.

Che poi lui sia entrato in ruolo con il piano Renzi non lo aiuta nell'essere obiettivo.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 1:45 pm

Ma io non voglio nemmeno sostenere che lui sia in malafede "perché deve a tutti i costi difendere la riforma di Renzi in quanto ci ha guadagnato personalmente"... dico proprio che secondo me straparla di cose che non sa, perché è del tutto ignaro di cosa succedesse nella scuola fino a pochi anni prima, e di quali siano stati i cambiamenti radicali che l'hanno gradualmente snaturata, e davvero non pensa che questi fattori siano rilevanti!

Semplicemente, è uno dei tanti che si sono del tutto disinteressati alla scuola (e anzi, l'hanno sempre considerata con sufficienza e pregiudizi) fino a che non si sono visti arrivare la chiamata per il ruolo, e da quel momento in poi hanno pensato che, in fondo, ci si potesse adattare a lavorarci anche senza la minima consapevolezza di cosa ci fosse a monte.

Tanto per fare un esempio, lui parla della mitica "chiamata diretta" come se fosse un elemento fondante indispensabile di qualsiasi sistema scolastico, che solo dei pazzi incoscienti possono pensare di abolire. Non si rende neanche conto che la chiamata diretta, in realtà, non c'è MAI stata, e che è stata teorizzata solo per un periodo brevissimo in situazioni estremamente limitate, e messa in pratica ancora meno... per cui abolendola si è semplicemente tornati alla normalità, non è che si sia eliminato un pilastro fondante istituzionale!

Ma appunto, lui non lo sa.
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cinno13



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 2:17 pm

fradacla ha scritto:
Non ho intenzione di difendere l'autore dell'articolo, di cui non conosco la posizione ideologica. Magari, però, prima di commentare, sarebbe utile informarsi.
https://www.ilfattoquotidiano.it/blog/sgastaldi/
Gastaldi è anche un insegnante, quindi parla di una realtà che conosce esattamente come te.
Si può non condividere la sua opinione sulla 107 (o su una parte di essa), ma bisognerebbe argomentare.

quello che scrive non sta ne in cielo ne in terra, da qui la mia deduzione.
quindi essendo un'insegnante la situazione è anche peggiore perchè vuol dire che l'articolo è ideologicamente orientato.
non è un giornalista che scrive di cose che non conosce è un giornalista che scrive il falso sapendo di mentire. !
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 2:22 pm

Sulla chiamata diretta, da "esterno", mi sono fatto l'idea che, nonostante i buoni propositi della sua istituzione (leggi: meritocrazia, maggiore efficienza del sistema), e su cui un docente in linea di principio potrebbe essere d'accordo, la chiamata diretta ha semplicemente leso un diritto sindacale acquisito del docente cioè quello di potersi scegliere la scuola. Per il docente medio costretto a farsi anni fuori casa per acquisire punteggio ed il diritto all'avvicinamento a casa (penso, ma non solo, ai tanti docenti del sud) vedersi mettere in discussione la sede potenziale da scegliere, per un motivo anche nobile, diventa una beffa. Per ambiti piccoli gli spostamenti giocoforza sono quelli, ma per ambiti medio-grandi o ambiti con difficoltà di collegamenti, conquistare una sede, vicina agli affetti familiari ti consente di programmare una vita familiare che non è poco.
I discorsi politico-ideologici sull'asservimento al preside, sulla figura del preside-sceriffo esistono ma sono secondari rispetto al diritto leso, io li metterei al secondo posto.
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arrubiu
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 2:23 pm

O magari è un insegnante che la pensa in un modo che non vi (ci) piace.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 2:34 pm

Arrubiu, sai come si dice no? "A pensar male si fa peccato.... ma.:.."; questo collega che fino a 3 anni fa faceva tutt'altro, entra in ruolo grazie a Renzi e dall'alto della sua ignoranza comincia a pontificare facendo paragoni senza conoscere i termini (come fa notare paniscus) mi fa molto pensare....Ma sono solo un peccatore, che posso fare se non andare in chiesa a confessarmi? ;-)
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 2:36 pm

Aggiungo, come farà a scrivere su un giornale antirenziano?:)
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cinno13



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 2:39 pm

arrubiu ha scritto:
O magari è un insegnante che la pensa in un modo che non vi (ci) piace.
mi viene da pensare che non hai letto l'articolo, descrive un mondo ideale che semplicemente non esiste !
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 2:48 pm

Sì che l'ho letto.
Descrive la chiamata diretta per come sarebbe dovuta essere secondo chi la 107 l'ha scritta e/o votata.
Sul fatto che il mondo reale non sia così.. forse. A me ha capitata 2 anni una chiamata diretta molto ben organizzata. Probabilmente non era la norma.

L'articolo è orientato? Certo, dalle idee del giornalista.
E questa è la dimostrazione, per come la vedo io, che il mantra "per occuparsi di scuola bisogna chiamare un insegnante " è sbagliato. Perché non è detto che un insegnante sappia cosa è bene per la scuola. Come non è veto che il ministro della sanità debba essere un medico. Sono cariche politiche (scusate se ho un po' divagato).

Nel caso non si fosse capito: non condivido *nulla* di quell'articolo.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 2:50 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Quello che mi colpisce di più, in realtà, è la banalità e la miopia dei commenti, anche (e soprattutto) di quelli negativi, ossia di chi è contrario alla chiamata diretta, è contento della sua eliminazione, e ha vissuto nella scuola abbastanza a lungo da sapere di cosa si parla.

Perché anche in quegli interventi critici, la motivazione più forte, anzi quasi l'unica motivazione che viene portata contro la chiamata diretta ha a che fare con la preoccupazione che vengano assunti dei "raccomandati"... ossia che i dirigenti si mettano a scegliere in base a criteri di feudalesimo personale, cioè amicizia, parentela, scambio di interessi o corruzione.

Fenomeni che sicuramente potrebbero verificarsi, ma che non credo rappresentino un pericolo di massa.

La preoccupazione maggiore, a mio avviso, dovrebbe essere quella della scelta arbitraria basata non tanto sulla raccomandazione della persona, quanto proprio sull'adesione e sulla fedeltà a certe ideologie educative e sociali che vanno per la maggiore nel sistema scolastico di adesso.

Cioè, io considero molto più probabile, e molto più pericoloso, che un preside-imprenditore col potere di chiamata diretta arbitraria, scelga un insegnante perché si dimostra bendisposto a obbedire a tutti i dettami pedagogici attualmente invasivi (fuffa delle competenze, meno contenuti didattici possibile, digitalizzazione a tutto spiano e fine a se stessa, progetti sbrilluccicosi, niente lezioni frontali, niente compiti a casa, niente richieste di impegno serio, niente sanzioni disciplinari, valutazioni "creative", buonismo inclusivo, smartphone in classe, facilitazioni a oltranza per tutti, promozioni facili per tutti e compiacimento delle famiglie), piuttosto che scelga un insegnante perché è suo cugino.

Innanzi tutto, come ho detto sopra, perchè ritengo che la tendenza a scegliere il cugino sia una questione di fluttuazione individuale, molto più limitata di quanto si pensi.

Ma soprattutto, perché anche i cugini del preside, tutto sommato, sono soggetti alla stessa variabilità individuale di tutte le altre persone prese a caso, e per uno più scarso della media potrebbe anche essercene un altro più bravo della media, e inoltre possono avere tutte le diverse idee sociali e tutti i diversi temperamenti personali presi a caso...

...mentre le pressioni sociali e politiche per far allineare tutti a un'ideologia ben precisa, non sono unja questione personale, ma una deriva che va tutta da una sola parte.


Proprio ieri facevo simili cogitazioni mentre aspettavo il mio turno dal medico di famiglia.E' da molti anni che la destra estrema ha questo pallino , ma e' stato il granduca della Leopolda a cogliere il suddetto pallino al balzo grazie alla buona sola.


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Ciccio.8

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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 3:06 pm

Letto l'articolo, e valutato (come fa notare Paniscus) il come e il perché Gastaldi si ritrovi oggi a scrivere di questo argomento.

Non possiamo conoscere tutti i vari retroscena, ma penso anch'io che la sua opinione, condita da tanto entusiasmo e piena fiducia riposta nella formula "chiamata per competenze" derivi dall'essersi ritrovato nella scuola pubblica in virtù della 107, scelto da UNA preside (il femminile lo usa lui stesso, non credo per sbaglio) colpita dal suo curriculum e/o dal suo brillante colloquio.

Complimenti! Ci aggiungo io.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 4:25 pm

La "chiamata diretta" è uno dei clamorosi falsi della 107.

Falso in termini linguistici, perché non è una vera chiamata diretta. Infatti sarebbe tale se il DS di una scuola potesse scegliersi uno qualunque degli abilitati di un concorso e farlo assumere dallo Stato.

Invece, prima lo Stato assume il Sig. Rossi perché si piazza meglio del Sig. Bianchi, che non viene assunto. Poi consente ai DS di scegliere. Il punto è che quelli che finiranno in cattedra in qualche scuola sono già decisi dalla graduatoria di assunzione. A quel punto la "chiamata diretta" è solo un meccanismo inutilmente farraginoso che non può che lasciare scontenti tanti docenti e tanti DS perché non avranno ciò che vogliono (il posto vicino casa i primi, i docenti migliori i secondi).
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Tiria



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 4:36 pm

Quattro rilievi:

1) un insegnante che si presenta come scrittore e giornalista omettendo di presentarsi come insegnante, immagino che lo consideri un'attività secondaria, non meritevole di essere menzionata. Immagino perciò che dedichi molto più tempo alla sua attività di scrittore e giornalista che all'attività di insegnante. Del resto, 18 ore di lavoro sono solo il 10% delle ore che formano una settimana. Ma sono sicuro che, grazie al suo curriculum di scrittore e giornalista che conosce mille mila lingue e viaggiato in mille mila posti, è un ottimo insegnante, mille mila volte più bravo di un vecchietto che ha passato la vita intera dentro quattro mura scolastiche senza conoscere il resto del mondo.

2) un mio ex preside diceva che i migliori insegnanti sono quelli che operano negli istituti professionali. Che l'immaginario collettivo identifica come le realtà scolastiche più difficili. Il principio di fondo della "chiamata per competenze", nel succo di quell'articolo, è che i migliori insegnanti si possano scegliere le scuole migliori e, quindi, se quel mio ex preside non diceva cazzate, il succo della meritocrazia è che i migliori insegnanti abbiano più titolo per scegliere di fare i fancazzisti, mentre i vecchietti incompetenti vadano nei *licei* non scelti dai più bravi (qualcuno spieghi a questo esperto di sistema scolastico che non esistono solo i licei...)

3) ancora una volta si cade nella presunzione stratosferica che più sei stato lontano dalla scuola più bravo sei come insegnante. In effetti, se devo rifarmi al numero di soloni che non mettono mai piede in una scuola ma, dall'alto delle loro cattedre, fanno lezione in materia di insegnamento, comincio a convincermi che l'anzianità di servizio debba essere considerata un marchio d'infamia più che un titolo

4) a margine: sul volume della mobilità, oggi come oggi, quanto incideva la chiamata diretta? No, perché la mia percezione è che la mobilità a domanda su scuola vada a coprire il 99% dei posti nelle "migliori scuole", mentre il 99% della mobilità su ambiti vada a coprire i posti nelle "peggiori scuole". Ergo, del sesso degli angeli, ne vogliamo parlare?
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Ciccio.8

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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 5:03 pm

Tiria ha scritto:


4) a margine: sul volume della mobilità, oggi come oggi, quanto incideva la chiamata diretta? No, perché la mia percezione è che la mobilità a domanda su scuola vada a coprire il 99% dei posti nelle "migliori scuole", mentre il 99% della mobilità su ambiti vada a coprire i posti nelle "peggiori scuole". Ergo, del sesso degli angeli, ne vogliamo parlare?

Non è una tua percezione, ma un dato di fatto che ho potuto verificare di persona.

Poi, è certamente tutto da discutere e da chiarire il concetto, perché nelle "peggiori scuole" - così definibili per situazione territoriale, impatto dovuto all'immigrazione, accorpamento selvaggio di più indirizzi, ecc. - non sempre si ritrovano a lavorare i docenti con le attitudini-competenze-preparazioni peggiori.
Le condizioni di lavoro però possono fare la differenza, tanto che non mi stupisce l'entusiasmo della preside che si vede arrivare fresco fresco "lo scrittore".
Ecco, lo scrittore mi pare ancora un po' troppo autocentrato nel suo intervento.
Ha dovuto chiarire della sua esperienza triennale nella scuola pubblica italiana solo nelle risposte ai commenti, ma... non riporta esempi di come ha trovato la scuola in questa sua esperienza, i problemi affrontati, il rapporto coi colleghi più navigati/stagionati e, magari, di cosa ha IMPARATO.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 5:20 pm

Ciccio.8 ha scritto:
Tiria ha scritto:


4) a margine: sul volume della mobilità, oggi come oggi, quanto incideva la chiamata diretta? No, perché la mia percezione è che la mobilità a domanda su scuola vada a coprire il 99% dei posti nelle "migliori scuole", mentre il 99% della mobilità su ambiti vada a coprire i posti nelle "peggiori scuole". Ergo, del sesso degli angeli, ne vogliamo parlare?

Non è una tua percezione, ma un dato di fatto che ho potuto verificare di persona.

E' più o meno quello che ho detto io: l'autore dell'articolo parla della chiamata diretta come di un caposaldo irrinunciabile della scuola, quando invece è stata una brevissima parentesi utilizzata per poco tempo e per una percentuale irrisoria di casi concreti.

Per quanto riguarda il discorso dugli istituti professionali difficili, mi pare di aver capito che il nostro insegni sulla cattedra di storia e filosofia, e che quindi, nella sua recente esperienza scolastica, abbia visto solo licei, e solo classi di triennio superiore già (almeno minimamente) scremate.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 6:10 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Per quanto riguarda il discorso dugli istituti professionali difficili, mi pare di aver capito che il nostro insegni sulla cattedra di storia e filosofia, e che quindi, nella sua recente esperienza scolastica, abbia visto solo licei, e solo classi di triennio superiore già (almeno minimamente) scremate.

Ah ecco (faccina con occhiali da sole e sorrisetto sardonico)
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 6:25 pm

Ma quanto mi piace leggervi!
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 8:44 pm

Tiria ha scritto:
...
4) a margine: sul volume della mobilità, oggi come oggi, quanto incideva la chiamata diretta? No, perché la mia percezione è che la mobilità a domanda su scuola vada a coprire il 99% dei posti nelle "migliori scuole", mentre il 99% della mobilità su ambiti vada a coprire i posti nelle "peggiori scuole". Ergo, del sesso degli angeli, ne vogliamo parlare?
Sbaglio, o a questa differenza ha contribuito l'entrata in vigore di un doppio regime: ambito per i neoassunti e scuola (com'era) per i "vecchi"? Non che l'ambito per tutti avrebbe risolto le criticità della chiamata diretta. Cosi come la titolarità su scuola mantiene lo status quo.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 11:18 pm

franco71 ha scritto:
Tiria ha scritto:
...
4) a margine: sul volume della mobilità, oggi come oggi, quanto incideva la chiamata diretta? No, perché la mia percezione è che la mobilità a domanda su scuola vada a coprire il 99% dei posti nelle "migliori scuole", mentre il 99% della mobilità su ambiti vada a coprire i posti nelle "peggiori scuole". Ergo, del sesso degli angeli, ne vogliamo parlare?
Sbaglio, o a questa differenza ha contribuito l'entrata in vigore di un doppio regime: ambito per i neoassunti e scuola (com'era) per i "vecchi"? Non che l'ambito per tutti avrebbe risolto le criticità della chiamata diretta. Cosi come la titolarità su scuola mantiene lo status quo.

No, non sbagli.

Ma considerati tutti gli errori di valutazione che sono scaturiti, a posteriori, dall'applicazione della 107, chi ci dice che l'idea originaria (quella degli ambiti per tutti) avrebbe portato le scuole in paradiso? Aggiungiamo poi che tutta questa arbitrarietà dei DS nella scelta degli insegnanti è solo fumo negli occhi, dal momento che possono scegliere solo attenendosi ad un pacchetto predefinito - da MIUR e sindacati - di requisiti. E quando governo e sindacati decidono cosa è meglio fare siamo certi che salta fuori, come al solito, un assemblato di verdure aggiunte secondo i gusti dell'uno o dell'altro.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 11:21 pm

Ecco cosa scriveva a giugno 2015:

"oggi possono andare a lavorare senza aggiornarsi, non sapendo alle volte spedire una email, magari mettendosi in malattia spesso per fare un ponte in più, nei casi estremi perfino delinquere, ed essere comunque inamovibili dalla loro cattedra in quella data scuola. Normale che molti professori vedano in questa riforma l’inferno in terra e se ne freghino del bonus da 500 euro annui, dei 150mila precari assunti in due anni, dei miliardi di euro versati (e non tagliati, come la Gelmini fece) dal bilancio del Miur, della maggiore autonomia degli istituti e degli studenti, del potenziamento della cultura “umanistica” si Renzi licet"

https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/12/renzi-i-due-principii-che-lo-alienano-dalla-sinistra-classica/1687170/
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. EmptyVen Giu 29, 2018 11:33 pm

Ah, capito: dopo le mitologiche figure del "self-hating-jew", del "self-hating-black" e del "self-hating-gay", siamo di fronte a un caso da manuale di "insegnante-odiatore-di-se-stesso".
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