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 Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.

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LucaPS



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MessaggioOggetto: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Sab Mar 30, 2013 3:14 pm

Promemoria primo messaggio :

Tutti lo conoscevamo (non tutti!) ma è meglio ricordarlo, attraverso una delle tante note amministrative.

giovedì 28 marzo 2013

Ecco le funzioni per passaggi da religione a ruolo ordinario

Sono state adeguate le funzioni di ricostruzione carriera per poter gestire la ricostruzione di carriera per il personale già di ruolo come insegnante di religione cattolica e successivamente immesso in ruolo come docente di altro insegnamento.

---

Entran di ruolo nel 2005 attraverso titoli e servizio "discrezionale", sono assunti in ruolo dallo Stato e poi hanno due opzioni:
* divorziare o fare o dire qualsiasi altra cosa contraria alla dottrina della Chiesa Cattolica, perdere l'idoneità e passar subito D'UFFICIO E CON PRECEDENZA ad altro insegnamento (SENZA possedere l'abilitazione per l'insegnamento in cui vengono fatti transitare d'ufficio).
* non perdere l'idoneità e passare volontariamente ad altro insegnamento, se in possesso di abilitazione

---

Si noti invece che altri colleghi, inidonei lo stesso ma non su Religione, vengono declassati ad ATA; i colleghi di Religione inidonei invece vengono in qualche modo "promossi" all'insegnamento su materia curriculare.

---

Molti Insegnanti di RC comunque scelgono di non transitare a materia e di rimanere Insegnanti di RC perchè dal punto di vista economico (stipendiale, prima; e previdenziale, poi) è molto più conveniente, rispetto ad insegnare un'altra materia:

1) l'insegnante di religione (IDR) delle medie viene pagato di più del collega di matematica o inglese perchè viene pagato come l'insegnante di religione delle superiori;

2) gli IDR hanno rinnovi contrattuali biennali, mentre gli insegnanti di materia hanno contratti triennali;

3) gli aumenti stipendiali dei rinnovi contrattuali (biennali) degli IDR vengono calcolati anche sulla I.I.S. oltrechè sullo stipendio tabellare, mentre agli insegnanti di materia gli aumenti stipendiali dei rinnovi contrattuali (triennali) sono calcolati solo sullo stipendio tabellare (esclusa I.I.S.); inoltre nel 2009 per gli IDR è stato permesso il recupero di tali scatti aggiuntivi biennali del 2,5% per ogni biennio a partire dal 2003;

4) la ricostruzione di carriera degli IDR ha un metodo di calcolo diverso da quella degli insegnanti di materia: per gli IDR tutti gli anni di precariato vengono calcolati al 100%, anzichè al 66% per gli anni successivi al quarto, come avviene per gli insegnanti di materia; questo calcolo peserà molto di più col nuovo sistema pensionistico contributivo;

5) gli IDR vengono "stabilizzati" anche da precari, in quanto la ricostruzione di carriera e la stabilizzazione dell'incarico avviene automaticamente dopo quattro anni di supplenza, anche se - ad esempio - il precario è o sarà soprannumerario); gli IDR hanno quindi la ricostruzione di carriera anche da precari;

6) l'organico degli IDR viene calcolato in base ad una legge che vieta l'accorpamento-classi anche se vi è un solo alunno avvalentesi l'insegnamento di religione cattolica (materia non obbligatoria cioè facoltativa), contrariamente ad esempio all'organico di seconda e terza lingua (materia obbligatoria e opzionale) che invece viene calcolato in base all'accorpamento-classi. Inoltre, sono "accorpati" gli alunni che frequentano attività alternativa alla religione.
Di fatto, IRC è l'unica materia scolastica che ha l'organico di insegnanti sganciato dal numero di alunni: se tutta la scuola avesse questa legge, non ci sarebbero più problemi per la Scuola e l'Italia colerebbe a picco prima dal punto di vista finanziario.


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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Sab Ago 17, 2013 12:57 pm

Nio59 ha scritto:
Il giudizio sui colleghi di religione dipende probabilmente dalle esperienze che uno fa a scuola.
Ma è solo così che si costruisce il giudizio. La costruziuone del giudizio avviene secondo un processo empirico, cioè dai casi particolari; non certo su base deduttiva, che è - da quattro secoli ma Aristotele lo diceva anche prima - solo la conseguenza del processo empirico. Il giudizio costruito su base empirica - l'unico poggiato sulla realtà - è forse inficiato dal vizio della singolarità? No, in quanto esiste poi la media dei casi, anche se il campione di cui si parla informalmente non è statistico e quindi non può essere significativo. Ho girato abbastanza scuole, ho parlato con abbastanza colleghi e le cose sugli IDR si approssimano a quello che ho descritto.

Nio59 ha scritto:
Io sono un ex insegnante di Italiano che decise, 25 anni fa, di passare ad insegnare religione, avendo il relativo titolo di studio. Ti posso assicurare che non lo feci per "lavorare di meno", anzi...  
Ecco, una cosa che invece inficia il giudizio è personalizzare, portare il caso particolare. La costruzione dei giudizi non può essere fondata sul caso particolare.  

Nio59 ha scritto:
Avere 18 classi è impegnativo
Dal punto di vista quantitativo è impegnativo, ne so qualcosa, alcuni anni ho avuto solo due ore per classe ma in quegli anni, a parte il lavoro in classe per "attirare l'attenzione", l'impegno con i ragazzi era di gran lunga minore proprio per la promiscuità di relazione che non permetteva appunto la costruzione di una relazione significativa e continuativa: me ne andavo dalla classe e la riprendevo quasi una settimana dopo e nel frattempo i colleghi di materia vivevano la classe ogni santo giorno. Diciamo che si deve distinguere - per seguire il tuo ragionamento - tra "impegno" e "impegno": l'impegno che riferisci (attirare l'attenzione, minacciare le interrogazioni, parlare per 18 ore) non è impegno dal punto di vista educativo ma è mero impegno "meccanico-formale", non nascondendosi dietro ad un dito bypassando questa distinzione.  
  L'impegno didattico ed educativo per i colleghi che hanno 3-4-6 ore - ne converrai anche tu - non è nemmeno paragonabile a quello dei colleghi che hanno due ore oppure un'ora di religione, che è materia del tutto secondaria nell'immaginario dei ragazzi e delle famiglie.

Inoltre, gli IDR fanno lezione a classi dimezzate per una norma ad categoriam del 1985 che obbliga ad assumere un IDR anche se vi è un solo alunno avvalentesi, in barba ad ogni economia di spesa - soprattutto di questi tempi di tagli e classi-pollaio - e con l'unico scopo di gonfiare l'organico degli IDR (mentre l'organico dei colleghi di seconda e terza lingua, di strumento e di educazione fisica viene calcolato sulle classi/gruppi accorpati); vuoi mettere far lezione - alle Superiori - a metà classe?!

Nio59 ha scritto:
La valutazione di un alunno, come saprai, non è fatta di soli voti, ma è molto complessa e anche l'IdR, ti assicuro, entra in gioco per molteplici aspetti
Dai su, non nascondiamoci di nuovo dietro ad un dito. Non paragoniamo la valutazione sommativa delle altre materie - con tutto il possibile contenzioso relazionale e anche legale che ne potrebbe derivare, lo sai bene dato che sei collaboratore dei D.S. - con la valutazione IRC, che per così dire si può definire - quando va bene; quando va bene, ripeto! - "formativa", per usare terminologia didattica.
  Non ci sono bocciature, non ci sono debiti, non ci sono esami (per cui non ci sono neanche standard da seguire... perchè viene il collega esterno che valuta come hai preparato gli alunni), non ci sono corse per finire il programma.
  L'IDR non ha neanche la fatica di spiegare agli alunni dove sbagliano, come recuperare e i colloqui con le famiglie - quando per IRC avvengono - sono del tutto diversi da quelli di materia, perchè raramente il genitore sente "parlar male" dell'apprendimento del proprio figlio da un IDR.

Nio59 ha scritto:
Non credo di essere un punto di riferimento degli alunni perchè sono "lo zio buono": i ragazzi vogliono la verità, non parole inutili e zuccherate
Il paragone con lo zio buono era giustapposto alla metafora degli altri insegnanti come "genitori" che vedono l'alunno ogni santo giorno e faticano con lui, tra premi e punizioni. Il processo educativo - che a Scuola avviene attraverso l'azione di istruzione - si costruisce anche con la quantità di tempo impegnata. Inutile nasconderci dietro ad un dito e pensare che la relazione col prof. di italiano sia uguale a quella col prof. di religione, per molti motivi e soprattutto perchè il prof. di italiano o matematica svolge anche una funzione "paterno-normativa" (es. mette anche "quattro" o dà pagine e pagine da studiare), che è essenziale nel processo educativo.

Nio59 ha scritto:
I miei alunni  non li vedo un'ora a settimana, li vedo tutti i giorni, per i corridoi, nelle loro classi...
Riformulo: non puoi confondere il setting formale dell'aula con gli spazi dell'informale. Io sto parlando del processo educativo che si costruisce nell'azione di apprendimento, all'interno di quelle regole, fatiche, frustrazioni e premi del voto, scontri, recuperi della relazione, etc. Per seguire il tuo ragionamento, ciascuno di noi vede gli alunni anche nei corridoi, è normale: la differenza è che il prof. di italiano aggiunge gli spazi dell'informale (o educazione informale) - il corridoio, per seguire il tuo ragionamento - alle sue 6 ore di setting formale (o educazione formale) mentre l'IDR aggiunge gli spazi dell'informale all'ora settimanale. Come vedi, aggiungendo lo stesso addendo ad entrambi gli addendi, il risultato non cambia, direbbe il collega di matematica.

Nio59 ha scritto:
ti posso assicurare che l'impegno relazionale non è inferiore a quello di nessun altro insegnante, nè riguardo agli alunni, nè riguardo ai genitori
E io ti posso assicurare che non è così, per la promiscuità relazionale che un'ora alla settimana obbliga e per le ragioni suesposte. Il "prendersi cura" di 18 classi non può avvenire allo stesso modo della modalità con cui un insegnante si prende cura - avendo 4-5 ore - di una classe: chiedilo ai coordinatori di classe o agli insegnanti di lettere o ai poveri insegnanti di matematica - votati ai maggiori stress relazionali con ragazzi e famiglie, perchè "la matematica non va giù" - che si prendono cura di una classe come fai l'IDR e vedrai cosa ti rispondono!

Quindi facciamo testimonianza di verità innanzitutto e - ripeto - non nascondiamoci dietro ad un dito...

Nio59 ha scritto:
 Su una cosa hai perfettamente ragione (non voglio dire che sul resto tu non abbia nessuna ragione, per carità): il differente trattamento economico di un IdR delle Medie rispetto ai suoi colleghi di scuola
Ecco, torniamo - meglio! - al discorso principale. Se prima il diverso trattamento economico e previdenziale poteva essere tollerato, dal C.O. del 2005 che ha istituito i ruoli anche per gli IDR è davvero intollerabile che si siano mantenuti i privilegi pre-2005. E sono tanti.

NON E' PIU' TOLLERABILE CHE CI TOLGANO SCATTI E BLOCCHINO I CONTRATTI - O FACCIANO CLASSI-POLLAIO O TAGLINO ORE CURRICULARI E SOSTEGNO - E POI UNA CATEGORIA DI INSEGNANTI CONTINUI A BENEFICIARE DI PRIVILEGI ECONOMICI E ABBIA UN ORGANICO CALCOLATO SU CLASSI DIMEZZATE O ADDIRITTURA SU UN SOLO ALUNNO PER CLASSE.  

Iniziamo soprattutto ad accorpare le classi nelle ore di IRC per avere un organico degli IDR assunto sull'effettivo numeri di alunni, come avviene per tutte le altre materie.

Nio59 ha scritto:
il differente trattamento economico di un IdR delle Medie rispetto ai suoi colleghi di scuola: una norma ingiusta che, penso, imbarazzi prima di tutti lo stesso IdR delle Medie e che quindi va abolita
Ecco altri motivi di imbarazzo, intollerabili per noi insegnanti di materia. Dobbiamo informare nelle sale-insegnanti.

1) l'insegnante di religione (IDR) delle medie viene pagato di più del collega di matematica o inglese perchè viene pagato come l'insegnante di religione delle superiori;

2) gli IDR hanno rinnovi contrattuali biennali, mentre gli insegnanti di materia hanno contratti triennali;

3) gli IDR precari hanno la progressione di carriera (le fasce stipendiali) anche da precari, mentre i precari di materia non li hanno;

4) gli IDR precari hanno inoltre scatti stipendiali AGGIUNTIVI biennali del 2,5% calcolati anche sulla I.I.S. oltrechè sullo stipendio tabellare; inoltre nel 2009 per gli IDR è stato permesso il recupero di tali scatti aggiuntivi biennali del 2,5% per ogni biennio a partire dal 2003; non ho ancora capito se questi scatti stipendiali biennali aggiuntivi cessano di essere dati agli IDR precari stabilizzati o cessano di essere dati agli IDR di ruolo;

5) la ricostruzione di carriera degli IDR ha un metodo di calcolo diverso da quella degli insegnanti di materia: per gli IDR tutti gli anni di precariato vengono calcolati al 100%, anzichè al 66% per gli anni successivi al quarto, come avviene per gli insegnanti di materia; questo calcolo peserà molto di più col nuovo sistema pensionistico contributivo;

6) gli IDR vengono "stabilizzati" anche da precari, in quanto la ricostruzione di carriera e la stabilizzazione dell'incarico avviene automaticamente dopo quattro anni di supplenza, anche se - ad esempio - il precario è o sarà soprannumerario); gli IDR hanno quindi la ricostruzione di carriera anche da precari;

7) l'organico degli IDR viene calcolato in base ad una legge che vieta l'accorpamento-classi anche se vi è un solo alunno avvalentesi l'insegnamento di religione cattolica (materia non obbligatoria cioè facoltativa), contrariamente ad esempio all'organico di seconda e terza lingua (materia obbligatoria e opzionale) che invece viene calcolato in base all'accorpamento-classi. Inoltre, sono "accorpati" gli alunni che frequentano attività alternativa alla religione.
  Di fatto, IRC è l'unica materia scolastica che ha l'organico di insegnanti sganciato dal numero di alunni: se tutta la scuola avesse questa legge, non ci sarebbero più problemi per la Scuola e l'Italia colerebbe a picco prima dal punto di vista finanziario.

  OTTO) Solo con la nuova Intesa Vaticano-Miur del giugno 2012 si è ratificato che a partire da settembre 2013 tutti gli IDR sprovvisti dei titoli prescritti (Scienze Religiose) diventeranno supplenti,  cioè insegneranno da settembre a giugno: prima non era così e il contratto durava fino ad agosto.
  Questo accade da decenni per gli insegnanti di materia: i precari non abilitati non hanno mai contratti fino al 31-08 né fino al 30-6 ma solo fino alla fine delle attività didattiche. Ovviamente, quando c’è da equiparare gli IDR a quanto già avviene da anni per tutti gli altri… “ci si ricorda sempre dopo”.

9) Alle elementari i maestri specialisti sono due (inglese e religione) ma, mentre lo specialista di religione è stato salvaguardato dall'Intesa Vaticano-Miur del giugno 2012 per cui per insegnare religione deve possedere laurea specifica (Scienze Religiose), lo specialista di lingue è stato espulso dalla Scuola Primaria perchè il Miur obbliga le meastre comuni a insegnare inglese con un mini-corso di lingua di due mesi.
  Perchè religione deve essere insegnata con lo specifico titolo di studio e inglese può essere insegnata dalle maestre di classe, senza alcun titolo specifico?


Ultima modifica di LucaPS il Sab Ago 17, 2013 3:24 pm, modificato 2 volte
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alchemilla



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Sab Ago 17, 2013 2:25 pm

[quote="Nio59"]
La settimana in cui ci sono i CdC o gli scrutini, entro a scuola alle 8 e ne esco la sera alle 20. La valutazione di un alunno, come saprai, non è fatta di soli voti, ma è molto complessa e anche l'IdR, ti assicuro, entra in gioco per molteplici aspetti.


Mi permetto di intervenire su questo punto, perchè, per il resto, ti ha mirabilmente risposto Luca PS.

Penso che anche tu debba presentare al DS una dichiarazione in cui spieghi come intendi assolvere agli obblighi previsti dal CCNL, relativamente alle attività funzionali all'insegnamento (partecipazione ai CC, fino a 40 ore annue).

In meno di due tornate di Consigli avrai assolto all'obbligo, quindi il tuo impegno  non è diverso da quello dei docenti di Scienze motorie, Scienze, Diritto, Storia dell'arte, Geografia.... cioè di tutte le discipline con meno di 4-5 ore settimanali di lezione.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Sab Ago 17, 2013 2:55 pm

alchemilla ha scritto:
presentare al DS una dichiarazione in cui spieghi come intendi assolvere agli obblighi previsti dal CCNL, relativamente alle attività funzionali all'insegnamento (partecipazione ai CC, fino a 40 ore annue)
Sì, i colleghi IDR sono assenti da molti CdCl per esaurimento monte-ore o CdCl/scrutini coincidenti (o vi partecipano a metà); come tutti i docenti, presentano al D.S. il prospetto-orario delle 40 ore annue.

Dobbiamo cercare di essere testimoni di un minimo di verità, ripeto; soprattutto di questi tempi in cui nella Scuola si è arrivati all'osso: leggiamoci bene i 9 privilegi degli IDR e informiamo nelle sale-insegnanti, come faccio io, in quanto i colleghi di materia non sanno della questione o la conoscono solo parzialmente e i colleghi di religione - leggendo i diversi punti - mostrano indeterminatezza e parziale conoscenza sulla loro situazione, dimostrando di dover essere informati loro prima di tutti.

Dovrebbero essere loro - gli IDR - i primi a chiedere di essere liberati da questa Croce su cui la Chiesa Cattolica Italiana li ha posti e - per di più - mantenuti dopo il Concorso Ordinario-Elettorale del 2005, per qualche manciata di danaro tolto ad altri capitoli di spesa nella Scuola, creando così - la Chiesa Cattolica Italiana - divisione (e non comunione) nella Comunità scolastica dei docenti che, a parità quantomeno formale di mansioni, vedono disparità di trattamento nell'organico (classi non accorpate), nello stipendio, nella situazione previdenziale e persino nella periodicità dei contratti (biennale vs. triennale).
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Nio59



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Sab Ago 17, 2013 10:19 pm

Hai ragione Luca, non nascondiamoci dietro un dito: tutti i lavativi della scuola si sono riuniti sotto l’insegnamento della religione, così non devono presentare programmazioni, non devono fare lezioni, non devono relazionarsi con gli alunni, non devono fare valutazioni sommative,  leggono il giornale in classe,  non educano, non istruiscono, il loro impegno è meno impegnativo (!?) rispetto ad altri docenti. Su queste basi quale dialogo si può instaurare?
Esordisci col dire: “Mi raccomando: parliamo solo di aspetti giuridici e didattici” e poi ci riversi sopra quanto di più deleterio si può dire di un insegnante, cercando di privarci di professionalità e di dignità.
Penso che una delle cose più antipatiche e meno intelligenti fra colleghi sia quello di porre paletti in base alla materia insegnata. E’ l’insegnante che dà dignità alla materia, è la sua professionalità, il suo essere pedagogista. Non è la materia che dà dignità all’insegnante, mi sento imbarazzato a dirlo ad un collega. “Impegno "meccanico-formale",” non nascondiamoci  dietro ad un dito”, “dire senza dire”, “ammiccare”: se vuoi arrampicarti sugli specchi sei libero di farlo, per carità, ma cosa vuoi dimostrare?
Se arrivi a dire “L'IDR non ha neanche la fatica di spiegare agli alunni dove sbagliano, come recuperare e i colloqui con le famiglie - quando per IRC avvengono - sono del tutto diversi da quelli di materia, perchè raramente il genitore sente "parlar male" dell'apprendimento del proprio figlio da un IDR” non sai neppure di cosa stai parlando: un Idr non fa rilevare gli errori ad un alunno? Allora cosa ci fa a scuola? Un IdR non parla al genitore degli aspetti critici della personalità di suo figlio? Ma di che stai parlando? Ci sarà sicuramente qualche IdR che non fa bene il suo lavoro, così come ci sono insegnanti di altre materie che non fanno bene il loro lavoro. Se poi vuoi criminalizzare gli IdR perché IdR allora risparmiati tutte queste arrampicate.  
Dici tante inesattezze;  ad esempio, nella premessa di questa discussione affermi : “Entran di ruolo nel 2005 attraverso titoli e servizio "discrezionale", sono assunti in ruolo dallo Stato e poi hanno due opzioni:
* divorziare o fare o dire qualsiasi altra cosa contraria alla dottrina della Chiesa Cattolica, perdere l'idoneità e passar subito D'UFFICIO E CON PRECEDENZA ad altro insegnamento (SENZA possedere l'abilitazione per l'insegnamento in cui vengono fatti transitare d'ufficio).
* non perdere l'idoneità e passare volontariamente ad altro insegnamento, se in possesso di abilitazione”.
Il concorso era per titoli ed esami, altro che titoli discrezionali (ci voleva almeno la laurea in scienze religiose).
Passare ad insegnare un’altra materia senza averne l’abilitazione”? dove l’hai letto? Non certo su un testo di norme scolastiche. Non c’è neppure una norma attuativa che riguarda questo passaggio in caso di perdita dell’idoneità.
“Gli IDR hanno rinnovi contrattuali biennali, mentre gli insegnanti di materia hanno contratti triennali”: anche questa dove l’hai letta? Stiamo scherzando?  Forse ti riferisci agli IdR non di ruolo che resteranno precari a vita:  nessun altro IdR passerà di ruolo dopo il concorso del 2005 perché non esiste una graduatoria ad esaurimento per noi e non si parla di indire altri concorsi in futuro. E solo il 70 per cento dei posti disponibili furono messi a disposizione “del ruolo” in quella circostanza. Per quegli IdR, rimasti senza possibilità di ruolo, sono state formulate prospettive diverse da quelle di altri precari che hanno la possibilità di passare di ruolo (e se non li passano di ruolo non è perché ci sono gli IdR!).
Gli IdR sono nelle scuole perché “La Repubblica italiana, riconosce il valore della cultura religiosa e tiene conto che i princìpi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” (tu che insegni Italiano saprai di quanta cultura cristiana è fatto il nostro paese). Del  resto l’Irc è presente in tutta l’Europa, eccetto in Francia e, mi sembra, Slovenia.
Scusami ma, su queste basi non credo sia il caso di continuare il discorso. A parte questo, La faccenda della disparità di trattamento nelle scuole Medie va risolta.
Senza rancore, Luca, ciao.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Dom Ago 18, 2013 12:05 am

Lascio perdere - pur ribadendo quanto ho scritto (e so di avere moltissime conferme) - la discussione sulla didattica e sull'educazione: porta fuori strada.

Sui titoli del Concorso - unicum nella storia della Repubblica, in quanto trattasi di Concorso "elettoral-politico", assieme a molte altre cose di quel periodo al di qua e al di là del Tevere di cui abbiamo saputo dai mass-media; Concorso che neanche la DC (!) ebbe il coraggio di indire -; ebbene sui titoli del C.O. 2005 definiti da me "discrezionali" intendo dire che il punteggio delle supplenze con cui gli IDR sono arrivati a quel Concorso non deriva da incarichi di supplenza attribuiti con gli stessi criteri e modalità con i quali vengono attribuiti gli incarichi di supplenza per gli insegnanti di materia (omissis).

Gli IDR hanno rinnovi contrattuali biennali, mentre gli insegnanti di materia hanno contratti triennali: le cose andarono così da quando il Governo Berlusconi trasformò da biennale a triennale la periodicità del contratto degli insegnanti, ma lasciò la cadenza biennale al contratto degli IDR.

> Forse ti riferisci agli IdR non di ruolo
> che resteranno precari a vita
No, non mi riferisco a questi (vedi sopra). Inoltre gli IDR non di ruolo vengono comunque stabilizzati, ovvero è permesso di aggirare l'istituto dell'assunzione in ruolo attraverso l'istituto della stabilizzazione, che consente la ricostruzione di carriera anche da precari (cosa non consentita agli insegnanti di materia), privilegio che - assieme agli altri privilegi economici - doveva essere cancellato dal 2005 quando il C.O. istituì i ruoli anche per gli IDR. Ma i privilegi - che dovevano essere solo "misure compensative" pre-2005 pensate per la situazione preesistente al 2005 - non vennero tolti nel 2005.

> nessun altro IdR passerà di ruolo dopo il concorso del 2005
> perché non esiste una graduatoria ad esaurimento per noi
> e non si parla di indire altri concorsi in futuro.
E questo è molto sbagliato: la Chiesa Cattolica Italiana ha - con quel Concorso, cedendo alle lusinghe - creato una ulteriore divisione tra IDR, istituendo gli "IDR di ruolo una tantum": prova a chiedere a tutti i colleghi IDR che non hanno potuto partecipare al Concorso elettoral-politico della "stagione elettoral-politica 2005" se son d'accordo sull'una tantum del C.O. medesimo...

> Per quegli IdR, rimasti senza possibilità di ruolo,
> sono state formulate prospettive diverse da quelle
> di altri precari che hanno la possibilità di passare di ruolo
Prospettive diverse? Non capisco.

> Passare ad insegnare un’altra materia
> senza averne l’abilitazione”? Dove l’hai letto?
Ma certo, gli IDR assunti in ruolo sono gli unici insegnanti che, diventati inidonei, possono chiedere un passaggio di ruolo/cattedra, se in possesso di abilitazione per la materia su cui chiedono di passare; e, se non in possesso dell'abilitazione, essendo stati assunti con Pubblico Concorso, vengono passati di ruolo d'ufficio ad altra cdc. Il vulnus che ha creato ciò è stato il C.O. del 2005: non si può assumere a T.I. in un ruolo pubblico sulla base di una idoneità privata conferita conferita dalle Curie diocesane, che esse medesime possono ritirare. Ma tutti sappiamo che vi era urgenza elettoral-politica per quel C.O. 2005 che ha discriminato una parte di IDR, a scapito degli altri IDR crendo divisione (e non comunione) nella Comunità degli IDR.

> A parte questo, La faccenda della disparità di trattamento
> nelle scuole Medie va risolta.
Oh no, non solo questa! I punti infatti sono molti di più e li ho elencati sopra in nove punti, che vanno comunicati ai colleghi di materia nelle sale-insegnanti: ho esperienza che i colleghi di materia non sanno di queste discriminazioni - di cui sono destinatari gli IRC, che vorrebbero (ma non possono) essere come gli altri insegnanti - o sanno solo parzialmente (dovrebbero essere i primi a chiedere uguale trattamento economico stipendiale, uguale trattamento economico previdenziale e - vivaddio - accorpiamo le classi nelle ore di IRC, in tempi di classi-pollaio e di tagli all'organico).

A questo proposito mi chiedo per qual motivo seconda e terza lingua debbano accorpare le classi (impedendo così una didattica personalizzata delle lingue, l'unica efficace) e IRC può essere insegnata con classi dimezzate? I colleghi di seconda e terza lingua - che non passano di ruolo, in quanto il loro organico viene calcolato sulle classi accorpate - stanno sensibilizzando su questo privilegio che consente a IRC di non accorpare le classi e di avere l'organico calcolato sulle classi non accorpate e - a fortiori - anche su un solo alunno avvalentesi per classe. Sprechi ormai intollerabili.

> Scusami ma, su queste basi non credo
> sia il caso di continuare il discorso.
Mi spiace, siamo entrambi vittime della divisione che ha creato la Chiesa Cattolica pro-tempore (CEI) - cedendo alle lusinghe avanzate al di qua del Tevere - nella Comunità degli IDR prima (vedi i ruolisti una tantum del 2005, essi solo tra tutti gli IDR, assunti a T.I. e contestualmente liberàti dal peso della condotta morale, in quanto dichiarabili inidonei ma non licenziabili e, inoltre, destinatari - a domanda o d'ufficio - del passaggio su materia; essi solo tra tutti gli IDR) e nella Comunità degli insegnanti poi (vedi privilegi economici stipendiali, previdenziali e di organico sganciato dal numero di alunni).

Chiedo scusa a tutti per la divagazione didattico-educativa del post precedente e ritorniamo sui binari della disparità di trattamento economico, tollerata fino a ieri, intollerabile oggi.


Ultima modifica di LucaPS il Dom Ago 18, 2013 5:11 pm, modificato 2 volte
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Dom Ago 18, 2013 11:35 am

Vorrei puntualizzare che l’insegnante deve partecipare a tutti gli scrutini. Lo scrutinio è perfetto solo se partecipano tutti gli insegnanti. Se manca un insegnante lo scrutinio può essere invalidato.
Gli insegnanti di religione hanno chiesto - tramite lo SNADIR - che sia attribuita una classe di concorso per l’insegnamento della religione cattolica.
Riguardo alla scuola primaria, ci sono ancora molte insegnanti di classe che fanno religione. Io questo non lo condivido. Se rinunciassero all’insegnamento della religione nelle loro classi si creerebbero nuovi posti di lavoro perché sarebbero nominati degli altri insegnanti di religione. Non ha senso togliere l’insegnante di inglese nella scuola primaria.
Riguardo ai privilegi, ne abbiamo parlato molte volte. Però tu hai detto in più occasioni che questo in realtà ci discrimina ancora di più.
Io, e credo molti altri, preferirei avere una classe di concorso e il cosiddetto doppio canale. Non dimentichiamo che noi non abbiamo una prima fascia da cui vengono attinti degli insegnanti che ottengono il ruolo. Correggetemi se sbaglio.
In realtà credo che a molti insegnanti di religione non interessi veramente il fatto di prendere di più degli altri insegnanti. In questo periodo ci sono stati dei colleghi insegnanti di religione che mi hanno contattato - sapendo che cerco di tenermi aggiornato sulle questioni scolastiche - per sapere se possono accedere al PSA.
Gli insegnanti di religione non possono accedere al PSA. Ma in realtà, secondo me, è giusto così. Se uno ha insegnato per tre anni religione non può pretendere di insegnare un’altra materia senza averla mai insegnata in terza fascia.
Però il fatto che ci siano degli insegnanti di religione che vogliano fare il PSA fa riflettere. Quanto prende un insegnante di terza fascia? 1100 euro al mese? Ci sono insegnanti in classe 9, che prendono almeno 250 euro in più che vorrebbero fare il PSA. Senza contare che in terza fascia bisogna chiedere l’indennità di disoccupazione a luglio e ad agosto. 700-800 euro per due mesi?
Un’altra questione è quella della scelta della sede. L’ufficio scuola della curia assegna all’insegnante di religione le sedi in cui andrà ad insegnare. Non puoi scegliere. Puoi avere 3 o 4 scuole in 3 istituti diversi distanti 40 km tra di loro.
Non sarebbe meglio avere un punteggio per poter andare a scegliere le scuole?
Credo che il settore dell’insegnamento sia anche quello in cui forse vengono fatti più abusi. In molti casi i non avvalenti non sanno dove andare e vengono lasciati in classe quando questo è illegale. Potrebbero essere nominati degli insegnanti per l’attività alternativa dando lavoro ad altri insegnanti prendendoli dalle graduatorie di istituto e questo spesso non viene fatto.
Riguardo il carico di lavoro, sono d’accordo con NIO59. Non credo che insegnare religione sia più riposante che insegnare un’altra materia. Io non sono stato insegnante di altre materie. Però mi è capitato di fare le supplenze interne. C’è più attenzione da parte degli alunni. Come insegnante di religione anch’io correggo i quaderni. È vero che ci sono altri insegnanti con poche ore. Musica ha poche ore. Ho aiutato una collega a preparare i bambini per un saggio nelle mie ore. Ho assistito più volte i colleghi di alfabetizzazione motoria. È diverso dall’insegnare religione.
Certo, se l’insegnante di religione entra in classe e legge il giornale o fa vedere i dvd è un’altra cosa. Tra l’altro, ho un po’ l’impressione che gli insegnanti di religione meno capaci o più svogliati vengano mandati alle medie o alle superiori. Prova ad entrare in una classe delle elementari e leggere il giornale per due ore fregandotene dei tuoi alunni. Come minimo ti camminano sui banchi.
C’è più flessibilità nel programma di religione. Però se uno vuole insegnare bene, allora cercherà di seguire il programma. A volte i colleghi ti chiedono delle ore perché ne hanno bisogno. Allora fai ancora più fatica a svolgere il programma.
Non ci sono compresenze nell’ora di religione. Qualche volta c’è l’insegnante di sostegno.
Qui possiamo solo avanzare delle proposte di quella che potrebbe essere la nostra scuola ideale. Per me va bene togliere i privilegi economici (vedi la lista di Luca PS), soprattutto quello che riguarda gli insegnanti delle medie pagati come quelli delle superiori.
Sono contrario all’accorpamento delle classi perché questo spingerebbe gli insegnanti di religione a cercare di convincere gli alunni ad avvalersi. Sarebbe una specie di campagna acquisti per evitare di avere pochi alunni. Oppure, classi accorpate ma stesso numero di ore da mettere a disposizione delle scuole.
Classe di concorso per l’insegnamento della religione, doppio canale, concorso quando gli altri insegnanti lo fanno. Punteggio per il servizio svolto. Possibilità di scelta della sede. La scelta deve essere effettuata in una scuola polo, come avviene per gli altri insegnanti. Tutte le ore di religione devono essere assegnate agli insegnanti di religione specialisti nell’infanzia e nella primaria.
Concludo dicendo che il titolo di questo argomento “Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione” mi fa una certa impressione. Mi sento un po’ come uno della banda bassotti che sta per svaligiare una banca.
Spero nella clemenza di Luca PS, che in fondo non ce l’ha con gli insegnanti di religione ma con un sistema ingiusto.
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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Dom Ago 18, 2013 12:34 pm

enrico draghi ha scritto:
Gli insegnanti di religione hanno chiesto - tramite lo SNADIR - che sia attribuita una classe di concorso per l’insegnamento della religione cattolica
E quali vantaggi (formali, sostanziali?) porterebbe l'attribuzione di una cdc per IRC, invece che l'attuale codice?

enrico draghi ha scritto:
Riguardo alla scuola primaria, ci sono ancora molte insegnanti di classe che fanno religione. Io questo non lo condivido. Se rinunciassero all’insegnamento della religione nelle loro classi si creerebbero nuovi posti di lavoro perché sarebbero nominati degli altri insegnanti di religione
La questione delle ore IRC alle elementari date alle maestre di classe è, di fatto, una compensazione - minimale, peraltro - per l'organico "gonfiato" degli IDR alle medie e superiori dove le classi non possono essere accorpate, come invece avviene per seconda e terza lingua, strumento musicale e i gruppi masch-femm. di educazione fisica

enrico draghi ha scritto:
Non ha senso togliere l’insegnante di inglese nella scuola primaria
Eppure avviene. Non stiamo discutendo se ha senso o no ma di qualcosa che avviene e non dovrebbe avvenire. Di fatto, IRC alle elementari si deve insegnare con lo specifico titolo di studio, inglese può essere insegnato anche senza titolo di studio. Quale docenti - ci chiediamo - ne vengono beneficiati?

enrico draghi ha scritto:
Non dimentichiamo che noi non abbiamo una prima fascia da cui vengono attinti degli insegnanti che ottengono il ruolo
Difatti. La Chiesa Cattolica Italiana pro-tempore col C.O. 2005 ha creato divisione e non comunione , creando degli "IDR ruolisti una-tantum", cedendo in quel periodo alle lusinghe elettoral-politiche che provenivano dall'altra sponda del Tevere. Mi dispiace.

Sui privilegi economici (stipendiali e previdenziali) ne abbiamo già parlato: nulla cambia per gli IDR ma cambia tutto per gli insegnanti di materia: oggi non è più tollerabile e di mese in mese, di anno in anno lo diventa sempre meno. E' opinione comune.

E' vero che la condizione di IDR ha i suoi lati negativi, per cui molti vorrebbero passare a materia: ma non si può avere questo e anche quello. IRC ha permesso a moltissimi di avere la stabilizzazione, la ricostruzione di carriera, il ruolo, stipendio maggiorato (tutte cose negate a moltissimi altri di materia) e bisogna anche ringraziare e cristianamente accettare se a questi privilegi sono legate delle croci. Se non ci fosse stata IRC, la croce per molti insegnanti sarebbe stata la disoccupazione.

Quindi non riesco a derogare ai diritti di uguaglianza tra insegnanti, col discorso delle croci didattiche degli IDR. Peraltro ci sono moltissime materie che ormai hanno due ore/settimana e sono del tutto secondarie alle Superiori, quindi la condizione di molti insegnanti si è avvicinata paurosamente alla condizione didattica di IRC. IRC - con i tagli del Riordino Gelmini - sta perdendo anche il "privilegio vittimistico" di essere secondaria a Scuola.

E pure la cattedra su più Scuole ormai - grazie alla soprannumerarietà - non è condizione esclusiva degli IDR, come fino a qualche anno fa.  

enrico draghi ha scritto:
Riguardo il carico di lavoro, sono d’accordo con NIO59. Non credo che insegnare religione sia più riposante che insegnare un’altra materia. Io non sono stato insegnante di altre materie. Come insegnante di religione anch’io correggo i quaderni
L'IDR delle elementari non è uguale all'IDR delle Superiori. Alle elementari avete due ore e siete a tutti gli effetti maestri col carico didattico ed educativo delle altre maestre. Non puoi paragonare il tuo lavoro alle elementari con lavoro di un IDR alle Medie o, tantomeno, alle Superiori (per nulla confrontabile col carico didattico e relazionale di un insegnante di italiano o matematica... ma pagato di più).

enrico draghi ha scritto:
Tra l’altro, ho un po’ l’impressione che gli insegnanti di religione meno capaci o più svogliati vengano mandati alle medie o alle superiori
Ovvio, è proprio quel discorso che dicevo sulla "discrezionalità" degli incarichi per Religione, che non seguono le modalità di attribuzione di incarichi delle altre materie. Con questa discrezionalità di punteggi e di incarichi delle Graduatorie interne delle Curie diocesane - per nulla paragonabili alle GaE e relativi criteri dei Provveditorati - i ruolisti del 2005 sono arrivati al Concorso.

enrico draghi ha scritto:
Per me va bene togliere i privilegi economici (vedi la lista di Luca PS), soprattutto quello che riguarda gli insegnanti delle medie pagati come quelli delle superiori
Purtroppo non avviene. Il Potere gestionale è una delle tre tentazioni del Demonio a Gesù e alla sua Chiesa. Pure Papa Francesco ha parlato delle lobby, il vero male contro la Carità.  

enrico draghi ha scritto:
Sono contrario all’accorpamento delle classi perché questo spingerebbe gli insegnanti di religione a cercare di convincere gli alunni ad avvalersi. Sarebbe una specie di campagna acquisti per evitare di avere pochi alunni
E' esattamente quello che fanno le lingue o le Scuole con i POF. IRC è o non è facoltativa? Quella circolare del 1985 che vieta l'accorpamento-classi ha di fatto tolto la facoltatività di fatto (permettendola agli alunni ma cancellandone gli effetti sull'organico degli IDR) ma mantenendola di diritto. Troppo comodo.

Perchè Spagnolo o Tedesco o Strumento Musicale dovrebbe essere "messo alla prova" della scelta degli alunni e della famiglie e Religione dovrebbe essere protezionisticamente preservata? Perchè un insegnante di una materia di indirizzo (es. Economia nel Tecnico, Arte all'Artistico o Scienze Umane nello Psicopedagogico si deve preoccupare di rendere attraente il suo insegnamento, perchè sennò non si forma una classe prima per l'anno prossimo e l'insegnante medesimo potrebbe andare in soprannumero mentre l'IDR deve essere esonerato dalla valutazione degli alunni e delle famiglie perchè tanto lui "anche se c'è un solo alunno" è assunto nella classe.

enrico draghi ha scritto:
Oppure, classi accorpate ma stesso numero di ore da mettere a disposizione delle scuole
Ma stiamo scherzando? Perchè volete essere trattati sempre diversamente?! Per gli altri docenti esiste la soprannumerarietà, l'esubero, le cattedre orario esterne, le utilizzazioni su organico di fatto, il rientro nella scuola di titolarità per un sessennio e poi il licenziamento per quelli di ruolo (e la non assunzione per i precari: si sa quanti colleghi precari stanno a casa il primo settembre di ogni anni?). E gli IDR invece dovrebbero avere norme speciali?
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Federico 74



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 1:05 am

Ciao a tutti.
Per Luca PS. Ho letto con attenzione i sei punti che tu hai elencato.
Ho notato che in più occasioni ti sei interessato delle questioni economiche degli insegnanti di religione. Certo, tu fai opera di divulgazione. Non ce l'hai con gli insegnanti di religione ma vuoi solo far conoscere la situazione.
E' evidente che ci sono delle differenze economiche tra gli insegnanti di religione e gli insegnanti delle altre materie.
Chi è che tratta queste cose? Si tratta di accordi tra la C.E.I. e il MIUR.
Quindi, anche volendo, noi insegnanti di religione non riusciamo ad incidere più di tanto.
La C.E.I. non vuole cambiare la situazione. C'è già stato un minuscolo cambiamento: chi non ha il titolo non verrà più pagato d'estate.
Il decreto di idoneità viene rilasciato dal direttore dell'ufficio scuola, che dipende dal vescovo.
La C.E.I. è l'insieme dei vescovi. Per questo penso che difficilmente gli insegnanti di religione difficilmente si metteranno contro i vescovi.
Anche l'insegnante di religione con un solo alunno in classe difficilmente protesterà. Nemmeno il collega di religione delle medie che prende come quello delle superiori protesterà. Ognuno ha le sue spese e le sue difficoltà economiche, per cui non credo che partirà da noi la richiesta di prendere di meno.
In realtà, per gli insegnanti di religione la situazione non è cambiata più di tanto, economicamente. E' peggiorata la situazione degli altri insegnanti. Però, in Italia le cose cambiano molto lentamente.
Siamo in un paese libero, per cui è giusto che tu esponga le tue opinioni. Però rimarrà tutto confinato in questo forum e in qualche sala insegnanti. Se vuoi cambiare le cose, vai alla C.E.I. e dillo a loro.
Noi insegnanti di religione potremmo anche dirti: "Hai ragione". E poi? Tutto rimane così.
Non siamo solo noi insegnanti di religione ad essere scontenti di molti aspetti della nostra professione. Tutto il mondo della scuola è scontento. Non è nemmeno utile dire "lavoro di più io".
Tu sai che nel mondo della scuola non ci sono molte gratificazioni economiche.
Nel mondo della scuola c'è anche poca voglia di lottare, molte volte ognuno si preoccupa solo del suo giardino.
Credimi, a volte è veramente stressante insegnare religione ed essere additato come quello che nella scuola fa poco e viene pagato tanto. Poi ti ritrovi con il mutuo, le spese, i figli. Come tutti gli altri.
Se in Italia ci fossero stati solo preti e suore ad insegnare religione probabilmente nessuno avrebbe mosso una critica. Forse nemmeno tu. Mi ricordo di quando Gesù diceva di non guardare alla pagliuzza nell'occhio del fratello, ma alla trave nel proprio occhio. Abbiamo milioni di euro che vengono spesi per privilegi ben maggiori di quelli degli insegnanti di religione. Basterebbe anche solo dimezzare lo stipendio ai parlamentari e spenderli per l'assunzione di nuovi insegnanti.
Però vorrei anche fare una critica al mondo della scuola. Ho visto dei documentari in cui si vedevano insegnanti infuriati perché non trovavano lavoro. Era quella trasmissione di rai tre. Il conduttore si chiamava Iacona o qualcosa del genere. Ma se uno è il numero 400 in graduatoria e sono stati assunti solo i primi 50 non possiamo farne una colpa allo stato. In certe zone ci sono troppi aspiranti insegnanti. Allora ecco i tfa, i psa, ecc., che in realtà sono fumo negli occhi. Se ci sono 400 insegnanti disoccupati in terza fascia che fanno il psa, vorrà dire che un domani ci saranno 400 insegnanti che faranno i disoccupati in seconda fascia.
L'insegnante di religione trova lavoro prima perché c'è meno concorrenza. In certe università c'è il numero chiuso. A volte, per poter aprire un istituto superiore di scienze religiose chiedono un minimo di iscritti. Quindi, nella scuola c'è anche molta gelosia non solo per il fatto che prendiamo di più (o meglio, il nostro stipendio procede mentre quello degli altri insegnanti è bloccato per anni).
Io credo che anche con il programma di sei punti di Luca PS il distacco degli altri insegnanti dagli insegnanti rimarrebbe lo stesso.
Sono pronto per la critica.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 2:02 am

Beh, intanto ti ringrazio per non aver contestato nulla di quel che ho detto - come invece fanno molti IDR, per la Causa - ma di aver detto che è tutto vero. Ti fa onore e fa onore alla verità.

Lo so che il Potere e la disuguaglianza vincono sempre, eccome se lo so. Da cristiano mi fa molto male, ma il cristianesimo si fonda su un non-miracolo (non è sceso dalla Croce... anche se poteva) e quindi il cristianesimo ci insegna ad accettare le prevaricazioni del più forte, perchè il vero miracolo non è quello di vincere il Potere di questa terra (e quindi sulla Croce il miracolo c'è stato!).

Con l'ultimo C.O. 2005 elettoral-politico di quella stagione al di qua e al di là del Tevere di cui ci ha poi informato la stampa e la televisione che si è dovuta fermare rispettivamente a fine 2011 al di qua del Tevere e ad inizio 2013 OltreTevere (neanche la DC ebbe il coraggio di bandire un Concorso per IDR), la Chiesa Cattolica Italiana pro-tempore ha pure creato divisione (e non comunione) tra voi IDR, creando dei "ruolisti una tantum", dando solo ad essi il T.I. e liberandoli dalla condotta morale, in quanto solo i ruolisti - non gli altri IDR - possono permettersi di perdere l'idoneità e di chiedere di insegnare la materia per la quale posseggono l'abilitazione o- se sprovvisti di abilitazione - la sola laurea.

La Chiesa Cattolica Italiana pro-tempore mantiene gli IDR in una condizione di discriminazione nei confronti degli altri insegnanti, a causa dei privilegi economici stipendiali e previdenziali di cui gli IDR sono destinatari (che avrebbero dovuto venir meno dopo il C.O., in quanto erano misure compensative per la non istituzione dei ruoli fino al 2005); molti IDR vorrebbero essere liberati da questo fardello ed essere come gli altri insegnanti. Non viene loro permesso: chi li mantiene in questa condizione, insegna dunque che il danaro vale di più, evidentemente.

Federico 74 ha scritto:
il nostro stipendio procede mentre quello degli altri insegnanti è bloccato per anni
Federico 74 ha scritto:
In realtà, per gli insegnanti di religione la situazione non è cambiata più di tanto, economicamente. E' peggiorata la situazione degli altri insegnanti
Certo, perchè gli IDR ammortizzano con i privilegi economici il blocco degli scatti: ti ringrazio per averlo detto; al contrario, molti IDR negano o si mostrano imprecisi e confusi su questo. Capisco che ciò è derivato dalla condizione di non libertà di coscienza che l'impiego vi impone, diversamente dai colleghi di materia.
  E' intollerabile che - in tempi di cambiamenti così gravi nella Scuola (blocco scatti e contratti) - si concedano ancora privilegi economici agli IDR o si assumano IDR per classi dimezzate o anche per 5 alunni, quando per le altre materie si costituiscono classi-pollaio e per seconda e terza lingua si accorpano le classi. Quella del divieto dell'accorpamento-classi è una norma che va proprio contro il bene comune (per le economie di spesa)  che viene postposto agli interessi particolari della categoria e, per questo cioè perchè lede l'interesse comune della comunità scolastica, fa molto male che quella norma sia ancora accettata dalla Chiesa Cattolica Italiana.

Federico 74 ha scritto:
La C.E.I. non vuole cambiare la situazione. Nemmeno il collega di religione delle medie che prende come quello delle superiori protesterà
Lo so che nessuno protesterà, come dici tu: il coraggio mica uno se lo può dare, diceva don Abbondio. Ma, da cristiano, non mi rassegno nè alle mancanze di proteste nè alle negazioni o ai rinnegamenti. Continuo ancora a credere nell'uguaglianza, a dispetto di ciò che il Potere vuole.

E' vero che le cose in Italia cambiano molto lentamente: cambiano ancora più lentamente per le lobby.

Federico 74 ha scritto:
Ognuno ha le sue spese e le sue difficoltà economiche, per cui non credo che partirà da noi la richiesta di prendere di meno.  Poi ti ritrovi con il mutuo, le spese, i figli.
Come i colleghi di materia, del resto: mutuo, spese, figli. Come un collega di sostegno che potrebbe essere assunto - per aiutare gli alunni in difficoltà - con la quota aggiuntiva di stipendio data a tre IDR; come i colleghi di seconda e terza lingua che non vengono assunti, perchè non dispongono della normativa ad categoriam che vieta di accorpare le classi, di cui beneficiano gli IDR il cui organico è "gonfiato" ovvero sganciato dal numero effettivo di alunni.
  No, secondo me, è sempre meglio la parità di trattamento economico, a parità di mansioni, anche se ad alcuni insegnanti - gli IDR - fa comodo (ed è umano!) prendere di più.

Però un punto a tuo favore, quando dici
Federico 74 ha scritto:
La C.E.I. non vuole cambiare la situazione. La C.E.I. è l'insieme dei vescovi. Per questo penso che difficilmente gli insegnanti di religione si metteranno contro i vescovi. Quindi, anche volendo, noi insegnanti di religione non riusciamo ad incidere più di tanto
Messa giù così (fai chiara attribuzione di responsabilità alla CEI; dici "anche volendo"; nomini un "mettersi contro", ancorchè come difficile possibilità) appare come una presa di distanza e l'emergere della coscienza individuale per una questione non giusta, quale è quella di cui si discute - emergere della coscienza individuale, che è frutto anche della sensibilizzazione, oltrechè della sensibilità personale - è sempre un piccolo passo verso la verità. Ti fa onore questa posizione - ancorchè solo accennata (cioè affermata mediante la negazione di essa) -, all'interno di una prospettiva di libertà di pensiero.

Federico 74 ha scritto:
Siamo in un paese libero, per cui è giusto che tu esponga le tue opinioni. Però rimarrà tutto confinato in questo forum e in qualche sala-insegnanti
  Beh, il forum di OS è letto da moltissimi (questo post è stato letto 2700 volte) e così anche altri forum e mailing-list nazionali e/o locali e così l'informazione vis-à-vis nelle Scuole. Intanto si informa e si sensibilizza.
  Poi, certo, hai ragione tu: è ovvio che il Potere ha molto più potere di comunicazione rispetto a questa comunicazione e che la disuguaglianza ha molto più potere dell'equità e della giustizia. E' stato sempre così, chi si è messo dalla parte del Potere ha avuto quasi sempre la meglio in questo mondo. Ma laddove c'è un potere, il Vangelo insegna di stare con chi quel potere non ce l'ha: anche se quel potere è il Sabato.

Quindi, confermo che tutto rimarrà confinato in qualche forum e in qualche sala-insegnanti. E intanto però si continua a sensibilizzare e a far conoscere il diverso trattamento economico (stipendiale e previdenziale) e di organico (divieto di accorpamento-classi) degli IDR: gli insegnanti di seconda e terza lingua sono molto sensibili a questa questione. Ti assicuro che gli insegnanti di materia non sanno o conoscono solo parzialmente la situazione e ho visto anche che qualche dinamica tra insegnanti si è mossa nella realtà di qualche Scuola, dopo aver conosciuto questa questione a fondo.
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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 9:21 am

Nio59 ha scritto:
Avere 18 classi è impegnativo: 18 ore in cui devi parlare, catturare l'attenzione dei ragazzi senza poter ricorrere a frasi tipo "Se non mi ascoltate, interrogo!"...senza poterti riposare dando esercizi da svolgere agli alunni e via dicendo.
E' possibile spiegare in maniera esauriente per quale motivo non si può dire "Se non mi ascoltate, interrogo!" ? In religione non esistono le valutazioni? Non esistono i voti (o i giudizi)? A me risulta di sì, anche se poi non fanno media aritmetica con le altre materie, ma in pagella figurano comunque. Per quale motivo dovrebbe essere impossibile interrogare?

Gli insegnanti di religione non stanno sempre a sbracciarsi a sostenere che anche la loro è una materia seria che deve seguire un programma, che ha dei contenuti culturali come tutte le altre, e che deve essere valutata come tutte le altre? Quindi potrebbero benissimo dare ai ragazzi dei veri e propri argomenti da studiare, compiti da fare, interrogare e mettere voti anche loro, come tutti. Se poi non vogliono interrogare per scelta, perchè a loro non conviene, perché in tal modo verrebbero a perdere il ruolo di "intrattenitore simpatico che li lascia liberi di fare quello che vogliono", perché non hanno nessuna intenzione di rendersi impopolari, o perché hanno paura che l'anno prossimo a religione non si iscriverebbe più nessuno, quella è un'altra faccenda. Ma dire che "non si può" interrogare o "non si può" assegnare ai ragazzi un'attività impegnativa da fare, mi pare l'ennesima sciocchezza.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 9:38 am

enrico draghi ha scritto:
Riguardo alla scuola primaria, ci sono ancora molte insegnanti di classe che fanno religione. Io questo non lo condivido. Se rinunciassero all’insegnamento della religione nelle loro classi si creerebbero nuovi posti di lavoro perché sarebbero nominati degli altri insegnanti di religione. Non ha senso togliere l’insegnante di inglese nella scuola primaria.
L'hanno GIA' tolto, non te n'eri accorto?

E comunque, non trovo nemmeno giusto condizionare le scelte di ordinamento didattico al fatto che creino più posti di lavoro o no: se si continua a fare rivendicazioni professionali SOLO su questa base, ci squalifichiamo e basta. La scuola non può essere vista come un generatore automatico di sistemazioni economiche per poveretti che hanno pur bisogno di rimediare uno stipendio da qualche parte. Che ci fossero insegnanti specialisti di inglese era opportuno per ragioni didattiche, e hanno fatto male, malissimo, a farli scomparire, soprattutto per ragioni didattiche, che bastano e avanzano per opporsi.

E allo stesso modo, io trovo inopportuno che gli insegnanti di classe delle elementari facciano religione, perchè questo può stabilire una disparità di rapporto con l'insegnante tra gli alunni che la seguono e quelli che non la seguono, e può seriamente confondere le idee ai ragazzini sul significato stesso dell'IRC.

(a parte il fatto che le mie personalissime opinioni vanno molto oltre e non ho mai nascosto di pensare sinceramente che l'IRC non ci dovrebbe proprio essere, ma non era di questo che si stava parlando adesso: visto che c'è, e che ha oggettivamente uno statuto DIVERSO da quello delle materie curricolari obbligatorie, trovo giustissimo che lo faccia una persona dedicata apposta, e che non venga confuso con le altre materie)

Però non si può prendere una posizione su una questione di opportunità ed efficacia didattica in base al fatto di "far liberare più posti di lavoro per qualche supplente in più". Che ci piaccia o no, di questa rivendicazione all'opinione pubblica non importa nulla, e ci fa fare solo la figura dei piagnucolosi che mendicano qualche briciola di ammortizzazione sociale, invece che dei professionisti che tengono ad essere valorizzati per ciò che fanno.

Lisa
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 9:41 am

paniscus ha scritto:
E' possibile spiegare in maniera esauriente
Posso aggiungere, Paniscus, che con il Riordino Gelmini sono aumentate le materie che hanno avute le ore ridotte a due e che quindi si sono avvicinate paurosamente al monte-ore di IRC (peraltro non dimentichiamo che alle Elementari IRC ha due ore e fa concorrenza a Inglese e altre materie, ma ora stiam parlando di Superiori). E queste materie, con due ore, in molti indirizzi sono "secondarie" nel curricolo, rispetto a quelle di indirizzo... quindi han difficoltà anche queste materie a "far lezione". Però il numero di valutazioni che il POF indica anche per queste materie sono sempre tre e siccome, per avere tre valutazioni, non si riesce a interrogare (con due ore e col trimestre/pentamestre), i docenti fanno legittimamente almeno due compiti scritti.

Pensate che Diritto ed Economia, in alcune Scuole, ha solo un'ora/settimana, perchè l'altra è di compresenza. Filosofia è stata portata a due ore in quasi tutti gli indirizzi. Senza parlare di Storia. O altre materie (Scienze o Arte, ad esempio). Oppure alcuni laboratori negli Ist. Tecnici, che hanno solo un'ora

Insomma, molte materie si sono avvicinate al monte-ore di IRC e tali materie non sono poi così fondamentali da essere tenute in debito conto dagli studenti e indurli ad uno studio matto e disperatissimo. Ma gli insegnanti di queste materie non si stracciano le vesti per dover mettere in atto particolari tecniche di intrattenimento, come sento spesso dagli IDR. Nè si lamentano della numerosità dei CdCl: diceva qualcun altro su questo sito, che gli IDR presenteranno pure loro il prospetto annuale delle 40+40 ore al D.S. e finite quelle possono assentarsi. Nè si lamentano per le Cattedre Orario Esterne, motivazione che invece gli IDR adducono (girare su due-tre scuole).

Insomma, col Riordino Gelmini IRC ha perso alcune specificità "vittimistiche" (ridotto numero di ore annuali, numerosità delle riunioni collegiali, cattedre orario esterne) che, prima del Riordino, molti IDR adducevano e continuano ad addurre per giustificare (in parte) i privilegi economici di cui sono destinatari.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 9:53 am

paniscus ha scritto:
non ho mai nascosto di pensare sinceramente che l'IRC non ci dovrebbe proprio essere, ma non era di questo che si stava parlando adesso
Già, Paniscus, sorvoliamo su questa frase, come giustamente fai tu, perchè sennò la discussione di sposta sull'aspetto ideologico e non se ne viene più fuori.

Io invece son d'accordo che ci sia Religione ma per esempio non tollero che alle elementari IRC superi il monte-ore di inglese:
- in prima elementare inglese ha un'ora/sett. mentre religione ne ha due;
- in seconda elementare, inglese è a pari merito con religione (due ore);
- in terza-quarta-quinta elementare, inglese ha finalmente un'ora in più di religione (cioè ha 3 ore, vs. le due ore di religione). Ma l'aumento di un'ora di inglese dalla seconda elementare alla quinta la pagano materie importanti come italiano, matematica, storia, scienze o geografia. Infatti, a partire dalla classe seconda vi è la diminuzione delle ore di italiano o matematica o storia o geografia o scienze in tutti i modelli-orario delle elementari poiché le ore di lingua inglese vengono appunto aumentate di un'ora. La cosa più logica dunque non era togliere l'ora di inglese a materie fondamentali come quelle citate ma ridurre di un'ora religione, per portarla a un'ora settimanale come in tutti gli altri gradi di scuola successivi alle elementari.

paniscus ha scritto:
E comunque, non trovo nemmeno giusto condizionare le scelte di ordinamento didattico al fatto che creino più posti di lavoro o no
Hai ragione, ma del resto si dicono anche altre cose, del tipo:
Federico 74 ha scritto:
Ognuno ha le sue spese e le sue difficoltà economiche, per cui non credo che partirà da noi (IDR) la richiesta di prendere di meno. Poi ti ritrovi con il mutuo, le spese, i figli. il nostro stipendio procede mentre quello degli altri insegnanti è bloccato per anni. In realtà, per gli insegnanti di religione la situazione non è cambiata più di tanto, economicamente. E' peggiorata la situazione degli altri insegnanti
Mutuo, spese e figli… esattamente come tutti gli insegnanti, che però hanno lo stesso trattamento economico.
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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 9:59 am

LucaPS ha scritto:
paniscus ha scritto:
E comunque, non trovo nemmeno giusto condizionare le scelte di ordinamento didattico al fatto che creino più posti di lavoro o no  
Hai ragione, ma del resto si dicono anche altre cose, del tipo:
Federico 74 ha scritto:
Ognuno ha le sue spese e le sue difficoltà economiche, per cui non credo che partirà da noi (IDR) la richiesta di prendere di meno.  Poi ti ritrovi con il mutuo, le spese, i figli. il nostro stipendio procede mentre quello degli altri insegnanti è bloccato per anni. In realtà, per gli insegnanti di religione la situazione non è cambiata più di tanto, economicamente. E' peggiorata la situazione degli altri insegnanti
Mutuo, spese e figli… esattamente come tutti gli insegnanti, che però hanno lo stesso trattamento economico.
Ecco: questo discorso filerebbe se esistesse qualche indizio che gli insegnanti di religione, gradualmente, negli anni, si fossero esplicitamente schierati a difesa dei diritti dei colleghi, la cui situazione andava sistematicamente a peggiorare mentre la prorpia rimaneva blindata. Ma a qualcuno risulta che ci sia stata una presa di posizione chiara in proposito?
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 10:05 am

paniscus ha scritto:
Ecco: questo discorso filerebbe se esistesse qualche indizio che gli insegnanti di religione, gradualmente, negli anni, si fossero esplicitamente schierati a difesa dei diritti dei colleghi, la cui situazione andava sistematicamente a peggiorare mentre la prorpia rimaneva blindata.
Paniscus, gli IDR più avvertiti e consapevoli (altri IDR, quando parli di queste cose, dicono di non sapere bene come è la loro situazione) hanno sempre detto che è giusto estendere i loro benefici economici a tutti gli insegnanti; ovviamente sanno benissimo che ciò non si potrà mai fare nè si vuole fare, per motivi di economie di spesa. Però continuano a dire questa storia dell'estensione dei loro privigilegi a tutti; e anche qualche docente di materia - per dare l'impressione di un atteggiamento ideologically o politically correct - è arrivato a dar ragione a questa favoletta utopistica e massimalista del pagare tutti gli insegnanti come gli IDR.

paniscus ha scritto:
Ma a qualcuno risulta che ci sia stata una presa di posizione chiara in proposito?
Nè tuttavia possiamo addebitare a loro la responsabilità; la responsabilità di questa ingiustizia è della Chiesa Cattolica Italiana pro-tempore (e lo dice benissimo Federico74, collega di religione, in un post precedente su questo thread), la quale ha ceduto alle lusinghe di un altro Potere, quello al di qua del Tevere; ultima lusinga, la divisione tra IDR creata dalla Chiesa Cattolica Italiana e dal Miur col Concorso Ordinario "elettoral-politico" del 2005, che ha creato degli "IDR ruolisti una tantum", a fronte di tutti gli altri.
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 12:01 pm

paniscus ha scritto:
Ecco: questo discorso filerebbe se esistesse qualche indizio che gli insegnanti di religione, gradualmente, negli anni, si fossero esplicitamente schierati a difesa dei diritti dei colleghi, la cui situazione andava sistematicamente a peggiorare mentre la prorpia rimaneva blindata. Ma a qualcuno risulta che ci sia stata una presa di posizione chiara in proposito?
Se per presa di posizione intendi partecipare a scioperi o fare petizione a favore dei colleghi di altre materie, molti di noi l'hanno fatto. Io l'ho fatto. Ci sono insegnanti di religione iscritti alla CGIL, che notoriamente non è un sindacato cattolico, che di uniscono agli altri insegnanti nelle loro rivendicazioni.
Piuttosto mi chiedo il contrario. Sul sito dello SNADIR c'è la petizione per chiedere il concorso per gli insegnanti di religione. Quanti insegnanti di altre materie hanno firmato la petizione on line?
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 12:17 pm

Io non la firmo per coerenza con le opinioni che ho sempre espresso, ossia perchè sono contraria all'esistenza stessa dell'IRC nelle scuole statali, almeno nella forma che ha adesso, e non l'ho mai nascosto a nessuno. PRIMA si smantelli completamente la modalità attuale, si elimini il carattere esplicitamente confessionale e ideologizzato di quel corso, e si tolga il potere delle abilitazioni e delle selezioni dalle mani delle curie, e POI troverò giusto che si equiparino realmente gli inquadramenti degli insegnanti.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 12:21 pm

enrico draghi ha scritto:
partecipare a scioperi o fare petizione a favore dei colleghi di altre materie, molti di noi l'hanno fatto. Io l'ho fatto. Ci sono insegnanti di religione iscritti alla CGIL
Paniscus, su questo Enrico ha ragione. In effetti, la loro posizione permette di stare con due piedi su uno stivale, in quanto alcuni di loro (ma è una esigua minoranza) partecipano alle rivendicazioni sindacali con tutti gli insegnanti perchè i contratti (che però per gli IDR sono stati mantenuti biennali dal Governo Berlusconi) e gli scatti sono stati bloccati anche agli IDR e così, se si ottiene qualcosa con quegli scioperi, comunque loro hanno un maggore trattamento economico perchè le eventuali acquisizioni della contrattazione vanno ad aggiungersi ai privilegi stipendiali. In altre parole, la loro è una condizione di Potere - permessa dalla Chiesa Cattolica Italiana pro-tempore che ha ceduto alle lusinghe al di qua del Tevere - che permette loro di chiedere diritti per tutti gli insegnanti, diritti che comunque si aggiungeranno ai privilegi di cui sono destinatari. E nonostante ciò, la maggior parte degli IDR non partecipa alla vita sindacale, forse per una mentalità di "affidamento" e di "passività fiduciosa" che ha radici culturali e religiose e ha radici anche pragmatiche, perchè "affidandosi e obbedendo" hanno ottenuto sempre molto, molti di più degli altri insegnanti che han combattuto per i propri diritti. E, del resto, la realtà ha dato loro ragione.

enrico draghi ha scritto:
Ci sono insegnanti di religione iscritti alla CGIL, che non è un sindacato cattolico
Lo sappiam tutti che il Potere da cui gli IDR sono protetti è un potere talmente forte che riesce ad integrare in sè anche le istanze di sindacati non cattolici, non avendone paura. Io, da cristiano, non posso stare dalla parte del Potere: il Vangelo me lo impedisce, anche - e soprattutto - se questo potere è il Sabato.

enrico draghi ha scritto:
Piuttosto mi chiedo il contrario. Sul sito dello SNADIR c'è la petizione per chiedere il concorso per gli insegnanti di religione. Quanti insegnanti di altre materie hanno firmato la petizione on line?
Ma è chiaramente una petizione senza senso, al di là del "senso di parte". Non si può bandire un Concorso a ruoli su una materia facoltativa e quindi soggetta a forti oscillazioni di organico e per di più il cui fabbisogno di organico di insegnanti ogni anno non viene calcolato sulla base del numero effettivo di alunni. Neppure la DC in quarant'anni aveva mai pensato ad un C.O. per IDR!

L'anomalia dunque non è la mancanza di un secondo C.O., l'anomalia è stata al contrario quel primo C.O. che tutti sappiam essere stato bandito per motivi elettoral-politici - peraltro di contingenti orizzonti temporali, ma questo allora era utile alla Politica - che ha istituito IDR ruolisti "una tantum", liberando solo alcuni dal "T.D. stabilizzato" e dalla condotta morale e introducendo divisione nella Comunità degli IDR.

Io, a differenza di Paniscus, son favorevole a IRC nelle Scuole ma non al C.O. - per i motivi suesposti - e a parità di condizioni con gli altri insegnanti.
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Federico 74



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 1:28 pm

Effettivamente il concorso serve ad avere uno stipendio migliore. Noi abbiamo già la stabilizzazione.
Inoltre non possiamo nemmeno dire "ho fatto il concorso, posso scegliere le scuole che voglio". Tanto è sempre la curia che sceglie per noi le scuole. Immagino che, non avendo la progressione di carriera, gli altri insegnanti rimangano nella classe zero fino a quando ottengono il ruolo.
Nella nostra categoria emerge anche un problema morale. Ho visto che molti, nel forum, hanno criticato il comportamento degli insegnanti di religione perché non partecipano alle riunioni o perché non insegnano. In realtà questo non dovrebbe essere possibile visto che noi siamo gli unici ad avere un "ente esterno" alla scuola che è la curia che dovrebbe controllarci.
L'insegnamento della religione è anche un settore in cui ci sono molte irregolarità, per esempio i non avvalenti lasciati in classe. Teniamo presente che si tratta di casi in cui esplicitamente i genitori hanno firmato un documento in cui chiedono che i loro figli non stiano con l'insegnante di religione.
Tra l'altro potrebbero essere assunti degli insegnanti per l'attività alternativa dalle graduatorie di istituto e questo viene fatto raramente.
Quindi immagino che molte delle persone che hanno scritto nel thread "Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione" insegnino alle superiori (dove ho paura che ci siano meno esempi positivi di insegnanti di religione volenterosi) e abbiano avuto a che fare con insegnanti di religione che non abbiano dato il buon esempio. Tra l'altro, anche Enrico Draghi diceva che spesso sono gli insegnanti di religione meno capaci e più svogliati a finire alle superiori perché se andassero alle elementari gli alunni ballerebbero sui banchi.
Non tutti gli insegnanti di religione sono così. Riguardo alle riunioni, mi sembra che gli insegnanti con più di sei classi (quindi non solo gli insegnanti di religione) abbiano il tetto delle 40 ore per i consigli di classe o di interclasse.
Mi è piaciuta molto la frase di Luca PS "Io, a differenza di Paniscus, son favorevole a IRC nelle Scuole ma non al C.O. - per i motivi su esposti - e a parità di condizioni con gli altri insegnanti."
E' vero che a volte ci sono delle difficoltà da parte degli insegnanti di religione ad inserirsi nelle scuole. Ed è vero che a volte siamo trattati male. Però credo che possa capitare a tutti di trovarsi male in una scuola. Aggiungo che ci sono insegnanti di religione che sono insopportabile anche per me, che sono un insegnante di religione.
Volevo anche dire a Luca PS che credo che nessuno metta in dubbio che ci sono le differenze economiche tra gli insegnanti di religione e gli insegnanti delle altre materie.
L'Italia è un paese un po' strano. Fino agli anni '90 noi prendevamo di meno. Adesso è il contrario. Non ci sono le vie di mezzo.
Un paese che non considera importante la scuola non farà molta strada.
Ci vuole più impegno anche da parte dei cattolici. Se si prendono di mira gli insegnanti di religione è perché ci si aspetta che diano un insegnamento coerente. Non a caso anche i preti sono criticati per quello che fanno, perché anche da loro ci si aspetta un esempio di vita coerente.
In questi mesi, nelle scuole, ho sentito che molti ammirano Papa Francesco. Molti mi hanno detto che sperano che anche i politici diventino come lui. Speriamo. Papa Francesco avrà molto da fare.
Luca PS, tu parlavi dei vantaggi economici degli insegnanti di religione. Molti vorrebbero che Papa Francesco intervenisse nello IOR. I soldi rovinano la religione. Gesù non era contro i soldi, ma era contro l'uso egoistico che si poteva fare dei soldi.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 1:32 pm

Ma passando a un concetto più generale... qualcuno si decide a spiegare onestamente, una volta per tutte, quale sarebbe il senso dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche attuali?

Perché i casi sono due, non se ne esce:

a) o si pensa che sia giusto insegnarla "per avvicinare i ragazzi alla religione cattolica" e quindi per fare propaganda esplicita a suo favore e sperare che questo aumenti il numero dei credenti, e dei cattolici in particolare...

b) oppure si pensa che sia giusto insegnarla perché ha avuto un grosso impatto sulla storia italiana, e quindi questo dovrebbe aiutare a capire meglio la cultura, l'arte, la filosofia e le tradizioni del nostro paese.

Ora, la prima motivazione mi sembra del tutto assurda, e anche profondamente iniqua. Lo stato italiano ha una costituzione laica, la religione di stato non esiste più, tutte le libere opinioni e le appartenenze identitarie devono essere considerate uguali di fronte alla legge, e le istituzioni devono trattare esattamente allo stesso modo i seguaci di qualsiasi religione o di qualsiasi visione del mondo non religiosa. Io trovo veramente inaccettabile l'idea che debba pensarci la scuola statale a incoraggiare i ragazzi ad avvicinarsi al cattolicesimo, altrimenti da soli non ci pensano: e se anche non volessero pensarci, chi se ne frega? Essere cattolici non è mica obbligatorio, per fortuna! Scusate la veemenza, ma veramente non riesco proprio a immaginare cosa c'entrino le problematiche spirituali con la scuola pubblica: le convinzioni di coscienza sono una cosa personale, o al massimo una questione di valori che si trasmettono in famiglia. L'educazione religiosa, per chi la considera importante, spetta alle famiglie: chi vuole che i propri figli abbiano una formazione cattolica non deve far altro che pensarci in prima persona, testimoniando quotidianamente tali valori in casa propria, e provvedendo a introdurre i propri figli alla frequentazione di luoghi e gruppi opportuni, in cui potranno avere facilmente e liberamente tutta l'educazione cattolica che si vuole. Potrei capire la preoccupazione che "il messaggio vada perso", se vivessimo in una società in cui è DIFFICILE accedere a una formazione religiosa, ma... stiamo scherzando? Siamo in una nazione dove a ogni angolo di strada c'è una parrocchia, e in cui ogni parrocchia organizza tutti gli anni, a ciclo continuo, corsi di catechismo e altre attività di formazione religiosa per ragazzi, che non costano assolutamente nulla, e che accolgono tutti! Chi vuole è liberissimo di andarci, PERCHE' ci deve pensare la scuola?????

Nel secondo caso, invece (ossia, che l'insegnamento della religione cattolica sarebbe importante anche per chi non ci crede, perché "aiuta a capire meglio la cultura e la storia italiana", a me sembra semplicemente falso. Se fosse davvero così, sarei FAVOREVOLISSIMA a un insegnamento del genere, ma semplicemente non è così, punto e basta. Ma quando mai, nelle lezioni di religione delle nostre scuole, si insegna davvero questo? Quando mai si parla davvero dell'impatto storico che la cultura cattolica ha avuto sull'evoluzione della società italiana ed europea? E dire che ci sarebbe un'infinità di cose interessantissime da insegnare, su questo: il rapporto tra architettura delle chiese e spazi sociali delle città, i legami tra calendario naturale agricolo e feste religiose, la nascita dei sistemi moderni di assistenza sociale sul modello delle confraternite di misericordia, l'uso strumentale del linguaggio religioso a fini di potere, il ruolo economico e demografico dei conventi, la modalità dei culti funebri, le origini del folklore e delle superstizioni popolari, il significato di determinati stili e simboli artistici, proverbi, modi di dire, feste tradizionali... in altri termini, la contestualizzazione di tutte queste cose nella loro epoca e nella loro evoluzione.

Ma quando mai?

Perché nelle lezioni di IRC, quando va bene, si parla solo ed esclusivamente di problemi di attualità e di vaghissimi insegnamenti morali più amichevoli possibile?

Non dico che sia dannoso, ma COSA C'ENTRA con la pretesa che questo "aiuti a conoscere meglio la cultura generale italiana"... e addirittura che non si possa capire Dante, Manzoni o Michelangelo se non si seguono le lezioni di IRC attuale? Ma quando mai, per capire Dante, Manzoni o Michelangelo, è utile guardare documentari sul disboscamento dell'Indonesia o sulla violenza negli stadi, o passare un'ora a discutere sul bullismo, sull'anoressia, o sulle trappole di facebook?

Se poi questo intervento è fuori tema, e qualche moderatore preferisce spostarlo altrove, non mi offendo. Però mi piacerebbe che la discussione continuasse : - )

Lisa
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 2:54 pm

Federico 74 ha scritto:
Mi è piaciuta molto la frase di Luca PS "Io, a differenza di Paniscus, son favorevole a IRC nelle Scuole ma non al C.O. - per i motivi su esposti - e a parità di condizioni con gli altri insegnanti."
Certo Federico. Sono molto credente e non confondo le Chiese con Dio nè confondo la fede con la religione. Per salvare la mia fede, ho dovuto scindere il binomio Dio-Chiesa: mica potevo correre il rischio di perdere la fede in Dio solo per colpa di qualche condotta di qualche cardinale o prete o di qualche conto in nero della Chiesa Cattolica! Sono cristiano (cattolico solo per derivazione culturale, per il fatto di essere nato in Italia e non ad Amburgo, a Londra o in Africa): Dio e pure Gesù Cristo è uno solo. Capisco che posso dire queste cose perchè sono libero e ringrazio di esserlo. Spesso a Scuola parlo più spesso io di Dio che i colleghi di religione.

IRC alle Superiori è l'ultima occasione che i ragazzi - in questo mondo che gira in altri modi - hanno di sentire parlare di Dio e ne abbiamo tutti bisogno. E per questo mi arrabbio quando i colleghi di religione non parlano di Dio ma di psicologie, diritti umani, etc. per annacquare Dio all'interno delle Scienze Umane. Che abbiano il coraggio della testimonianza: del resto, gli alunni che rimangono in classe son quelli che hanno scelto.

Non combatto per mantenere il cattolicesimo in Europa - ancorchè riconosco che l'Europa ha radici storico-culturali cristiane - perchè se la Provvidenza di Dio vuole che l'Europa diventi musulmana, non sarò certo io e nè la Chiesa Cattolica Romana a raddrizzare la barca sul lago di Tiberiade ma lo Spirito.

Continuerò a informare sulle disparità di trattamento economico e di organico che la Ch. Cattolica Italiana promuove negli insegnanti italiani, per mantenere e gestire un potere piccolo-piccolo, cedendo alle lusinghe della Politica e arrivando con essa a compromessi inaccettabili. Ma nulla di tutto questo c'entra - fortunatamente - con Dio, ma col peccato del Potere di cui gli IDR non sono responsabili - essi solo ma non la Chiesa -, mancando in loro - nel caso in oggetto - la piena avvertenza e il deliberato consenso.


Ultima modifica di LucaPS il Lun Ago 19, 2013 7:21 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 3:38 pm

LucaPS ha scritto:
IRC alle Superiori è l'ultima occasione che i ragazzi - in questo mondo che gira in altri modi - hanno di sentire parlare di Dio e ne abbiamo tutti bisogno. E per questo mi arrabbio quando i colleghi di religione non parlano di Dio ma di psicologie, diritti umani, etc. per annacquare Dio all'interno delle Scienze Umane.
Ma perché, per il solo fatto di "sentir parlare di Dio", dovrebbe essere necessario beccarsi un diretto ed esplicito indottrinamento, a senso unico, e in linea con la dottrina di quell'unica specifica organizzazione sociale che si chiama Chiesa Cattolica Apostolica Romana?

Si vuole sostenere che solo i cattolici credono in Dio?

Che solo i cattolici hanno il concetto di Dio?

Che solo la concezione di Dio che hanno i cattolici è quella "giusta" e accettabile?

A un certo punto, hai fatto il paragone con la cultura musulmana: ma perchè, i musulmani non credono in Dio?
Ma quando mai?

E soprattutto: da dove lo deduci che chi non segue l'IRC sia un povero deprivato che non avrà mai più nessuna occasione di sentir parlare di Dio in vita sua? Come è possibile una cosa del genere, visto che i linguaggi e le espressioni tipiche della religione cattolica hanno una visibilità sociale ENORME in qualsiasi contesto della vita pubblica italiana?

Pensi davvero che l'italiano medio, a meno di non aver seguito l'ora di religione a scuola, non sia a conoscenza dell'esistenza delle chiese, dei preti, del papa, del catechismo, dei sacramenti, delle preghiere, e che non possa avere la libertà di accedervi se vuole?

Ma siamo seri!

E soprattutto, perché dovrebbe occuparsene la scuola pubblica?

PERCHE' le istituzioni cattoliche non si accontentano di fare quello stesso rispettabilissimo lavoro all'interno dei loro ambienti, in cui è liberissimo di andare per scelta chiunque sia interessato? PERCHE' hanno tutto questo bisogno impellente di spacciarlo a tutti i costi anche a chi non lo cerca spontaneamente????????

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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 5:00 pm

Pan, ti prego: non stiamo discutendo di argomenti ideologici, teologici o religiosi. Nessuna lotta di religione ma solo equità.

Stiamo discutendo di una questione molto più semplice: il diverso trattamento economico (stipendiale e previdenziale) e di organico sganciato dal numero effettivo di alunni di cui una categoria minoritaria di insegnanti della Scuola Pubblica è destinatario da parte dello stesso datore di lavoro, che costituisce disparità di trattamento tra dipendenti pubblici che svolgono le medesime mansioni nello stesso comparto della P.A., sia a T.D. che a T.I.

I sacrifici delle classi-pollaio li devono fare solo gli insegnanti di materia e non gli IDR, a cui è concesso di non accorpare le classi anche nel caso vi sia un solo alunno avvalentesi al fine di salvaguardare e "gonfiare" l'organico degli IDR, sganciadolo dal reale fabbisogno legato all'organico degli alunni: questo - assieme agli altri privilegi della piccola casta - è profondamente iniquo e dannoso per il Paese, in un periodo in cui a tutti è richiesto di stringere la cinghia.

---

Tagli alla scuola, ma aumentano i prof di religione
Il Ministero dell'Istruzione ha pubblicato i dati relativi all'anno scolastico appena concluso, dai quali risulta una riduzione del numero di insegnanti, ad eccezione di quelli di religione
http://www.europaquotidiano.it/2013/01/22/scuola-aumentano-gli-insegnanti-di-religione-il-pd-vuole-vederci-chiaro/
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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 5:15 pm

Per Paniscus. In realtà religione viene insegnata facendo riferimento al punto b. O meglio, dovrebbe essere così, perché evidentemente nella tua scuola non lo fanno.
Per quello io penso che, nella scuola primaria, l'insegnante di religione sia più costretto a non uscire dai binari. Di solito nella scuola primaria la religione viene insegnata più coscienziosamente rispetto alle medie e alle superiori. Parlare del disboscamento dell'Indonesia, della violenza degli stadi, del bullismo e dell'anoressia sta ad indicare una cosa: l'insegnante di religione in questione è un debole. Ha paura che i suoi alunni non lo approvino ed evidentemente parla di quello che vogliono loro.
Anni fa ho insegnato religione e ho parlato anche dell'architettura del tempio di Gerusalemme, della vita degli Ebrei nomadi nel deserto e della struttura della Bibbia. Quando alcuni ragazzi chiesero di parlare della droga io dissi: "Va bene, che cosa avete da dire?" Non avevano niente da dire. Allora io dissi: "Non parleremo di certo per tutto l'anno della droga. Questa è l'ora di religione". Un conto è interessarsi dei problemi sollevati dagli alunni, un conto è farsi dominare dagli alunni. E' l'insegnante di religione che guida la lezione. C'è un forum in cui parlavo di didattica di religione, sempre su orizzonte scuola, in cui io e altri colleghi discutevamo degli argomenti che trattiamo nelle ore di religione. Io dedico molto tempo per far conoscere gli usi della Palestina del tempo di Gesù. Con i più grandi faccio un po' di storia della Chiesa. Parlando di scuola primaria, è evidente che gli argomenti sono trattati in modo più semplice.
Una volta ho avuto una soddisfazione: ho incontrato per strada degli ex alunni delle superiori. Dopo di me hanno avuto un altro insegnante di religione. Mi hanno detto: "Professore, era meglio lei. Almeno lei parlava di religione. Adesso parliamo sempre di droga". Questo dimostra che l'insegnante deve fare quello che è giusto per i suoi alunni e non quello che vogliono loro. Purtroppo quella degli insegnanti di religione incapaci e svogliati è una brutta piaga nella Chiesa.
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Federico 74



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MessaggioOggetto: Re: Ecco il giochetto permesso agli Insegnanti di Religione.    Lun Ago 19, 2013 5:38 pm

Per Paniscus: Luca PS intendeva dire che fare religione alle superiori è (o meglio, dovrebbe essere) un'opportunità importante per gli alunni. Quindi, bisognerebbe usare bene questa opportunità. Gli insegnanti di religione dovrebbero insegnare religione. Altrimenti, tanto vale mettere un'ora di conversazione al posto dell'ora di religione.
Parlare di attualità nell'ora di religione non va bene. Come dice Enrico Draghi, nella scuola primaria di solito si fa veramente religione. Mi sembra anche che nella scuola primaria occorra una certa preparazione per poter insegnare religione. I colleghi svogliati probabilmente pensano: "Alle superiori sono grandi. Si guardano da soli. Chi se ne frega. A loro va bene anche che si parli di droga. Così sembro un insegnante moderno".
Per Luca PS. Secondo il documento che hai citato, tra il 2007/08 e il 2011/2012 c'è stato un aumento del 19.4% degli insegnanti di religione. E' una cifra considerevole. Nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria le maestre di classe stanno iniziando a rinunciare a fare religione. Nelle superiori a volte vengono attivati nuovi indirizzi e questo fa aumentare le ore di religione. Per esempio, vengono aperti nuovi istituti alberghieri. Nel giro di pochi anni questi istituti arrivano ad avere alcune sezioni e in pratica si forma una nuova cattedra di religione. Un altro dettaglio: non tutte le curie assumono ad orario completo, per cui un insegnante di religione può avere 18 o 20 ore nelle elementari e 15-16 ore nelle medie e superiori. Sono rare le cattedre solo alla materna. Spesso ci sono cattedre miste materna/primaria. Negli ultimi anni probabilmente è anche aumentato il ricorso al part-time.
Per quel che ne so, nel nostro settore non ci sono stati ancora molti pensionamenti. Le "leve forti" stanno ancora insegnando. Per cui immagino che quando arriveranno i pensionamenti di queste leve ci sarà un ricambio generazionale.
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