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 La Ministra Giannini, le riforme sulla scuola, Bibiana e l'art. 33 della Costituzione italiana

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elisaPA



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MessaggioOggetto: La Ministra Giannini, le riforme sulla scuola, Bibiana e l'art. 33 della Costituzione italiana   Gio Lug 31, 2014 5:38 pm

La Ministra Giannini a proposito del caso di Bibiana in cui le private impediscono (sulla base di una legge regionale voluta da Cota) l'apertura di una scuola dell'infanzia pubblica,  ha detto che che “i veti incrociati fra pubblico e privato sono il frutto marcio di una stagione passata”. Inoltre che  "lo Stato ha "il dovere di garantire la qualità e l’esercizio del diritto di scelta per le famiglie" e la legge Berlinguer, che nel 2000 ha riconosciuto la parità scolastica degli istituti privati, non è stata completamente attuata, ma si è fermata in pratica solo al loro riconoscimento formale".

http://www.orizzontescuola.it/news/giannini-sul-caso-bibiana-scuole-paritarie-stanno-lottando-sopravvivere

Qualcuno che sta vicino alla Ministra le ricordi che nessuna legge dello Stato è superiore a quella costituzionale e pertanto TUTTE LE RIFORME E LEGGI PER LA SCUOLA, pubblica o privata, devono seguire l'art. 33 della Costituzione che dice che: Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Per cui le private mai e poi mai hanno diritto ai fondi pubblici come le pubbliche, con Berlinguer o senza, con i vari Cota o senza.
Allo stesso modo sono incostituzionali tutte quelle leggi che attribuiscono fondi pubblici alle private (con la scusa dei bonus alle famiglie) anche se parificate (sono sempre private e non pubbliche).

Impugnare tutte le leggi contro l'art. 33 è un'altra forma di lotta contro la deriva attuale.

Inoltre la legge regionale piemontese è di per sè incostituzionale e annullabile perchè delle scuole di qualsivoglia genere non possono negare l'apertura di altre.

L'art. 34 della costituzione dice solamente che " i capaci e i meritevoli" (e non TUTTI) anche se privi di mezzi possono accedere a borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. (e non gratis).
Per cui come si giustificano legalmente le leggi sui "bonus alle famiglie" di cui tanti politici, per amore della CEI, sono e sono stati tanti frementi e appassionati creatori?
Non sono incostituzionali anche le leggi che riguardano questi?
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